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Occasione persa per stare zitti, o meglio parlare dell'imminente proposta sul federalismo.

Portare a casa qualcosa e poi aprire nuovi fronti.

Questo o vuole mandare a puttane tutto o non è riuscito a digerire la bocciatura del figlio.

Ho capito, ma se l' Umberto tiene un comizio con la sua "base" e si lascia andare a qualche "eccesso" dei suoi, non è che bisogna scriverci sopra un saggio di politica avanzata...........

Edited by ROOSTERS99
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quasi perfetto... :lol:

Eh già cazzo io non sono un elettore PDL-ex-An, ho votato la Lega, me ne ero dimenticato! :rolleyes::lol:

Dimenticavo: che siano del sud, del centro, del nord, gli insegnanti devono essere bravi e preparati e magari dovrebbero anche parlare in italiano. Mia cugina a 8 anni scriveva il "deddado", io c'ho impiegato una mezza stagione a capire cosa cazzo erano gli angoli "diggiunti"!

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Occasione persa per stare zitti, o meglio parlare dell'imminente proposta sul federalismo.

Portare a casa qualcosa e poi aprire nuovi fronti.

Questo o vuole mandare a puttane tutto o non è riuscito a digerire la bocciatura del figlio.

o magari serviva alzare un bel polverone per distogliere l'attenzione (o presunta tale) dei media dal fatto che la Cricca del Cavaliere sta facendo approvare delle vergognose leggi salva-culo-del-capo.

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Chiamato?! Eccomi! :D

L'Inno di Mameli, adottato in via provvisoria il 12 ottobre 1946, mi fa cagare: una canzonettina che rende bene l'idea del Popolo cialtrone che siamo fin dall'attacco, quell'orrendo "popporopò poropò poropoppopò!". Per non parlare delle parole, in linea con la letteratura e la poesia dell'epoca, una roba che ci vuole un barile di maloox per digerirle una alla volta. Bossi dice che da sempre preferisce l'Inno del Piave, posso condividere, è commovente, ricorda l'eroismo della povera gente che ha difeso i confini e conquistato le nostre terre, riempie i polmoni di gioia e vigore quando lo canti ma, se devo essere sincero, la mia preferenza storica va da sempre all'Inno a San Marco, certamente un po' troppo contestualizzato alla realtà veneziana (si può sempre adattare), ma più carico emotivamente e degno di essere un Inno rispetto a quella ciofeca di Mameli/ Novaro. L'Inno di Mameli non mi piace, è gonfio di retorica, rappresenta il ricordo di una classe politica e dirigenziale arrogante, ingorda, consociativista e incapace. Per questo i politici di entrambi gli schieramenti si incazzano quando viene messo in discussione... :D

Cosa ne pensa un elettore PDL-ex-An?! Occasione persa per metterlo in discussione e sostituirlo con qualcosa di meglio... insieme all'abolizione del 25 aprile e al ripristino del 4 novembre e la modifica dell'Articolo 1 della Costituzione, quell'ottocentesco, socialista, antiquato, incomprensibile: L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro... ho esagerato? :D

Non ho capito una cosa, o forse non l'hai capita tu.

Se domani con l'inno di San Marco diventato nazionale, un Ministro della Repubblica si alza e citando «quando il grido del valore con i fanti eterno sta» alza il dito medio esclamando «Tié, tié, i fanti mi stanno sul cazzo, questa è terra di alpini e i fanti stiano a razzolare in Liguria e in Toscana» saremmo tornati al punto di partenza.

O sbaglio?

f12 (finto fante con la penna nera sul cuore)

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o magari serviva alzare un bel polverone per distogliere l'attenzione (o presunta tale) dei media dal fatto che la Cricca del Cavaliere sta facendo approvare delle vergognose leggi salva-culo-del-capo.

Tu sì che te ne intendi........... ce lo vedo proprio il Bossi che fà polveroni per coprire il Cavaliere......

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Se parliamo di turismo straniero che paga e compra pacchetti premium è pochissimo.

L'Italia per il 99% del mondo non è il paese d'o sole anche perchè ci sono molti altri paesi che ce l'hanno che se lo gestiscono meglio costano meno. Solo noi invece abbiamo Roma, Firenze, Venezia, Pisa, Assisi, Gubbio e chi più ne ha più ne metta. Poi capita che chi viene per quello si faccia un giro a Capri o in Sardegna. Ma ripeto, la cosa che distingue il nostro paese è il turismo di argomento religioso o para-religioso.

Davide, quando dici che molti altri paesi hanno oepre sacre e città d'arte io voglio sperare che tu mi voglia canzonare.

In quanto a città d'arte e opere, la stragrandissima maggioranza te lo ricordo a carattere religioso quando non espressamente pagate dalla chiesa stessa a suo tempo, l'Italia non vede la seconda in classifica manco col telescopio Hubble regolato a manetta.

Se tu mi fai un'analisi delle perdite generate dalla chiesa sul conto economico dell'Italia io allora ti scrivo la parte profitti, mi sembra che c'entri eccome. Sennò pare che sti soldi li si dia a gente che veramente se ne fa nulla.

Tralascio lo stato patrimoniale perchè essendo inestimabile staremmo qua per un po' a dsicutere quanto vale un patrimonio come S.Pietro per l'umanità.

Poi, di tutto si può parlare soprattutto di alcuni privilegi e di alcune situazioni createsi in altri contesti storici "fino a quando le mucche non tornano a casa" e riconosco che molte cose che hai detto possono certamente essere dibattute.

Ma, ci piaccia o per meglio dire ti piaccia o no, la chiesa cattolica è un'elica del DNA di questa nazione non si può liquidarla come una S.p.A. qualsiasi.

l'italia ha il 60 e passa % del patrimonio artistico mondiale, e molto di questo è a sfondo religioso. questa è cosa nota e risaputa. il fatto però che la basilica di san marco attiri milioni di turisti ogni anno continua a non farmi capire perchè gli hotel e le altre attività commerciali del vaticano debbano essere esentate dalla normale tassazione. aggiungiamo poi che TUTTE, e dico TUTTE le opere d'arte che hai genericamente citato sono manutenzionate a spese della repubblica italiana, non certo del vaticano. mi sembra che questo sia già abbondantemente un sufficiente modo di "ripagare" (se mai fosse necessario, e per conto mio non lo è) il vaticano per i turisti che attira. aggiungiamo poi che:

1) i milioni di turisti che arrivano, portano altrettanti milioni anche nelle casse del vaticano (grazie appunto alle citate attività commerciali e alle agenzie di viaggio legate a san pietro)

2) non confondiamo il turismo culturale con quello religioso in senso stretto. perchè se parliamo di turismo religioso tout-court, le mete + visitate non sono in italia, sono fatima e lourdes.

infine, per la parte evidenziata, posto che nel mio dna di cattolico non c'è veramente niente (parlo di valori), ti rispondo che, dati alla mano, è il vaticano stesso a comportarsi come una SPA, molto ben diretta tra l'altro.

Mah.

Da cattolico praticante trovo comunque molte cose scritte da Davide come qualcosa su cui riflettere.

Io difendo strenuamente alcune istituzioni religiose, per cui non ritengo minimamente che le convenzioni con le scuole cattoliche siano una spesa da limare.

Nel particolare, le scuole materne sono un elemento assolutamente insostituibile e che vanno a coprire quello che a livello statale sarebbe un buco enorme.

Altre attività riconducibili alla Chiesa, come oratori, enti benefici ed altro devono godere di sovvenzioni che vanno viste come spese per il sociale e non come finanziamento al Vaticano.

E' però anche vero che le attività commerciale devono essere trattate alla pari di quelle "laiche" e che una revisione della suddivisione delle spese all'interno della Chiesa male non faccia.

sulle convenzioni con le scuole, qualcosa da dire l'avrei.

sono invece d'accordo che, quando si parla di scuole materne ed attività sociale, la chiesa sia andata a coprire quelle lacune che lo stato ha vergognosamente lasciato, diventando così veramente delle spese per il sociale. il libro che ho citato così copiosamente (in tutti i sensi :D) è molto interessante proprio per la sua obiettività, e questo è un altro argomento che tratta.

l'uso che la chiesa fa dell'8x100, poi, dovrebbe veramente far riflettere chi versa il proprio contributo, convinto che questo venga utilizzato per beneficienza.

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Non ho capito una cosa, o forse non l'hai capita tu.

Se domani con l'inno di San Marco diventato nazionale, un Ministro della Repubblica si alza e citando «quando il grido del valore con i fanti eterno sta» alza il dito medio esclamando «Tié, tié, i fanti mi stanno sul cazzo, questa è terra di alpini e i fanti stiano a razzolare in Liguria e in Toscana» saremmo tornati al punto di partenza.

O sbaglio?

f12 (finto fante con la penna nera sul cuore)

corretto. insieme ai fanti, migliaia e migliaia di artiglieri, cavalieri, marinai ecc ecc hanno dato la vita combattendo nelle guerre in cui (più o meno giustamente) l'italia ha preso parte.

detto ciò, l'inno di mameli fa cagare anche me, ma non trovo alternative adeguate (con tutto il rispetto per il sommo giuseppe verdi, il va' pensiero è una mazzata nelle palle).

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Questa discussione sull'inno nazionale è quantomeno inutile.

Esso non cambierà.

L'articolo 1 della costituzione invece potrebbe anche cambiare....neanche a me quella frase così assurda entusiasma. Anche perchè che sia PROPRIO l'Italia a fondarsi sul lavoro fa un po' ridere.

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Questa discussione sull'inno nazionale è quantomeno inutile.

Esso non cambierà.

L'articolo 1 della costituzione invece potrebbe anche cambiare....neanche a me quella frase così assurda entusiasma. Anche perchè che sia PROPRIO l'Italia a fondarsi sul lavoro fa un po' ridere.

Obiettivo raggiunto dal senatur allora.

Generare discussioni inutili ...

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In quanto a città d'arte e opere, la stragrandissima maggioranza te lo ricordo a carattere religioso quando non espressamente pagate dalla chiesa stessa a suo tempo, l'Italia non vede la seconda in classifica manco col telescopio Hubble regolato a manetta.

questa mi era sfuggita.

molto carina, un po' come sostenere che il ponte sullo Stretto lo pagherà Berlusconi..

ps: lungi da me negare l'importanza che la Chiesa ha avuto nella costituzione dello sconfinato patrimonio artistico italiano (pensare che un tempo noi italiani si faceva cose sì belline, e guarda che massa di stronzi siamo adesso... autocit.), ma ricordiamo anche che per tirare in piedi chiese nella capitale, i Papi hanno smontato il Circo Massimo, parte del Colosseo e i templi dell'antica Roma.

Edited by Leasir
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Non ho capito una cosa, o forse non l'hai capita tu.

Se domani con l'inno di San Marco diventato nazionale, un Ministro della Repubblica si alza e citando «quando il grido del valore con i fanti eterno sta» alza il dito medio esclamando «Tié, tié, i fanti mi stanno sul cazzo, questa è terra di alpini e i fanti stiano a razzolare in Liguria e in Toscana» saremmo tornati al punto di partenza.

O sbaglio?

f12 (finto fante con la penna nera sul cuore)

Franz, l'Inno nazionale, il tricolore e tutta la simbologia riconducibile all'unità nazionale (che, in linea di principio, non è solo geografica, ma storica, culturale, sociale) sono stati dimenticati se non insultati per almeno 40/50 anni e non dalla Lega, in quanto simbologia troppo vicina al nazionalismo e quindi accostabile al Fascismo. Penso di poterlo senza tema di smentite, avendolo dovuto sopportare anche sulla mia pellaccia ....

Questo rinnovato spirito patriottardo, è tornato di moda grazie a Ciampi ma soprattutto a ... Bossi. Parliamoci chiaro: l'unità nazionale, storica, geografica, sociale, culturale è offesa e calpestata ogni giorno da tutti noi italiani stessi. E non per una qualche malcelata identità locale, ma per ignoranza, menefreghismo, approssimazione. Figuriamoci quindi quanto mi possa shockare il "gestaccio" di Bossi .. trovo le reazioni successive piuttosto stucchevoli, in particolare da parte di chi ieri e spesso anche oggi ha fatto di tutto per cancellare l'Identità nazionale, geografica, storica, culturale, sociale ecc ecc ...

Non ci si deve ricordare di difendere l'Unità Nazionale solo perchè Bossi male interpreta un passaggio dell'Inno di Mameli/Novari accompagnandolo con il "gestaccio" a uso e consumo dei suoi elettori più beceri.

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A quando uno studio di settore per i lavoratori dipendenti?

Per i lavoratori dipendenti si applica già qualcosa di molto simile allo studio di settore.

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Per i lavoratori dipendenti si applica già qualcosa di molto simile allo studio di settore.

Non conosco lo studio di settore, ma so che il dipendente deve DICHIARARE TRAMITE AUTOCERTIFICAZIONE di essere un lavoratore dipendente per avere le detrazioni da lavoratore dipendente...... questa però stava meglio in Grazie Tatanka, visto che l'hanno inventata proni & schioppasse & visco....

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Non conosco lo studio di settore, ma so che il dipendente deve DICHIARARE TRAMITE AUTOCERTIFICAZIONE di essere un lavoratore dipendente per avere le detrazioni da lavoratore dipendente...... questa però stava meglio in Grazie Tatanka, visto che l'hanno inventata proni & schioppasse & visco....

Devo essermela persa.

O forse quando faccio il 730 firmo di tutto senza saperlo.

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Vedi busta paga alla voce: "Altre detrazioni - art 13 TU". Se c'è un importo, hai autocertificato, se non ce l'hai, puoi farlo con il 730. E' lo stesso modulo usato per chiedere le detrazioni per coniugi e/o figli a carico, previsto dalla finanziaria del 2006 e in vigore dal 2007. Puoi evitare di autocertificarti e recuperare le detrazioni da lavoro dipendente e assimilato nel 730. Si tratta però di un quasi 10% circa di stipendio in più al mese, la restituzione invece è prevista in due tranche semestrali a seguito della compilazione del 730. Quindi i tuoi soldi li rivedi un anno e passa dopo. Ovviamente!! E tutto questo per colpa tua!! Grazie Tatanka!!

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Vedi busta paga alla voce: "Altre detrazioni - art 13 TU". Se c'è un importo, hai autocertificato, se non ce l'hai, puoi farlo con il 730. E' lo stesso modulo usato per chiedere le detrazioni per coniugi e/o figli a carico, previsto dalla finanziaria del 2006 e in vigore dal 2007. Puoi evitare di autocertificarti e recuperare le detrazioni da lavoro dipendente e assimilato nel 730. Si tratta però di un quasi 10% circa di stipendio in più al mese, la restituzione invece è prevista in due tranche semestrali a seguito della compilazione del 730. Quindi i tuoi soldi li rivedi un anno e passa dopo. Ovviamente!! E tutto questo per colpa tua!! Grazie Tatanka!!

Io vedo un 57 e rotti euri di detrazione lav. dip. + 90 e rotti detraz. figli a car.

Siccome 57 non è il 10% dello stipendio mensile devo guardare nel 730 se compare qualcosa d'altro.

Rispetto al pre-prodi cosa è cambiato?

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-_-:o:o:o:o ....vuoi vedere che dopo Napoli.......

Economia - Presto Intesa San Paolo presenterà al governo la cordata italiana che salverà la compagnia. Tagli per 4 mila unità e fusione con AirOne i punti chiave

La nuova Alitalia potrebbe tornare a Malpensa

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Una nuova cordata, esuberi per 4-5 mila unità e poi Alitalia potrà risorgere e ripartire con una nuova veste. Sarà una sorta di "Alitalia 2", nata dall’iniziativa di Intesa San Paolo per salvare la compagnia: l’amministratore delegato della banca scelta come advisor dal governo, Corrado Passera, presenterà il nuovo piano al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che poi provvederà a dar vita all’iter legislativo (con le necessarie modifiche alla “salvaimprese” o Marzano) per il salvataggio definitivo ed evitare il fallimento.

Dalle indiscrezioni riportate da Repubblica, sembra che Alitalia possa essere assorbita da una cordata tutta italiana, con partecipazioni di imprenditori (ancora non ben definiti) ed istituti economici supportati da AirOne che si fonderebbe con Volare (la low cost fallita e risorta, contesa tra la stessa Alitalia e la compagnia del patron Carlo Toto). L'obiettivo è raggiungere i 700-750 milioni per l’avvio, con l’assorbimento della giovane flotta di AirOne valutata 250 milioni. Possibile anche un intervento di Meridiana, mentre rimarrà il marchio Alitalia. Previsto dal piano anche un incremento dei voli a corto e medio raggio, con AirOne che ha già in progetto investimenti ed ampliamenti a Malpensa. Dallo scalo varesino partiranno nuovi collegamenti per New York e saranno ripristinati quelli con la Cina, mentre a Fiumicino resteranno gli altri collegamenti di lungo raggio, comprese America Latina e India: da capire come la nuova Alitalia potrà integrarsi con i progetti di sviluppo messi in campo da Sea, il cui numero uno Giuseppe Bonomi ha escluso per il momento un ritorno da vettore di riferimento del vettore italiano, ruolo per cui sembra invece essere in pole position la tedesca Lufthansa. Dovranno anche essere riviste le alleanze internazionali: Alitalia è inserita nello SkyTeam con AirFrance, AirOne è invece legata alla Star Alliance con Lufthansa. La flotta della nuova Alitalia sarà ridotta e verranno dimessi gli aerei più vecchi e che consumano di più (gli Md80 che saranno sostituiti dagli Airbus321 per il medio raggio, mentre per il lungo si punterà sull’acquisto in leasing dei Boeing 767, 777 e 787).

Nota dolente, ma che verrà presentata ai sindacati solo a settembre, quella che riguarda i tagli al personale: si parla di 4-5 mila unità (550 piloti di cui 140 del cargo che dovrebbe essere ceduto, 1100 assistenti di volo, 2.300 dipendenti di terra), per la maggior parte prepensionamenti e cassa integrazione straordinaria. C’è anche la possibilità dell'esternalizzazione delle attività di Alitalia Airport nei piccoli scali (300 lavoratori), quelle di amministrazione e It (1800 persone circa), di Atitech (700) e di buona parte della manutenzione. Parte del personale dimesso da Alitalia potrebbe rientrare dalla porta di servizio ed essere assunto dalle controllate dello Stato (Fintecna o Finmeccanica).

Mercoledi 23 Luglio 2008

redazione@varesenews.it

Edited by ROOSTERS99
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-_-:o:o:o:o ....vuoi vedere che dopo Napoli.......

Economia - Presto Intesa San Paolo presenterà al governo la cordata italiana che salverà la compagnia. Tagli per 4 mila unità e fusione con AirOne i punti chiave

La nuova Alitalia potrebbe tornare a Malpensa

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Una nuova cordata, esuberi per 4-5 mila unità e poi Alitalia potrà risorgere e ripartire con una nuova veste. Sarà una sorta di "Alitalia 2", nata dall’iniziativa di Intesa San Paolo per salvare la compagnia: l’amministratore delegato della banca scelta come advisor dal governo, Corrado Passera, presenterà il nuovo piano al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che poi provvederà a dar vita all’iter legislativo (con le necessarie modifiche alla “salvaimprese” o Marzano) per il salvataggio definitivo ed evitare il fallimento.

Chissà come mai il Governo ha appena allungato - senza alcuna gara di appalto - il contratto a Benetton e soci per la concessione delle Autostrade.

Do ut des. Nel pubblico...

f12

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Chissà come mai il Governo ha appena allungato - senza alcuna gara di appalto - il contratto a Benetton e soci per la concessione delle Autostrade.

Do ut des. Nel pubblico...

f12

Le discussioni sui Benetton avevano posto fisso , garantito ed assicurato in Grazie Tatanka .

Mi dici che col tempo siamo arrivati al bipartisan ? -_-

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Il vero costo del greggio? 80 dollari al barile (senza speculazione)

commenti - | | 22 luglio 2008

Sole 24 ore.

Il prezzo del greggio sarebbe di circa 80 dollari al barile se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Lo ha indicato Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando quanto calcolato da alcuni analisti. Una quotazione di 80 dollari al barile risulterebbe del 38 per cento inferiore al prezzo di chiusura del greggio martedì a New York e ridarebbe fiato alle economie dei paesi consumatori, fra i quali gli Stati Uniti.

Il Congresso Usa, da parte sua, studierà questa settimana delle proposte volte proprio a mettere al bando alcuni aspetti delle contrattazioni dei derivati petroliferi, che secondo gli Usa hanno distorto la domanda e contribuito al balzo del 69 percento segnato dal greggio nell'ultimo anno.

I legislatori Usa stanno considerando fra le altre cose la possibilità di limitare il numero di contratti che un investitore può detenere e potrebbero obbligare gli operatori ad un'informativa più stringente, per ridurre la domanda speculativa rispetto alla domanda fisica di greggio.

«Gli americani vengono presi per la gola non solo dall'Opec ma anche dagli speculatori proprio qui nel nostro paese», ha detto il senatore Ted Stevens, un repubblicano dell'Alaska, riferendosi all'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio. «Storicamente, non è stato un grande problema. Solo di recente la speculazione ha raggiunto livelli insostenibili».

I contratti petroliferi in mano agli investitori sul mercato di New York sono quasi raddoppiati ad aprile dall'anno prima, secondo la Commodity Futures Trading Commission, in una fase in cui operatori quali Goldman Sachs Group Inc. hanno aumentato le scommesse sulle variazioni di prezzo, esacerbando i rincari del greggio, di cui non intendono poi prendere fisicamente possesso, dicono i critici, e tutto ciò a fini esclusivamente di lucro e non di copertura del rischio.

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Merdame at its best.

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Senato, saltano i tagli al bilancio:

gruppi dimezzati, però la spesa sale

La mancata disdetta del contratto del personale annulla

i cinque milioni di risparmi previsti

Quattro milioni l'anno: tanto il Senato avrebbe risparmiato grazie alla riduzione dei gruppi parlamentari. Il calcolo l'aveva fatto l'Ansa, quarantotto ore dopo le elezioni, citando «fonti parlamentari». Quattro milioni: sui circa 600 che ogni anno spendiamo per la Camera alta non è una gran cifra. Ma sarebbe stato sempre meglio di niente. Invece di quei quattro piccoli milioni, nel bilancio che il Senato approva oggi, non c'è nemmeno l'ombra. Anzi. Nonostante il numero dei gruppi si sia dimezzato, passando da 11 a sei, e quest'anno ce ne siano stati quindi cinque in meno per otto mesi (la nuova legislatura è iniziata il 23 aprile), spenderemo addirittura 750 mila euro in più. Il conto salirà dai 39 milioni 350 mila euro del 2007 a 40 milioni 100 mila euro: è scritto nero su bianco a pagina 65 del bilancio. L'aumento è dell' 1,91%, superiore anche a quell'inflazione programmata che doveva rappresentare il limite invalicabile delle spese. Chiamiamola col suo nome: un'autentica beffa.

Eppure ci avevano provato, alla fine dell'anno scorso, a contenere le spese del Senato almeno entro quel tetto. C'era voluta, è vero, la spallata di un emendamento alla Finanziaria presentato da Massimo Villone e Cesare Salvi, due senatori della sinistra rimasti senza seggio al pari dei loro colleghi di schieramento, per costringere l'amministrazione delle Camere, ma anche quella del Quirinale, ad assumere come riferimento l'inflazione programmata e non più, com'era stato fino ad allora, il prodotto interno lordo nominale, che consentiva agli organi costituzionali, in realtà, di fare i furbetti. Tagliare di oltre 5 milioni le previsioni di uscita del Senato per quest'anno, tuttavia, non era stato affatto facile. Ma alla fine il senatore del Pd Gianni Nieddu (non ricandidato dal suo partito) era riuscito a convincere la presidenza di Franco Marini a disdettare un contratto del personale che prevede scatti e automatismi tali da avere spinto le retribuzioni dei dipendenti del Senato a una media di oltre 131 mila euro lordi pro capite, e con un aumento di oltre mille euro al mese in un solo anno. Da quell'intervento dovevano arrivare risparmi per almeno 3 milioni e mezzo di euro, a coronamento di un impegno solenne assunto per iscritto dal consiglio di presidenza del Senato: quello di ridurre in modo significativo l'incidenza del costo del personale sulle spese correnti, che aveva ormai superato il 40%.

E la manovra sugli stipendi sarebbe stata appena l'antipasto, seguito da un piatto ancora più sostanzioso: l'innalzamento dell'età minima pensionabile per tutti i dipendenti di Palazzo Madama a 53 anni. Sappiamo com'è andata. La fine anticipata della legislatura ha mandato in soffitta quel progetto, così chi è entrato al Senato prima del 1998 potrà continuare a ritirarsi dal lavoro anche a 50 anni, infischiandosene di scaloni e scalini. E ha mandato in soffitta anche la disdetta del contratto del personale: lo ha deciso la commissione contenziosa, uno speciale organismo interno, motivando la revoca con un vizio di forma. Il risultato è che la spesa per gli stipendi, invece di diminuire, salirà ancora: dell'1,14%. E non basta. La somma dei costi per il personale in attività e per i pensionati, che beneficiano come i dipendenti degli aumenti retributivi, ha raggiunto il 42,92% delle uscite complessive, contro il 42,74% del 2007 e il 41,52% del 2006. Numeri che hanno indotto i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord) ad ammettere una resa senza condizioni: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida», hanno scritto nel bilancio.

Quest'anno, poi, c'è anche la ciliegina sulla torta dei nuovi vitalizi a 57 parlamentari non rieletti e dei 7 milioni 251 mila euro per pagare gli «assegni di solidarietà» (si chiamano proprio così) ai senatori che hanno perso il posto. Risultato: le spese correnti del Senato raggiungeranno quest'anno 570,6 milioni, 12 milioni 273.500 euro in più rispetto al 2007, con un aumento del 2,20%. Alla faccia di un'inflazione programmata dell'1,7%. Si dirà che il costo della vita è salito molto di più, e comunque nel bilancio c'è l'impegno a non far salire nel 2009 le spese oltre l'1,5% programmato dal Tesoro. Ma questo cambia poco. La sostanza è che le spese continuano ad aumentare, con poche eccezioni. Il costo per i servizi di ristorazione, per esempio cresce dello 0,76% a 2,8 milioni. Quello per le pulizie e il facchinaggio aumenta invece del 6,53%, da 4,3 a 4,6 milioni. La bolletta dell'acqua, poi, non si schioda dai 300 mila euro. Mentre la spesa per «servizi informatici e riproduzione » si incrementa addirittura del 13,44%, raggiungendo 9,3 milioni.

E continua anche l'espansione immobiliare. A pagina 44 del progetto di bilancio si parla di una trattativa che sarebbe stata in corso al momento in cui è stata predisposta la prima versione del documento contabile, a fine febbraio 2008, per «l'acquisizione in locazione dell'intero secondo piano di un immobile situato in piazza del Pantheon». Senza peraltro menzionare il costo dell'operazione. Soprattutto, come denuncia Antonio Paravia, che già si era astenuto sui precedenti bilanci, ci sono sempre i soliti problemi di trasparenza: «Il finanziamento dei gruppi, per esempio, non è sufficientemente dettagliato, e non si capisce bene come vengono impiegati i soldi. Il fatto è che i bilanci di Camera e Senato vengono scritti da tre questori, approvati dall'ufficio di presidenza, resi disponibili ai parlamentari quarantotto ore prima di essere portati in assemblea e ratificati dalle aule solitamente semideserte. Il che, per un bilancio come il nostro da 600 milioni, non è proprio un dettaglio». Si tranquillizzi, il senatore del Pdl. Comincioli, Adragna e Franco promettono una «rigorosa gestione delle risorse di bilancio, attenti all'obiettivo prioritario del contenimento della spesa». E se lo dicono loro...

Bruneeeettttaaaaaaaaaaaaa

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Roo, aggiornami sulla benzina.

Il greggio è sceso da 140 a 125 $/barile. Espresso in euro non so di quanto sia sceso. La benza come è messa?

Posted (edited)
Le discussioni sui Benetton avevano posto fisso , garantito ed assicurato in Grazie Tatanka .

Mi dici che col tempo siamo arrivati al bipartisan ? ;)

Guarda, io li boicotto (nel vestiario) da quando ammazzarono il marchio DiVarese...

Convinzione rafforzata dalle campagne pubblicitarie di Toscani

;)

Edited by Franz#12
Posted
Roo, aggiornami sulla benzina.

Il greggio è sceso da 140 a 125 $/barile. Espresso in euro non so di quanto sia sceso. La benza come è messa?

con la strage della famiglia moratti a monito per tutti, forse inizierà a scendere... ;)

Posted
Guarda, io li boicotto (nel vestiario) da quando ammazzarono il marchio DiVarese...

Convinzione rafforzata dalle campagne pubblicitarie di Toscani

;)

Io non entro in autostrada.

Ma probabilmente non ci entrerei neanche se fosse mia.

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