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Che uno stia agli arresti per un anno senza che il processo sia ancora iniziato è chiaramente un problema.

Come i lunghissimi tempi di tutti i processi.

E' la lentezza il primo problema del nostro sistema. La soluzione è la responsabilità dei giudici? Non penso.

Epperò , quello che potrebbe indispettire un Roosters qualsiasi potrebbe anche essere constatare come la velocità del sistema sia molto ad personam .

Edited by Virgus
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Abolito ?

Perchè , c'è mai stata ?

L'Unione di Prodi l'ha avuta.

Non ha rispettato le attese ed è stato masacrato (elettoralmente).

Il PdL no. NOn ha rispettato le attese ma i suoi elettori si bevono che la colpa e solo dei comunisti cattivi.

E con questo non sto dicendo che tutti devono andare a votare PD, sia chiaro.

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L'Unione di Prodi l'ha avuta.

Non ha rispettato le attese ed è stato masacrato (elettoralmente).

Il PdL no. NOn ha rispettato le attese ma i suoi elettori si bevono che la colpa e solo dei comunisti cattivi.

E con questo non sto dicendo che tutti devono andare a votare PD, sia chiaro.

Chi ti dice che chi ha tradito non verrà massacrato alle prossime elezioni ?

Secondo me , ad esempio , fini non ne uscirà benissimo ... :g[1]:

P.S. e poi tu , se come termine di paragone , continui a citarmi il peggio che si sia mai visto in 150 di storia d'italia ...

Edited by Virgus
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Adesso non ho tempo (devo andare in udienza!).

Il messaggio che volevo far passare, tuttavia, è che il mio progressivo distacco dalle note posizioni di maggioranza è nato, non a caso, dopo aver capito in cosa consisteva il processo breve (un indulto pro domo sua).

In un Paese di 60.000.000 di abitanti la "giustizia quotidiana" è qualcosa di davvero diverso dai casi copertina dell'ad di fastweb o del deputato PDL.

Ed è quella giustizia quotidiana a dover essere riformata, perchè davvero influisce sulla vita dei cittadini comuni.

Ma ogni riforma vera, non le pippe demagogiche di cui leggiamo ogni giorno, passa da investimenti altrettanto veri.

A cominciare dall'assunzione di un numero di magistrati proporzionato alle effettive esigenze.

Anche perchè, più sono, meno diventano potenti: le caste sono sempre composte da pochi eletti.

A Virgus, sui chirurghi e le loro assicurazioni, racconterò in PM una faccenda che ho conosciuto per vie riservate (appena ho tempo).

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Adesso non ho tempo (devo andare in udienza!).

Il messaggio che volevo far passare, tuttavia, è che il mio progressivo distacco dalle note posizioni di maggioranza è nato, non a caso, dopo aver capito in cosa consisteva il processo breve (un indulto pro domo sua).

In un Paese di 60.000.000 di abitanti la "giustizia quotidiana" è qualcosa di davvero diverso dai casi copertina dell'ad di fastweb o del deputato PDL.

Ed è quella giustizia quotidiana a dover essere riformata, perchè davvero influisce sulla vita dei cittadini comuni.

Ma ogni riforma vera, non le pippe demagogiche di cui leggiamo ogni giorno, passa da investimenti altrettanto veri.

A cominciare dall'assunzione di un numero di magistrati proporzionato alle effettive esigenze.

Anche perchè, più sono, meno diventano potenti: le caste sono sempre composte da pochi eletti.

A Virgus, sui chirurghi e le loro assicurazioni, racconterò in PM una faccenda che ho conosciuto per vie riservate (appena ho tempo).

Ri-premetto che sono poco informato/interessato ma la pensiamo più o meno uguale .

Ed il mio riferimento agli n-mila euro che dovrei prendere e , probabilmente , non prenderò :g[1]: è li ad imperitura testimonianza . :g[1]:

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L'Unione di Prodi l'ha avuta.

Non ha rispettato le attese ed è stato masacrato (elettoralmente).

Il PdL no. NOn ha rispettato le attese ma i suoi elettori si bevono che la colpa e solo dei comunisti cattivi.

E con questo non sto dicendo che tutti devono andare a votare PD, sia chiaro.

Va che l'Unione ha perso perche' quel simpatico bamba di Veltroni ha pensato "Yes, I can" e si e' schiantato con la sua giosa macchina da guerra contro il porcellum, tagliando fuori la sinistra estrema.

Avesse avuto una calcolatrice solare, oggi avremmo ancora Bertinotti e Dilberto e ben altre situazioni in parlamento.

La presunta maturita' politica dell'elettorato di sinistra nulla c'entra. Da sempre gli italiani fiutano e votano chi pensano vincera' e Veltroni puzzava di sconfitta lontano un miglio.

Detto questo e' vero quello che dici sulla responsabilita' politica, gli italiani tifano.

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E comunque, un paese che ha abolito la responsabilità politica per i governanti che cazzo di responsabilità può chiedere a qualsiasi cittadino?
Abolito ?

Perchè , c'è mai stata ?

La "responsabilità politica" rende conto nelle urne. E' la democrazia.

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............

In un Paese di 60.000.000 di abitanti la "giustizia quotidiana" è qualcosa di davvero diverso dai casi copertina dell'ad di fastweb o del deputato PDL.

Ed è quella giustizia quotidiana a dover essere riformata, perchè davvero influisce sulla vita dei cittadini comuni.

Ma ogni riforma vera, non le pippe demagogiche di cui leggiamo ogni giorno, passa da investimenti altrettanto veri.

A cominciare dall'assunzione di un numero di magistrati proporzionato alle effettive esigenze.

Anche perchè, più sono, meno diventano potenti: le caste sono sempre composte da pochi eletti.

................

Questo è tema serissimo sul quale puoi darci indicazioni preziose.

Posted

Per rendere onore alla giustizia quando essa opera molto bene,

ecco un caso per il quale non posso che applaudire il giudice e tutti coloro

che hanno in poco più di un anno, assicurato alla giustizia un pazzo criminale !!

Bene !

Rapina Viale Milano

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Case regalate e prestiti: tutti i record di Di Pietro

Il leader Idv protesta al Trivulzio e sente odore di nuova Tangentopoli. Ma si scorda il suo passato..

FACCI

Libero-news.it

«Gheddafi!, Noriega!, Hitler!, Videla!, Dracula!, Nerone!, Pilato!, Erode!, Saddam!, Vanna Marchi!, nazista!, fascista!, razzista!, piduista!, antisemita!, mafioso!, serpente a sonagli!». A tutte le volanti, attenzione, si segnala la presenza di un pazzo urlante che si dirige in direzione Sud Milano: dovrebbe trattarsi del noto Di Pietro Antonio, parlamentare della Repubblica, figuro che ha già preannunciato i propri movimenti a mezzo di apposito comunicato: «Lunedì 28 febbraio, alle 10,30, organizzerò un presidio davanti la sede del Pio Albergo Trivulzio. Vado per testimoniare che in 19 anni non ho mai mollato il mio impegno civile rispetto a quello che ritengo sia il problema dell’Italia, la legalità. E per denunciare che dalla lezione del Trivulzio la politica non ha tratto nessun insegnamento per modificare i propri comportamenti».

Qui centrale, a tutte le volanti: alla luce del predetto comunicato è perciò possibile vaticinare il percorso che il Di Pietro seguirà da qui al citato 28 febbraio; i turni di sorveglianza andranno di conseguenza organizzati tenendo conto delle future probabili tappe:

A tutte le volanti

1) Passaggio romano in via Principe Eugenio, dove il Di Pietro nel 2005 acquistò un appartamento di 235 metri quadri (costo: 1.045.000 euro) e poi lo affittò al Partito per una cifra che andava a coprire e superare la rata mensile del mutuo che intanto aveva acceso: il Di Pietro cioè affittava ad Antonio Di Pietro che pagava coi soldi del finanziamento pubblico ai partiti. In concreto: Di Pietro, con il denaro pubblico del partito, cioè dei contribuenti, comprava casa per sé. In seguito ad articoli di stampa e interpellanze parlamentari che scopriranno l’altarino, il Di Pietro nel 2007 deciderà di vendere l’immobile a 1.115.000 euro.

2) Passaggio bergamasco via Antonio Locatelli, in pieno centro, dove il Di Pietro nel 2006 acquistò un appartamento di 178 metri quadri (costo: 261.661 euro, un incredibile affare regalato dalla cartolarizzazione degli immobili dell’Inail) per poi ancora affittarlo al partito Italia dei Valori, cioè a se stesso, che lo ripagò con soldi pubblici.

3) Passaggio milanese in via Andegari, angolo via Manzoni, presso lussuosa palazzina in affitto: il Di Pietro la ottenne dal Fondo Pensioni Cariplo nel 1991 con canone cosiddetto equo di 234 mila lire il mese, comprese le spese di ristrutturazione. L’appartamento fu poi passato al figlio Cristiano - procedura irregolare, perché il contratto proibiva ogni genere di subaffitto - e l’assegnazione ebbe luogo non solo ignorando la prevista graduatoria d’attesa, ma saltando di netto anche l’apposita commissione affittanze: questo grazie al cordiale appoggio dell’allora sindaco Paolo Pillitteri e del vicepresidente Cariplo Sergio Radaelli, già cassiere socialista.

4) Passaggio milanese in via Felice Casati, dove il Di Pietro nel 2004 acquistò un appartamento di 188 metri quadri (costo: 614.500 euro) e subito dopo lo affittò al partito Italia dei Valori per 2800 euro al mese, cifra che andava a coprire e superare la rata mensile del mutuo che intanto aveva acceso: lo stesso schema seguito sopra. Di Pietro, con il denaro pubblico del partito, cioè dei contribuenti, comprava casa per sé.

Camaleontico

Qui centrale, a tutte le volanti, si tenga conto che il suddetto percorso è suscettibile di cambiamenti: avendo il Di Pietro genericamente parlato di comportamenti poco ortodossi della classe politica - ergo di prepende e di privilegi favoriti dal potere ottenuto - è possibile che il citato, prima di passare al Trivulzio per cospargersi il capo di cenere, possa modificare il proprio pellegrinaggio anche in virtù dei seguenti riferimenti personali: cento milioni senza interessi presi in prestito dall’imprenditore inquisito (allora) Giancarlo Gorrini, soldi restituiti con assegni circolari poi incassati e avvolti in carta di giornale poco prima di dimettersi nel 1994; altri cento milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito (allora) Antonio D’Adamo, soldi restituiti nel 1995 in una scatola da scarpe; decine o centinaia di milioni (cifra imprecisata) ottenuti per il pagamento del debito dell’amico Eleuterio Rea (da Gorrini, D’Adamo e Franco Maggiorelli); una Mercedes Ce da 65 milioni (da Gorrini) rivenduta all’avvocato Giuseppe Lucibello per 20 milioni (cinquanta, secondo una sentenza bresciana) con i quali il magistrato si è poi comprato una Fiat Tipo bianca, soldi che sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio 1994 ma incassati in novembre; una Lancia Dedra la moglie (da D’Adamo); utilizzo stabile di una garçonnière dietro piazza Duomo (da D’Adamo) fino all’inizio del 1994; utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma, dietro via Veneto (da D’Adamo) a partire dall’89; ottenimento di pacchetti di pratiche legali per la moglie di Di Pietro (da Gorrini); altre consulenze legali per la moglie (da D’Adamo) con contratti di consulenza per complessivi sessantadue milioni; impiego del figlio, due volte, alla Maa (da Gorrini); vestiario di lusso nelle boutique Tincati, Fimar e Hitman di Milano (da D’Adamo) con taglia drop 56; un telefono cellulare per sé (da D’Adamo) e poi un altro intestato al suo collaboratore Rocco Stragapede (da D’Adamo): almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma (da D’Adamo); ombrelli, agende, penne e cartolame vario (da Gorrini); stock di calzettoni al ginocchio (da Gorrini); viaggi in jet privato per partite di caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti (da Gorrini); una libreria destinata alla casa di Curno (acquistata tramite D’Adamo).

A tutte le volanti, forse è meglio raddoppiare i turni di sorveglianza.

26/02/2011

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Varese, benzina a 1,59

Ecco la mappa dei prezzi

VARESE Anche nella Città Giardino prezzi record per benzina e gasolio

VARESE (f. man.) Non si ferma il prezzo della benzina. E con l'aria che tira in Libia le previsioni sono tutt'altro che favorevoli agli automobilisti. Ieri, abbiamo messo insieme una piccola mappa dei prezzi nei distributori cittadini. Quasi ovunque è stata superata la soglia del'1,50 euro al litro. E non è finita qui: Figisc Confcommercio stima che nei prossimi giorni ci saranno ulteriori rincari tra 1,5 centesimi di euro al litro per il gasolio e di 2 centesimi per la benzina. La Figisc ricorda che sul mercato interno, i prezzi alla pompa della benzina hanno fatto registrare un aumento di +0,021 euro/litro con Iva per la benzina e di +0,026 euro/litro per il gasolio. «Nel panorama europeo dei prezzi, l'Italia - in una classifica decrescente dal prezzo più caro a quello meno caro - è posizionata al nono posto per il prezzo della benzina ed al sesto posto per il prezzo del gasolio».

In Svizzera i prezzi non hanno conosciuto variazioni nelle ultime settimane. Superata la dogana del Gaggiolo, tutti i gestori stanno praticando sostanzialmente lo stesso prezzo di sette giorni fa. E torna ad essere conveniente, perlomeno per i titolari di Carta sconto in fascia B, il pieno oltreconfine. Ieri nei distributori di Stabio si trovava la benzina 95 a 1,66 franchi, 1,276 euro con il cambio medio praticato di 1,30 franchi per un euro, mentre la benzina 98 si trovava a 1,71 e il diesel a 1,82 (1,4 euro con il cambio indicato). Sul fronte varesino del confine purtroppo le cose non vanno esattamente nello stesso modo. Sono parecchi i distributori che sui cartelloni stanno esponendo prezzi superiori all'euro e mezzo per la benzina verde, già da qualche giorno. Fino alla settimana scorsa però si trattava, con qualche eccezione, delle pompe di benzina che funzionano con l'opzione “servito”; girando per la città, ieri i prezzi esorbitanti in questione erano comparsi anche a lato dei distributori fai da te.

Il record nella zona del centro città è andato all'Agip di via Sanvito, dove la benzina super plus (la 98, per intenderci) con opzione “servito” veniva venduta a 1,593 euro al litro, mentre l'ordinaria 95 ottani a 1,523. 1,411 invece il prezzo del diesel, 1,481 quello del BlueDiesel Tech. Identici gestore e servizio, ma leggermente inferiori in viale Borri: 1,569 e 1,499 la 98 e la 95, poi 1,387 il diesel di base e 1,457 quello ecologico. Il prezzo cala se si sceglie il fai da te, dove disponibile: 1,523 per la super plus e 1,453 per la super, poi 1,341 e 1,411 per i due diesel, alle Agip.

Alla Ip, sempre self service, 1,523 la benzina e 1,413 il diesel, mentre alla Q8 self service la benzina era a quota 1,473; 1,361 il diesel, e 1,436 l'Hi Q diesel. 1,489 la benzina verde della Shell, e 1,379 il diesel, mentre alla Erg si scende all'1,480 e 1,369. Esso arriva a quota 1,425 la benzina e 1,312 il diesel.

Gli aumenti dei prezzi della benzina avranno ripercussioni pari a 210 euro annui a famiglia. Per gli italiani, sostengono le associazioni dei consumatori, questo si tradurrà in una stangata da 210 euro a famiglia: 90 euro per i rifornimenti di carburante, 120 euro per costi indiretti, in particolare bollette energetiche, trasporti e prezzi dei prodotti trasportati. Stangata destinata ad aggravarsi se non saranno presi provvedimenti a salvaguardia dei consumatori.

La Provincia di Varese

______________________

Ma possibile che non si possa mai fare nulla comtro le merde dei petrolieri italiani ???

:angry:-_-:angry: :angry:

Edited by ROOSTERS99
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Mi sembra che ormai i prezzi abbiano raggiunto e superato quelli record del 2008.

Curiosità:

- prezzo al barile del 2008-->mi pare si assestasse sui 95€;

- prezzo al barile oggi-->mi pare sia intorno ai 73€.

Ma chi protegge davvero i consumatori oggi?

Vogliamo poi parlare delle Malpractice delle varie aziende che dovrebbero erogare servizi, fornendo invece disservizi (sono vicino a denunciare TeleTu...Dragon, si potrebbe intentare una causa contro quei disonesti ed inadempienti?) e continue violazioni alla Privacy (non puoi chiedere una informazione che subito ti trovi inondato da posta cartacea ed elettronica senza richiesta) senza che si possa far nulla?

Povera Italia.

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Una cosa indecente che meriterebbe una reazione violenta dal nostro governo (parlandone da vivo).

Questi della benzina hanno messo su un cartello alla luce del sole e li lasciamo fare.

Come prima azione di rappresaglia, proporrei lo scioglimento dell'Inter.

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Una cosa indecente che meriterebbe una reazione violenta dal nostro governo (parlandone da vivo).

Questi della benzina hanno messo su un cartello alla luce del sole e li lasciamo fare.

Come prima azione di rappresaglia, proporrei lo scioglimento dell'Inter.

Giusta considerazione sul governo...... ma anche sulla popolazione degli "spolpati" che và in piazza

per mille motivi e non per protestare contro questi incredibili soprusi !

Edited by ROOSTERS99
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Giusta considerazione sul governo...... ma anche sulla popolazione degli "spolpati" che và in piazza

per mille motivi e non per protestare contro questi incredibili soprusi !

Roo, cazzo, ma per una volta non riesco proprio a dire "ok. ci dovrebbe pensare il governo", senza tirare in ballo anche "gli altri"? :angry:

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Roo, cazzo, ma per una volta non riesco proprio a dire "ok. ci dovrebbe pensare il governo", senza tirare in ballo anche "gli altri"? :angry:

Virgus ti ha risposto interpretando in pieno il mio pensiero !! -_-

Detto ciò, ci tengo comunque a specificare che il governo lo prenderei a calci nel culo quando non interviene (pesantemente, se possibbilie !) in situazioni come queste

Edited by ROOSTERS99
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Peraltro, il governo, come prima azione dovrebbe sciogliere l'Inter....... :rolleyes:

Ot.

Ci fosse un procuratore federale serio , non servirebbe il governo .

Fine ot.

:angry:

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Ok , Tricki , ma :

SE NON ORA , QUANDO ? (.... andare in piazza per qualcosa di utile ???? )

Ok, allora organizziamo tu ed io

Un problema bipartisan che riguarda tutti vedrà in piazza anche te? (e me per la prima volta, visto che di norma non scendo, se escludo quando ero studente. Anche se ammiro molto chi lo fa) :rolleyes:

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Ok, allora organizziamo tu ed io

Un problema bipartisan che riguarda tutti vedrà in piazza anche te? (e me per la prima volta, visto che di norma non scendo, se escludo quando ero studente. Anche se ammiro molto chi lo fa) ;)

E Roo dove lo lasciamo ? :rolleyes:

Scherzi a parte , io in piazza sono sceso tante di quelle volte in vita mia ... poi ho conosciuto mia moglie .... mi son sposato .... i bambini ....

adesso con gli amici mi trovo a casa ... :angry:

Posted
E Roo dove lo lasciamo ? :rolleyes:

Scherzi a parte , io in piazza sono sceso tante di quelle volte in vita mia ... poi ho conosciuto mia moglie .... mi son sposato .... i bambini ....

adesso con gli amici mi trovo a casa ... :angry:

E vi parlate a slogan e con il megafono? ;)

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Fini "Se FLI fallisce lascio la politica". Ma non ho capito...in che senso SE? E' GIA' fallito, sveglia signor Tulliani.

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Fini "Se FLI fallisce lascio la politica". Ma non ho capito...in che senso SE? E' GIA' fallito, sveglia signor Tulliani.

Dalle commemorazioni della marcia su Roma a stampella degli ex comunisti; il fallimento è NEI FATTI !

Dimettiti Repe....eeehhmm Fini !! :rolleyes::angry:

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Interessante approfondimento :

1 marzo 2011

La rivolta ambigua

Le piazze della Libia sono guidate dai vecchi soci del colonnello. Che ora scatenano la guerra civile

La rivolta che sconvolge la Libia non è affatto una replica di quelle della Tunisia e dell’Egitto, ma presenta caratteristiche specifiche che è bene tentare di comprendere, soprattutto nell’ipotesi di un intervento militare dell’occidente. A Tunisi come al Cairo, le sommosse erano verticali, erano cioè capaci di scatenare una grande forza politica verso l’alto, verso il vertice del regime, mentre le Forze armate restavano neutrali per essere poi chiamate dalla stessa piazza a fare da cerniera, a garantire la transizione democratica. In Libia, al contrario, la rivolta si muove per segmenti e ha i connotati della guerra civile. Non si sviluppa con una contrapposizione frontale al rais: la piazza è manovrata da strutture claniche e da gerarchi del regime che tentano un loro gioco complesso. Un intervento militare esterno rischia di mettere in pericolo la vita dei soldati stranieri. Le truppe sarebbero chiamate a difendere leader dell’opposizione che sono stati per anni al fianco di Muammar Gheddafi e hanno partecipato a tutte le sue stragi.

Alcune fra le principali tribù si sono schierate contro il regime negli ultimi giorni. Ora emerge che i rapporti di forza fra la piazza e il rais si sono ribaltati il 21 febbraio, quattro giorni prima delle proteste a Bengasi, quando il numero due del regime, il generale Fattah al Obeidi, è passato dalla parte degli oppositori. Questa decisione è stata preceduta da voci, secondo le quali il generale era misteriosamente scomparso. Nelle stesse ore, Bengasi era assediata dalle Brigate di sicurezza di Abdullah al Senussi. Al Obeidi è stato a fianco di Gheddafi sin dal putsch del 1969 e ha collaborato a tutte le iniziative del suo rais, comprese quelle banditesche. Dopo la brusca estromissione del vice storico di Gheddafi, Abdessalam Jallud, nel 1993, al Obeidi ha esercitato il massimo potere nella repressione degli oppositori. E’ sua, per esempio, la responsabilità dei 1.200 carcerati uccisi nella rivolta del 1996 nella prigione di Abu Slim di Tripoli. All’inizio di febbraio, Gheddafi ha nominato al Obeidi a capo delle unità di crisi che dovevano prevenire le rivolte.

La conversione di al Obeidi è strana e fa il paio con gli strali (poco credibili) lanciati contro il dittatore dall’inviato libico all’Onu, Abdurrahman Shalgam, e dal ministro della Giustizia, Mustafa Abdel Jalil, che delle imprese terroristiche di Gheddafi – strage di Lockerbie inclusa – è sempre stato al corrente. Questi nomi circolano come probabili membri del governo provvisorio di Bengasi, l’organismo che intende contrapporsi a quello di Tripoli e cerca di prendere contatti con la comunità internazionale. E’ di Abdurrahman Shalgam, che si è sempre definito “fratello” di Gheddafi, la richiesta all’Onu di stabilire una “no fly zone” per impedire di operare all’aviazione fedele al regime.

Mentre la piazza tunisina continua a esercitare egemonia sul processo politico, ottenendo le dimissioni del premier Ghannouchi, quella libica vede la presenza di numerosi manifestanti pro Gheddafi e appare prigioniera di giochi poco chiari condotti dai principali supporter del dittatore. Come i capi tribù, sino a ieri suoi affezionati clienti, e alcuni ex fedelissimi. A conferma di questo quadro – e del ruolo determinante svolto dalle strutture tradizionali di potere, non certo la piazza libica – si colloca la notizia di una tregua fra Gheddafi e la strategica tribù di Zawaiya, che controlla un oleodotto.

Per dare forza alla trattativa in corso con le tribù e con i suoi ex fedeli, il colonnello ha rimosso il maggiore Abdullah al Senussi dalla guida delle sue brigate, lo ha sostituito con Mansour Dhu al Qahasi e ha dato l’incarico di negoziare con i capi della rivolta all’ex capo dell’intelligence libica all’estero, Bouzid Durda. Secondo la Bbc, Gheddafi avrebbe addirittura ordinato ai suoi uomini di “sospendere il fuoco” contro i ribelli. Si capirà a ore se si tratta di una mossa disperata o se i capi tribù e gli ex fedelissimi opereranno una seconda giravolta, rendendo ancora più complesso un quadro in cui la posizione del colonnello, vista dall’estero, appare disperata, mentre forse ha ancora pur esigui spazi di manovra.

di Carlo Panella

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