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in una intervista a Famiglia Cristiana

Prodi: «La gente mi ferma

in strada e mi dice torna»

L'ex presidente del Consiglio: «Devo andare a messa la mattina presto»

in una intervista a Famiglia Cristiana

Prodi: «La gente mi ferma

in strada e mi dice torna»

L'ex presidente del Consiglio: «Devo andare a messa la mattina presto»

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi (Ansa)

MILANO - «Ormai non posso nemmeno scendere in strada. La gente mi riconosce e mi chiede: Torna, torna. Lunedì mattina ero a Mantova e sono andato alla messa del mattino, per evitare di essere avvicinato. Ma in quel caso un gruppo di fedeli anziani mi ha circondato e mi ha chiesto di tornare a guidare questo Paese». È quanto racconta Romano Prodi in una intervista a Famiglia Cristiana.

PRIVATO È ANCHE PUBBLICO - Rispondendo poi alla domanda se è necessario che un politico tenga una condotta morale dignitosa, Prodi ha risposto: «L'uomo politico deve essere giudicato dai fatti. Ma tra i fatti c'è prima di tutto l'esempio. L'esempio di un politico incide sui comportamenti quotidiani di tutti. Profondamente. Ancora più oggi, anche in virtù dei mezzi di comunicazione, il comportamento personale è sempre più un comportamento pubblico». Prodi, pur senza nominarlo, ironizza con monsignor Rino Fisichella, che dopo la bestemmia da parte di Berlusconi aveva detto che andava «contestualizzata». «Fin da ragazzo, mi è stato insegnato da autorevoli uomini della Chiesa che non si può agire con la morale a seconda delle situazioni. Quando sento dire che certi atti dipendono dal contesto mi chiedo: cos'è cambiato dall'insegnamento che ho avuto a oggi? Conservo ancora gli appunti di quegli insegnamenti».

È TEMPO DI UNA DONNA A PALAZZO CHIGI - È venuto «da tempo» il momento per vedere una donna salire a Palazzo Chigi. «Anzi - ha detto l'ex presidente del Consiglio - direi che è proprio strano che questo momento non sia ancora venuto. Abbiamo una presidente di Confindustria donna, il segretario della Cgil donna, abbiamo avuto più di un presidente della Camera donna. Prima o poi arriverà. Pensi a quanto era lontana la Germania dall'avere un cancelliere donna!».

GHEDDAFI - Romano Prodi rivendica a sè il ruolo di aver «sdoganato» Gheddafi in Europa, ai tempi in cui presiedeva la Commissione Europea, ma ricorda di non aver voluto siglare da premier il Trattato di amicizia con la Libia perché troppo «oneroso» per l'Italia; e comunque non avrebbe accettato «le umiliazioni» che poi il Colonnello ci ha riservato. Prodi invita l'Italia e l'Europa a sostenere le classi democratiche che si stanno imponendo nel Nord Africa, anche per evitare il rischio di «esodi biblici»; al momento non ci sono avvisaglie, ma, esorta Prodi «è meglio prepararsi».

Redazione online

01 marzo 2011

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www.corrieredimarte.it

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2 marzo 2011

Bagnasco è un vecchio signore senza figli e della scuola contemporanea chiaramente non sa un cazzo.

Se ne sapesse qualcosa non avrebbe mai detto, come sventuratamente ha detto, che “la Chiesa ha molta stima e fiducia nella scuola, tutta la scuola, statale e non statale”.

Bagnasco non sa la pena di avere figli gettati nelle fauci dell’educazione nichilista, negli asili dove le maestre tolgono il Gesù dal presepio dicendo ai bambini che sono tutte baggianate (e questo è il vecchio anticristianesimo),

oppure in quelli dove si è smesso di festeggiare il Natale per darsi alla festa dell’Inverno (e questo è il nuovo paganesimo).

Poi alle elementari viene insegnata senza contraddittorio alcuno la superstizione scimmiesco-evoluzionistica e alle medie non si può leggere Dante siccome gli alunni maomettani lo percepiscono immediatamente, e giustamente, come autore religioso.

Bagnasco è un vecchio signore ebbro di realpolitik: allora, per salvare i bambini dal nulla, non mi resta che invocare un genitore giovane.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Camillo Langone

Posted
2 marzo 2011

Bagnasco è un vecchio signore senza figli e della scuola contemporanea chiaramente non sa un cazzo.

Se ne sapesse qualcosa non avrebbe mai detto, come sventuratamente ha detto, che “la Chiesa ha molta stima e fiducia nella scuola, tutta la scuola, statale e non statale”.

Bagnasco non sa la pena di avere figli gettati nelle fauci dell’educazione nichilista, negli asili dove le maestre tolgono il Gesù dal presepio dicendo ai bambini che sono tutte baggianate (e questo è il vecchio anticristianesimo),

oppure in quelli dove si è smesso di festeggiare il Natale per darsi alla festa dell’Inverno (e questo è il nuovo paganesimo).

Poi alle elementari viene insegnata senza contraddittorio alcuno la superstizione scimmiesco-evoluzionistica e alle medie non si può leggere Dante siccome gli alunni maomettani lo percepiscono immediatamente, e giustamente, come autore religioso.

Bagnasco è un vecchio signore ebbro di realpolitik: allora, per salvare i bambini dal nulla, non mi resta che invocare un genitore giovane.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Camillo Langone

Teniamoci stretto monsignor Fisichella. Quello. per intenderci, che dice che "la bestemmia va contestualizzata"....

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2 marzo 2011

Bagnasco è un vecchio signore senza figli e della scuola contemporanea chiaramente non sa un cazzo.

Se ne sapesse qualcosa non avrebbe mai detto, come sventuratamente ha detto, che “la Chiesa ha molta stima e fiducia nella scuola, tutta la scuola, statale e non statale”.

Bagnasco non sa la pena di avere figli gettati nelle fauci dell’educazione nichilista, negli asili dove le maestre tolgono il Gesù dal presepio dicendo ai bambini che sono tutte baggianate (e questo è il vecchio anticristianesimo),

oppure in quelli dove si è smesso di festeggiare il Natale per darsi alla festa dell’Inverno (e questo è il nuovo paganesimo).

Poi alle elementari viene insegnata senza contraddittorio alcuno la superstizione scimmiesco-evoluzionistica e alle medie non si può leggere Dante siccome gli alunni maomettani lo percepiscono immediatamente, e giustamente, come autore religioso.

Bagnasco è un vecchio signore ebbro di realpolitik: allora, per salvare i bambini dal nulla, non mi resta che invocare un genitore giovane.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Camillo Langone

non ho mica capito il senso di questo articolo.

l'autore è ironico o semplicemente da rinchiudere?

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2 marzo 2011

Bagnasco è un vecchio signore senza figli e della scuola contemporanea chiaramente non sa un cazzo.

Se ne sapesse qualcosa non avrebbe mai detto, come sventuratamente ha detto, che “la Chiesa ha molta stima e fiducia nella scuola, tutta la scuola, statale e non statale”.

Bagnasco non sa la pena di avere figli gettati nelle fauci dell’educazione nichilista, negli asili dove le maestre tolgono il Gesù dal presepio dicendo ai bambini che sono tutte baggianate (e questo è il vecchio anticristianesimo),

oppure in quelli dove si è smesso di festeggiare il Natale per darsi alla festa dell’Inverno (e questo è il nuovo paganesimo).

Poi alle elementari viene insegnata senza contraddittorio alcuno la superstizione scimmiesco-evoluzionistica e alle medie non si può leggere Dante siccome gli alunni maomettani lo percepiscono immediatamente, e giustamente, come autore religioso.

Bagnasco è un vecchio signore ebbro di realpolitik: allora, per salvare i bambini dal nulla, non mi resta che invocare un genitore giovane.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Camillo Langone

Ma sto Langone cosa si è fumato prima di scrivere ste cagate.

A me sembra che Camillo, per trovare qualcuno che non sappia un cazzo della scuola contemporanea, basta che si metta davanti ad uno specchio ....

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2 marzo 2011

Bagnasco è un vecchio signore senza figli e della scuola contemporanea chiaramente non sa un cazzo.

Se ne sapesse qualcosa non avrebbe mai detto, come sventuratamente ha detto, che “la Chiesa ha molta stima e fiducia nella scuola, tutta la scuola, statale e non statale”.

Bagnasco non sa la pena di avere figli gettati nelle fauci dell’educazione nichilista, negli asili dove le maestre tolgono il Gesù dal presepio dicendo ai bambini che sono tutte baggianate (e questo è il vecchio anticristianesimo),

oppure in quelli dove si è smesso di festeggiare il Natale per darsi alla festa dell’Inverno (e questo è il nuovo paganesimo).

Poi alle elementari viene insegnata senza contraddittorio alcuno la superstizione scimmiesco-evoluzionistica e alle medie non si può leggere Dante siccome gli alunni maomettani lo percepiscono immediatamente, e giustamente, come autore religioso.

Bagnasco è un vecchio signore ebbro di realpolitik: allora, per salvare i bambini dal nulla, non mi resta che invocare un genitore giovane.

© - FOGLIO QUOTIDIANO

di Camillo Langone

Ma stiamo scherzando spero.

Roba da matti, facciamo anche un contraddittorio su quanto fa 2+2.

Ignorante, nel senso peggiore del termine.

non ho mica capito il senso di questo articolo.

l'autore è ironico o semplicemente da rinchiudere?

La seconda che hai detto temo.

Posted

Sulla scuola

Seguo il dibattito sui diritti presunti della scuola privata da molto tempo, con una duttile opinione che niente ha ancora scalfito. La mia duttile opinione dice che ci sono ottime scuole private in cui ottimi insegnanti educano ottimi studenti che ne escono ottime persone. Cosa di cui essere lieti, nei casi in cui avviene: ma non da celebrare come grande conquista della scuola privata, che conosce anche casi di mediocri scuole con mediocri insegnanti che insegnano a mediocri studenti, o che li rendono tali. È insomma, per la comunità, un’impresa privata che offre un’alternativa a un servizio delicato e importante, che è tenuta a soddisfare.

Poi c’è la scuola pubblica, che offre lo stesso servizio a partire da un’idea di responsabilità pubblica di un paese nei confronti dell’educazione e della crescita dei propri cittadini. Non a partire da un’idea di supplenza a favore di coloro che non si possano permettere educazioni più costose. La differenza è rilevantissima. La scuola, per l’Italia e per la sua Costituzione è un impegno, un progetto e una necessità sociale: esaurienti e soddisfacenti. Lo sono stati per molto tempo, non è un’utopia irrealizzabile.

Nei casi in cui non lo siano, questo è molto grave e lo si deve affrontare rendendoli esaurienti e soddisfacenti con le iniziative e gli investimenti necessari. Consentendo in ogni caso a chi non li ritenga soddisfacenti ed esaurienti di scegliere servizi scolastici alternativi riconosciuti dallo Stato, a partire dall’idea dell’obbligo scolastico. Quali siano i criteri su cui una famiglia ritenga non soddisfacente l’insegnamento pubblico e ne scelga un altro non è affare dello Stato, che si limita a legittimare le scuole che rispondono a degli standard educativi sufficienti e offre libertà di scelta a tutti.

Fine della questione. Nessun finanziamento della scuola privata ha senso dentro questa lettura: meno che mai quando sottragga fondi al soddisfacente funzionamento della scuola pubblica. Sarebbe piuttosto sciocco sostenere che la scuola privata ha bisogno di soldi per poter supplire alle mancanze della scuola pubblica, mancanze derivate dalla scarsità di soldi.

Quanto alla tesi “ideologica”, quella che chiede rispetto per un differente insegnamento, non ha niente a che fare con i finanziamenti: il rispetto c’è, e si concretizza nella libertà di praticare differenti insegnamenti e nel loro riconoscimento ed equiparazione. Ma sostenerlo economicamente equivale al riconoscimento da parte dello stato che la propria offerta educativa non sia soddisfacente per definizione. Mentre per definizione e Costituzione lo è, e ogni sforzo deve essere dedicato a questo.

Seguo il dibattito sui diritti presunti della scuola privata da molto tempo, e non ho mai letto una parola che abbia indebolito la mia duttile opinione.

------------------------------------

Luca Sofri su Wittgenstein.

Condivido ogni parola.

Posted (edited)
Ma stiamo scherzando spero.

Roba da matti, facciamo anche un contraddittorio su quanto fa 2+2.

Ignorante, nel senso peggiore del termine.

La seconda che hai detto temo.

Vedo che "toccarti" sulla DISCUTIBILISSIMA (vecchia querelle , ricordi ??) teoria evoluzionista di Darwin ti ha fatto ricomparire su queste pagine....

Ne sono felice. -_-;)

Occorre , forse, pensavo di no, specificare che Camillo Langone tiene questa rubrichetta assai provocatoria che si chiama "Preghiera".....

... e vedo che provocare, provoca !! :lol::lol::lol:

Edited by ROOSTERS99
Posted (edited)
Sulla scuola

Seguo il dibattito sui diritti presunti della scuola privata da molto tempo, con una duttile opinione che niente ha ancora scalfito. La mia duttile opinione dice che ci sono ottime scuole private in cui ottimi insegnanti educano ottimi studenti che ne escono ottime persone. Cosa di cui essere lieti, nei casi in cui avviene: ma non da celebrare come grande conquista della scuola privata, che conosce anche casi di mediocri scuole con mediocri insegnanti che insegnano a mediocri studenti, o che li rendono tali. È insomma, per la comunità, un’impresa privata che offre un’alternativa a un servizio delicato e importante, che è tenuta a soddisfare.

Poi c’è la scuola pubblica, che offre lo stesso servizio a partire da un’idea di responsabilità pubblica di un paese nei confronti dell’educazione e della crescita dei propri cittadini. Non a partire da un’idea di supplenza a favore di coloro che non si possano permettere educazioni più costose. La differenza è rilevantissima. La scuola, per l’Italia e per la sua Costituzione è un impegno, un progetto e una necessità sociale: esaurienti e soddisfacenti. Lo sono stati per molto tempo, non è un’utopia irrealizzabile.

Nei casi in cui non lo siano, questo è molto grave e lo si deve affrontare rendendoli esaurienti e soddisfacenti con le iniziative e gli investimenti necessari. Consentendo in ogni caso a chi non li ritenga soddisfacenti ed esaurienti di scegliere servizi scolastici alternativi riconosciuti dallo Stato, a partire dall’idea dell’obbligo scolastico. Quali siano i criteri su cui una famiglia ritenga non soddisfacente l’insegnamento pubblico e ne scelga un altro non è affare dello Stato, che si limita a legittimare le scuole che rispondono a degli standard educativi sufficienti e offre libertà di scelta a tutti.

Fine della questione. Nessun finanziamento della scuola privata ha senso dentro questa lettura: meno che mai quando sottragga fondi al soddisfacente funzionamento della scuola pubblica. Sarebbe piuttosto sciocco sostenere che la scuola privata ha bisogno di soldi per poter supplire alle mancanze della scuola pubblica, mancanze derivate dalla scarsità di soldi.

Quanto alla tesi “ideologica”, quella che chiede rispetto per un differente insegnamento, non ha niente a che fare con i finanziamenti: il rispetto c’è, e si concretizza nella libertà di praticare differenti insegnamenti e nel loro riconoscimento ed equiparazione.

Ma sostenerlo economicamente equivale al riconoscimento da parte dello stato che la propria offerta educativa non sia soddisfacente per definizione. Mentre per definizione e Costituzione lo è, e ogni sforzo deve essere dedicato a questo.

Seguo il dibattito sui diritti presunti della scuola privata da molto tempo, e non ho mai letto una parola che abbia indebolito la mia duttile opinione.

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Luca Sofri su Wittgenstein.

Condivido ogni parola.

Occorre tuttavia fare una puntualizzazione senza la quale si incappa in grossolani errori di valutazione ed interpretazione (e anche l' intevento di Sofri è ambiguo al proposito) :

In Italia esiste la scuola pubblica e quella privata.

In Italia, la legge sancisce un UNICO sistema scolastico PUBBLICO, composto da scuola statale e paritaria.

Troppo spesso, quasi sempre, si confondono scuole paritarie (che sono PUBBLICHE) con le private.

La Legge 10 marzo 2000, n. 62 (in GU 21 marzo 2000, n. 67) ne stabilisce le "Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione"

L' articolo 9 della sudetta legge recita :

9. Al fine di rendere effettivo il diritto allo studio e all’istruzione a tutti gli alunni delle scuole statali e paritarie nell’adempimento dell’obbligo scolastico e nella successiva frequenza della scuola secondaria e nell’ambito dell’autorizzazione di spesa di cui al comma 12, lo Stato adotta un piano straordinario di finanziamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano da utilizzare a sostegno della spesa sostenuta e documentata dalle famiglie per l’istruzione mediante l’assegnazione di borse di studio di pari importo eventualmente differenziate per ordine e grado di istruzione. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri emanato su proposta del Ministro della pubblica istruzione entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge sono stabiliti i criteri per la ripartizione di tali somme tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e per l’individuazione dei beneficiari, in relazione alle condizioni reddituali delle famiglie da determinarsi a norma dell’articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n.448, nonché le modalità per la fruizione dei benefici e per la indicazione del loro utilizzo.

In buona sostanza, sancito il diritto dei cittadini alla "scelta" , ne derivano anche i finanziamenti per sostenerla questa libertà di scelta.

Questa libertà è assicurata in tutti i Paesi i cui sistemi scolastici sono ai primi posti nelle graduatorie internazionali, Paesi guidati sia da governi di sinistra che di destra,

preoccupati solo della qualità della scuola e dei diritti dei genitori.

I Paesi di cui sopra garantiscono da tempo senza discriminazioni economiche la libera scelta della famiglia della scuola, statale o non statale con adeguati finanziamenti.

Occorre sottolineare che in Italia tali finanziamenti, sanciti dalla legge di cui sopra, sono davvero esigui e NON sono mai cresciuti negli ultimi 10 anni ;

anzi , essi saranno decurtati (allo stato attuale delle cose) per il prossimo anno scolastico.

Secondo uno studio del Politecnico di Milano, circa un milione di famiglie italiane non possono scegliere liberamente per i propri figli una scuola paritaria a causa di problemi economici.

Queste sono le vere questioni da affrontare senza ridcicole contrapposizioni ideologiche di stampo ottocentesco.

Edited by ROOSTERS99
Posted

Capendo l'idea da cui e' partita la definizione di scuola paritaria cerchiamo di vederne la realizzazione. La realizzazione e' stata da sempre quella di avere una scuola in linea con le pubbliche, MA con fondamentali elementi distintivi di tipo culturale. Di stampo religioso ma anche ultimamente politico-etnico tipo la scuola bosina. Un extra indottrinamento che secondo me va finanziato del tutto a parte.

Inoltre, le scuole paritarie, sempre secondo la legge dovrebbero accogliere tutti senza alcuna distinzione: sara' come sara' ma non ho nessun esempio in questo senso una volta superata la scuola materna. Al Mustafa che entra con la sua brava Kefiah alla Manfredini per esempio e' una cosa che vorrei proprio gustarmi.

Lo studio del politecnico non fa altro che certificare che le scuole paritarie sono piu' care, in grandissima parte perche' chi le gestisce vuole tirarci fuori dei soldi (comprensibilimente) ed anche fare un bel po' di filtro all'ingresso (meno comprensibilmente).

Un'altra obiezione e' legata alla qualita' dell'insegnamento: ad oggi le paritarie NON competono con le pubbliche, non a caso NON tentano di portare via gli insegnanti migliori ma anzi notoriamente offrono condizioni contrattuali poco attraenti. Quello che soprattutto offrono sono strutture meglio tenute e soprattutto "clientela selezionata".

Questo spiace dirlo, soprattutto nei primi due gradi dell'istruzioni e' un elemento fortemente qualificante per una scuola paritiaria o pubblica tout court. Alla faccia dell'accettare tutti. Ad onor del vero rimane un elemento diversificante anche per le scuole pubbliche che, loro si', non potendo selezionare all'ingresso si devono inventare fantasiose spiegazioni per convincere i genitori WASP che i loro Gudobaldi e Carlotte non finiranno in banco con Azuz o Marko di Valona (non Valle Olona).

Non a caso, le pubbliche ristabiliscono il primato a livello di scuole non dell'obbligo dove e' una certa selezione naturale (ciao Darwin) e' gia' avvenuta.

Posted
Capendo l'idea da cui e' partita la definizione di scuola paritaria cerchiamo di vederne la realizzazione. La realizzazione e' stata da sempre quella di avere una scuola in linea con le pubbliche, MA con fondamentali elementi distintivi di tipo culturale. Di stampo religioso ma anche ultimamente politico-etnico tipo la scuola bosina. Un extra indottrinamento che secondo me va finanziato del tutto a parte.

Inoltre, le scuole paritarie, sempre secondo la legge dovrebbero accogliere tutti senza alcuna distinzione: sara' come sara' ma non ho nessun esempio in questo senso una volta superata la scuola materna. Al Mustafa che entra con la sua brava Kefiah alla Manfredini per esempio e' una cosa che vorrei proprio gustarmi.

Lo studio del politecnico non fa altro che certificare che le scuole paritarie sono piu' care, in grandissima parte perche' chi le gestisce vuole tirarci fuori dei soldi (comprensibilimente) ed anche fare un bel po' di filtro all'ingresso (meno comprensibilmente).

Un'altra obiezione e' legata alla qualita' dell'insegnamento: ad oggi le paritarie NON competono con le pubbliche, non a caso NON tentano di portare via gli insegnanti migliori ma anzi notoriamente offrono condizioni contrattuali poco attraenti. Quello che soprattutto offrono sono strutture meglio tenute e soprattutto "clientela selezionata".

Questo spiace dirlo, soprattutto nei primi due gradi dell'istruzioni e' un elemento fortemente qualificante per una scuola paritiaria o pubblica tout court. Alla faccia dell'accettare tutti. Ad onor del vero rimane un elemento diversificante anche per le scuole pubbliche che, loro si', non potendo selezionare all'ingresso si devono inventare fantasiose spiegazioni per convincere i genitori WASP che i loro Gudobaldi e Carlotte non finiranno in banco con Azuz o Marko di Valona (non Valle Olona).

Non a caso, le pubbliche ristabiliscono il primato a livello di scuole non dell'obbligo dove e' una certa selezione naturale (ciao Darwin) e' gia' avvenuta.

Mi pare che nessuna ( o quasi) delle tue affermazioni sia corrispondente al vero .

Appena posso vedo di approfondire.

Posted (edited)

Mi raccomando, portami la foto di Al Mustafa in banco con Camilla Sforza Visconti.

;)

Edited by Ponchiaz
Posted
Mi raccomando, portami la foto di Al Mustafa in banco con Camilla Sforza Visconti.

;)

Se di cognome fa Mansour bin Zayed al Nahyan , ho idea che alla Manfredini entra senza grossi problemi . :D

Posted

Capendo l'idea da cui e' partita la definizione di scuola paritaria cerchiamo di vederne la realizzazione. La realizzazione e' stata da sempre quella di avere una scuola in linea con le pubbliche, MA con fondamentali elementi distintivi di tipo culturale. Di stampo religioso ma anche ultimamente politico-etnico tipo la scuola bosina. Un extra indottrinamento che secondo me va finanziato del tutto a parte.

Gli orientamenti etico/religiosi/etnici eccetera sono esattemente ciò che distingue tra loro, in seno alla scuola PUBBLICA, le scuole statali e quelle paritarie.

Non si tratta perciò di un "extra indottrinamento" ma della componente culturale di base delle varie scuole.

Decade perciò in toto il discorso sul finanziamento.

Inoltre, le scuole paritarie, sempre secondo la legge dovrebbero accogliere tutti senza alcuna distinzione: sara' come sara' ma non ho nessun esempio in questo senso una volta superata la scuola materna. Al Mustafa che entra con la sua brava Kefiah alla Manfredini per esempio e' una cosa che vorrei proprio gustarmi

Le scuole Salesiane (quelle che conosco personalmente) sono prontissime ad accogliere chiunque, posso assicurartelo.

Inoltre, oggi, quella scuola pritaria che mettesse vincoli o paletti di qualsiasi tipo alle iscrizioni degli alunni, avrebbe vita molto breve....

Mi chiedo anche perchè mai, (faccio esempi, eh...) Alberto dovrebbe iscrivere suo filglio alla scuola "terrona" inve che alla "bosina", o Al Mustafa alla "Manfredini" invece che alla "Maometto"........

Lo studio del politecnico non fa altro che certificare che le scuole paritarie sono piu' care, in grandissima parte perche' chi le gestisce vuole tirarci fuori dei soldi (comprensibilimente) ed anche fare un bel po' di filtro all'ingresso (meno comprensibilmente).

Lo studio del Politecnico certifica che un milione di famiglie NON ha libertà di scelta per problemi economici. Punto.

I bilanci delle varie scuole non mi sono noti ; immagino che alcune avranno profitti, altre pareggi altre perdite.

Il dato su cui riflettere (dato incontrovertibile !) piuttosto, è che la spesa pro capite per studente della scuola Paritaria è MOLTO PIU' BASSA di quello della scuola statale.

E che comunque la scuola statale è pagata con le tasse di TUTTI i cittadini contribuenti.....

Un'altra obiezione e' legata alla qualita' dell'insegnamento: ad oggi le paritarie NON competono con le pubbliche, non a caso NON tentano di portare via gli insegnanti migliori ma anzi notoriamente offrono condizioni contrattuali poco attraenti. Quello che soprattutto offrono sono strutture meglio tenute e soprattutto "clientela selezionata".

Questo spiace dirlo, soprattutto nei primi due gradi dell'istruzioni e' un elemento fortemente qualificante per una scuola paritiaria o pubblica tout court. Alla faccia dell'accettare tutti.

Ad onor del vero rimane un elemento diversificante anche per le scuole pubbliche che, loro si', non potendo selezionare all'ingresso si devono inventare fantasiose spiegazioni per convincere i genitori WASP che i loro Gudobaldi e Carlotte non finiranno in banco con Azuz o Marko di Valona (non Valle Olona)

Non a caso, le pubbliche ristabiliscono il primato a livello di scuole non dell'obbligo dove e' una certa selezione naturale (ciao Darwin) e' gia' avvenuta.

A mio parere le paritarie COMPETONO ECCOME con le pubbliche !!

Il problema sono proprio i danè ; certo, perchè la scuola paritaria si sobbarca enormi spese in più e non può/vuole scaricare tutto sulle famiglie.

Faccio un esempio : norme anti incendio.

Fatti un giro a Maria Ausiliatrice e poi uno alla Carducci e guarda dove troverai, uscite di sicurezza, scale, allarmi, maniglioni, estintori, eccetera, eccetera A NORMA .....

Questo perchè, la scuola paritaria è sottoposta a continue (giustissime !!) verifiche dalle autorità competenti per tutti gli aspetti didattico/organizzativi che , se non rispettati,

le farebbero perdere il proprio "status".

E' poi evidente che se proponi trattamenti economici più bassi, faticherai parecchio a "portare via" gli insegnanti migliori.....

Quanto poi alla "qualità", da qualche anno si fanno (finalmente) le prove Invalsi, che qualche indicazione la danno e la daranno sempre più.

Posted

La penso come Ponchiaz.

Vorrei vedere tutti quelli che strillano per poter mandare i figli alla Bosina se accetterebbero che alla Bosina stessa entrassero una mezza dozzina di Albanesi di 4 anni più grandi perchè pluririmandati grazie ai contributi.

Se si elimina la selezione economica molte eccellenze vanno a farsi fottere

Posted
La penso come Ponchiaz.

Vorrei vedere tutti quelli che strillano per poter mandare i figli alla Bosina se accetterebbero che alla Bosina stessa entrassero una mezza dozzina di Albanesi di 4 anni più grandi perchè pluririmandati grazie ai contributi.

Se si elimina la selezione economica molte eccellenze vanno a farsi fottere

Stronzate !

Posted
Vedo che "toccarti" sulla DISCUTIBILISSIMA (vecchia querelle , ricordi ??) teoria evoluzionista di Darwin ti ha fatto ricomparire su queste pagine....

Ne sono felice. ;):P

Occorre , forse, pensavo di no, specificare che Camillo Langone tiene questa rubrichetta assai provocatoria che si chiama "Preghiera".....

... e vedo che provocare, provoca !! :D:lol::P

Roo, con tutto il rispetto, "discutibilissima" un beneamato cazzo.

L'evoluzione delle specie è un dato di fatto da accettare, non qualcosa in cui credere, ed anche solo pensare che sia qualcosa di diverso è sintomo di ignoranza in materia.

Su queste pagine ci sono spesso, più di quanto si veda :P

PS: Camillo Longone è un idiota.

Posted
si confondono scuole paritarie (che sono PUBBLICHE) con le private.

(...)

L' articolo 9 della sudetta legge recita :

9. Al fine di rendere effettivo il diritto allo studio e all’istruzione a tutti gli alunni delle scuole statali e paritarie

Scusa Roo, senza polemica davvero (anchhe perché sono stanco e non ho letto tutto), ma io la intendo come un incentivo alle paritarie che, come hai detto, sono pubbliche, e NON come sostegno per scegliere scuole private... :D

Roo, con tutto il rispetto, "discutibilissima" un beneamato cazzo.

L'evoluzione delle specie è un dato di fatto da accettare, non qualcosa in cui credere, ed anche solo pensare che sia qualcosa di diverso è sintomo di ignoranza in materia.

Scusa Davide, come mai centinaia di migliaia di scimmie sono ancora tali, a differenza delle compagne trasformatesi, col passare degli anni, in esseri umani? :lol:;)

Posted
Scusa Davide, come mai centinaia di migliaia di scimmie sono ancora tali, a differenza delle compagne trasformatesi, col passare degli anni, in esseri umani? :D;)

perché sono come il bombo e mica nessuno gliel'ha spiegato che ci si deve evolvere in graziosi esseri umani, quindi il bombo vola anche se non può e le scimmie scimmiano anche se potrebbero smetterla... o... o no?

Posted
Scusa Davide, come mai centinaia di migliaia di scimmie sono ancora tali, a differenza delle compagne trasformatesi, col passare degli anni, in esseri umani? :lol:;)

perchè è evidentemente la Mano di Dio che sceglie quale scimmia rimane tranquillamente sugli alberi e quale altra scimmia si evolve in un essere umano che andrà poi a scrivere stronzate su un giornale (o su un forum) :D

Posted

A parte il fatto che mi state incasinando la discussione sulle scuole, non mi piace il tono che sta prendendo la discussione.

A partire da "Stronzate!" fino a Leasir che da' delle scimmie che scrivono stronzate su un forum.

Bisogna anche cercare di comprendere certe provocazioni intellettuali. La cosidetta evoluzione dell specie non e' mica garantita, va guadagnata DA PARTE DI TUTTI.

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Scusa Roo, senza polemica davvero (anchhe perché sono stanco e non ho letto tutto), ma io la intendo come un incentivo alle paritarie che, come hai detto, sono pubbliche, e NON come sostegno per scegliere scuole private... ;)

Esatto.

Il problema è proprio nel sapere bene di che cosa si sta' parlando.

In generale la scarsa informazione (e lo sfruttattamento della stessa ai fini di cretine battaglie ideologiche...)

fa pensare alla opinione pubblica che le scuole cattoiliche, bosine, cielline e quantaltre che hanno lo status di scuola paritaria

siano scuole PRIVATE e non PUBBLICHE.

Posted
A parte il fatto che mi state incasinando la discussione sulle scuole, non mi piace il tono che sta prendendo la discussione.

A partire da "Stronzate!" fino a Leasir che da' delle scimmie che scrivono stronzate su un forum.

Bisogna anche cercare di comprendere certe provocazioni intellettuali. La cosidetta evoluzione dell specie non e' mica garantita, va guadagnata DA PARTE DI TUTTI.

Dai Paolo.......... se hai certamente ragione in linea di pricipio ammetterai che tra gli amici (perchè quello siamo !) che qui dentro scrivono ci può scappare anche

un tono leggermente alterato :D

(Io e Tatanaka è più di un lustro che ci "mazzoliamo" con grandfissimo affetto.....)

Le discussioni (scuola e evoluzinismo) sono poi entrambe interessanti, o no ?? ;)

Posted

Onestamente, quella sull'evoluzionismo non mi pare cosi' interessante.

E sul fatto che le scuole che hai citato siano DI FATTO aperte a tutti e che se costassero di meno le ritroveremmo piene di Azuz, e "Pino dei palazzi" non mi hai convinto per niente.

Tra l'altro, A PARTE TE, tutti quelli che conosco e che hanno figli alle paritarie sostengono proprio quello che dico io. Tipo "Dobbiamo madarli li' perche' sai...alla Pellico.." e mi fermo qui.

Del resto, la nostra scuola rifiuta anche bovinamente l'idea di differenziazione in un malinteso sentimento di volemose bbene. Ragione per cui non esistono classi a diverse velocita' per consentire ad ogni alunno di imparare alla sua. Per cui tutte le classi si attestano sulla velocita' del piu' lento, spesso uno straniero solo perche' non capisce la lingua (come i miei figli l'anno scorso).

Se si potessero organizzare classi bilanciate sulle capacita', allora salterebbe la necessita' di andare in scuole "filtrate".

Ripeto, l'anno scorso...Azuz era mio figlio, era mia figlia. E facendoli stare in classi in cui potessero rendere al massimo del loro livello (inizialmente nullo almeno per l'inglese) li hanno portati a livello dei migliori nel giro di pochi mesi, tanto sono spugne i bambini. Non certo buttandoli subito al massimo livello, cosa che avrebbe generato frustrazioni da entrambe le parti.

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Onestamente, quella sull'evoluzionismo non mi pare cosi' interessante.

E sul fatto che le scuole che hai citato siano DI FATTO aperte a tutti e che se costassero di meno le ritroveremmo piene di Azuz, e "Pino dei palazzi" non mi hai convinto per niente.

Tra l'altro, A PARTE TE, tutti quelli che conosco e che hanno figli alle paritarie sostengono proprio quello che dico io. Tipo "Dobbiamo madarli li' perche' sai...alla Pellico.." e mi fermo qui.

Del resto, la nostra scuola rifiuta anche bovinamente l'idea di differenziazione in un malinteso sentimento di volemose bbene. Ragione per cui non esistono classi a diverse velocita' per consentire ad ogni alunno di imparare alla sua. Per cui tutte le classi si attestano sulla velocita' del piu' lento, spesso uno straniero solo perche' non capisce la lingua (come i miei figli l'anno scorso).

Se si potessero organizzare classi bilanciate sulle capacita', allora salterebbe la necessita' di andare in scuole "filtrate".

Ripeto, l'anno scorso...Azuz era mio figlio, era mia figlia. E facendoli stare in classi in cui potessero rendere al massimo del loro livello (inizialmente nullo almeno per l'inglese) li hanno portati a livello dei migliori nel giro di pochi mesi, tanto sono spugne i bambini. Non certo buttandoli subito al massimo livello, cosa che avrebbe generato frustrazioni da entrambe le parti.

Una considerazione. Mi piace quello che hai detto sul fatto che l'anno scorso Azuz erano i tuoi figili. A volte, per capire certe situazioni, dovremmo trovarci dall'altra parte della barricata.

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