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Onestamente, quella sull'evoluzionismo non mi pare cosi' interessante.

E sul fatto che le scuole che hai citato siano DI FATTO aperte a tutti e che se costassero di meno le ritroveremmo piene di Azuz, e "Pino dei palazzi" non mi hai convinto per niente.

Tra l'altro, A PARTE TE, tutti quelli che conosco e che hanno figli alle paritarie sostengono proprio quello che dico io. Tipo "Dobbiamo madarli li' perche' sai...alla Pellico.." e mi fermo qui.

Del resto, la nostra scuola rifiuta anche bovinamente l'idea di differenziazione in un malinteso sentimento di volemose bbene. Ragione per cui non esistono classi a diverse velocita' per consentire ad ogni alunno di imparare alla sua. Per cui tutte le classi si attestano sulla velocita' del piu' lento, spesso uno straniero solo perche' non capisce la lingua (come i miei figli l'anno scorso).

Se si potessero organizzare classi bilanciate sulle capacita', allora salterebbe la necessita' di andare in scuole "filtrate".

Ripeto, l'anno scorso...Azuz era mio figlio, era mia figlia. E facendoli stare in classi in cui potessero rendere al massimo del loro livello (inizialmente nullo almeno per l'inglese) li hanno portati a livello dei migliori nel giro di pochi mesi, tanto sono spugne i bambini. Non certo buttandoli subito al massimo livello, cosa che avrebbe generato frustrazioni da entrambe le parti.

Partiamo dal dato che la scuola pubblica, si divide circa al 50% tra statale e paritaria a livello di scuola dell' infanzia e primaria (asilo ed elementari, per capirci.....)

ma nel complesso, si divide in 96% statale e 4% paritaria.

Quindi, in Italia , la scuola è quasi totalmente statale. Siamo, purtroppo, in presenza di una scarsa possibilità di scelta oltrettutto, indiscutibilmente, ostacolata

dal fattore economico.

Quanto al discorso ".... sai...alla Pellico.." , mi stupisce che non si applichi in modo ancor più deciso a livello di scuola media.

O forse lo fanno solo per una forma di snobbismo.....mah.....

Ti assicuro comunque che, confrontandomi con altri genitori della stessa scuola dei miei figli, scopro che molte, moltissime, sono le scelte

legate a tanti, tanti altri motivo ; indirizzo culturale educativo, rapporti scuola-studenti-genitori, orari delle lezioni, servizi offerti....

Ho raggiunto poi il massimo dello stupore incontrando un mio caro compagno di liceo, insegnante, comunista, che ha portato i filgi in quella scuola,

ed ora sono alle medie alla Manfredini...

In quel caso (come in tanti altri) non vi è forma alcuna di snobbismo, e lo stipendio di una coppia di insegnati è facilmente quantificabile...

Credo che se il Governo avviasse una vera politica per la parità che arrivi a stanziare finanziamenti strutturali e non contingenti/annuali (per ottenere i quali

le scuole paritarie sono costrette a una annuale umiliante mendicanza) avermmo molti più Pinodeipalazzi nelle scuole paritarie, con grande giovamento per tutti.

E forse gli Azuz averebbero qualche offerta in più a disposizione.

A tale proposito è utile citare lo stato Francese, il laicissimo stato Francese, dove la libertà di scelta è ben più alta che da noi,

dove numerose sono le scuole cattoliche ad alta percentuale di studenti islamici.

Così come al Cairo, esiste una scuola Salesiana che ha il 68% di studenti cristiani (copti) e il 32% di mussulmani.

Edited by ROOSTERS99
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Una considerazione. Mi piace quello che hai detto sul fatto che l'anno scorso Azuz erano i tuoi figili. A volte, per capire certe situazioni, dovremmo trovarci dall'altra parte della barricata.

Capisco ciò che intendi ma , imho , il discorso di Ponchiaz era un filo diverso .

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Intanto io sono rimasto sull'albero eh....mi aiutate a scendere..? :P

Ps: la mia sulle scimmie era una battuta ma neanche poi troppo...

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Capisco ciò che intendi ma , imho , il discorso di Ponchiaz era un filo diverso .

Non so cosa hai inteso tu, ma il mio pensiero era in linea con il Ponchiaz-pensiero.

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Non so piu' quale era il mio pensiero!

mi dissocio dal pensiero di Ponchiaz.

qualunque esso fosse.

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Una considerazione. Mi piace quello che hai detto sul fatto che l'anno scorso Azuz erano i tuoi figili. A volte, per capire certe situazioni, dovremmo trovarci dall'altra parte della barricata.

sicuro che ponchiaz and family abbiano affrontato la permanenza in cina con lo stesso approccio di un azuz qualunque?

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Sono d'accordo con Ponch quando dice che la discussione sull'evoluzionismo non è interessante: è un po' come stare a discutere se la terra ruoti intorno al sole o viceversa.

Lo sono meno quando definisce intellettuale la provocazione di quell'imbrattafogli, ma del resto dal giornale di Ferrara non ci si può aspettare molto di meglio.

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Non ci ho capito un cazzo, se non che quell'articolo del foglio contiene una tale massa di stronzate in poche righe che va oltre le leggi della fisica

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A fil di rete

Saviano innamorato del successo tv

A fil di rete

Saviano innamorato del successo tv

Roberto Saviano

Del monologo, come del maiale, non si butta via niente. Roberto Saviano si è presentato nel salotto di Fazio per promuovere il libro ricavato dalla trasmissione che aveva fatto con lo stesso Fazio: benvenuto fra noi, faticoni della tastiera, zappaterra della zona grigia, dove engagement e business amano confondersi («Che tempo che fa», Raitre, domenica, ore 20.10).

Con quella faccia da Cristo pasoliniano, Saviano si sta innamorando dei brividi che il successo tv sa procurare. Lo si capisce dalla prefazione al libro, dove scrive frasi del tipo «Arrivare a così tante persone ti cambia la vita. Ogni giorno mi giungevano migliaia di lettere e messaggi di persone che mi davano la loro vicinanza, solidarietà». E più avanti: «In quelle ore ciò che mi pervadeva davvero, nonostante le critiche, era sentire in ogni parte di me che attraverso la televisione, strumento che spesso sembra inutile, talvolta considerato una macchina per oscurare le menti, si stava accogliendo una voglia di trasformare, di cambiare, di dire comunque la si pensasse politicamente, che il Paese è diverso da come viene rappresentato...». Roba da Paolo Bonolis, quando si occupa del «Senso della vita».

«Il mio capolavoro? Una vita normale»

Spotlight - di Antonio Castaldo

Lo scrivo con rammarico e anche con affetto: Saviano si vive, con autocompiacimento, come «scrittore», come guru, e ora anche come uomo di tv, ma quando si rinuncia allo stile (come in questa prefazione, sciatta, da origliante, e in parte nei monologhi di «Vieni via con me»), si rimane prigionieri del ricatto del contenuto. Per essere credibile, Saviano dovrà sempre di più alzare la posta in gioco dei suoi argomenti (camorra, macchina del fango, ogni altro possibile cancro sociale...), assumere il ruolo del salvatore, di testimonial del Bene. Gli avevamo consigliato di stare un po' all'estero, pareva dovesse andarci, ma poi ha preferito la tv. Così rischia di restare solo un professionista del savianismo, privo di dubbi, uno scrittore che si inebria dell'abbraccio della folla e della tv.

Aldo Grasso

08 marzo 2011(ultima modifica: 09 marzo 2011)

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Fli, continua l'emorragia di deputati

Giulia Cosenza avrebbe deciso di tornare nel Pdl per motivi politici ma anche per scelte strettamente personali

La decisione sarà ufficializzata al massimo all'inizio della prossima settimana

Fli, continua l'emorragia di deputati

Giulia Cosenza avrebbe deciso di tornare nel Pdl per motivi politici ma anche per scelte strettamente personali

MILANO - La deputata di Fli Giulia Cosenza ha deciso di tornare nel Pdl. La decisione sarà ufficializzata tra qualche giorno, al massimo all'inizio della prossima settimana. La deputata di Futuro e Libertà, spiegano fonti parlamentari, ha scelto di tornare nel Pdl non solo per motivi politici ma anche per scelte strettamente personali. (Fonte Ansa).

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Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciaooooooo

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1 marzo 2011

Ecco dati e confronti internazionali che provano l’utilità della riforma

Quanto serve una riforma della giustizia? Buttarla in politica sarebbe sbagliato. Facciamo parlare i numeri. Anzitutto sui tempi processuali: secondo una ricerca dell’Adr Center, in Europa solo la Slovenia fa peggio di noi. Una causa civile dura mediamente 1.210 giorni, contro una media comunitaria di appena 547. I paesi più simili all’Italia stanno nella parte alta della graduatoria: in Francia bastano 331 giorni, in Germania 394 e nel Regno Unito 399. Peggio ancora, “adire a mezzi legali” ha costi proibitivi: la Banca mondiale stima che, per veder garantiti i termini contrattuali, le imprese debbano sborsare mediamente il 29,9 per cento delle somme contestate, dieci punti percentuali sopra la media Ocse. La situazione è a tal punto patologica, da rappresentare una sistematica violazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, che solo nel 2008 ha imposto un’extra-tassa da 32 milioni di euro in risarcimenti. Paradosso nel paradosso, un processo più lungo e costoso implica una minor propensione ad andare in giudizio, specie per questioni di valore limitato. E, di conseguenza, incentiva le violazioni contrattuali, poiché i “furbi” sanno che rischiano poco.

Interpretare le ragioni di questo fenomeno è complesso. Di certo, la giustizia non è sottofinanziata. Il rapporto “European Judicial Systems” della European Commission for the Efficiency of Justice smentisce le lamentazioni in tal senso. La spesa per abitante è pari a 47 euro per i tribunali e 20 euro per i pubblici ministeri: in linea con la media la prima, nettamente superiore l’altra (in Francia sono 10,4 euro, in Gran Bretagna 14,5 euro). In relazione al pil spendiamo addirittura di più: lo 0,2 per cento per mantenere i tribunali e lo 0,09 per cento per i pm, più del doppio dei francesi e dieci volte gli inglesi. L’unica voce su cui siamo effettivamente sparagnini è il patrocinio per i non abbienti: lo 0,005 per cento del prodotto interno lordo, cioè tra un terzo e un quarto dei nostri vicini. In sostanza, l’Italia è generosa con giudici e pm, ma tirchia coi poveri che vorrebbero accedere alla giustizia.

Un modo irrituale, forse, per limitare il numero delle cause e alleggerire il carico sulla macchina giudiziaria. Che il problema non sia di soldi lo dimostra anche, indirettamente, l’esperienza virtuosa del tribunale di Torino: grazie alla razionalizzazione interna avviata nel 2001, in soli sei mesi le cause ultratrentennali delle sezioni ordinarie sono calate da 2.354 a 1.422, e nelle sezioni stralcio da 5.066 a 1.851. Come spiega Serena Sileoni nel libro “Dopo!” (Ibl Libri), “nel periodo 2001-2005, i tempi processuali sono scesi del 23,6 per cento”.

Dunque, la chiave di volta sta nella migliore organizzazione dell’attività giudiziaria: che può dipendere in parte da una più efficace auto regolazione, ma in parte deve anche trovare corrispondenza nel suo ordinamento. Occorre, cioè, creare incentivi corretti per gli attori del sistema: per esempio separando le carriere della magistratura inquirente e giudicante allo scopo di rimuovere eventuali conflitti di interesse. Va pure detto, a parziale discolpa della magistratura, che la qualità e il numero delle nostre leggi ne rende il lavoro più complesso e dall’esito meno certo. La semplificazione normativa è consustanziale alla riforma della giustizia: senza di essa altri interventi, di per sé corretti, rischiano di generare risultati deludenti.

Il fatto stesso che, al minimo spirare di un’aria di cambiamento, si osservino reazioni corporative e chiusure, con i magistrati che difendono i loro interessi di casta al pari di tassisti e avvocati, è in fondo un segnale di quanto sia urgente incidere in profondità. Le proposte del governo possono essere appropriate o no, ma nessuna riforma è la peggior riforma.

di Carlo Stagnaro

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Giù il cappello al grande popolo Nipponico che ha reagito ad un terremoto spaventoso con sangue freddo e organizzazione.

Grandiosi......però che disastro...... :lol:;):sick:

Edited by ROOSTERS99
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Qualcuno mi dice cosa comporta lo spostamento dell'asse terrestre avvenuto, così ho sentito almeno, a causa di questo fenomeno?

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.............

Pochi istanti dopo l’allarme, i bambini che festeggiavano l’ultimo giorno di scuola a Tokyo hanno preso lo zaino e il caschetto d’emergenza e sono scesi ordinatamente in strada. I giapponesi conoscono bene le procedure: alle pareti di ogni scuola c’è un appendiabiti con un kit di sopravvivenza, una torcia e un caschetto. Ieri, chi da Tokyo non poteva tornare a casa per via dell’interruzione del trasporto pubblico è rimasto a dormire in ufficio, o si è incamminato a piedi, accompagnato dal corpo degli Shobotai, i vigili del fuoco, che in Giappone fanno da Protezione civile e forze di polizia. Sin da bambino, ogni abitante di Tokyo vive sapendo che sta per arrivare “the Big one”, il grande terremoto, e sa che per limitare i danni si può soltanto puntare sulla prevenzione. Per questo sono vietati i chiodi con quadri attaccati alle pareti delle abitazioni, all’interno del vetro delle finestre un reticolato impedisce la caduta di schegge, e si consiglia di tenere un paio di scarpe sotto al letto, in caso di fuga improvvisa.

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Qualcuno mi dice cosa comporta lo spostamento dell'asse terrestre avvenuto, così ho sentito almeno, a causa di questo fenomeno?

Sostanzialmente non comporta nulla.

Premettendo che non è il primo terremoto che ha fatto spostare l'asse terrestre (quello del Cile dello scorso anno lo spostò di 8 centimetri, 2 in meno di quello di oggi in Giappone), lo spostamento di quest'ultimo causa un cambiamento della durata delle giornate. Ma un cambiamento insignificante e non percettibile.

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il primo ministro giapponese ha dichiarato che lo tsunami è stato più tremendo di quello che sembrava. Il leader del Giappone dei Valori ne ha chiesto le dimissioni per aver mentito alla Nazione..

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