Al di là dei singoli, piace l'efficacia dell'organizzazione di un gruppo che ha già chiaro il concetto di come stare in campo nel quale ogni pedina ha un compito preciso da mettere in pratica. Poi spiccano pure le individualità, con Antabia Waller che conferma la morbidezza del suo jumper dalla media e lunga distanza, fumando gli allunghi iniziali (9-13 al 6', 24-30 al 15' ) con le sue bordate. Mentre Stan Okoye attesta d'aver acquisito ben altra dimestichezza con il tiro da fuori rispetto alla versione 2014/' 15, siglando il primo affondo consistente in avvio del terzo quarto (anche 39-50 al 24' ). Infine Nicola Natali, apprezzata scoperta anche in versione tiratore oltre alle doti già annunciate da "sentinella" difensiva: l'ala del 1988 riaccende l'attacco di Varese dopo un finale di terzo quarto a fari spenti (controbreak cremonese di 18-4 firmato da Travis Diener per il 57-54 del 30'). E con due triple quasi consecutive da il là all'affondo vincente degli ospiti, che esaltano con un 5/5 da 3 negli ultimi 10' la ritrovata qualità della circolazione di palla: aggancio e sorpasso con Waller a stampare dall'arco il 64-72 del 37'. Poi Cremona ha aperto il campo con i 5 piccoli, complice qualche sbavatura e qualche errore in lunetta Varese s'è fatta mangiare il vantaggio a poco a poco subendo anche il sorpasso Vanoli (76-75 a meno 24" con un libero di Ricci). Provvidenziale il 2/2 di Ferrero a meno 13" dopo aver salvato un contropiede su palla persa per fissare il punteggio sul più 1 biancorosso: le nove partite delle prossime tre settimane serviranno per migliorare i dettagli, ma la nuova Varese ha già metabolizzato la sua solida identità operaia.
Giuseppe Sciascia
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