In attesa di riscontri ulteriori di un precampionato che si appresta ad entrare nel vivo, è stata comunque apprezzabile la concentrazione difensiva mantenuta per 40' filati anche in una serata povera di qualità balistica come quella di Castelletto Ticino. «Dovrà essere questa la chiave che ci dovrà accompagnare per tutta la stagione. Mercoledì abbiamo commesso errori ma siamo stati lì per tutta la partita, provando a essere aggressivi e mettendo sempre in campo la giusta voglia di fare. Capiteranno altre serate negative in attacco, ma dovremo prendere l'energia dalla difesa, essere intensi e non permettere agli avversari di fare quello che vogliono. C'è volontà e disponibilità di aiutarci e questo è un ottimo punto di partenza: continuiamo a lavorare concentrandoci su noi stessi anche nei prossimi test impegnativi ad iniziare dal Trofeo Lombardia».
L'ala piemontese ribadisce l'importanza dell'aspetto motivazionale per stimolare i singoli a dare il massimo nella stagione alle porte: «Questa squadra è stata creata con un'idea di forte motivazione per tutti. Ciascuno di noi, pur con età ed esperienze diverse, è in un momento importante della carriera. E un passaggio importante per tutti e vogliamo sfruttare al meglio questa opportunità. L'obiettivo è questo: ci saranno anche momenti difficili, magari già nel precampionato o durante la stagione. Ma se avremo la forza di restare fedeli alla nostra identità ne verremo fuori, perché per noi sarà fondamentale mantenere le certezze acquisite». Di certo la Varese vista nelle prime tre amichevoli ha saputo tener fede alle promesse fatte da Attilio Caja ai tifosi biancorossi nel primo incontro pubblico del 18 agosto: «E il mio terzo anno a Varese, ed ho imparato che questo pubblico ha una straordinaria capacità di supportare una squadra che pur con dei limiti getta in campo tutte le risorse a sua disposizione. Se metteremo in campo l'atteggiamento giusto, sicuramente risponderà presente nel nostro palazzetto come è successo quando la squadra ha tirato fuori gli attributi negli ultimi due anni».
Giuseppe Sciascia
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