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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Varese inciampa sul primo ostacolo nell'edizione 2017 del Trofeo Lombardia. La squadra di Attilio Caja incassa il primo stop stagionale contro una tonica Germani, finendo la benzina in avvio del terzo quarto di una gara dai due volti e subendo la verve delle riserve di lusso Michele Vitali e Brian Sacchetti che nascondono le assenze di Hunt e Moss. Senza Waller (riposo precauzionale per una botta ad un ginocchio nell'allenamento di venerdì sera) e con Wells ancora a tre cilindri dopo la settimana di stop per l'infortunio muscolare a un polpaccio, i biancorossi mostrano una cifra tecnica offensiva non certo esaltante (39% dal campo con 4/21 da 3 e 14/26 dalla lunetta). Ma il problema principale è arrivato dalla scarsa tenuta difensiva emersa dopo l'intervallo: questa Varese "operaia" potrà anche incappare in partite nelle quali fatica a segnare più di 60 punti. Però per indole e caratteristiche tecniche non può permettersi di subirne più di 80, soprattutto concedendone 46 negli ultimi 17' di un match condotto per 20' buoni e poi chiuso in riserva sparata.
    A fine gara Attilio Caja non è preoccupato per la sconfitta alla luce dell'eclatante calo fisico emerso dopo l'intervallo; evidente però che se Varese non riesce ad essere fresca di gambe e di testa, possono emergere i limiti individuali che il sistema deve invece nascondere esaltando la vocazione corale del gruppo. Varese parte forte con Wells e Avramovic a dettare buone esecuzioni per Cain (14-6 al 4'). Attacco migliore della difesa in un primo quarto segnato dalle raffiche della Germani: i dardi di Landry e Luca Vitali impattano sul 17 pari del 7'. Le rotazioni di Caja trovano però pronti all'uso gli elementi della panchina: la truppa biancorossa continua a macinare gioco con fluidità (9/11 al tiro nei primi 10') e il 27-22 con sette elementi già a referto è un segnale importante. Nel secondo quarto però il trend iniziale si ribalta completamente: Varese segna solo 2 punti in 6' abbondanti tra errori frontali ed esecuzioni meno incisive (4/20 al tiro con 0/5 da 3 dopo l'82% iniziale). Così Brescia mette la freccia (29-32 al 16'), ma la presenza interna di Pelle e qualche incursione di Wells permettono alla compagine di Caja di restare a contatto e impattare alla pausa lunga (36-36 al 20').
    La pausa lunga ricarica le batterie di Varese, con un 9-0 iniziale firmato dalle fiondate di Tambone che vale il 45-36 del 22'. Pur con Landry a riposo per il precoce quarto fallo, Brescia riannoda i fili del gioco, buca la zona match-up biancorossa con le iniziative di Michele Vitali e sorpassa con una scarica dell'ex Sassari e Bushati (47-51 al 26' con un contro break di 2-15). Varese non trova più soluzioni ad alta percentuale a ritmi bassi, mentre la Germani in versione na-niforme senza lunghi di ruolo e con Brian Sacchetti dominante in qualità di "finto pivot" (14 punti nella frazione) contìnua a macinare triple (50-59 al 28'). Rottura prolungata per i biancorossi quando alla "fiesta" dall'arco bresciana si aggiunge anche l'aggregato Mastellari(53-67al31'); poi la difesa torna a funzionare, ma l'attacco paga la povertà di produzione balistica in assenza di Waller. Qualche spunto di Hollis non basta a riaccendere la luce, complice anche il doppio 0/2 ai liberi di Cain; alla fine il gap è pesante, e non sarà facile ricaricare le batterie con neppure 24 ore di riposo (si torna in campo oggi alle 15 per la finalina).
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Piuttosto sottotono dal punto di vista fisico, meno a tenuta stagna del solito in retroguardia, spuntata nel tiro da fuori (4/21 dai 6,75 m): la prima sconfitta del precampionato della Openjobmetis arriva da Brescia, che nella prima semifinale del Trofeo Lombardia batte Cain e compagni con un netto 82-62.
    Lo scarto si gonfia nel finale, con Varese in netta riserva di energie: prima, per 25’ almeno, è partita in equilibrio, fatta di buoni sprazzi difensivi (ma anche di errori da correggere) e di sostanza sotto canestro (vinto il duello a rimbalzo) ma anche di un attacco a corrente alternata (buone le intenzioni, meno le esecuzioni, ancor meno alcune timidezze), orfano tra l’altro di Waller (botta in allenamento: alla sua assenza hanno fatto da contraltare i forfait di Moss e Hunt per la Leonessa).
    La cronaca di una partita dai due volti. Il primo ha i tratti somatici del passing game che Caja disegna e dal quale raccoglie subito frutti: la palla gira bene, dentro e fuori dall’area, con Avramovic, Wells e Hollis a trovare il bersaglio e a scrivere il 10-3 iniziale. Varese scappa fino al 14-6, poi è Luca Vitali a salire di tono in regia e a favorire il recupero della Leonessa, che pareggia proprio in corrispondenza del 5’ (17-17). La Openjobmetis - con Caja che cambia tutte le linee e inserisce tre ali (Ferrero, Okoye e Natali) - è però brava a riprendere presto il filo del discorso, con il bastone del comando in mano a Tambone e un nuovo allungo fino al 27-22 del 10’.
    Più ingolfata, decisamente più ingolfata, la circolazione nel secondo periodo: la diretta conseguenza è la netta diminuzione dei tiri “puliti”, con l’attacco biancorosso che riesce a produrre solo 2 punti in quasi sei minuti. Brescia fa poco di più, ma trova prima il pareggio poi il vantaggio con Fall (29-30 al 15’). La truppa dell’Artiglio si ricorda allora di dover cercare le proprie fortune in primis in difesa: dopo una metà di quarto con alcune imprecisioni, la retroguardia torna ermetica, ispirando anche maggiore tranquillità offensiva. Ecco anche Wells, arrugginito fin qui: c’è il suo zampino nel 6-0 di break (35-32) che anticipa un finale di quarto chiuso da una prodezza di Landry e dai liberi di Pelle (perfetta parità al 20’: 36-36).
    Altro quarto a due facce è il terzo, anche se a copione inverso: all’ammonimento di Caja («non difendete solo con le parole») segue la messa in pratica dei suoi, che effettivamente piegano le gambe, corrono (con Avra e ancora Tambone) e piazzano un 9-0 che sembra allontanarli di nuovo dall’avversario (45-36 al 23’). Impressione sbagliata: le pessime percentuali al tiro (soprattutto da 3) demoralizzano Wells e sodali, contemporaneamente alla salita in cattedra di Sacchetti (8 punti quasi consecutivi) che si erge a protagonista nel 15-2 di break che la Germani schiaffa sulla schiena varesina. La discesa viene tamponata dai rimbalzi offensivi (Cain e Pelle), ma la terza sirena vede comunque Brescia in controllo (53-62).
    Pronta, oltretutto, ad allungare: altre due triple (Bushati e Mastellari) ed è 53-67. Il gap diventa incolmabile per una Openjobmetis che prova a registrarsi di nuovo ma che continua a non trovare centri dalla lunga distanza: il -9 lucrato con la supremazia a rimbalzo (Pelle e Cain di nuovo) è un tentativo effimero non surrogato da altri fatti tecnici, anzi punito da un’altra grandinata bresciana. I biancorossi mollano un po’: al 40’ è 62-82. Oggi ci sarà la finalina da giocare (ore 15) contro Cantù che ha perso nella seconda semifinale contro Cremona.
    Fabio Gandini

  • simon89
    D’altronde lo dice anche lui: «Non sono uno che parla molto. Nemmeno in campo posso essere definito un leader vocale: l’esempio cerco di darlo con l’atteggiamento...».
    L’espressività e l’eloquio non sono le caratteristiche fondamentali di Stanley Onyekachukwu Okoye, 26enne figlio della Nigeria anche se nato a Raleigh, Usa, Carolina del Nord. Chiamato - forse più di altri compagni - a dimostrare la bontà della scommessa estiva fatta dalla società: primo acquisto, proveniente dall’A2, destinato ad essere titolare e pedina fondamentale della nuova Openjobmetis dopo aver lasciato impressa nella memoria dei tifosi varesini l’immagine di acerbo rincalzo.
    Il brutto anatroccolo è diventato cigno? Servirà ascoltare il campo, niente altro. Per il momento - mischiate insieme a quel pizzico di timidezza e a uno sguardo che talvolta sembra perdersi - ci sono idee chiare su passato, presente e futuro. Bastano e avanzano: «Le stagioni trascorse nel secondo campionato, tra Matera, Trapani e Udine, mi hanno migliorato - dice convinto Stan, nel corso della sua presentazione ufficiale - soprattutto nel tiro da fuori e nella capacità di leggere le situazioni offensive. Ciò che ho imparato, poi, ho cercato anche di metterlo alla prova allenandomi da solo in estate, a casa mia: ora, a differenza del passato, sento il bisogno di farlo».
    Da Varese a Varese, da Pozzecco, a Caja, di nuovo all’Artiglio da Pavia, motivo nemmeno celato per un sì alla causa biancorossa arrivato subito e senza condizioni: «Rientrato negli Stati Uniti dopo la stagione con Udine, ho ricevuto la chiamata del mio agente: «Coldebella e Caja ti vogliono parlare...». Non ci ho messo molto ad accettare la loro corte: due anni fa con Caja mi sono trovato benissimo, so che è uno che pretende molto e ritengo possa aiutarmi nel ritorno in Serie A. Non da ultimo conoscevo già la città e i tifosi: anche questo ha contato, così come la presenza di Matteo Jemoli, coach preparatissimo che mi ha seguito anche a Trapani».
    Che Okoye possa essere uno dei pretoriani dell’allenatore biancorosso lo si capisce da come ripete le lezioni di filosofia “cajana” ricevute nelle prime tre settimane di preparazione: «Ci chiede tanto, ma tutti sappiamo che è in grado di farci migliorare, di aggiungere conoscenze al nostro bagaglio tecnico. Già in questo precampionato abbiamo imparato l’importanza dell’ascolto, soprattutto nella preparazione delle partite: tre amichevoli, tre squadre diverse, tre modi diversi di affrontare il match. Se non smarriremo questa attenzione, sono sicuro che ci faremo sempre trovare pronti».
    Anche sulla posizione in campo, Stanley - che con l’acquisto di Hollis si è “allontanato” da canestro rispetto alle previsioni di inizio mercato - non ha nuvole nella testa: «Da ala piccola rendo meglio: penso di poter avere un vantaggio fisico sui miei pari ruolo e di poter anche sfruttare meglio il mio tiro dalla lunga».
    Una battuta sull’Italia al quarto anno di frequentazione («a parte il cibo, che qui è di qualità superiore a tutto il resto del mondo, del vostro Paese mi affascinano i ritmi più blandi rispetto agli Usa»), una sui nuovi compagni di squadra («mi piacciono tanto: mi sembra che siamo già tutti sulla stessa lunghezza d’onda, consapevoli che questo è un momento importante della nostra carriera»), una sul calendario di Serie A che ha disegnato un inizio di fuoco per Varese: «Venezia, Milano e Cantù sono tre squadroni e due di queste partite saranno pure dei derby, da affrontare con il massimo dell’energia. Non voglio far programmi però: andiamo avanti domenica dopo domenica».
    Un percorso a tappe in cui scorgere - si spera - i segni di un miracolo chiamato lavoro, capace, tra l’altro, anche di trasformare in cigni i brutti anatroccoli.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Giancarlo Ferrero apprezza la coralità già metabolizzata dalla nuova Varese. Il capitano biancorosso condivide la sensazione generale emersa dalle prime tre amichevoli della stagione 2017 -18 : la squadra ha già trovato una sua identità basata sui concetti tanto cari al coach Attilio Caja. E questa sua fisionomia votata al pensare "noi" in ogni situazione dovrà essere il punto di riferimento per l'intera annata: «Sicuramente abbiamo mostrato una faccia fin da subito: è quello che il coach vuole, stiamo lavorando per mettere in pratica le sue indicazioni e sviluppare la nostra identità. La cosa importante sarà quella di riuscire a mantenere questo tipo di atteggiamento anche nei momenti non facili, che sicuramente arriveranno. Proprio in base alla costruzione della squadra è quello che ci vuole: il punto di partenza del sistema sono l'aggressività, la presenza mentale e la capacità di aiutarci uno con l'altro. Dovremo essere bravi a mantenere sempre questo spirito come abbiamo fatto dal giorno 1 della stagione».
    In attesa di riscontri ulteriori di un precampionato che si appresta ad entrare nel vivo, è stata comunque apprezzabile la concentrazione difensiva mantenuta per 40' filati anche in una serata povera di qualità balistica come quella di Castelletto Ticino. «Dovrà essere questa la chiave che ci dovrà accompagnare per tutta la stagione. Mercoledì abbiamo commesso errori ma siamo stati lì per tutta la partita, provando a essere aggressivi e mettendo sempre in campo la giusta voglia di fare. Capiteranno altre serate negative in attacco, ma dovremo prendere l'energia dalla difesa, essere intensi e non permettere agli avversari di fare quello che vogliono. C'è volontà e disponibilità di aiutarci e questo è un ottimo punto di partenza: continuiamo a lavorare concentrandoci su noi stessi anche nei prossimi test impegnativi ad iniziare dal Trofeo Lombardia».
    L'ala piemontese ribadisce l'importanza dell'aspetto motivazionale per stimolare i singoli a dare il massimo nella stagione alle porte: «Questa squadra è stata creata con un'idea di forte motivazione per tutti. Ciascuno di noi, pur con età ed esperienze diverse, è in un momento importante della carriera. E un passaggio importante per tutti e vogliamo sfruttare al meglio questa opportunità. L'obiettivo è questo: ci saranno anche momenti difficili, magari già nel precampionato o durante la stagione. Ma se avremo la forza di restare fedeli alla nostra identità ne verremo fuori, perché per noi sarà fondamentale mantenere le certezze acquisite». Di certo la Varese vista nelle prime tre amichevoli ha saputo tener fede alle promesse fatte da Attilio Caja ai tifosi biancorossi nel primo incontro pubblico del 18 agosto: «E il mio terzo anno a Varese, ed ho imparato che questo pubblico ha una straordinaria capacità di supportare una squadra che pur con dei limiti getta in campo tutte le risorse a sua disposizione. Se metteremo in campo l'atteggiamento giusto, sicuramente risponderà presente nel nostro palazzetto come è successo quando la squadra ha tirato fuori gli attributi negli ultimi due anni».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Le buone impressioni che la Openjobmetis Varese 2017/2018 ha destato nelle prime tre amichevoli giocate non sono una sorpresa. Almeno per chi, in questi giorni di fine estate, sta frequentando il PalA2A e assistendo agli allenamenti che i biancorossi sostengono agli ordini di coach Attilio Caja e del suo staff.
    Tre le parole d’ordine: intensità, applicazione, concentrazione. Massagno, Cremona e Tortona, al di là del valore intrinseco degli avversari, hanno mostrato una condizione fisica e una preparazione tattica (almeno a livello difensivo) davvero inedita per il mese di settembre e dopo sole tre settimane di sessioni: il segreto sta proprio nel lavoro per certi versi quasi sorprendente che Cain e compagni stanno svolgendo.
    Ieri un’altra dimostrazione sul parquet di Masnago, con una seduta dedicata per la maggior parte all’attacco contro la zona. L’Artiglio, con la fattiva partecipazione degli assistenti Jemoli, Diamante, e Bulleri ha insistito molto sui dettagli della manovra offensiva contro la specifica retroguardia, pretendendo massima cura in blocchi e tagli. Ottima, agli occhi dell’osservatore esterno, la risposta del gruppo: coinvolto, attento, composto da singoli che si parlano e si aiutano, in un “caos organizzato” dal quale devono nascere le premesse di una stagione di lotta con il coltello tra i denti.
    La seconda buona notizia è che nessuno del roster ha marcato visita: tutti hanno partecipato all’allenamento, durato quasi due ore. Tutti significa anche Cameron Wells e Damian Hollis, che dunque non dovrebbero incontrare problemi nel scendere in campo in occasione del prossimo appuntamento amichevole, il Trofeo Lombardia, in programma domani e domenica: Wells ha recuperato dal contrattempo al polpaccio e farà il suo esordio stagionale dopo tre forfait; così Hollis, rimasto precauzionalmente a riposo a Castelletto Ticino dopo un colpo al ginocchio rimediato in uno scontro con Norvel Pelle.
    Lo storico torneo che verrà ospitato ancora una volta dalla città di Desio sarà un banco di prova importante per i biancorossi, che scenderanno in campo domani alle 19 contro la Leonessa Brescia e domenica (nella finalissima delle 20 o nella finalina delle 15) contro Cantù o Cremona.
    Contrariamente ai tre precedenti match giocati, a Desio non verrà garantita la diretta streaming su Facebook, per ragioni indipendenti dal volere di Pallacanestro Varese.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Tre su tre, e almeno nel risultato è un’altra serata positiva. Varese vince a Castelletto Ticino contro il Derthona 68-59 ma convince solo in parte. Dopo Massagno e Cremona, arriva il terzo successo in precampionato, pur con una formazione priva di Cameron Wells, come ampiamente previsto, ma anche di Damian Hollis, ai box per un leggero problema alla gamba patito in allenamento.
    Una serata che è servita a coach Attilio Caja per provare diverse nuove soluzioni, come il doppio pivot con Cain da quattro, oppure per rispolverare la zona che a tratti ha dato buoni esiti. In attesa del Trofeo Lombardia (si gioca sabato sera alle 19 a Desio contro Brescia la semifinale; domenica le finali), Varese prosegue nel suo percorso intonso di precampionato: tre partite, tre vittorie e ogni volta un leggero passettino in avanti.
    Varese, eccezion fatta per un paio di minuti in apertura, conduce una incontrastata gara di testa senza mai allungare esageratamente. Il primo quarto vive di un sostanziale equilibrio, Caja parte con Tambone, Waller, Ferrero, Okoye e Cain, e Varese che infila un parziale iniziale di 4-0, rimontato e superato da Derthona che risponde con un controparziale di 7-0 sfruttando anche un fallo antisportivo (severo) sanzionato a Ferrero. L’ingresso di Norvel Pelle, che regala un paio di giocate delle sue oltre le nuvole, rimette in cabina di comando i biancorossi, che chiudono avanti di due (17-15) il primo periodo.
    Nel secondo parziale Caja prova una soluzione che potrebbe essere riproposta in futuro, ossia l’inserimento contemporaneo di Cain e Pelle, con il primo in posto quattro. Varese stringe le maglie difensive (Okoye straordinario) e tiene Derthona a zero per oltre 5’, allungando nel parziale. Pelle continua a dettar legge sotto i tabelloni e, durante il parziale, trovano la via del canestro anche Waller - ben contenuto e poco preciso nel match - e Cain, utilissimo in difesa ed in crescita vistosa in attacco.
    All’intervallo lungo Varese conserva sette punti di margine (32-25), Avramovic inaugura il terzo quarto con tre punti in fila ed un assist che canta per Okoye, Ferrero apre una faglia tra le due squadre con il contropiede del 39-25. Varese allunga ancora con Cain ed il solito Okoye e, come nel secondo quarto, tiene Derthona a bocca asciutta per cinque minuti consecutivi con una difesa apprezzabile, prima della tripla dell’ex Melvin Johnson che interrompe la carestia. Derthona riesce a contenere il distacco nel finale di tempo grazie ai punti di Marco Spanghero, mentre Varese trova i punti finali del quarto sull’asse Avramovic-Pelle, che sigillano il 56-41 del 30’. Nei 10’ conclusivi anche Attilio Caja decide di scaldarsi un po’, lasciandosi andare a qualche protesta e beccandosi un tecnico. Varese molla un po’ gli ormeggi e lascia rientrare la formazione di Pansa nel punteggio, per il 68-59 finale.
    Alberto Coriele

  • simon89
    Varese prosegue il suo precampionato col segno più. Terzo hurrà consecutivo per la truppa di Attilio Caja, che impone il peso della categoria superiore contro Tortona, e intasca l'Eolo Cup disputata per beneficenza (parte del ricavato devoluto ad AHSLA ed Amicigiò). Più quantità che qualità in un match nel quale i biancorossi hanno costruito molto ma prodotto poco, pagando F1/10 da 3 e la prima serata no al tiro di Waller dopo le raffiche di Chiavenna e Cremona. Senza Hollis (fastidio a un ginocchio ieri mattina) oltre a Wells, il potenziale offensivo era fisiologicamente ridotto; ma tra il predominio sotto i tabelloni e la costante applicazione in retroguardia per 40 minuti che accende almeno a tratti il motore del contropiede, il volume di gioco espresso dalla truppa di Caja vale più dello scarto finale.
    Varese ha il merito di restare sempre "sul pezzo" anche quando la tessitura paziente per costruire tiri puliti non produce nulla di buono: il 43-31 a rimbalzo esprime la netta supremazia territoriale biancorossa e garantisce punti sicuri in alternativa al contropiede, che funziona di più e meglio rispetto all'amichevole sul campo della Vanoli. Spicca soprattutto il fatturato interno di Tyler Cain, miglior marcatore e miglior rimbalzista in versione Analizzatore degli scarichi di Tambone e Avramovic, e autore di una prova sostanziosa sui due lati del campo anche se il premio di MVP è stato attribuito al più "appariscente" Norvel Pelle. Anche nella serata in cui l'attacco a metà campo - in assenza dei suoi due interpreti migliori - gira spesso a vuoto, Varese ribadisce di aver già metabolizzato l'importanza dell'applicazione difensiva, con un paio di fiammate brillanti (13-2 nei primi 5' del secondo quarto per il 30-17 del 15' e 13-0 in avvio di ripresa per il massimo vantaggio sul 45-25 del 25') che mettono al sicuro il risultato.
    Gli oltre 400 tifosi al seguito apprezzano la nuova esibizione in formato "operaio" della squadra di Caja, che propone diversi esperimenti - dalla zona match-up per schierare l'inedita coppia interna Cain-Pelle al pressing allungato a tutto campo - in una serata ricca di esplorazioni sul piano tecnico-tattico. In attesa delle sue stelle, la nuova Varese è sostanzialmente quella di ieri: una squadra che conosce i suoi limiti, timbra regolarmente il cartellino in retroguardia e mette sempre in campo un atteggiamento grintoso. Ossia quel che Caja aveva promesso ai tifosi nel primo appuntamento del 18 agosto: il Trofeo Lombardia di Desio, il Memorial Di Bella di Pavia e il torneo di Caorle contro avversari di livello più alto dovranno confermare le sensazioni positive delle prime tre uscite.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    La Pallacanestro Varese si rimette alla prova del campo per il terzo appuntamento del suo precampionato. Stasera a Castelletto Ticino (palla a due alle 19,30, diretta Facebook sulla pagina ufficiale del club) la truppa di Attilio Caja sfiderà la Bertram Yachts Tortona, formazione militante nel girone Ovest dell' A2 - e futura avversaria di Legnano - nel primo test "a portata di tifoso" del suo cammino di preparazione verso l'esordio in campionato dell'1 ottobre. Sul parquet dell'impianto di via al Lago, appena ribattezzato Pala-Eolo, si giocherà prima di tutto per beneficienza: l'organizzazione SportPiù - polisportiva di Castellanza che ha appena preso in gestione l'impianto che per anni ha ospitato la vecchia Pallacanestro Lago Maggiore prima in A2 e poi in A Dilettanti, e che ora è la casa dell' Oleggio di Franco Passera - devolverà parte del ricavato all'associazione AilSLA e all'iniziativa Amicigiò in favore del Baskin.
    Sul piano tecnico Varese confida di proseguire nel solco delle prestazioni convincenti di Chiavenna e Cremona: l'obiettivo indicato da Attilio Caja è quello di "pulire" il gioco dagli errori di impostazione, riducendo le palle perse ancora fisiologiche per una squadra che sta lavorando per sviluppare gli automatismi. E raccogliere di più dal lavoro costante e corale effettuato in difesa, aumentando la produzione di punti in campo aperto con ripartenze più efficaci e ficcanti. Per valutare appieno il potenziale biancorosso servirà riattivare Cameron Wells, che potrebbe comunque fare una comparsata sul parquet già stasera: ieri il Comandante ha svolto la prima parte della seduta al PalA2A, l'idea è quella di portarlo a referto e fargli svolgere quantomeno il riscaldamento con i compagni. Sul suo eventuale utilizzo si deciderà dopo la rifinitura di stamattina. Anche se sembra probabile preservare il regista ex Giessen per l'appuntamento di gala del Trofeo Lombardia in programma nel weekend a Desio, dove Brescia e Cantù o Cremona saranno test più probanti rispetto a quello di stasera.
    Ma l'impegno fuoriporta è propizio per i tifosi incuriositi dalla possibilità di vedere all'opera dal vivo la squadra: un biglietto da visita stimolante da presentare ai supporter sarebbe il miglior traino possibile per la terza fase della campagna abbonamenti che inizierà domani al PalA2A: c'è tempo fino al 16 settembre per sottoscrivere la tessera stagionale, si riparte da 1834 "fedelissimi" per fare meglio dei 2876 della stagione passata. L'ostacolo Tortona sarà comunque da affrontare con la giusta concentrazione per evitare cali di tensione contro un'avversaria di categoria inferiore. Il team piemontese, che nel 2016-17 ha raggiunto i quarti playoff in A2, ha cambiato guida tecnica - Lorenzo Pansa per Demis Cavina - mutando 8 decimi del roster: i volti più noti sono l'ex azzurro Luca Garrì, visto anche a Varese nel 2011-12, e Melvin Johnson, la guardia rookie scelta nell'estate 2016 per far coppia con Eric Maynor poi sacrificato a dicembre per il suo più talentuoso ed affidabile omonimo Dominique. Altro ex di turno è Nicola Mei, visto a Varese nell'era Frates-Bizzozi nel 2013-14.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Dopo Tambone, Cain e Waller, è stato un emozionato Nicola Natali a presentarsi al pubblico di Varese. Il classe 1988, fresco 29enne, è all’esordio assoluto in una formazione di massima categoria, e già questa peculiarità è interessante da raccontare: «Per me è la prima esperienza in Serie A - conferma Nicola - e sono arrivato qui a Varese un po’ emozionato. Entrare al palazzetto il 18 agosto davanti ai tifosi è stata una bella emozione». Lui fa parte dei tanti nuovi arrivi che vanno a comporre un roster molto rinnovato: «Siamo una squadra nuova nonostante le tre conferme, il primo obiettivo è quello di fare gruppo dentro e fuori dal campo. Ci ha aiutato il ritiro di Chiavenna, un’occasione per stare insieme e per parlare con gli stranieri, capire la loro vita personale, cominciare ad avere una relazione tra di noi, che è la base su cui costruire tutto».
    A Cremona, nella prima vera amichevole, ha dato ottime impressioni segnando 11 punti: «È stata una bella prova, la prima sfida contro una squadra di Serie A, anche solo aver avuto la possibilità di giocare è stato bello. C’è molto lavoro da fare perché abbiamo iniziato da poco e la strada è ancora lunga». Le aspettative di Natali sono molto chiare: «Voglio dimostrare prima di tutto a me stesso ma anche all’ambiente di poter reggere il campo, e tutto è da dimostrare perché ho zero minuti in Serie A in carriera. Spero di poter dare una mano il prima possibile, aiutando in difesa con le mie capacità». Se Varese è la prima vera esperienza in Serie A, Nicola rivela che in passato alcune formazioni come Cremona e Caserta si erano fatte avanti: «Ci sono state occasioni in passato di provare la Serie A ma non me la sono mai sentita, non mi sentivo pronto a buttarmi all’arrembaggio in una categoria con molti stranieri e con gli italiani un po’ sacrificati. Ho sempre avuto una mancanza di fiducia in me stesso, negli ultimi anni avevo anche abbandonato il sogno Serie A, mi ero trovato una dimensione gratificante in LegaDue. Quest’estate è cambiata la prospettiva con la proposta inaspettata di Varese, grazie a un coach come Caja che mi conosce da anni, così come conosco da anni e ringrazio il direttore Coldebella. Varese è impossibile da rifiutare».
    Le sue caratteristiche: «Principalmente dare un aiuto in difesa e nel gioco di squadra, dare energia, poi negli anni mi sono costruito un tiro da fuori che è un’arma importante del mio gioco».
    Nato e cresciuto con la palla da basket in mano, grazie a papà Gino: «Da lui penso di aver preso la mentalità e la capacità di voler sempre alzare l’asticella, di sacrificarmi e lavorare duro per un obiettivo. Grazie a lui ho iniziato ad andare al palazzetto che ero ancora in pancia, sono cresciuto a pane e pallacanestro e l’ho sempre seguito quando è stato dirigente a Roma ed a Milano. La passione per il basket è nata insieme a me».
    Alberto Coriele

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