A fine gara Attilio Caja non è preoccupato per la sconfitta alla luce dell'eclatante calo fisico emerso dopo l'intervallo; evidente però che se Varese non riesce ad essere fresca di gambe e di testa, possono emergere i limiti individuali che il sistema deve invece nascondere esaltando la vocazione corale del gruppo. Varese parte forte con Wells e Avramovic a dettare buone esecuzioni per Cain (14-6 al 4'). Attacco migliore della difesa in un primo quarto segnato dalle raffiche della Germani: i dardi di Landry e Luca Vitali impattano sul 17 pari del 7'. Le rotazioni di Caja trovano però pronti all'uso gli elementi della panchina: la truppa biancorossa continua a macinare gioco con fluidità (9/11 al tiro nei primi 10') e il 27-22 con sette elementi già a referto è un segnale importante. Nel secondo quarto però il trend iniziale si ribalta completamente: Varese segna solo 2 punti in 6' abbondanti tra errori frontali ed esecuzioni meno incisive (4/20 al tiro con 0/5 da 3 dopo l'82% iniziale). Così Brescia mette la freccia (29-32 al 16'), ma la presenza interna di Pelle e qualche incursione di Wells permettono alla compagine di Caja di restare a contatto e impattare alla pausa lunga (36-36 al 20').
La pausa lunga ricarica le batterie di Varese, con un 9-0 iniziale firmato dalle fiondate di Tambone che vale il 45-36 del 22'. Pur con Landry a riposo per il precoce quarto fallo, Brescia riannoda i fili del gioco, buca la zona match-up biancorossa con le iniziative di Michele Vitali e sorpassa con una scarica dell'ex Sassari e Bushati (47-51 al 26' con un contro break di 2-15). Varese non trova più soluzioni ad alta percentuale a ritmi bassi, mentre la Germani in versione na-niforme senza lunghi di ruolo e con Brian Sacchetti dominante in qualità di "finto pivot" (14 punti nella frazione) contìnua a macinare triple (50-59 al 28'). Rottura prolungata per i biancorossi quando alla "fiesta" dall'arco bresciana si aggiunge anche l'aggregato Mastellari(53-67al31'); poi la difesa torna a funzionare, ma l'attacco paga la povertà di produzione balistica in assenza di Waller. Qualche spunto di Hollis non basta a riaccendere la luce, complice anche il doppio 0/2 ai liberi di Cain; alla fine il gap è pesante, e non sarà facile ricaricare le batterie con neppure 24 ore di riposo (si torna in campo oggi alle 15 per la finalina).
Giuseppe Sciascia
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