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VareseFansBasketNews

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3](G.S.) - Altra giornata di stallo sull'asse Varese-Avellino in attesa che si consumi anche a livello formale l'addio di Frank Vitucci alla società di piazza Monte Grappa. Il weekend dilata ulteriormente i tempi delle questioni burocratiche che la dirigenza biancorossa attende prima di firmare la rescissione del contratto con il tecnico veneziano valido fino al 30 giugno 2014.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Più che all'effettivo versamento della prima rata del buyout pattuito per lasciare libero l'allenatore dell'anno della stagione 2012/2013 alla guida della Cimberio, si attendono gli incartamenti relativi alla ratifica ufficiale degli accordi verbali raggiunti con il club irpino. Si tratta comunque di una formalità che non mette in alcun modo in discussione il passaggio da Varese ad Avellino dell'ormai ex coach biancorosso; ma proprio sul il piano formale fino a quando non ci sarà un accordo scritto Vitucci sarà tecnicamente ancora sotto contratto con il club prealpino. E per evitare qualsiasi complicazione Cecco Vescovi non vuole muoversi sul mercato allenatori “in entrata” fino a quando non sarà ufficializzata la partenza di Vitucci. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Pertanto fino a lunedì non arriverà il fatidico nome del successore del coach veneziano, anche se sono molti i segnali che fanno pensare a una scelta indirizzata verso l'esperienza di Fabrizio Frates (foto Blitz). Ma il nome dell'allenatore della Cimberio 2013/2014 lo conosce soltanto il responsabile dell'area tecnica biancorossa: neppure l'agenzia che rappresenta sia l'architetto milanese che l'emergente coach senese lo scorso anno in LegAdue a Casale Monferrato è informata della decisione del dirigente varesino, tant'è che entrambi i tecnici in corsa per la panchina di Varese sono comunque offerti altrove (Frates a Roma e Griccioli a Caserta) per garantire a entrambi un'alternativa nel momento in cui uno dei due non occuperà la panchina biancorossa. E la società è pronta a sposare la scelta del suo g.m. e supportare nel migliore dei modi il nuovo allenatore: «Chiunque sarà scelto da Vescovi verrà messo nelle condizioni ottimali per lavorare nel migliore dei modi nel nostro sistema, così come è accaduto per Vitucci»: la conferma è del presidente di “Varese nel Cuore” Michele Lo Nero. [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Pallacanestro Varese giocherà il Qualifying Round per l'accesso all'Eurolega 2013/2014.
    E' stata formalizzata ieri pomeriggio l'iscrizione al turno preliminare che mette in palio l'ultimo posto per la massima competizione internazionale: la società di piazza Monte Grappa ha accettato l'invito dell'Uleb a partecipare al torneo di qualificazione a otto squadre la cui vincente completerà il lotto delle 24 partecipanti alla prima fase della versione "terzo millennio" della vecchia Coppa dei Campioni.
    «Era un'opportunità ghiottissima per riportare il nome di Varese in tutta Europa - conferma il presidente del consorzio Michele Lo Nero - Giusto giocarci sul campo la possibilità di accedere al novero delle 24 migliori squadre d'Europa: se saremo più bravi di tutti sapremo guadagnarci questo grande traguardo, altrimenti giocheremo comunque l'Eurocup che rappresenta in ogni caso una bella vetrina».
    Varese proverà dunque a riaffacciarsi nell'Europa che conta 14 anni dopo l'ultima apparizione in Eurolega: era ancora la versione precedente a quella attuale griffata Uleb nella stagione 1999/2000, quella dei Roosters del post-scudetto della Stella, dopo l'edizione precedente giocata dalla squadra di Carlo Recalcati che raggiunse gli ottavi di finale.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ovviamente il fascino internazionale del club di piazza Monte Grappa è legato all'indimenticabile epopea della grande Ignis, che dal 1969 al 1979 disputò dieci finali consecutive di Coppa dei Campioni con cinque titoli europei celebrati con la recentissima iniziativa del "percorso Ignis" presentato soltanto la settimana scorsa a Palazzo Estense.
    Martedì l'Uleb ufficializzerà l'elenco delle otto partecipanti al torneo preliminare che dovrebbe svolgersi dall'1 al 4 ottobre; la sede è ancora da definire, anche se non ufficialmente si parlava del Belgio come nazione ospitante (verosimilmente la città sarà Ostenda, una delle avversarie sul cammino della Cimberio).[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Ci giocheremo le nostre carte facendo leva sulle forze disponibili senza investimenti specifici per l'evento - spiega Cecco Vescovi - L'auspicio è che questa ulteriore vetrina possa essere una opportunità importante anche per gli sponsor, confidando che il richiamo internazionale possa solleticare qualcuno».
    Di sicuro la partecipazione alle manifestazioni internazionali rende ancora più pressante la ricerca del nuovo vettore aereo dopo la scadenza dell'accordo di sponsorizzazione con Air One che possa fungere da partner commerciale del club biancorosso sia per le trasferte europee che per quelle nazionali, non trascurando anche i voli intercontinentali per gli americani e le loro famiglie.
    Una situazione sulla quale la società sta lavorando insieme alle altre operazioni di ricerca e rinnovo degli accordi in scadenza.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'incertezza sulla coppa europea da disputare ai primi di ottobre comporterà anche scelte da studiare in termini di campagna abbonamenti: Varese saprà infatti quale delle due manifestazioni avrà diritto di disputare a neppure due settimane dall'inizio del torneo internazionale.
    Resta allora ancora da capire se si verrà proposta una tessera stagionale unica comprensiva delle partite di campionato (pur con le prime due giornate in campo neutro) e coppa, oppure si valuterà una differenziazione tra le due manifestazioni, tenendo conto che l'eventualità dell'accesso in Eurolega dà la certezza ad almeno 8 partite casalinghe (le cinque della prima fase e le tre di Eurocup in caso di eliminazione al primo turno) contro le 5 dell'Eurocup.
    «Ci stiamo ancora ragionando, anche se l'idea è quella di chiedere ai nostri tifosi di dare fiducia alla società come avevano fatto a settembre 2012 i Sostenitori Più e prima dei playoff coloro che hanno sottoscritto i miniabbonamenti», afferma Michele Lo Nero.
    Giuseppe Sciascia[/font][/size]

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    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][color=#000000][background=rgba(255, 255, 255, 0)]Si spalanca una ghiotta finestra di opportunità per Varese dopo la rinuncia dell’Acea Roma alla partecipazione all’Eurolega 2013/14. Nel momento in cui la seconda classificata del campionato italiano ha comunicato ufficialmente la decisione di non iscriversi alla massima competizione internazionale, l’Uleb ha infatti prospettato alla società di piazza Monte Grappa la possibilità di prendere il posto dell’Acea tramite una “Wild Card”. [/background][/color][/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][color=#000000][background=rgba(255, 255, 255, 0)]Una sorta di prelazione riservata alla terza classificata del campionato italiano che però non garantisce il posto lasciato libero da Roma con l’accesso diretto tra le 24 partecipanti. Per ottenere un posto senza avere conquistato il diritto sul campo serve infatti versare una fortissima somma (stimata attorno ai 500mila euro, cui andrebbero poi aggiunti 100mila euro di fidejussione e 40mila per l'acquisto delle quote dell'Uleb) ampiamente fuori portata per Varese; al contrario invece la possibilità proposta di partecipare alla fase preliminare a otto squadre che garantisce l’accesso all’Eurolega alla vincente di un tabellone tennistico a eliminazione diretta rappresenta al contrario una possibilità alquanto allettante a cifre complessivamente contenute. [/background][/color][/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][color=#000000][background=rgba(255, 255, 255, 0)]Il costo di iscrizione al Qualifiying Round è infatti di 50mila euro (a fronte dei 15 per l’accesso all’Eurocup) e in caso di vittoria ci sarebbero da versare soltanto le quote legate a fidejussione e acquisto delle azioni dell’Uleb che comunque rientrerebbero nelle casse del club a fine stagione. Se invece Varese dovesse essere eliminata ai preliminari tornerebbe nell’alveo delle 48 partecipanti all’Eurocup cui ha già diritto sul campo. [/background][/color][/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][color=#000000][background=rgba(255, 255, 255, 0)]Entro le 14 di oggi la società di piazza Monte Grappa dovrà comunicare all’organismo di Barcellona la sua decisione: il CdA biancorosso sembra orientato verso il “sì” alla partecipazione al turno preliminare ma la riserva sarà sciolta soltanto in mattinata: «La possibilità di accedere alla fase preliminare dell’Eurolega sembra ghiotta ma stiamo valutando con attenzione tutti gli aspetti - spiega il g.m. biancorosso[b]Cecco Vescovi[/b] - Ci riserviamo di decidere in tempi rapidi perché vogliamo pensarci bene, certamente però si tratta di una bella chance con una vetrina europea di lusso che potrebbe creare opportunità interessanti nell’ambito nella ricerca delle risorse. Un main sponsor solo per l’Europa? Se Cimberio fosse d’accordo e si presentasse l’occasione giusta perché no?». [/background][/color][/font][/size]

    [background=rgba(255, 255, 255, 0)][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][color=#000000]Dunque, a meno di clamorosi colpi di scena, Varese dovrebbe ufficializzare oggi la decisione di iscriversi al Qualifiying Round dell’Eurolega 2013/2014: il torneo preliminare a 8 squadre dovrebbe essere previsto nella settimana dal 6 al 13 ottobre, ossia proprio quella che precede l’inizio del campionato (lo scorso anno la manifestazione organizzata a Desio dalla Pallacanestro Cantù si era disputata tra martedì 26 e sabato 29 settembre), dunque appena dopo la Supercoppa che, se non cambieranno le “regole di ingaggio”, vedrà impegnata la Cimberio contro Siena sabato 5 ottobre. [/color][/font][/size][/background]

    [background=rgba(255, 255, 255, 0)][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][color=#000000]Ancora da stabilire la “location” della fase preliminare che dovrebbe essere organizzata da una delle otto partecipanti: la società biancorossa ha chiesto a titolo informativo i costi dell’evento e la risposta (100mila euro di tassa da versare all’Uleb più i pagamenti per arbitri, ufficiali di campo, viaggi in autobus da e per il palazzetto e la produzione televisiva di tutte le partite) non è stata incoraggiante. «"Si tratta di un impegno decisamente gravoso sia a livello economico che organizzativo, inoltre il palasport avrebbe bisogno di una rinfrescata in tempi rapidissimi per rientrare in alcuni parametri per tabellone e strumentazioni che rendono alquanto difficoltosa l’operazione», spiega Vescovi. [/color][/font][/size][/background]
    [background=rgba(255, 255, 255, 0)][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif][color=#000000]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size][/background]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]È il giorno decisivo per la scelta del nuovo allenatore della Cimberio. Oggi Cecco Vescovi romperà definitivamente gli indugi affondando il colpo su Fabrizio Frates oppure Giulio Griccioli, i due candidati in lizza per raccogliere la difficile eredità di Frank Vitucci. Ancora “testa a testa” nella corsa alla panchina della Varese versione 2013/2014: entrambi i “papabili” avrebbero riscosso consensi nei colloqui svolti con il responsabile dell'area tecnica biancorossa, aspetto chiave nei “ballottaggi” precedenti (nel 2008 saltato Ramagli per poi scegliere Pillastrini, nel 2010 scartato Bechi per andare su Recalcati) dell'era Vescovi. Ed a sostanziale parità di costi la decisione del GM varesino sarà legata a filo doppio alle strategie di costruzione dell'organico sulle quali impostare la stagione prossima ventura. I profili dei due allenatori in corsa sono antitetici non soltanto sul piano dell'esperienza ma anche dello stile di gioco e di lavoro in palestra; aspetto comunque ben chiaro alla società biancorossa, che sceglierà l'allenatore principalmente in base alle proprie decisioni su quale indirizzo dare al dopo-Vitucci. Dal punto di vista squisitamente tecnico puntare sull'emergente Griccioli sarebbe comunque una scelta sulla linea della continuità con una certa idea di allenatore votato al basket champagne ed al dialogo con i giocatori; Frates è invece un tecnico che rende al meglio con elementi allenabili e disposti a riconoscere il ruolo centrale dell'allenatore.. Ma allo stesso tempo puntare su un tecnico esperto e “rodato” come il 55enne architetto milanese sarebbe un segnale forte circa la volontà di Varese di puntare nuovamente ai vertici della classifica, mentre la scommessa su Griccioli - mai sedutosi su una panchina di serie A da capo allenatore - prevederebbe un programma con ambizioni più diluite nel tempo. Di certo la scelta del nuovo coach darà una direzione determinante anche al lavoro di scouting del DS Simone Giofrè: i giocatori adatti a Griccioli potrebbero non essere adatti a Frates e viceversa. E in ogni caso ognuno dei due profili in lizza avrà bisogno del supporto da parte della società nello sposare le caratteristiche tecniche e personali degli atleti da mettere a disposizione di un coach che avrà bisogno di un organico costruito su misura per far rendere al meglio la Cimberio che verrà. Ad oggi il favorito resta Fabrizio Frates, che darebbe garanzie di esperienza e capacità di sviluppo dei giovani e avrebbe le necessarie “spalle larghe” per raccogliere un'eredità comunque difficile come quella che toccherà al sostituto di Frank Vitucci in una stagione 2013/2014 nella quale difficilmente Varese sarà in grado di ripetere l'esaltante parabola di vertice dell'annata appena conclusa. E ai tifosi che storcono il naso temendo un basket “noioso” ricordiamo che la Reggio Emilia di McIntyre e la Montegranaro di Ivanov e Brunner - ossia le società in cui Frates ha ottenuto i migliori risultati nel rapporto budget-rendimento - erano tra i migliori attacchi delle annate 2005/2006 e 2009/2010… D'altro canto però la scelta indirizzata su Griccioli, tecnico emergente con il quale Varese potrebbe valutare un percorso di crescita più lungo ma potenzialmente in grado di dare frutti migliori di un “usato sicuro” alla Frates, ha il fascino della scommessa azzardata ma con una posta ghiottissima che stimola certamente una parte importante della società. L'ultima parola sarà anche stavolta di Vescovi, cui toccherà poi mettere il “suo” uomo nelle migliori condizioni ambientali e tecniche per operare così come accaduto nel caso di Frank Vitucci. Il cui addio ufficiale è slittato di 24 ore: solo formalità burocratiche legate alle tempistiche per mettere a punto i documenti da parte di Avellino, ma ormai il coach veneziano rappresenta il passato. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3](g.s.) Frank Vitucci se ne andrà, ma Simone Giofrè (foto Blitz) ha deciso di restare. La notizia era ormai certa da qualche giorno, ma da ieri è ufficiale a tutti gli effetti: il dirigente canturino architetto del mercato estivo alla base dei successi degli “Indimenticabili” ha prolungato di altri tre anni il suo rapporto con Varese. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Ho accettato con grande trasporto questa proposta che mi sembra la giusta continuazione di un rapporto cresciuto in questi 20 mesi; ringrazio Verona perché ha pensato a me ed aspettato che decidessi, ma ho preferito restare in un ambiente serio e continuare a lavorare con persone stimate. Sono onorato da questo segnale di grande fiducia, ora cercheremo di ripartire tutti insieme in questo nuovo progetto a medio termine; i frutti andranno colti nel giro di tre anni ma sappiamo che ci aspetta comunque una stagione nella quale dovremo rimboccarci ancora di più le maniche. Siamo coscienti che sarà difficilissimo confermarci ma abbiamo l'entusiasmo e la voglia per provare a fare il massimo». [/size]
    [size=3]E dunque toccherà a Giofrè scovare gli eredi di Dunston e Banks e cercare di far rendere al meglio il budget disponibile: «Ci sarà sicuramente un po'da fare anche se speriamo non proprio tutto. Sui giocatori sotto contratto deciderà l'allenatore compatibilmente al budget; certamente anche quest'anno servirà un po' di fantasia andando a scovare giocatori sconosciuti in Italia come Dunston e Banks o lo stesso Rush. Il contratto di tre anni è una garanzia per lavorare ma non per questo smetterò di stare sempre sul pezzo nell'ambito dello scouting, perché fa parte del mio DNA. Scovare altri prospetti a basso prezzo ed altro rendimento? Avverto tanta aspettativa ma è bene rendersi conto che quella passata sarà un'annata irripetibile sotto molti punti di vista, compreso quello di aver centrato tutti gli obiettivi di mercato. Quella del 2012/2013 è stata una squadra pensata con criterio che poi però ha trovato una chimica eccellente per rendere al meglio». [/size]
    [size=3]Di sicuro la durata triennale dei contratti che accomuna Vescovi e Giofrè è comunque un segnale importante relativo alla continuità nel medio periodo dei programmi di crescita della società, che ha affidato ai due dirigenti confermati un ruolo centrale nelle strategie tecniche per la Cimberio del futuro: «È una dimostrazione concreta del fatto che la società punti in primis sulle risorse umane, stimando e valorizzando uno staff che ha operato ottimamente in condivisione. Logico che operando con i nostri budget dovremo andare a cercare elementi interessanti nel rapporto costo-rendimento. Poi nel basket il modello Udinese non è replicabile perché non siamo in grado di comprare giovani di 16 anni e fare plusvalenze; la nostra soddisfazione non è economica ma quella di cercare di offrire un prodotto piacevole al nostro pubblico». [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Frank Vitucci è a tutti gli effetti l'ex allenatore della Cimberio. Trovato nella serata di ieri l'accordo tra la società di piazza Monte Grappa ed Avellino sull'entità del buyout richiesto da Varese per liberare il coach veneziano dal contratto in essere fino al 30 giugno 2014. Chiusa dunque la lunga telenovela che per qualche giorno ha tenuto banco dopo la decisione del “coach of the year” della stagione 2012/2013 alla guida di Varese di accettare il ghiottissimo biennale proposto dalla Sidigas, lasciando le Prealpi con un anno di anticipo rispetto al biennale stipulato nel 2012 e lasciando cadere la proposta di rinnovo triennale formulata dalla società di piazza Monte Grappa. Alla fine la cifra “spuntata” dal club biancorosso dovrebbe aggirarsi attorno ai 90mila euro, suddivisi tra i 60mila versati da Avellino e la restante parte di premi playoff maturati e non ancora incassati cui Vitucci ha deciso di rinunciare pur di agevolare la trattativa tra i due club. E dunque l'addio annunciato del coach veneziano si materializza concretamente al termine di una vicenda comunque vissuta male dall'ambiente varesino, compresi i tifosi che non prevedevano certo una conclusione repentina del rapporto con il tecnico ex Treviso solo una settimana dopo il festoso saluto in piazza Monte Grappa agli “Indimenticabili” ed al loro condottiero. Dei tre pilastri individuati dalla società come il cuore pulsante del progetto tecnico per i prossimi tre anni dunque Varese perde soltanto l'allenatore dopo i rinnovi a lungo termine con Cecco Vescovi e Simone Giofrè. A dare continuità al progetto toccherà proprio al nuovo responsabile dell'area tecnico ed al confermatissimo direttore sportivo, cui toccherà rispettivamente la scelta dell'erede di Vitucci e i nuovi Green, Banks e Dunston. Nei giorni scorsi la società si era mossa sul mercato-allenatori per farsi trovare pronta nel momento in cui l'accordo tra Varese ed Avellino avrebbe ufficialmente liberato la panchina biancorossa. Ora con la partenza di Vitucci alla volta di Avellino (operazione complessivamente stimata oltre i 150mila euro di incasso tra i 90mila di buyout e lo “spread” tra il contratto del tecnico veneziano e l'ingaggio del suo sostituto) la società tirerà le somme dei colloqui svolti tra lunedì e martedì con Fabrizio Frates e Giulio Griccioli. Ossia i due candidati in lizza per sostituire il tecnico veneziano alla guida della Cimberio: per il momento non è ancora stata presa una decisione netta, anche se ad oggi il fattore-esperienza (23 stagioni contro 3 da capo allenatore) in Italia ma anche in Europa assegnerebbe una preferenza lieve in favore del 55enne architetto milanese. Frates sarebbe particolarmente adatto ad una squadra giovane, allenabile e battagliera viste le sue caratteristiche, e dopo la conclusione amara dell'avventura a Milano (più unico che raro il caso dell'esonero da vice allenatore…) avrebbe certamente motivazioni fortissime per rimettersi in gioco da capo allenatore. Il coach cresciuto nel vivaio di Siena che negli ultimi 3 anni ha fatto bene in LegAdue a Scafati e Casale Monferrato sarebbe invece un esordiente assoluto in serie A, ma in società c'è chi è intrigato dalla scommessa su un tecnico emergente e più votato a lasciare le chiavi in mano al personale tecnico ad un tecnico più rigido nell'approccio con i giocatori come Frates. Oggi Vescovi farà la sua scelta. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Entusiasmo alle stelle per la Varese degli “Indimenticabili” uguale budget in discesa per la stagione 2013/2014. Due dati di fatto che apparentemente fanno a pugni, ma che riflettono una realtà incontrovertibile: anche in uno dei suoi feudi più storici il “prodotto basket” oggi non tira più come una volta. E non certo per colpa della società di piazza Monte Grappa, che anzi con la nascita e la crescita di “Varese nel Cuore” seguite dalla valorizzazione del suo patrimonio storico tramite il progetto Varese Leggenda e il progressivo ampliamento delle iniziative collaterali alla partita per creare un'atmosfera da evento al PalaWhirlpool, è certamente la più innovativa in assoluto nel panorama mediamente “ingessato” del basket italiano. Ma quali sono i motivi per i quali Varese dovrà fare “meglio con meno”, utilizzando lo slogan di Michele Lo Nero, nell'ottica di una spending review forzosa che nell'ipotesi più realistica vedrà un taglio dal 10 al 15 per cento rispetto al 2012/2013? Prima di tutto c'è l'azzeramento definitivo della quota della famiglia Castiglioni, che con i 300mila euro versati questanno ha esaurito gli impegni pattuiti con il consorzio in occasione del passaggio di proprietà dell'estate 2010. Poi c'è da contabilizzare un 5 per cento in meno di incassi dal botteghino, che quest'anno hanno generato un quinto dei ricavi totali contando però l'afflusso extra dei playoff (e sul 2013/2014 peseranno invece le prime due giornate in campo neutro). Infine, pesa il punto interrogativo riguardo al gettito che arriverà dagli sponsor, quest'anno il “contenitore” più capiente tra le voci in entrata: si parla del 58 per cento rispetto al 16 del consorzio, mentre gli introiti per diritti Tv, merchandising e affitto del palasport contano solo per il 6-7 per cento. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma il 30 giugno sono in scadenza tutti gli accordi firmati con i partner di maglia: non solo quello col main sponsor Cimberio (foto Blitz) che rinnova di anno in anno con clausole legate ai risultati, ma soprattutto quelli con i vari partner che si erano legati con accordi triennali alla società di piazza Monte Grappa alla partenza dell'avventura di “Varese nel Cuore”. Rispetto a tre anni fa però la situazione economica dell'Italia è completamente diversa, ed è differente anche la posizione di personaggi importanti vicini al basket varesino che nel 2010 occupavano ruoli di comando a Roma ed oggi invece sono ai vertici a Milano. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma al di là della crisi economica generale c'è anche un problema legato alla scarsa capacità del sistema basket di “vendere” il proprio prodotto al di fuori dell'attuale nicchia, tornando ad essere sport d'elite come avveniva negli anni '80 e'90. I problemi di un mondo i cui vertici sembrano più preoccupati di difendere lo status quo che di trovare nuovi modi per valorizzare il grande interesse generato dai playoff più equilibrati di sempre sono molteplici: si va da una visibilità televisiva marginale all'assenza di personaggi conosciuti al di fuori della solita nicchia degli appassonati quale era l'istrionico Gianmarco Pozzecco; in più, con una serie A progressivamente meno italiana, i giovani si identificano sempre più con la NBA. E allora è più difficile - anche in un'isola felice come Varese - trovare sponsor attratti dal basket per un reale ritorno di visibilità e non per la "passionaccia" che li porta ad investire in uno sport che non può fare a meno dei mecenati per far tornare i conti. [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Altra giornata di stallo sull'asse Varese-Avellino nella lunga telenovela legata al trasferimento di Frank Vitucci dalle Prealpi all'Irpinia. Le due parti in causa non hanno modificato in maniera sostanziale le rispettive posizioni sull'entità del buyout che la Sidigas dovrà versare per liberare il tecnico veneziano dal contratto in essere fino al giugno 2014 con la Cimberio. Ancora interlocutori i contatti tra Cecco Vescovi e il GM campano Antonello Nevola: da una parte la società di piazza Monte Grappa non vuole transigere sul principio di richiedere una clausola rescissoria congrua a quella che ritiene una scorrettezza da parte degli irpini, dall'altra il costo complessivo a carico di Avellino (tra ingaggio biennale di Vitucci, buyout da versare a Varese e transazione del contratto con Cesare Pancotto) rischia di lievitare su cifre davvero imponenti. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Di fatto tra domanda ed offerta “ballerebbe” ancora una differenza di 30mila euro anche dopo che Vitucci ha proposto di rinunciare ai premi playoff maturati e non ancora incassati. E se ce ne fosse ancora bisogno si tratta comunque di un altro segnale chiaro della volontà del tecnico veneziano di tornare in Irpinia anche rimettendoci di tasca propria pur di liberarsi dal contratto in corso con la Cimberio. Oggi si attende la contromossa di Avellino affidata direttamente al presidente De Cesare, ieri impegnato per lavoro; la sensazione è che si tratti di una giornata decisiva in un senso o nell'altro, e dunque o si troverà la quadra oppure c'è il rischio concreto che la trattativa salti definitivamente. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E c'è chi nell'ambiente varesino non sarebbe neppure troppo dispiaciuto del fatto che Vitucci possa restare “obtorto collo” rispettando l'attuale contratto in essere, anche se sarebbe poi decisamente complicato rinsaldare un rapporto - non soltanto con la società ma soprattutto con la piazza - che in questi giorni, pur in mancanza di dichiarazioni ufficiali da una parte e dall'altra, ha vissuto momenti di tensione. Anche perché comunque Varese si è mossa già in cerca di un sostituto, valutando “de visu” i candidati alternativi Giulio Griccioli e Fabrizio Frates per farsi trovare pronta nel momento in cui dovesse arrivare l'ufficialità dell'accordo con Avellino. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E in tempi di spending review la partenza di Vitucci alla volta di Avellino garantirebbe a Varese un “extrabudget” appena inferiore ai 200mila euro, tra buyout e risparmio sull'ingaggio del suo erede. Decisamente un bel gruzzoletto da far fruttare per la coppia Vescovi-Giofrè nell'ottica di costruire una Cimberio in grado di confermarsi nei piani alti della classifica anche nella stagione 2013/2014: in termini di budget le varie Milano, Siena, Sassari, Avellino, Venezia e Cantù partiranno ancora in vantaggio più o meno netto nei confronti del club biancorosso. Ma general manager e direttore sportivo avranno un ruolo centrale - come d'altra parte accaduto lo scorso anno - nelle scelte strategiche del mercato; e dunque, al di là del nome dell'allenatore, sarà fondamentale la scelta di giocatori validi ma soprattutto funzionali alle caratteristiche del coach della Varese che verrà. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E se comunque si vorrà mantenere le caratteristiche di un basket “sprintoso” ed aggressivo che ha ricreato entusiasmo e passione attorno alla Cimberio degli “Indimenticabili”, allora ad oggi il favorito per l'eventuale eredità di Vitucci sembra proprio l'emergente Griccioli rispetto al veterano Frates. La decisione finale la prenderà comunque Cecco Vescovi, che in cinque anni comunque non ha sbagliato una mossa - prima con Pillastrini, poi con Recalcati ed infine con Vitucci - trovando sempre la persona giusta per le esigenze e le possibilità di ambiente e società. A meno che la decisione non la prenda Avellino, ritirando l'offerta di Vitucci per virare su Calvani e lasciando dunque il coach veneziano alla guida della Cimberio. Eventualità remota ma non impossibile.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Resta in stallo la posizione di Frank Vitucci (foto Blitz), ancora sospeso tra Varese ed Avellino in attesa che le due società trovino la quadra sull'entità del buyout per liberare il coach veneziano dal contratto in essere fino al giugno 2014 con la società di piazza Monte Grappa. Se il primo contatto aveva avuto esito negativo con una distanza piuttosto elevata tra domanda ed offerta (gli irpini avevano proposto 50mila euro, i biancorossi avevano rilanciato a 150mila), anche le ulteriori trattative tra domenica e ieri non avrebbero ancora risolto l'impasse con la Cimberio che non vuole scendere sotto una cifra con cinque zeri.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'intransigenza della società di piazza Monte Grappa è legata a due questioni fondamentali. Prima tra tutti c'è la voglia di rivalsa nei confronti di un club che sul piano formale ha adottato un comportamento considerato poco corretto da parte di Varese, sottoponendo un'offerta ad un allenatore vincolato senza informare prima la società che lo aveva sotto contratto. Poi c'è anche la questione economica: viste le scadenze secche e le clausole d'uscita dei giocatori della Cimberio versione 2012/2013, il contratto di Vitucci è di fatto l'unico in grado di garantire un ritorno in soldoni a fronte della più che probabile “grande fuga” (o a parametro zero o a fronte di un pugno di euro) dei protagonisti della grande stagione passata. E se a volerlo è Avellino, che si muove sul mercato con disponibilità notevolissime (compresa una proposta lucrosa per Dunston, che però cercherà sicuramente vetrina internazionale), allora se davvero la Sidigas vuole strappare Vitucci a Varese dovrà versare una cifra ritenuta congrua dalla società biancorossa. In più la reazione dei tifosi biancorossi, che neppure una settimana dopo il commovente saluto tributato agli “Indimenticabili” del 2012/2013 ed al loro tecnico nella grande festa di piazza Monte Grappa si sono trovati di fronte ad un addio imprevisto, ha sicuramente contribuito a irrigidire le posizioni del club di piazza Monte Grappa.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La serata di ieri ha comunque fatto registrare qualche segnale di apertura, legato alla disponibilità del coach veneziano di fare un sacrificio rinunciando ai premi playoff maturati con Varese che andrebbero a sommarsi al buyout offerto da Avellino: la quadra ancora non c'è tra un'offerta che supera gli 80mila e una richiesta superiore ai 100, ma si lavora comunque per trovare un'intesa. A questo punto tutte le parti in causa hanno interesse all'esito positivo della trattativa: se la Cimberio vedesse accontentate le sue richieste potrebbe comunque “monetizzare” concretamente il pur doloroso addio di Vitucci, e tra il risparmio sulla posizione dell'allenatore (la prossima annualità del coach veneziano sarebbe stata da 150mila euro, le trattative per il suo sostituto si aggirano su cifre decisamente inferiori) e il buyout che entrerà nelle casse del club ci sarà la possibilità di operare sul mercato con un”tesoretto” supplementare. Resta comunque l'alternativa che prevede la permanenza a Varese del coach veneziano rispettando il contratto in essere fino al giugno 2014: una soluzione che comunque la società non scarta a priori, contando al limite di avere argomenti per proporre nuovamente in corsa a Vitucci quella estensione del contratto fino al 2016 che non è comunque stata sufficiente a convincerlo a restare alla guida della Cimberio. Ma al momento attuale sembra uno scenario difficilmente realizzabile e comunque non auspicabile per nessuno dei due... [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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