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VareseFansBasketNews

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Decisivi l'offerta economica e il budget per allestire la squadra[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'allenatore era ancora sotto contratto, ora le due società dovranno trattare l'entità del buy-out[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Frank Vitucci (foto Blitz) ha scelto Avellino. Era nell'aria da qualche giorno, ma ora è ormai certo: il tecnico arrivato nel giugno 2012 a Varese lasciando l'Irpinia dopo due annate ricche di soddisfazioni nonosante la travagliata situazione economica del club, lascerà dopo una sola stagione la Città Giardino. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dodici mesi dopo si è ripetuta, a parti invertite, la situazione delle due offerte dalla Cimberio e dalla Sidigas: l'estate scorsa il coach veneziano aveva deciso di raccogliere l'eredità di Carlo Recalcati alla guida della formazione biancorossa, preferendo la soluzione di Varese alla prospettiva di una conferma ad Avellino. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Stavolta la proposta del club campano era troppo ghiotta sul piano economico - sia per quanto riguarda l'importo dell'ingaggio che soprattutto in termini di budget disponibile per la costruzione della squadra - per lasciarla cadere, a conferma che il nuovo corso della società biancoverde ha mezzi decisamente importanti. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E nella serie A prossima ventura la Sidigas vuole recitare un ruolo di primissimo piano, non solo nel raffronto con la società di piazza Monte Grappa che ad oggi ha un budget garantito sicuramente inferiore a quello del 2012/2013 e dovrà forzatamente affrontare una rifondazione tecnica ben superiore a quella che la dirigenza avrebbe voluto proporre rispetto alla squadra degli “Indimenticabili”. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Una rifondazione che ripartirà dall'accoppiata Vescovi-Giofrè ma non da Vitucci: la proposta di rinnovo triennale accettata dal futuro ex presidente e neo g.m. e dall'architetto del mercato aveva comunque fatto in qualche modo vacillare il coach veneziano, che Varese voleva mettere al centro del nuovo progetto tecnico. Ma quello di Avellino è il classico “contratto della vita”, tra l'altro in una piazza dove è già conosciuto e stimato sia dal pubblico che dalla dirigenza, disposta a fare uno sforzo economico imponente per riportare in Irpinia l'allenatore che i suoi tifosi dal 2010 al 2012 proponevano addirittura come sindaco. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per la società di piazza Monte Grappa è certamente una perdita pesante, visto il feeling che si era rapidamente creato tra il coach veneziano e l'ambiente biancorosso: in soli 12 mesi Vitucci ha letteralmente conquistato Varese, che si riconosceva nel carattere serio, schivo ed amante del lavoro del tecnico ex Imola e Treviso e amava lo stile di gioco frizzante e aggressivo con il quale il coach della Cimberio degli “Indimenticabili” aveva riacceso l'entusiasmo di Masnago. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Al momento non c'è ancora l'ufficialità dell'addio, comunque non confermato dalle parti che scelgono il più stretto riserbo: di mezzo c'è la trattativa con Avellino per raggiungere l'accordo economico necessario perché Varese dia il “via libera” alla partenza del coach veneziano, contrattualmente legato anche per la stagione 2013/2014. La società biancorossa vuole quantomeno monetizzare la partenza di Vitucci con un buyout che possa contribuire a rimpinguare le casse.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Ancora 48 ore per sapere se il percorso di Varese e Frank Vitucci proseguirà in parallelo per altri tre anni, oppure se il coach di Venezia sceglierà di tornare ad Avellino per accettare il suntuoso contratto proposto dalla Sidigas per convincerlo a tornare in Irpinia dopo la memorabile stagione alla guida della Cimberio. L'incontro tra la società di piazza Monte Grappa ed il “coach of the year” dell'annata 2012/2013 non ha sortito effetti determinanti per sbloccare l'impasse tra l'offerta biennale a cifre allettanti del club campano e l'estensione fino al 2016 proposta da Varese per pareggiare la durata triennale dei rapporti in fase di defizione contrattuale con Cecco Vescovi e Simone Giofrè. Sul piatto le cifre per l'ingaggio e il budget complessivo pendono decisamente in favore di Avellino (i due anni di contratto proposti dagli irpini avrebbero un importo superiore ai tre di Varese e la differenza di potenziale di spesa sarebbe di almeno 1,5 milioni di euro), ma i dirigenti della Cimberio mostrano fiducia: «Gli abbiamo esposto le nostre intenzioni future mettendolo al centro del progetto come già fatto con Vescovi e Giofrè - conferma il tesoriere Stefano Coppa -. Ritengo che abbiamo fatto il massimo compatibilmente con la nostra situazione generale: sappiamo che al momento non possiamo essere concorrenziali sul piano economico con una realtà come Avellino, ma la garanzia di una struttura tecnica inalterata e di un contratto lungo sono argomenti che crediamo essere importanti. Ora aspettiamo serenamente la sua decisione convinti di aver effettuato una proposta che venga comunque tenuta in considerazione». Dal canto proprio Vitucci non si sbilancia sui contenuti del colloquio ma garantisce comunque che i tempi della sua decisione saranno relativamente brevi: «La società mi ha esposto i suoi programmi e siamo rimasti d'accordo che dopo una riflessione attenta avrei dato la mia risposta. Si è parlato di programmi, budget e prospettive future non solo legate alla prossima stagione: entrambi abbiamo messo le carte sul tavolo in una discussione reciprocamente molto chiara ed affrontata con la massima serenità. Queste sono situazioni da valutare approfonditamente, certe decisioni non possono essere prese in maniera repentina in ogni caso i tempi saranno brevi».[/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Tra il ritorno ad Avellino con una proposta economicamente importantissima in una realtà già conosciuta e la permanenza a Varese con la ribalta dell'Eurocup e la coppia Vescovi-Giofrè a dare garanzie di continuità al progetto la scelta di Vitucci non sarà comunque presa a cuor leggero: la riserva potrebbe essere sciolta già stasera o al più tardi entro domani: «Ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro: discuterò il tutto con la mia famiglia e poi comunicherò la mia decisione. Di sicuro sarà una scelta non facile ma comunque questa cosa è già andata fin troppo per le lunghe, per il rispetto di tutte le parti coinvolte entro domani si arriverà al dunque». [/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Le sensazioni della dirigenza biancorossa sono comunque più ottimistiche rispetto alle ore precedenti al colloquio con Vitucci, con la convinzione di avere quantomeno instillato il tarlo del dubbio nella mente del coach veneziano. Ma al momento attuale la soluzione Avellino resta la più probabile, pur con la necessità di imbastire una trattativa economica per il buyout del contratto che Varese ha in essere fino al prossimo anno con il tecnico. Se Vitucci non potrà essere una garanzia tecnica per il prossimo triennio al fianco di Vescovi e Giofrè, il suo contratto rappresenterà quantomeno una risorsa economica che contribuirà ad aumentare il budget disponibile per il 2013/2014.[/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/font]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Varese e Frank Vitucci, è la giornata decisiva. Oggi i dirigenti della società di piazza Monte Grappa incontreranno il tecnico veneziano per illustrargli i programmi relativi alla stagione 2013/2014: sarà il momento clou per mettere le carte in tavola e capire se il progetto biancorosso sarà in grado di convincere l'allenatore dell'anno della stagione 2012/2013 a rispettare il contratto con la Cimberio senza farsi tentare dal lucroso biennale proposto da Avellino. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«La priorità è parlare con il mio club che in questo momento è Varese - spiega Vitucci - ci mancherebbe altro che non fosse così, al di là del rapporto di lavoro legato al contratto in essere, e tutto il resto viene dopo. E' normale valutare tutto ma con molta serenità da entrambe le parti aspetto di capire quali saranno i programmi per il prossimo anno». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La società biancorossa vorrebbe ripartire dalla “triade” Vescovi-Vitucci-Giofrè per costruire una Varese in grado di stupire ancora, ma proprio il coach veneziano sottolinea comunque come sarà difficile trovare continuità rispetto alla stagione scorsa: «L'annata appena conclusa è stata straordinaria ma è bene rendersi conto che oggi i club subiscono metamorfosi incredibili tra una stagione e l'altra: l'esempio più evidente è proprio quello della Cimberio versione 2012/2013 che aveva cambiato 9 giocatori su 10 e l'allenatore. Alla fine tra chi vuole migliorare e chi deve rivedere l'organico per motivi di budget è difficilissimo dare seguito a un progetto tecnico: la Varese degli anni '70 ha vissuto un'epopea straordinaria perché per un decennio ha potuto contare sulla stessa base di grandi campioni, oggi una continuità del genere è impensabile». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Tra le idee della società ci sarebbe anche la proposta di una estensione pluriennale dell'attuale contratto tra Varese e Vitucci; il coach veneziano attende di conoscere i dettagli dei programmi futuri del club ma garantisce tempi rapidi per la sua decisione: «Per forza di cose al di là di tutto si dovrà cambiare più di quello che si vorrebbe e aver fatto così bene spinge questa situazione ancora più in là. L'ipotesi di una estensione del contratto? Sentirò i programmi e le offerte della società, certo i playoff durati così a lungo hanno ridotto i tempi per programmare il futuro. In questo modo però abbiamo affrontato solo superficialmente i nodi del futuro rimandando i discorsi a bocce ferme; oggi approfondiremo concretamene tutti gli argomenti e poi deciderò sul da farsi. Ma le tempistiche saranno brevissime perché queste cose mi mettono in crisi…». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Infine Vitucci esprime il suo parere qualificato sul tema del doppio impegno campionato-Eurocup, già affrontato nel 2009/2010 alla guida della Benetton Treviso: «Di sicuro è un'opportunità importante da vivere al meglio: per chi fa attività professionistica disputare una coppa europea è motivo di orgoglio e di arricchimento. Però bisogna prepararsi a un'avventura stimolante ma anche impegnativa: con due partite a settimana il rischio è che i giocatori possano usurarsi, dunque anche alla luce del cambio dei ritmi di lavoro imposto dai viaggi bisogna scegliere elementi prestanti e fisicamente in grado di garantire continuità». [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E' pronto anche il secondo tassello per ricostruire la “filiera” decisionale che ha portato Varese ai vertici del basket italiano. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dopo Cecco Vescovi, anche Simone Giofrè sembra vicino a prolungare il suo rapporto con la società di piazza Monte Grappa; il colloquio di ieri tra i membri del CdA del club e il direttore sportivo che ha scovato nel sottobosco dei campionati europei Bryant Dunston e Adrian Banks sembra aver posto le basi per il rinnovo del contratto in scadenza al 30 giugno proponendo un nuovo accordo su base triennale. Ossia l'arco temporale della fase 2 del Consorzio per la quale si vorrebbe contare anche su Vescovi e Vitucci.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il dirigente canturino si è riservato un paio di giorni di riflessione prima di comunicare la risposta definitiva alla società, ma la sensazione è che con Vescovi di nuovo sul ponte di comando con mansioni votate interamente all'area tecnica (l'ufficialità dell'accordo con la bandiera del basket cittadino arriverà nel weekend ma comunque i contatti tra l'ormai ex presidente e il mondo degli agenti conferma implicitamente la sua operatività nel ruolo di g.m.) Giofrè sia destinato ad accettare le proposte del club di cui ha contribuito a fare le fortune con la sua opera di scouting. E nel quale avrà un ruolo ancora più strategico rispetto allo scorso anno se sarà necessario aumentare ulteriormente il rapporto già eccellente tra disponibilità economiche ridotte e capacità di scelta sul mercato dei campionati stranieri meno conosciuti. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ora resta lo snodo principale legato all'allenatore: l'incontro di domani con Frank Vitucci dovrà aggiungere un altro tassello fondamentale per la costruzione della Varese che verrà. La società illustrerà al tecnico veneziano i programmi per la stagione 2013/2014, legati a un budget fisiologicamente inferiore con il rischio di dover rifare almeno quattro quinti del quintetto base, pur potendo contare sul solido nucleo degli italiani della panchina cui aggiungere eventualmente qualche altro reduce del gruppo degli "Indimenticabili". [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Chiaro che in termini meramente economici l'alternativa proposta da Avellino, pronta a offrire a Vitucci un biennale a cifre davvero notevoli e in grado di muoversi sul mercato con un budget decisamente superiore a quello della Cimberio in termini di “monte stipendi”, sembra più allettante rispetto al pacchetto completo che a oggi può offrire Varese. [/size]
    [size=3]A Varese però l'attesa per le risposte degli sponsor in scadenza che dovranno rinnovare gli accordi (certa l'uscita di scena di Air One ma gli altri marchi dovrebbero restare, con l'incertezza però delle cifre) potrebbe mutare da qui a un mese gli scenari attuali e alzare l'asticella delle risorse verso una situazione più stimolante. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma le prospettive economiche non sono l'unico parametro di giudizio, dunque la dirigenza biancorossa dovrà convincere Vitucci della validità e soprattutto della continuità nel medio periodo dei programmi futuri del club. [/size]
    [size=3]Nel momento in cui si riscontrerà una condivisione delle idee di massima allora la società sarebbe pronta anche a proporre al coach veneziano una estensione del contratto annuale ancora in corso; nel caso contrario invece partirà la trattativa economica tra Avellino e Varese per monetizzare con un buyout la rescissione dell'anno di contratto che ancora lega Vitucci alla società di piazza Monte Grappa. [/size]
    [size=3]La dirigenza varesina non ha neppure preso in considerazione l'ipotesi di sondare il mercato per trovare un'alternativa a Vitucci. Segnale importante relativamente alla convinzione dei dirigenti biancorossi di poter proporre al tecnico veneziano un progetto comunque allettante. Che, ripartendo da Vescovi e Giofrè, darebbe comunque garanzie solide anche allo stesso coach veneziano. [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [font=tahoma,geneva,sans-serif][color=#000000][size=1][size=3]Si va verso la prima fumata bianca per costruire la Varese che verrà. [/size][/size][/color][/font]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il tassello inaugurale per impostare le strategie della stagione 2013/2014 arriverà probabilmente nella giornata di oggi con l'accordo ufficiale per la prosecuzione del rapporto tra la società di piazza Monte Grappa e Cecco Vescovi. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La storica bandiera del basket varesino cambierà ruolo ma non mansioni nel contesto dei vertici dirigenziali della Pallacanestro Varese. Vescovi lascerà l'incarico di presidente al termine del mandato triennale in scadenza il 30 giugno per assumere nuovamente, con un incarico pluriennale, i compiti di general manager e responsabile dell'area tecnica che aveva già ricoperto dal gennaio 2008 al giugno 2010, nella fase conclusiva dell'era della famiglia Castiglioni, gestendo in prima persona, insieme con l'attuale CdA di “Varese nel Cuore”, il passaggio tra la passata gestione e l'attuale “multiproprietà” del consorzio. I dettagli definitivi dell'accordo dovrebbero essere messi a fuoco nella giornata odierna dopo che il lungo summit tenuto ieri insieme con Michele Lo Nero e Stefano Coppa servito a impostare le strategie future non soltanto relative alla posizione di Vescovi, ma anche ad altri aspetti importanti sul fronte societario e dei programmi tecnici per la stagione prossima ventura. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Abbiamo iniziato tardi perché per fortuna il nostro campionato è finito tardi; adesso però l'agenda è piena di appuntamenti importanti per programmare il futuro - spiega il presidente di “Varese nel Cuore” - Abbiamo parlato seriamente di tanti argomenti importanti per impostare i prossimi tre anni di lavoro; con Cecco è stato un incontro importante ma ce ne saranno altri in settimana con altri elementi cardine dei nostri programmi». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nella “fase 2” del consorzio dunque il presidente uscente non avrà più responsabilità amministrative ma sarà concentrato principalmente sull'area tecnica, non soltanto relativamente alla prima squadra ma anche al settore giovanile, area strategica da sviluppare e potenziare negli intenti della società. Anche se difficilmente Vescovi potrà coronare il suo sogno di tornare in prima persona in panchina alla guida di un gruppo del vivaio biancorosso, visti gli impegni con la serie A che renderebbero assai complesso far combaciare allenamenti e partite del vivaio. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Resta ora da individuare il suo erede che occuperà la massima carica della Pallacanestro Varese: difficile la “soluzione interna” Michele Lo Nero, già confermato fino al 2014 alla guida del consorzio, si cerca una figura rappresentativa che possa dare un contributo anche sul piano operativo ma al momento attuale non paiono esserci profili già individuati: «Quella del presidente della Pallacanestro non è una priorità immediata - conferma Lo Nero - Ci sono ipotesi sulle quali stiamo lavorando ma contano principalmente le figure tecniche per costruire la squadra del prossimo anno e gli appuntamenti dei prossimi giorni saranno decisivi per dare continuità alle basi impostate». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dunque la prima mossa della società per costruire una Cimberio ancora in grado di competere per il vertice nonostante la “contrazione” annunciata del budget per il 2013/2014 passa attraverso la volontà di affidare nuovamente alla “troika” Vescovi-Giofrè-Vitucci le chiavi della costruzione del roster. [/size]
    [size=3]Entro fine settimana si dovrebbero avere certezze relative alla prosecuzione dei rapporti con d.s. e coach; solo dopo aver avuto garanzie riguardo alle posizioni chiave a livello di strategie future si inizierà a ragionare sul fronte giocatori. E in questo senso la società avrebbe chiesto una proroga di qualche giorno per le scadenze delle clausole degli accordi con Janar Talts ed Erik Rush (in entrambi i casi il 15 giugno è il termine previsto per esercitare l'opzione di uscita), ossia le prime decisioni concrete da prendere per costruire la Varese del prossimo anno. [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Un entusiasmo genuino e calorosissimo che ha sorpreso persino Frank Vitucci quello generato dalla squadra degli "Indimenticabili" per la festa di fine stagione in piazza Monte Grappa. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Emozione forte e anche inaspettata: ringrazio tutti quelli che sono venuti a salutarci in maniera così calorosa e partecipe. Una grande soddisfazione anche per noi perchè ritengo sia abbastanza inusuale avere questo tipo di celebrazione dopo una sconfitta. La mia estate? Tra casa mia, vacanze e il solito viaggio di lavoro in America; ora attendiamo che la società tracci le linee guida per il futuro». [/size]
    [size=3]Tra i più applauditi in assoluto è stato Dusan Sakota, che con i suoi playoff da protagonista - al di là del canestro partita di gara-6 a Siena - ha conquistato il pubblico del PalaWhirlpool sciogliendo il suo naturale riserbo per mostrare emozioni forti.[/size]
    [size=3]«La delusione per la sconfitta contro la MPS? Rispetto all'ultima volta che mi avete visto ora sto decisamente meglio», chiosa l'ala greca. «Ripensando all'intera stagione però posso solo essere fiero di quello che abbiamo fatto: ringrazio la società e il pubblico che ci ha dato un sostegno incredibile per l'intera stagione e che ci ha tributato un saluto così caloroso come quello di ieri sera». [/size]
    [size=3]Serata da ricordare anche per un duro come Mike Green, visibilmente commosso nella presentazione riservata a sponsor e consorziati nella sede della Camera di Commercio: «Speravo finisse in maniera differente ma è stata comunque una grande stagione, con compagni fantastici, un'organizzazione perfetta e un pubblico sempre caldissimo. E questo entusiasmo che abbiamo toccato con mano dai tifosi che sono venuti a salutarci è davvero commovente». [/size]
    [size=3]Un bagno di folla che ha "toccato" anche Andrea De Nicolao, già con le valigie pronte con destinazione Turchia per raggiungere la Nazionale Sperimentale che disputerà i Giochi del Mediterraneo dal 18 al 26 giugno (la partenza del playmaker di Padova è già prevista per domani): «Veramente una bellissima serata, sono emozionato per questa magnifica folla che è venuta a salutarci dopo una stagione che poteva finire meglio ma che comunque è stata esaltante. Posso solo ringraziare tutti, a partire da questi fantastici tifosi». [/size]
    [size=3]Chi invece spera di riposare è Janar Talts, l'unico superstite della Cimberio pre-Vitucci: «Ancora una volta i tifosi di Varese ci hanno dimostrato concretamente tutto il loro affetto e il loro calore. Ora sento il bisogno di riposarmi un po', sicuramente ci sarà qualche attività con la mia Nazionale ma non ho ancora deciso se darò la mia disponibilità». [/size]
    [size=3]G. S.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Bagno di folla oltre ogni aspettativa per l'ultimo saluto agli “Indimenticabili” della Cimberio versione 2012/2013. Oltre 1500 i tifosi che si sono dati appuntamento in piazza Monte Grappa per abbracciare i protagonisti dell'annata appena conclusa. Un'accoglienza festosa che ha cancellato dalla mente dei giocatori biancorossi gli ultimi “fumi” della sconfitta contro Siena: il pubblico varesino si è stretto con grande calore attorno agli idoli di una stagione che ha risvegliato antichi fasti dopo troppi anni di grigiore.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]I protagonisti della stagione che ha riportato Varese ai vertici del basket italiano si sono così consolati con l'abbraccio della città, che ha ribadito il suo incondizionato amore per la squadra di Frank Vitucci nonostante questa stagione così esaltante non abbia lasciato ricordi concreti in termini di successi sul campo. «Neppure la mia DiVarese aveva fatto breccia in questo modo così profondo del cuore della città» - ammette il team manager Massimo Ferraiuolo, ideale “trait d'union” tra il passato ed il presente della società. I protagonisti della stagione 2012/2013 (unici assenti giustificati capitan Ere, già rientrato ieri negli Stati Uniti per stare vicino alla moglie che ha partorito due mesi fa, ed Adrian Banks che ha lasciato Varese nel tardo pomeriggio) hanno sfilato dapprima davanti a sponsor e consorziati presso la Camera di Commercio, per poi salutare la grande folla radunatasi nel cuore pulsante della città dal balcone della sede di piazza Monte Grappa. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E alla fine i tifosi hanno letteralmente preso d'assalto i giocatori (almeno mezz'ora di bagno di folla con foto ed autografi per tutti) per quella che ha rappresentato l'ennesima e genuina dimostrazione di affetto da parte del pubblico di fede biancorossa nei confronti di una squadra che al di là dell'esito sfortunato della semifinale contro Siena resterà a lungo nel cuore della città. «Per tutto l'anno si è avvertita una grande empatia tra la squadra e il pubblico – ha affermato il coach Frank Vitucci – Si è creato un circolo virtuoso dove l'una e l'altra si caricavano a vicenda, arrivando fino ai playoff dove ci hanno spinto al massimo. Forse anche troppo visto quello che è accaduto nell'ultima partita, ma a tutti loro dobbiamo solo dire grazie» Significative anche le parole di Roberto Cimberio, figlio del main sponsor Renzo che ha ringraziato la squadra per le emozioni forti in grado di suscitare nuovamente nell'ambiente di Varese: [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Dopo tanti anni anche noi abbiamo vissuto momenti di grande soddisfazione: ricordando la promozione dalla LegAdue qualcosa avevamo vinto, però stavolta siamo arrivati ad un passo, o meglio ad un Dunston dalla finale. Il futuro? Con la società dobbiamo parlare ed analizzare molte cose, però siamo molto contenti e orgogliosi nell'apprezzare il lavoro di questi ragazzi e le emozioni che hanno saputo suscitare, perché per un uomo riuscire a regalare un'emozione così è una cosa unica». Ora i giocatori biancorossi lasceranno alla spicciolata la città-Giardino (oggi sono in partenza Sakota e Ivanov, domani De Nicolao raggiungerà l'Italia sperimentale ad Istanbul mentre gli ultimi in agenda dovrebbero essere Green e Talts che partiranno sabato) e la parola passa alla società per programmare un 2013/2014 altrettanto brillante pur con un budget che si annuncia inferiore a quello della stagione appena conclusa. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Alla fine della chiacchierata con Renzo Cimberio, esaurita anche la fase del “questo te lo dico però guai se lo scrivi”,abbiamo buttato lì al Cavaliere una domanda a mezza bocca. Ci riproviamo l’anno prossimo, no? Lui non ci ha pensato su nemmeno un secondo, e mentre i suoi occhi si facevano seri ha risposto: “Ma certo che ci riproviamo, ci mancherebbe. Faremo di tutto per tornare a giocare partite come queste”. Abbiamo voluto isolare questa frase dal resto dell’intervista,[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]perché crediamo che questo sia davvero uno dei punti di partenza: il Cavaliere ci sarà, suo figlio Roberto non vede l’ora di ricominciare e di fare una chiacchierata con gli uomini marketing biancorossi per confrontarsi e trovare idee. Si farà ancora i ltifo per la Cimberio Varese. E visto che abbiamo parlato di punti di partenza, continuiamo così: perché mica ce n’è solo uno, per fortuna.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Allora diciamo che l’anno prossimo non ci sarà più Bryant Dunston, ma ci saranno gli uomini che l’estate scorsa l’hanno scovato, visto, convinto a venire a Varese. Si chiamano Simone Giofrè, Francesco Vescovi, Francesco Vitucci: nonostante qualche mal di pancia, nonostante mille incazzature, nonostante le sirene che li vorrebbero ammaliare loro resteranno qui. Andiamo avanti? C’è un consorzio che continuerà a lavorare per il bene della Pallacanestro Varese, soprattutto se troverà la forza e il modo di mettere a tacere qualche invidia interna che rischia di rovinare il giocattolino.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Perché se in un cesto di mele mature ce n’è una marcia, bisogna trovarla e buttarla via subito: altrimenti finisce che fa marcire anche le altre. C’è un pubblico dal quale ripartire e unpubblico con il quale non vogliamo avere più nulla a che fare (parliamo con te, cretino che hai assalito la postazione Rai di Dembinsky e Recalcati). Ci sono i ragazzi della curva, già: gli Arditi. Schierati, criticabili, brutti e cattivi: ma sempre presenti, in ogni trasferta. E a chi vede solo il nero, ricordiamo che se c’è un settore dal quale nel finale di gara 7 non è piovuto nulla quel settore è proprio la curva nord. Abbiamo parlato di tanti punti di partenza, delle ragioni per[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]cui credere nel futuro. Ora parliamo del punto d’arrivo: questa squadra meravigliosa ha finito di esistere e rimarrà solo nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di viverla. Dopo il bagno di folla di stasera i giocatori partiranno e alcuni di loro non[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]saranno qui il giorno del raduno. Ci consoliamo con il fatto che chi non tornerà avrà sempre nostalgia di Varese e ripenserà ogni giorno a quei dieci mesi passati in una città strana: dove la gente diventava matta per una strana passione, dove una sera ci si è presi il lusso di abbracciarsi piangendo senza provare vergogna.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]In lacrime ma a testa alta: chi c’era dice che il Cavalier Cimberio è uscito dal campo così. In lacrime ma a testa alta: esattamente come la sua squadra. Aggrappiamoci al Cavaliere e alla sua vogliadi riprovarci: perché le prossime lacrime siano di gioia. «Che legnata». Renzo Cimberio è seduto sul divano di casa e finge di guardare la tv mentre ripensa alla serata di venerdì:[/size]

    [size=3]«Una legnata in tutti i sensi, anche se non scalfisce il valore di questa grandes quadra:[/size]
    [size=3]questa sera sarò in piazza Monte Grappa con tutti i tifosi (ore 19) per salutarla. Se lo merita».[/size]
    [b][size=3]Loro più cattivi[/size][/b]

    [size=3]Poi, il Cavaliere inizia[/size]
    [size=3]a parlare: ed è un fiume in piena. «Abbiamo perso:e nello sport chi perde ha torto.[/size]
    [size=3]Abbiamo perso perché ci è mancato Dunston, altrimenti la musica sarebbe stata diversa e saremmo andati in finale: in dieci minuti e su una gamba sola in gara 6, il buon Bryant ha ampiamente dimostrato di essere assolutamente immarcabile. Abbiamo perso perché loro sono stati più cattivi». E dal tono che usa, noi che lo conosciamo bene sappiamo che è il momento di mettere il carico: «Certo: sono stati più cattivi perché a Siena hanno permesso cose che a noi hanno vietato. Hackett è un campione, un grandissimo giocatore, forte e furbo: però è falloso come pochi altri, e gli arbitri gli hanno permesso ogni cosa.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Venerdì ha subito undici falli e gliene avranno fischiati un paio: non esiste». [/size]
    [b][size=3]Buonsenso[/size][/b]
    [size=3]Poi c’è il resto, quel finale in cui una parte del pubblico di Varese ha esagerato cedendo alla rabbia: «Ci meritiamo le giornate di squalifica, i signori che hanno buttato tutta quella roba in[/size]
    [size=3]campo sono inqualificabili e vanno condannati senza discussioni. Però io non condanno solo loro». Avanti: «Qualcuno dovrebbe spiegare al signor Cerebuch che un arbitro ha il dovere di utilizzare buon senso e giudizio. Quel fallo fischiato a Sakota, che ha generato tutta la gazzarra, è ingiustificabile e inaccettabile: la partita era finita e il fallo non c’era. Perché quel fischio? Perché questa voglia di ergersi ogni volta a giudici infallibili?[/size]
    [size=3]Con un po’ di buon senso da parte del primo arbitro non sarebbe successo nulla:perché la gente era già pronta ad alzarsi inpiedi per applaudire e ringraziare la squadra. Ci vuole più rispetto[/size]
    [size=3]per il pubblico e per i giocatori». E gli arbitri, venerdì sera, non ne hanno avuto: «Dunston era in borghese, seduto in fondo alla panchina: durante i time out si avvicinava alla squadra per far sentire la sua vicinanza, per fare vedere che c’era. Per tre volte gli arbitri l’hanno allontanato: ma che male faceva?».[/size]
    [b][size=3]Strada pericolosa[/size][/b]
    [size=3]E poi c’è il presidente Federale Gianni Petrucci, che ha attaccato i dirigenti di Varese: «No - corregge Renzo Cimberio - ha attaccato me. Era mio quel sms che Petrucci ha detto di aver ricevuto in tarda serata:un messaggio di proteste nel quale ho scritto delle cose che ritenevo giuste. Nei prossimi giorni gli scriverò per fargli capire che sono uno sportivo che ama il basket, ma non accetto che ora Varese e il suo pubblico siano additati come ilmale assoluto.[/size]
    [size=3]Abbiamo insegnato basket a tutta Italia e siamo una società esemplare: nessuno si permetta di mettere in dubbio quest ecertezze». Anche perché: «Duea nni fa dopo una partita di playoff a Cantù io e la mia famiglia siamo stati aggrediti: nessuno si è sognato di dire qualcosa a nostra difesa o di squalificare il campo di Cantù. Pochi giorni dopo scrissi una lettera che consegnai al presidente di Lega, Valentino Renzi, in cui dicevo che se episodi come quello venivano permessi avremmo imboccato una strada pericolosa. Credete che mi abbia mai risposto?». [/size][/size][/font][/color]

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