[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Missione compiuta in cinque atti per la Cimberio, che legittima il suo status di testa di serie numero 1 del tabellone playoff conquistando l'accesso alle semifinali con almeno un turno d'anticipo rispetto alle altre tre serie. L'aria di Masnago rigenera la squadra di Vitucci dopo il passaggio a vuoto di gara-4, e Varese torna tra le prime quattro d'Italia 14 anni dopo i Roosters della Stella archiviando la pratica Reyer con una prova corale di grande sostanza. L'assenza di Szewckzyk (bloccato da un problema alla schiena) cambia completamente l'aspetto tattico rispetto alle 4 gare precedenti, con Varese che trova spazi agevoli per le soluzioni interne dei lunghi (32 punti segnati in area sui 51 dei primi 20') ma fatica a prendere le misure contro i quintetti superatipici con Diawara “finto pivot” schierati tra scelta e necessità da Mazzon. Alla fine è Dusan Sakota l'uomo decisivo per far saltare il banco; e nella valutazione complessiva delle 5 gare della serie spicca il salto di qualità compiuto dall'ala greca, sicuramente l'elemento con più esperienza ad alto livello (5 stagioni al Panathinaikos pur con un ruolo non di primo piano) che ha saputo elevato il livello del suo gioco con l'inizio dei playoff (13,4 punti in 22 minuti col 71% da 2 e il 52% da 3 contro i 7,5 in 17,6 della regular season). Anche stavolta però è da sottolineare l'apporto fondamentale della panchina per tenere sempre alti ritmo ed intensità: con Green e Dunston già gravati da due penalità a fine primo quarto è stata la verve di De Nicolao e Polonara a costruire il break decisivo nel finale della seconda frazione nonostante il riposo obbligato dell'asse play-pivot. E per la prima volta lascia il segno anche Dejan Ivanov, reinserito a referto dopo aver saltatole due gare del Taliercio e utilizzato a lungo da Vitucci nel primo tempo. Il lungo bulgaro sfrutta appieno l'occasione garantendo profondità alla manovra e impatto a rimbalzo: una carta importante in più da giocare in vista delle battaglie sotto canestro del prossimo turno, con Varese che guadagna qualche prezioso giorno di riposo in vista del prossimo turno. Il passaggio del turno regala alla Cimberio il passaporto per l'Europa, ma dopo una stagione vissuta stabilmente al comando i biancorossi non vogliono accontentarsi dell'Eurocup e sognano la qualificazione all'Eurolega che sarebbe virtualmente acquisita con l'accesso alla finalissima. Superato di slancio l'ostacolo Reyer ora l'avventura playoff di Varese entra nel vivo: in attesa di scoprire se sabato prossimo a Masnago a sfidare i biancorossi sarà l'EA7 già battuta tre volte in campionato e Coppa Italia o la Montepaschi pluricampione in carica nella rivincita della finale di Assago, la cavalleria leggera della Cimberio è pronta a lanciare la sua sfida anche nelle “Guerre Stellari” del prossimo turno….[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Adesso, piegata Venezia 4-1 e con la semifinale in tasca. Adesso, col miglior risultato ottenuto negli ultimi 14 anni. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Adesso è davvero ora di chiudere i conti col passato. Con alcuni anni di pagine qualche volta comiche, altre volte struggenti, più frequentemente incolori e insapori. [/size]
[size=3]Adesso è il momento di ricordare che coach Carlo Recalcati aveva riportato Varese sulle pagine “giuste” del libro e ora tocca a Frank Vitucci, Mike Green e compagni il compito delizioso e pieno di responsabilità di sfogliarne le pagine più belle. Quelle che, nei cuori di tutti i tifosi Cimberio, devono ancora arrivare. [/size]
[size=3]Intanto, ci si gode un passaggio annunciato al turno successivo arrivato dopo una gara esuberante, a tratti favolosa nei primi venti minuti e poi giocata di conserva, con cinismo ed esperienza, nella ripresa. [/size]
[size=3]Un match mai davvero in discussione, ma col giusto grado di tensione, in particolare nei cinque minuti conclusivi. [/size]
[size=3]Una partita illuminata da un eccellente Sakota, grande protagonista di una serie che ha proposto tanta zona, il suo “piatto” preferito. Dule, dunque: grandi acuti dal serbo, ben sostenuti da tutto il coro varesino: Banks, Dunston, Ivanov, Polonara. [/size]
[size=3]Tanti e tutti bravi, persino troppi per una Reyer a cui va il merito di non aver mai mollato, anche a fronte di alcune defezioni pesanti nel reparto lunghi: “Zyk”, uomo da quintetto, e Magro, in campo solo per pochi minuti a causa di un problema fisico. [/size]
[size=3]Venezia, infatti, si presenta senza Szewczyk bloccato dal mal di schiena. Coach Mazzon presenta in quintetto Hubalek e un Clark che incute timori scuotendo la retina con due triple consecutive. [/size]
[size=3]I primi minuti sono Dunston 7-Clark 6, ma Bryant, due falli in 4', lascia precocemente la scena a Ivanov. Mentre KeKe Clark si spegne subito,Varese entra in pressione, viaggia verso il primo imperioso allungo (26-15 al 9') firmato da Sakota e Green. La Reyer sta a galla grazie alla presenza di Rosselli, bravissimo a sfruttare le amnesie di Ebi Ere a rimbalzo e nel convertire da sotto misura. I granata, come da copione, mostrano la consueta sarabanda di difese, ma la superiore velocità di esecuzione della Cimberio non permette all'Umana di addormentare il gioco. Così, dopo un parzialino veneziano (34-27 al 14') propiziato da Bowers, Bulleri e Diawara, i biancorossi, sulla potente spinta garantita da De Nicolao riaprono il gas per una progressione resa spettacolare dai deliziosi duetti tra Polonara e Sakota e dalla tanto ruvida quanto concreta solidità di Ivanov sotto i tabelloni. Il break (19-7) scava un solco profondo proprio sulla sirena dell'intervallo lungo: 51-34. [/size]
[size=3]Il terzo periodo scivola via senza particolari scossoni con la Cimberio che controlla agevolmente situazioni e punteggio (58-42 al 25'), ma nel quarto conclusivo l'Umana ricorda, soprattutto a se stessa, di essere una squadra di talento, formata da uomini di carattere, abituati a combattere. Così una gara che sembrava avviata verso un finale “sereno” (68-50 al 34') ritrova improvvisamente manciate d'agonismo con il break (73-64) che rianima qualche speranziella veneziana. Ambizioni respinte al mittente dai tentativi falliti dall'arco prima da Diawara, poi da Rosselli che non riescono a portare lo svantaggio sotto la fatidica doppia cifra, mentre Sakota, uomo ovunque del match, assesta i colpi decisivi; prima col canestro dell'80-68 al 37', poi, in un finale stranissimo in cui la Reyer si rifà sotto (81-75) grazie ai regaloni varesini, siglando i liberi della sicurezza. [/size]
[size=3]Ora, a piedi nudi nel parco, pronti a respirare a pieni polmoni l'eccitante atmosfera della semifinale e tutti alla finestra in attesa di conoscere il nome della sfidante. Milano o Siena? Il gioco delle preferenze è già cominciato… [/size]
[size=3]Massimo Turconi [/size][/size][/font][/color]
[b]DUSAN SAKOTA [/b](23 punti; 5/5 2p; 3/4 3p; 4/4 tl), [b]VOTO: 8. [/b]Quando a due minuti dal termine di una partita vinta grazie alla tua mirabolante balistica ti butti a terra per recuperare un pallone vagante, significa che hai nel DNA la voglia di arricchire la bacheca. Che la sua sapienza venga infusa anche ai compagni...
[b]ADRIAN BANKS [/b](14 punti; 3/11 2p; 2/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]La continuità non è il suo punto di forza. Il trend si conferma fin da inizio anno e non sembra cambiare. Dalla lunga ci prende più del solito, ma alcune entrate sono a dir poco ballerine.
[b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel secondo periodo, quello del break decisivo, azzanna l'avversario come ai bei tempi. Quando le difese ricominciano a picchiare, tornano le sofferenze. In vista delle semifinali, serve una congrua dose di pane e coraggio.
[b]MIKE GREEN [/b](7 punti; 2/2 2p; 0/2 3p; 3/6 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Non appare particolarmente invogliato, però una serata di quasi riposo (sul 3-1 nella serie) è permessa. Da sabato prossimo la storia cambierà: la Cimberio non può fare a meno della sua stella polare per cercare la rotta che conduce all'Empireo della palla a spicchi.
[b]BRUNO CERELLA [/b](0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Quattro minuti di utilizzo, senza arte né parte, per l'oriundo.
[b]EBI ERE [/b](7 punti; 1/3 2p; 1/6 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Cinque gare ravvicinate, passate a marcare il taurino Diawara, ucciderebbero anche un pugile. Il capitano ha la vista annebbiata in attacco ma si fa perdonare con l'apporto decisivo nell'area colorata. Urge qualche giornata di riposo.
[b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 4/6 2p; 0/2 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Apre le ali nel secondo periodo deliziando la platea di Masnago. Pago di un primo tempo d'alta classe, si concede un riposino nella ripresa.
[b]BRYANT DUNSTON [/b](10 punti; 4/9 2p; 0/0 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]L'assenza di Szewczyk gli risparmia la consueta razione di malrovesci. In un'azione umilia l'attempato Marconato dandogli un distacco di cinque metri e novanta su sei di corsa dal perimetro al ferro. Nel presidiare il pitturato può fare di meglio
[b]DEJAN IVANOV[/b] (10 punti; 4/7 2p; 0/0 3p; 2/3 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Pur con un'eleganza che poco s'addice ai sabati di Gala, sfiora la “doppia doppia”. Non ha paura di raccattare i palloni dalla spazzatura e si adegua al lavoro sporco. Vitucci ora può contare su di lui.
Tre quarti condotti con scioltezza prima di qualche distrazione finale. Si riassume in poche parole una serata di ordinaria amministrazione per Varese, capace di ottenere uno splendido traguardo ma arrabbiata per un ultimo periodo giocato con troppa sicumera. È lo specchio della mentalità giusta di chi si appresta a ad un'altra serie massacrante al cospetto di nuovi e più strutturati avversari. Ci sarà da soffrire però la capacità di trovare ogni sera nuove risorse (oggi eccellente Sakota, in sensibile ripresa Polonara ed Ivanov) ci lascia moderatamente speranzosi. E sognanti.
[i][b]Gara a senso unico. [/b][/i]La Reyer, priva dell'infortunato Szewczyk e di preziosi chili sotto le plance, parte subito a zona per non caricarsi di falli. Il tentativo è poco fruttuoso al cospetto di Dunston, ma la mano caldissima di Calrk tiene davanti gli ospiti (5-6). La tripla di Ere, sempre costretto agli straordinari nel tenere a bada Diawara, e la “zingarata” di Green nell'allegra difesa lagunare regalano il primo vantaggio degno di nota: 14-9. Varese si fa scippare da sotto il naso rimbalzi a ripetizione (in un'azione, l'Umana segna al quarto tentativo consecutivo), così Rosselli pesca il 16-13. Sakota indossa il cappello da Guglielmo Tell, gli arbitri mostrano un'insolita simpatia per i prealpini, Ivanov rientra nelle rotazioni con piacevole autorevolezza: Mazzon deve rintanarsi nel primo [i]time-out [/i]della sfida sul 22-15 per non annegare nella marea biancorossa. La Cimberio potrebbe prendere il largo al gong del primo round, ma si lascia ingolosire in contropiede (fesseria di Green) e chiude con un comunque confortante 26-17.
[i][b]Vincenti e divertenti. [/b][/i]Due schiacciate di Polonara fanno il paio con i guizzi di Bowers, il distacco rimane pressoché invariato sul 30-22. I dettagli iniziano a sfumarsi nelle stanchezza del quinto impegno in otto giorni, l'intensità scompare e ricompare favorendo le giocate dei solisti. Diawara riporta i suoi sul meno sei (34-28), Banks ci prende dai sette metri riallargando la forbice sul 39-28. Il tabellone corre rapido come una lepre, Sakota supera la doppia cifra in concomitanza del 44-34 e il consueto [i]alley oop[/i] tra De Nicolao e Polonara mette a rischio le fondamenta del vecchio Lino Oldrini. L'Umana è mortificata e potrebbe iniziare a pensare alle vacanze estive invece di cadere in sterili proteste: lo show dei ragazzi di Vitucci, in una sarabanda di passaggi ciechi, assist illuminanti, canestri circensi, partorisce il 51-34 della pausa lunga.
[i][b]Tutto sotto controllo. [/b][/i]La Cimberio torna dagli spogliatoi con l'intenzione di archiviare subito la pratica. Venezia alza i colpi in difesa ma sovente va a sbattere contro la diga eretta da Dunston e Sakota, qualche colpo proibito viene gestito con signorilità: Green dalla lunetta timbra il 58-40. La terna è poco lungimirante nel punire Mazzon con un fallo tecnico, l'Umana spara a salve dal perimetro (5/22 globale), Varese abbassa il ritmo senza disdegnare qualche affondo. Diawara – miglior giocatore del globo per punti segnati quando le sue compagini sono sotto di quindici lunghezze o più – prova a migliorare le statistiche personali (tripla per il 63-48), però Ivanov e Banks mantengono salde le redini del match: al trentesimo minuto la capolista guida 68-52.
[i][b]La testa è già a sabato prossimo. [/b][/i]Un parziale di 0-4 fa giustamente arrabbiare coach Vitucci, sempre vigile e attento ai dettagli. La strigliata della sospensione tecnica suggerisce ai nostri di non gozzovigliare: Banks e Polonara ricacciano i veneti a meno sedici sul 73-57. Kuba e Young sono encomiabili nel non lasciare nulla d'intentato nella serata che segna l'addio di Venezia dai play-off 2013, Ere sveglia i compagni dal torpore con una bella entrata e con un assist al bacio per Sakota (77-64). All'ennesima “bomba” vincente del serbo, in versione leonina, il più classico “tutti in piedi per la Cimberio” accompagna l'ingresso di Varese alle semifinali. Un piccolo brivido cala sulla schiena dei quasi 4500 di Masnago quando Green cade dopo uno scontro di gioco, ma il solido play si rialza senza claudicare.
Negli ultimi minuti il quintetto di casa si deconcentra e regala palloni grotteschi (sette nel solo periodo di chiusura) agli avversari. Bowers e Clark rendono meno bruciante l'eliminazione dell'Umana, però il destino della serie è già noto.
Di fronte del prossimo avversario – Milano o Siena che sia – la truppa di Vitucci non potrà permettersi alcuna sbavatura. Augurandoci, con pochissima imparzialità, che le due superpotenze si diano battaglia strenua fino a gara sette (invero i meneghini paiono lanciati verso un possibile 4-2), Varese proverà ad aggiungere una nuova gemma a una stagione fin qui straripante.
L'ultima apparizione in semifinale risale a quattordici anni orsono. Lo sanno anche i muri come finì in quel maggio di fine XX secolo. Lo ricordano soprattutto i tifosi: soprattutto per loro, l'avventura non può e non deve arenarsi al prossimo lido.
Tanto autoritaria e ferale in gara 3, quanto pasticciona e approssimativa in gara 4. La Cimberio paga caro la reazione vigorosa di Venezia e manca il primo [i]match ball[/i]. Dopo un fugace vantaggio (3-9), Varese gioca un pessimo primo tempo. L'Umana dilaga con il redivivo Clark e con l'agonista Diawara, toccando le venti lunghezze di vantaggio.
Nel terzo periodo Dunston (14 punti + 9 rimbalzi) prova a gettare le fondamenta della rimonta, però Young e Szewczyk mantengono larghissimo il divario all'ultima pausa: 73-53. Nell'ultimo parziale Vitucci getta nella mischia un quintetto di “riserve”, discretamente abile nel rendere il passivo meno gravoso. Qualche segnala positivo arriva da Sakota e Cerella, però sono troppi gli elementi storti in una nottata dalle tinte oro-granata: dalla scarsa percentuale ai liberi (8/16) all'inferiorità a rimbalzo, dai palloni persi a ripetizione (14, a fronte di soli 4 recuperi) alla deconcentrazione nei dettagli.
Una seria a 7 partite è difficile da affrontare sempre con la stessa attenzione e ferocia. Ora il fattore Masnago dovrà farsi sentire per chiudere i conti. Appuntamento a sabato, senza allarmismi: tutte le serie sono sul 2-2, i nostri guidano 3-1 e subiranno una bella lavata di capo da Vitucci. Il viatico migliore per tornare a macinare pallacanestro.
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Leggeri come piume gli uni, pesanti come il marmo gli altri. È la morale della terza sfida che ha evidenziato la manifesta superiorità degli uomini di Vitucci nonostante il fattore campo avverso, peraltro pressante (dopo lo 0-2 di Masnago) per quelli di Mazzon di fronte a un netto imperativo di vittoria che, contro gente così forte, è diventato una dannata zavorra.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Appare ora e vieppiù enorme l'elemento psicologico che divide Varese da Venezia, l'una serenamente lanciata verso una semifinale scudetto, l'altra vicina all'eliminazione, gravata com'è da un ingrato aut aut.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Non sembra esserci storia in questo pezzo dei quarti tra due squadre così diverse nella loro espressione cestistica: la Cimberio, anche quando sembra tentennare, trova l'acuto nei suoi nitidi valori, al contrario l'Umana casca nei suoi marchiani limiti proprio quando sembra annunciare biblici castighi. Come scavare un pozzo vicino al fiume per l'una e in pieno deserto per l'altra.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Potrà anche finire con una sorpresa il match di stasera ma un secco tre a zero, presumibilmente, concorre a fiaccare ogni voglia di riscossa dei veneziani, accreditati invece di qualche chance di bandiera per la loro fastidiosa opposizione, pur nella loro indefinibilità, proprio nel match di martedì, invece tombale.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Contro un Dunston (foto Blitz) "massacrante" sotto i tabelloni, pure in souplesse, con un Banks pari a quello delle migliori esibizioni e con un Polonara tiratore scelto in un'armonia di felici combinazioni di gruppo, nulla ha potuto la squadra di Mazzon, tanto repressa quanto velleitaria.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ora, ovviamente, si punta a stringere i tempi verso una semifinale che, a inizio stagione, accordammo a questa Cimberio, come sta scritto negli archivi, anche se a onor del vero le prospettive nel frattempo sono diventate di massima ambizione facendo sognare anche coloro che non mettono piede al palasport ma che, da buoni sportivi varesini (come se ne trovano sull'altra sponda, quella calcistica), sono rimasti folgorati dagli entusiasmi che suscitano Vitucci e i suoi uomini.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Si sono rovesciate le parti: nel vicino "Franco Ossola", lunedì, pareva scesa malinconica la sera mentre al PalaWirlpool, di questi tempi, si vive come in un'alba dorata. Al tempo, il cammino è ancora lungo e insidioso.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'altro quarto, che riguarda Varese, ha riproposto Siena che, a ragione o a torto, ci sembra l'avversaria più brutale da affrontare in semifinale, possedendo, se in forma e in salute, mezzi a non finire, soprattutto come collettivo profondo e ben definito in chiari leader.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Appare qui scontato l'augurio di una sfida al limite delle sette gare per chi si imporrà, come dire di tre snervanti partite in più, sempre che Varese riesca a centrare un percorso netto potendo permettersi poi un enorme risparmio energetico, oltre che a evitare possibili acciacchi.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dovesse finir così, pur con la dovuta cautela, gli uomini di Vitucci resterebbero "fermi" per una decina di giorni, ben sapendo che soste del genere, a interruzione d'una favorevolissima tensione agonistica, non sono mai benedette dagli allenatori.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Meglio però riposati che stravolti, o no? L'ovvietà s'impone: l'occasione di stasera va sfruttata.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]VENEZIA - La Cimberio vuol chiudere i conti già stasera nel quarto atto della sfida playoff contro la Reyer Venezia. Il secondo match consecutivo al "Taliercio" (RaiSport 1, ore 20.30) offre ai biancorossi il primo match-ball per archiviare la pratica dei quarti di finale e volare al secondo turno. Un traguardo stuzzicante per la squadra di Frank Vitucci, che vola sulle ali dell'entusiasmo dopo la prova di forza con la quale ha sbancato il parquet dell'Umana in gara-3 e vede la possibilità di archiviare la pratica guadagnandosi un piccolo ma importante stop (la gara-1 delle eventuali semifinali si giocherà sabato 25 maggio a Masnago) per ricaricare le batterie in vista della fase calda dei playoff. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Sul piano tecnico finora la serie ha avuto un padrone assoluto: Varese ha messo a frutto il mix di lucidità e carisma di Mike Green per esaltare il suo basket aggressivo e allo stesso tempo frizzante contro un'avversaria più stazzata ma anche più statica. E dunque i biancorossi hanno saputo replicare il canovaccio vincente degli 8 mesi di stagione regolare, aggiungendo al solito mix di energia difensiva e corsa in campo aperto la capacità di leggere sempre con efficacia le situazioni nell'attacco a difesa schierata grazie alla regia eccellente del play di Philadelphia. A questo punto l'unico rischio per i biancorossi è un calo di tensione mentale visti i 4 potenziali match-ball a loro disposizione sull'attuale punteggio di 3-0.[/size]
[size=3]Ma la possibilità di conquistare il diritto al riposo in questi playoff dai ritmi massacranti è uno stimolo davvero ghiotto per la Cimberio: il basket arrembante praticato dalla squadra di Vitucci è infatti sicuramente dispendioso sul piano atletico, e poter preparare per 9 giorni il secondo turno, pur in attesa dell'identità dell'antagonista dell'eventuale semifinale, vorrebbe dire avere la possibilità di mettere in campo la stessa freschezza con cui sinora Varese ha messo alle corde l'Umana anche con avversarie di altissimo livello come Milano o Siena. [/size]
[size=3]Di sicuro la Reyer proverà a fare di tutto per riportare la serie a Masnago per l'eventuale gara 5 che si giocherebbe sabato sera. Finora però la Cimberio ha disinnescato tutte le trappole tattiche proposte da Andrea Mazzon e vinto tutti i duelli chiave della serie, a partire quello in regia tra Mike Green e Keydren Clark che nelle due sconfitte di stagione regolare era stato sempre un rebus per la difesa varesina. E la capacità di rimanere sempre “sul pezzo” in ogni circostanza e contro qualsiasi avversaria è stata una delle chiavi che hanno regalato grandi soddisfazioni alla squadra di Vitucci, dal canto proprio sicuro dell'approccio mentale determinato dei suoi ragazzi anche per il quarto atto di stasera. [/size]
[size=3]Ormai rodato il copione da seguire per Varese nel duello contro una Reyer finora mai in grado di esaltare la fisicità del suo reparto ali e centri (probabile intanto la nuova assenza di Magro, out martedì per una borsite ad una spalla). Venezia proverà a far leva su esperienza e orgoglio cercando di seguire l'esempio dato in gara-3 dal veterano Young per regalare almeno il punto della bandiera al pubblico del "Taliercio". Ma se Varese giocherà con la sicurezza e l'efficacia delle prime tre sfide, le possibilità di fare poker e chiudere i conti sembrano decisamente elevate. [/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]MESTRE - Vittoria speciale per Frank Vitucci che festeggia "a casa", sulla panchina che aveva occupato il 2 giugno 1996 in occasione della promozione in serie A della Reyer Venezia poi costretta a ripartire dalla serie C2. [/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ora l'acuto della Cimberio al "Taliercio" porta la sua Varese a un passo dalla semifinale: «Grande soddisfazione per questa partita che abbiamo interpretato in maniera ottimale. E' stato un match sicuramente duro, con un avversario di tutto rispetto. Siamo stati bravi a non perdere mai il filo del gioco nonostante qualche sbavatura; sicuramente però eravamo molto sul pezzo mentalmente. Quando abbiamo capito che era il momento giusto per creare lo strappo vincente, nel terzo quarto, c'è stata la botta definitiva per affondare il colpo. Abbiamo sempre avuto buon controllo delle situazioni anche se il vantaggio in alcuni momenti è stato altalenante». [/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il tecnico della Cimberio è soddisfatto anche dell'apporto della panchina (33 punti totali dal secondo quintetto) e cancella ogni preoccupazione sulle condizioni di Polonara (out nel finale del terzo quarto per un lieve infortunio ma comunque pienamente recuperabile per domani sera): «C'è stato un ottimo contributo dalla panchina per mantenere livello di gioco ad alta intensità che ci ha permesso di gestire la situazione dei falli in maniera soddisfacente. Polonara? Nulla di grave: aveva già la caviglia debole anche nell'ultima di campionato era fuori, stavolta è ricaduto e per fortuna non dall'alto, c'è stato un contatto. Ho deciso che era meglio non utilizzarlo più sebbene lui dicesse di essere pronto».[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nessun timore che la Cimberio possa accusare domani un calo sul piano mentale: «Potrebbe esserci il rischio, ma sarei negativamente sorpreso dai miei perché non hanno mai fatto una cosa del genere. Domani saremo sul pezzo dal punto di vista mentale, sicuramente Venezia fa tante cose e farà qualcosa in più: siamo abbastanza pronti ad affrontare tutto ciò che ci opporrà».[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sul fronte opposto Andrea Mazzon ringrazia il pubblico e suona la carica per domani: «Grazie ai nostri tifosi, anche se sono dispiaciuto di non avergli dato la soddisfazione che meritavano. Purtroppo Magro non ha potuto giocare per una borsite ad una spalla e Varese ha punito la nostra difesa deficitaria sul tiro dall'arco con una precisione micidiale. E aggiungo la regia magistrale di Green che ha dominato la serie. Domani avremo un'altra chance e faremo di tutto per tornare a Varese». [/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Veronica Deriu [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Signore e signori, la capolista. Prova da prima della classe da parte della Cimberio per sbancare il Taliercio con l'autorità della squadra di rango ribadita in una serie playoff che sta corroborando i riscontri espressi nel corso delle 30 giornate vissute stabilmente al vertice della classifica. [/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Varese fa tesoro della lezione della gara-2 nella quale Venezia era riuscita a tagliare i rifornimenti a Dunston, e coinvolge puntualmente il suo centrone nelle situazioni dinamiche o acrobatiche, nelle quali può esaltare le sue doti rispetto agli stazzati ma poco agili lunghi di casa. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Eloquente il dato dei 46 punti segnati nell'area colorata rispetto ai 22 del match di domenica con Green che guida il gioco con la consueta sicurezza (alla fine 10 assist a fronte di 2 sole palle perse). [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E appena l'attacco trova le misure dal perimetro le 6 triple consecutive a cavallo tra secondo e terzo quarto iniziano l'opera di demolizione della muraglia della Reyer. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Poi le ultime “picconate” portano la firma di un tornituante Adrian Banks che con le sue serpentine piazza l'affondo decisivo nel finale del terzo quarto.[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nel complesso Varese gioca la partita più brillante delle tre disputate contro Venezia ribadendo comunque l'aspetto fondamentale della tenuta difensiva per reggere l'urto dei muscoli dell'Umana. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In tre gare i biancorossi hanno sempre tenuto gli avversari sotto quota 80 punti e il 45% dal campo, dimostrando così che il vero segreto della frizzante Varese da corsa e da battaglia è ben custodito nell'applicazione costante in retroguardia dalla quale Ere e soci prendono fiducia e ritmo per le loro scorribande. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E nella gara 3 del Taliercio merita un plauso anche l'apporto sostanzioso della panchina: l'impatto balistico di Polonara e il cambio di ritmo difensivo di De Nicolao hanno invertito completamente l'inerzia del match nel secondo quarto, mentre dopo il precoce quarto fallo di Ere i minuti qualità di Rush e la sostanza difensiva di Talts hanno permesso al tecnico Vitucci di dare riposo ai titolari in vista della gara-4 di domani sera. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Così Varese fa il pieno di fiducia verso il primo dei quattro match-ball a sua disposizione per archiviare in fretta la pratica Reyer e guadagnarsi un po' di riposo in vista dell'esito della sfida stellare tra EA7 Milano e Montepaschi Siena (gara-1 delle semifinali è prevista per sabato 24 maggio). [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Chiudere in fretta i conti e riempire il serbatoio delle energie in vista di un'avversaria di valore assoluto, qualunque sia l'esito della sfida tra EA7 e Montepaschi, potrebbe dare un ulteriore vantaggio al di là del fattore campo ad una Cimberio che mostra comunque grandissima freschezza fisica e mentale nella capacità di riproporre il suo basket arrembante e corsaiolo anche nei playoff.[/font][/size][/size][/font][/color]