[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]È il giorno decisivo per la scelta del nuovo allenatore della Cimberio. Oggi Cecco Vescovi romperà definitivamente gli indugi affondando il colpo su Fabrizio Frates oppure Giulio Griccioli, i due candidati in lizza per raccogliere la difficile eredità di Frank Vitucci. Ancora “testa a testa” nella corsa alla panchina della Varese versione 2013/2014: entrambi i “papabili” avrebbero riscosso consensi nei colloqui svolti con il responsabile dell'area tecnica biancorossa, aspetto chiave nei “ballottaggi” precedenti (nel 2008 saltato Ramagli per poi scegliere Pillastrini, nel 2010 scartato Bechi per andare su Recalcati) dell'era Vescovi. Ed a sostanziale parità di costi la decisione del GM varesino sarà legata a filo doppio alle strategie di costruzione dell'organico sulle quali impostare la stagione prossima ventura. I profili dei due allenatori in corsa sono antitetici non soltanto sul piano dell'esperienza ma anche dello stile di gioco e di lavoro in palestra; aspetto comunque ben chiaro alla società biancorossa, che sceglierà l'allenatore principalmente in base alle proprie decisioni su quale indirizzo dare al dopo-Vitucci. Dal punto di vista squisitamente tecnico puntare sull'emergente Griccioli sarebbe comunque una scelta sulla linea della continuità con una certa idea di allenatore votato al basket champagne ed al dialogo con i giocatori; Frates è invece un tecnico che rende al meglio con elementi allenabili e disposti a riconoscere il ruolo centrale dell'allenatore.. Ma allo stesso tempo puntare su un tecnico esperto e “rodato” come il 55enne architetto milanese sarebbe un segnale forte circa la volontà di Varese di puntare nuovamente ai vertici della classifica, mentre la scommessa su Griccioli - mai sedutosi su una panchina di serie A da capo allenatore - prevederebbe un programma con ambizioni più diluite nel tempo. Di certo la scelta del nuovo coach darà una direzione determinante anche al lavoro di scouting del DS Simone Giofrè: i giocatori adatti a Griccioli potrebbero non essere adatti a Frates e viceversa. E in ogni caso ognuno dei due profili in lizza avrà bisogno del supporto da parte della società nello sposare le caratteristiche tecniche e personali degli atleti da mettere a disposizione di un coach che avrà bisogno di un organico costruito su misura per far rendere al meglio la Cimberio che verrà. Ad oggi il favorito resta Fabrizio Frates, che darebbe garanzie di esperienza e capacità di sviluppo dei giovani e avrebbe le necessarie “spalle larghe” per raccogliere un'eredità comunque difficile come quella che toccherà al sostituto di Frank Vitucci in una stagione 2013/2014 nella quale difficilmente Varese sarà in grado di ripetere l'esaltante parabola di vertice dell'annata appena conclusa. E ai tifosi che storcono il naso temendo un basket “noioso” ricordiamo che la Reggio Emilia di McIntyre e la Montegranaro di Ivanov e Brunner - ossia le società in cui Frates ha ottenuto i migliori risultati nel rapporto budget-rendimento - erano tra i migliori attacchi delle annate 2005/2006 e 2009/2010… D'altro canto però la scelta indirizzata su Griccioli, tecnico emergente con il quale Varese potrebbe valutare un percorso di crescita più lungo ma potenzialmente in grado di dare frutti migliori di un “usato sicuro” alla Frates, ha il fascino della scommessa azzardata ma con una posta ghiottissima che stimola certamente una parte importante della società. L'ultima parola sarà anche stavolta di Vescovi, cui toccherà poi mettere il “suo” uomo nelle migliori condizioni ambientali e tecniche per operare così come accaduto nel caso di Frank Vitucci. Il cui addio ufficiale è slittato di 24 ore: solo formalità burocratiche legate alle tempistiche per mettere a punto i documenti da parte di Avellino, ma ormai il coach veneziano rappresenta il passato. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3](g.s.) Frank Vitucci se ne andrà, ma Simone Giofrè (foto Blitz) ha deciso di restare. La notizia era ormai certa da qualche giorno, ma da ieri è ufficiale a tutti gli effetti: il dirigente canturino architetto del mercato estivo alla base dei successi degli “Indimenticabili” ha prolungato di altri tre anni il suo rapporto con Varese. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Ho accettato con grande trasporto questa proposta che mi sembra la giusta continuazione di un rapporto cresciuto in questi 20 mesi; ringrazio Verona perché ha pensato a me ed aspettato che decidessi, ma ho preferito restare in un ambiente serio e continuare a lavorare con persone stimate. Sono onorato da questo segnale di grande fiducia, ora cercheremo di ripartire tutti insieme in questo nuovo progetto a medio termine; i frutti andranno colti nel giro di tre anni ma sappiamo che ci aspetta comunque una stagione nella quale dovremo rimboccarci ancora di più le maniche. Siamo coscienti che sarà difficilissimo confermarci ma abbiamo l'entusiasmo e la voglia per provare a fare il massimo». [/size]
[size=3]E dunque toccherà a Giofrè scovare gli eredi di Dunston e Banks e cercare di far rendere al meglio il budget disponibile: «Ci sarà sicuramente un po'da fare anche se speriamo non proprio tutto. Sui giocatori sotto contratto deciderà l'allenatore compatibilmente al budget; certamente anche quest'anno servirà un po' di fantasia andando a scovare giocatori sconosciuti in Italia come Dunston e Banks o lo stesso Rush. Il contratto di tre anni è una garanzia per lavorare ma non per questo smetterò di stare sempre sul pezzo nell'ambito dello scouting, perché fa parte del mio DNA. Scovare altri prospetti a basso prezzo ed altro rendimento? Avverto tanta aspettativa ma è bene rendersi conto che quella passata sarà un'annata irripetibile sotto molti punti di vista, compreso quello di aver centrato tutti gli obiettivi di mercato. Quella del 2012/2013 è stata una squadra pensata con criterio che poi però ha trovato una chimica eccellente per rendere al meglio». [/size]
[size=3]Di sicuro la durata triennale dei contratti che accomuna Vescovi e Giofrè è comunque un segnale importante relativo alla continuità nel medio periodo dei programmi di crescita della società, che ha affidato ai due dirigenti confermati un ruolo centrale nelle strategie tecniche per la Cimberio del futuro: «È una dimostrazione concreta del fatto che la società punti in primis sulle risorse umane, stimando e valorizzando uno staff che ha operato ottimamente in condivisione. Logico che operando con i nostri budget dovremo andare a cercare elementi interessanti nel rapporto costo-rendimento. Poi nel basket il modello Udinese non è replicabile perché non siamo in grado di comprare giovani di 16 anni e fare plusvalenze; la nostra soddisfazione non è economica ma quella di cercare di offrire un prodotto piacevole al nostro pubblico». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Frank Vitucci è a tutti gli effetti l'ex allenatore della Cimberio. Trovato nella serata di ieri l'accordo tra la società di piazza Monte Grappa ed Avellino sull'entità del buyout richiesto da Varese per liberare il coach veneziano dal contratto in essere fino al 30 giugno 2014. Chiusa dunque la lunga telenovela che per qualche giorno ha tenuto banco dopo la decisione del “coach of the year” della stagione 2012/2013 alla guida di Varese di accettare il ghiottissimo biennale proposto dalla Sidigas, lasciando le Prealpi con un anno di anticipo rispetto al biennale stipulato nel 2012 e lasciando cadere la proposta di rinnovo triennale formulata dalla società di piazza Monte Grappa. Alla fine la cifra “spuntata” dal club biancorosso dovrebbe aggirarsi attorno ai 90mila euro, suddivisi tra i 60mila versati da Avellino e la restante parte di premi playoff maturati e non ancora incassati cui Vitucci ha deciso di rinunciare pur di agevolare la trattativa tra i due club. E dunque l'addio annunciato del coach veneziano si materializza concretamente al termine di una vicenda comunque vissuta male dall'ambiente varesino, compresi i tifosi che non prevedevano certo una conclusione repentina del rapporto con il tecnico ex Treviso solo una settimana dopo il festoso saluto in piazza Monte Grappa agli “Indimenticabili” ed al loro condottiero. Dei tre pilastri individuati dalla società come il cuore pulsante del progetto tecnico per i prossimi tre anni dunque Varese perde soltanto l'allenatore dopo i rinnovi a lungo termine con Cecco Vescovi e Simone Giofrè. A dare continuità al progetto toccherà proprio al nuovo responsabile dell'area tecnico ed al confermatissimo direttore sportivo, cui toccherà rispettivamente la scelta dell'erede di Vitucci e i nuovi Green, Banks e Dunston. Nei giorni scorsi la società si era mossa sul mercato-allenatori per farsi trovare pronta nel momento in cui l'accordo tra Varese ed Avellino avrebbe ufficialmente liberato la panchina biancorossa. Ora con la partenza di Vitucci alla volta di Avellino (operazione complessivamente stimata oltre i 150mila euro di incasso tra i 90mila di buyout e lo “spread” tra il contratto del tecnico veneziano e l'ingaggio del suo sostituto) la società tirerà le somme dei colloqui svolti tra lunedì e martedì con Fabrizio Frates e Giulio Griccioli. Ossia i due candidati in lizza per sostituire il tecnico veneziano alla guida della Cimberio: per il momento non è ancora stata presa una decisione netta, anche se ad oggi il fattore-esperienza (23 stagioni contro 3 da capo allenatore) in Italia ma anche in Europa assegnerebbe una preferenza lieve in favore del 55enne architetto milanese. Frates sarebbe particolarmente adatto ad una squadra giovane, allenabile e battagliera viste le sue caratteristiche, e dopo la conclusione amara dell'avventura a Milano (più unico che raro il caso dell'esonero da vice allenatore…) avrebbe certamente motivazioni fortissime per rimettersi in gioco da capo allenatore. Il coach cresciuto nel vivaio di Siena che negli ultimi 3 anni ha fatto bene in LegAdue a Scafati e Casale Monferrato sarebbe invece un esordiente assoluto in serie A, ma in società c'è chi è intrigato dalla scommessa su un tecnico emergente e più votato a lasciare le chiavi in mano al personale tecnico ad un tecnico più rigido nell'approccio con i giocatori come Frates. Oggi Vescovi farà la sua scelta. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Entusiasmo alle stelle per la Varese degli “Indimenticabili” uguale budget in discesa per la stagione 2013/2014. Due dati di fatto che apparentemente fanno a pugni, ma che riflettono una realtà incontrovertibile: anche in uno dei suoi feudi più storici il “prodotto basket” oggi non tira più come una volta. E non certo per colpa della società di piazza Monte Grappa, che anzi con la nascita e la crescita di “Varese nel Cuore” seguite dalla valorizzazione del suo patrimonio storico tramite il progetto Varese Leggenda e il progressivo ampliamento delle iniziative collaterali alla partita per creare un'atmosfera da evento al PalaWhirlpool, è certamente la più innovativa in assoluto nel panorama mediamente “ingessato” del basket italiano. Ma quali sono i motivi per i quali Varese dovrà fare “meglio con meno”, utilizzando lo slogan di Michele Lo Nero, nell'ottica di una spending review forzosa che nell'ipotesi più realistica vedrà un taglio dal 10 al 15 per cento rispetto al 2012/2013? Prima di tutto c'è l'azzeramento definitivo della quota della famiglia Castiglioni, che con i 300mila euro versati questanno ha esaurito gli impegni pattuiti con il consorzio in occasione del passaggio di proprietà dell'estate 2010. Poi c'è da contabilizzare un 5 per cento in meno di incassi dal botteghino, che quest'anno hanno generato un quinto dei ricavi totali contando però l'afflusso extra dei playoff (e sul 2013/2014 peseranno invece le prime due giornate in campo neutro). Infine, pesa il punto interrogativo riguardo al gettito che arriverà dagli sponsor, quest'anno il “contenitore” più capiente tra le voci in entrata: si parla del 58 per cento rispetto al 16 del consorzio, mentre gli introiti per diritti Tv, merchandising e affitto del palasport contano solo per il 6-7 per cento. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma il 30 giugno sono in scadenza tutti gli accordi firmati con i partner di maglia: non solo quello col main sponsor Cimberio (foto Blitz) che rinnova di anno in anno con clausole legate ai risultati, ma soprattutto quelli con i vari partner che si erano legati con accordi triennali alla società di piazza Monte Grappa alla partenza dell'avventura di “Varese nel Cuore”. Rispetto a tre anni fa però la situazione economica dell'Italia è completamente diversa, ed è differente anche la posizione di personaggi importanti vicini al basket varesino che nel 2010 occupavano ruoli di comando a Roma ed oggi invece sono ai vertici a Milano. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma al di là della crisi economica generale c'è anche un problema legato alla scarsa capacità del sistema basket di “vendere” il proprio prodotto al di fuori dell'attuale nicchia, tornando ad essere sport d'elite come avveniva negli anni '80 e'90. I problemi di un mondo i cui vertici sembrano più preoccupati di difendere lo status quo che di trovare nuovi modi per valorizzare il grande interesse generato dai playoff più equilibrati di sempre sono molteplici: si va da una visibilità televisiva marginale all'assenza di personaggi conosciuti al di fuori della solita nicchia degli appassonati quale era l'istrionico Gianmarco Pozzecco; in più, con una serie A progressivamente meno italiana, i giovani si identificano sempre più con la NBA. E allora è più difficile - anche in un'isola felice come Varese - trovare sponsor attratti dal basket per un reale ritorno di visibilità e non per la "passionaccia" che li porta ad investire in uno sport che non può fare a meno dei mecenati per far tornare i conti. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Altra giornata di stallo sull'asse Varese-Avellino nella lunga telenovela legata al trasferimento di Frank Vitucci dalle Prealpi all'Irpinia. Le due parti in causa non hanno modificato in maniera sostanziale le rispettive posizioni sull'entità del buyout che la Sidigas dovrà versare per liberare il tecnico veneziano dal contratto in essere fino al giugno 2014 con la Cimberio. Ancora interlocutori i contatti tra Cecco Vescovi e il GM campano Antonello Nevola: da una parte la società di piazza Monte Grappa non vuole transigere sul principio di richiedere una clausola rescissoria congrua a quella che ritiene una scorrettezza da parte degli irpini, dall'altra il costo complessivo a carico di Avellino (tra ingaggio biennale di Vitucci, buyout da versare a Varese e transazione del contratto con Cesare Pancotto) rischia di lievitare su cifre davvero imponenti. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Di fatto tra domanda ed offerta “ballerebbe” ancora una differenza di 30mila euro anche dopo che Vitucci ha proposto di rinunciare ai premi playoff maturati e non ancora incassati. E se ce ne fosse ancora bisogno si tratta comunque di un altro segnale chiaro della volontà del tecnico veneziano di tornare in Irpinia anche rimettendoci di tasca propria pur di liberarsi dal contratto in corso con la Cimberio. Oggi si attende la contromossa di Avellino affidata direttamente al presidente De Cesare, ieri impegnato per lavoro; la sensazione è che si tratti di una giornata decisiva in un senso o nell'altro, e dunque o si troverà la quadra oppure c'è il rischio concreto che la trattativa salti definitivamente. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E c'è chi nell'ambiente varesino non sarebbe neppure troppo dispiaciuto del fatto che Vitucci possa restare “obtorto collo” rispettando l'attuale contratto in essere, anche se sarebbe poi decisamente complicato rinsaldare un rapporto - non soltanto con la società ma soprattutto con la piazza - che in questi giorni, pur in mancanza di dichiarazioni ufficiali da una parte e dall'altra, ha vissuto momenti di tensione. Anche perché comunque Varese si è mossa già in cerca di un sostituto, valutando “de visu” i candidati alternativi Giulio Griccioli e Fabrizio Frates per farsi trovare pronta nel momento in cui dovesse arrivare l'ufficialità dell'accordo con Avellino. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E in tempi di spending review la partenza di Vitucci alla volta di Avellino garantirebbe a Varese un “extrabudget” appena inferiore ai 200mila euro, tra buyout e risparmio sull'ingaggio del suo erede. Decisamente un bel gruzzoletto da far fruttare per la coppia Vescovi-Giofrè nell'ottica di costruire una Cimberio in grado di confermarsi nei piani alti della classifica anche nella stagione 2013/2014: in termini di budget le varie Milano, Siena, Sassari, Avellino, Venezia e Cantù partiranno ancora in vantaggio più o meno netto nei confronti del club biancorosso. Ma general manager e direttore sportivo avranno un ruolo centrale - come d'altra parte accaduto lo scorso anno - nelle scelte strategiche del mercato; e dunque, al di là del nome dell'allenatore, sarà fondamentale la scelta di giocatori validi ma soprattutto funzionali alle caratteristiche del coach della Varese che verrà. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E se comunque si vorrà mantenere le caratteristiche di un basket “sprintoso” ed aggressivo che ha ricreato entusiasmo e passione attorno alla Cimberio degli “Indimenticabili”, allora ad oggi il favorito per l'eventuale eredità di Vitucci sembra proprio l'emergente Griccioli rispetto al veterano Frates. La decisione finale la prenderà comunque Cecco Vescovi, che in cinque anni comunque non ha sbagliato una mossa - prima con Pillastrini, poi con Recalcati ed infine con Vitucci - trovando sempre la persona giusta per le esigenze e le possibilità di ambiente e società. A meno che la decisione non la prenda Avellino, ritirando l'offerta di Vitucci per virare su Calvani e lasciando dunque il coach veneziano alla guida della Cimberio. Eventualità remota ma non impossibile.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Resta in stallo la posizione di Frank Vitucci (foto Blitz), ancora sospeso tra Varese ed Avellino in attesa che le due società trovino la quadra sull'entità del buyout per liberare il coach veneziano dal contratto in essere fino al giugno 2014 con la società di piazza Monte Grappa. Se il primo contatto aveva avuto esito negativo con una distanza piuttosto elevata tra domanda ed offerta (gli irpini avevano proposto 50mila euro, i biancorossi avevano rilanciato a 150mila), anche le ulteriori trattative tra domenica e ieri non avrebbero ancora risolto l'impasse con la Cimberio che non vuole scendere sotto una cifra con cinque zeri.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'intransigenza della società di piazza Monte Grappa è legata a due questioni fondamentali. Prima tra tutti c'è la voglia di rivalsa nei confronti di un club che sul piano formale ha adottato un comportamento considerato poco corretto da parte di Varese, sottoponendo un'offerta ad un allenatore vincolato senza informare prima la società che lo aveva sotto contratto. Poi c'è anche la questione economica: viste le scadenze secche e le clausole d'uscita dei giocatori della Cimberio versione 2012/2013, il contratto di Vitucci è di fatto l'unico in grado di garantire un ritorno in soldoni a fronte della più che probabile “grande fuga” (o a parametro zero o a fronte di un pugno di euro) dei protagonisti della grande stagione passata. E se a volerlo è Avellino, che si muove sul mercato con disponibilità notevolissime (compresa una proposta lucrosa per Dunston, che però cercherà sicuramente vetrina internazionale), allora se davvero la Sidigas vuole strappare Vitucci a Varese dovrà versare una cifra ritenuta congrua dalla società biancorossa. In più la reazione dei tifosi biancorossi, che neppure una settimana dopo il commovente saluto tributato agli “Indimenticabili” del 2012/2013 ed al loro tecnico nella grande festa di piazza Monte Grappa si sono trovati di fronte ad un addio imprevisto, ha sicuramente contribuito a irrigidire le posizioni del club di piazza Monte Grappa.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La serata di ieri ha comunque fatto registrare qualche segnale di apertura, legato alla disponibilità del coach veneziano di fare un sacrificio rinunciando ai premi playoff maturati con Varese che andrebbero a sommarsi al buyout offerto da Avellino: la quadra ancora non c'è tra un'offerta che supera gli 80mila e una richiesta superiore ai 100, ma si lavora comunque per trovare un'intesa. A questo punto tutte le parti in causa hanno interesse all'esito positivo della trattativa: se la Cimberio vedesse accontentate le sue richieste potrebbe comunque “monetizzare” concretamente il pur doloroso addio di Vitucci, e tra il risparmio sulla posizione dell'allenatore (la prossima annualità del coach veneziano sarebbe stata da 150mila euro, le trattative per il suo sostituto si aggirano su cifre decisamente inferiori) e il buyout che entrerà nelle casse del club ci sarà la possibilità di operare sul mercato con un”tesoretto” supplementare. Resta comunque l'alternativa che prevede la permanenza a Varese del coach veneziano rispettando il contratto in essere fino al giugno 2014: una soluzione che comunque la società non scarta a priori, contando al limite di avere argomenti per proporre nuovamente in corsa a Vitucci quella estensione del contratto fino al 2016 che non è comunque stata sufficiente a convincerlo a restare alla guida della Cimberio. Ma al momento attuale sembra uno scenario difficilmente realizzabile e comunque non auspicabile per nessuno dei due... [/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Rischia di dissolversi la gran Cimberio che ha risvegliato dal torpore i varesini pigri, entusiasmato i fedelissimi e restituito alla città il sogno dello scudetto. Mancava da un sacco di tempo. Così tanto che,pur eliminati dalla finale per il titolo, abbiamo festeggiato in piazza gli sconfitti: era voglia di gioia condivisibile, e segno di riconoscenza cordiale. Cordiale vuol dire che viene dal cuore. Ma proprio a proposito di cuore, in questi giorni siamo a cortissimo d’argomenti. Cuore inteso come anima di una squadra, e simbolo di un’appartenenza popolare. Quando veniamo a sapere dell’allenatore che sta per partire perché invogliato da un contratto sontuoso, e nonostante ne abbia uno in corso che sarebbe tenuto a rispettare; e siamo informati che le valigie verranno fatte dal giocatore vetrina, forse dal capitano, e poi da altri ancora fino a un possibile stravolgimento del roster d’un anno fa; ecco, di fronte a una simile carovana, che cosa possiamo pensare del cuore sportivo? Che non esiste, che è una favola per i fanciulli, che è l’ingenua costruzione buona per riempire le gradinate d’un palasport. Naturalmente per ciascun partente non mancano ragioni a suo sostegno. Ragioni professionali. Ragioni economiche. Ragioni che vengono definite di vita. Se vai dove i soldi ti cambiano l’esistere, è l’osservazione ricorrente, come si può rinunziare ai soldi? Già, i soldi. Sembrano tutto. Sono tutto.Dominano su tutto. Non uno degl’indiziati all’adieu che abbia detto: no,non è vero, c’è dell’altro preferibile ai soldi. C’è, per dire, la storia, la tradizione, la leggenda d’una società che ha segnato un’epoca del basket italiano ed europeo: varrà pure il suo blasone, eserciterà un fascino il suo nome, produrrà un’attrazio nel’insieme di scudetti e coppe conquistati? Pare di no. La dimensione affettiva dell’impegno sportivo vale zero. Vale il calcolo, l’interesse, il profitto. Fare l’allenatore o il giocatore d’una squadra di basket non è un lavoro qualunque, cioè un lavoro come tanti altri lavori; è un lavoro speciale, privilegiato, gratificante. Ma se si deve mettere la firma sotto un contratto, allora diventa - salvo eroiche eccezioni - un semplice, anonimo, grigio mestiere. Diventa una questione di cifre e nulla di più. Diventa un rapporto freddo e distaccato. E agl’infuocati di varesinità che issarono lo striscione con la scritta “Indimenticabili” e che ora ne levano un secondo chiamando Vitucci a rimanere, viene il sospetto che lo slogan entrato nel mito debba già uscirvi. “Impersonali”, non “Indimenticabili”. O meglio: indimenticabili sì, impersonali pure. Protagonisti dell’impersonale indimenticabilità d’imprese che rifiutano la romanticheria; preferiscono il realismo, compresa la venalità mercenaria, se c’è l’occasione.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Un museo a cielo aperto che legherà in maniera concreta e indissolubile la città di Varese alle pagine più gloriose della sua storia sportiva. Questo il senso dell'iniziativa del “Percorso Ignis” presentata ieri a Palazzo Estense, che racconterà con 12 targhe poste in vari punti della città l'indimenticabile epopea della squadra di basket che negli anni '60 e '70 rappresentò il veicolo promozionale per far conoscere Varese ai quattro angoli del mondo. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La scintilla è partita dal giornalista Flavio Vanetti sulla falsariga di quanto realizzato ad Aix-En-Provence, in Francia, per il pittore Paul Cezanne: «Così come la città natale di Cezanne ha dedicato il suo centro storico al suo cittadino più illustre ponendo dei “marker” nei luoghi che frequentava, noi abbiamo applicato la stessa idea alla pallacanesto scegliendo dei luoghi di culto dell'Ignis». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Una iniziativa a metà tra la celebrazione storica e la promozione turistica sfruttando una volta di più il veicolo basket per valorizzare il territorio: «Quello della Ignis è un valore conosciuto da tutti che la città deve tenersi ben stretto nei ricordi e nel cuore perché va al di sopra del semplice tifo. Queste 12 targhe sono una sorta di via della gloria che costituiscono un museo all'aperto dalla doppia valenza: da una parte la città potrà celebrare nel modo migliore questa pagina unica di questa storia sportiva, dall'altra il turista potrà incuriosirsi e andare alla scoperta di quello che è stato ed è il basket per Varese». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'iniziativa del percorso Ignis è stata sviluppata concretamente dal Comune in sinergia con l'agenzia “Varese Land of Tourism” e la Whirlpool; e a uno storico appassionato che ai tempi della grande Ignis era uno dei 5000 fissi sulle tribune di Masnago come l'attuale primo cittadino Attilio Fontana, contribuire a celebrare gli idoli della sua giovinezza è motivo di orgoglio: «Il basket per Varese è un minimo comune multiplo, una cosa che unisce e riesce a farci sentire una vera comunità. Per questo abbiamo voluto rendere omaggio all'epopea di una squadra ma anche di una città, che si riconosceva nell'Ignis ed è diventata celebre nel mondo grazie alla pallacanestro. E quello che è successo quest'anno dimostra che il virus del basket non si è estinto: è bastato un anno eccezonale per risvegliare l'entusiasmo, lunedì scorso in piazza Monte Grappa è stata un'emozione unica vedere tanta gente che è accorsa per applaudire una squadra che aveva perso». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Un contributo fattivo all'iniziativa è arrivato dall'ex presidente Guido Borghi (impegnato a Los Angeles per il diploma della figlia Alexandria): «Ricordare i luoghi cari alla squadra e i trofei vinti è uno straordinario incipit per dare valore alla nostra storia», ha scritto nel messaggio inviato in occasione della presentazione di ieri) e delle memorie storiche Paolo Salmini e Augusto Ossola. Oltre ovviamente a Gianmaria Vacirca, ideatore del museo virtuale “Varese Leggenda” lanciato sul web dall'1 marzo che ha ispirato la nascita del percorso Ignis.[/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Si apre ufficialmente la caccia all'allenatore della Varese 2013/2014. E se Frank Vitucci ha legittimamente scelto di seguire il richiamo economico della proposta di Avellino, la temperatura rovente delle linee telefoniche dei dirigenti biancorossi fa capire che la panchina della Cimberio fa gola a molti. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Chiaro che dopo la strepitosa stagione degli “Indimenticabili” non sarà facile per nessuno raccogliere l'eredità del tecnico veneziano. Ma la concretezza del progetto societario supportata dalla serietà dimostrata dal consorzio nel primo triennio della sua opera e la vetrina dell'Eurocup fanno di Varese una piazza ambita. [/size]
[size=3]Da lunedì la società inizierà a operare concretamente sui profili proposti: tra quelli valutati nel primo giro di orizzonti i nomi più quotati parrebbero Fabrizio Frates e Giulio Griccioli. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Due curriculum praticamente opposti che presuppongono filosofie altrettanto antitetiche: l'esperto coach milanese ha già all'attivo stagioni brillanti nel rapporto budget-rendimento a Reggio Emilia e Montegranaro e sarebbe una scelta “di garanzia”, mentre il 41enne allenatore cresciuto nelle giovanili di Siena si è messo in luce in LegAdue a Scafati e Casale Monferrato (due volte semifinalista nelle ultime due stagioni) e rappresenterebbe una scommessa su un emergente però mai sperimentato ai livelli della serie A. [/size]
[size=3]Tra gli elementi proposti ci sarebbe anche Marco Calvani, attuale finalista tricolore con Roma, squadra dal tasso atletico e dal gioco spumeggiante non troppo dissimile da quello della Cimberio di Vitucci, mentre Sasha Djordjevic sarebbe diretto a Roma. [/size][/size][/font][/color]