[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Rischia di dissolversi la gran Cimberio che ha risvegliato dal torpore i varesini pigri, entusiasmato i fedelissimi e restituito alla città il sogno dello scudetto. Mancava da un sacco di tempo. Così tanto che,pur eliminati dalla finale per il titolo, abbiamo festeggiato in piazza gli sconfitti: era voglia di gioia condivisibile, e segno di riconoscenza cordiale. Cordiale vuol dire che viene dal cuore. Ma proprio a proposito di cuore, in questi giorni siamo a cortissimo d’argomenti. Cuore inteso come anima di una squadra, e simbolo di un’appartenenza popolare. Quando veniamo a sapere dell’allenatore che sta per partire perché invogliato da un contratto sontuoso, e nonostante ne abbia uno in corso che sarebbe tenuto a rispettare; e siamo informati che le valigie verranno fatte dal giocatore vetrina, forse dal capitano, e poi da altri ancora fino a un possibile stravolgimento del roster d’un anno fa; ecco, di fronte a una simile carovana, che cosa possiamo pensare del cuore sportivo? Che non esiste, che è una favola per i fanciulli, che è l’ingenua costruzione buona per riempire le gradinate d’un palasport. Naturalmente per ciascun partente non mancano ragioni a suo sostegno. Ragioni professionali. Ragioni economiche. Ragioni che vengono definite di vita. Se vai dove i soldi ti cambiano l’esistere, è l’osservazione ricorrente, come si può rinunziare ai soldi? Già, i soldi. Sembrano tutto. Sono tutto.Dominano su tutto. Non uno degl’indiziati all’adieu che abbia detto: no,non è vero, c’è dell’altro preferibile ai soldi. C’è, per dire, la storia, la tradizione, la leggenda d’una società che ha segnato un’epoca del basket italiano ed europeo: varrà pure il suo blasone, eserciterà un fascino il suo nome, produrrà un’attrazio nel’insieme di scudetti e coppe conquistati? Pare di no. La dimensione affettiva dell’impegno sportivo vale zero. Vale il calcolo, l’interesse, il profitto. Fare l’allenatore o il giocatore d’una squadra di basket non è un lavoro qualunque, cioè un lavoro come tanti altri lavori; è un lavoro speciale, privilegiato, gratificante. Ma se si deve mettere la firma sotto un contratto, allora diventa - salvo eroiche eccezioni - un semplice, anonimo, grigio mestiere. Diventa una questione di cifre e nulla di più. Diventa un rapporto freddo e distaccato. E agl’infuocati di varesinità che issarono lo striscione con la scritta “Indimenticabili” e che ora ne levano un secondo chiamando Vitucci a rimanere, viene il sospetto che lo slogan entrato nel mito debba già uscirvi. “Impersonali”, non “Indimenticabili”. O meglio: indimenticabili sì, impersonali pure. Protagonisti dell’impersonale indimenticabilità d’imprese che rifiutano la romanticheria; preferiscono il realismo, compresa la venalità mercenaria, se c’è l’occasione.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Un museo a cielo aperto che legherà in maniera concreta e indissolubile la città di Varese alle pagine più gloriose della sua storia sportiva. Questo il senso dell'iniziativa del “Percorso Ignis” presentata ieri a Palazzo Estense, che racconterà con 12 targhe poste in vari punti della città l'indimenticabile epopea della squadra di basket che negli anni '60 e '70 rappresentò il veicolo promozionale per far conoscere Varese ai quattro angoli del mondo. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La scintilla è partita dal giornalista Flavio Vanetti sulla falsariga di quanto realizzato ad Aix-En-Provence, in Francia, per il pittore Paul Cezanne: «Così come la città natale di Cezanne ha dedicato il suo centro storico al suo cittadino più illustre ponendo dei “marker” nei luoghi che frequentava, noi abbiamo applicato la stessa idea alla pallacanesto scegliendo dei luoghi di culto dell'Ignis». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Una iniziativa a metà tra la celebrazione storica e la promozione turistica sfruttando una volta di più il veicolo basket per valorizzare il territorio: «Quello della Ignis è un valore conosciuto da tutti che la città deve tenersi ben stretto nei ricordi e nel cuore perché va al di sopra del semplice tifo. Queste 12 targhe sono una sorta di via della gloria che costituiscono un museo all'aperto dalla doppia valenza: da una parte la città potrà celebrare nel modo migliore questa pagina unica di questa storia sportiva, dall'altra il turista potrà incuriosirsi e andare alla scoperta di quello che è stato ed è il basket per Varese». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'iniziativa del percorso Ignis è stata sviluppata concretamente dal Comune in sinergia con l'agenzia “Varese Land of Tourism” e la Whirlpool; e a uno storico appassionato che ai tempi della grande Ignis era uno dei 5000 fissi sulle tribune di Masnago come l'attuale primo cittadino Attilio Fontana, contribuire a celebrare gli idoli della sua giovinezza è motivo di orgoglio: «Il basket per Varese è un minimo comune multiplo, una cosa che unisce e riesce a farci sentire una vera comunità. Per questo abbiamo voluto rendere omaggio all'epopea di una squadra ma anche di una città, che si riconosceva nell'Ignis ed è diventata celebre nel mondo grazie alla pallacanestro. E quello che è successo quest'anno dimostra che il virus del basket non si è estinto: è bastato un anno eccezonale per risvegliare l'entusiasmo, lunedì scorso in piazza Monte Grappa è stata un'emozione unica vedere tanta gente che è accorsa per applaudire una squadra che aveva perso». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Un contributo fattivo all'iniziativa è arrivato dall'ex presidente Guido Borghi (impegnato a Los Angeles per il diploma della figlia Alexandria): «Ricordare i luoghi cari alla squadra e i trofei vinti è uno straordinario incipit per dare valore alla nostra storia», ha scritto nel messaggio inviato in occasione della presentazione di ieri) e delle memorie storiche Paolo Salmini e Augusto Ossola. Oltre ovviamente a Gianmaria Vacirca, ideatore del museo virtuale “Varese Leggenda” lanciato sul web dall'1 marzo che ha ispirato la nascita del percorso Ignis.[/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Si apre ufficialmente la caccia all'allenatore della Varese 2013/2014. E se Frank Vitucci ha legittimamente scelto di seguire il richiamo economico della proposta di Avellino, la temperatura rovente delle linee telefoniche dei dirigenti biancorossi fa capire che la panchina della Cimberio fa gola a molti. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Chiaro che dopo la strepitosa stagione degli “Indimenticabili” non sarà facile per nessuno raccogliere l'eredità del tecnico veneziano. Ma la concretezza del progetto societario supportata dalla serietà dimostrata dal consorzio nel primo triennio della sua opera e la vetrina dell'Eurocup fanno di Varese una piazza ambita. [/size]
[size=3]Da lunedì la società inizierà a operare concretamente sui profili proposti: tra quelli valutati nel primo giro di orizzonti i nomi più quotati parrebbero Fabrizio Frates e Giulio Griccioli. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Due curriculum praticamente opposti che presuppongono filosofie altrettanto antitetiche: l'esperto coach milanese ha già all'attivo stagioni brillanti nel rapporto budget-rendimento a Reggio Emilia e Montegranaro e sarebbe una scelta “di garanzia”, mentre il 41enne allenatore cresciuto nelle giovanili di Siena si è messo in luce in LegAdue a Scafati e Casale Monferrato (due volte semifinalista nelle ultime due stagioni) e rappresenterebbe una scommessa su un emergente però mai sperimentato ai livelli della serie A. [/size]
[size=3]Tra gli elementi proposti ci sarebbe anche Marco Calvani, attuale finalista tricolore con Roma, squadra dal tasso atletico e dal gioco spumeggiante non troppo dissimile da quello della Cimberio di Vitucci, mentre Sasha Djordjevic sarebbe diretto a Roma. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Decisivi l'offerta economica e il budget per allestire la squadra[/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'allenatore era ancora sotto contratto, ora le due società dovranno trattare l'entità del buy-out[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Frank Vitucci (foto Blitz) ha scelto Avellino. Era nell'aria da qualche giorno, ma ora è ormai certo: il tecnico arrivato nel giugno 2012 a Varese lasciando l'Irpinia dopo due annate ricche di soddisfazioni nonosante la travagliata situazione economica del club, lascerà dopo una sola stagione la Città Giardino. [/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dodici mesi dopo si è ripetuta, a parti invertite, la situazione delle due offerte dalla Cimberio e dalla Sidigas: l'estate scorsa il coach veneziano aveva deciso di raccogliere l'eredità di Carlo Recalcati alla guida della formazione biancorossa, preferendo la soluzione di Varese alla prospettiva di una conferma ad Avellino. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Stavolta la proposta del club campano era troppo ghiotta sul piano economico - sia per quanto riguarda l'importo dell'ingaggio che soprattutto in termini di budget disponibile per la costruzione della squadra - per lasciarla cadere, a conferma che il nuovo corso della società biancoverde ha mezzi decisamente importanti. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E nella serie A prossima ventura la Sidigas vuole recitare un ruolo di primissimo piano, non solo nel raffronto con la società di piazza Monte Grappa che ad oggi ha un budget garantito sicuramente inferiore a quello del 2012/2013 e dovrà forzatamente affrontare una rifondazione tecnica ben superiore a quella che la dirigenza avrebbe voluto proporre rispetto alla squadra degli “Indimenticabili”. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Una rifondazione che ripartirà dall'accoppiata Vescovi-Giofrè ma non da Vitucci: la proposta di rinnovo triennale accettata dal futuro ex presidente e neo g.m. e dall'architetto del mercato aveva comunque fatto in qualche modo vacillare il coach veneziano, che Varese voleva mettere al centro del nuovo progetto tecnico. Ma quello di Avellino è il classico “contratto della vita”, tra l'altro in una piazza dove è già conosciuto e stimato sia dal pubblico che dalla dirigenza, disposta a fare uno sforzo economico imponente per riportare in Irpinia l'allenatore che i suoi tifosi dal 2010 al 2012 proponevano addirittura come sindaco. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per la società di piazza Monte Grappa è certamente una perdita pesante, visto il feeling che si era rapidamente creato tra il coach veneziano e l'ambiente biancorosso: in soli 12 mesi Vitucci ha letteralmente conquistato Varese, che si riconosceva nel carattere serio, schivo ed amante del lavoro del tecnico ex Imola e Treviso e amava lo stile di gioco frizzante e aggressivo con il quale il coach della Cimberio degli “Indimenticabili” aveva riacceso l'entusiasmo di Masnago. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Al momento non c'è ancora l'ufficialità dell'addio, comunque non confermato dalle parti che scelgono il più stretto riserbo: di mezzo c'è la trattativa con Avellino per raggiungere l'accordo economico necessario perché Varese dia il “via libera” alla partenza del coach veneziano, contrattualmente legato anche per la stagione 2013/2014. La società biancorossa vuole quantomeno monetizzare la partenza di Vitucci con un buyout che possa contribuire a rimpinguare le casse.[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]
[font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Ancora 48 ore per sapere se il percorso di Varese e Frank Vitucci proseguirà in parallelo per altri tre anni, oppure se il coach di Venezia sceglierà di tornare ad Avellino per accettare il suntuoso contratto proposto dalla Sidigas per convincerlo a tornare in Irpinia dopo la memorabile stagione alla guida della Cimberio. L'incontro tra la società di piazza Monte Grappa ed il “coach of the year” dell'annata 2012/2013 non ha sortito effetti determinanti per sbloccare l'impasse tra l'offerta biennale a cifre allettanti del club campano e l'estensione fino al 2016 proposta da Varese per pareggiare la durata triennale dei rapporti in fase di defizione contrattuale con Cecco Vescovi e Simone Giofrè. Sul piatto le cifre per l'ingaggio e il budget complessivo pendono decisamente in favore di Avellino (i due anni di contratto proposti dagli irpini avrebbero un importo superiore ai tre di Varese e la differenza di potenziale di spesa sarebbe di almeno 1,5 milioni di euro), ma i dirigenti della Cimberio mostrano fiducia: «Gli abbiamo esposto le nostre intenzioni future mettendolo al centro del progetto come già fatto con Vescovi e Giofrè - conferma il tesoriere Stefano Coppa -. Ritengo che abbiamo fatto il massimo compatibilmente con la nostra situazione generale: sappiamo che al momento non possiamo essere concorrenziali sul piano economico con una realtà come Avellino, ma la garanzia di una struttura tecnica inalterata e di un contratto lungo sono argomenti che crediamo essere importanti. Ora aspettiamo serenamente la sua decisione convinti di aver effettuato una proposta che venga comunque tenuta in considerazione». Dal canto proprio Vitucci non si sbilancia sui contenuti del colloquio ma garantisce comunque che i tempi della sua decisione saranno relativamente brevi: «La società mi ha esposto i suoi programmi e siamo rimasti d'accordo che dopo una riflessione attenta avrei dato la mia risposta. Si è parlato di programmi, budget e prospettive future non solo legate alla prossima stagione: entrambi abbiamo messo le carte sul tavolo in una discussione reciprocamente molto chiara ed affrontata con la massima serenità. Queste sono situazioni da valutare approfonditamente, certe decisioni non possono essere prese in maniera repentina in ogni caso i tempi saranno brevi».[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Tra il ritorno ad Avellino con una proposta economicamente importantissima in una realtà già conosciuta e la permanenza a Varese con la ribalta dell'Eurocup e la coppia Vescovi-Giofrè a dare garanzie di continuità al progetto la scelta di Vitucci non sarà comunque presa a cuor leggero: la riserva potrebbe essere sciolta già stasera o al più tardi entro domani: «Ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro: discuterò il tutto con la mia famiglia e poi comunicherò la mia decisione. Di sicuro sarà una scelta non facile ma comunque questa cosa è già andata fin troppo per le lunghe, per il rispetto di tutte le parti coinvolte entro domani si arriverà al dunque». [/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Le sensazioni della dirigenza biancorossa sono comunque più ottimistiche rispetto alle ore precedenti al colloquio con Vitucci, con la convinzione di avere quantomeno instillato il tarlo del dubbio nella mente del coach veneziano. Ma al momento attuale la soluzione Avellino resta la più probabile, pur con la necessità di imbastire una trattativa economica per il buyout del contratto che Varese ha in essere fino al prossimo anno con il tecnico. Se Vitucci non potrà essere una garanzia tecnica per il prossimo triennio al fianco di Vescovi e Giofrè, il suo contratto rappresenterà quantomeno una risorsa economica che contribuirà ad aumentare il budget disponibile per il 2013/2014.[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/font]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Varese e Frank Vitucci, è la giornata decisiva. Oggi i dirigenti della società di piazza Monte Grappa incontreranno il tecnico veneziano per illustrargli i programmi relativi alla stagione 2013/2014: sarà il momento clou per mettere le carte in tavola e capire se il progetto biancorosso sarà in grado di convincere l'allenatore dell'anno della stagione 2012/2013 a rispettare il contratto con la Cimberio senza farsi tentare dal lucroso biennale proposto da Avellino. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«La priorità è parlare con il mio club che in questo momento è Varese - spiega Vitucci - ci mancherebbe altro che non fosse così, al di là del rapporto di lavoro legato al contratto in essere, e tutto il resto viene dopo. E' normale valutare tutto ma con molta serenità da entrambe le parti aspetto di capire quali saranno i programmi per il prossimo anno». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La società biancorossa vorrebbe ripartire dalla “triade” Vescovi-Vitucci-Giofrè per costruire una Varese in grado di stupire ancora, ma proprio il coach veneziano sottolinea comunque come sarà difficile trovare continuità rispetto alla stagione scorsa: «L'annata appena conclusa è stata straordinaria ma è bene rendersi conto che oggi i club subiscono metamorfosi incredibili tra una stagione e l'altra: l'esempio più evidente è proprio quello della Cimberio versione 2012/2013 che aveva cambiato 9 giocatori su 10 e l'allenatore. Alla fine tra chi vuole migliorare e chi deve rivedere l'organico per motivi di budget è difficilissimo dare seguito a un progetto tecnico: la Varese degli anni '70 ha vissuto un'epopea straordinaria perché per un decennio ha potuto contare sulla stessa base di grandi campioni, oggi una continuità del genere è impensabile». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Tra le idee della società ci sarebbe anche la proposta di una estensione pluriennale dell'attuale contratto tra Varese e Vitucci; il coach veneziano attende di conoscere i dettagli dei programmi futuri del club ma garantisce tempi rapidi per la sua decisione: «Per forza di cose al di là di tutto si dovrà cambiare più di quello che si vorrebbe e aver fatto così bene spinge questa situazione ancora più in là. L'ipotesi di una estensione del contratto? Sentirò i programmi e le offerte della società, certo i playoff durati così a lungo hanno ridotto i tempi per programmare il futuro. In questo modo però abbiamo affrontato solo superficialmente i nodi del futuro rimandando i discorsi a bocce ferme; oggi approfondiremo concretamene tutti gli argomenti e poi deciderò sul da farsi. Ma le tempistiche saranno brevissime perché queste cose mi mettono in crisi…». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Infine Vitucci esprime il suo parere qualificato sul tema del doppio impegno campionato-Eurocup, già affrontato nel 2009/2010 alla guida della Benetton Treviso: «Di sicuro è un'opportunità importante da vivere al meglio: per chi fa attività professionistica disputare una coppa europea è motivo di orgoglio e di arricchimento. Però bisogna prepararsi a un'avventura stimolante ma anche impegnativa: con due partite a settimana il rischio è che i giocatori possano usurarsi, dunque anche alla luce del cambio dei ritmi di lavoro imposto dai viaggi bisogna scegliere elementi prestanti e fisicamente in grado di garantire continuità». [/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E' pronto anche il secondo tassello per ricostruire la “filiera” decisionale che ha portato Varese ai vertici del basket italiano. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dopo Cecco Vescovi, anche Simone Giofrè sembra vicino a prolungare il suo rapporto con la società di piazza Monte Grappa; il colloquio di ieri tra i membri del CdA del club e il direttore sportivo che ha scovato nel sottobosco dei campionati europei Bryant Dunston e Adrian Banks sembra aver posto le basi per il rinnovo del contratto in scadenza al 30 giugno proponendo un nuovo accordo su base triennale. Ossia l'arco temporale della fase 2 del Consorzio per la quale si vorrebbe contare anche su Vescovi e Vitucci.[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il dirigente canturino si è riservato un paio di giorni di riflessione prima di comunicare la risposta definitiva alla società, ma la sensazione è che con Vescovi di nuovo sul ponte di comando con mansioni votate interamente all'area tecnica (l'ufficialità dell'accordo con la bandiera del basket cittadino arriverà nel weekend ma comunque i contatti tra l'ormai ex presidente e il mondo degli agenti conferma implicitamente la sua operatività nel ruolo di g.m.) Giofrè sia destinato ad accettare le proposte del club di cui ha contribuito a fare le fortune con la sua opera di scouting. E nel quale avrà un ruolo ancora più strategico rispetto allo scorso anno se sarà necessario aumentare ulteriormente il rapporto già eccellente tra disponibilità economiche ridotte e capacità di scelta sul mercato dei campionati stranieri meno conosciuti. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ora resta lo snodo principale legato all'allenatore: l'incontro di domani con Frank Vitucci dovrà aggiungere un altro tassello fondamentale per la costruzione della Varese che verrà. La società illustrerà al tecnico veneziano i programmi per la stagione 2013/2014, legati a un budget fisiologicamente inferiore con il rischio di dover rifare almeno quattro quinti del quintetto base, pur potendo contare sul solido nucleo degli italiani della panchina cui aggiungere eventualmente qualche altro reduce del gruppo degli "Indimenticabili". [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Chiaro che in termini meramente economici l'alternativa proposta da Avellino, pronta a offrire a Vitucci un biennale a cifre davvero notevoli e in grado di muoversi sul mercato con un budget decisamente superiore a quello della Cimberio in termini di “monte stipendi”, sembra più allettante rispetto al pacchetto completo che a oggi può offrire Varese. [/size]
[size=3]A Varese però l'attesa per le risposte degli sponsor in scadenza che dovranno rinnovare gli accordi (certa l'uscita di scena di Air One ma gli altri marchi dovrebbero restare, con l'incertezza però delle cifre) potrebbe mutare da qui a un mese gli scenari attuali e alzare l'asticella delle risorse verso una situazione più stimolante. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma le prospettive economiche non sono l'unico parametro di giudizio, dunque la dirigenza biancorossa dovrà convincere Vitucci della validità e soprattutto della continuità nel medio periodo dei programmi futuri del club. [/size]
[size=3]Nel momento in cui si riscontrerà una condivisione delle idee di massima allora la società sarebbe pronta anche a proporre al coach veneziano una estensione del contratto annuale ancora in corso; nel caso contrario invece partirà la trattativa economica tra Avellino e Varese per monetizzare con un buyout la rescissione dell'anno di contratto che ancora lega Vitucci alla società di piazza Monte Grappa. [/size]
[size=3]La dirigenza varesina non ha neppure preso in considerazione l'ipotesi di sondare il mercato per trovare un'alternativa a Vitucci. Segnale importante relativamente alla convinzione dei dirigenti biancorossi di poter proporre al tecnico veneziano un progetto comunque allettante. Che, ripartendo da Vescovi e Giofrè, darebbe comunque garanzie solide anche allo stesso coach veneziano. [/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
[font=tahoma,geneva,sans-serif][color=#000000][size=1][size=3]Si va verso la prima fumata bianca per costruire la Varese che verrà. [/size][/size][/color][/font]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il tassello inaugurale per impostare le strategie della stagione 2013/2014 arriverà probabilmente nella giornata di oggi con l'accordo ufficiale per la prosecuzione del rapporto tra la società di piazza Monte Grappa e Cecco Vescovi. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La storica bandiera del basket varesino cambierà ruolo ma non mansioni nel contesto dei vertici dirigenziali della Pallacanestro Varese. Vescovi lascerà l'incarico di presidente al termine del mandato triennale in scadenza il 30 giugno per assumere nuovamente, con un incarico pluriennale, i compiti di general manager e responsabile dell'area tecnica che aveva già ricoperto dal gennaio 2008 al giugno 2010, nella fase conclusiva dell'era della famiglia Castiglioni, gestendo in prima persona, insieme con l'attuale CdA di “Varese nel Cuore”, il passaggio tra la passata gestione e l'attuale “multiproprietà” del consorzio. I dettagli definitivi dell'accordo dovrebbero essere messi a fuoco nella giornata odierna dopo che il lungo summit tenuto ieri insieme con Michele Lo Nero e Stefano Coppa servito a impostare le strategie future non soltanto relative alla posizione di Vescovi, ma anche ad altri aspetti importanti sul fronte societario e dei programmi tecnici per la stagione prossima ventura. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Abbiamo iniziato tardi perché per fortuna il nostro campionato è finito tardi; adesso però l'agenda è piena di appuntamenti importanti per programmare il futuro - spiega il presidente di “Varese nel Cuore” - Abbiamo parlato seriamente di tanti argomenti importanti per impostare i prossimi tre anni di lavoro; con Cecco è stato un incontro importante ma ce ne saranno altri in settimana con altri elementi cardine dei nostri programmi». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Nella “fase 2” del consorzio dunque il presidente uscente non avrà più responsabilità amministrative ma sarà concentrato principalmente sull'area tecnica, non soltanto relativamente alla prima squadra ma anche al settore giovanile, area strategica da sviluppare e potenziare negli intenti della società. Anche se difficilmente Vescovi potrà coronare il suo sogno di tornare in prima persona in panchina alla guida di un gruppo del vivaio biancorosso, visti gli impegni con la serie A che renderebbero assai complesso far combaciare allenamenti e partite del vivaio. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Resta ora da individuare il suo erede che occuperà la massima carica della Pallacanestro Varese: difficile la “soluzione interna” Michele Lo Nero, già confermato fino al 2014 alla guida del consorzio, si cerca una figura rappresentativa che possa dare un contributo anche sul piano operativo ma al momento attuale non paiono esserci profili già individuati: «Quella del presidente della Pallacanestro non è una priorità immediata - conferma Lo Nero - Ci sono ipotesi sulle quali stiamo lavorando ma contano principalmente le figure tecniche per costruire la squadra del prossimo anno e gli appuntamenti dei prossimi giorni saranno decisivi per dare continuità alle basi impostate». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dunque la prima mossa della società per costruire una Cimberio ancora in grado di competere per il vertice nonostante la “contrazione” annunciata del budget per il 2013/2014 passa attraverso la volontà di affidare nuovamente alla “troika” Vescovi-Giofrè-Vitucci le chiavi della costruzione del roster. [/size]
[size=3]Entro fine settimana si dovrebbero avere certezze relative alla prosecuzione dei rapporti con d.s. e coach; solo dopo aver avuto garanzie riguardo alle posizioni chiave a livello di strategie future si inizierà a ragionare sul fronte giocatori. E in questo senso la società avrebbe chiesto una proroga di qualche giorno per le scadenze delle clausole degli accordi con Janar Talts ed Erik Rush (in entrambi i casi il 15 giugno è il termine previsto per esercitare l'opzione di uscita), ossia le prime decisioni concrete da prendere per costruire la Varese del prossimo anno. [/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Un entusiasmo genuino e calorosissimo che ha sorpreso persino Frank Vitucci quello generato dalla squadra degli "Indimenticabili" per la festa di fine stagione in piazza Monte Grappa. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Emozione forte e anche inaspettata: ringrazio tutti quelli che sono venuti a salutarci in maniera così calorosa e partecipe. Una grande soddisfazione anche per noi perchè ritengo sia abbastanza inusuale avere questo tipo di celebrazione dopo una sconfitta. La mia estate? Tra casa mia, vacanze e il solito viaggio di lavoro in America; ora attendiamo che la società tracci le linee guida per il futuro». [/size]
[size=3]Tra i più applauditi in assoluto è stato Dusan Sakota, che con i suoi playoff da protagonista - al di là del canestro partita di gara-6 a Siena - ha conquistato il pubblico del PalaWhirlpool sciogliendo il suo naturale riserbo per mostrare emozioni forti.[/size]
[size=3]«La delusione per la sconfitta contro la MPS? Rispetto all'ultima volta che mi avete visto ora sto decisamente meglio», chiosa l'ala greca. «Ripensando all'intera stagione però posso solo essere fiero di quello che abbiamo fatto: ringrazio la società e il pubblico che ci ha dato un sostegno incredibile per l'intera stagione e che ci ha tributato un saluto così caloroso come quello di ieri sera». [/size]
[size=3]Serata da ricordare anche per un duro come Mike Green, visibilmente commosso nella presentazione riservata a sponsor e consorziati nella sede della Camera di Commercio: «Speravo finisse in maniera differente ma è stata comunque una grande stagione, con compagni fantastici, un'organizzazione perfetta e un pubblico sempre caldissimo. E questo entusiasmo che abbiamo toccato con mano dai tifosi che sono venuti a salutarci è davvero commovente». [/size]
[size=3]Un bagno di folla che ha "toccato" anche Andrea De Nicolao, già con le valigie pronte con destinazione Turchia per raggiungere la Nazionale Sperimentale che disputerà i Giochi del Mediterraneo dal 18 al 26 giugno (la partenza del playmaker di Padova è già prevista per domani): «Veramente una bellissima serata, sono emozionato per questa magnifica folla che è venuta a salutarci dopo una stagione che poteva finire meglio ma che comunque è stata esaltante. Posso solo ringraziare tutti, a partire da questi fantastici tifosi». [/size]
[size=3]Chi invece spera di riposare è Janar Talts, l'unico superstite della Cimberio pre-Vitucci: «Ancora una volta i tifosi di Varese ci hanno dimostrato concretamente tutto il loro affetto e il loro calore. Ora sento il bisogno di riposarmi un po', sicuramente ci sarà qualche attività con la mia Nazionale ma non ho ancora deciso se darò la mia disponibilità». [/size]
[size=3]G. S.[/size][/size][/font][/color]