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VareseFansBasketNews

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Che cosa dobbiamo aspettarci in gara 6 e, speriamo, in gara 7? [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Una caratteristica di questa strepitosa serie tra Varese e Siena è proprio il fatto che ogni partita è diversa dall'altra. Lo è nello svolgimento di ciascuna gara, nelle soluzioni tattiche via via adottate, nel ricambio continuo di protagonisti.[/size]
    [size=3]La Cimberio, dunque, annulla il primo match ball della Montepaschi e promette battaglia anche domani a Siena. La Montepaschi sa di non poter scherzare, sa che Varese ha caratteristiche e potenzialità per realizzare l'impresa, anche se bisognerà valutare prima le condizioni di Bryant Dunston e di Achille Polonara, entrambi messi fuori causa ieri sera da infortuni il cui possibile sviluppo non lascia grandi margini all'ottimismo.[/size]
    [size=3]Ed ecco uno dei grandi meriti di Varese: avere vinto ieri praticamente senza Dunston, in campo solo per 16 minuti e per questo in grado di fornire un apporto al di sotto del suo standard (solo 5 tiri, con due canestri, ma 7 rimbalzi). [/size]
    [size=3]Ancor meno palpabile la partita di Polonara (solo 4 minuti, un solo tiro, nessun canestro), giocatore importante ma certo meno basilare dello statunitense.[/size]
    [size=3]Ebbene, ci pare sia giusto allora rendere grande merito a Janar Talts, a nostro giudizio il vero protagonista della partita di ieri sera e del successo della Cimberio, anche se i numeri che lo riguardano, in assoluto, non dicono moltissimo (5-11 al tiro e 5 rimbalzi in 23 minuti, solo 5 di valutazione).[/size]
    [size=3]Ma a volte bisogna saper scegliere i momenti in cui dare il meglio e Talts ieri sera ha saputo dare il meglio quando il "suo meglio" era assolutamente indispensabile. Ad esempio quando, nel terzo periodo di gioco, ha infilato la tripla del 54-40 dopo che Siena si era fatta poco prima minacciosa (47-38); oppure quando ha segnato il canestro del 61-59 spezzando un lungo digiuno offensivo della Cimberio, o ancora quando ha catturato un grande rimbalzo offensivo a 1'30" dalla fine per poi realizzare, poco dopo (a 1'10"), il canestro del 67-61. Interventi "chirurgici", che a nostro parere hanno segnato la partita, con una totale assunzione di responsabilità che il centro estone del resto non ha mai rigettato.[/size]
    [size=3]Non conosciamo le intenzioni della Pallacanestro Varese nei suoi confronti (non scordiamo che Talts è l'unico reduce della scorsa stagione) ma sicuramente la prestazione di ieri sera ha fornito punti in quantità allo score del suo futuro...[/size]
    [size=3]Giusto sottolineare anche l'impatto della Cimberio con la partita. C'era il rischio che il beffardo esito della partita di sabato scorso a Siena avesse minato la fiducia di Ere & C., i quali invece hanno affrontato il match con un vigore fisico e mentale impressionante. E ancora: il rischio di un crollo psicologico, sul 59-59 e dopo avere avuto 16 punti di vantaggio, ci stava tutto ma la forza di reazione degli uomini di Vitucci è stata ancora una volta straordinaria. E Siena ha dato l'impressione di essere (finalmente) un po' stanca.[/size]
    [size=3]Anche questo può fare sperare Varese. La strada è sempre in ripida salita ma tagliare il traguardo da vincitori non è impossibile.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E non poteva mica finire qui, nel catino ribollente di una Masnago, pazza di tifo e letteralmente giù di testa per l'entusiasmo. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E non poteva finire con un'eliminazione che non avrebbe reso nemmeno un briciolo di giustizia a una Cimberio che nella sfida più importante dell'anno e nel momento più importante della partita si vede sfilare dalla contesa prima Polonara, in campo solo quattro minuti, poi Dunston, che sul 37-28 al 16' abbandona il parquet per contrattura al polpaccio e non vi fa più ritorno. [/size]
    [size=3]Così, in un botto, Varese vede ridotta ai minimi termini la sua batteria di lunghi e in gravissima deplezione il suo riconosciuto, spesso determinante, potenziale atletico. [/size]
    [size=3]Così, a proposito dei varesini, hai voglia di dire che sono comunque padroni del proprio destino e capitani della loro anima. Tutte scemate quando il destino, ovviamente cinico e baro, entra a gamba tesa per “segarti” via un paio di giocatori. [/size]
    [size=3]Ma se vuoi metterla sul filosofico puoi anche dire che a volte il basket ti mette sottosopra così, solo per il gusto di farti imparare a giocare in modo diverso. E questa Cimberio, che nel corso della serie stava imparando, anzi, ha imparato a correre contro la MPS, si ritrova senza ala e senza centro. Di fatto priva dei suoi ascensori verso il cielo. E deve ricominciare, un'altra volta, daccapo. [/size]
    [size=3]Altri equilibri tattici da ricostruire. Altre situazioni da testare strada facendo. [/size]
    [size=3]Solo che stavolta è ancora più difficile perché Siena, terribile quando vede che sei a disagio, capisce tutto, abbassa i giri del motore, va con quintetti grandi per vincere nettamente la guerra a rimbalzo nel secondo tempo (21 a 14), riempire l'area e togliere, in vernice, i canestri e gli sbocchi che esaltano la stupenda Varese del primo tempo. [/size]
    [size=3]La gara, infatti, vive due capitoli benl diversi. Dopo il salto a due Green e soci che, indiavolati come mai, prendono il cavallo senese per la criniera e, montandolo a pelo, lo fanno girare per il parquet a piacimento. Banks, Ere e Green saltano facilmente le marcature e le zone ospiti passando da un vantaggio (19-6 al 6') all'altro. [/size]
    [size=3]Sul 28-13 il PalaWhirlpool quasi sviene e crolla definitivamente per l'emozione quando Banks, da metà campo, infila sulla sirena la tripla che chiude a +16 un fantasmagorico primo quarto: 31-15. [/size]
    [size=3]Ma siccome la sfortuna ha una vista da aquila ecco che, dopo aver puntato gli occhi su Bryant Dunston, come detto, lo toglie dai giochi. [/size]
    [size=3]Quello è il momento del dovere fatto senza aspettare che qualcuno ti dica grazie. [/size]
    [size=3]Quello dovuto per principio. Per se stessi. Per la propria dignità. [/size]
    [size=3]Ecco che gli uomini di Vitucci, si aggrappano intorno allo scoglio Janar Talts e, inventandosi quintetti fuori ordinanza, riescono a rifilare altre dolorose spallate ai toscani. [/size]
    [size=3]Banks, alla miglior prestazione della serie, è imprendibile e insieme alla coppia Talts-Ere (benissimo in difesa su Moss) tiene a distanza Siena: 57-42 al 26'. [/size]
    [size=3]Ma Brown è sempre in agguato: infila la chiave nel quadro di comando, accende il turbo e la retroguardia Cimberio vive uno sull'altro tutti i suoi incubi. [/size]
    [size=3]Bobby (19 punti nella ripresa), assistito da Sanikidze, firma il parziale di 2-15 guidando la “solita” rimonta biancoverde concretizzata sul 59-59 al 34'. [/size]
    [size=3]Ma Varese non cede, non molla un centimetro di campo anche quando Talts esce per 5 falli. [/size]
    [size=3]Certo, la Cimberio incappa in un paio di svarioni incredibili (vero Rush e Green?), ma nei possessi veri mostra la freddezza e la lucidità assenti in gara-4 al PalaEstra e affida la palla nelle mani di Banks che dalla lunetta non sbaglia i liberi decisivi del 69-66. [/size]
    [size=3]Domani sarà già gara-5 ma Varese, anche senza Dunston, non può smettere di sognare perché solo chi sogna può volare. [/size]
    [size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](11 punti; 3/6 2p; 1/4 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Con i colleghi di reparto in panchina doloranti, ricade su di lui tutto il peso della batteria di lunghi. Si batte con onore e piazza qualche giocata preziosa in attacco. Mercoledì avrà ben pochi minuti di riposo..

    [b]ADRIAN BANKS [/b](18 punti; 2/8 2p; 2/4 3p; 8/8 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Qualche scorribanda folle da pirata dei Caraibi non manca. Ma questa volta piega le gambe in difesa, attira su di sé la difesa avversaria, punge da tre, illumina nel momento del bisogno. Aggiunge pure il battibecco finale con l'amico Hackett. Capopopolo.

    [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Ruolo ingrato, quello da ala forte. Pur con tutte le attenuanti del caso, i dettagli e il lavoro sporco per lui non esistono: un giocare da Legadue catapultato in una semifinale play-off. Mercoledì lascerà posto nelle rotazioni ad Ivanov.

    [b]JANAR TALTS [/b](11 punti; 4/8 2p; 1/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Rimane negli occhi quel rimbalzo arpionato tra gli stendardi impolverati di Masnago, con la schiacciata del più quattro a seguire. In difesa abbatte Brown plurime volte nel tentativo di stordirlo. Arcigno.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Alcune scelte folli nel l'ultimo quarto hanno rischiato di mettere la parola fine a una stagione commovente. L'impegno è stupendo, ma un play-maker deve assicurare la giusta dose di lucidità.

    [b]MIKE GREEN [/b](10 punti; 1/5 2p; 1/4 3p; 5/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Sul consueto ottovolante di capolavori e misfatti, incanta per gli assist, si fa odiare per le forzature, regala palloni e gli riconquista, chiude con i tiri liberi della vittoria.

    [b]BRUNO CERELLA [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Solita partita di sacrificio inaudito. Assesta qualche botta ai fanti senesi, prova a lanciarsi in contropiede dove il ferro gli nega la gloria. Immaginiamo che il rude Bruno, in Toscana, non verrà accolto con cantucci e vin santo.

    [b]EBI ERE [/b] (15 punti; 6/9 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Vince a mani basse lo scontro diretto con l'incubo Moss. Preciso, arguto e costruttivo, il capitano si prodiga lungo i due lati del campo come ai bei tempi.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Quattro minuti di gioco e una fitta, figlia di un affaticamento della vigilia, che lo allontana dal campo. Gli chiediamo di stringere i denti al PalaEstra.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](4 punti; 2/5 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Fino al suo infortunio, probabile stiramento che sarebbe sinonimo di stagione finita, è l'arma silente che fa la differenza. Rimbalzi (sette in sedici minuti), tentacoli che disturbano gli avversari, i picchetti nella tenda montati mirabilmente nell'area colorata. Un pivot di classe a cui saremo sempre grati.

  • Nicolò Cavalli
    La sconfitta beffarda nella città del Palio avrebbe affossato una mandria di bisonti. Eppure non ha incrinato la commovente abnegazione dei ragazzi di Vitucci. Una squadra che ci ha fatto stropicciare gli occhi per venticinque minuti, dominando in lungo e in largo. Un manipolo di eroi che è rimasto nella ripresa senza la contraerei (infortuni per Dunston e Polonara), ma è rimasto ha retto l'onda d'urto con il cuore e l'orgoglio.
    Siena si è mostrata meno cinica del solito, perdendo 17 palloni e titubando quando sembrava poter operare il sorpasso, e non ha trovato risorse dalla panchina. Ma rimane la netta favorita nel percorso che conduce all'atto conclusivo.
    [i][b]Dalle scarpe alle banconote. [/b][/i]Il PalaWhirlpool è scatenato come non mai alla presentazione delle squadre. Se il pubblico del PalaEstra accolse i nostri con scarpe a mo' di scherno per l'inopinato lancio di una calzatura in Gara 2, stasera il nuovo conio della curva nord produce un 500 euro con le effigi Minucci. Il riferimento ad avvenimenti, luoghi e persone è tutto fuorché casuale.
    Varese comincia la sfida con i polpastrelli caldi e scrive 7-2 grazie ad Ere e Banks, quindi – nonostante qualche pasticcio – rincara la dose con Green e Sakota: Banchi interrompe il gioco per resettare le menti dei suoi. Hackett risponde da talento con due entrate di puro agonismo, inframezzate dall'arcobaleno vincente MG: 14-6. Dunston cancella con una stoppata roboante il play azzurro, dall'altra parte Sakota inventa la tripla del 19-6 in equilibrio pessimo. La MPS si affida al veterano Carraretto (cinque punti di classe) per arginare la corsa prealpina e torna sotto sul 22-13. Un parziale di 6-0, ispirato da Ere e da balzo prodigioso di Dusnton a rimbalzo, precede due tiri liberi di Brown e la “bomba” siderale di Banks a fil di sirena. Il 31-15 di fine primo quarto fa credere a molti fan locali di aver perso alcune diottrie e di leggere in maniera offuscata il tabellone.

    [i][b]La Cimberio soffre di vertigini. [/b][/i]Un paio di minuti di rottura dai canestri vengono emendati da Janning, mentre i ragazzi di Vitucci soffrono come sempre l'alta quota e dilapidano con Cerella una schiacciata già pronta ad essere battuta alla cassa dell'Esselunga. Allora il moschino De Nicolao prende il volo e, dopo una rubata, impacchetta il 33-17. L'asse Green-Dunston smorza lo 0-5 targato ancora Janning e Sanikidze, però il georgiano e lo [i]yankee [/i]ex Casale dimezzano il disavanzo con due dardi dal perimetro: 35-28. I bianco-rossi, sempre in veste scura, ripartono con il quintetto titolare. Un canestro di Ere precede l'infortunio di Dunston, evento che getta nel panico il popolo di Masnago. Il tassametro delle penalità varesino scorre inesorabile e produce istanti di anarchia. Un contatto tra Talts e l'Onorevole Moss – un soggetto che ha più bonus di un europarlamentare – blocca un contropiede già avviato, però i toscani non capitalizzano i [i]benefits. [/i]Il terzo fallo di Moss, sul quale sta indagando la Corte del Lussemburgo per lesa maestà, il piazzato di Ress e la fortunosa schiacciata del baltico Gianni (43-32) mandano provvidenzialmente nello spogliatoio gli animi surriscaldati.

    [i][b]Mini-quintetto obbligato. [/b][/i]La Cimberio ricomincia senza Dunston, cercando di sopperire ai chili in meno con uno spirito garibaldino. Gli arbitri non concedono un antisportivo in una fattispecie identica a quella che costò cara a Rush in Gara 4, dall'altra parte Eze trova la propulsione per il 47-38. Talts e Sakota sono encomiabili a risolvere situazioni offensive ingarbugliate, poi l'estone gioca il carico da 11 siglando dai 6,75 metri il ciuffo del più quattordici: 54-40. Vitucci prova Rush nello [i]spot [/i]di quattro (anche Polonara è claudicante) e allestisce una formazione da combattimento fra pesi piuma. L'abnegazione non porta però in dote rimbalzi, così la Montepaschi moltiplica i possessi e con il talismano Brown, sette punti in un amen, vede la luce in fondo al tunnel: 57-49. Green si inventa solista testardo e viene rispedito a ragionare nel pozzetto degli indisciplinati, i compagni non trovano la retina nemmeno a pagarla in rubli (altro appoggio errato da Cerella) e possono solo ringraziare la mira sbilenca dei Campioni d'Italia se i punti di vantaggio al riposo breve restano otto.

    [i][b]Cronaca di ultimo atto al fulmicotone. [/b][/i]La déa bendata si prende beffa di Banks e punisce una Cimberio bloccata sulle ginocchia, nonché inesistente sotto le plance. Sanikidze e Brown siglano il 57-54 nello stupore struggente di Masnago, la marea biancoverde sembra annegare le residue speranze. I “nani” volonterosi di Varese vengono fagocitati in una selva di stoppate e ancate, dure ma corrette, la Montepaschi pareggia a quota 59 e perde due ghiotte occasioni per decollare. Talts e Banks riaccendono la corrida, 5000 anime si alzano in piedi per soffiare sulle vele della barca leggera che tenta di resistere alle cannonate. Sakota e Brown sono precisi dalla lunetta (65-61), Talts vola sul tetto a recuperare un rimbalzo offensivo e poi affonda la bimane prima di spendere in difesa la quinta penalità. Ere perde sangue e deve essere sostituito, Green dimentica la maniglia ma poi nel recupero è sublime a fermare Brown. De Nicolao getta al vento un possesso criminoso, Moss fa 1 su 2 (67-64) quindi si mangia vivo un Green da galera per andare in sottomano a segnare il meno uno. Comincia la sciarada dei tiri liberi, A otto secondi dalla fine, Banks è glaciale dalla linea della carità: 2/2. Brown invece ne fa solo uno e il doppio centro di Green vale il 2-3 nella serie.

    Nel finale si manifestano storie tese. Pugni, parole grosse, immagini poco edificanti con protagonisti, tra gli altri, Rush, Hackett, Banks e Brown. Tra infortunati, possibili provvedimenti disciplinari e vari ed eventuali azzoppamenti della mala sorte, la trasferta di Siena sarà una missione che definire impossibile è limitativo. Ma risuona nelle orecchie l'eco di un meraviglioso canto del cigno, con il coro di un'intera città che ha risvegliato passioni assenti da tre lustri. Il basket più bello d'Italia si gioca a Masnago: per questo, al momento di salutare gli amici di rosso vestiti, osiamo dare l'appuntamento a venerdì.

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dieci minuti che invertono il trend di una intera stagione: la Cimberio passa dall'esaltazione del più 17 di fine terzo quarto all'amarezza (Banks nella foto Blitz) di una partita persa a un secondo dalla fine dopo avere dominato per 39 minuti abbondanti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Varese va a un passo dall'interrompere l'imbattibilità casalinga toscana nei playoff che dura da 6 anni e 41 partite, ma cede sul filo di lana masticando amaro per non aver capitalizzato una partita di rara efficacia per lunghi tratti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Grande l'amarezza che attraversa trasversalmente il clan biancorosso nel dopo partita del quarto atto al PalaSclavo: il principale oggetto del contendere è il fischio “galeotto” dell'arbitro Filippini (il terzo della “crew”, teoricamente non certo deputato a prendere decisioni risolutive…) che risolve il match, sanzionando un'ancata di Green su Hackett col play azzurro neppure in fase di tiro: mai come in questo caso vale il concetto che sono i giocatori e non i direttori di gara a dover decidere la gara e che sarebbe stato più giusto affidare il verdetto all'overtime anziché sanzionare un contatto così ininfluente in un momento decisivo della gara.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma nel mirino della Cimberio c'è il metro arbitrale dell'intero quarto periodo, quando Siena - per la prima volta in 4 partite in difficoltà nel limitare il basket champagne dei biancorossi - ha cercato di alzare l'intensità della partita con i 4 piccoli e il pressing che hanno tolto fluidità alle soluzioni della squadra di Vitucci (6/18 al tiro con 0/7 da 3). E nonostante la difesa allungata a tutto campo la MPS aveva solo 2 falli di squadra dopo 8 minuti… Nonostante il finale amarissimo che mette Varese con le spalle al muro su un 1-3 tanto immeritato quanto ineludibile, la nota positiva della serata arriva dal fatto che i biancorossi sembrano aver finalmente trovato l'antidoto per scardinare la difesa toscana. Dopo tre partite da Siena in termini di ritmo e punteggio, Cimberio ritrova i suoi leader Green ed Ere e sfoggia nuovamente il basket frizzante e reattivo che per 8 mesi l'ha vista comandare in campionato dalla prima giornata. Nel primo tempo Varese ritrova fluidità ed efficacia nelle esecuzioni offensive segnando 26 punti con un sontuoso 10/13 da 2 nel primo quarto dopo averne “fatturati” 23 nei primi 20' di una gara-3 a fari spenti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Per tre quarti abbondanti Varese fa la partita sul piano delle scelte e dell'energia, poi l'arrembaggio finale della MPS inverte il trend della partita. E nonostante tutto, complici un arbitraggio che ha lasciato parecchio amaro in bocca al clan varesino e il finale di grande spessore del duo Brown-Hackett, non concede più margini di errore alla Cimberio. Che domani a Masnago dovrà canalizzare tutta la rabbia agonistica per la beffa di ieri nei giusti binari per guadagnarsi una nuova e meritata chance al PalaSclavo.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]SIENA Alla fine il tabellone che recita uno stordente 78-77 per Siena e porta la serie sul 3-1 per i campioni d'Italia lascia la testa piena di pensieri ed il cuore gonfio di stupore. L'amarezza di una beffa che si consuma ad un secondo dalla fine con il libero vincente realizzato da Daniel Hackett si stringe in un mortale abbraccio con la triste sensazione di una Cimberio incapace di vincere una partita che sembrava fosse già nelle sue mani. Corre il minuto 28 ed un PalaEstra strapieno sta seguendo ammutolito lo show di una Cimberio che, sul 45-62, è galatticamente padrona del campo. Quasi perfetta al tiro, bellissima ed efficace nelle varietà delle scelte tattiche (4 canestri da 2, 3 triple), dominante a rimbalzo (11-5),Varese sembra poter strappare quello scalpo toscano che oltre a pareggiare la serie sotto il profilo numerico, ne cambierebbe probabilmente i destini anche dal punto di vista motivazionale e psicologico. Invece, a questo incredibile livello di pallacanestro – partita, per inciso, favolosa -, i dettagli, anche quelli infinitesimali fanno la differenza, e gli episodi, anche quelli considerati più piccoli, possono scavare il solco. Ecco che due giochi da tre punti firmati da Moss e Hackett con falli di Cerella e Rush, servono a rimettere in piedi una MPS fin lì moribonda, ad un passo da una mesta cerimonia casalinga. Una Siena che, invece, nemmeno avesse subito una scossa da 20.000 volts si ripresenta ad inizio periodo letteralmente tarantolata. Gli uomini allenati da coach Luca Banchi dai cannibali descritti in gara-3 si trasformano negli squali affamati della quarta partita. I biancoverdi fanno a brandelli il quintetto varesino e nel giro di pochi minuti con Hackett e un terrificante Brown (6/9 dall'arco) concretizzano il break di 20 a 6 che sterilizza l'esaltante 16-0 Cimberio del terzo citato. Poi, rimesso il match sui binari (65-68 al 35'), nel devastante gioco di nervi Varese si ferma di colpo: 0/7 da 3 contro una MPS assolutamente nelle mani del killer losangelino Brown. Dopo il primo sorpasso senese nel match (Moss, 74-73) Bobby, 4 triple e 14 punti decisivi, agguanta due volte una Varese che non vuole mollare, ma nei 27 secondi finali commette errori difensivi grossolani. Vedi il rimbalzo determinante lasciato da Green nelle mani di Hackett e il fallo, forse fischiato generosamente da Filippini contro lo stesso Green. Resta, però, nel sedimento di una gara ad altissimo pathos, la certezza di aver ritrovato la vera Varese. Esaltante nel primo quarto e bellissima per almeno trenta minuti.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Cimberio che gioca da squadra che vuole mettere le mani sulla partita. Da gruppo che ritrova l'identità perduta. Cimberio che ritrova, anche, la sua anima western. Quella della frontiera a stelle e strisce, dei giocatori USA che finalmente “al pezzo”, sono di nuovo pronti a sfidare il mondo. 22 punti fatturati nei primi dieci minuti, 56 su 77 totali portano la firma degli americani con una MPS colta di sorpresa soprattutto sul piano del ritmo e dall'intensità difensiva. Varese, infatti, ha ripreso a correre e aggredire sui due lati del campo. Si è tolta dal cervello quel peso che finora l'aveva tenuta a terra e dalle gambe quella fatica che, a tutt'oggi, è stata una maledetta zavorra. [/size]
    [size=3]Varese dovrà partire da qui per rimettere in piedi la serie, trasformando la rabbia di gara-4 in furia lucida per domani sera. Una Cimberio che potrà fare ancora meglio con Green e in particolare con Sakota e Banks e dovrà ricordare di possedere un patrimonio come Dunston. Delittuoso dimenticare il miglior centro del campionato servito dentro l'area per zero (0) tiri in sette minuti nel quarto decisivo. Ricominciamo da qui, per conquistare il diritto ad “bella” che, per quello che si è visto in gara-4, è più che legittimo.[/size]
    [size=3]È sacrosanto. [/size]
    [size=3]Massimo Turconi [/size][/size][/font][/color]

  • Lucaweb
    Grande partita di Varese che domina la partita per gran parte dell'incontro senza però riuscire nell'impresa di portare a casa la vittoria. Vantaggi spesso in doppia cifra, ma tuttavia non sufficienti a regolare con sicurezza i padroni di casa.

    Di fatto i nostri pur producendo una partita eccellente, vengono superati in un finale fattosi incandescente grazie alla grande precisione al tiro di Brown.
    Numerosi dubbi su un arbitraggio davvero molto casalingo.

    Ora si torna a Varese con la certezza di sapere la strada da seguire per allungare la serie.

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]SIENA - Cecco Vescovi (nella foto Blitz con il coach Frank Vitucci) non getta la spugna dopo la pesante sconfitta subita in gara-3 dalla Cimberio: il presidente biancorosso preferisce “pensare positivo” e soprattutto auspica che la squadra - e in particolare gli americani - sappiano fare tesoro degli errori commessi giovedì sera per cambiare faccia nel quarto atto di stasera. Il messaggio è forte e chiaro e parte dall'apprezzamento dell'opera del secondo quintetto nel finale di gara-3: «Ripartiamo dalle note positive giunte dalla panchina cercando di adeguarci in fretta al livello della partita e degli avversari. Non tutti sono abituati a giocare gare di questa importanza davanti a un pubblico caldo e contro un'avversaria di livello elevato in termini di intensità e organizzazione difensiva. Dunque ci può stare che, almeno per alcuni, l'impatto iniziale possa lasciare il segno; l'importante però è fare tesoro della lezione di giovedì (Banks e Dunston nelle foto Blitz in alto) ed entrare in campo in gara-4 con l'atteggiamento giusto, perché almeno i ragazzi della panchina hanno dimostrato di saperlo fare. E con la testa giusta dovremo riuscire a stare in partita fino alla fine, provando ad approfittare della loro stanchezza che è emersa nel finale di gara-3». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Una sconfitta dunque legata a un diverso approccio mentale prima ancora che ad aspetti tecnici, ma per invertire il trend della servirà reggere meglio l'urto della “falange macedone” difensiva dei biancoverdi: «E' indubbio che Siena abbia nel Dna questo tipo di atteggiamento, allenato da tante partite di Eurolega giocate a questo livello. Logico dunque che la MPS parta con un vantaggio in più rispetto a noi se riesce a impostare la partita sui binari che le sono più congeniali; noi però dobbiamo imparare in fretta come si giocano sfide di questo genere e soprattutto capire cosa non fare a livello di approccio della partita. Dobbiamo aspettarci anche stasera la loro aggressività e un impatto fisico sulla gara, stavolta però dobbiamo essere pronti a reagire di squadra senza affidarsi alle iniziative individuali come è accaduto nel quarto periodo». [/size]
    [size=3]Vescovi esclude che il problema che ha condizionato il rendimento di Green ed Ere sia legato alla fatica di recuperare energie nelle partite ravvicinate ogni 48 ore e chiede alla squadra di replicare l'efficacia difensiva decisiva nella gara-2 di Masnago: «Non credo che sia una questione di stanchezza, anzi in realtà Siena ha molti più chilometri nelle gambe rispetto a noi. Ma la MPS ha 10 chili in più di noi in tutti i ruoli perimetrali e sino ad ora questo ha fatto la differenza in un gioco fisico da playoff che i nostri avversari sono sempre stati molto bravi a impostare. Per lunghi tratti in gara 3 abbiamo subito il loro mix di atletismo e fisicità, ora dobbiamo essere bravi a mettere in campo le nostre armi che devono essere l'imprevedibilità e la velocità: se saremo in grado di replicare la sfrontatezza e l'energia della seconda sfida di Masnago potremo controbattere alla forza degli avversari».[/size]
    [size=3]In ogni caso il presidente biancorosso ribadisce la sua fiducia nel gruppo e nella sua capacità di rigenerarsi dopo una sconfitta così netta, considerata la necessità di vincere almeno una partita a Siena per conquistare la finale: «Non vedo perché dovremmo arrenderci proprio ora e personalmente non vedo perché non dovrei credere nella capacità di questa squadra di imparare dai suoi errori e giocare una partita completamente diversa questa sera. La sconfitta di giovedì non mi toglie la fiducia in questa squadra e in questo gruppo: sono convinto che abbiamo dentro la forza morale per affrontare una partita in maniera decisa e comunque giocare con un piglio diverso da quello di giovedì. Poi questa non è una squadra che deve andare in finale per forza: la Mens Sana resta campione in carica, noi siamo gli sfidanti e dobbiamo dimostrarlo con un atteggiamento adeguato».[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Se anche un orologio rotto, due volte il giorno, dà l'ora esatta, basta una favorevole combinazione di tempi per onorare qualsiasi appuntamento. Non solo, ma quello di una Cimberio ipnotizzata in gara-3 dall'intensità dei campioni d'Italia - a tal punto dall'apparire irriconoscibile per una buona mezz'ora - non può essersi improvvisamente e irrimediabilmente rotto, dovendo ancora crederle per quella puntualità che l'ha fatta diventare una grande squadra. Certo, Siena non è una squadra come le altre, per la sua irriducibile e profonda durezza che complica la vita dei suoi antagonisti togliendo loro vitalità e coraggio. Una Cimberio così male in arnese per lunghi tratti mai però l'abbiamo vista circolare in un'intera stagione, avendo ora ragione di credere in un suo naturale scuotimento affinché possa ritrovare serenità, quindi lucidità per reggere quantomeno all'impatto con i suoi avversari, seppur in un ambiente così avverso. Sta un po' qui la sua sfida di oggi in opposizione ad ogni aggressione o assalto senese, naturalmente essa appare di per sé ardua e difficile ma anche possibile se tutti i biancorossi, come rami dello stesso albero, saranno capaci di far rifiorire compattezza difensiva e fluidità offensiva. C'è bisogno, evidentemente, di vera tranquillità pur nella consapevolezza dell'altrui forza. Più facile a dirsi, è vero, eppure in gara-2 Varese ha dimostrato di saper mettere sotto pressione la squadra di Banchi, anche affondabile per le molte energie spese in una stagione massacrante, quindi con qualche chances di riuscita al di là del fattore campo. Adesso ci vuole un'impresa, verosimile senza smarrimenti né tentennamenti difensivi e senza svarioni in transizione né tiracci dall'arco. Qualche cosa di simile, pur al lumicino di un risultato pressoché deciso, è accaduto nel finale di gara-3 per mano delle seconde linee, vogliose e coraggiose, quindi protese in un generoso tentativo dopo che i loro consacrati leader erano spariti dai radar. Diversamente da altre volte, ancorché più di un tifoso ha avuto l'ardire di "chiacchierarlo", Green è mancato abbastanza clamorosamente rispetto al suo comprovato valore, come non si può non accorgersi delle fatiche di cui risente Ere in gare così ravvicinate dopo aver tirato la carretta per mesi, auspicando di trovare per continuità e compiutezza d'azione il solito ficcante Banks anche in questo tipo di sfide. Se Dio vuole, c'è sempre quell'eccellenza di Dunston, trascinante se convenientemente assistito. Dunque, v'è da augurarsi una Cimberio nel pieno possesso del proprio armamentario o campionario in un approccio pur sempre complicato e difficile per la paurosa pressione che sa mettere Siena, comunque vulnerabile e sofferente se la si attacca sul suo "terreno" preferito. Osare si può per un colpaccio che, se accadesse, rilancerebbe alla grande Varese nella magica atmosfera di Masnago.[/size][/size][/font][/color]

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