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VareseFansBasketNews

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il volto tirato, più pallido e scavato del solito di Dusan Sakota (foto Blitz) tradisce lo stato d'animo del giocatore serbo. Parlano gli occhi di Dule, di inquietudini notturne e di quell'adrenalina e agitazione che, come sempre, corredano gare stressanti come quelle dei playoff. Momenti che Dusan, protagonista di playoff vincenti e altamente ansiogeni con la maglia del Panathinaikos, conosce benissimo e può analizzare con grande freddezza: «Gara-1 contro Siena è stata una delle peggiori che abbiamo giocato nell'ultimo periodo – dice in tono critico -. In attacco non siamo mai riusciti a giocare col nostro ritmo, ad imporre la nostra pallacanestro fatta di velocità, soluzioni in campo aperto e transizione e a sfruttare i nostri punti di forza contro la difesa schierata. Abbiamo fatto e creato per provocare apprensioni e fastidi ad una formazione come Siena che, espertissima, non chiede di meglio che poter controllare il gioco a suo piacimento. Ma, penso che le considerazioni sul nostro atteggiamento difensivo siano ancora più negative perché là dietro, contro Brown, siamo stati insufficienti su tutta la linea ed è la terza volta che accade visto che l'americano quando affronta Varese si esalta: vedi i 23 realizzati in stagione regolare a Siena, i 25 della finale di Coppa Italia e i 29 di sabato scorso. È evidente che contro Bobby, di squadra, dobbiamo fare qualcosa in più». [/size][/size][/font][/color]


    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Di più, ma come? «Prima di tutto sotto il profilo della mentalità, mettendo l'accento su una verità: i numeri uno della stagione siamo noi, nessun'altro. Scendere in campo con questa idea in testa e giocare con la massima aggressività sono solo i primi passi, necessari, per poter mettere in difficoltà i campioni d'Italia. In gara-1, a tratti, abbiamo dato l'impressione di giocare un po' titubanti, un errore che contro la MPS non puoi commettere perché loro sono bravissimi nel riconoscere i tuoi momenti di debolezza e nel picchiare duro quando li smascheri. Quindi, avere sempre facce determinate è più che importante: indispensabile». [/size]
    [size=3]Le zone senesi sono state, ancora una volta, sabbie mobili nelle quali affondare... «La squadra di coach Banchi si muove benissimo, con rotazioni eccellenti e raddoppi di marcatura sempre ben eseguiti. Ma dove finiscono i loro meriti, iniziano le nostre pecche: in gara-1 abbiamo avuto poca pazienza per muovere meglio la palla e farli lavorare di più visto che una dozzina di secondi contro di loro non bastano per creare tiri aperti. Poi – conclude -, la difesa: Siena ruota intorno a Brown, Moss e Hackett. Fermarli, o limitarli: la chiave della serie è tutta qui». [/size]
    [size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Esorcizzare la paura per riconquistare serenità. Il che, tradotto sul campo, potrebbe valere la riscossa di fronte a una squadra, di per sé potente e feroce. Ma battibile nelle pieghe delle sue imperfezioni, non essendo più la Siena cannibale degli anni scorsi: basti pensare alle sue individualità che non sono cime di canestri, come dimostrano le statistiche di campionato con due soli uomini in doppia cifra, peraltro abbastanza confermate in gara-1, soprattutto per il crepitante Brown, tornato ai suoi massimi volumi offensivi dopo un periodo di appannamento, dovendo però non confondere le valenze realizzatrici di ciascuno con il proprio spessore tecnico e atletico che, assommati e “lavorati” nella fucina di Banchi, fanno una squadra inossidabile e resistente viste le ventiquattro gare in più di Eurolega sul suo groppone.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ecco la chiara identità di una Montepaschi abituata a tempestose latitudini, dunque abile e autoritaria nel far girare una gara per adeguarla in ogni metro del campo alle sue caratteristiche d'insieme, com'è accaduto nella prima della serie contro una Cimberio più volte in soggezione, soprattutto mai fatta scappar via allorquando le è passata in testa.[/size]
    [size=3]Una certa tara - anche solo per un complesso subconscio - da ricercare nella finale di Coppa Italia persa, gli uomini di Vitucci l'hanno accusata, irretiti da quell'intimidazione che è grande alleata dei senesi. Per scavalcare quella difesa, roba da muro con filo spinato, ci sarebbe voluto il migliore Yelverton dei bei tempi, quelli della Mobilgirgi cui s'è ispirata Varese indossando la maglie dello stesso colore di indimenticabili conquiste.[/size]
    [size=3]E se le esperienze servono a evitare gli stessi errori ma, soprattutto, a vincere eventuali insicurezze, questa Cimberio possiede allora mezzi e capacità per acciuffare i campioni d'Italia e riaprire la serie che, si sa, è carica di imponderabili nonché di riflessi psicologici mutabili dall'oggi al domani.[/size]
    [size=3]Ci vuole la solita Varese, tonica e brillante, quella della sua réclame migliore, in altri termini sbarazzina seppur ragionata, sfrontata seppur guardinga.[/size]
    [size=3]In sintesi senza quelle paure intime che appesantiscono testa, gambe e braccia e che gravano l'animo di angoscia al di là di legittimi timori per la temibilità di avversari così granitici.[/size]
    [size=3]A monte la prima gara, la Cimberio può ripartire da capo, avendo slancio e convinzione per far risaltare la sua pallacanestro grintosa e ariosa, scoppiettante e gioiosa.[/size]
    [size=3]Ci vuole un bel coraggio, verosimile senza tabù né assilli, al di là del valore della posta, partendo innanzitutto dal solito Green d'annata, ingenerosamente “mormorato” in gara-1 per i suoi vezzi in sfide personali che, peraltro, in campionato hanno fatto la fortuna sua e della squadra, essendo questo il suo modo d'essere sul parquet, anche se nell'occasione si trova di fronte un mastino come Moss, pronto a mordergli le caviglie.[/size]
    [size=3]Certo è che la Cimberio non può fare a meno della brillantezza del suo grandioso play, soprattutto, nell'ideale tandem con Dunston, capace di sfoderare i suoi numeri, se liberato da ansie e repressioni e, probabilmente, merita ancor più spazio Sakota le cui fucilate possono spaventare i campioni d'Italia.[/size]
    [size=3]Che cosa ha da perdere Varese? Nulla se non tutto di guadagnato nel giocare con audacia e durezza, tanto vale tentar “violenza” che difendersi con purezza.[/size]
    [size=3]Per cena, questa sera, piatto consigliato è una Cimberio all'arrabbiata, possibilmente indigesto a Siena che, ovviamente, si gioca un'anticipata qualificazione alla finale scudetto, avendo poi due gare in casa, non così scontate ma favorevoli.[/size]
    [size=3]Dunque, più che mai, forza Varese.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La Cimberio fa appello a tutte le sue risorse per ribadire la tenuta del fortino del PalaWhirlpool nel secondo atto della semifinale playoff contro Siena. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Stasera a Masnago (ore 20) la squadra di Frank Vitucci cercherà di pareggiare i conti dopo il passo falso inaugurale che ha permesso alla Montepaschi di “strappare il servizio” ai biancorossi. [/size]
    [size=3]Lo 0-1 casalingo rende già vitale la sfida odierna in vista delle prossime due trasferte in programma al PalaSclavo (giovedì e sabato il terzo e quarto atto sul parquet toscano). Per Varese c'è la necessità di fare tesoro della sconfitta di sabato e mostrare nuovamente quello spessore caratteriale da prima della classe che nel corso della stagione ha sempre fatto registrare immediate reazioni di orgoglio dopo un passo falso. [/size]
    [size=3]Certo la gara-1 della sfida contro i pluricampioni d'Italia in carica ha ribadito che Siena ha caratteristiche tali da risultare scorbutica per la “cavalleria leggera” biancorossa. [/size]
    [size=3]Al di là delle considerazioni sul metro arbitrale eccessivamente tollerante che l'ambiente varesino ha espresso dopo il match di sabato, la lezione da mettere a frutto dopo la sconfitta in gara-1 è di adeguare energia, fisicità e aggressività ai livelli necessari a una sfida così impegnativa come quella contro la MPS. [/size]
    [size=3]Sicuramente i toscani, rodati dalle “guerre stellari” delle 7 partite contro Milano, hanno approcciato la serie con un piglio più deciso rispetto alla Cimberio che ha disposto con relativa facilità di Venezia. [/size]
    [size=3]Ora però l'asticella si è alzata di parecchio e se Ere e soci vorranno provare a spodestare il club che si cuce ininterrottamente lo scudetto sulla maglia dal 2007 dovranno mettere in campo un piglio “feroce”, in grado di pareggiare i conti con l'aggressività della difesa da Eurolega della Mens Sana. [/size]
    [size=3]Sul piano tattico le priorità evidenti sono quelle di evitare che i toscani prendano il controllo del ritmo della gara, aumentando prima di tutto l'intensità della difesa e prendendo le misure alla coppia Brown-Hackett (il primo imprendibile per 40 minuti, il secondo risolutivo nel finale di gara-1). E sulla base di una applicazione più incisiva in retroguardia riuscire a imporre cadenze più adatte alle doti “corsaiole” della Cimberio, senza finire avviluppati nelle spire di una zona davvero difficile da scardinare viste le doti atletiche di Moss ed Eze. Dunque servirà una Varese più graffiante e “sprintosa” che sappia migliorare la qualità della circolazione di palla e soprattutto ritrovare il fondamentale asse portante del suo attacco Green-Dunston, disinnescati dal mix di zona e fisicità della difesa senese. Ma al di là dell'aspetto tecnico c'è il fattore mentale: la squadra di Vitucci dovrà saper dimostrare di aver “metabolizzato” il passo falso inaugurale, mettendo in campo la giusta tensione agonistica senza farsi condizionare dall'importanza di un match che in caso di sconfitta la metterebbe già con le spalle al muro. [/size]
    [size=3]In una serie al meglio di 7 partite un passo falso casalingo è pesante ma non irrimediabile, a patto che Varese riesca immediatamente a cambiare rotta e incanalare il match verso temi più adatti alle sue caratteristiche che le permetta di chiudere a quota 3 la serie negativa contro Siena. Il match inaugurale ha dimostrato che tra Cimberio e Montepaschi vince chi impone il suo ritmo ed il suo basket: per pareggiare i conti la squadra di Vitucci deve giocare una partita inversa rispetto a quella di sabato. [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [size=3]Il colpo è duro, durissimo, ma la serie non è finita ieri sera con la seconda sconfitta stagionale sotto la volta del PalaWhirlpool.[/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]Certo si è avuta conferma che la Montepaschi è la squadra potenzialmente più forte del lotto tra le contendenti che aspirano allo scudetto e alla Cimberio servirà davvero non un'impresa ma una piccola serie di imprese per rovesciare un pronostico che da ieri sera pende leggermente a favore della formazione di Luca Banchi.[/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]Sì, in un sol colpo Siena ha cancellato il (presunto?) vantaggio di Varese legato alla brevità della sua serie con Venezia rispetto alle sette battaglie tra Montepaschi ed EA7 Milano e ha accentuato quel (presunto?) vantaggio psicologico determinato dall'esito della finale di Coppa Italia.[/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]Ora Varese è costretta a inseguire e, soprattutto, a non fallire martedì sera in gara-2.[/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]C'è un dato statistico che "spiega" la partita: Varese ha tirato con il 38 per cento, Siena con il 53 per cento. La Cimberio ha sofferto la eccellente difesa messa in campo dalla Montepaschi, uomo e zona, zona e uomo, con una marcatura chiave, quella di Moss nei confronti di Green. Il "faro" di Varese ha funzionato solo a intermittenza, solo quando non è stato soffocato dalle spire del diretto avversario.[/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]Poi hanno deciso le irrefrenabili scorribande di Brown, la ruvidezza di Eze, la puntualità con cui hanno colpito Carraretto e Hackett, meno protagonista che in gara-7 a Milano (questo ruolo ieri sera l'ha lasciato a Brown) ma non meno utile del compagno nelle battute conclusive. [/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]Ma la Cimberio non è certo uscita con le ossa rotte: ha reagito a un paio di situazioni di grande difficoltà, quando si è ritrovata sotto di sei punti (sul 40-46, poi sul 57-63) che in una partita come quella di ieri sera non erano poca cosa. Ma alla fine si è dovuta arrendere dando quasi l'impressione di avere accusato la fatica più degli avversari che avrebbero dovuto avere (ma era solo una speranza) la lingua a penzoloni.[/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]Frank Vitucci le ha tentate tutte, risparmiandosi solo la zona: quintetti alti (Dunston e Ivanov in coppia), bassi (Green, De Nicolao e Rush insieme) e "normali" (con tutte le altre possibili soluzioni) ma la corazzata Montepaschi ha sempre retto l'urto, trovando risorse un po' ovunque, anche se i pochi minuti di assenza dal campo di Moss e di Brown (0-8 in due minuti nell'ultimo quarto, da 57-63 a 65-63) sono stati pagati a caro prezzo dai biancoverdi.[/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]Il peso psicologico di gara-1 a volte diventa insostenibile ma non ci è parso il caso della Cimberio di ieri sera. [/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]La Montepaschi ha vinto la partita sul piano fisico, imponendo il proprio ritmo e facendo valere la spigolosità della propria difesa (formato Eurolega"), scontata un po' in termini di falli (25 contro 20) ma non in maniera decisiva. [/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1]
    [size=3]Martedì però può essere un'altra storia e la Cimberio deve assolutamente credere di poterla scrivere.[/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](13 punti; 3/4 2p; 2/6 3p; 1/2 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Indicato come possibile X-factor nella sfida ai campioni d'Italia, impatta con fatica: difese errate, poca fiducia, falli spesi. Prova a riprendere per mano i compagni ma non basta.

    [b]ADRIAN BANKS [/b](11 punti; 2/5 2p; 2/5 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Ci mette tutta la buona volontà del mondo per cancellare lo zero cosmico che produsse nella finale di Coppa Italia contro gli stessi avversari. A tratti ci riesce, a tratti viene fagocitato nel labirinto della retroguardia toscana.

    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/1 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Per superare le armate invincibili, serve la collaborazione di tutti: dalla prima all'ultima linea. Cinque minuti non possono cambiare la narrazione di una partita, ma anche una frase brillante fra le righe potrebbe fungere da ispirazione.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Prova a seminare il panico nella mente dell'indemoniato Bobby Brown. Nel primo tempo ha successo, nel secondo brandisce la mannaia perché non ci sono altre vie.

    [b]MIKE GREEN [/b](14 punti; 3/11 2p; 1/3 3p; 5/6 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Per una volta lasciamo stare i numeri, troppo contraddittori per spiegare una nottata difficile. Immaginatevi un risolutore incallito dell'enigmistica accerchiato da rebus che non lo fanno dormire. Prova con l'esperienza, il carattere, la voglia; ma alla fine spezza la matita e va a casa. Giurando vendetta per il prossimo numero.

    [b]EBI ERE [/b](15 punti; 6/10 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]All'immenso cuore e alla buona precisione, aggiunge otto rimbalzi e leadership quando i compagni sembrano sul punto di alzare bandiera bianca. Bello il duello con il dirimpettaio Moss, peccato non sia stato vincente.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](3 punti; 1/4 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Lo ricordiamo per la premiazione a inizio match (miglior under 23 dell'anno) e per un primo tempo di ammucchiate, più o meno piacevoli, nelle plance. Pare abbia giocato pure nella ripresa, ma forse è stata un'illusione ottica. Etereo.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](9 punti; 3/9 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Un Eze tirato a lucido rappresenta lo spauracchio del nostro totem. Bryant ci mette l'anima e l'astuzia, ma ogni volta che salta ha alle calcagna tutta Siena e dintorni. Impossibile ripetere i numeri della stagione regolare.

    [b]DEJAN IVANOV [/b](5 punti; 2/5 2p; 0/1 3p; 1/1 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Strappa la meritata sufficienza per la buona [i]verve [/i]e per la forma fisica ritrovata. Pur con una tecnica non sopraffina, indossa l'elmetto e tenta di creare scompiglio nell'inespugnabile fortino senese. Coraggioso.

  • Nicolò Cavalli
    In parte ci eravamo cascati tutti. Quel numero 5 nella griglia dei play-off posto di fianco al nome dei plurititolati di Siena, lo 0-2 ad inizio della serie contro i nababbi dell'EA 7 Milano, il manifestarsi di amnesie che nell'Impero Pianigiani non erano contemplate.
    Poi arrivano le gare da affrontare con il coltello tra i denti, dove per quaranta minuti non sono consentiti respiri. Allora giunge inesorabile la marea verde: punteggio basso, pochi contropiedi, difesa a zona asfissiante, botte da orbi, capacità di annichilire le fonti di gioco. E quel numero uno che ti ha fatto alzare il petto da settembre a maggio sembra trasformarsi in un'emozione meravigliosa pronta a svanire in una nuova alba nuda e cruda.

    [i][b]Il nero è il colore della paura.[/b][/i][i] [/i]Banchi opta subito per un quintetto esperto, con i pretoriani Eze e Carraretto a ripagarlo con lo 0-5 di apertura. La Cimberio, tornata a vestirsi in scuro per ricordare i fasti della MobilGirgi (e, fuor di poesia, per contentare gli sponsor), rompe il ghiaccio con la tripla Banks che scatena la baraonda dei 5000 di Masnago, accalorati fin dall'[i]incipit [/i]dalle polemiche arbitrali. Le squadre non lesinano colpi proibiti e di classe: Brown dipinge un arcobaleno per il 6-9 e Green si lancia sfrontatamente nel traffico per ribattere. La Cimberio è bloccata dalla tensione e da un sottile blocco mentale suscitato dalla presenza di dozzine di titoli nel palmares toscano, dall'altra parte Hackett (eroe mensanino nella notte del Forum di Milano) invece si alza dalla panchina con fiducia timbrando l'8-13. Banks ed Ere trovano due ottimi spunti in avvicinamento, quindi un fallo tecnico comminato alla panchina prealpina (proteste veementi dopo un abbattimento di Green) fa accelerare il disavanzo fino al 13-18. Un paio di canonici fischi compensativi, amatissimi dagli arbitri del Belpaese, rallentano la MPS e Varese trova tre punti alla lunetta per annusare la scia del nemico al primo mini riposo (16-18).

    [i][b]Sul filo dell'equilibrio. [/b][/i]Ivanov e Banks portano per la prima volta in vantaggio i nostri sul 20-18, De Nicolao è il classico moschino in difesa e irretisce per qualche possesso il pericolo numero uno Bobby Brown, capocannoniere dell'Eurolega 2013. I verdi del Palio trovano ossigeno con Sanikidze e Janning, la “panchina” di Vitucci concede il fianco a due contropiedi letali: 24-27. I soliloqui di Green allontano dal copione i compagni, poi finalmente super Mike ne azzecca una dal perimetro e sigilla il 29 pari. In una giostra di sorpassi vicendevoli, tutti ambiscono a comprare un gettone. Al secondo sfondamento di seguito fischiato a Siena – evento che mancava dal Sanremo vinto dai Jalisse – il vero [i]coup de theatre[/i] è il tecnico indirizzato allo staff di Banchi. Nel caos più totale, al ciuffo di Ere fa da contraltare la tripla pulitissima di Moss: 36-35 e tutti a rinfrancarsi spirito e membra negli spogliatoi.

    [i][b]Ago della bussola impazzito. [/b][/i]Varese prova a razionalizzare il suo partita con l'asse Green-Dunston, la Montepaschi continua ad affidarsi all'immarcabile Brown, capace di scollinare il “ventello” (alla fine saranno 29, con 32 di valutazione) quasi fischiettando. Hackett sale in cattedra e il nostro play ha la malsana idea di schiantarlo a centrocampo con un fallo antisportivo: i sei volte detentori del titolo non capitalizzano a dovere (errore del regista azzurro dalla linea della carità e in penetrazione) rimanendo sul 40-42. La Cimberio senza il suo faro Verde non trova la retina nemmeno pregando, così scivola a meno sei in un amen. Banchi gioca il jolly dell'[i]instant replay –[/i] spendibile dalle semifinali – in occasione di una rimessa dubbia, ma il video dà ragione ai padroni di casa. Qui i ragazzi di Vitucci, pur faticando terribilmente in attacco, riescono a disinnescare gli avanti toscani e ad impattare a quota 46 con il cecchino Sakota. Moss e Ress ridanno slancio a Siena, Kangur si scaviglia (non condividiamo i fischi di parte del pubblico nei riguardi di un ex distintosi per integerrima professionalità nelle annate varesine), Ere pesca due canestri sporchi e preziosi per il 52-52 di fine terzo tempo.

    [i][b]L'illusione prima del brusco risveglio. [/b][/i]Una tripla improvvisa di Banks è prontamente ripagata dal dardo di Moss e dal contropiede di Carraretto: 57-61. Il Guru Frank attende un canestro subito di troppo prima di rifugiarsi nel più sacrosanto dei [i]time out[/i], poi Ivanov raccoglie dalla terra arida un 2+1 pieno di vitamine. La rimonta della capolista della stagione regolare si materializza con il 5-0 di un mefistofelico Ere, sartoriale da distanza siderale. Varese spreca l'impossibile per eccesso di entusiasmo e viene punita dai soliti fenomeni Hackett e Brown. Dunque si materializza l'azione che cambia definitivamente le carte in tavola: Moss sale in cielo a stoppare la schiacciata di Banks, a seguire Sanikidze ed Eze non perdonano nel pitturato issando i vessilli della città del Palio sul 65-72. Il ciuffo di Sakota e il 2/2 di Green valgono il fugace 70-74, un magistrale uno-due dei senesi consegna il primo punto della serie al Montepaschi.

    Appuntamento a martedì, quando sarà già vietato sbagliare. Nei momenti bui della stagione, gli uomini veri di Varese hanno risposto da signori. A voi Dusan, Adrian, Erik, Andrea, Mike, Bruno, Ebi, Achille, Bryant e Dejan: tutti per uno, uno per tutti. Anzi tutti per Varese.

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Cambiano in corsa le date delle semifinali playoff della Cimberio, costretta a subire il “diktat” della Lega Basket per quanto riguarda le gare dalla seconda in poi della serie con Siena. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Confermato solo l'atto inaugurale di domani sera nel “planning” originale stabilito già a maggio 2012; la gara-2 di Masnago è stata infatti posticipata da lunedì 27 a martedì 28, e di conseguenza sono slittate di 24 ore tutte le altre date della serie. Il motivo è legato alla decisione del prefetto di Roma di spostare a lunedì sera la gara-2 della serie tra Acea e Lenovo Cantù per evitare la concomitanza con la finale di Coppa Italia di calcio tra Roma e Lazio, in programma alle 18 di domenica allo Stadio Olimpico. Le due società avevano concordato l'anticipo alle 12, ma le istituzioni hanno disposto il posticipo del match per motivi di ordine pubblico per carenza di personale impegnato con le elezioni amministrative oltre che col derby del calcio. [/size]
    [size=3]A questo punto si sarebbe creata una sovrapposizione di date nella serie tra Roma e Cantù e tra Varese e Milano; ma gli accordi tra Lega Basket e la Rai prevedono date “sfalsate” tra le due semifinali per consentire la diretta di tutte le partite. Da qui la decisione di ripristinare l'alternanza tra le due serie facendo slittare di 24 ore tutte le gare successive al primo atto: un atto d'imperio che ha scatenato forti proteste da parte di quei tifosi della Cimberio che avevano già acquistato il biglietto per la gara-2 di lunedì o comunque avevano già programmato i rispettivi impegni per seguire le semifinali della formazione di Vitucci. [/size]
    [size=3]Il problema evidenziato dai fans biancorossi non è tanto il giorno di riposo in più sul quale potrà contare Siena per recuperare dalle fatiche della serie al meglio di 7 gare con Milano, quanto la poca credibilità in termini di programmazione nel cambiare le date di una semifinale scudetto a soli 5 giorni dalla disputa della gara (ma l'anticipo dalle 20,30 alle 17,30 della gara-2 di Varese-Venezia con lo stesso preavviso era stato un campanello d'allarme in tal senso). [/size]
    [size=3]Decine le telefonate e le mail di protesta giunte presso gli uffici della società di piazza Monte Grappa, che però non ha potuto far altro che prendere atto del provvedimento ufficiale della Lega Basket: «L'ente organizzatore del campionato ha deliberato in questo modo e a noi è toccato adeguarci senza poter fare nulla - spiega il responsabile Marketing biancorosso Marco Zamberletti - Logico però che i tifosi abbiano protestato in maniera vibrante: numerosi sono stati coloro che ci hanno contattato esprimendo il loro malcontento per la decisione e a tutti abbiamo spiegato che non abbiamo responsabilità di sorta. Però capisco le proteste di chi si era già programmato con date ravvicinate ed infrasettimanali e si trova il disagio di vedere rivoluzionati tutti i piani a soli 5 giorni dalla partita». [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Vorremmo innanzitutto fare i complimenti a Ciccio Della Fiori: lo avevamo intervistato venerdì scorso, alla vigilia di gara-6, e Ciccio aveva snocciolato senza esitazioni la composizione del quartetto che avrebbe dato vita alle semifinali: Varese, Cantù, Roma e Siena. Poker![/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Mica male, se consideriamo che tre sfide su quattro sono poi terminate con gara-7, che sino a quel momento il fattore campo l'aveva fatta da padrone e che, oggettivamente, almeno il pronostico su Cantù non era per nulla facile da azzeccare («La vedo al 50,1 per cento contro il 49,9 di Sassari», si era tutelato Della Fiori).[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]A questo punto, sarà nostra cura chiedere al più presto al "veggente" canturino, una delle persone più allegre e simpatiche che ci sia mai capitato di conoscere, lumi sulle prossime battaglie...[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Reso doveroso omaggio a chi ha dimostrato, nero su bianco, di capire lo stato dell'arte, diciamo che l'esito di ieri sera al Forum non può essere troppo gradito alla Cimberio.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Abbiamo sempre considerato la Montepaschi la squadra potenzialmente più forte del campionato e in fondo la partita di ieri ha soltanto confermato la forza tecnica e psicologica della formazione di Luca Banchi, rodata caratterialmente da anni di successi (sei scudetti in file!) e da battaglie sui campi di tutta Europa, che sa essere squadra a tutto tondo ma che vanta anche individualità di straordinario rilievo: non solo i "soliti" Hackett o Brown ma anche Moss, Kangur (lo conosciamo), Carraretto, Sanikidze, tutta gente che nella serata giusta è in grado di segnare pure i trenta punti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Insomma, se ieri sera avessimo potuto scegliere l'avversario di Varese per la prossima semifinale avremmo sicuramente indicato Milano e non perchè tre volte su tre Varese l'aveva già battuta quest'anno ma perchè, pur fortissima, ci pare oggettivamente meno forte di Siena.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La Cimberio, in ogni caso, non deve fasciarsi la testa. Dovrà cercare di monetizzare al meglio le prime due partite, non solo perchè agevolata dal fattore campo ma per sfruttare la maggiore freschezza che deriverà da 80 minuti di battaglia in meno (anche i senesi sono umani).[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Si poteva anche sperare che, grazie a un altro incrocio, la Montepaschi potesse rimanere vittima di qualche imboscata e il cammino di Varese non incrociasse quello dei toscani. Non è stato così e ora la semifinale che comincerà sabato al PalaWhirlpool si annuncia caldissima e non meno incerta delle partite ammirate e sofferte nei quarti di finale.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'assemblea di “Varese nel Cuore” approva la fase due del progetto di crescita del sodalizio che regge le sorti della Pallacanestro Varese. Il primo dato emerso dalla riunione dei 74 soci del consorzio che detiene il 100 per cento delle quote della società di piazza Monte Grappa riguarda la conferma in blocco dei rapporti in scadenza: tutti i proprietari che avrebbero chiuso al 30 giugno il primo triennio hanno rinnovato la rispettiva quota, sia con il prolungamento dell'accordo attuale che attraverso un pacchetto più “snello” creato ad hoc rispetto ai tre tagli da 10, 30 e 50 mila euro della prima fase.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Approvata anche la patrimonializzazione della società richiesta dal CdA attraverso un piccolo contributo supplementare nel giro dei prossimi due anni che servirà per l'aumento della fidejussione richiesta per l'iscrizione al campionato (quest'anno ancora ferma a 150mila euro ma nel 2014/2015 si parla di un aumento a 350-400mila).[/size]
    [size=3]Un confronto costruttivo e stimolante con numerosi interventi da parte dei soci che hanno comunque fatto emergere un concetto fondamentale: al di là di alcune piccole sfumature, la condivisione di intenti per il bene della Pallacanestro Varese trova in perfetta sintonia l'assemblea dei soci e il CdA sulle modalità operative per impostare il futuro. E ciò conforta la dirigenza biancorossa sulla solidità del primo "pilastro" (gli altri due sono sponsor e pubblico) necessario per programmare un 2013/'14 all'insegna della continuità ad alto livello: «Un primo passo importantissimo per delineare le strategie future. E anche se ne mancano ancora altri, si tratta comunque di un'indicazione di fiducia e condivisione in grado di garantire la continuità e la stabilità del progetto - spiega il presidente di “Varese nel Cuore”, Michele Lo Nero (nella foto Blitz con il main sponsor Cimberio) -. Ora lavoriamo per disegnare le strategie per la prossima stagione sapendo già che non sarà facile confermare il budget di questa, però abbiamo una visione comune e idee chiare attraverso le quali proporre un progetto serio. Con questo proveremo a convincere a restare con noi quegli elementi che potranno avere tante richieste al termine della stagione».[/size]
    [size=3]Per quanto riguarda il tema caldo dell'iscrizione alle coppe europee, che la Cimberio ha conquistato sul campo grazie al passaggio in semifinale, la decisione è stata rimandata a un'ulteriore assemblea che verrà convocata dopo la metà di giugno.[/size]
    [size=3]Di fatto il consorzio non ha espresso preclusioni di sorta alla partecipazione a Eurocup o Eurolega, ma le scelte definitive sono state rimandate al momento in cui sarà chiaro se Varese avrà ottenuto la qualificazione alla competizione maggiore o a quella minore, con la relativa differenza riguardo ai costi di iscrizione e partecipazione, e sarà più chiaro il quadro relativo al budget in attesa di risposte definite sui rinnovi degli sponsor.[/size]
    [size=3]«Il discorso sull'Europa è stato accennato ma abbiamo deciso di affrontarlo concretamente quando sapremo con sicurezza se avremo ottenuto la qualificazione all'Eurocup o all'Eurolega - conferma Lo Nero -. Le variabili da verificare sono molte, a partire dalle risposte degli sponsor per quella che considero una grandissima opportunità per la società, ma anche per la città e il territorio. Ovvio che ci piacerebbe affacciarci al livello più alto e costruire una squadra in grado di rimanere al vertice e riguadagnare la qualificazione per le coppe europee: qualora arrivasse il sì della proprietà, il prossimo anno a livello internazionale servirà a capire le dinamiche e fare esperienza, senza però dimenticare le regole base legate all'equilibrio del bilancio».[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

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