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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    La sconfitta beffarda nella città del Palio avrebbe affossato una mandria di bisonti. Eppure non ha incrinato la commovente abnegazione dei ragazzi di Vitucci. Una squadra che ci ha fatto stropicciare gli occhi per venticinque minuti, dominando in lungo e in largo. Un manipolo di eroi che è rimasto nella ripresa senza la contraerei (infortuni per Dunston e Polonara), ma è rimasto ha retto l'onda d'urto con il cuore e l'orgoglio.
    Siena si è mostrata meno cinica del solito, perdendo 17 palloni e titubando quando sembrava poter operare il sorpasso, e non ha trovato risorse dalla panchina. Ma rimane la netta favorita nel percorso che conduce all'atto conclusivo.
    [i][b]Dalle scarpe alle banconote. [/b][/i]Il PalaWhirlpool è scatenato come non mai alla presentazione delle squadre. Se il pubblico del PalaEstra accolse i nostri con scarpe a mo' di scherno per l'inopinato lancio di una calzatura in Gara 2, stasera il nuovo conio della curva nord produce un 500 euro con le effigi Minucci. Il riferimento ad avvenimenti, luoghi e persone è tutto fuorché casuale.
    Varese comincia la sfida con i polpastrelli caldi e scrive 7-2 grazie ad Ere e Banks, quindi – nonostante qualche pasticcio – rincara la dose con Green e Sakota: Banchi interrompe il gioco per resettare le menti dei suoi. Hackett risponde da talento con due entrate di puro agonismo, inframezzate dall'arcobaleno vincente MG: 14-6. Dunston cancella con una stoppata roboante il play azzurro, dall'altra parte Sakota inventa la tripla del 19-6 in equilibrio pessimo. La MPS si affida al veterano Carraretto (cinque punti di classe) per arginare la corsa prealpina e torna sotto sul 22-13. Un parziale di 6-0, ispirato da Ere e da balzo prodigioso di Dusnton a rimbalzo, precede due tiri liberi di Brown e la “bomba” siderale di Banks a fil di sirena. Il 31-15 di fine primo quarto fa credere a molti fan locali di aver perso alcune diottrie e di leggere in maniera offuscata il tabellone.

    [i][b]La Cimberio soffre di vertigini. [/b][/i]Un paio di minuti di rottura dai canestri vengono emendati da Janning, mentre i ragazzi di Vitucci soffrono come sempre l'alta quota e dilapidano con Cerella una schiacciata già pronta ad essere battuta alla cassa dell'Esselunga. Allora il moschino De Nicolao prende il volo e, dopo una rubata, impacchetta il 33-17. L'asse Green-Dunston smorza lo 0-5 targato ancora Janning e Sanikidze, però il georgiano e lo [i]yankee [/i]ex Casale dimezzano il disavanzo con due dardi dal perimetro: 35-28. I bianco-rossi, sempre in veste scura, ripartono con il quintetto titolare. Un canestro di Ere precede l'infortunio di Dunston, evento che getta nel panico il popolo di Masnago. Il tassametro delle penalità varesino scorre inesorabile e produce istanti di anarchia. Un contatto tra Talts e l'Onorevole Moss – un soggetto che ha più bonus di un europarlamentare – blocca un contropiede già avviato, però i toscani non capitalizzano i [i]benefits. [/i]Il terzo fallo di Moss, sul quale sta indagando la Corte del Lussemburgo per lesa maestà, il piazzato di Ress e la fortunosa schiacciata del baltico Gianni (43-32) mandano provvidenzialmente nello spogliatoio gli animi surriscaldati.

    [i][b]Mini-quintetto obbligato. [/b][/i]La Cimberio ricomincia senza Dunston, cercando di sopperire ai chili in meno con uno spirito garibaldino. Gli arbitri non concedono un antisportivo in una fattispecie identica a quella che costò cara a Rush in Gara 4, dall'altra parte Eze trova la propulsione per il 47-38. Talts e Sakota sono encomiabili a risolvere situazioni offensive ingarbugliate, poi l'estone gioca il carico da 11 siglando dai 6,75 metri il ciuffo del più quattordici: 54-40. Vitucci prova Rush nello [i]spot [/i]di quattro (anche Polonara è claudicante) e allestisce una formazione da combattimento fra pesi piuma. L'abnegazione non porta però in dote rimbalzi, così la Montepaschi moltiplica i possessi e con il talismano Brown, sette punti in un amen, vede la luce in fondo al tunnel: 57-49. Green si inventa solista testardo e viene rispedito a ragionare nel pozzetto degli indisciplinati, i compagni non trovano la retina nemmeno a pagarla in rubli (altro appoggio errato da Cerella) e possono solo ringraziare la mira sbilenca dei Campioni d'Italia se i punti di vantaggio al riposo breve restano otto.

    [i][b]Cronaca di ultimo atto al fulmicotone. [/b][/i]La déa bendata si prende beffa di Banks e punisce una Cimberio bloccata sulle ginocchia, nonché inesistente sotto le plance. Sanikidze e Brown siglano il 57-54 nello stupore struggente di Masnago, la marea biancoverde sembra annegare le residue speranze. I “nani” volonterosi di Varese vengono fagocitati in una selva di stoppate e ancate, dure ma corrette, la Montepaschi pareggia a quota 59 e perde due ghiotte occasioni per decollare. Talts e Banks riaccendono la corrida, 5000 anime si alzano in piedi per soffiare sulle vele della barca leggera che tenta di resistere alle cannonate. Sakota e Brown sono precisi dalla lunetta (65-61), Talts vola sul tetto a recuperare un rimbalzo offensivo e poi affonda la bimane prima di spendere in difesa la quinta penalità. Ere perde sangue e deve essere sostituito, Green dimentica la maniglia ma poi nel recupero è sublime a fermare Brown. De Nicolao getta al vento un possesso criminoso, Moss fa 1 su 2 (67-64) quindi si mangia vivo un Green da galera per andare in sottomano a segnare il meno uno. Comincia la sciarada dei tiri liberi, A otto secondi dalla fine, Banks è glaciale dalla linea della carità: 2/2. Brown invece ne fa solo uno e il doppio centro di Green vale il 2-3 nella serie.

    Nel finale si manifestano storie tese. Pugni, parole grosse, immagini poco edificanti con protagonisti, tra gli altri, Rush, Hackett, Banks e Brown. Tra infortunati, possibili provvedimenti disciplinari e vari ed eventuali azzoppamenti della mala sorte, la trasferta di Siena sarà una missione che definire impossibile è limitativo. Ma risuona nelle orecchie l'eco di un meraviglioso canto del cigno, con il coro di un'intera città che ha risvegliato passioni assenti da tre lustri. Il basket più bello d'Italia si gioca a Masnago: per questo, al momento di salutare gli amici di rosso vestiti, osiamo dare l'appuntamento a venerdì.

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dieci minuti che invertono il trend di una intera stagione: la Cimberio passa dall'esaltazione del più 17 di fine terzo quarto all'amarezza (Banks nella foto Blitz) di una partita persa a un secondo dalla fine dopo avere dominato per 39 minuti abbondanti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Varese va a un passo dall'interrompere l'imbattibilità casalinga toscana nei playoff che dura da 6 anni e 41 partite, ma cede sul filo di lana masticando amaro per non aver capitalizzato una partita di rara efficacia per lunghi tratti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Grande l'amarezza che attraversa trasversalmente il clan biancorosso nel dopo partita del quarto atto al PalaSclavo: il principale oggetto del contendere è il fischio “galeotto” dell'arbitro Filippini (il terzo della “crew”, teoricamente non certo deputato a prendere decisioni risolutive…) che risolve il match, sanzionando un'ancata di Green su Hackett col play azzurro neppure in fase di tiro: mai come in questo caso vale il concetto che sono i giocatori e non i direttori di gara a dover decidere la gara e che sarebbe stato più giusto affidare il verdetto all'overtime anziché sanzionare un contatto così ininfluente in un momento decisivo della gara.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ma nel mirino della Cimberio c'è il metro arbitrale dell'intero quarto periodo, quando Siena - per la prima volta in 4 partite in difficoltà nel limitare il basket champagne dei biancorossi - ha cercato di alzare l'intensità della partita con i 4 piccoli e il pressing che hanno tolto fluidità alle soluzioni della squadra di Vitucci (6/18 al tiro con 0/7 da 3). E nonostante la difesa allungata a tutto campo la MPS aveva solo 2 falli di squadra dopo 8 minuti… Nonostante il finale amarissimo che mette Varese con le spalle al muro su un 1-3 tanto immeritato quanto ineludibile, la nota positiva della serata arriva dal fatto che i biancorossi sembrano aver finalmente trovato l'antidoto per scardinare la difesa toscana. Dopo tre partite da Siena in termini di ritmo e punteggio, Cimberio ritrova i suoi leader Green ed Ere e sfoggia nuovamente il basket frizzante e reattivo che per 8 mesi l'ha vista comandare in campionato dalla prima giornata. Nel primo tempo Varese ritrova fluidità ed efficacia nelle esecuzioni offensive segnando 26 punti con un sontuoso 10/13 da 2 nel primo quarto dopo averne “fatturati” 23 nei primi 20' di una gara-3 a fari spenti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Per tre quarti abbondanti Varese fa la partita sul piano delle scelte e dell'energia, poi l'arrembaggio finale della MPS inverte il trend della partita. E nonostante tutto, complici un arbitraggio che ha lasciato parecchio amaro in bocca al clan varesino e il finale di grande spessore del duo Brown-Hackett, non concede più margini di errore alla Cimberio. Che domani a Masnago dovrà canalizzare tutta la rabbia agonistica per la beffa di ieri nei giusti binari per guadagnarsi una nuova e meritata chance al PalaSclavo.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]SIENA Alla fine il tabellone che recita uno stordente 78-77 per Siena e porta la serie sul 3-1 per i campioni d'Italia lascia la testa piena di pensieri ed il cuore gonfio di stupore. L'amarezza di una beffa che si consuma ad un secondo dalla fine con il libero vincente realizzato da Daniel Hackett si stringe in un mortale abbraccio con la triste sensazione di una Cimberio incapace di vincere una partita che sembrava fosse già nelle sue mani. Corre il minuto 28 ed un PalaEstra strapieno sta seguendo ammutolito lo show di una Cimberio che, sul 45-62, è galatticamente padrona del campo. Quasi perfetta al tiro, bellissima ed efficace nelle varietà delle scelte tattiche (4 canestri da 2, 3 triple), dominante a rimbalzo (11-5),Varese sembra poter strappare quello scalpo toscano che oltre a pareggiare la serie sotto il profilo numerico, ne cambierebbe probabilmente i destini anche dal punto di vista motivazionale e psicologico. Invece, a questo incredibile livello di pallacanestro – partita, per inciso, favolosa -, i dettagli, anche quelli infinitesimali fanno la differenza, e gli episodi, anche quelli considerati più piccoli, possono scavare il solco. Ecco che due giochi da tre punti firmati da Moss e Hackett con falli di Cerella e Rush, servono a rimettere in piedi una MPS fin lì moribonda, ad un passo da una mesta cerimonia casalinga. Una Siena che, invece, nemmeno avesse subito una scossa da 20.000 volts si ripresenta ad inizio periodo letteralmente tarantolata. Gli uomini allenati da coach Luca Banchi dai cannibali descritti in gara-3 si trasformano negli squali affamati della quarta partita. I biancoverdi fanno a brandelli il quintetto varesino e nel giro di pochi minuti con Hackett e un terrificante Brown (6/9 dall'arco) concretizzano il break di 20 a 6 che sterilizza l'esaltante 16-0 Cimberio del terzo citato. Poi, rimesso il match sui binari (65-68 al 35'), nel devastante gioco di nervi Varese si ferma di colpo: 0/7 da 3 contro una MPS assolutamente nelle mani del killer losangelino Brown. Dopo il primo sorpasso senese nel match (Moss, 74-73) Bobby, 4 triple e 14 punti decisivi, agguanta due volte una Varese che non vuole mollare, ma nei 27 secondi finali commette errori difensivi grossolani. Vedi il rimbalzo determinante lasciato da Green nelle mani di Hackett e il fallo, forse fischiato generosamente da Filippini contro lo stesso Green. Resta, però, nel sedimento di una gara ad altissimo pathos, la certezza di aver ritrovato la vera Varese. Esaltante nel primo quarto e bellissima per almeno trenta minuti.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Cimberio che gioca da squadra che vuole mettere le mani sulla partita. Da gruppo che ritrova l'identità perduta. Cimberio che ritrova, anche, la sua anima western. Quella della frontiera a stelle e strisce, dei giocatori USA che finalmente “al pezzo”, sono di nuovo pronti a sfidare il mondo. 22 punti fatturati nei primi dieci minuti, 56 su 77 totali portano la firma degli americani con una MPS colta di sorpresa soprattutto sul piano del ritmo e dall'intensità difensiva. Varese, infatti, ha ripreso a correre e aggredire sui due lati del campo. Si è tolta dal cervello quel peso che finora l'aveva tenuta a terra e dalle gambe quella fatica che, a tutt'oggi, è stata una maledetta zavorra. [/size]
    [size=3]Varese dovrà partire da qui per rimettere in piedi la serie, trasformando la rabbia di gara-4 in furia lucida per domani sera. Una Cimberio che potrà fare ancora meglio con Green e in particolare con Sakota e Banks e dovrà ricordare di possedere un patrimonio come Dunston. Delittuoso dimenticare il miglior centro del campionato servito dentro l'area per zero (0) tiri in sette minuti nel quarto decisivo. Ricominciamo da qui, per conquistare il diritto ad “bella” che, per quello che si è visto in gara-4, è più che legittimo.[/size]
    [size=3]È sacrosanto. [/size]
    [size=3]Massimo Turconi [/size][/size][/font][/color]

  • Lucaweb
    Grande partita di Varese che domina la partita per gran parte dell'incontro senza però riuscire nell'impresa di portare a casa la vittoria. Vantaggi spesso in doppia cifra, ma tuttavia non sufficienti a regolare con sicurezza i padroni di casa.

    Di fatto i nostri pur producendo una partita eccellente, vengono superati in un finale fattosi incandescente grazie alla grande precisione al tiro di Brown.
    Numerosi dubbi su un arbitraggio davvero molto casalingo.

    Ora si torna a Varese con la certezza di sapere la strada da seguire per allungare la serie.

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]SIENA - Cecco Vescovi (nella foto Blitz con il coach Frank Vitucci) non getta la spugna dopo la pesante sconfitta subita in gara-3 dalla Cimberio: il presidente biancorosso preferisce “pensare positivo” e soprattutto auspica che la squadra - e in particolare gli americani - sappiano fare tesoro degli errori commessi giovedì sera per cambiare faccia nel quarto atto di stasera. Il messaggio è forte e chiaro e parte dall'apprezzamento dell'opera del secondo quintetto nel finale di gara-3: «Ripartiamo dalle note positive giunte dalla panchina cercando di adeguarci in fretta al livello della partita e degli avversari. Non tutti sono abituati a giocare gare di questa importanza davanti a un pubblico caldo e contro un'avversaria di livello elevato in termini di intensità e organizzazione difensiva. Dunque ci può stare che, almeno per alcuni, l'impatto iniziale possa lasciare il segno; l'importante però è fare tesoro della lezione di giovedì (Banks e Dunston nelle foto Blitz in alto) ed entrare in campo in gara-4 con l'atteggiamento giusto, perché almeno i ragazzi della panchina hanno dimostrato di saperlo fare. E con la testa giusta dovremo riuscire a stare in partita fino alla fine, provando ad approfittare della loro stanchezza che è emersa nel finale di gara-3». [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Una sconfitta dunque legata a un diverso approccio mentale prima ancora che ad aspetti tecnici, ma per invertire il trend della servirà reggere meglio l'urto della “falange macedone” difensiva dei biancoverdi: «E' indubbio che Siena abbia nel Dna questo tipo di atteggiamento, allenato da tante partite di Eurolega giocate a questo livello. Logico dunque che la MPS parta con un vantaggio in più rispetto a noi se riesce a impostare la partita sui binari che le sono più congeniali; noi però dobbiamo imparare in fretta come si giocano sfide di questo genere e soprattutto capire cosa non fare a livello di approccio della partita. Dobbiamo aspettarci anche stasera la loro aggressività e un impatto fisico sulla gara, stavolta però dobbiamo essere pronti a reagire di squadra senza affidarsi alle iniziative individuali come è accaduto nel quarto periodo». [/size]
    [size=3]Vescovi esclude che il problema che ha condizionato il rendimento di Green ed Ere sia legato alla fatica di recuperare energie nelle partite ravvicinate ogni 48 ore e chiede alla squadra di replicare l'efficacia difensiva decisiva nella gara-2 di Masnago: «Non credo che sia una questione di stanchezza, anzi in realtà Siena ha molti più chilometri nelle gambe rispetto a noi. Ma la MPS ha 10 chili in più di noi in tutti i ruoli perimetrali e sino ad ora questo ha fatto la differenza in un gioco fisico da playoff che i nostri avversari sono sempre stati molto bravi a impostare. Per lunghi tratti in gara 3 abbiamo subito il loro mix di atletismo e fisicità, ora dobbiamo essere bravi a mettere in campo le nostre armi che devono essere l'imprevedibilità e la velocità: se saremo in grado di replicare la sfrontatezza e l'energia della seconda sfida di Masnago potremo controbattere alla forza degli avversari».[/size]
    [size=3]In ogni caso il presidente biancorosso ribadisce la sua fiducia nel gruppo e nella sua capacità di rigenerarsi dopo una sconfitta così netta, considerata la necessità di vincere almeno una partita a Siena per conquistare la finale: «Non vedo perché dovremmo arrenderci proprio ora e personalmente non vedo perché non dovrei credere nella capacità di questa squadra di imparare dai suoi errori e giocare una partita completamente diversa questa sera. La sconfitta di giovedì non mi toglie la fiducia in questa squadra e in questo gruppo: sono convinto che abbiamo dentro la forza morale per affrontare una partita in maniera decisa e comunque giocare con un piglio diverso da quello di giovedì. Poi questa non è una squadra che deve andare in finale per forza: la Mens Sana resta campione in carica, noi siamo gli sfidanti e dobbiamo dimostrarlo con un atteggiamento adeguato».[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Se anche un orologio rotto, due volte il giorno, dà l'ora esatta, basta una favorevole combinazione di tempi per onorare qualsiasi appuntamento. Non solo, ma quello di una Cimberio ipnotizzata in gara-3 dall'intensità dei campioni d'Italia - a tal punto dall'apparire irriconoscibile per una buona mezz'ora - non può essersi improvvisamente e irrimediabilmente rotto, dovendo ancora crederle per quella puntualità che l'ha fatta diventare una grande squadra. Certo, Siena non è una squadra come le altre, per la sua irriducibile e profonda durezza che complica la vita dei suoi antagonisti togliendo loro vitalità e coraggio. Una Cimberio così male in arnese per lunghi tratti mai però l'abbiamo vista circolare in un'intera stagione, avendo ora ragione di credere in un suo naturale scuotimento affinché possa ritrovare serenità, quindi lucidità per reggere quantomeno all'impatto con i suoi avversari, seppur in un ambiente così avverso. Sta un po' qui la sua sfida di oggi in opposizione ad ogni aggressione o assalto senese, naturalmente essa appare di per sé ardua e difficile ma anche possibile se tutti i biancorossi, come rami dello stesso albero, saranno capaci di far rifiorire compattezza difensiva e fluidità offensiva. C'è bisogno, evidentemente, di vera tranquillità pur nella consapevolezza dell'altrui forza. Più facile a dirsi, è vero, eppure in gara-2 Varese ha dimostrato di saper mettere sotto pressione la squadra di Banchi, anche affondabile per le molte energie spese in una stagione massacrante, quindi con qualche chances di riuscita al di là del fattore campo. Adesso ci vuole un'impresa, verosimile senza smarrimenti né tentennamenti difensivi e senza svarioni in transizione né tiracci dall'arco. Qualche cosa di simile, pur al lumicino di un risultato pressoché deciso, è accaduto nel finale di gara-3 per mano delle seconde linee, vogliose e coraggiose, quindi protese in un generoso tentativo dopo che i loro consacrati leader erano spariti dai radar. Diversamente da altre volte, ancorché più di un tifoso ha avuto l'ardire di "chiacchierarlo", Green è mancato abbastanza clamorosamente rispetto al suo comprovato valore, come non si può non accorgersi delle fatiche di cui risente Ere in gare così ravvicinate dopo aver tirato la carretta per mesi, auspicando di trovare per continuità e compiutezza d'azione il solito ficcante Banks anche in questo tipo di sfide. Se Dio vuole, c'è sempre quell'eccellenza di Dunston, trascinante se convenientemente assistito. Dunque, v'è da augurarsi una Cimberio nel pieno possesso del proprio armamentario o campionario in un approccio pur sempre complicato e difficile per la paurosa pressione che sa mettere Siena, comunque vulnerabile e sofferente se la si attacca sul suo "terreno" preferito. Osare si può per un colpaccio che, se accadesse, rilancerebbe alla grande Varese nella magica atmosfera di Masnago.[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]SIENA - La Cimberio porta un nuovo assalto alla fortezza senese: stasera al PalaEstra (palla a due alle ore 20,10 con diretta su RaiSport1) il quarto atto della semifinale contro la Montepaschi assume una valenza decisiva per le ambizioni tricolori della formazione di Frank Vitucci. [/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il primo impatto con il fattore-campo toscano è stato decisamente traumatico con il punto del 2-1 conquistato dai campioni in carica che mette i biancorossi di fronte a un bivio. [/size]
    [size=3]O stasera Varese inverte il trend della serie, trovando la forza di giocare il suo basket frizzante senza farsi imbrigliare dalla solidità difensiva della Mens Sana, e torna sotto le Prealpi sul punteggio di parità riconquistando il servizio perso con la sconfitta inaugurale in gara-1. Oppure Ere e soci si troveranno con le spalle al muro e senza più alcun margine di errore in vista della gara-5 di lunedì al PalaWhirlpool, dovendo annullare tre match-ball (di cui uno casalingo nell'eventuale gara-6 di mercoledì prossimo) a una squadra capace di imporre finora la sua durezza mentale prima ancora che fisica nei confronti della Cimberio. [/size]
    [size=3]La chiave di tutto è proprio la capacità di Mike Green di accendere la luce dell'attacco varesino, trovando il giusto equilibrio tra le scelte personali che comunque hanno portato la Cimberio all'attuale semifinale in un sistema di gioco nel quale ha sempre avuto ampia libertà di interpretazione delle partite. [/size]
    [size=3]Ora però la difesa toscana ha trovato il modo per staccare i collegamenti tra il regista biancorosso e il resto della squadra, dunque Varese dovrà riuscire ad adeguarsi in fretta migliorando circolazione di palla e qualità corale delle esecuzioni alle necessità di una serie nella quale finora Siena ha stabilmente tolto ai prealpini l'arma principale del contropiede e sporcato le soluzioni balistiche dall'arco (18% in tre gare contro il 37% della stagione regolare). [/size]
    [size=3]E' evidente dunque che la MPS - per struttura fisico-atletica degli esterni e abitudine mentale a giocare partite fisicamente “toste” - è la squadra più indigesta di tutto il lotto della serie A 2012/2013 rispetto alle caratteristiche da cavalleria leggera della Cimberio. Lo dimostrano le 4 sconfitte in 5 partite tra campionato, Coppa Italia e playoff subite dai biancorossi contro la Siena “riveduta e corretta” dopo la versione iniziale che era caduta nettamente a Masnago a ottobre 2012. [/size]
    [size=3]Ora la squadra di Vitucci dovrà dimostrare di aver fatto tesoro della lezione di gara-3, giocando una partita diversa per applicazione ma anche per capacità di trovare soluzioni più lucide e corali per evitare le trappole della retroguardia toscana. Non dimenticando comunque che Varese, partita con un budget da 4,6 milioni di euro e l'obiettivo playoff, era e resta la sfidante della società vincitrice degli ultimi 6 scudetti, con un budget più che doppio rispetto a quello di Varese e il secondo posto dietro la corazzata Milano nella griglia di partenza di inizio stagione. E la sfidante dei pluricampioni in carica dovrà aggredire e non essere aggredita, come è accaduto giovedì e come non dovrà accadere stasera se la Cimberio vorrà avere concrete chances di pareggiare i conti. [/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    La fotocopia, ancora più sbavata e povera di inchiostro, della finale di Coppa Italia condanna la Cimberio in gara 3. Lo zero cosmico del trio Green-Ere-Banks è un fardello troppo pesante per arginare trenta minuti di un'ottima Montepaschi, arcigna e fisica nel presidiare i dettagli.

    L'incubo di un primo tempo disastroso si materializza dopo l'ingannevole 0-6 firmato da Dunston. Siena aggredisce il campo con il furore delle grandi occasioni, assommando filotti di punti con Hackett, Brown e Kangur. Varese, tradita dalla sua guida Green (5 palle perse), si intestardisce in soluzioni solitarie e, segno di inconfutabile sfiducia, sbaglia canestri solo da rifinire. Dal 22-11 di fine prima frazione, la forbice si allarga a dismisura seguendo l'andamento delle triple: la MPS è stratosferica (6/8 nella prima metà), la Cimberio tira come se fosse bendata (0/7, sarà 2/17 globale). Se si aggiungono la solidità di Ortner a rimbalzo, l'onnipresenza di Moss e l'annebbiamento perdurante di Ere, il 42-23 della pausa non fa una grinza.

    Il copione della ripresa non è molto difforme. Gli spunti di Dunston – 17 punti e 8 rimbalzi – rappresentano delle prediche in un deserto di idee reso ancor più arido dal fallo tecnico di Banks e dall'antisportivo di Ere. Affossata sul 64-42, la squadra di Vitucci assume il volto del gregario orgoglioso: Polonara, Cerella e De Nicolao ci provano fino al 66-59. Quindi Brown chiude i conti con un 2+1 e il PalaEstra può celebrare l'ennesimo [i]hurrà[/i] casalingo nei play-off, con Siena imbattuta dal 2007.

    Al nostro coach il compito di ritemprare i ragazzi in vista di sabato sera. Per evitare che il pubblico di Masnago (siamo già quasi al tutto esaurito per gara 5) lunedì debba alzare bandiera bianca ancor prima della palla a due.

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Senza riverenze né paura. Trame di un film d'azione, ben interpretato e voluto da una Cimberio che, spargendo coraggio a piene mani tra le sue munite file, ha mostrato faccia tosta nel resistere e superare i campioni d'Italia sul loro "terreno", quello della durezza mentale e fisica. Chiamala, se vuoi, intimidazione d'una grande squadra.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Purtroppo ce n'è un'altra, da annotare, da parte di un pubblico furioso nei confronti degli arbitri, bersagli di contestazioni, non solo urlate o fischiate... Un'ammenda di 12.000 euro, che non sono noccioline per un bilancio che s'impone di far quadrare i conti, è arrivata a stretto giro di posta con effetti che potrebbero danneggiare la squadra se soltanto nella prossima gara a Masnago piovesse in campo un solo accendino, pena una squalifica da scontare effettivamente. Varese è avvertita. Il tifoso varesino, notoriamente caloroso e apprezzato per il suo invidiabile sostegno, pure da quei club che si ritrovano con spettatori compassati, magari ideali per spalti da tennis, stavolta è andato oltre al fragoroso incitamento, preso da rabbioso impeto o, peggio, da grave pregiudizio nei confronti dei “fischietti”. Così però, visti gli effetti d'una sentenza, non s'aiuta la squadra ma la si affossa con penalizzazioni e condanne.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Sul metro di giudizio dei direttori di gara si può discutere all'infinito, per torti e maltolti se, a partita persa, ci si sente defraudati o tartassati, supponendo d'esser vittime di possibili sudditanze arbitrali nei confronti di avversari più politicamente potenti. Capita dappertutto. Ma da una legittima preoccupazione a un convinto vittimismo ne passa, soprattutto per Varese che non è una provinciale dal sogno impossibile ma un club tornato meritatamente ambizioso sul campo, non senza una storia cestistica gloriosa e nota in tutto il mondo. Basterebbe questa nobile appartenenza per presupporre grande cultura sportiva, mai incrinabile da intemperanze all'ingrosso, al di là di ogni ammissibile disquisizione critica del pubblico stesso ma, soprattutto, della società a tutela pubblica della propria squadra.[/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'antisportivo di Dunston c'era tutto, almeno in televisione, nel parterre e sugli spalti si sono scatenati i tifosi a protezione del loro pupillo, anche martedì sera luccicante per eccellenza, almeno sino al quinto fallo. Ora, scacciati fantasmi e spauracchi (di gara-1), la domata Siena sembra più battibile per Green e compagni che, aggredendola tra le sue linee d'attacco, sono stati poi bravi ad assaltare l'area pitturata per rispedire al mittente l'incapacità di reggere a durezza e mentalità vincente.[/size][/size][/font][/color]

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