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VareseFansBasketNews

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Siete pronti a trasformare Masnago nell'Eden Park di Auckland, Nuova Zelanda? Siete pronti ad accogliere squadre e tifosi avversari cantando a squarciagola la nostra “Haka”, ovvero quello che tra un paio di giorni sarà l'inno ufficiale della Pallacanestro Varese? A un club prestigioso come quello varesino mancava l'inno ma adesso c'è e il merito è da ascrivere alla forza propositiva e organizzativa di Fabrizio Caso (foto Blitz 1) e alla straordinaria creatività di Flavio Premoli (foto Blitz 2). Tra le righe e gli spazi del pentagramma è nato infatti uno dei sogni più belli di Fabrizio Caso: «Amo in modo folle il basket e dopo aver ricoperto diversi ruoli in questo sport (tifoso, allenatore, dirigente, oggi consorziato), volevo restituire qualcosa di mio alla Pallacanestro Varese: un gesto d'affetto, un piccolo segno e mi sembrava che a questo club così ricco di gloria e storia mancasse solo l'inno. Un'idea che, però, andava messa nelle mani non solo di un musicista professionista, ma al migliore disponibile sul mercato. Oggi, orgogliosamente, posso dire: ci sono riuscito». Caso, infatti, a questo punto cala l'asso. Affida il progetto a un gigante della musica italiana: Flavio Premoli, artista varesino, noto per essere uno dei leader della PFM. «Ovviamente sono state le vie del basket, davvero infinite, che mi hanno permesso di arrivare a Flavio, marito di Rossana Gualco, sorella di Maurizio, mio fraterno amico. Così, dopo averne prima parlato con “Mau”, mi sono presentato da Flavio chiedendogli: “Ti piacerebbe scrivere l'inno della Pallacanestro Varese?”. Così, dopo un incontro con Cecco Vescovi, che ha immediatamente avallato il progetto, Flavio nel giro di poche ore aveva già elaborato la prima bozza. In seguito ho messo a disposizione di Premoli il Coro “Sine Nomine” che, diretto dal maestro Giuseppe Reggiori, si è dedicato anima e cuore allo studio e all'esecuzione di classici cori da Curva. Al termine di prove effettuate in gran segreto anche al palazzetto abbiamo quello che mi sembra un gran bel prodotto. Un inno il cui titolo, “Varese nel cuore”, spero possa presto diventare la “voce” di tutti i tifosi biancorossi». Dopo la voce dell'impresario, ecco quella di Flavio Premoli: «Questa mia prima esperienza musicale col mondo della pallacanestro è stata davvero gratificante perchè mi ha offerto la possibilità di tornare a frequentare un ambiente che per tanti anni, grazie all'amicizia con Dino Meneghin, mio compagno di scuola al “Daverio”, a un suocero-santone come Giancarlo Gualco e un cognato ex grande giocatore come Maurizio, ha rappresentato un imprescindibile elemento quotidiano. Nel testo ho voluto privilegiare la storia di Varese, un club con un meraviglioso passato, un eccellente presente e, speriamo, un brillante futuro. Nel percorso musicale, più articolato, ho preferito annusare l'atmosfera di Masnago per qualche partita cercando di trovare un “gancio” armonico che potesse essere condiviso dai ragazzi della Curva Nord, motore dell'entusiasmo che caratterizza il PalaWhirlpool. Quindi ho puntato molto sul ritmo “rockettaro” con una base che avrà trascinanti sonorità maori». Maori? «Sì, perché sarebbe bello, e gratificante, se “Varese nel cuore”, che produrremo in due versioni, una strumentale e una cantata, diventasse per tifosi e giocatori come la mitica “haka” neozelandese. Un inno da cantare, in una sorta di rito collettivo, davanti agli avversari prima del salto a due. Nei playoff ci sarà tanto basket da vivere e ora anche da cantare».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Arrivano in extremis i due sponsor di maglia mancanti per completare il lotto dei partner di spicco della Pallacanestro Varese.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Saranno Kinexia e Varese Land of Tourism i nuovi compagni di viaggio della squadra di Frank Vitucci, riempiendo così gli spazi bianchi sulle casacche per i quali la società di piazza Monte Grappa si stava muovendo fin dall'inizio della stagione corrente.[/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]E se l'ente emanazione della Provincia di Varese richiama il rapporto con le istituzioni che il club biancorosso aveva promosso gratuitamente sulle maglie sin dalle Final Eight di Coppa Italia utilizzando anche il simbolo del Comune e della Camera di Commercio, la novità assoluta è quella dell'azienda che si occupa di energie rinnovabili e teleriscaldamento.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Un partner nuovo di zecca che ha conosciuto il mondo della Pallacanestro Varese attraverso lo stretto rapporto con il consorziato Waste Italia; e ovviamente risorse fresche per le casse del club, che attraverso questi due nuovi sponsor ha coperto l'extrabudget necessario per l'ingaggio di Dejan Ivanov (si parla di una cifra attorno ai 50mila euro). I dettagli degli accordi saranno esposti oggi in una conferenza stampa che servirà anche a presentare la nuova maglia con cui la Cimberio disputerà i playoff ormai alle porte. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]E sicuramente aver trovato sia pure sul filo di lana i tanto agognati sponsor di maglia è un segnale positivo anche in ottica futura in vista di due mesi decisivi non solo in campo ma anche fuori per le prospettive future della società biancorossa. Nonostante una stagione esaltante sul piano dei risultati sportivi, gli introiti delle sponsorizzazioni sono state una voce “calante” nel bilancio della società, che invece ha raccolto più del previsto al botteghino. Ora la corsa verso il tricolore della Cimberio potrebbe regalare altre soddisfazioni anche al cassiere: superare il primo turno con Venezia farà maturare i premi previsti nei contratti con gli sponsor, e l'eventuale semifinale contro Milano o Siena potrebbe garantire ulteriori introiti dalla biglietteria, al di là del tesoretto portato in dote dai miniabbonamenti.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Se poi la Cimberio riuscisse ad arrivare alla finale-scudetto, la garanzia di almeno due “esauriti” (ma si potrebbe arrivare fino a quattro...) con un incasso intero senza più le tessere playoff potrebbe regalare alla società biancorossa un bel tesoretto da mettere in cassaforte per la stagione futura. Che visti i tempi lunghi per i rinnovi dei contratti con gli sponsor principali (a iniziare da Renzo Cimberio che solo ai primi di luglio potrà esprimersi sull'eventuale entità dell'impegno futuro) sarebbe ossigeno puro nel caso in cui la società dovesse anticipare le risorse necessarie per iscriversi alle coppe europee (servirebbero circa 200mila euro già all'1 luglio, più altri 100mila per interventi di “lifting” a Masnago). Insomma, se Varese andasse fino in fondo quest'anno metterebbe le basi per un 2013/2014 roseo...[/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La fiera dei sogni è un crogiolo di emozioni. Sullo sfondo il Tricolore e il profilo di torri, campanili, palazzi di un'Europa in cui Varese ha diritto di cittadinanza. Basketcity è qui, sotto il Sacro Monte, in un luogo incantevole in cui la scossa del cotone non è solo un gesto tecnico.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Dici pallacanestro e si genera passione, si tocca l'orgoglio di un popolo eterno in cammino.[/size]
    [size=3]I playoff non sono un risarcimento, semmai un passaggio verso la modernità con cui Varese ha rotto gli schemi. Chiamalo, se vuoi, pionierismo ragionato. Cioè il principio della fine di un'epoca, quella irripetibile del mecenatismo che fa rima con una bacheca debordante di trofei. Per dire di un primo, prestigioso traguardo con "Varese nel Cuore". Ma un playoff è comunque aleatorio qualora il progetto fosse circoscritto a una sola stagione, seppur esaltante. Il primato della regular season - anch'esso effimero ma significativo - è una finestra sul futuro e la vista di cui si gode spazia oltre le Prealpi.[/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Per ora il panorama è fascinoso mentre il percorso si snoda fra calli, ponti e piazze. E il riferimento non è casuale, anch'esso romantico. Spencer Haywood e la sua leggenda che esaltarono Venezia sulla strada di Varese, la leggenda del basket con i suoi intramontabili miti. Altra epoca, altri tempi che si rincorrono e si rinnovano. In principio fu la Ignis, adesso la Cimberio della chimica perfetta. Ossia di un gruppo in cui il piacere di stare insieme si traduce in una messe di canestri. Lo show-time prodotto dalla Vitucci-band irrompe, dunque, con il suo travolgente entusiasmo. Il rumore dei nemici è assordante avendo come base sonora il tintinnìo della moneta. Ma i soldi non fanno canestro...[/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Meno male che Masnago c'è. Palese è la constatazione in prospettiva d'un vantaggio casalingo in caso di "belle" spendibili su un campo che più amico non si può per la fragorosa passione della propria tifoseria. Lo stesso Vescovi, da navigato uomo di basket qual è, solo quando s'è sentito sicuro del primato è uscito allo scoperto per proclamare la candidatura tricolore di una Cimberio da tempo lanciata verso la pole position. Saper fingere per regnare? Vero o no, società e squadra hanno solo badato in tutta umiltà ad accaparrarsi quel piccolo grande patrimonio che, in un eventuale match decisivo, non disdegna opportunità favorevoli. Come una grazia conquistata attraverso un'ascesa che, d'ora in poi, costringerà l'antagonista diretta, per imporsi, a passare sui cadaveri dei "calienti" tifosi biancorossi.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Si diceva di Masnago-fortezza per una squadra che, in trasferta, non pare così imbattibile come nel girone di andata, chiuso con una sola sconfitta (quella di Roma), al di là del successo-burletta di Venezia che qui sfruttò le insostenibili assenze di Ere e Banks. La verità interessa solo quando l'hai davanti agli occhi, ebbene la Cimberio ha vinto solo due volte nelle ultime sei trasferte, battuta da Cantù, Sassari, Montegranaro e, domenica scorsa, dai lagunari, come dire d'un logoramento alla distanza per faticose tensioni accumulate al potere, peraltro normale e comprensibile, se Vitucci e i suoi uomini non ci avessero abituati al classico 2 in schedina per la loro frenetica superiorità. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Se ci è permesso un distinguo, esso riguarda proprio la gara di Venezia, affrontata da Varese al completo, anzi di più per abbondanza di scelte che, stavolta, hanno escluso lo "stazzato" Ivanov a beneficio del più manovriero Talts, ma senza un vero imperativo di vittoria avendo Vitucci (foto Blitz) ben altro in mente in preparazione della sfida più vera e diretta che comincerà venerdì. La nostra è soltanto un'impressione e ben oltre le dichiarazioni, invero molto diplomatiche, del tecnico nel dopopartita, ma con un proprio fondamento nell'ultimo equilibrato e decisivo "quarto", allorquando l'allenatore ha puntato su uomini (tipo Cerella e Rush, quest'ultimo con buona prestazione) da sperimentare in piena titolarità nei momenti più caldi, proprio per "accompagnarli" psicologicamente a possibili grandi responsabilità in vista di sfide che pretendono un operato collettivo. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il tecnico, che ben conosce la leadership dei soliti noti, nell'occasione li ha abbastanza risparmiati, per riaverli a pieni giri quando si dovrà dare fondo a ogni energia. Pretattica? Chiamatela come volete, sicuramente non ci è parsa una "volatona" per la vittoria stando al quintetto in campo per diversi minuti dell'ultima frazione. Va da sé che Vitucci tenesse ugualmente a vincere per non dare coraggio agli uomini di Mazzon che ora, probabilmente, penseranno come il diavolo non sia poi così spaventoso come lo si dipinge, eccitati dall'idea di un colpaccio in quarti di play off proibiti.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Sguardo già concentrato verso i playoff in casa Cimberio. Il presidente Cecco Vescovi cancella la sconfitta di domenica a Venezia e punta già l'attenzione verso il duello decisivo al via da venerdì: «La partita di domenica non conta nulla e non ha senso neppure commentarla: il calendario ci ha proposto questo scherzo ma da venerdì sarà tutta un'altra storia perché si giocherà davvero. Cambieranno soprattutto l'adrenalina, l'agonismo e la voglia di vincere: ovviamente da tutte e due le parti, ma se tanto mi dà tanto visto quello che abbiamo saputo fare nel corso della regular season siamo decisi a ripeterci anche nei playoff». [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Di certo la Cimberio sarà l'unica squadra di “pesi leggeri” su un lato di tabellone che tra Venezia, Milano e Siena propone invece un tasso di fisicità elevatissimo: «La storia dei playoff è dominata dalla fisicità e sotto questo profilo un po' tutti si sono attrezzati, però il nostro obiettivo è sempre quello di lanciare o accettare la sfida di rimettere in discussione quello che abbiamo mostrato di saper fare in 8 mesi da capolista. Venezia vorrà provare a sovvertire il risultato della regular season ma noi abbiamo lavorato tantissimo per conquistare il primato e abbiamo grande determinzione nel voler ribadire la nostra leadership: per batterci la Reyer non dovrà sudare solo 7 ma 70 camicie…». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Vescovi confida che la sfida iniziale contro l'Umana sia all'insegna di un basket frizzante e “corsaiolo”: «Il primo turno non sarà condizionato dalla stanchezza, dunque dovremo cercare di imporre il nostro basket fatto di aggressività e corsa nelle partite casalinghe. Le certezze acquisite nel corso della stagione regolare ci danno fiducia nella capacità di far valere le nostre qualità. Vogliamo partire forte sfruttando il fattore campo nelle prime due gare della serie: è vero che giocando al meglio di 7 partite c'è margine per compensare eventuali passi falsi, ma se vogliamo andare avanti dobbiamo cercare di chiudere il prima possibile la serie per recuperare energie e prepararci al meglio per una sfida contro un'avversaria altrettanto fisica come Milano o Siena». [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Intanto il presidente biancorosso guarda già avanti in vista delle decisioni strategiche che l'assemblea di “Varese nel Cuore” dovrà prendere nell'assemblea del 17 maggio: «Sappiamo che l'Umana sarà un'avversaria temibile, però noi metteremo in campo la determinazione di chi ha lavorato tanto e ora vuole raccogliere i frutti. Pensiamo alle soddisfazioni di squadra in attesa di risposte di chi dovrà dirci cosa si aspetta dal futuro della Pall.Varese: quella del 17 maggio sarà un'assemblea fondamentale, sarebbe bello avere già in tasca la qualificazione alle semifinali che significherebbe accesso alle coppe europee. Ma l'Europa vuol dire costi in più e difficoltà maggiori, e la proprietà deve decidere se accettare la sfida oppure no. E dicendo di no scatterebbero 3 anni di interdizione...».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Come un serio ripasso prima degli esami. Ai quali Vitucci e i suoi uomini, ammessi a pieni voti e con lode, sono preparatissimi, avendo solo l'incognita di una pressione diversa rispetto a quella di tante prove durante l'anno.[/size][/font]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Gli esami non sono una lotteria, i primi della classe, ferrati in tutte le materie, non possono temerli se non emotivamente per loro natura, potendo essi rimettere in discussione ogni valutazione sin lì accertata.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]È il caso di una Cimberio costretta a dimostrare di nuovo, attraverso spasmodiche e stressanti aspettative, tutte quelle virtù spiattellate sul parquet per mesi e mesi, a differenza di altre squadre che, spesso trovate impreparate, cercano di riparare in un colpo solo e sul più bello.In questi giorni, dopo il primato legittimato, si sono un po' riannodati i fili dei ricordi attraverso le "pole" conquistate dalla DiVarese, giunta poi, e per due volte, terza, fermata in semifinale dalla Tracer Milano di Dan Peterson e dalla Scavolini di Valerio Bianchini che a Masnago macchiò il suo "grisbi" con uno scippo di Cook il quale, con un piede abbondantemente al di là della linea di fondo, depredò Thompson di un pallone che valeva oro.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ebbene, fra questa e quella squadra non è proponibile alcun paragone, se non impertinente, anche a volerlo confezionare per comparazioni di segno più o meno, essendo troppo diverse le storie, come possono testimoniare Cecco Vescovi e Massimo Ferraiuolo, allora intrepidi alfieri in campo e ora come illuminato presidente l'uno e valente dirigente l'altro.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Quella squadra era il risultato di un'identità societaria che affondava le sue radici nel tempo attraverso la scoperta di giovani, fatti crescere (come sovviene il ricordo di Stefano Rusconi che, ceduto poi alla Benetton, rese un'immensa fortuna al club) e maturare in campionati minori ma d'eccellenza con la maglia della gloriosa concittadina Robur, come accadde per Caneva, altro elemento di spicco.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Con due soli stranieri prevaleva l'italianità, attraverso una varesinità ampliata a personaggi nostrani come, ad esempio, il milanese Boselli e il canturino Cattini, naturalmente arricchita da un "asso" qual era Meo Sacchetti, vero uomo-mercato di quei tempi, "acquistato" grazie all'aiuto dello sponsor nell'assecondare i bei progetti di Toto Bulgheroni, da sempre innamorato della pallacanestro e della squadra della sua città.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il quale, va detto, è rimasto un immancabile tifoso dal cuore puro, anche quando - dopo la sua era culminata nello scudetto della Stella - avrebbe potuto disquisire polemicamente di fronte a risultati deludenti dei suoi successori, non appartenendogli evidentemente e in alcun modo quella grettezza della quale, invece, sono piene le fosse, il che fa onore a un così illustre varesino. [/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Questa Cimberio rappresenta invece lo straordinario capolavoro di una rivoluzione d'estate, coraggiosa e totale, mirata e illuminata, quindi stupefacente nel segno dei tempi, d'una pallacanestro via-vai, aperta agli stranieri, pertanto molto mutata nelle sue identità. Eccoci all'ultima gara di una "regular season" già definita per Green e soci che, in una specie di warm-up, aspettando la gara vera, affrontano Venezia dovendole innanzitutto grande rispetto per effetto del suo organico, potenzialmente molto competitivo, ancorché contraddittorio per rendimento.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Paragonare in piccolo, almeno sin qui, l'Umana all'EA7 non ci sembra un azzardo fantasioso dando la squadra di Mazzon l'impressione di una porta girevole oltre la quale andare o tornare, avendo dato spesso la sensazione di un'identità mai compiuta.A Masnago si impose Venezia, ma non fu vera gloria mancando Ere e Banks, però ora la Cimberio, al completo, pur in una gara nulla per la classifica, può riportare gli avversari in terra, proprio per non dover dar loro coraggio onde evitare complicazioni nei playoff.[/font][/size]

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    Una partita senza quel pathos legato alla classifica tra due squadre che si misureranno in un antipasto dei quarti playoff al via da venerdì prossimo. Per Frank Vitucci (foto Blitz) la trasferta di domani a Venezia che chiude la regular season della Cimberio (già certa del primato in classifica e dell'incrocio con l'Umana ottava classificata) è una sorta di "gara zero": «Sarà una partita un po' strana per entrambe le squadre: potremmo definirla "gara zero" in attesa dell'inizio della serie playoff, ma in attesa delle sfide che conteranno veramente cercheremo di giocare una partita comunque seria per mantenere la giusta mentalità e provare delle cose in funzione di quelle che saranno le partite importanti. Di sicuro non voglio un approccio balneare per il rispetto che dobbiamo al nostro pubblico».

    Il tecnico della Cimberio vuole vedere una squadra concentrata anche in occasione di una trasferta priva di stimoli di classifica: «Difficile individuare particolari chiavi tattiche, più probabile che conteranno gli scontri individuali: la gara di domani servirà per annusarsi e prendere le misure. Visto che parliamo di Venezia viene facile dire che sarà una partita in maschera, però noi giochiamo sempre per vincere e dopo aver eguagliato a quota 23 il record di vittorie nei campionati a 16 squadre ci teniamo a ritoccarlo a quota 24…».
    Ancora da valutare l'utilizzo di Polonara, comunque tornato a lavorare in allenamento con la squadra, così come l'europeo che resterà in tribuna (se l'ala di Ancona non sarà al meglio potrebbe toccare a Sakota, altrimenti l'indiziato dovrebbe essere Rush): «Achille sta benino ma non ancora benissimo, cercheremo di capire tra oggi e domani quanto ci potrebbe dare ma soprattutto quanto varrà la pena di chiedergli in partita. Certo dovendo fare le scelte sugli europei il rischio è quello di essere ancora sbilenchi nel reparto lunghi; deciderò comunque all'ultimo chi resterà in tribuna».
    Il tecnico biancorosso divide intanto i meriti con squadra e staff per il recente premio di "coach of the year": «Ringrazio quelli che mi hanno votato ma soprattutto i miei giocatori perché è merito loro se stiamo esprimendo un basket così brillate. Qualsiasi allenatore se non ha materiale e uomini di valore fa fatica, ma in generale i riconoscimenti individuali e le buone statistiche personali sono frutto della compartecipazione, di un lavoro corale. E comunque è un premio che divido volentieri con il mio staff».
    Di sicuro però al venezianissimo Vitucci, promosso in serie A1 con la Reyer nella stagione 1995/96 appena prima della chiusura dell'attività del club, non mancheranno le motivazioni in occasione del ritorno a casa: «La cosa curiosa per me è che sarà la prima volta che torno a giocare al "Taliercio" da quel 2 giugno 1996; rispetto ad allora la squadra di casa ha cambiato le panchine, dunque andrò nuovamente su quella che allora era la mia. Certo da allora la nuova società ha migliorato molto e abbellito la struttura; ma almeno all'inizio ci sarà un pizzico di emozione. Meglio però rompere il ghiaccio in gara-zero: così nei playoff sarò pronto…».
    Giuseppe Sciascia

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Passa dall'accesso alla finale scudetto il ritorno in Eurolega della Cimberio. Le "regole d'ingaggio" per la qualificazione all'edizione 2013/2014 della massima competizione europea riservata alle migliori 24 squadre del Vecchio Continente lasciano due possibilità ad una Varese cui basterebbe comunque eliminare Venezia per conquistare il ritorno in Europa. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Superare il primo turno garantirebbe infatti la certezza della partecipazione all'Eurocup (la vecchia Uleb Cup che Varese disputò dal 2001 al 2004), cui sono ammesse la terza e la quarta classificata del campionato italiano. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E qualora la squadra di Frank Vitucci fosse eliminata in semifinale, il primato in classifica della stagione regolare le garantirebbe il terzo posto nella graduatoria finale che determina gli accessi delle squadre italiane a livello continentale. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Più complicata invece la situazione per l'Eurolega: Siena e Milano sono già certe della partecipazione al torneo principale possedendo la licenza pluriennale "A" (in totale ce ne sono 13 assegnate anche a Barcellona, Real Madrid, Vitoria, Malaga, Zalgiris Kaunas, Panathinaikos, Olympiacos, Maccabi Tel Aviv, Cska Mosca, Efes Istanbul e Fenerbahce). [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Cimberio può cercare di conquistare una delle otto licenze annuali "B" assegnate per meriti ottenuti sul campo attraverso un ranking su scala europea che ordina i risultati dei vari campionati. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La squadra vincitrice del titolo italiano viene inserita al terzo posto di questa graduatoria e dunque la conquista dello scudetto significherebbe la certezza di poter disputare l'Eurolega 2013/2014. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La squadra sconfitta in finale si collocherebbe al quattordicesimo posto del ranking, ma potrebbe comunque entrare tra le prime otto se i club titolari della licenza A vincessero il titolo nazionale nei rispettivi campionati (cosa peraltro sempre accaduta da 4 anni a questa parte, quando l'Eurolega ha adottato questo criterio di qualificazione). [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nel caso peggiore comunque la squadra vicecampione d'Italia parteciperebbe al Qualifying Round a otto squadre che proietterà la vincente in Eurolega e le altre sette non qualificate in Eurocup. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ma l'Europa che conta porta con sé anche costi importanti: soltanto per l'iscrizione alla competizione bisogna anticipare entro l'1 luglio una somma che sfiora i 200mila euro (100mila di fidejussione, più l'obbligo di acquisto di 40 quote dell'Eurolega, poi cedibili in caso di mancata partecipazione futura, e la tassa di iscrizione). In più ci sono i costi vivi per le trasferte (tra voli aerei e viaggi di 3 giorni e 2 notti) e quelli per arbitri e commissari Uleb. Un gruzzolo complessivo che si aggira attorno ai 400mila euro da sommare agli investimenti per rendere competitiva la squadra che sono compensati solo in minima parte dagli introiti dei diritti Tv (il ricavo per chi disputa solo la prima fase viaggia attorno ai 200mila euro, sale invece nettamente per chi si qualifica per le Top 16 con la nuova formula da 14 partite che ha elevato il gettito della stagione 2011/2012 stimato attorno a 400mila). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Molto più contenuti sarebbero invece i costi di iscrizione all'Eurocup a fronte di introiti dai diritti Tv pari a zero. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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