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VareseFansBasketNews

  • Lucaweb
    Partita di estrema sostanza la terza della serie, con Varese che una volta di più dimostra una mentalità davvero eccellente.

    Dopo un primo quarto nel quale gli uomini di Vitucci hanno fatto "sfogare" i padroni di casa, piano piano, inesorabilmente, è venuta fuori la grande forza dei nostri ragazzi che con pazienza hanno posto le basi per un successo determinante per le sorti di questa serie.

    In particolare il terzo periodo ha visto gli uomini di Vitucci allungare nell'ordine degli 8-10 punti di vantaggio per poi prendere decisamente le redini dell'incontro nella quarta frazione. Grande in particolare la differenza di apporto di tutti gli uomini impiegati da Vitucci rispetto alla coperta corta proposta da Mazzon.
    Ora giovedì Varese scenderà in campo per chiudere la serie.

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Come in un compito in classe di fine anno, di quelli da non cannare per passare, Gianmarco Pozzecco (foto Blitz) - a testa china sul foglio che ha davanti a sé in un banchetto dei giornalisti - s'annota appunti a raffica di un match che alla distanza mostra differenti valori. A favore, ovviamente, di una Cimberio che nella serie dei quarti raddoppia con Dunston che pesca due volte Sakota: la prima sul fronte dove il serbo "scarica" la sua nota cerbottana e la seconda nel cuore dell'area per un preciso e comodo centro del compagno. Due azioni emblematiche dell'assortimento virtuoso che si può concedere Varese proprio quando Venezia le soffia sul collo. Il fascino che esercita Dunston, per intelligenza ed eleganza, va oltre i confini di un centro concepito come terminale sotto canestro: i suoi sono gesti d'alta scuola. Il resto, dopo un po' di preoccupazione (da non confondere con paura e sofferenza), è grasso che cola seppur in un match equilibrato almeno sino allo scorrere finale.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Si diceva di Dunston, una cannonata di giocatore, ideale in tandem con Green e, in un immaginario al passato, con Pozzecco visti i suoi servizi al bacio nelle stagioni migliori per Petruska e Santiago.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ora il play della Stella sta studiando per diventare un allenatore nella massima serie e, in umiltà, cerca di rubare un po' d'arte ai tecnici esperti o, come nel caso di Vitucci, al migliore allenatore dell'anno, per metterla da parte. Anche se ogni tattica, si sa, è buona se si hanno atleti di valore.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E curioso com'è, Pozzecco chiede se Dunston - che ha più estimatori di quanti ne avesse l'inventore della penicillina - resterà o se ne andrà e dello stesso Vitucci per sapere se corrispondano al vero voci da lui raccolte d'un forte interessamento di Milano.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Tornando al match, come si diceva, mai Venezia sul serio ha spaventato i biancorossi - al di là di spalti trepidanti - non essendo mai riuscita a scappare, anche quando avrebbe potuto approfittare di alcune pause, tipo merenda, degli uomini di Vitucci.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La squadra di Mazzon, in ogni azione decisiva per un possibile corroborante vantaggio, ha dato la netta sensazione di affidarsi più ai singoli che al collettivo, tutti in preda all'istinto e non certo votati a conclusioni ispirate da un'armonia di gioco, basti pensare alle forzature di Diawara, in cerca del gol dell'ex, quindi preteso risolutore con risultati altalenanti.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Tutt'altra cosa è la Cimberio che, al di là dei momenti in cui non le riescono le giocate eccellenti, dà sempre l'impressione di un proprio equilibrio di gioco a sostegno delle iniziative personali, per esempio d'un assaltatore di razza come Ere. Già, un solista a immagine e somiglianza del collettivo. Sta un po' qui la differenza vista sin qui nella serie tra prealpini e veneziani i quali, stasera, affrontano in casa loro la Cimberio, ovviamente decisi ad allungare la serie grazie al sostegno della propria tifoseria e a un aiutino degli arbitri, contestatissimi a Masnago da un Marconato, a suo dire, bistrattato: chiamalo, se vuoi, fattore campo che passa agli avversari. Abbattibile in ogni caso da Green e soci i quali non dovrebbero avvertire più di tanto quello stress, immancabile quando un esito diverso da quello perseguito altera ogni piano. È un match molto arduo per un possibile tre a zero che diventerebbe quasi un lasciapassare.[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Prima trasferta nell'avventura playoff della Cimberio: dopo il 2-0 messo in cassaforte nelle gare di Masnago la truppa di Frank Vitucci sarà ospite stasera al “Taliercio” di Mestre (ore 20.30) nel terzo atto della sfida contro l'Umana Venezia. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]L'efficace difesa del fortino del PalaWhirlpool consente a Varese di fare rotta verso il Veneto per le due sfide consecutive sul parquet della Reyer (giovedì quarto atto ancora a Mestre) con un vantaggio importante anche sul piano mentale. [/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Due successi diversi per svolgimento tattico, ma comunque in grado di ribadire la solidità del “sistema Cimberio” sia quando il tachimetro si spinge verso l'alto come in gara-1 sia quando invece si deve costruire un basket fatto di letture e circolazione di palla come domenica. Ora Ere e soci sono a metà dell'opera sulla strada verso le semifinali (il nuovo format al meglio delle 7 partite prevede il passaggio del turno al raggiungimento delle 4 vittorie) e affrontano con sicurezza le due trasferte consecutive sul campo di un'Umana comunque rinfrancata dalla resistenza opposta in gara-2. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]L'obiettivo minimo della formazione di Vitucci (stamattina il coch deciderà se schierare Ivanov o Talts nel ballottaggio ormai ridotto al ruolo di cambio del pivot tra gli europei) è quello di vincere una delle due sfide consecutive in programma al "Taliercio", ma guardando verso orizzonti più lontani della serie attuale Varese vorrebbe provare a ridurre il più possibile i tempi della sfida in corso per fare il pieno di energie in vista dell'eventuale secondo turno contro la vincente dell'accoppiamento Milano-Siena. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]La sfida di stasera potrebbe dunque dare già una svolta decisiva al corso della serie: se la Cimberio riuscisse a ripetere anche in trasferta le solide prove di Masnago, imponendo l'efficacia di una difesa che finora ha concesso poco alla fisicità della Reyer, l'eventuale punto del 3-0 potrebbe minare le residue speranze della squadra di Mazzon e spianare la strada a Varese verso una semifinale scudetto che le spalancherebbe le porte dell'Europa. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]In caso contrario, se l'Umana accorciasse le distanze facendo leva sul suo “caliente” fattore campo (ma in stagione regolare gli orogranata hanno totalizzato un non esaltante 9-6…) la serie potrebbe riaprirsi. Di sicuro stavolta la pressione graverà sulle spalle della squadra di casa, che sullo 0-2 attuale non ha margini di errore se vuole provare a tornare a Masnago per l'eventuale gara 5 con delle chances credibili. [/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Ai biancorossi il compito di smorzare le velleità dei padroni di casa, trovando adeguamenti immediati contro l'assetto con 4 esterni che in gara 2 ha riaperto un match in cui la Cimberio aveva trovato soluzioni offensive con facilità addirittura eccessiva e poi ha faticato ad adeguarsi alla diversa energia profusa dalla Reyer. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Di fatto Venezia ha rinunciato alla sua superiorità fisica adeguando il suo assetto alla “cavalleria leggera” di Varese per riuscire a non subire il gap atletico nei confronti dei biancorossi. In ogni caso la squadra di Vitucci ha saputo trovare le giuste contromisure disinnescando a suon di triple la trappola proposta da Mazzon, così come era accaduto in gara-1, quando gli orogranata avevano fatto largo uso della zona 3-2 per proteggere l'area. Ora il fattore-campo passa nelle mani della Reyer, ma se la Cimberio manterrà la solidità difensiva delle due partite giocate al PalaWhirlpool espugnare il Taliercio è un obiettivo credibile... [/size][/font]
    [font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/font][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](19 punti; 2/2 2p; 4/7 3p; 3/4 tl), [b]VOTO: 7,5. [/b]Lo spilungone dal prezioso [i]palmares[/i] sa come affrontare le gare ad alta elettricità. Intimorisce gli avversari, brucia la retina nei momenti propizi, detta la linea ai compagni. Risolutore.

    [b]ADRIAN BANKS [/b](12 punti; 2/8 2p; 1/1 3p; 5/5 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Esagera con gli egoismi quando si butta con poca cognizione nel labirinto della difesa veneta. Generoso a recupero e nei rimbalzi, deve aggiustare la mira e razionalizzare il [i]modus operandi[/i].

    [b]ERIK RUSH [/b](1 punto; 0/0 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Ha la fortuna di entrare nelle rotazioni nel momento migliore della squadra. Otto minuti di difesa discreta e di intelligente abnegazione. I riflettori sono per gli altri.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Vaga per il [i]parquet [/i]il suo gemello scarso, lo stesso che si intravede da un paio di settimane a questa parte. Nullo in attacco – sia per assist che per iniziative –, di gomma piuma in difesa. Irritante.

    [b]MIKE GREEN [/b](12 punti; 2/6 2p; 0/1 3p; 8/11 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]L'[i]incipit [/i]è devastante e fa ricordare le meraviglie di Gara 1. Poi Venezia inizia a martellarlo e lui va in confusione con sei palloni persi. Torna sulla retta via nelle fasi cruciali.

    [b]BRUNO CERELLA [/b](0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]All'alba di fine maggio, ancora non è un giocatore da partite ufficiali. Sorge il dubbio che il blocco sia psicologico prima ancora che fisico.

    [b]EBI ERE [/b](19 punti; 3/7 2p; 3/5 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Nella vesti di un superbo Tom Hanks, coglie l'attimo fuggente e conduce i ragazzi alla vittoria. Suona la carica e tutti lo seguono con il petto in fuori. Encomiabile per lucidità e generosità.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 4/4 2p; 0/2 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il ragazzo sente il clima teso da [i]post season[/i]. Con fare sfrontato infierisce su Venezia quando arranca, quindi tiene botta nelle storie tese del pitturato. Gagliardo.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](6 punti; 3/8 2p; 0/0 3p; 0/1 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il correttore automatico di Word segnala come errore un'insufficienza accanto al nome dello splendido numero 42. Ci assumiamo la responsabilità di contravvenire alle leggi della ragione, ricordando che il Totem si è trovato spesso impaltanato nella giungla dei lagunari. E spesso non ne è riemerso.

    [b]DEJAN IVANOV [/b](3 punti; 1/4 2p; 0/0 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Non ha la stazza del centrone, non ha l'agilità dell'ala grande. Non si esime dallo sbucciarsi le ginocchia, per il resto è una boa che galleggia nel [i]mare magnum [/i]dell'area colorata.

  • Nicolò Cavalli
    Tensione spasmodica, ribaltoni continui, polemiche arbitrali, mani che tremano, uomini sapienti che decidono le sorti: sono i tratti inconfondibili dei play-off. La Cimberio, capace di alternare minuti sublimi e sprazzi di caos mentale, si affida ai suoi giocatori esperti per risolvere il rebus muscolare e imperscrutabile ideato da Mazzon. Varese ringrazia Sakota ed Ere per un 2-0, prezioso come il platino, ma ora patirà due serate nell'Inferno sportivo della Laguna. Uscire con le ossa rotte a metà – ossia una vittoria e una sconfitta – sarebbe un viatico eccellente verso le semifinali. Obiettivo ambizioso.

    [i][b]Masnago è una corrida. [/b][/i]Varese, di rossa vestita come i suoi tifosi marchiati [i]We believe[/i], prova fin dal principio a correre per complicare il piano partita agli ospiti: il 6-2 arriva dopo una sequela di difese niente affatto soft. L'Umana macina punti con Magro ma il centro lascia poco dopo il campo complice il terzo fallo personale, la Cimberio si affida allo sgusciante Banks – abilissimo dentro e fuori dal perimetro – per timbrare il 16-8. I ragazzi di Vitucci sono indiavolati e toccano la doppia cifra di vantaggio (tripla di Sakota pulita come l'acqua di montagna), i lagunari smarriscono la testa dopo alcuni fischi avversi della terna. Marconato perde le staffe e finisce sul libro dei falli tecnici, così la precisione dai liberi di Green e gli 1 su 2 di Rush ed Ivanov valgono il 25-11 del primo mini riposo. Il 34 a 0 di valutazione complessivo è un dato emblematico.

    [i][b]Secondo periodo da tregenda. [/b][/i]Il carattere di Venezia, finora sopito, esce con i colpi dei suoi uomini più talentuosi: Clark, Szewczyk e Diawara ricuciono fino al 27-18. Le aree colorate diventano mari popolati da squali affamati, il piranha Polonara ci sguazza a meraviglia e si procura una meritata [i]standing ovation[/i]. Sul 32-18 Mazzon deve rifugiarsi nel secondo time-out di giornata, tuttavia i suoi sbagliano rigori a ripetizione non capitalizzando alcune disattenzioni prealpine. All'ennesimo assist involontario di De Nicolao e Green, Rosselli e Young riaccendono la gara sul 34-26. Gli “arancioni” compensano i fischi pro capolista della prima frazione con due o tre scelte azzardate, Green perde la lucidità dei momenti belli e il fatturato varesino rimane una vita a quota 37 (nel mentre gli oro-granata si spingono a 31). Il 2+1 di Rosselli è poi seguito dall'antisportivo di Sakota, reo di aver spinto un avversario a gioco fermo. Bowers trascina i veneti sul 39-37, Young sigla il pareggio sfruttando la marcatura assai blanda di Cerella. A rendere ancor più nefasto un secondo quarto pessimo di Varese, nel settore ospiti lo scoppio di un petardo fragoroso fa tremare – in senso figurato e non – il pubblico.

    [i][b]Sorpassi e contro sorpassi. [/b][/i]Il popolo di Masnago prova ad esorcizzare i brutti pensieri stringendosi attorno ai propri beniamini. La difesa non riesce a prendere le contromisure a Young, spot vivente di come arrivare in grande forma a quasi quarantanni. I lagunari mettono il muso davanti sul 43-44 e sul 45-47, con una tripla beffarda di Marconato. Cinque punti coraggiosi di capitan Ere cancellano la mini fuga dell'Umana, un canestro da rimbalzo offensivo di Polonara (52-49) serve come una bombola di ossigeno nella Fossa delle Marianne. Varese preferisce la dabbenaggine (troppe le diciotto palle perse di serata) alla costanza nella manovra, così Clark e Diawara ricacciano il gola l'urlo di Masnago: 52-53. Mazzon ritenta l'amata carta della zona, vanificata dal dardo a [i]copyright [/i]Dusan Sakota e da un paio di entrate energiche dei nostri. L'ultimo acuto di un periodo schizofrenico, mandato in archivio sul 58-55, è di Bulleri.

    [i][b]Decide l'esperienza di Ere e Sakota. [/b][/i]La sfida epica tra Diawara (17 punti con percentuali bassine) ed Ere fa scintille, la terza “bomba” di Sakota vale il 64-59 in una miscellanea di emozioni. Il copione si ripete poco dopo: l'ex Kuba impazza dalla media distanza, il fromboliere Dusan scrive un altro verso sublime dai 6,75 metri. La Cimberio prova a piazzare il break con un numero circense di Green, l'Umana non demorde con cinque punti di Clark per il 69-67. La gara sembra prendere la direzione di Varese a quattro minuti dalla fine quando Marconato colleziona un nuovo fallo tecnico e l'espulsione: qui la Cimbero assomma però soltanto un punto e uno sfondamento. La paura fa novanta in maniera equipollente. Sul 73-70 Clark sbaglia la tripla della possibile parità, Dunston commette più errori oggi che in tutta la stagione (redenzione parziale con l'assist che regala a Sakota il 77-72), Rosselli manca la retina da nove millimetri dal ferro.
    Nel finale la truppa di Vitucci mette fine alla fiera delle imprecisioni con il canestro di un immenso Sakota e può tirare un sospiro di sollievo.

    Dopo 48 ore scarse, la percezione è di aver vissuto un mese di [i]post season[/i]. Da martedì la serie si sposta allo storico Taliercio di Mestre per due gare al fulmicotone. C'è già chi medita, fra i tifosi, di domandare un'indennità da play-off. Chi può, provi a salvare le proprie coronarie.

  • pxg14
    [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Supera brilantemente il primo test la Cimberio che difende con autorità e sicurezza il fattore campo di Masnago in una serata che ribadisce l'efficacia del sistema di gioco in grado di portare la squadra di Frank Vitucci sul trono della regular season.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La sontuosa regia di un Mike Green in versione “professorale” accende il motore biancorosso e spiana la resistenza comunque strenua di una Reyer in grado di reggere per almeno 25 minuti l'urto atletico dei padroni di casa.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il tonnellaggio e l'esperienza della formazione di Mazzon sono sicuramente caratteristiche non facili da digerire per la cavalleria leggera biancorossa, e il precoce quarto fallo dell'ex Diawara è stato un fattore importante nello strappo che nella fase finale della terza frazione ha spianato la strada alla Cimberio verso il punto dell'1-0.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Però coach Vitucci ha molti motivi di soddisfazione al termine di una partita che aggiunge sicurezze nuove alle certezze acquisite, leggi la capacità di produrre punti da sotto con Dunston ma anche con le penetrazioni di Green e Banks, e il dato importante dei 14 recuperi a fronte delle sole 8 palle perse.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La zona 3-2 che nella finale di Coppa Italia contro Siena e poi nel derby di Desio contro Cantù aveva causato più d'un affanno alla manovra biancorossa è stata disinnescata con efficacia grazie alla capacità di Green di costruire gioco per sé e i compagni.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E nonostante la serata poco brillante dal perimetro del suo miglior “stoccatore” Ebi Ere, i padroni di casa hanno chiuso con 92 punti segnati e 117 di valutazione una gara che ha regalato spettacolo al caloroso pubblico di un PalaWhirlpool entrato al meglio nella serie assieme ai suoi beniamini.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Efficace anche l'apporto della panchina, composta in gran parte di esordienti a questo livello: la scelta “di cuore” di Vitucci di premiare i 10 effettivi di inizio stagione è stata ripagata da un buon impatto nella serie da parte di Sakota e Talts.[/font][/size]

    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E comunque l'ultimo arrivato Ivanov tornerà certamente utilissimo lungo il corso di una serie che Varese dovrà affrontare stabilmente con l'approccio graffiante e reattivo decisivo per schiantare alla distanza la resistenza di una Reyer alla lunga in difficoltà per frenare le accelerazioni della Cimberio.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ora si guarda già alla gara-2 di domani con la necessità di aggredire con lo stesso piglio gli esterni di Venezia (decisivo il lavoro difensivo su Clark) per mettere in cascina il secondo dei quattro mattoncini necessari per superare il primo ostacolo: meglio di così i playoff 2012/2013 non potevano iniziarsi. Bando però ai facili entusiasmi contro un'avversaria esperta e stazzata da mettere nuovamente alla frusta con altri 40 minuti all'insegna di energia e corsa.[/font][/size]

  • Nicolò Cavalli
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](6 punti; 0/1 2p; 2/5 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Vive di struggenti colpi e di calcolati oblii, alternando banalità a colpi di classe. Benino a rimbalzo, poco abile nella gestione dei falli.

    [b]ADRIAN BANKS [/b](12 punti; 6/9 2p; 0/1 3p; 0/1 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Inventa canestri pazzi con la consueta arte da funambolo. Di tanto in tanto si eclissa prima di tornare in azione con una battuta del repertorio. Animale da palcoscenico.[b] [/b]

    [b]ERIK RUSH [/b](5 punti; 1/1 2p; 1/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel momento più critico del match – metà seconda frazione – aiuta i compagni a rispondere alle cannonate veneziane. Si candida a giocare anche le prossime partite, a discapito di Ivanov.

    [b]JANAR TALTS [/b](6 punti; 3/5 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Da mestierante navigato dell'area colorata sa quando è il momento di far sentire il fisico. Ogni tanto non si avvede di palloni che volano a pochi centimetri dal suo naso, ma l'impegno non manca mai.

    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il minimo sindacale, rappresentato da quattro assist, in una serata da sbadigli. Contro l'Umana non appare particolarmente a suo agio.

    [b]MIKE GREEN [/b](25 punti; 5/9 2p; 3/5 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Prova superba con sensazione di autorità che trasuda da ogni poro. A una pioggia battente di canestri, aggiunge perspicacia nel servire i compagni e muscoli a rimbalzo. Imprescindibile.

    [b]BRUNO CERELLA [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Trasmette costantemente la sensazione di giocare sulle uova, di muoversi con circospezione temendo i contatti, di soppesare i movimenti. La stagione si sta chiudendo, serve un cambio di marcia.

    [b]EBI ERE [/b](7 punti; 1/5 2p; 1/4 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il capitano sciorina una delle prestazioni peggiori dell'annata. In attacco spara a salve, in difesa tiene a bada con discreti risultati il mastino Diawara.

    [b]ACHILLE POLONARA [/b](11 punti; 2/3 2p; 2/4 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Al netto dei recenti guai fisici, scorrazza sul [i]parquet[/i] con lodevole efficacia. In fase realizzativa è aiutato dalla buona sorte, qua e là si concede peccati di gioventù.

    [b]BRYANT DUNSTON [/b](16 punti; 5/8 2p; 0/0 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Le cifre ingannano un po': gara positiva ma non stellare. Fatica a rimbalzo e in difesa, a tratti si perde perfino Magro. Poi piazza tre giocate delle sue e risulta facile perdonarlo.

  • Nicolò Cavalli
    Che Venezia fosse squadra tignosa, era pronosticabile. Che tenesse egregiamente venticinque minuti, era meno preventivabile. Che sia crollata alla prima sterzata vigorosa varesina, è un dato di fatto.
    La Cimberio si tiene stretta il fattore campo e sorride con una prestazione eccellente di Green. Alcuni dei pezzi da novanta (Ere e Dunston) possono dare di più, il secondo quintetto deve invece prendere le distanze contro un roster lagunare da prendere con le molle. La serie è ancora tutta di vivere, ma aver spezzato in maniera produttiva la tensione della lunga attesa rappresenta un prologo prezioso.

    [i][b]Il primo atto di una lunga serie. [/b][/i]Masnago ruggisce di entusiasmo in un turbinio di stendardi e striscioni (con quello degli amici del Forum VFB che vince mirabilmente il premio del più casereccio e meno scaramantico). I primi tre canestri di marca prealpina sono possenti e spettacolari: Green e Dunston si scambiano delizie, Banks è lesto in entrata. Venezia prova a non scomporsi con le segnature di Young e Diawara, la Cimberio è meno attenta del solito a rimbalzo ma mette brillantemente in moto l'arciere Ere per il 13-9. Magro non sfigura affatto contro il colosso Dunston, Sezwczyk è sartoriale dall'arco (15-14). De Nicolao e Polonara danno una sferzata d'aria fresco, con il lungo bravo a incunearsi nella zona oro-granata per incamerare il 2+1 che vale il 20-16. La panchina di Mazzon non sfigura però gli ultimi acuti del quarto d'apertura sono ad appannaggio della capolista: 24-18.

    [i][b]Storie tese. [/b][/i]Il canestro con fallo di Rosselli costa la seconda penalità a Dunston e crea un po' di confusione nel quintetto varesino. Ai tiracci di Talts e Polonara segue il primo vantaggio veneto (24-25), grazie a due tap-in del paracarro dalla mano educata Marconato. Rush si guadagna il posto nelle rotazioni – l'escluso della serata è l'ancora appesantito Ivanov – con cinque punti di fila, due triple di Mike Green ridanno abbrivio alla manovra prealpina sul 35-32. Diawara si guadagna la pagnotta con il fisico e con l'arte drammaturgica, l'aria pesante consueta dei play-off si inizia a percepire dai gomiti alti, dalle spinte, dai sotterfugi da [i]play ground[/i]. Un paio canestri sporchi di Talts (43-38) e la [i]leadership[/i] dilagante di Green consentono di accedere alla pausa lunga con cinque lunghezze di margine, ma gli ospiti sono in partita in virtù di un apporto corale di buon livello con otto effettivi a tabellino.

    [i][b]Una spallata ai contendenti. [/b][/i]La truppa di Vitucci rientra cattiva sul [i]parquet [/i]assommando un parziale di 7-2 a firma di Dunston, Polonara ed Ere. Il quarto fallo di Diawara, piuttosto veniale, elimina un'arma tattica scomoda per la difesa Cimberio. L'Umana si rialza dal meno undici con l'impavido Rosselli e Clark (temutissimo alla vigilia, invero non trascendentale), Varese ha discreti guizzi ma non riesce ad improntare il piano fuga. Una magia di Banks, l'uomo che scompare e ricompare per bruciare la retina, gasa i quattromila del PalaWhirlpool e sembra finalmente dare il là alla marea biancorossa. Green porta a spasso i play avversari, Sakota (autore del 66-52) rammenta a se stesso di essere il giocatore più preciso dall'arco dell'intera Lega, Talts stacca un braccio a Szewczyk e poi si appende al ferro: ben fatto orso baltico. I lagunari racimolano qualche briciola dalla linea della carità ma al riposo pagano un dazio di quattordici punti: 73-59.

    [i][b]All'orizzonte nuove fatiche. [/b][/i]I ragazzi di Mazzon provano a tenere il passo dei fuggitivi, dando fondo al proprio serbatoio sul primo gran premio della montagna della serie play-off. Dall'ammiraglia Vitucci concede riposo a Green, ma è presto per pensare al risparmio delle energie. Clark riporta gli oro-granata sotto la doppia cifra di ritardo (75-66), Dunston sbaglia il più facile dei canestri e Venezia torna a sperare. Tuttavia è un fuoco di paglia. Il gancio anni '70 di Polonara ristabilisce distanze più congrue, l'Umana ha la vista appannata, Green – indiscusso MVP – sigilla il più quindici a tre minuti dalla sirena.
    Il resto è solo accademia, tra quaranta ore si torna in campo per una nuova fatica. È la lunga corsa a tappe dei play-off, non c'è tempo per chiudere a mani alzate una frazione che è già il momento di ripartire. Diffidiamo dagli avversari tignosi ed evitiamo passi falsi. La Cimberio vista nella ripresa può ambire alla maglia Rosa.

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    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Senza crediti né privilegi sei costretto a lottare con furore per dimostrare il tuo valore e conquistare un potere che poi, continuamente sotto mira, difendi con umiltà e coraggio sino a farlo brillare nelle tue mani pulite. Sei un grande conquistatore? No, quel che hai fatto ti distingue e ti nobilita ma devi rimetterlo subito in discussione perché non hai vinto niente, avendo invece tutto da perdere mentre sono gli altri, sin qui superati nei meriti, a poter guadagnare.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Questa è un po' la morale per chi, invece di raccogliere i frutti di una stagione intera, deve rigiocarsi tutto in un'atmosfera pesante e incalcolabile. Ecco, i play off sono serviti. La loro trama, molto thrilling, è nota da sempre, sicuramente benedetta da quelle squadre che trovano porte aperte al titolo nonostante scarabocchi e strafalcioni di mesi. Fortunatamente l'eventuale "bella" di ogni serie si giocherà in casa e, nella focosa e inebriante Masnago, essa compensa gli sforzi da primato per una Cimberio che, giust'appunto, vuole l'unzione di una vera incoronazione.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Scatta questa sera l'operazione scudetto non senza certezze essendo nitida la fisionomia di questa squadra i cui valori (mai passeggeri, al di là di scricchiolii e alcuni risultati avversi, mai però deprimenti) rispecchiano la cultura della sua pallacanestro, ariosa nelle sue ispirazioni attraverso un dettato costituzionale di gruppo, arricchito dall'estemporaneità creativa dei suoi leader. Grande applicazione, virtù innegabili ed esperienze fortificanti fanno un'identità salda, a prova di attacchi feroci.[/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Ogni medaglia, ovviamente, ha un suo rovescio, come dire di alcuni timori, comprensibili, e non solo emotivamente, per l'opposizione di avversari alla riscossa, quindi per quegli aspetti dell'imponderabile che s'aggrondano in gare così dispendiose di energie psicofisiche e non di meno per eventuali assilli dovuti a un'obbligata conferma, da più forte di tutte.Come dalle corse in piano alle siepi per un purosangue: in realtà il paragone, molto ippico, vale - in fatto di tensioni - per ogni formazione in lizza: l'esito dipenderà, oltre che dalle proprie potenzialità, anche dalla propria impermeabilità all'impatto con sfide che divorano la mente. La prima vittoria che conterà sarà allora quella della serenità sullo stress, nemico più subdolo e infido degli stessi avversari, almeno per una Cimberio che dovrà esprimersi senza tarli.S'inizia a Masnago in un'atmosfera eccitante, persino al ritmo rockettaro di un inno alla Pallacanestro composto dal musicista varesino Flavio Premoli, cresciuto nell'era gloriosa nonché marito della figlia di Giancarlo Gualco, leggendario dirigente. [/font][/size][/size][/font][/color]

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque, a questa prima sentitissima, Varese non si fa mancare proprio nulla per anestetizzare il tanto temuto approccio alla serie con Venezia che, pure, induce a qualche ammonimento, se non altro con uno sguardo alla storia che narra di dolorosi patimenti inflitti dai lagunari attraverso una retrocessione e una mancata promozione in serie A1 agli atti di due stagioni consecutive: Zanatta, a momenti, ci lasciò la salute. E poi la squadra di Mazzon (foto Blitz) ha battuto due volte questa Cimberio la quale può, però, esibire congrue giustificazioni per pesanti assenze a Masnago e per esperimenti nel match di domenica scorsa. Indubbiamente Venezia possiede un considerevole organico, valendole il paragone - anche per contraddittorietà di prestazioni, seppur fra debite proporzioni - proprio con l'EA7.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dire che sia una "bestia nera" di Varese ci sembra esagerato, sicuramente va temuta e, soprattutto, non portata alla distanza delle sette gare.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque, una prima col botto è attesa fra entusiasmi ai massimi storici.[/font][/size][/size][/font][/color]

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