corny Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Il 6 e 7 giugno non si terrà la consultazione sui quesiti elettorali Referendum fuori dall'election day Vittoria leghista, costo 400 milioni Quorum a rischio col voto la domenica dopo le Europee. Segni: presi per i fondelli. Calderoli: ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile Quattrocento milioni di euro: 112 volte la somma dell'8 per mille distribuita nel 2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria. Ecco quanto costerà, secondo gli economisti de lavoce.info, il rifiuto di inserire il referendum elettorale tra le varie consultazioni (europee, comunali, provinciali…) raggruppate nell'election-day del 6 e 7 giugno. Risultato: ci porteranno a votare molto probabilmente tre domeniche di fila. Obiettivo, neppure tanto segreto: stufare gli elettori e far saltare il quorum. Così da conservare la legge attuale, definita dal suo stesso ideatore «una porcata». Peccato. Peccato perché la scelta del governo di rompere finalmente con l'andazzo che per decenni aveva sparpagliato le elezioni su una infinità di date diverse era stata apprezzata, sull'uno e l'altro fronte degli schieramenti, da tutti coloro che hanno chiari due punti. Il primo: lo Stato, specialmente in questi tempi di vacche magre, deve risparmiare più soldi possibile. Il secondo: lo stillicidio di continue scadenze elettorali ha troppo spesso frenato (a volte fino alla paralisi) chi stava al governo impedendogli di muoversi senza l'ossessione di essere punito al primo esame, volta per volta cavalcato dai vincitori di turno. Erano anni che da più parti si invocava l'election day. E anni che, a seconda delle convenienze del momento, si mettevano di traverso questo o quel partito. Finché Roberto Maroni, qualche tempo fa, aveva spiegato: «Il Consiglio dei ministri ha approvato la mia proposta: si voterà insieme per le Europee, per oltre 4000 Comuni e per 73 Province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito è di lunedì, sia per le Amministrative sia per le Europee». Alleluja. Ma il referendum? Ottocentoventimila persone, 320 mila più del necessario, avevano firmato ai banchetti in piazza di Mario Segni e Giovanni Guzzetta per cambiare il «porcellum», la legge elettorale che perfino il leghista Roberto Calderoli, suo promotore, aveva definito «una porcata». E intorno alle tre idee di base (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera, premio di maggioranza alla lista più votata al Senato e divieto delle candidature multiple, che consentivano ai leader eletti in più collegi di optare per l'uno o per l'altro scegliendo di fatto chi fare subentrare e chi no) si erano schierati in tanti. Di destra e di sinistra. Da Arturo Parisi a Gianfranco Fini, da Stefania Prestigiacomo ad Antonio Di Pietro. Va da sé che Mario Segni, già scottato l'anno scorso dal rinvio della consultazione deciso per la caduta del governo Prodi, l'infarto della XV legislatura e le elezioni anticipate, vive la scelta del Viminale con rabbia e sconcerto: «L'election-day il 7 giugno col Referendum sarebbe stato un'ottima cosa, ma l'election day col Referendum una settimana dopo, stretto tra la prima tornata elettorale e il secondo turno delle Amministrative la domenica seguente, è una vera presa per i fondelli». Che alla Lega non piaccia il Referendum si sa: se passassero i «sì» ai quesiti studiati da Guzzetta il Carroccio rischierebbe di esser preso in mezzo. Calderoli, un mese fa, era stato chiarissimo: «Perché dovremmo accettare un sistema che forza tutti ad entrare in due soli listoni? Berlusconi ha già difficoltà a fare il Pdl, figuriamoci se ci obbliga a entrare in un unico cartello elettorale». Quindi, patti chiari amicizia lunga: «Se qualcuno dei nostri alleati volesse sostenere quei quesiti sappia che qualcuno nella maggioranza potrebbe anche votare contro il governo». L'obiezione formale è nota: un referendum mischiato in mezzo ad elezioni europee, comunali e provinciali rischia di «confondere» gli elettori. Risposta dei referendari: ma non è forse la destra ad additare ogni giorno a modello gli Stati Uniti d'America? Bene: in trentasei degli States, in contemporanea con le ultime presidenziali che hanno visto il trionfo di Barack Obama, gli americani hanno votato su 153 referendum. Dal matrimonio gay (in California) all'assimilazione dell'aborto all'omicidio (Colorado), dall'abrogazione del diritto all'interruzione anticipata della gravidanza (South Dakota) all'uso medico della marijuana (Michigan) fino, nello stato di Washington, al suicidio assistito. Lo stesso Roberto Maroni del resto, quando stava all'opposizione, la pensava in maniera diversa. Basti tornare all'aprile del 2001, otto anni fa, quando l'allora premier Giuliano Amato rifiutò di abbinare le elezioni in arrivo il 13 maggio, che avrebbero visto il trionfo del Cavaliere e della sua coalizione, con il referendum sulla famosa devolution lombarda indetto da Roberto Formigoni e caro alla Lega. «Una vendetta meschina », sibilò Ignazio La Russa. «Si voterà anche a costo di sistemare dei seggi in piazza», tuonò il futuro ministro dell'Interno, «se si inventasse un rinvio illegittimo per decreto, la Regione Lombardia è pronta ad installare altri seggi e altri scrutatori per i referendum regionali, vicini a quelli delle elezioni». Altri tempi, altri interessi. Formalmente legittimi, per carità. Purché sia chiaro: collocare il referendum elettorale nella domenica in mezzo tra le Europee e i ballottaggi delle Amministrative per puntare al fallimento del quorum costerà appunto agli italiani, stando ai calcoli di lavoce. info, circa 200 milioni di euro in più di spese dirette («quanto fin qui impegnato per la social card») più altri 200 di oneri indiretti. Totale: 400 milioni. Ottanta in più di quei 322 dati nel 2008 dall'Italia, il più tirchio dei Paesi occidentali, in aiuti al Terzo Mondo. Gian Antonio Stella Grazie Alberto!
davide Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Un disco rotto... Questo perchè sai che ho ragione
Miki24 Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Vi giro questo articolo arrivatomi due giorni fa via e-mail da un amico: dal Sole 24 Ore<i><b>Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa</b> Verdetto «imbarazzante» per Berlusconi, una sentenza che in molti Paesi farebbe tremare l'establishment politico, <b>ma in Italia «non era nemmeno tra i titoli di testa del telegiornale della sera</b>». La condanna dell'avvocato inglese David Mills è invece in evidenza sulle home page di molti siti britannici e oltreoceano attira l'attenzione del New York Times, che si stupisce: «La storia del giorno non era quella della corruzione, ma dell'espansione del potere di Berlusconi in Italia», con la vittoria in Sardegna e le dimissioni di Walter Veltroni. Mills, si legge sul New York Times, è stato condannato per avere preso una mazzetta «in cambio di avere mentito per proteggere il Primo ministro». Berlusconi era co-imputato fino all'anno scorso – spiega il quotidiano Usa - quando ha fatto approvare in Parlamento una legge che dà l'immunità alle più alte cariche, «in particolare a lui». Il miliardario, «che possiede il più grande impero italiano dei media», «è stato ripetutamente condannato per corruzione», ma le imputazioni sono state rovesciate in appello o sono scadute per decorrenza dei termini. Si è sempre dichiarato non colpevole, precisa il giornale newyorchese. «Più Berlusconi volge il sistema a suo vantaggio, più gli italiani sembrano ammirarlo». Nel servizio di Rachel Donadio viene citato Sergio Romano,<b> che si domanda perché parte della società italiana non sia scandalizzata. E Alexander Stille, secondo cui «gli italiani si sono convinti che la politica è una cosa sporca, tutti hanno scheletri nell'armadio, i giudici hanno dato più attenzione a Berlusconi … e quindi hanno trovato più scheletri</b>». Mills – continua il New York Times - è stato condannato a quattro anni e mezzo, ma difficilmente andrà in carcere. «In base alla legge italiana, la prigione comincia solo dopo la sentenza definitiva. Ed è improbabile che i due round di appelli possibili finiscano prima del 2010, quando decorrerà il termine di dieci anni previsto per casi del genere». Analogamente, «se Berlusconi resterà in carica fino ad allora, perirà anche il caso contro di lui». «La corte dice che Mills ha preso la mazzetta di Berlusconi», è il titolo del Financial Times, che senza fare distinguo sulla provenienza dei soldi scrive: Mills è stato condannato a quattro anni e mezzo per avere accettato «una mazzetta di 600mila dollari da Silvio Berlusconi, ora il premier italiano», in cambio di «false testimonianze» in due processi. Berlusconi, che ha spesso accusato i magistrati italiani di volersi fare «vendetta» nei suoi confronti, «sarà molto imbarazzato dal verdetto», scrive ancora il Financial Times, in un servizio firmato da Vincent Boland e Guy Dinmore. Il quotidiano fa notare che la legge sull'immunità è al vaglio della Corte costituzionale. «Se dovesse pronunciarsi contro l'immunità, il suo processo, nel quale era co-imputato, ricomincerebbe daccapo». I suoi collaboratori hanno trattato il caso come «un fastidioso ostacolo» al compito più importante di mandare avanti il governo e come un'ulteriore giustificazione dell'immunità data dal Parlamento. La Bbc ricorda che la legge sull'immunità è «controversa». Il Guardian ha, tra i numerosi articoli sull'argomento, un titolo su Berlusconi: «L'immunità data dal Parlamento potrebbe essere annullata dalla Consulta». Appena tornato al potere, ricorda John Hooper, Berlusconi aveva fatto della legge sull'immunità una priorità del suo governo. «Il verdetto di ieri mostra quanto valore aveva quella mossa». Ma il primo ministro «non è ancora al sicuro», perché la Corte costituzionale potrebbe ancora bocciare la legge, come fece con una legge simile nel 2004. Se la legge fosse dichiarata incostituzionale, il processo potrebbe ripartire. Ma vista la lentezza della giustizia italiana», è improbabile che si arrivi rapidamente a una condanna e il reato di cui Berlusconi è accusato cade in prescrizione il prossimo febbraio. Ci sono però altre accuse che vedono i due uomini co-imputati. Qui i giudici hanno «fermato l'orologio» e se la legge fosse dichiarata incostituzionale, i pm avrebbero più tempo. Il Guardian si spinge oltre con le ipotesi: «Anche se fosse condannato, Berlusconi può star tranquillo che non andrà in prigione. Potrà sembrare più giovane, ma ha più di 70 anni. E' l'età massima alla quale si può essere incarcerati in base alla legge italiana». Sul sito del Times è pubblicato un breve commento «Le stranezze della giustizia italiana». Con tono ironico, Richard Owen osserva che con la lentezza dei processi in appello ci si domanda se ci siano italiani che scontano la pena. «Ma la cosa più bizzarra è stata forse la decisione del giudice di condannare al risarcimento dei danni in favore dell'ufficio del Primo ministro (la parte civile costituita, la Presidenza del Consiglio, ndr) perché Mills – e quindi almeno per implicazione Silvio Berlusconi, il Primo ministro – ha deviato il corso della giustizia». <b>«Solo in Italia» può succedere, avrebbe detto scuotendo il capo un cronista giudiziario italiano</b>.</i>
Leasir Posted February 25, 2009 Author Posted February 25, 2009 NY Times, Bbc e Guardian: tutta stampa comunista.
Maurizio Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 NY Times, Bbc e Guardian: tutta stampa comunista. Se hanno criticato B. sì.
ZkZk Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Questo perchè sai che ho ragione E' inesatto. Probabilmente perche sa (ed evidntemente tu ignori) che la destinazione dell'8 per mille è una scelta e non un'imposizione. Infatti come tu auspichi può anche essere destinata, fra gli altri, allo stato per scopi umanitari e dato che vige il principio della sovranità popolare (almeno finkè siamo in democrazia), lo stato non può intervenire. Bye, Mau
Ale Div. Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Il 6 e 7 giugno non si terrà la consultazione sui quesiti elettoraliReferendum fuori dall'election day Vittoria leghista, costo 400 milioni Quorum a rischio col voto la domenica dopo le Europee. Segni: presi per i fondelli. Calderoli: ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile Gian Antonio Stella Referendum??? Che cazzo di referendum è??? BASTA REFERENDUM!
Maurizio Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Referendum???Che cazzo di referendum è??? BASTA REFERENDUM! Non dire così, altrimenti Pannella ricomincia con lo sciopero della fame.......
Ponchiaz Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Berlusconi è veramente un criminale. Qualcuno però mi sa spiegare però perchè la gente si dimentica di andare a votare per l'opposizione quando può? Lamentarsi dopo è un po' dura. E credetemi, io NON sono un fan del B.
Maurizio Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Berlusconi è veramente un criminale.Qualcuno però mi sa spiegare però perchè la gente si dimentica di andare a votare per l'opposizione quando può? Lamentarsi dopo è un po' dura. E credetemi, io NON sono un fan del B. Io voterei volentieri per l'opposizione, ma purtroppo non la vedo.....
corny Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Berlusconi è veramente un criminale.Qualcuno però mi sa spiegare però perchè la gente si dimentica di andare a votare per l'opposizione quando può? Lamentarsi dopo è un po' dura. E credetemi, io NON sono un fan del B. Vedi in giro un'opposizione? Sempre più dura andare a votare .....
Maurizio Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Vedi in giro un'opposizione?Sempre più dura andare a votare ..... Pensa che alle ultime elezioni sono stato ad un passo dal votare Di Pietro, poi all'ultimo non ne ho avuto il coraggio
Ale Div. Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Non dire così, altrimenti Pannella ricomincia con lo sciopero della fame....... In effetti ci stiamo avvicinando alla bella stagione, un po' di dieta ci vuole....
Ale Div. Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Io voterei volentieri per l'opposizione, ma purtroppo non la vedo..... Come no, io ho votato per Gianfranco Fini.........................................
davide Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 E' inesatto.Probabilmente perche sa (ed evidntemente tu ignori) che la destinazione dell'8 per mille è una scelta e non un'imposizione. Infatti come tu auspichi può anche essere destinata, fra gli altri, allo stato per scopi umanitari e dato che vige il principio della sovranità popolare (almeno finkè siamo in democrazia), lo stato non può intervenire. Bye, Mau La tua risposta invece indica chiaramente che sei TU (non io) ad ignorare come funziona veramente l'8x1000 Salumi e caci.
Maurizio Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Come no, io ho votato per Gianfranco Fini......................................... si ma quello è un comunista......
marko Posted February 25, 2009 Posted February 25, 2009 Come no, io ho votato per Gianfranco Fini......................................... COOO MU NI STA tum tum tumtum COOO MU NI STA tum tum tumtum sei contento che avete ripreso possesso del Cox (17?18?19?) io... io... io ti perdono, Ale... ti stimo troppo... rispeck, bro! yoo!
ROOSTERS99 Posted February 26, 2009 Posted February 26, 2009 Abu Dhabi - Dopo un percorso decisionale che è durato due anni, il governo del ricco paese mediorientale ha annunciato di aver avviato la fase negoziale per l’acquisizione di 48 velivoli da addestramento avanzato M-346 Gli Emirati scelgono Aermacchi -------------------------------------------------------------------------------- Ce l'ha fatta, l'M346 "Master" di Aermacchi, a diventare l'aereo preferito dei migliori clienti di aerei del mondo. L'addestratore di nuova generazione dell'azienda aeronautica di Venegono Superiore è stato infatti scelto dagli Emirati Arabi Uniti dopo un lungo percorso che ha messo i leader mondiali tra i produttori di questo genere di aereo militare uno contro l'altro: un percorso di scelta avviato due anni fa con una lista di contendenti che andava sempre riducendosi. Con questa decisione, gli Emirati si attestano come il primo importante cliente straniero del nuovo, avveniristico modello. La notizia è stata comunicata dallo stesso Governo degli Emirati Arabi Uniti oggi, 25 febbraio 2009, ad Abu Dhabi, nel corso del salone di IDEX 2009 (International Defence Exhibition & Conference): la voce istituzionale ha confermato di aver avviato la fase negoziale per l’acquisizione di 48 velivoli da addestramento avanzato M-346 di Alenia Aermacchi. L’intesa, che prevede anche la costituzione di una joint venture negli EAU tra Alenia Aermacchi e Mubadala Development Company (Mubadala) per lo sviluppo di una linea di assemblaggio finale dell’M-346 "E' il risultato di una stretta collaborazione tra il Governo italiano e l'industria della difesa che hanno lavorato assieme per valorizzare l'eccellenza italiana nel settore dell'alta tecnologia aeronautica" come precisa la nota di Finnmeccanica, di cui AleniaAermacchi fa parte. "La selezione dell'M-346 di Alenia Aermacchi da parte del Governo degli Emirati Arabi Uniti – ha dichiarato Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica – costituisce un successo di grandissimo valore per l'industria italiana dell'alta tecnologia. Si tratta di un'affermazione di notevole valenza strategica per Finmeccanica, perché conferma il primato a livello internazionale di questo velivolo da addestramento avanzato di nuova generazione e apre la strada a nuovi successi in altri mercati mondiali, dove sono già in corso altre importanti campagne" . Quella della decisione positiva del Governo degli Emirati, "sofferta" da Aermacchi per molti mesi, è una di quelle buone notizie che, in tempi di crisi, suonano ancora migliori: per il lavoro che assicura e per le speranze che porta nel domani. “E' sicuramente una notizia importante, innanzitutto perchè riafferma le capacità produttive in un settore che unico regge la crisi che c'è adesso - conferma infatti Graziano Resteghini, della segreteria Fim-Cisl varesina - segno che gli investimenti in ricerca e sviluppo alla fine pagano sempre. Ma noi ci teniamo anche a ribadire che questo risultato è stato ottenuto anche grazie all'eccellenza dei lavoratori che lavorano in quella azienda. In questo senso l'iniziativa dell'Unione Industriali di Varese per promuovere il distretto risponde sicuramente a un criterio di razionalizzazione e di rafforzamento, ma non è solo una iniziativa che riguarda o promuove le aziende: dietro di loro, in questo successo, ci sono i lavoratori, chi li rappresenta e chi dovrà gestire l'intreccio di queste attività. E, infine, consideriamo questo accordo con gli Emirati Arabi Uniti un buon viatico per concludere il rinnovo dell'accordo aziendale, che ancora non è stato siglato”. Le prime congratulazioni "esterne" sono arrivate da Daniele Marantelli, onorevole PD del territorio: "Ai progettisti, ai tecnici e ai lavoratori va la mia gratitudine più sincera per il successo raggiunto - sottolinea Marantelli - E un grazie riconoscente va anche a Pierluigi Bersani che, quando era Ministro delle Attività produttive, aveva finanziato il progetto. Dopo questo brillante risultato mi auguro che il governo realizzi in Italia la scuola europea di addestramento e che la vendita agli Emirati Arabi sia solo un primo successo che possa permettere di esportare l’M346 in tutto il mondo". Anche dal presidente della Regione arrivano i complimenti ad Aermacchi, azienda varesina: "L'alta tecnologia italiana - aggiunge Formigoni - ottiene un nuovo riconoscimento a livello mondiale e la Lombardia, dove ha sede la società, conferma il suo primato nel settore aeronautico. Approfitto di questa occasione per sottolineare una volta di più il ruolo decisivo del capitale umano: l'impegno e l'altissima specializzazione delle maestranze, dei tecnici e dei dirigenti di Alenia-Aermacchi ci consentono di tenere alto in tutto il mondo il nome della Lombardia" Mercoledi 25 Febbraio 2009 Stefania Radman stefania.radman@varesenews.it Bene, anzi benissimo e complimenti !!
corny Posted February 26, 2009 Posted February 26, 2009 Abu Dhabi - Dopo un percorso decisionale che è durato due anni, il governo del ricco paese mediorientale ha annunciato di aver avviato la fase negoziale per l’acquisizione di 48 velivoli da addestramento avanzato M-346Gli Emirati scelgono Aermacchi -------------------------------------------------------------------------------- Ce l'ha fatta, l'M346 "Master" di Aermacchi, a diventare l'aereo preferito dei migliori clienti di aerei del mondo. L'addestratore di nuova generazione dell'azienda aeronautica di Venegono Superiore è stato infatti scelto dagli Emirati Arabi Uniti dopo un lungo percorso che ha messo i leader mondiali tra i produttori di questo genere di aereo militare uno contro l'altro: un percorso di scelta avviato due anni fa con una lista di contendenti che andava sempre riducendosi. Con questa decisione, gli Emirati si attestano come il primo importante cliente straniero del nuovo, avveniristico modello. La notizia è stata comunicata dallo stesso Governo degli Emirati Arabi Uniti oggi, 25 febbraio 2009, ad Abu Dhabi, nel corso del salone di IDEX 2009 (International Defence Exhibition & Conference): la voce istituzionale ha confermato di aver avviato la fase negoziale per l’acquisizione di 48 velivoli da addestramento avanzato M-346 di Alenia Aermacchi. L’intesa, che prevede anche la costituzione di una joint venture negli EAU tra Alenia Aermacchi e Mubadala Development Company (Mubadala) per lo sviluppo di una linea di assemblaggio finale dell’M-346 "E' il risultato di una stretta collaborazione tra il Governo italiano e l'industria della difesa che hanno lavorato assieme per valorizzare l'eccellenza italiana nel settore dell'alta tecnologia aeronautica" come precisa la nota di Finnmeccanica, di cui AleniaAermacchi fa parte. "La selezione dell'M-346 di Alenia Aermacchi da parte del Governo degli Emirati Arabi Uniti – ha dichiarato Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica – costituisce un successo di grandissimo valore per l'industria italiana dell'alta tecnologia. Si tratta di un'affermazione di notevole valenza strategica per Finmeccanica, perché conferma il primato a livello internazionale di questo velivolo da addestramento avanzato di nuova generazione e apre la strada a nuovi successi in altri mercati mondiali, dove sono già in corso altre importanti campagne" . Quella della decisione positiva del Governo degli Emirati, "sofferta" da Aermacchi per molti mesi, è una di quelle buone notizie che, in tempi di crisi, suonano ancora migliori: per il lavoro che assicura e per le speranze che porta nel domani. “E' sicuramente una notizia importante, innanzitutto perchè riafferma le capacità produttive in un settore che unico regge la crisi che c'è adesso - conferma infatti Graziano Resteghini, della segreteria Fim-Cisl varesina - segno che gli investimenti in ricerca e sviluppo alla fine pagano sempre. Ma noi ci teniamo anche a ribadire che questo risultato è stato ottenuto anche grazie all'eccellenza dei lavoratori che lavorano in quella azienda. In questo senso l'iniziativa dell'Unione Industriali di Varese per promuovere il distretto risponde sicuramente a un criterio di razionalizzazione e di rafforzamento, ma non è solo una iniziativa che riguarda o promuove le aziende: dietro di loro, in questo successo, ci sono i lavoratori, chi li rappresenta e chi dovrà gestire l'intreccio di queste attività. E, infine, consideriamo questo accordo con gli Emirati Arabi Uniti un buon viatico per concludere il rinnovo dell'accordo aziendale, che ancora non è stato siglato”. Le prime congratulazioni "esterne" sono arrivate da Daniele Marantelli, onorevole PD del territorio: "Ai progettisti, ai tecnici e ai lavoratori va la mia gratitudine più sincera per il successo raggiunto - sottolinea Marantelli - E un grazie riconoscente va anche a Pierluigi Bersani che, quando era Ministro delle Attività produttive, aveva finanziato il progetto. Dopo questo brillante risultato mi auguro che il governo realizzi in Italia la scuola europea di addestramento e che la vendita agli Emirati Arabi sia solo un primo successo che possa permettere di esportare l’M346 in tutto il mondo". Anche dal presidente della Regione arrivano i complimenti ad Aermacchi, azienda varesina: "L'alta tecnologia italiana - aggiunge Formigoni - ottiene un nuovo riconoscimento a livello mondiale e la Lombardia, dove ha sede la società, conferma il suo primato nel settore aeronautico. Approfitto di questa occasione per sottolineare una volta di più il ruolo decisivo del capitale umano: l'impegno e l'altissima specializzazione delle maestranze, dei tecnici e dei dirigenti di Alenia-Aermacchi ci consentono di tenere alto in tutto il mondo il nome della Lombardia" Mercoledi 25 Febbraio 2009 Stefania Radman stefania.radman@varesenews.it Bene, anzi benissimo e complimenti !! Le nostre aziende manifatturiere, checce se ne dica, non sono seconde a nessuno!! Specie quelle tecnologicamente più avanzate, che infattti sono ltra e poche aziende italiane non ancora toccate dalla crisi.
Ponchiaz Posted February 26, 2009 Posted February 26, 2009 Mi associo ai complimenti ai miei ex colleghi, oggi giorno di festa. Sono i numeri uno e l'aereo è veramente qualcosa di diverso. Quando avrete voglia, leggete le mie considerazioni a margine. la voce istituzionale ha confermato di aver avviato la fase negoziale per l’acquisizione di 48 velivoli da addestramento avanzato M-346 di Alenia Aermacchi. "Il contratto è chiuso quando i soldi sono in banca" Ermanno Bazzocchi CEO storico di Aermacchi. L’intesa, che prevede anche la costituzione di una joint venture negli EAU tra Alenia Aermacchi e Mubadala Development Company (Mubadala) per lo sviluppo di una linea di assemblaggio finale dell’M-346 " Ma noi ci teniamo anche a ribadire che questo risultato è stato ottenuto anche grazie all'eccellenza dei lavoratori che lavorano in quella azienda. In questo senso l'iniziativa dell'Unione Industriali di Varese per promuovere il distretto risponde sicuramente a un criterio di razionalizzazione e di rafforzamento, ma non è solo una iniziativa che riguarda o promuove le aziende: dietro di loro, in questo successo, ci sono i lavoratori, chi li rappresenta e chi dovrà gestire l'intreccio di queste attività. E, infine, consideriamo questo accordo con gli Emirati Arabi Uniti un buon viatico per concludere il rinnovo dell'accordo aziendale, che ancora non è stato siglato”. La linea di assemblaggio finale, ovvero dove avviene molto più della metà delle ore di lavoro qualificato quindi sarà a Mubudala, frazione di Venegono. Comprensibile la soddisfazione del sindacato.
tatanka Posted February 26, 2009 Posted February 26, 2009 Mi associo ai complimenti ai miei ex colleghi, oggi giorno di festa. Sono i numeri uno e l'aereo è veramente qualcosa di diverso.Quando avrete voglia, leggete le mie considerazioni a margine. Questa storia dell'assemblaggio negli emirati fa il paio con il ommento che facemmo su Agusta. Non mi è completamente chiaro se già questi 48 velivoli debbano essere assemblati là. Questi Emiri che vogliono diventare anche assemblatori mi fa pensare che siano più lungimiranti di noi.
Ponchiaz Posted February 26, 2009 Posted February 26, 2009 Questa storia dell'assemblaggio negli emirati fa il paio con il ommento che facemmo su Agusta.Non mi è completamente chiaro se già questi 48 velivoli debbano essere assemblati là. Questi Emiri che vogliono diventare anche assemblatori mi fa pensare che siano più lungimiranti di noi. Ovviamente sì, 48 velivoli sono gà tantissimissimi.
corny Posted February 26, 2009 Posted February 26, 2009 Il governatore del Veneto: non abbiamo pregiudizi Patto Formigoni-Galan: sì al nucleare Troveremo il posto per le centrali Il presidente: bene il governo. Gli ambientalisti: dichiarino i siti prima delle elezioni MILANO - Formigoni e Galan uniti anche sul nucleare. I governatori di Lombardia e Veneto ieri, dopo aver siglato un patto di collaborazione su Expo, logistica-trasporti e sviluppo sostenibile, si sono spesi per la causa del ritorno al nucleare. «Nessun pregiudizio, sono favorevole alla decisione del Governo, perché il nucleare libera il paese dalla dipendenza dal gas e dal petrolio», ha detto Roberto Formigoni. Sui siti dove collocare le centrali, «attendiamo le proposte ma intanto monitoriamo il nostro territorio». Un dato farebbe pendere la bilancia verso il nucleare: Lombardia e Veneto sono le due regioni più «energivore» d'Italia. E Giancarlo Galan gli ha fatto eco: «Non abbiamo pregiudizi. Il nucleare è la sola via percorribile e sicura. Siamo disposti a parlarne. Senza ipocrisie». Un invito a nozze per gli ambientalisti che sfidano Formigoni ad un confronto pubblico. E a oltre mezzo secolo dalla 1˚ Conferenza di Ginevra (Atoms for Peace) che ufficializzò la nascita dell'energia nucleare da fissione per usi civili, l'atomo torna a dividere. «L'energia atomica non è conveniente né sicura e non è vero che non sia impattante, perché il ciclo di estrazione e produzione dell'uranio produce alte emissioni di gas serra», ribatte Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi. E Mario Agostinelli, del Prc, ironizza: «Se ci credono davvero, fuori i nomi dei siti prima delle elezioni». E sono solo le prime schermaglie di una nuova guerra fredda, a 22 anni dal referendum che mise in pensione tra gli altri anche "Arturo", come venne ribattezzato dalla popolazione l'impianto di Caorso che si affaccia sul fiume Po. Un dato è certo: il fabbisogno di energia cresce del 2,5 per cento all'anno. E per ogni lombardo ogni anno vengono bruciate 2,68 tonnellate di petrolio. La Lombardia con il suo parco impiantistico (200 di produzione termoe-lettrica, 334 gli impianti idroelettrici) ha finora assicurato l'80 per cento del fabbisogno elettrico (70.512 GWh). C'è un deficit tra consumo e produzione del 26%. E il gap tra l'utilizzo di fonti rinnovabili e quello di materia prima importata (gas, petrolio) è comunque alto e ciò che si brucia per produrre energia butta nell'aria 76 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. A dire che la Lombardia è «autosufficiente» fu la Regione stessa, lo scorso novembre, consegnando al ministro Scajola il parere negativo circa la realizzazione di una nuova centrale termoelettrica nel bresciano. Conferma l'assessore all'Energia, Massimo Buscemi. Che, però, aggiunge: «Doveva funzionare importando gas, aumentando la dipendenza da paesi terzi. Un insediamento nucleare è altra cosa, servirebbe il Paese intero. Ma è presto per parlare di siti». Il direttore del settore Energia della Provincia, Sergio Zabot, fa notare come «con il repowering delle centrali la Lombardia ha fatto grandi passi verso la riduzione del deficit energetico e la strada da percorrere è il risparmio energetico. Solo la raccolta del vetro e dell'alluminio di un anno in Italia ha portato ad un risparmio di energia pari a tre centrali da mille Megawatt». Paola D'Amico 26 febbraio 2009 Quindi probabile una centrale nucleare in Lombardia .... o Veneto.
tatanka Posted February 26, 2009 Posted February 26, 2009 Ovviamente sì, 48 velivoli sono gà tantissimissimi. Si, vabbeh ma assemblato il primo poi gli altri si fanno con copia&incolla NOn ho letto attentamente ma non ho visto date e scadenze. Per la linea di assemblaggio si parla di costituire una joint-venture, poi dovranno mettere in piedi il tutto dal niente (che negli Emirati non è una cosa così lunga in effetti), insomma non ho capito quanti vengono assemblati qua e quanti là.
Recommended Posts
Create an account or sign in to comment
You need to be a member in order to leave a comment
Create an account
Sign up for a new account in our community. It's easy!
Register a new accountSign in
Already have an account? Sign in here.
Sign In Now