Ponchiaz Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Ronde: non serve pensare troppo per capire come andrà a finire. Come in tutte le nazioni sottosviluppate i ricchi si rinchiuderanno in compound sorvegliati da vigilantes privati. Quando lo stato non è in grado di presidiare un servizio, il ricco crea una struttura surrogante privata, vedi ad esempio sanità e di questo passo scuola.
Maurizio Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Ronde: non serve pensare troppo per capire come andrà a finire.Come in tutte le nazioni sottosviluppate i ricchi si rinchiuderanno in compound sorvegliati da vigilantes privati. Quando lo stato non è in grado di presidiare un servizio, il ricco crea una struttura surrogante privata, vedi ad esempio sanità e di questo passo scuola. Sudamerica, stiamo arrivando..........
tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Referendum inutile fatto dal più grosso porta sfiga della storia politica italiana di tutti i tempi.Fallirà come hanno fallito gli ultimi 400 referendum inutili proposti da quell'altro scassa palle che è Pannella. Segni aveva l'Italia in pugno 15 anni fa. Non è stato capace si sfruttare l'occasione perchè è un politico meno che mediocre. Vada in pensione. Chi sa qual è la proposta referendaria alzi la mano. Senza voler entrare nello specifico e nel tecnico, se mai il referendum arrivasse al quorum, questa legge elettorale verrebbe poi necessariamente adeguata in parlamento. Come nel 1992. Milioni di € buttati comunque nel cesso. In questo momento non si deve decidere se quel referendum sia o meno da fare. E' da fare. Possiamo anche considerarlo inutile, in parte lo penso anche io, ma adesso il Governo, Maroni in primis deve solo decidere quando farlo. Se lo si fa con le Europee si spende X. Se lo si fa la settimana dopo si spende X+400M€. Se lo si fa separato si sceglie di spendere 400M€ per farlo fallire. Bossi sembrerebbe aver annusato che la cosa non sta bene neanche ai leghisti moderati.
Ponchiaz Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Sudamerica, stiamo arrivando.......... Nel momento in cui mi sfasciano una finestra, mi entrano in casa ed il Carabiniere chiamato mi dice "Faccia pure denuncia, ma tanto non li prenderemo mai e neanche ci proveremo" ho idea che ci siamo già ampiamente arrivati. E per altro, rendo noto, il concetto di metronotte non mi sembra così innovativo ed eversivo neh...
tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Discutiamone... su immigrazione e ronde, delle posizioni disallineate dai soliti ragionamenti guelfi e ghibellini ......... Fatto sta che l’attuale can can sull’immigrazione ha prodotto due elementi significativi. Il primo: non si parla più di morti bianche (dunque il diversivo al momento è efficace). Il secondo: si organizzano ronde affidate ad associazioni di volontariato. Ergo: l’indotto che vive del disagio migratorio e che ha la necessità di mantenerlo in vita e di potenziarlo (esattamente come accade nel rapporto perverso e mortifero vigente tra ricerca e malattia) viene ampliato. ..... Non condivido tutti i ragionamenti a monte ma concordo sul fatto che il can-can sull'immigrazione ha partorito scelte sbagliate.
tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Sudamerica, stiamo arrivando.......... Attenzione che nel Sudamerica la polizia privata difende i ricchi dai poveri, che sono sudamericani anch'essi. Qui rischiamo di avere ronde che difendano gli italiani dagli immigrati. Non esattamente la stessa cosa.
Ale Div. Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 (edited) Sudamerica, stiamo arrivando.......... Non solo Brasile, dove in alcune grandi città i ricchi si spostano in elicottero perchè anche l'automobile sarebbe pericolosa. Esistono già quartieri (per ricchissimi, of course) negli Stati Uniti che hanno un sistema di vigilanza armata interna, accesso solo per i residenti, telecamere di controllo e tutto quello che può servire per garantire la sicurezza dei residenti. Edited February 27, 2009 by Ale Div.
Ponchiaz Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 D'altra parte ho una notizia per tutti: così come è strutturata oggi la polizia sia essa civile o militare non è in grado di assicurare sicurezza a tutti e individuazione della maggior parte dei reati. Anche far finta che non sia vero mi pare demagogia.
Leasir Posted February 27, 2009 Author Posted February 27, 2009 D'altra parte ho una notizia per tutti: così come è strutturata oggi la polizia sia essa civile o militare non è in grado di assicurare sicurezza a tutti e individuazione della maggior parte dei reati.Anche far finta che non sia vero mi pare demagogia. Inesatto. In Italia non mancano di certo risorse umane o competenze alle forze di polizia, piuttosto mancano fondi (le volanti sono ferme senza carburante) e un'adeguato sistema giudiziario che garantisca che i colpevoli acciuffati dalle forze dell'ordine scontino la doverosa pena. Non è certo colpa di chi i criminali li deve acciuffare se l'Italia è diventato il paese del Bengodi per tutti i delinquenti nostrani ed esteri...
tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Non solo Brasile, dove in alcune grandi città i ricchi si spostano in elicottero perchè anche l'automobile sarebbe pericolosa. Esistono già quartieri (per ricchissimi, of course) negli Stati Uniti che hanno un sistema di vigilanza armata interna, accesso solo per i residenti, telecamere di controllo e tutto quello che può servire per garantire la sicurezza dei residenti. Stiamo sviando. Anche in Italia esistono i quartieri residenziali con vigilanza privata, le ditte hanno i loro sistemi di vigilanza. Ma un conto è la vigilanza privata di aree private, un altro le ronde di privati che girano in luoghi pubblici.
tatanka Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 (edited) D'altra parte ho una notizia per tutti: così come è strutturata oggi la polizia sia essa civile o militare non è in grado di assicurare sicurezza a tutti e individuazione della maggior parte dei reati.Anche far finta che non sia vero mi pare demagogia. Non bisogna far finta che il problema non esista. Non bisogna amplificare un problema per altri scopi. Non bisogna dare risposte finte e sbagliate a problemi veri e giusti. Edited February 27, 2009 by tatanka
Franz#12 Posted February 27, 2009 Posted February 27, 2009 Sudamerica, stiamo arrivando.......... E siamo pure in ritardo sul carnevale di Rio
Guest daier Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 The Advantages of Travel Write a passage with the words and phrases given:wow power leveling, advantages, widen our knowledge, make friends, knowledge of geography, beautiful scenery, different lifestyle, customs and cultures, various food, practise a foreign lan guage, worth spending the time. wow gold, Whenever a college student is asked, wotlk gold,"What are you going to do this summer vacation?" The most probable answer might be "I am going to have a travel. " It sounds that college students are fond of travelling. Why? Because travel has numerous advantages.wow gold, First of all, travel can widen our knowledge of geography, the knowledge of customs, cultures and lifestyles of different places and countries. Secondly, we can make friends and practise a foreign language through travelling. Finally, travel is the best way of pastime. wow gold,We can enjoy eating various food and seeing beautiful sceneries. In a word, we can benefit from travel in more than one way. It is worth spending the time So far as the topic Health and Wealth is concerned, different people have different opinions about it. wow gold,Some think that wealth means everything. To them , wealth or having a lot of money can help them to do what they want to do. With a lot of money , they can buy the beautiful house, expensive car, beautiful clothes , and so on. They even have the idea that they can buy happiness which they like. wow gold, On the other hand, some other people don’t agree with those people mentioned above. They believe that Healthy is more important than wealth. First, you can enjoy a happier life with healthy body than those wealthy people with poor health. Second, a healthy body is the foundation for a successful career. Third, a healthy body is also necessary for accumulating wealth. wow geld, In a word,wow gold,, keeping health first if you want become wealthy. It is well-known that a person can make a large fortune if he has the right opportunities during his life. But if the person suffers from a terrible illness, then no matter how much money he may earn, he will still lead a miserable life. WOW power leveling, Therefore, health is much more important than wealth. wow gold,, The Advantages of Travel
Ale Div. Posted March 2, 2009 Posted March 2, 2009 Eh già .... il problema è il conflitto di interessi del Silvio... sono le fatture non emesse dei sciur brambilla.... è lungo ma ne vale la pena, prendetevi 10 minuti per leggerlo attentamente ... sono cose che i travagli e i beppegrilli si guardano bene dal raccontare, perchè forse non fanno tanta audience... buon divertimento Castelli di finanza Luigi Di Stefano Ovvero: come centinaia di migliaia di cittadini italiani, in gran parte ancora ignari, verranno chiamati dai Tribunali italiani a pagare le perdite purimiliardarie degli squali di Wall Street. Tutti abbiamo saputo dei cosiddetti “Mutui subprime” americani, che sono stati una delle basi della crisi finanziaria planetaria dovuta alla finanza tossica. Le banche e le società finanziarie americane concedevano un mutuo per la casa a soggetti che difficilmente potevano poi pagarlo, ma in questo modo creavano un credito certo ed esigibile, coperto da una garanzia immobiliare. Questo “credito certo” veniva poi utilizzato come base per emettere altri titoli di credito (i famosi Derivati o Hedge Fund) che con le cosiddette prassi dell’ingegneria finanziaria veniva moltiplicato all’infinito. A dire che su un “credito certo” ad esempio di 100.000$ (il mutuo) si garantivano cinquanta e cento volte tanto di Derivati ed Hedge Fund. Quando il castello finanziario è cominciato a franare, e si andati dal povero cristo a cui avevano fatto il mutuo, tutto è crollato. Tranquilli, ci dice il governo italiano. Le banche italiane sono solide e giudiziose, non hanno fatto mutui subprime e “finanza creativa”. E’ vero che per salvarle dal disastro della crisi planetaria lo Stato gli ha regalato miliardi di Euro dei contribuenti (sulla cifra vera c’è il segreto di Stato), è vero che le banche si sono incamerati questi soldi e stanno strozzando l’economia reale negando il credito alle imprese, ma sono quisquilie, pinzellacchere. Voi state tranquilli. Tutto prende le mosse dalla legge 130/1999 fatta dal governo D’Alema, quella delle “cartolarizzazioni”. Ma non era Tremonti il creativo??? Nota di Ale Div. Le banche nel loro complesso avevano, dopo la crisi del 1992 (uscita dallo SME per le operazioni speculative contro la lira organizzate dal celebre finanziere Soros attraverso il “Quantum Fund”, con conseguente svalutazione della lira, crisi economica etc) avevano migliaia di miliardi di crediti ipotecari e chirografari di difficile se non impossibile esigibilità. Con la legge 130/1999 gli si consentiva di vendere questi crediti a terzi (appunto la “cartolarizzazione”) e di mettere in perdita la differenza fra il credito vantato (ad esempio 100.000€) e il prezzo di cessione del credito (ad esempio 40.000€), defalcando dall’imponibile fiscale i 60.000€. Mentre prima il credito “certo e libero” andava dimostrato in tribunale per poter agire contro il debitore ora diventava “certo e libero” su semplice dichiarazione della Banca. Mentre prima era vietato cedere un credito a terzi senza il consenso del debitore ora si poteva cedere questo credito all’insaputa del debitore (con un semplice annuncio in Gazzetta Ufficiale (la Banca X ha ceduto i suoi crediti alla Società Y). E a chi li vendevano questi crediti “certi e liberi” le banche? A se stesse. Tutte le banche crearono delle Srl con capitale di venti milioni alle quali vendettero crediti per migliaia di miliardi di lire, gli ipotecari al 40% del loro valore nominale, i chirografari al 10% del loro valore nominale. E come pagarono questi crediti le Srl? Con delle “obbligazioni”, cioè con delle “promesse di pagamento”, cioè con delle “cambiali” (nobilitate anche col nome di Derivati ed Hedge Fund, appunto). Cambiali che erano garantite dal credito acquistato e che rimaneva al 100% nei riguardi dell’ignaro debitore. Capito il meccanismo? Le banche vendettero a se stesse i crediti sottraendo al fisco il 40% o il 90% dell’imponibile, ma il credito rimaneva al 100% “certo e libero” in quota a una società di proprietà della stessa banca, che però non ci pagava le tasse perchè a bilancio questo “attivo” si sottraeva il “passivo” delle obbligazioni emesse. Ma attenzione: le banche avevano già recuperato fiscalmente questi crediti poiché aveva già conseguito il beneficio degli ammortamenti attraverso il dispositivo degli accantonamenti annuali al fondo di svalutazione crediti e al fondo di rischio. Di quanto? Diciamo mediamente del 70% (accantonamento del 5% annuo sul Fondo Svalutazione Crediti (FSV) e di un altro 5% annuo sul Fondo Rischio Crediti (FRC). E, di che cifre stiamo parlando? Le operazioni di cartolarizzazione a partire dal 1999 sono state attuate dalle maggiori banche nazionali, per un ammontare stimato di oltre 300 miliardi di euro, pari a circa 580.000 miliardi di lire, con elusione fiscale derivata che ha aperto una voragine nei conti pubblici di almeno 150 miliardi di euro, pari a 290.000 miliardi di lire. Prima fra tante, la Banca di Roma s.p.a. che nel 1999 ha cartolarizzato oltre 20.000 miliardi di crediti con i multipli delle società da essa controllate Trevi Finance s.p.a. - Trevi 1 e Trevi 2, seguita a ruota dalla Banca Nazionale del Lavoro, che ha ceduto i propri crediti alla S.V.P. Venezia s.p.a. e alla Aeres Finance, che insieme al Banco di Napoli, hanno ceduto i propri crediti alla S.G.C., dal Monte Paschi di Siena che ha ceduto alle varie società satelliti; Banca Intesa che ebbe a cedere decine di migliaia di milioni di euro prima a Intesa Gestione Crediti, operazioni proseguite anche dopo la fusione in Intesa-San Paolo, con la cessione da Intesa Gestione Crediti a Castello Finance, che ha travasato i suoi crediti in Italfondiario, divenuta la più ricca finanziaria, con un portafoglio da recuperare di oltre 26 miliardi di euro. Un’operazione degna di nota è quella compiuta nel 2008 da Unicredit Banca di Roma che ha cartolarizzato un miliardo e passa di crediti con la Aspra Finance. Capito che roba? Crediti incagliati, già portati in ammortamento per il 70/80% (e quindi sottratti al fisco), sono ridiventati “veri e liberi” e contemporaneamente sottraendo al fisco la stratosferica cifra di altri 150 miliardi di € (quattro di cinque leggi finanziarie). 150 miliardi di € che per “risanare i conti pubblici” lo Stato deve richiedere ai cittadini, pagati coi nostri stipendiucci, le nostre miserabili paghe orarie (e mi riferisco ai giovani) di 4 o 5 € l’ora. Vogliamo ringraziare il Presidente del Consiglio (e il governo, pure di sinistra (beh, è da ridere no?) che hanno avuto la bella pensata di fare la legge 130/1999? Ed ora che abbiamo descritto il prologo, vediamo come, oltre a rimettere 150 miliardi di € nei conti pubblici, ne dovremo dare altri 300 miliardi agli squali di Wall Street, su sentenza dei tribunali della Repubblica Italiana. E quindi dove stanno realmente i nostri “Mutui subprime” Abbiamo spiegato all’inizio che i mutui sub prime erano in realtà crediti inesigibili trasformati in crediti “veri e liberi” per costruirci Castelli Finanziari. E abbiamo citato una serie di società finanziarie italiane (Trevi Finance s.p.a. - Trevi 1 e Trevi 2, S.V.P., Venezia s.p.a., Aeres Finance, S.G.C, Intesa Gestione Crediti, Castello Finance, Italfondiario) che hanno ricevuto centinaia di miliardi di € di crediti che “erano incagliati e inesigibili”, ma sono stati trasformati in “veri e liberi” su semplice dichiarazione delle rispettive banche. 300 miliardi di € di crediti diventati “veri e liberi” che si sono venduti a Wall Street per costruire titoli tossici, ecco i nostri Mutui subprime. Ed ora che la baracca è crollata, Wall Street vuole i 300 miliardi di € di crediti ed ha già iniziato a rivolgersi ai tribunali italiani, che già hanno cominciato a pignorare case, depositi bancari e stipendi ai cittadini italiani ignari. Spiego il meccanismo usando ad esempio uno di questi soggetti di cui posseggo la documentazione legale e che posso esibire in qualsiasi tribunale per dimostrarlo. Dopo la fusione Banca Intesa-San Paolo le rispettive società che avevano acquistato le cartolarizzazioni (quella di Banca Intesa era “Intesa Gestione Crediti”) hanno venduto i loro portafogli a Castello Finance srl. Che ha sua volta ha nominato “mandataria” Italfondiario spa. Sarebbe che Italfondiario spa riscuote i crediti per conto di Castello Finance srl, in pratica gli incassi sono suoi. Italfondiario attualmente gestisce attività per circa 27,9 miliardi di Euro per conto di Fortress Investment Group. L’attività di recupero aggressiva, ha funzionato bene non solo per l’attività principale, ovvero la gestione delle sofferenze, ma anche per gli altri settori dell’asset management, come la liquidazione degli immobili, la riscossione delle fatture esigibili e il recupero di mutui incagliati. (potete controllare, lo dicono loro: http://www.italfondiario.it/about.asp) E chi è Fortress Investment Group, socio di maggioranza di Italfondiario spa? E’ “Fortress Investment Group” LLC, 1345 Avenue of the Americas, New York, NY 10105, 212-798-6100. E qual è il “business” di Fortress Investment Group? Private Equity e Hedge Fund (http://www.fortressinv.com , potete controllare). E chi sono i procuratori in Italia di Fortress Investment Group? FIG Italia S.r.l. e FCF Consulting Srl. E qual’è la sede legale di Castello Finance srl, Itafondiario spa, FIG Italia S.r.l. e FCF Consulting S.r.l.? Via del Tritone 181 00187 Rome Italy. Tutti allo stesso indirizzo. E che fanno? Tutti la stessa cosa: portano sangue fresco agli squali di Wall Street. E lo squalo (o il vampiro, se preferite) in questo caso è appunto Fortress Investment Group, una società finanziaria specializzata in titoli tossici (http://en.wikipedia.org/wiki/Fortress_Investment_Group) ma che ha investito anche in Casinò e Corse dei Cavalli, è stata protagonista di uno scandalo per finanziamenti alla politica (beh, tutto il mondo è paese) e che ha avuto la quotazione scesa da 16 a 1,7$ e che sta chiedendo ai “debitori italiani”, per mezzo della sua controllata Italfondiario spa 27,9 miliardi di €, con metodi “aggressivi” (se ne fanno un vanto, nell’ambiente dei casinò e delle corse dei cavalli c’è gente rude, maschia, ci faranno rapire dalla CIA se non paghiamo). E chi sono i “debitori”? Siamo noi, io, voi, nessuno può sapere se è stato “venduto” magari per una posizione di venti anni fa, se suo malgrado è “stato dichiarato” debitore di un credito “vero e libero”, se questo debito “dinamico” (perchè lievità come un soufflè per spese varie, interessi anatocistici, avvocati, ci mangiano tutti) è aumentato di cinque, dieci, venti volte. Per cui nessuno per ora sa dagli originari 300 miliardi di € complessivi quanti miliardi pretende Wall Street. Cinquecento, mille? Conclusioni Io ho cominciato questa inchiesta perchè mi ci sono trovato vittima, e sono rimasto esterrefatto a scoprire nelle mani di chi ero andato a finire e di chi ero diventato debitore (per una controversia con Nuovo Banco Ambrosiano del 1990, e ormai dimenticata). Prima di correre alla Guardia di Finanza devo ricostruire bene tutta la faccenda, e quindi portare alla luce tutti gli altri organigrammi delle varie reti di truffa e malaffare. Perchè sono convinto che dietro ad ogni banca, dietro ad ogni società di cartolarizzazione, c’è anche uno squalo di Wall Street che ha il diritto, con una legge italiana sicuramente unica al mondo (e dono di un governo “di sinistra”), di esibire una dichiarazione fatta da un altro nel 1999 e costringere il magistrato a depredarvi della casa, dei risparmi, dello stipendio e della salute. Per adesso sono decine di migliaia di persone che stanno subendo queste infamie, presto saranno centinaia di migliaia: dobbiamo ripagargli 300 miliardi di Euro più gli interessi anatocisti e pure le spese di recupero. Attenti perchè vi svegliate la mattina e non avete più niente, nemmeno i soldi per fare la spesa come è successo a me. E intanto il governo (stavolta “di destra”) ci dice di stare tranquilli. Tranquilli a farci macellare. Andrò fino in fondo, ci sentiamo alla prossima puntata.
Ale Div. Posted March 6, 2009 Posted March 6, 2009 http://www3.varesenews.it/ Ternate - La Piaggio ha comunicato ai 33 lavoratori dello stabilimento di via Palude la volontà di chiudere. Nella fabbrica è stata sviluppata e seguita la moto che ha vinto 5 mondiali dal 2004 ad oggi nel supermotard Lavoro - È crisi anche per la Bticino Lavoro - L’Hupac chiede la cassa integrazione Eppure .... credo che ci sia qualcuno che ci stia giocando su, con sta crisi .......
Ale Div. Posted March 6, 2009 Posted March 6, 2009 Gallarate - Mario Pozzi è un recordman di contributi all'Inps e alla sua età è ancora a capo del magazzino della tessitura Carlo Bassetti L'operaio di 81 anni: "Passerà anche questa crisi" -------------------------------------------------------------------------------- Sì, è vero, questa è la più grave crisi dal dopo guerra ad oggi. Lo dice Obama, ma lo dice anche Mario Pozzi, il capo magazzino della tessitura Carlo Bassetti di Gallarate. Che non è importante come il presidente degli Stati Uniti, ma in piccolo, ha una storia altrettanto particolare. A 81 anni, è ancora al lavoro. Ha cominciato nel 1945, quando aveva 17 anni. Percepisce una pensione di vecchiaia, ma è anche assunto dall’azienda, e dunque, come stabilisce la legge, paga una serie di contributi all’Inps aggiuntivi che ne fanno un ottimo contribuente. Da 64 anni. Un record in Italia. Che cos’è per lui la crisi? “I clienti non hanno soldi – dice Pozzi – e non possono pagare i tessuti, per questo gli ordini diminuiscono. Ecco che cos’è la crisi”. Pozzi tutte le mattine entra in fabbrica, ispeziona i tessuti nel magazzini, dà gli ordini per quelli che devono andare ai clienti. Divide la scrivania con un collega che ha almeno 50 anni meno di lui. Può sembrare strano, ma il suo hobby è il lavoro, al quale ha dedicato tutta le vita, e che lo fa sentire vivo. In effetti, corre tra i tessuti come un ragazzino, e la sua salute è ottima: lavorare, non stanca. “Sono entrato in fabbrica nel 1945 e ne ho viste tante, ma un periodo di calma piatta come questo mai – racconta - magari c’erano momenti di crisi, con le vendite che vanno su e giù, ma oggi la situazione è davvero pesante. Però sono ottimista – continua - e sa perché? Credo che gli italiani abbiano tante risorse, abbiamo superato situazione terribili, come nel dopoguerra, quando davvero la situazione era drammatica e ricostruire era duro. Dobbiamo stringere i denti e rimboccarci le maniche. Quando si riceve un ordinativo, si mettono subito in funzione la macchine, bisogna fare in fretta, far vedere al cliente che rispondi subito, che sei efficiente”. Mantenere la fabbrica reattiva, con le macchine sempre accese, e non lasciarsi abbattere: è la filosofia di questi giorni in questa tessitura, 80 dipendenti, che è l’unica di una certa dimensione rimasta in piedi nel gallaratese, il regno del tessile - con Busto e Gallarate, Legnano - dove al posto dei cotonifici, oramai ci sono condomini e supermercati: “Il titolare – continua – a volte ci dice di produrre lo stesso, e di non preoccuparci, che il tessuto poi lo venderemo, è importante dare questa fiducia a chi lavora”. Ma anche questa grave crisi passerà, pensa Mario Pozzi, mentre corre tra le sue stoffe e suoi telai. E quando tutto ripartirà – perché ripartirà – lui ci sarà.
Ale Div. Posted March 6, 2009 Posted March 6, 2009 Gallarate - Sette aziende hanno dichiarato la chiusura per cessata attività. I lavoratori, circa 400 in tutto, usufruiscono della cassa integrazione straordinaria prevista dalla legge. In ginocchio anche i ricamifici Tessile: nel Gallaratese è crisi nera -------------------------------------------------------------------------------- La crisi del tessile in provincia di Varese si trascina ormai da anni senza soluzioni di continuità. Nell’area storicamente a più alta concentrazione di stabilimenti, il Gallaratese, la situazione a inizio 2009 è a dir poco drammatica. La bellezza di sette aziende ha dichiarato la chiusura per cessata attività. I lavoratori, circa 400 in tutto, usufruiscono della cassa integrazione straordinaria prevista dalla legge. Altre situazioni di crisi sono in fase di evoluzione, chi riesce a galleggiare è considerata una mosca bianca o poco più. L’elenco delle aziende che chiudono è lungo. C’è la Stf di Somma Lombardo, stamperia e tintoria, chiusa per fallimento, con 110 dipendenti a casa; il Maglificio Maris di Ferno, con 55 dipendenti su 60 in cassa integrazione straordinaria; il Maglificio Felis di Cardano al Campo, al secondo anno di applicazione del contratto di solidarietà al 50 per cento, che vuol dire che 26 dipendenti lavorano e 26 non lavorano a rotazione; la Tintoria Schiavini di Samarate, che ha in cassa integrazione straordinaria i 24 dipendenti; la Manifattura Fossa, dove sono 16 i lavoratori in cassa integrazione straordinaria; chiude anche la Tessitura Crenna, che realizzava prodotti in cotone, velluto e stoffe in particolare, che su 82 dipendenti ne ha solo 6 al lavoro per il disbrigo delle ultime pratiche prima dello stop definitivo; sono invece 58 i dipendenti della Tintoria Filati Speciali di via Lazzaretto a Gallarate ad essere in cassa integrazione straordinaria: l’azienda chiude i battenti dopo un anno di cassa ordinaria, epilogo comune per tante delle ditte citate. «Un altro problema grave – commenta Domenico De Felice della Filtea Cgil di Gallarate – è quello della richiesta di pagamento diretto della cassa integrazione, che vuol dire che gli stipendi vengono erogati dall’Inps dopo 5/6 mesi. La soluzione dell’anticipo aiuta, ma senza gli istituti bancari principali è dura comunque». Le “mosche bianche” come detto sono poche: la Carlo Bassetti di Gallarate, i cui 80 dipendenti per il momento sono tranquilli, la Gaspare Sironi che farà partire la cassa integrazione la prossima settimana per i propri 201 lavoratori, la Tbm che paga la crisi e pensa allo snellimento dell’organico (50 dipendenti). Altro settore in ginocchio nel Gallaratese è quello dei ricamifici: il 90 per cento circa delle aziende (una trentina) ha i lavoratori in cassa integrazione ordinaria (in fase di esaurimento) e straordinaria, per un totale che si aggira sui 500 dipendenti coinvolti. Anche Busto Arsizio, altra storica sede di tintorie e stamperie, paga una crisi ormai lunga: «Ogni giorno arrivano richieste di cassa integrazione – spiega Ernesto Raffaele della Filtea Cgil -. Anche aziende storiche che non avevano mai fatto un ora di cassa adesso devono ricorrere agli ammortizzatori sociali. I dati dicono che peggiorerà ancora, gli ordinativi subiscono cali esorbitanti. Inoltre c’è un altro problema: nessuno ci dice come si ripartirà dopo la crisi. Le stesse aziende temporeggiano, approfittando degli ammortizzatori sociali prima di licenziare per non svuotare le imprese». «Di fronte a tante cessazioni di attività – chiosa De Felice -, i dubbi sulla possibilità che qualcuno voglia approfittare della crisi svaniscono». 26/02/2009 tratto da varesenews.it
Maurizio Posted March 6, 2009 Posted March 6, 2009 http://www3.varesenews.it/Eppure .... credo che ci sia qualcuno che ci stia giocando su, con sta crisi ....... Anche io ho questa impressione.
Ale Div. Posted March 10, 2009 Posted March 10, 2009 Il disastro sociale si allarga: sei milioni di disoccupati di qui all'anno prossimo Una "recessione senza precedenti che potrebbe causare altri 6 milioni di disoccupati entro il 2010" e produrre "gravi conseguenze sociali per le famiglie e le persone". Sono le considerazioni del progetto di documento del "Comitato per l'occupazione e per la protezione sociale", contenente i messaggi chiave del Consiglio Epsco al Consiglio europeo di primavera e anticipato dall'Agi. Nelle ultime stime Ue si era parlato della perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro solo per il 2009 e di un tasso di disoccupazione per la zona euro pari al 9,25%. Per il Consiglio Epsco (Consiglio per l'occupazione, la politica sociale, salute e consumatori) la crisi economica e finanziaria "sta arrecando grossi danni ed esige interventi urgenti" a partire da misure che evitino il ritiro prematuro dal lavoro e da sistemi pensionistici adeguati e sostenibili a lungo termine. "In molti Stati membri - si legge nel documento che approvato dai ministri del Lavoro - la maggiore flessibilità consente ora alle imprese di adeguare rapidamente la propria capacità produttiva. Ma il rapido aumento della disoccupazione è al centro delle preoccupazioni dei cittadini dell'Ue: per incentivare l'occupazione, prevenire e limitare la perdita di posti di lavoro e le ripercussioni sociali sono necessarie misure tempestive, temporanee e mirate". Si chiede in particolare di prestare attenzione alle categorie più vulnerabili e ai nuovi rischi di esclusione. Per prevenire e combattere la disoccupazione "senza intaccare le riforme del mercato del lavoro" il Consiglio Epsco esorta gli Stati membri a dare precedenza immediata ad alcune linee d'azione. Innanzi tutto "evitare le misure che favoriscono il ritiro prematuro dalla vita lavorativa, quali programmi di prepensionamento o limiti d'età per le opportunità di formazione, in modo tale da mantenere e aumentare la partecipazione al mercato del lavoro". Non solo si ribadisce, come più volte sollecitato dall'Ue in particolare all'Italia, di "affrontare l'adeguatezza e la sostenibilità a lungo termine dei sistemi pensionistici con riforme adeguate", incluso il raggiungimento dell'obiettivo di Lisbona di un tasso di occupazione dei lavoratori più anziani pari al 50% e il miglioramento della posizione dei percettori di salari bassi, anche in un periodo di recessione. Il Consiglio ancora indica come sia necessario "sostenere l'accesso all'occupazione e agevolare l'ingresso nel mercato del lavoro e la mobilità al suo interno per abbreviare i periodi di disoccupazione e aumentare la partecipazione sia delle donne che degli uomini". Molto interessanti questi studi... se poi magari fornissero delle risposte concrete, magari potremmo anche considerarli utili. Se si costringessero le Banche a pubblicare i bilanci, comprensivi della spazzatura e delle frodi perpetrate ai danni di cittadini e imprese, sapremmo in quali condizioni siamo e si potrebbe porre rimedio. Magari punendo drasticamente coloro che hanno speculato sulla pelle di cittadini e imprese. Che questa crisi la paghino coloro che l'hanno causata, non quelli che sono già stati fregati! Ma questa è l'Europa Unita dei Banchieri Uniti, difficile pensare che chi comanda, si possa auto-punire.
Ponchiaz Posted March 10, 2009 Posted March 10, 2009 Virgus, spiega perchè il tessile non è in crisi dai...
Virgus Posted March 10, 2009 Posted March 10, 2009 Virgus, spiega perchè il tessile non è in crisi dai... Mi pare ovvio : perchè è già morto .
Ponchiaz Posted March 10, 2009 Posted March 10, 2009 Mi pare ovvio : perchè è già morto . Era come pensavo.
ROOSTERS99 Posted March 10, 2009 Posted March 10, 2009 Situazione difficile , molto difficile, nella quale, però, ci sono un sacco di casi in cui "si approfitta" della situazione..... Il catastrofismo è facile a farsi, fa proseliti a manetta, ed è insopportabile quando fine a se stesso (nessuna concreta proposta per affrontare la situazione). Inoltre, è molto, ma molto difficile prevedere cosa sarà tra 6 mesi, figuriamoci lanciarsi in previsioni a 2/3 anni; la storia recente ci insegna che tutto cambia rapidissimamente, più di quanto chiunque possa immaginare. Ergo ? Ergo, impegno, lavoro, sacrificio e basta piagnistei. Crescere +0,2% o -1,5% non è una catastrofe, se si riesce a ridimensionarsi tutti quanti, imparare dagli errori passati e sacrificarsi per un futuro migliore. Della serie, non tutti i mali vengono per nuocere.
corny Posted March 10, 2009 Posted March 10, 2009 Mi pare ovvio : perchè è già morto . Per il tessile inteso come grandi numeri è già stato celebrato il funerale. Qualche spazio per settori di nicchia lo vedo ancora, tipo tessuti di alta gamma o tessuti particolari come il Jacquard. Conosco anche una ditta che costruisce fibbie per zainetti, in crisi nera fino ad un paio d'anni fa dovuta alla terribile concorrenza cinese. Però è riuscita a soppravvivere ed adesso lavora a pieno regime solo per piccoli lotti o campionari vari. Certo a numeri molto ridotti.
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