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In Spagna nel 2007 hanno installato impianti eolici pari a due delle centrali nucleari di cui hanno "inteso" Berlu&Sarkò.

Gli impianti eolici "fan schifo al cazzo".

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Gli impianti eolici "fan schifo al cazzo".

sure, meglio bruciare un po' di uranio, tanto poi per le scorie radioattive offre la cantina Roosters99

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Gli impianti eolici "fan schifo al cazzo".

Secondo me invece sono una figata.

Chiaro che dipende da dove sono e quanti sono etc etc, però dire così lapidariamente che sono come la Legadue è una roosterata.

Vi sono posti dove si potrebbero mettere ma in cui qualcuno ha posto il veto perchè hanno impatto ambientale negativo. Che poi ci sia una discrica in questo momento è un particolare secondario.

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Comunque sto pensando ad una centrale elettrica che vada a "lamentele" e "veti".

Materia prima non ne dovrebbe mancare in questo paesucolo.

Ci sono anche i piccoli impianti funzionanti a "distinguo".

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Gli impianti eolici "fan schifo al cazzo".

Le centrali nucleari sono bellissime .... :D:huh:

Noi non possiamo rinunciare ad investire nella ricerca sulle energie alternative.

Leggevo giusto ieri un articolo interessante sullo sviluppo futuro dei pannelli fotovoltaici, quelli porta acqua di Tatanka per intenderci, che in sinergia

con l'industria automobilistica consiste nell'adozione di batterie di nuova generazione capaci di grandi prestazioni di accumulo, rendendo praticamente

autonomi gli utenti rispetto ad ENEL.

Posted

Secondo me per trovare una soluzione al problema energetico potremmo aumentare la dimensione dell'impianto di Tatanka e riattivare le centrali idroelettriche dismesse .

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Si, vabbeh ma assemblato il primo poi gli altri si fanno con copia&incolla :D:D

NOn ho letto attentamente ma non ho visto date e scadenze. Per la linea di assemblaggio si parla di costituire una joint-venture, poi dovranno mettere in piedi il tutto dal niente (che negli Emirati non è una cosa così lunga in effetti), insomma non ho capito quanti vengono assemblati qua e quanti là.

Se penso alle esperienze di Aermacchi in Brasile, Sudafrica ed Australia ti direi: 100% assemblato in loco.

E' una pratica molto diffusa e che non inficia certo la redditività dell'operazione, del resto la quotaparte di personale specializzato che viene "deportato" in loco è molto alta e ben remunerata a tutti i livelli.

A momenti infatti io nasco in Australia, per esempio.

Certo però chi pensava ad una potente linea di assemblaggio lumbard che sforna aerei a getto continuo potrebbe doversi ricredere.

In ogni caso, ottima notizia che porta un mattoncino alla causa del programma M346 che, per capirci, ad oggi ha circa 15 anni (senza che ne sia mai stato ancora venduto uno) e che conferma anche la bontà della scelta di confluire in Alenia-Finmeccanica.

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Esteticamente?

Difficilissima scelta di collocazione (posizione consona, in Italia, quasi sempre coincidente che splendidi litorali o ameni passi alpini), grandissimo impatto ambientale (estetica e rumore).

Cessi rotanti.

Nel 1987 credevo anche io alla baggianate delle energie "pulite" dei verdi ecologisti.

Vent' anni buttati nel cesso.

P.S.: Leasir, nella mia cantina mi vanto di avere qualcosa di meglio delle scorie nucleari... :D:D

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Antitrust: multa da 12,5 milioni

a 26 produttori di pasta

L'Antitrust ha multato per complessivi 12,5 milioni il "cartello" delle pasta. Il Garante ha infatti deliberato che le società Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlè, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, insieme all'Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani, «hanno posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo».

Sono invece risultate estranee all'intesa, a diverso titolo, le società Gazzola, Mantovanelle e Felicetti, nei confronti delle quali era stata ugualmente avviata l'istruttoria. I produttori sanzionati - fa sapere l'Antitrust con una nota - sono rappresentativi della stragrande maggioranza del mercato nazionale della pasta (circa il 90%) e Unipi è l'associazione di categoria più rappresentativa del settore. L'Autorità ha sanzionato, con mille euro, anche l'intesa realizzata da Unionalimentari, Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare che, in quanto associazione d'impresa, ha divulgato una propria circolare per indirizzare gli associati verso un aumento uniforme di prezzo.

«L'intesa - scrive l'Antitrust - è stata realizzata dall'ottobre 2006 fino almeno al primo marzo 2008, attraverso diverse condotte, tra le quali la partecipazione alle riunioni presso l'Unipi, la quale ha concorso alla realizzazione dell'accordo anti-concorrenziale comunicando al settore pastaio, ai clienti e alla pubblica opinione gli aumenti prestabiliti, facilitandone la realizzazione. Una volta raggiunta l'intesa sull'aumento da praticare al settore distributivo, ciascuna impresa, tenendo conto dei valori di riferimento concordati, ha deciso la propria politica di prezzo, secondo le proprie caratteristiche di posizionamento sul mercato e di struttura dei costi».

Nell'istruttoria l'Antitrust non contesta la necessità delle singole aziende di procedere ad autonomi aumenti di prezzo, a fronte di un incremento del costo della materia prima, ma «la decisione congiunta e le modalità anticoncorrenziali con le quali si è arrivati agli aumenti stessi». Secondo l'Authority «i copiosi documenti rinvenuti nel corso dell'istruttoria dimostrano inequivocabilmente che le imprese hanno concertato una comune strategia di aumenti dei prezzi. Questo ha permesso alle aziende di piccole dimensioni, caratterizzate da costi produttivi più elevati (dovuti a una minore efficienza produttiva) di aumentare i prezzi: le catene distributive, in presenza di incrementi generalizzati, sono state infatti costrette» ad accettare i nuovi listini. «Da parte loro le imprese maggiori, che non volevano essere le sole ad aumentare i prezzi - afferma il comunicato - hanno azzerato il rischio di perdere significative quote di mercato».

Per l'associazione di consumatori Adoc l'authority ha fatto la cosa giusta e adesso i produttori dovrebbero risarcire i consumatori abbassando i prezzi di almeno il 20%. «Il prezzo della pasta - ha dichiarato Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - è cresciuto in maniera esponenziale, anche di oltre il 30%, mentre il prezzo del grano ha avuto e sta avendo un forte ribasso».

Benissimo l' antitrust !!

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Difficilissima scelta di collocazione (posizione consona, in Italia, quasi sempre coincidente che splendidi litorali o ameni passi alpini), grandissimo impatto ambientale (estetica e rumore).

Cessi rotanti.

Le centrali nucleari notoriamente si piazzano dovunque e son belle come il Duomo.

P.S.: Leasir, nella mia cantina mi vanto di avere qualcosa di meglio delle scorie nucleari... :D;)

per adesso

:D;)

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Le centrali nucleari notoriamente si piazzano dovunque e son belle come il Duomo.

......

Non c'è paragone, soprattutto se consideri spazio occupato/energia prodotta.

Posted (edited)
Non c'è paragone, soprattutto se consideri spazio occupato/energia prodotta.

vogliamo mettere anche costi di realizzazione e costi di smaltimento scorie nell'equazione?

perchè sai, considerare solo gli aspetti positivi di una soluzione è esercizio divertente ma poco redditizio nella realtà delle cose (anche se questa è la linea d'azione dell'attuale governo...)

Edited by Leasir
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vogliamo mettere anche costi di realizzazione e costi di smaltimento scorie nell'equazione?

perchè sai, considerare solo gli aspetti positivi di una soluzione è esercizio divertente ma poco redditizio nella realtà delle cose (anche se questa è la linea d'azione dell'attuale governo...)

Falla pure quella equazione, e scoprirai che l' eolico fa schifo al ........ :D

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Bisogna avere un'idea d'insieme e non innamorarsi delle soluzioni. E non pensare sempre che una cosa esclude l'altra.

Nel nucleare bisognerebbe fare i conti anche con i costi di smantellamento. Per le scorie ricordiamoci che, ad oggi, non riusciamo a smaltire nenache quelle prodotte per usi "medicali". Noi già adesso creiamo scorie che teniamo stoccate in luoghi provvisori. L'importante è che la gente non lo sappia.

Nell'eolico non possiamo comunque pensare di essere al livello spagnolo semplicemente perchè loro hanno più vento di noi.

Pensare però che abbiamo installato meno solare dei tedeschi deve farci riflettere. Ed il solare non deve essere fatto da intere colline ricoperte da pannelli, ci sono migliaia di capannoni ed aree edificate adatte allo scopo. Ad Appiano Gentile c'è la tettoia di un benzinaio ricoperta di pannelli.

L'integrazione nelle case nuove può e deve essere favorita/imposta.

Ma il solare non può coprire il fabbisogno italiano in quanto fonte "aleatoria" nel valore istantaneo. Bisognà però porsi obiettivi ambiziosi su questi temi.

E soprattutto bisogna pensarli come opportunità. Gli spagnoli non hanno solo installato mulini a vento, hanno creato decine di migliaia di posti di lavoro e sono diventati esportatori di tecnologia eolica.

Comunque adesso spendiamo questi 400 milioni (il doppio dello stanziato per le social card) di euro per tenere separato il referendum dalle europee. Poi ci pensiamo.

Grazie Alberto

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Comunque adesso spendiamo questi 400 milioni (il doppio dello stanziato per le social card) di euro per tenere separato il referendum dalle europee. Poi ci pensiamo.

Grazie Alberto

Difficile darti torto.

Ci sono molte maniere surreali per andare alla rovina. Occuparsi dei problemi sbagliati è uno dei nostri preferiti.

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Tra l' altro, un referendum del tutto inutile.

Infatti, l'unico referendum veramente utile sarebbe: Vorreste la Pallacanestro Varese perennemente in A1 e quindi esentata dalle retrocessioni?

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Tra l' altro, un referendum del tutto inutile.

Se fosse inutile non spenderemmo 400 Milioni di euri per farlo fallire.

Diventerebbe inutile in presenza di una nuova legge elettorale. A questo punto fai il referndum e metti in cantiere questa nuova legge. Almeno risparmi .....

D'altronde questa maggioranza ha già dimostrato che se serve una legge elettorale la si può fare in quattro e quattr'otto 3 mesi prima delle elezioni.

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D'altronde questa maggioranza ha già dimostrato che se serve una legge elettorale la si può fare in quattro e quattr'otto 3 mesi prima delle elezioni.

Facendo così vincere l'opposizione fra l'altro.

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Facendo così vincere l'opposizione fra l'altro.

Mai fidarsi troppo dei sondaggi.....

COmunque non ho mai capito bene se con la legge precedente ci sarebbe stata una vittoria più netta, un pareggio o un ribaltamento del risultato.

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Referendum inutile fatto dal più grosso porta sfiga della storia politica italiana di tutti i tempi.

Fallirà come hanno fallito gli ultimi 400 referendum inutili proposti da quell'altro scassa palle che è Pannella.

Segni aveva l'Italia in pugno 15 anni fa. Non è stato capace si sfruttare l'occasione perchè è un politico meno che mediocre. Vada in pensione.

Chi sa qual è la proposta referendaria alzi la mano.

Senza voler entrare nello specifico e nel tecnico, se mai il referendum arrivasse al quorum, questa legge elettorale verrebbe poi necessariamente adeguata in parlamento. Come nel 1992.

Milioni di € buttati comunque nel cesso.

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Discutiamone... su immigrazione e ronde, delle posizioni disallineate dai soliti ragionamenti guelfi e ghibellini ...

23/02/2009

Da Casa Pound, davanti a Montecitorio, posizioni costruttive e ragionate sull'immigrazione e non i soliti vaniloqui demagogici degli opposti ignoranti

Presidio di Casapound Italia in piazza Montecitorio, sotto al Parlamento, per chiedere il blocco dei flussi migratori e dei finanziamenti a tutte le associazioni, laiche e cattoliche, che ''prosperano sull'immigrazione'' e la ''incoraggiano'', e la ''protezione dei mercati nazionali dalla concorrenza di chi sfrutta la forza-lavoro''. In una cinquantina, con un grosso striscione "Una risorsa per chi li sfrutta. Una condanna per l'Italia. Basta immigrazione", hanno manifestato venerdì dalle 10 davanti alla Camera per dire "Basta globalizzazione, basta immigrazione''. "Oggi siamo venuti qua perché chiediamo che ci sia un immediato blocco dell'immigrazione - ha detto Gianluca Iannone, presidente di Casapound Italia - Chiediamo questo per denunciare non solo la brutalità degli stupri avvenuti in questi giorni, ma anche il meccanismo che porta a queste cose e cioè: lo sfruttamento dei flussi immigratori da parte di alcuni enti religiosi e laici e degli industriali. Per anni ci hanno detto che l'immigrazione è una risorsa, ma non ci hanno detto per chi. Noi oggi siamo qui per dire che l'immigrato è un risorsa per quanti sfruttano manodopera a basso costo''. ''Vogliamo il blocco dell'immigrazione - ha chiarito Iannone - per tutelare i nostri lavoratori, le nostre città e le nostre famiglie. Si è innestato un gioco perverso: chi viene qui è affamato e chi è affamato è pronto a qualsiasi cosa anche ad accettare lavori infami, pagati pochissimo. Questo crea una concorrenza sleale sui posti di lavoro a discapito dei nostri lavoratori che non possono accettare salari da fame."

I manifestanti hanno anche diffuso un volantino in cui chiariscono la posizione di Casapound sull'immigrazione. Tra l'altro, si legge: ''Non scaricheremo su tutti gli immigrati le colpe di chi 'politicamente' campa sul disastro sociale, sulla guerra tra poveri, su quel clima d'insicurezza che serve per evitare che sia presentato il conto di una crisi ingestibile, la crisi delle banche e della finanza. Vogliamo uscire da questo dramma. E le ricette sono queste: protezione dei mercati nazionali dalla concorrenza di chi sfrutta la forza-lavoro ovvero impedire il commercio con quelle nazioni, anche europee, in cui i lavoratori non hanno le stesse paghe, tutele e garanzie dei lavoratori italiani; blocco totale dei finanziamenti a tutte le associazioni che prosperano sull'immigrazione'', ma anche ''blocco immediato dei flussi migratori'', perché ''non servono lavoratori a basso costo''.

Ronde, immigrazione e deriva sicuritaria - di Gabriele Adinolfi - www.noreporter.org

A me queste ronde non piacciono, e neppure tutto quello che c’è dietro.

Oltre vent’anni fa mi schierai su posizioni assai impopolari per il mio ambiente perché difendevo a spada tratta quel Le Pen che i pre/post-neofascisti vedevano come il fumo negli occhi, in quanto, dicevano loro (che leggevano Repubblica) era un atlantista, un borghese, un occidentalista e non capiva il valore rivoluzionario delle etnie sottomesse.

I giovani rampolli della dr pensavano che mi fossi rimbambito. Quando qualcuno mi veniva a trovare a Parigi, senza dirgli niente me lo portavo a passeggio nelle zone del cous cous e dopo un paio d’ore dovevo calmarne i bollori reazionari.

Sono quasi trent’anni che sono conscio, per esperienza, del problema dell’immigrazione che sfocia in tre disastri: globalizzazione multirazzista all’americana, guerra tra poveri e internazionalizzazione delle classi produttrici. Ovvero una minaccia sociale e nazionale assoluta. Sono pure trent’anni che, esattamente come Le Pen (che ha difeso il Terzo Mondo come pochi) non liquido il tutto con formule drastiche quanto idiote. Come Le Pen, e a differenza di molti lepenisti, non confondo l’immigrazione con gli immigrati. Più ancora, so che “l’immigrato” in sé non esiste. Sono consapevole che ci sono milioni di casi diversi, capisco perfettamente che a monte (ma spesso anche a valle) il dramma dei popoli che poi si riversano sulle nostre terre è stato causato, ed è alimentato ogni giorno, dalle nostre classi dirigenti, imbevute di lucro, progressismo, buonismo e universalismo. Gli stessi che, poi, pensano di dover “concedere la nazionalità” (quasi fosse la tessera di un club) agli immigrati una volta qui. Non perché così acquisirebbero parità di diritti, per questo basta la regolarizzazione, ma perché i nostri ideologi - di destra e di sinistra - hanno l’odio per l’appartenenza, sono antinazionali e cosmopoliti per scelta dissolutoria e pretendono di allargare a tutti la loro follia.

Proposte concrete

Per queste ragioni e partendo da queste basi ho intrapreso una serie di studi, scaturiti nel quaderno sull’immigrazione del Centro Studi Polaris. Non volevo che ci si limitasse all’analisi delle cause e ad eventuali risposte complete, ma impraticabili nel quotidiano, come l’attendere il fallimento del Wto, dell’Fmi e la fuoriuscita dal sistema delle Multinazionali, cercavo delle proposte concrete e immediate. E ce ne sono. La prima, la più importante, verte a ridurre il business sull’immigrazione. Un business che non riguarda solo i datori di lavoro ma le associazioni che vivono di quella piaga. In particolare la Caritas che usufruisce di quasi la metà dell’otto per mille versato alla Chiesa e lo spende per alimentare l’immigrazione clandestina. Alla Caritas si aggiungono miriadi di associazioni foraggiate con il cinque per mille. Il ruolo di queste associazioni e il fatto che esse vivano del disagio sociale e prendano tante più sovvenzioni quanto più questo aumenta è centrale. Furono esse che in Francia accesero la famosa “rivolta delle banlieues” di tre anni fa e la spensero non appena ottenuto il raddoppio dei finanziamenti pubblici cui avevano avuto diritto fino ad allora. Basterebbero due battaglie legali - l’eliminazione delle sovvenzioni pubbliche e l’istituzione dei contributi per gli immigrati in fondi bloccati nel Paese d’origine - per iniziare quantomeno un’inversione di tendenza. E invece…

Cul de sac

E invece ci si fossilizza in un cul de sac. Si punta tutto sulla sicurezza senza rendersi conto che, così facendo, da una parte ci s’imbarbarisce e dall’altra si rende l’immigrazione (che non vuol dire le persone degli immigrati) irreversibile e inattaccabile. Difatti, se il problema del fenomeno diventa la criminalità non ci si limita con questo a compiere un’ingiustizia di massa verso le moltitudini immigrate oneste ma si sposta il problema. Esso, difatti, consta in globalizzazione multirazzista all’americana, guerra tra poveri e internazionalizzazione delle classi produttrici, e non nella clandestinità di alcuni e nella delinquenza di altri. Fissare tutta l’attenzione su questi aspetti, importantissimi ma derivati, non fa che distrarre la mente dal fondo del problema; e intanto negrieri e Caritas prosperano e le ondate crescono.

Frattanto con una totale regressione psichica, etica e culturale, si finisce con l’imaginare la figura mitica (in negativo) de “L’Immigrato“, con il detestarlo a priori. Ognuno diventa il replicante del criminale e questi il totem del suo popolo.

I romeni allora sono tutti violentatori come dicono, senza rendersi nemmeno conto di quello che fanno, migliaia di ragazzi che hanno come mito di riferimento Codreanu!

Morale della favola

Tutto ciò è assurdo. Lo è umanamente, perché chi viene dalla Romanitas non può - letteralmente non può - valutare le persone a prescindere da loro stesse e liquidarle con un cliché. Lo è politicamente, perché la linea che si segue conduce in un vicolo cieco, facendo crescere, e non decrescere, i flussi migratori, del tutto inattaccati se il problema diviene non il fenomeno in sé ma la delinquenza sfociata dalla clandestinità. E perché, impostato male il problema, non si disinnesca affatto la guerra tra poveri ma la si alimenta. Lo è, infine, perché il panico diventa un ottimo pretesto per le oligarchie in difficoltà affinché si crei un diversivo nella crisi socioeconomica e, forse, si prepari il terreno a salutari “stragi islamiche”, assai probabili nel quadro delle nuove rivalità tra potenze.

Fatto sta che l’attuale can can sull’immigrazione ha prodotto due elementi significativi.

Il primo: non si parla più di morti bianche (dunque il diversivo al momento è efficace).

Il secondo: si organizzano ronde affidate ad associazioni di volontariato. Ergo: l’indotto che vive del disagio migratorio e che ha la necessità di mantenerlo in vita e di potenziarlo (esattamente come accade nel rapporto perverso e mortifero vigente tra ricerca e malattia) viene ampliato.

Insomma: stiamo nella merda più di prima e come unica aggiunta abbiamo da registrare un decadimento intellettuale e morale. Dal quale, fortunatamente, dobbiamo escludere CasaPound che nel manifestare ha dato una risposta intelligente, articolata e corretta (vedi sopra). E speriamo di poterne escludere tanti altri, auspicando soprattutto che si riesca ad intervenire lucidamente sul fenomeno senza lasciarsi trascinare negli abissi perversi e pervertenti costruiti da quegli stessi che hanno creato anche questo problema, come tutti gli altri.

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