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Ma i finiani hanno già dato le dimissioni da ministro?

Se si, sono stati sostituiti?

Era uno solo il ministro. Non credo sostituito.

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A me sinceramente poco importa che Fini resti o meno. Però vorrei riportare un fatto storico:

Nel 1979 il presidente della Camera era Pietro Ingrao. In giugno si votò per le politiche, dopo che in marzo il Pci aveva aperto la crisi uscendo dalla maggioranza di solidarietà nazionale. Ti Pci in quelle elezioni subì la prima sconfitta elettorale della sua storia. Perse quattro punti in percentuale, scendendo dal suo picco storico del 34 per cento (conquistato nel 1976) al 30 per cento. La Dc decise che comunque la carica di presidente della Camera restava al Pci, stabilendo il principio che spettasse all`opposizione la direzione di una delle due Camere.

Principio che resse fino al 1994, cioè fino alla fine della Prima Repubblica. Fu Silvio Berlusconi a cancellarlo quando, dopo aver vinto le elezioni contro i "progressisti" di Achille Occhetto, decise di imporre i suoi al vertice di tutte e due i rami del Parlamento.

Insomma, in democrazia una camera può essere gestita anche da un rappresentante non filo-governativo. Ma da quando B. è entrato in politica la regola tacita è cambiata. Della serie: a noi non interessano le poltrone

Sì, ma c'è chi ha fatto di peggio !!

Perchè ricorderai che nel 1994 era Presidente della Repubblica un certo Scalfaro..........e presidente del senato fu nomminato Scognamiglio, non certo un ultras del centro-destra, e la Pivetti alla Camera.

Ben diversa la situazione dell' ottimo e progressista governo Prodi che elesse Marini a palazzo Madama, Bertinotti (!!) alla Camera, e Napilitano (col 54% dei voti !!!) al Quirinale !!!

Come al solito, il più pulito ha la rogna, ma i sinistri riescono sempre un po' più rognosi.......

Detto questo, ci vuole la faccia come il c..., per restare in carica come stà facendo il Badoglietto dopo gli eventi e le prese di posizione degli ultimi mesi.....

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Sì, ma c'è chi ha fatto di peggio !!

Perchè ricorderai che nel 1994 era Presidente della Repubblica un certo Scalfaro..........e presidente del senato fu nomminato Scognamiglio, non certo un ultras del centro-destra, e la Pivetti alla Camera.

Ben diversa la situazione dell' ottimo e progressista governo Prodi che elesse Marini a palazzo Madama, Bertinotti (!!) alla Camera, e Napilitano (col 54% dei voti !!!) al Quirinale !!!

Come al solito, il più pulito ha la rogna, ma i sinistri riescono sempre un po' più rognosi.......

Detto questo, ci vuole la faccia come il c..., per restare in carica come stà facendo il Badoglietto dopo gli eventi e le prese di posizione degli ultimi mesi.....

Innanzitutto Scognamiglio era stato eletto con i voti del cdx perchè a quel tempo era un loro uomo. Da quel momento la politica non fece più prigionieri e il vinavil alla poltrona diventò conseutudine. Se poi tu riesci a vedere la destra (che con B. sdoganò l'epoca del tutte le camere a chi ha vinto) meno rognosa della sinistra sinceramente è un tuo punto di vista. Napolitano (di cui personalmente non sono grande fan) è un presidente della Repubblica che puoi dire tutto tranne che sia smaccatamente di parte.

Ti ribadisco. A me di Fini importa poco o nulla. Certo è che le sue dimissioni potrebbero essere opportune. Almeno quanto quelle di Bondi da ministro della Cultura

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..............

Ti ribadisco. A me di Fini importa poco o nulla. Certo è che le sue dimissioni potrebbero essere opportune. Almeno quanto quelle di Bondi da ministro della Cultura

E qui ti quoto.

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E qui ti quoto.

E' proprio Natale. Siamo d'accordo su qualcosa. ;)

Ps Naturalmente anche se i tuoi pensieri poco coincidono con i miei resta intatta la mia stima verso te per come cerchi sempre il confronto e ascolti le opinioni altrui :thumbsup:

  • 2 weeks later...
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PADOVA. Al ristorante cinese ha trascorso anche la sera di Capodanno. E' polemica sul governatore leghista del Veneto Luca Zaia, accusato dai ristoratori padovani di preferire la cucina "low cost" orientale a quella tradizionale, nonostante si batta per la difesa dell'agricoltura e dei prodotti locali.

"La scelta di Zaia ci ha molto rammaricato, sorpreso e disgustato - spiegano i ristoratori in una lettera inviata al mattino che domani sarà pubblicata integralmente dal giornale - Piuttosto che una saporita cucina prettamente natalizia e di antica tradizione familiare (cappone, tortellini, cotechino, panettone) preferisce i ravioli fritti, i piccanti gamberi e lo zenzero caramellato. Con quale soddisfazione il governatore si batte in difesa dei saporiti prodotti veneti?".

Qualità, attenzione al territorio, accoglienza del cliente: tutte caratteristiche che i cuochi padovani rivendicano dalla loro parte contro la concorrenza dei ristoranti cinesi. "I prezzi che pratichiamo sono lo specchio dell'equità e dell'onesta - spiegano - E siamo soggetti agli studi di settore con dei parametri ben definiti per i giusti ricarichi".

La lettera di protesta, con nomi e cognomi e indirizzi dei ristoranti, è stata inviata anche al presidente Zaia e all'Appe, l'associazione che tutela i pubblici esercizi (leggi l'intervento). Si tratta del "Cancelletto" di Camin, delle trattorie Berton e Ai Porteghi di Padova, del ristorante Palestro29, della trattoria Tunnel di Busa di Vigonza, del ristorante Bastione di Bastia di Rovolon, dell'antica trattorio da Dorio di Vigodarzere e del "Di...vino" di Villatora di Saonara.

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PADOVA. Al ristorante cinese ha trascorso anche la sera di Capodanno. E' polemica sul governatore leghista del Veneto Luca Zaia, accusato dai ristoratori padovani di preferire la cucina "low cost" orientale a quella tradizionale, nonostante si batta per la difesa dell'agricoltura e dei prodotti locali.

"La scelta di Zaia ci ha molto rammaricato, sorpreso e disgustato - spiegano i ristoratori in una lettera inviata al mattino che domani sarà pubblicata integralmente dal giornale - Piuttosto che una saporita cucina prettamente natalizia e di antica tradizione familiare (cappone, tortellini, cotechino, panettone) preferisce i ravioli fritti, i piccanti gamberi e lo zenzero caramellato. Con quale soddisfazione il governatore si batte in difesa dei saporiti prodotti veneti?".

Qualità, attenzione al territorio, accoglienza del cliente: tutte caratteristiche che i cuochi padovani rivendicano dalla loro parte contro la concorrenza dei ristoranti cinesi. "I prezzi che pratichiamo sono lo specchio dell'equità e dell'onesta - spiegano - E siamo soggetti agli studi di settore con dei parametri ben definiti per i giusti ricarichi".

La lettera di protesta, con nomi e cognomi e indirizzi dei ristoranti, è stata inviata anche al presidente Zaia e all'Appe, l'associazione che tutela i pubblici esercizi (leggi l'intervento). Si tratta del "Cancelletto" di Camin, delle trattorie Berton e Ai Porteghi di Padova, del ristorante Palestro29, della trattoria Tunnel di Busa di Vigonza, del ristorante Bastione di Bastia di Rovolon, dell'antica trattorio da Dorio di Vigodarzere e del "Di...vino" di Villatora di Saonara.

Ammè, me pare 'na strunzata !!!

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Va beh dai, io ho fatto esattamente l'opposto.

Adesso scrivo due righe alla lobby del cappone per tirarli su di morale.

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PADOVA. Al ristorante cinese ha trascorso anche la sera di Capodanno. E' polemica sul governatore leghista del Veneto Luca Zaia, accusato dai ristoratori padovani di preferire la cucina "low cost" orientale a quella tradizionale, nonostante si batta per la difesa dell'agricoltura e dei prodotti locali.

"La scelta di Zaia ci ha molto rammaricato, sorpreso e disgustato - spiegano i ristoratori in una lettera inviata al mattino che domani sarà pubblicata integralmente dal giornale - Piuttosto che una saporita cucina prettamente natalizia e di antica tradizione familiare (cappone, tortellini, cotechino, panettone) preferisce i ravioli fritti, i piccanti gamberi e lo zenzero caramellato. Con quale soddisfazione il governatore si batte in difesa dei saporiti prodotti veneti?".

Qualità, attenzione al territorio, accoglienza del cliente: tutte caratteristiche che i cuochi padovani rivendicano dalla loro parte contro la concorrenza dei ristoranti cinesi. "I prezzi che pratichiamo sono lo specchio dell'equità e dell'onesta - spiegano - E siamo soggetti agli studi di settore con dei parametri ben definiti per i giusti ricarichi".

La lettera di protesta, con nomi e cognomi e indirizzi dei ristoranti, è stata inviata anche al presidente Zaia e all'Appe, l'associazione che tutela i pubblici esercizi (leggi l'intervento). Si tratta del "Cancelletto" di Camin, delle trattorie Berton e Ai Porteghi di Padova, del ristorante Palestro29, della trattoria Tunnel di Busa di Vigonza, del ristorante Bastione di Bastia di Rovolon, dell'antica trattorio da Dorio di Vigodarzere e del "Di...vino" di Villatora di Saonara.

cagare il cazzo inutilmente è una specialità tipica italiana....

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Su Marchionne.....

mi er aparso un discorso un poco provocatorio, un po' forte, non del tutto condivisibile.....

...poi ha parlato Fini....

W Marchionne !

Sempre attuale, ammazza quanto parla Marchionne. Ogni giorno ne ha una da dire, ma stare un po' in silenzio no?

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Faccio incazzare Ale div con questo estratto di Repubblica?

CRISI IN CAMPIDOGLIO

In bancarotta e con l'incubo Tremonti

fallisce il sogno dei "bravi camerati"

Gianni Alemanno deve decidere sulle nuove deleghe dopo l'azzeramento della giunta. Berlusconi preme per i finanziamenti alla capitale. Ma il ministro e la Lega resistono. Come dimostra la "parentopoli", gli ex fascisti si sono adeguati alla peggiore politica

di CURZIO MALTESE

In bancarotta e con l'incubo Tremonti fallisce il sogno dei "bravi camerati" Gianni Alemanno

IN queste ore Gianni Alemanno, dopo decine di estenuanti incontri, è rimasto solo a decidere sulla nuova giunta 1, dopo l'azzeramento delle deleghe 2. Chiuso nell'ufficio del Campidoglio, affacciato sulla più suggestiva vista di Roma, la maestà dei Fori Imperiali illuminati, che ricorda a ogni sindaco come la città eterna sopravvivrà anche a lui. Roma resisterà anche al sindaco marziano e alla banda di alieni andati al potere nella Capitale tre primavere fa, fra la sorpresa generale e soprattutto di loro stessi. Gli ex ragazzi del Fronte della Gioventù degli anni Ottanta, amici di scuola, di lotta, di carcere, quindi amici di sempre. Un manipolo, una banda di quartiere, una curva di ultras della politica, cui il potere ha dato alla testa fin dal primo giorno. Quando, non sapendo come altrimenti festeggiare, nella piazza del Campidoglio hanno fatto scattare in automatico il braccio teso, come piccoli dottori Stranamore, in un saluto romano finito sulle prime pagine di mezzo mondo.

Questa è per metà la loro storia, quella di una generazione di ex ragazzi dell'estrema destra romana che realizza il sogno di una vita, strappare la Capitale ai "rossi", e ne rimane travolta. Per l'altra metà è

la cronaca della guerra finale nel centrodestra, non più fra Berlusconi e Fini, ma fra il Cavaliere e Tremonti, ormai venuto allo scoperto per la successione. Due vicende parallele, ma separate nei personaggi e nei luoghi. La prima corre frenetica, in una gozzoviglia euforica da potere, nei saloni del Campidoglio e nelle sedi delle società controllate, l'Atac, azienda dei trasporti, l'Ama dei rifiuti, l'Acea di acqua ed elettricità, Risorse per Roma. I forzieri del consenso che gli ex ragazzi del Fronte hanno occupato militarmente, circondati dai propri cari, sul modello, come dicono alcuni ex camerati schifati "di una Comunione e Liberazione de' noantri". La partita nazionale si gioca invece nel trilatero dei palazzi della politica, Palazzo Chigi, Montecitorio e il più importante di tutti, visti i tempi, Palazzo Grazioli.

Cominciamo dalla seconda storia, la meno raccontata, la più importante per il resto d'Italia. Berlusconi e Tremonti sono alla resa dei conti e il comune di Roma è diventato in queste ore l'epicentro del conflitto. Perché Gianni Alemanno, prima ancora che di un rimpasto, di una svolta che porti fuori il comune dalla parentopoli 3raccontata da Giovanna Vitale su Repubblica e lui dalla caduta libera di consensi, ha bisogno anzitutto di una cosa: soldi. Tanti, maledetti e subito.

In tre anni di finanza allegra il comune s'è mangiato il regalone ricevuto dal governo nell'aprile del 2008 con i decreti di Roma Capitale ed è di nuovo sull'orlo del baratro. Mancano i fondi per riparare le strade, per le mense scolastiche, l'assistenza agli anziani, la raccolta dei rifiuti che cominciano a crescere agli angoli delle vie. Il Campidoglio continua a emettere obbligazioni, che hanno ormai sfondato il tetto dei tre miliardi. E qualcuno ricorda che al comune di Milano, per aver emesso un miliardo e duecento milioni di obbligazioni, sono arrivati ventiquattro avvisi di garanzia.

L'incubo del crac, del default, insomma del fallimento è alle porte. Se non arriva una pioggia di milioni dal governo nei prossimi giorni, la capitale rischia di finire come Napoli. Ma Tremonti è ben deciso a chiudere i cordoni della borsa. Sostenuto dalla Lega, da Bossi e Maroni che si sentono già in campagna elettorale e inorridiscono al pensiero di presentarsi alle genti padane dopo aver votato un altro provvedimento eccezionale a favore di Roma ladrona. Berlusconi, furibondo, ripete ogni giorno a Tremonti che "non possiamo mollare Alemanno", gli fa mandare avvertimenti dal Giornale a "non fare il Fini". Tremonti prende tempo, finge di aspettare le scelte di Alemanno. Ha fatto sapere che se il sindaco decidesse di sostituire i camerati con una squadra di tecnici, ci potrebbe ripensare. In realtà il ministro sa già che la montagna di Alemanno partorirà domani il topolino di un mini rimpasto, un valzerino di poltrone.

L'azzeramento è soltanto una mossa mediatica per giocare il ruolo del sindaco onesto tradito da qualche mariuolo.

Del resto, come potrebbe Gianni Alemanno darla vinta a Tremonti, che ha sempre cordialmente detestato, e mollare i suoi fedelissimi? Camerati che sbagliano, certo. Ma pur sempre camerati. E torniamo a quel giorno di primavera, alle braccia levate nel saluto. In piazza a festeggiare c'era lo stato maggiore di Alemanno, il manipolo schierato come nella formazione classica a testuggine, con in capo gli ardimentosi luogotenenti, il deputato Fabio Rampelli e il senatore Andrea Augello. Rampelli, ex responsabile del servizio d'ordine del Fronte della Gioventù, campione di nuoto e ora di risse parlamentari, capo della setta evoliana dei Gabbiani, pare ancora attiva dalle parti di Colle Oppio, dove si riuniva per inscenare riti esoterici che avrebbe fatto la gioia del Corrado Guzzanti di "Fascisti su Marte". E' laureato in architettura ed è un po' l'Albert Speer di Alemanno, quello che suggerisce le sparate marinettiane tipo abbattere con la dinamite Tor Bella Monaca e il Corviale. Odia i lavori di Meyer e Renzo Piano. Non ha mai digerito la restituzione della stele di Axum agli etiopi e la sconfitta di El Alamein, che commemora ogni anno come vi avesse preso parte.

Andrea Augello, un po' meno pittoresco, ex sindacalista nero, gran motore di consensi anche per Storace prima e la Polverini poi, esperto di storia del Sacro Graal e più pragmaticamente di bilanci delle controllate. E' l'uomo che governa l'affarone del secolo, la privatizzazione del colosso Acea, il gioiello e la cassaforte del comune, quotata in Borsa. Veltroni voleva farne una joint venture con la francese Suez. Nei tre anni di Alemanno il primo socio privato è diventato, guarda caso, il gruppo Caltagirone. Alla faccia dello slogan "basta coi poteri forti cittadini". Nella seconda fila, in rigoroso ordine gerarchico, venivano gli altri. A cominciare dal naziskin Stefano Andrini, già condannato a quattro anni e mezzo per aver ridotto in fin di vita due giovani di sinistra davanti al cinema Capranica, futuro amministratore delegato dell'Ama, la nettezza urbana. Per finire con gli adepti dell'ultima ora, come Adalberto Bertucci, ex amministratore delegato dell'Atac, l'azienda dei trasporti, dove è riuscito nell'impresa di aumentare il debito di 180 milioni in un anno solo, anche grazie al diluvio di assunzioni da scioglilingua. Sentite: il figlio, il genero, il nipote, la cognata del figlio, l'ex segretaria, suo figlio e sua nuora, la figlia della segretaria del figlio, più una ventina di parenti di assessori e consiglieri, e dulcis in fundo, la famosa cubista scovata dalle Iene.

La picaresche avventure di potere della banda prenderebbero molte pagine. Alemanno s'è difeso con il vecchio alibi dei "mariuoli". Chi lo conosce bene dice: "Di suo, Gianni non ruberebbe mai, però ha lasciato nutrire la bestia". La corruzione certo non l'hanno inventata loro, ma stupisce che gli ex camerati, fanatici ma fondamentalmente onesti, si siano adattati così presto ai costumi della peggior politica. Che siano passati tanto in fretta dall'ideologia di Rauti ed Evola al magistero di Vittorio Sbardella. Il fascista che incontra Andreotti, rimane fascista dentro, ma si finge convertito alla democrazia per sguazzare da squalo nelle acque del sottogoverno. In questo crollo di valori, per quanto sbagliati, l'appartenenza al clan, al gruppo, alla famiglia, è rimasto l'ultimo collante identitario. Proiettato verso l'ambizione di fare il grande leader nazionale, Alemanno ha compiuto mille giravolte, da neo pagano a papalino, da fascista "sociale" e "di sinistra" a gran protettore dei poteri forti, da paladino di una destra "non berlusconiana" a berlusconiano di ferro. E ha lasciato che i camerati si consolassero con le prebende: "E' costretto a dire bene di froci, zingari ed ebrei, ma intanto lo vedi quanti posti ha dato ai nostri?". Pensava in questo modo, il sindaco marziano, di tenerli a bada, come un eccentrico signore che giri con una pantera al guinzaglio. Ora è lui il prigioniero, nell'ufficio del Campidoglio, al cospetto di troppa grandezza e di un sogno fallito.

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Onestamente e rapido..

Curzio Maltese è uno che vomita balle senza vergogna di risultare ridicolo.

Su una cosa (per onestà intellettuale gliela riconosco...) ha ragione: Roma sopravvive a tutto e tutti da duemilasettecentosessantre anni, anche a Veltroni e Rutelli.... Rrroma,infatti, era in bancarotta da ben prima di Alemanno.

Poi... la storia di Parentopoli mi ha amareggiato di bestia. Non me l'aspettavo, da lui. Da Gasparri, Fini, Larussa sì :D da lui no.

Però si è riscattato tagliando le gambe a tutti.

Magari la politica dipendesse da uno solo (....) ... la realtà è che bisogna accontentare una marea di approfittatori di ogni genere.

In una fogna come quella della roma-capitolina, figuriamoci cosa può succedere.

Infatti erano coinvolti anche Veltroni & Rutelli e rispettivi entourage... ma di questo, curzio maltese conta balle, si guarda bene dal parlare.

Ora voglio vedere se Alemanno partorirà il topolino o darà una scossa all'ambiente.

Di certo, però, c'è da dire che molti romani, anche non di destra, anche non fascisti, in pratica dall'altra parte della barricata, gli hanno riconosciuto parecchi successi da"amministratore", da "Sindaco", ovvero quello che un sindaco dovrebbe fare/pensare: le buche nelle strade, le luci dei lampioni....

Ps: un successo l'hai ottenuto: era da un decennio almeno che non leggevo le verità intelligenti e raffinate ed eleganti di curzio maltese.......

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Per come la penso io, uno che azzera la giunta è il primo che dovrebbe dimettersi, perché vuol dire che fino a quel punto ha sbagliato tanto.

Vale per Alemanno a Roma, come per Vendola in Puglia, sia chiaro.

Ciao

Franz

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Per come la penso io, uno che azzera la giunta è il primo che dovrebbe dimettersi, perché vuol dire che fino a quel punto ha sbagliato tanto.

Vale per Alemanno a Roma, come per Vendola in Puglia, sia chiaro.

Ciao

Franz

Forse che sì forse che no. È tardi, giornata dura, disgusto politico, poca voglia di commentare.

Dico solo che nel bipolarismo, ma anche nella democrazia, mi ci riconosco poco. Preferisco l'azione diretta come casa-pound, foro753, o come quando ero nell'ugl. O nella vita quotidiana...

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La democrazia presuppone il rispetto del pensiero differente dal proprio. Una cosa che in Italia si e' persa da tempo, anche e soprattutto per la poverta' di pensiero di entrambi gli schieramenti e i vomitevoli appiattimenti a cui la televisione costringe.

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Onestamente e rapido..

Curzio Maltese è uno che vomita balle senza vergogna di risultare ridicolo.

......

Non avevo dubbi sul fatto che saresti partito così. :D

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Appunto di Filippo Facci

ONNIPOTENTI

I giudici hanno deciso che saranno i giudici a decidere se il presidente del Consiglio sarà impedito a recarsi dai giudici.

I giudici hanno deciso che la legge sul biotestamento praticamente già esiste.

I giudici hanno deciso che una bambina di Varese chiamata Andrea, nome maschile tedesco, non potrà chiamarsi Andrea, ma dovrà chiamarsi - hanno deciso - Sara.

I giudici hanno deciso se una persona sia un uomo o una donna.

I giudici arrestano o no, sequestrano conti bancari, fermano cantieri, giudicano se stessi e cioè altri giudici, non pagano per i propri errori, decidono se questo articolo sia diffamatorio, se una conversazione debba finire sui giornali, se un bambino possa vedere il padre.

I giudici rappresentano l’unico potere non riformato di questo Paese e sono palesemente corresponsabili della propria invasività nella vita pubblica, indisposti tuttavia ad ammettere un benché minimo ruolo nei malfunzionamenti che li coinvolgono.

I giudici sono in grado di neutralizzare, svuotare, piegare qualsiasi legge che li riguardi e che riguardi le velleità originarie del legislatore su qualsiasi problema.

Cambiare la magistratura con l’aiuto di certa magistratura è impossibile, concertare una riforma «ampiamente condivisa» è impraticabile. Non ci sarà nessuna riforma, seria, senza cambiare la Costituzione e senza scatenare l’inferno.

Un uomo solo poteva farcela: Silvio Berlusconi. Non ce la sta facendo, sta solo riuscendo a sopravvivere.

14/01/2011

Edited by ROOSTERS99
Posted (edited)

Ed eccoli, puntuali come orologi svizzeri...... :o

ultim'ora

Caso Ruby, Berlusconi indagato

Perquisizioni in corso a Milano

MILANO - La Procura di Milano ha indagato Silvio Berlusconi per le ipotesi di reato di «concussione» e di «prostituzione minorile». Secondo la contestazione d’accusa, allo scopo di occultare di essere stato cliente di una prostituta minorenne in numerosi week-end ad Arcore, assicurarsi l’impunità da questo reato e scongiurare che venissero a galla i retroscena delle feste nella sua residenza brianzola, il Presidente del Consiglio la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 avrebbe abusato della propria qualità di primo ministro per indurre i funzionari della Questura di Milano ad affidare indebitamente l’allora 17enne marocchina Karima "Ruby" El Mahroug, scappata da una comunità per minori, alla consigliere regionale lombarda pdl Nicole Minetti.

Il reato di «concussione» (articolo 317 del codice penale) punisce con la reclusione da 4 a 12 anni il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringa o induca taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità. Al premier è contestato con l’aggravante il reato di «prostituzione minorile» (articolo 600 bis, contestato al premier nella forma del secondo comma) punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque compia atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e 18 anni in cambio di denaro o di altra utilità economica, ed è l’unico caso nel quale il cliente di una prostituta è sanzionato penalmente.

La polizia sta perquisendo gli uffici della consigliere regionale Nicole Minetti, indagata per favoreggiamento della prostituzione sia adulta sia minorile. Stessa ipotesi di reato per Lele Mora ed Emilio Fede.

Luigi Ferrarella

14 gennaio 2011

____________________________________

Ma basta............. :thumbdown[1]:-_-:angry:

Edited by ROOSTERS99
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Cambiare la magistratura con l’aiuto di certa magistratura è impossibile, concertare una riforma «ampiamente condivisa» è impraticabile. Non ci sarà nessuna riforma, seria, senza cambiare la Costituzione e senza scatenare l’inferno.

Un uomo solo poteva farcela: Silvio Berlusconi. Non ce la sta facendo, sta solo riuscendo a sopravvivere.

14/01/2011

Berlusconi santo subito :thumbdown[1]:-_-:angry:

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Ma basta............. :angry::angry::angry:

Epperò, Roo, se tu ti fai portare le minorenni marocchine in casa da quella pazza di Lele Mora, pluri indigato e probabilmente anche pregiudicato, non ti puoi, poi, meravigliare se ti scoppia un casino.

Anche se tu non fossi il PresDelCons e non avessi tutte le Procure d'Italia alle calcagna da anni.

Anche perchè, se tu fossi il PresDelCons e avessi tutte le Procure d'Italia alle calcagna da anni e viaggiassi ben oltre i settant'anni, alle marocchine minorenni neppure penseresti.

Tu. Lui no. E allora che non rompa perchè lo perseguitano.

Posted
Epperò, Roo, se tu ti fai portare le minorenni marocchine in casa da quella pazza di Lele Mora, pluri indigato e probabilmente anche pregiudicato, non ti puoi, poi, meravigliare se ti scoppia un casino.

Anche se tu non fossi il PresDelCons e non avessi tutte le Procure d'Italia alle calcagna da anni.

Anche perchè, se tu fossi il PresDelCons e avessi tutte le Procure d'Italia alle calcagna da anni e viaggiassi ben oltre i settant'anni, alle marocchine minorenni neppure penseresti.

Tu. Lui no. E allora che non rompa perchè lo perseguitano.

Viva i titolisti: la patata bollente di Silvio ...

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