Ponchiaz Posted August 24, 2016 Posted August 24, 2016 Certo che se adesso nelle baracche, container e tendopoli mettessero i profughi e lasciassero lo spazio ai terremotati non ci vedrei nulla di male.
robokop Posted August 24, 2016 Posted August 24, 2016 2 ore fa, Ponchiaz dice: Certo che se adesso nelle baracche, container e tendopoli mettessero i profughi e lasciassero lo spazio ai terremotati non ci vedrei nulla di male. Ti quoto alla grande. Se ci sono soldi e hotel per i finti profughi,CI DEVONO ESSERE ANCHE PER I NOSTRI CONCITTADINI! Che a nessuno venga in mente di schiaffarli in tendopoli o roba simile. Non si azzardino.
Guest Posted August 24, 2016 Posted August 24, 2016 (edited) 4 ore fa, robokop dice: Ti quoto alla grande. Se ci sono soldi e hotel per i finti profughi,CI DEVONO ESSERE ANCHE PER I NOSTRI CONCITTADINI! Che a nessuno venga in mente di schiaffarli in tendopoli o roba simile. Non si azzardino. Tranquillo, si azzarderanno Anzi no, la campagna per il SI lo può evitare. Edited August 24, 2016 by Guest
Bluto Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 13 ore fa, robokop dice: Ti quoto alla grande. Se ci sono soldi e hotel per i finti profughi,CI DEVONO ESSERE ANCHE PER I NOSTRI CONCITTADINI! Che a nessuno venga in mente di schiaffarli in tendopoli o roba simile. Non si azzardino. Caro Robo, purtroppo non esistono cooperative che gestiscono l'allocazione dei terremotati; di contro invece esistono centinaia di cooperative nate per gestire l'accoglienza di immigrati, richiedenti asilo, profughi e clandestini da regolarizzare, finanziate dallo stato (e chi lo avrebbe mai detto). Vogliamo versare un po' di sale sulla ferita? Chissà chi prenderà i soldi per la ricostruzione, come li userà, e come saranno messi questi poveri disgraziati fra 10 anni.
corny Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 Posso capire l'indignazione per come per come sono stati, e probabilmente saranno, spesi i fondi per le varie ricostruzioni, ma di certo di soldi per le varie catastrofi italiane negli ultimi anni ne sono stati messi tanti. Non capisco questa polemica sterile sui profughi ...
Ponchiaz Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 Mah, sì forse è sterile. Però, a grandi linee, e forse un po' di pancia vorrei solo assicurarmi che il trattamento dei miei connazionali sia uguale a quello dei (bravi) ragazzotti africani che da anni vivono in hotel 3 stelle a pochi metri da casa mia. Tutto qui.
robokop Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 52 minuti fa, Ponchiaz dice: Mah, sì forse è sterile. Però, a grandi linee, e forse un po' di pancia vorrei solo assicurarmi che il trattamento dei miei connazionali sia uguale a quello dei (bravi) ragazzotti africani che da anni vivono in hotel 3 stelle a pochi metri da casa mia. Tutto qui. Mi hai tolto le parole dalla tastiera.
corny Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 Quindi secondo voi nell'ultimo terremoto in Abruzzo gli italiani sono stati trattati peggio dei profughi? Se vogliamo fare polemiche prendiamocela magari con i compatrioti che hanno costruito edifici antisismici che si sono letteralmente sbriciolati.
Bluto Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 Fra i 30 e i 34 euro al giorno + iva erogati alle cooperative sociali + l'una tantum di 976 euro ( richiedibile per lo stato di indigenza) e il cosiddetto pocket money di 2,50 euro al giorno. Pensa che le richieste di asilo "pendenti" sono oltre un milione. Chiamala polemica sterile.
Marcolpgc Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 9 minuti fa, corny dice: Quindi secondo voi nell'ultimo terremoto in Abruzzo gli italiani sono stati trattati peggio dei profughi? Se vogliamo fare polemiche prendiamocela magari con i compatrioti che hanno costruito edifici antisismici che si sono letteralmente sbriciolati. a proposito. Già spesi 180 miliardi per i disastri. Per un’Italia sicura ne basterebbero 100 L’Italia che crolla spesso è costruita sulla roccia. E con la roccia. Quasi tutto l’Appennino rurale corrisponde a questo spaventoso identikit. E così è per Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, sventrati dal sisma dell’altra notte: edificati su affioramenti rocciosi, quando delle leggi antisismiche nessuno si occupava. L’età delle costruzioni e i materiali utilizzati sono il marchio di questo pezzo d’Italia andato in frantumi. Secondo il censimento del patrimonio abitativo, realizzato dall’Istat nel 2011, il 14% degli edifici risale a prima del 1919, il 10% è antecedente la fine della seconda guerra mondiale, il 36% appartiene agli anni del boom (1946-1971), il 26% risale a dopo il 1982. Ad Accumoli no: il 60% delle 292 case è stato costruito prima del 1919. E ad Amatrice, su 1.301 fabbricati in piedi fino all’altra notte, 498 risalivano a prima della Grande Guerra e altri 156 a prima del 1945. Arquata del Tronto replica il canovaccio: il 42% di ciò che c’era (691 fabbricati) esiste da almeno un secolo. Da queste parti il calcestruzzo armato è merce rara. L’80% delle case e degli edifici pubblici è realizzato in muratura (la media italiana è il 60%). Non sarebbe di per sé un problema se non fosse che qui muratura vuol dire calcare, oppure ciottoli, con appena un po’ di malta di calce. Il risultato? «Spesso le murature sono scarsamente collegate tra loro», spiega Andrea Manzone, ingegnere strutturalista. «La facciata è poco “legata” ai muri perimetrali e la struttura si comporta poco come una scatola: l’effetto è che le pareti si allontanano facendo cadere i solai e provocando il crollo completo dell’edificio». «Tutto l’Appennino rurale è fatto così, da questo punto di vista il terremoto di ieri non ci rivela niente di nuovo», spiega Gian Michele Calvi, uno dei massimi esperti italiani in fatto di terremoti, docente all’Università di Pavia. L’Appennino è il cuore dell’Italia che trema: in media una catastrofe ogni cinque anni. Sulla direttrice Rieti-Ascoli c’è però qualcosa di più. Una storia che parla: non c’è Comune, in questa terra tra il Gran Sasso e i monti Sibillini che negli ultimi mille anni non abbia vissuto intensità macrosismiche inferiori al decimo grado della scala Mercalli, vale a dire scossa «completamente distruttiva», un gradino sotto «catastrofica» e «apocalittica». Conviviamo con un patrimonio edilizio vecchio ma soprattutto maltenuto. Nel 2012 la Camera ha istituito una commissione d’indagine sulla sicurezza sismica. Della relazione finale non c’è traccia, ma nel corso delle audizioni sono emersi particolari preoccupanti: ad esempio 6 milioni di edifici su 27, in Italia, sono in cattivo stato di conservazione. In parte sono i più vecchi, ma una fetta consistente coinvolge il boom del dopoguerra, quando si passò da 35 a 80 milioni di vani abitativi. Un edificio su quattro risalente a quell’epoca è ammalorato, tanto che alcuni anni fa Aldo Loris Rossi, professore di Progettazione architettonica all’Università di Napoli, ha lanciato una proposta drastica: «Rottamare la spazzatura edilizia post-bellica, 40 milioni di vani, costruiti tra il 1945 e il 1975, senza qualità, interesse storico ed efficienza antisismica. Molti interventi sono stati eseguiti malamente, o hanno caricato strutture già esistenti. Questa crescita è avvenuta in maniera impropria, per questo dico che ogni fabbricato dovrebbe avere una carte d’identità». «È una battaglia che portiamo avanti da anni», racconta Bernardino Chiaia, ordinario di Scienza delle costruzioni al Politecnico di Torino. «Gli edifici andrebbero sottoposti a verifica sismica, peccato che la proposta abbia trovato i principali oppositori nelle associazioni dei proprietari di immobili. Temevano fosse una nuova tassa sulla casa». Così, senza verifiche né censimenti, il patrimonio è andato in malora. E, insieme con le case del 1900, ad Accumoli è andata giù la caserma dei carabinieri e ad Amatrice l’ospedale è inagibile. Entrambi sono ben più recenti. «Purtroppo in queste zone nessuno investe perché si stanno spopolando», dice il professor Calvi. «Dunque non è sorprendente che crollino le case. La cosa che fa scalpore sono gli ospedali, le caserme». Dopo il terremoto del Molise, nel 2002, che si portò via 27 bambini e una maestra, si decise che era troppo: la Protezione civile avviò la mappatura degli edifici strategici (ospedali, caserme, municipi) a rischio sismico. La ricognizione è sostanzialmente terminata, ma non si è andati oltre: servirebbero 10-15 miliardi, circa il 10% del totale stimato per la messa in sicurezza di tutto il patrimonio (pubblico e privato) a rischio sismico. E ce ne vorrebbe un’altra decina per mettere in sicurezza 24 mila scuole. «È una questione di scelte», dice Calvi. «Spendere tre miliardi l’anno per i danni post sisma o investire la stessa cifra per la prevenzione?». Secondo l’Ance, l’associazione dei costruttori, dal 1968 a oggi sono stati spesi 180 miliardi (attualizzati) per i disastri causati dai terremoti. Ricostruire un chilometro quadrato costa tra 60 e 200 milioni. Con 100 miliardi si sarebbe rimessa in sesto tutta l’Italia. http://www.lastampa.it/2016/08/25/italia/cronache/friabili-e-vecchie-di-un-secolo-le-case-che-cedono-al-sisma-HTAb4PJKAxJTQgsYJGZD9I/pagina.html
corny Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 36 minutes ago, Bluto said: Pensa che le richieste di asilo "pendenti" sono oltre un milione Fonte? Forse in tutta europa ...
tricky Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 Che poi... magari parlare con i terremotati No, perché spesso sono loro che preferiscono stare in tenda vicino alle loro macerie, i loro affetti, la loro terra piuttosto che un albergo sulla costa Così per dire...
Bluto Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 56 minuti fa, corny dice: Fonte? Forse in tutta europa ... E mi sa che hai ragione, in Italia sono solo 60.000.
Ale Div. Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 2 ore fa, Marcolpgc dice: a proposito. Già spesi 180 miliardi per i disastri. Per un’Italia sicura ne basterebbero 100 L’Italia che crolla spesso è costruita sulla roccia. E con la roccia. Quasi tutto l’Appennino rurale corrisponde a questo spaventoso identikit. E così è per Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, sventrati dal sisma dell’altra notte: edificati su affioramenti rocciosi, quando delle leggi antisismiche nessuno si occupava. L’età delle costruzioni e i materiali utilizzati sono il marchio di questo pezzo d’Italia andato in frantumi. Secondo il censimento del patrimonio abitativo, realizzato dall’Istat nel 2011, il 14% degli edifici risale a prima del 1919, il 10% è antecedente la fine della seconda guerra mondiale, il 36% appartiene agli anni del boom (1946-1971), il 26% risale a dopo il 1982. Ad Accumoli no: il 60% delle 292 case è stato costruito prima del 1919. E ad Amatrice, su 1.301 fabbricati in piedi fino all’altra notte, 498 risalivano a prima della Grande Guerra e altri 156 a prima del 1945. Arquata del Tronto replica il canovaccio: il 42% di ciò che c’era (691 fabbricati) esiste da almeno un secolo. Da queste parti il calcestruzzo armato è merce rara. L’80% delle case e degli edifici pubblici è realizzato in muratura (la media italiana è il 60%). Non sarebbe di per sé un problema se non fosse che qui muratura vuol dire calcare, oppure ciottoli, con appena un po’ di malta di calce. Il risultato? «Spesso le murature sono scarsamente collegate tra loro», spiega Andrea Manzone, ingegnere strutturalista. «La facciata è poco “legata” ai muri perimetrali e la struttura si comporta poco come una scatola: l’effetto è che le pareti si allontanano facendo cadere i solai e provocando il crollo completo dell’edificio». «Tutto l’Appennino rurale è fatto così, da questo punto di vista il terremoto di ieri non ci rivela niente di nuovo», spiega Gian Michele Calvi, uno dei massimi esperti italiani in fatto di terremoti, docente all’Università di Pavia. L’Appennino è il cuore dell’Italia che trema: in media una catastrofe ogni cinque anni. Sulla direttrice Rieti-Ascoli c’è però qualcosa di più. Una storia che parla: non c’è Comune, in questa terra tra il Gran Sasso e i monti Sibillini che negli ultimi mille anni non abbia vissuto intensità macrosismiche inferiori al decimo grado della scala Mercalli, vale a dire scossa «completamente distruttiva», un gradino sotto «catastrofica» e «apocalittica». Conviviamo con un patrimonio edilizio vecchio ma soprattutto maltenuto. Nel 2012 la Camera ha istituito una commissione d’indagine sulla sicurezza sismica. Della relazione finale non c’è traccia, ma nel corso delle audizioni sono emersi particolari preoccupanti: ad esempio 6 milioni di edifici su 27, in Italia, sono in cattivo stato di conservazione. In parte sono i più vecchi, ma una fetta consistente coinvolge il boom del dopoguerra, quando si passò da 35 a 80 milioni di vani abitativi. Un edificio su quattro risalente a quell’epoca è ammalorato, tanto che alcuni anni fa Aldo Loris Rossi, professore di Progettazione architettonica all’Università di Napoli, ha lanciato una proposta drastica: «Rottamare la spazzatura edilizia post-bellica, 40 milioni di vani, costruiti tra il 1945 e il 1975, senza qualità, interesse storico ed efficienza antisismica. Molti interventi sono stati eseguiti malamente, o hanno caricato strutture già esistenti. Questa crescita è avvenuta in maniera impropria, per questo dico che ogni fabbricato dovrebbe avere una carte d’identità». «È una battaglia che portiamo avanti da anni», racconta Bernardino Chiaia, ordinario di Scienza delle costruzioni al Politecnico di Torino. «Gli edifici andrebbero sottoposti a verifica sismica, peccato che la proposta abbia trovato i principali oppositori nelle associazioni dei proprietari di immobili. Temevano fosse una nuova tassa sulla casa». Così, senza verifiche né censimenti, il patrimonio è andato in malora. E, insieme con le case del 1900, ad Accumoli è andata giù la caserma dei carabinieri e ad Amatrice l’ospedale è inagibile. Entrambi sono ben più recenti. «Purtroppo in queste zone nessuno investe perché si stanno spopolando», dice il professor Calvi. «Dunque non è sorprendente che crollino le case. La cosa che fa scalpore sono gli ospedali, le caserme». Dopo il terremoto del Molise, nel 2002, che si portò via 27 bambini e una maestra, si decise che era troppo: la Protezione civile avviò la mappatura degli edifici strategici (ospedali, caserme, municipi) a rischio sismico. La ricognizione è sostanzialmente terminata, ma non si è andati oltre: servirebbero 10-15 miliardi, circa il 10% del totale stimato per la messa in sicurezza di tutto il patrimonio (pubblico e privato) a rischio sismico. E ce ne vorrebbe un’altra decina per mettere in sicurezza 24 mila scuole. «È una questione di scelte», dice Calvi. «Spendere tre miliardi l’anno per i danni post sisma o investire la stessa cifra per la prevenzione?». Secondo l’Ance, l’associazione dei costruttori, dal 1968 a oggi sono stati spesi 180 miliardi (attualizzati) per i disastri causati dai terremoti. Ricostruire un chilometro quadrato costa tra 60 e 200 milioni. Con 100 miliardi si sarebbe rimessa in sesto tutta l’Italia. http://www.lastampa.it/2016/08/25/italia/cronache/friabili-e-vecchie-di-un-secolo-le-case-che-cedono-al-sisma-HTAb4PJKAxJTQgsYJGZD9I/pagina.html Se esistesse ancora una Politica, in Italia, si sarebbe già partiti con un piano di ricostruzione di ciò che è vecchio e a rischio. 100 miliardi sono tanti, ma ricordiamoci che quando facciamo benzina, paghiamo ancora la guerra in Etiopia, la ricostruzione dell'irpinia e un sacco di emergenze terminate da alcuni decenni. Sarebbe interessante, oltre che Costituzionale, chiedere dove vadano a finire quei soldi e magari iniziare da lì per ridestinarli a ciò che oggi è di interesse nazionale primario. Ma in uno stato ormai rassegnato alla clientela e alla decomposizione, è solo fantasia..
Ponchiaz Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 2 hours ago, corny said: Quindi secondo voi nell'ultimo terremoto in Abruzzo gli italiani sono stati trattati peggio dei profughi? Se vogliamo fare polemiche prendiamocela magari con i compatrioti che hanno costruito edifici antisismici che si sono letteralmente sbriciolati. Intanto io vorrei anche capire quante nuove costruzioni sono state costruite ad Amatrice di recente. Perchè, che io sappia, esiste una parte consistente di edifici in Italia che supera i 200 anni e non mi pare di aver sentito paragonare Pescara del Tronto a Tokyo, ma mi sbaglierò. Quindi al massimo parlami di mettere in sicurezza micro paesi da 2000 persone in cima alla montagna, o di deportare il paese. Ma no, noi italiani vogliamo anche i palazzi rinascimentali costruiti con criteri antisismici nel rinascimento. Ok... 1 hour ago, tricky said: Che poi... magari parlare con i terremotati No, perché spesso sono loro che preferiscono stare in tenda vicino alle loro macerie, i loro affetti, la loro terra piuttosto che un albergo sulla costa Così per dire... Sì, vero. Ma così per dire il messaggio era, equipariamo tutto ciò che ha detto Bluto COME MINIMO trattamento. Siamo bravi nella accoglienza profughi, siamolo ancora di più nella gestione dei nostri concittadini. Se poi esistono delle strutture vicine ai luoghi colpiti che sono occupate dai profughi, gentilmente alloggiamo loro in strutture temporanee. Non volevo dire di mandare a Bolzano le persone di Amatrice.
Dragonheart Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 (edited) Per chiarezza, l'accoglienza migranti è per lo più finanziata con fondi europei. Non c'è, insomma, "concorrenza" sulle risorse tra sfollati e presunti profughi. Poi, è vero che alcuni migranti stanno in hotel, ma molti di più abitano in altre strutture riadattate alla bisogna. In ogni caso, garantisco per esperienza professionale che vorrebbero tutti non un tetto ma un permesso di soggiorno con il quale raggiungere il Nord Europa. Comunque, le polemiche di queste 24 ore dimostrano che siamo seduti su una bomba sociale ad orologeria: prima o poi qualche nostalgico zuzzurullone creerà l'incidente diplomatico e, da lì in poi, partirà la caccia al migrante. stay tuned Edited August 25, 2016 by Dragonheart
Ponchiaz Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 48 minutes ago, Dragonheart said: Per chiarezza, l'accoglienza migranti è per lo più finanziata con fondi europei. E, parrebbe, fiumi di denaro di Soros. Noto benefattore
Dragonheart Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 38 minuti fa, Ponchiaz dice: E, parrebbe, fiumi di denaro di Soros. Noto benefattore A luglio ho pubblicamente (ad un convegno) espresso l'opinione che i complottisti sulle migrazioni si sbagliassero non poco. Nell'ultimo mese, riflettendo su molte questioni, sono giunto a conclusioni diverse. Esistono probabilmente più regie che non si erano coordinate bene: ne avremo conferma quando le nostre frontiere verranno aperte verso Nord. Perché, diciamo la verità, per come è messa oggi l'Italia in termini di manifatturiero, decine di migliaia di giovani analfabeti servono a poco e nulla. L'alternativa è che la regia estera avesse fatto i conti senza l'oste riottoso del Nord Europa. Ma allora torniamo al mio primo post: prima o poi qui scoppierà la guerra (dico seriamente). Dobbiamo smettere di andarli a prendere fronte Libia: mi dispiace, ma è l'unica strada praticabile.
tricky Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 5 hours ago, Ponchiaz said: . Sì, vero. Ma così per dire il messaggio era, equipariamo tutto ciò che ha detto Bluto COME MINIMO trattamento. Siamo bravi nella accoglienza profughi, siamolo ancora di più nella gestione dei nostri concittadini. Se poi esistono delle strutture vicine ai luoghi colpiti che sono occupate dai profughi, gentilmente alloggiamo loro in strutture temporanee. Non volevo dire di mandare a Bolzano le persone di Amatrice. Paolo, ti conosco e bene, so che il tuo ragionamento aveva una logica pro terremotati e non anti profughi. Peraltro mi pare che come sono partiti i soccorsi (facile criticare, ma non è che queste emergenze sono bicchieri d'acqua) non si possa iniziare con le critiche tutte italiane Solo che, pur non sorprendendomi di nulla, fatico a comprendere come si possa davanti a questa tragedia trovare il modo di esprimere la propria allergia verso la marea di profughi che si riversano in Italia, strumentalizzando così un dramma che nulla ha a che vedere con un altro dramma. E ripeto, ma lo sai benissimo, non mi riferisco a te Piuttosto a me preoccupa le tangenti e mazzette che si staranno già organizzando per la classica ricostruzione. Se qualcuno riesce anche qui a parlare di profughi mi levo il cappello
Bluto Posted August 25, 2016 Posted August 25, 2016 42 minuti fa, tricky dice: Paolo, ti conosco e bene, so che il tuo ragionamento aveva una logica pro terremotati e non anti profughi. Peraltro mi pare che come sono partiti i soccorsi (facile criticare, ma non è che queste emergenze sono bicchieri d'acqua) non si possa iniziare con le critiche tutte italiane Solo che, pur non sorprendendomi di nulla, fatico a comprendere come si possa davanti a questa tragedia trovare il modo di esprimere la propria allergia verso la marea di profughi che si riversano in Italia, strumentalizzando così un dramma che nulla ha a che vedere con un altro dramma. E ripeto, ma lo sai benissimo, non mi riferisco a te Piuttosto a me preoccupa le tangenti e mazzette che si staranno già organizzando per la classica ricostruzione. Se qualcuno riesce anche qui a parlare di profughi mi levo il cappello Devo ammettere di non avere approfondito bene il problema profughi, ma partecipare ad una discussione a volte è utile proprio per migliorare le proprie conoscenze e formare un'opinione più equilibrata. Non sapevo che l'accoglienza profughi fosse interamente finanziata dall'UE, immaginavo invece che lo stato italiano pagasse di tasca propria (nostra) per poi ricevere sovvenzioni e rimborsi solo parziali. Questo dato non cambia radicalmente il mio punto di vista: noi (Italia e altri stati sovrani) sovvenzioniamo L'UE, che poi decreta la destinazione dei fondi nelle proprie mani per operazioni come Frontex e accoglienza. Quindi, è ancora peggio di quanto immaginavo, abbiamo le mani legate, non possiamo decidere nulla e possiamo solo subire questa decisione politica. Mettere tutto questo in relazione ai terremotati in effetti è aberrante, non ha molto senso, hai ragione. Ma non sopporto l'idea che 'la regia estera' stia drenando questa enorme quantità di risorse per aiutare una categoria anziché un'altra, e non sto ad elencarti chi dovrebbe avere maggiore aiuto in questo momento di grande difficoltà, perché non sono tanto presuntuoso da sapere chi ne avrebbe più o meno diritto. Penso di avere risposto, per quanto mi riguarda, e per quanto mi è possibile.
Ponchiaz Posted August 26, 2016 Posted August 26, 2016 A difesa intellettuale di quelli che mettono in relazione le due cose, penso che il pensiero fosse "Speriamo che i nostri terremotati verranno trattati ALMENO come i profughi" E continuo a pensarla così, come penso che sia giusto gestire i profughi come stiamo facendo fermo restando che dovremmo fermarne l'accesso.
homersimpson Posted August 26, 2016 Posted August 26, 2016 Comunque leggere il facebook deprime. E quoto tristemente il dragone.
tatanka Posted August 26, 2016 Posted August 26, 2016 M veramente pensate che i profughi, tutti, stiano in un hotel 3 stelle tutto l'anno. Ma quelli che si buttano in mare a Ventimiglia per entrare i Francia o che affollano la stazione di Como, lo fanno perchè la colazione non è a buffet? La ricostruzione di Amatrice e zone limitrofe deve essere veloce, onesta e fatta bene e nel frattempo ci sia il giusto trattamento per gli sfollati. I profughi sono altra roba ed altro problema. Che bisogna, dirlo, è pure un problema più grande e di più difficile soluzione.
Ponchiaz Posted August 26, 2016 Posted August 26, 2016 (edited) 1 hour ago, tatanka said: M veramente pensate che i profughi, tutti, stiano in un hotel 3 stelle tutto l'anno. In effetti no e non mi pare neanche che sia mai stato detto. Però è vero che in alcune strutture 3 stelle ci sono profughi (diversi) tutto l'anno da tanti anni. Edited August 26, 2016 by Ponchiaz
Ale Div. Posted August 26, 2016 Posted August 26, 2016 5 ore fa, homersimpson dice: Comunque leggere il facebook deprime. E quoto tristemente il dragone. In effetti, è desolante.. quando in realtà, ci sarebbe da scandalizzarsi duri e fare una sommossa virtuale per il vero scandalo: perché dopo l'Aquila non è stato fatto nulla, nonostante commissioni governative e studi? Perché si è abbandonato tutto, quando si potrebbe far felici sia i poveri cristi che abitano in bare a quattro mura, che i soliti parassiti corrotti e corruttori? Non è che viviamo in una nazione dove i terremoti sono comparsi all'improvviso per una cospirazione di Haarp.. basti guardare la maestosità delle nostre alpi o la lunghezza degli Appennini per far capire anche a uno stupido che se esistono le montagne è perché la terra sotto ai nostri piedi si muove! E perché nessuno punta il dito su quella scuola ristrutturata recentemente a "norma antisismica" e sbriciolatasi come un frollino? Possibile che come un branco di pecore, si debba andare sempre dietro a quello che grida di più, in un verso o nell'altro? Ormai è chiaro che siamo schiavi di un sistema statistico dove a contare non è più il pensiero critico e razionale, ma da quale parte si sceglie di stare in maniera ottusa.
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