Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Con questo accordo le due diventano ancora più selettive. Ovvero penso ridurranno il numero complessivo di ragazzini in modo significativo. Vedremo dove andranno quelli che "will not make the cut".
uccellodirovo Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Con questo accordo le due diventano ancora più selettive. Ovvero penso ridurranno il numero complessivo di ragazzini in modo significativo. Vedremo dove andranno quelli che "will not make the cut". Così IGNIS "rischia" di avere un bacino molto più ampio... A questo punto quanto è funzionale il progetto Pall. VA - Robur?
Emmemme Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Pallacanestro Varese Moretti: “Ecco la mia Varese. Mercato, Europa, Galloway e Wright… vi dico tutto” Semplicemente Paolo Moretti. Per inquadrare la sua statura (fisica e umana), basta raccontare questo episodio: dopo la partita di ieri sera dorme due ore, si sveglia alle tre, a Vienna con la squadra prende l’aereo per Malpensa e alle 9.30 è puntualissimo nella nostra redazione. Perché ci aveva dato la sua parola, e ci teneva a mantenerla. Ne è venuta fuori una bella chiacchierata fra presente e futuro della sua squadra, con qualche retroscena. Ah, ovviamente gli abbiamo offerto la colazione… Partiamo dalla fine. Complimenti per il primo posto: si aspettava un successo del genere in Fiba Cup? “Sinceramente no, ma sono molto soddisfatto al di là del passaggio dei turni e dei playoff raggiunti con merito e autorità. Abbiamo fatto dodici partite: ne abbiamo vinte ben otto e le quattro sconfitte sono arrivate quasi sempre all’ultimo. È un percorso di grande spessore con una squadra che ha dovuto patire molti infortuni e tante assenze”. Qual è il bilancio della sua avventura in biancorosso? Rifarebbe la scelta di venire a Varese? “Assolutamente sì, la rifarei al volo. Sono felice di quello che ho trovato qui ma allo stesso tempo non sono appagato di quello che ho fatto finora. Per cui, ho lo stimolo e la voglia di fare sempre meglio. Magari ci sono delle scelte – non legate ai giocatori – sulle quali a posteriori mediterei un pochino di più, prenderei altre direzioni. Quali? Le dirò a fine stagione, ora è troppo presto”. La posizione in classifica era quella che si aspettava? “Ci mancano 4/6 punti almeno che secondo me senza la coppa avremmo messo in cascina. Ad esempio con Pesaro, Brindisi e Pistoia. Preparandosi meglio e di più in settimana e limitando i difetti sarebbe stato diverso”. Quindi è stata la coppa l’ostacolo principale per rendere al meglio… “C’è anche dell’altro, ma lo dirò a fine anno”. Si sente di promettere qualcosa ai tifosi per la seconda parte di stagione? “Io non dimentico le parole che ho detto a inizio stagione e mi assumo la responsabilità. La promessa che posso fare è legata a quanto Wright ci migliorerà e a quanto equilibrio ci darà. L’ho voluto fortemente ed è il tipo di giocatore che abbiamo bisogno per fare un passo deciso in avanti. Se ci riusciamo, ci toglieremo ancora delle soddisfazioni”. Parliamo di mercato. Ci spiega cosa è successo in questi mesi? “Uno dei motivi – assieme alla coppa – per cui non abbiamo compiuto il definitivo salto di qualità sono gli infortuni. Già dall’inizio abbiamo avuto un sacco di problemi, che però ci hanno portato a Roko Ukic. Poi lui ci ha tenuti in stallo, le scelte definitive sono rimaste sospese. Siamo intervenuti sulla posizione 3 puntellando il reparto lunghi con successo inserendo Kangur, tenendo aperta la posizone play-guardia: dovevamo aggiustare qualcosa. Poi la vicenda-Ukic si è conclusa e ci siamo messi in ricerca. Prima è uscito il nome di Gaines al quale siamo stati molto vicini, ma mentre potevamo chiudere è spuntato Stone con Telfair. Quest’ultimo è stato scartato perché costava molto ed era fermo da tanto tempo; Stone invece era funzionale e pronto subito. Siamo stati parecchio tempo dietro ad un giocatore che non è arrivato. Allora è tornato in voga Telfair ma c’era Milano di mezzo, poi loro hanno fatto altre scelte e ci siamo presentati noi, ma non è andata bene. Ad un certo punto si è presentata l’opportunità di prendere Wright, che risponde alle caratteristiche di Stone anche se in maniera non uguale”. È vero che Wright l’ha conquistata anche per la sua storia umana particolare? “(sorride, ndr). Al di là delle caratteristiche tecniche e di quello che ci darà in campo, noi ci aspettiamo proprio una grande leadership. Lui ha un carattere forte, ha coraggio, muore in campo e per i compagni dà tutto. Tutte qualità imprescindibili per il ruolo che ricopre. Deve portare qualcosa di grande nel gruppo. Se la persona è quella che tutti pensiamo – la sua storia è chiara – abbiamo fatto la scelta giusta”. Veniamo alla vicenda-Cavaliero. Come vede un coach questo “scontro” e lo sfogo? “Io credo che una delle scelte positive fatte quest’anno è la scelta del capitano: Daniele è un ragazzo d’oro, h a cuore le vicende di squadra e città. Ci sono delle dinamiche a Varese che imparo a conoscere giorno dopo giorno, sulle quali non ho intenzione di mettere il dito. Il mio lavoro è soggetto a critiche e Cavaliero ha fatto quello che si è sentito: lo apprezzo, al di là del contenuto che non voglio giudicare”. Domenica a Pesaro è capitato di tutto. Ma cosa è successo? “Dopo la partita ho detto che ero arrabbiato e lo sono ancora. Ma non sono sorpreso, perché senza Wright per ora siamo questa squadra. Con lui dovremo fare un passo avanti in questa direzione. Con Brindisi, Pistoia, Pesaro, Larnaca, Torino, Bologna e Cantù abbiamo denotato una certa fragilità emotiva e tecnica: non riusciamo a gestire i vantaggi. Anche ieri sul 68-60 per noi abbiamo preso un parziale di 8-0. A Pesaro a questo down si è abbinato il momento positivo degli avversari che ha rimesso in gioco tutta la partita. Però c’è da dire una cosa”. Prego. “Noi siamo andati sopra di 20 giocando un certo tipo di pallacanestro che ci ha portato poi a dilapidare il vantaggio: muovendo palla e cercando i tiri sul perimetro, che sono la nostra arma più importante. Nel secondo tempo abbiamo prodotto almeno sei tiri aperti fra Faye, Davies, Kuksiks e Ferrero, e non li abbiamo messi. Come abbiamo costruito abbiamo perso, vuol dire che però abbiamo continuato a giocare. Certo, abbiamo il difetto di non riuscire a trovare un fallo o un canestro più semplice che interrompa l’emorragia. Questi alti e bassi non sono sorprendenti, ma deludenti, perché affiora sempre la fragilità. Mi auguro che con Wright sia diverso”. Diamo una risposta ai tifosi: perché dare ben 34 minuti a un Galloway sul piede di partenza? “È stata una settimana delicata. Siamo passati da Telfair alla partita con Milano, poi il caso Galloway, gli striscioni in Europa, Wayns che non gioca: il mercato irrompe di nuovo, sono giorni difficili. Ci presentiamo a Pesaro e la mia valutazione è semplice: ci parlo e valuto se lui si sente emotivamente sereno nell’animo per dare tutto. Lui mi ha dato la sua disponibilità ed è entrato con un bell’atteggiamento. Ho scelto sulla base di quello che mi diceva la partita. Di fianco ad un Wayns in difficoltà mi serviva qualcuno che potesse creare qualcosa. E’ stata una scelta tecnica, col senno di poi magari ce ne potevano essere altre migliori…”. E adesso cosa si aspetta dalla seconda metà di stagione? “Ormai siamo alla resa dei conti in Europa. I playoff sono un traguardo importante: affronteremo in casa una squadra di uno dei due campionati più importanti d’Europa con la Spagna. Finchè ci siamo, balliamo. In campionato sarà una sofferenza: siamo in una posizione a metà fra paradiso e inferno. Continueremo a bilanciare la gestione dei carichi con le partite infrasettimanali. Questo comunque è un periodo di speranza, perché l’innesto di Wright ci darà entusiasmo e vitalità. Abbiamo la speranza di fare un importante passo in avanti”. Luca Mastrorilli Perfetto. Grazie Simon. Da cellulare non riuscivo a copiarla qui.
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 E' funzionale per quello che si presuppone finale. Puntare su meno ragazzi, sperabilmente più forti. La domanda che ho è...tempo qualche anno quando i primi tesserati Ignis cominceranno ad essere interessanti....li passeranno a PallVa o creeranno una realtà in tutto e per tutto competitiva, ricreando quindi "una nuova Robur"? Se come penso così sarà, vorrei sentire tutti i fautori degli accordi PV e Robur cosa ne pensano. Secondo me la concorrenza va bene, ma ad un certo punto per il bene del basket a Varese delle gerarchie devono esserci.
edmundo Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 intanto oggi sulla Prealpina si parla di accordo tra pallacanestro Varese e Robur et Fides per i settori giovanili fino a ( mi pare ) under 18. Che la cura Ponti abbia già prodotto risultati ? io non conosco la realtà della pallacanestro giovanile varesina, ma sti accordi Pall. Va / Robur un anno si un anno no mi fanno oramai ridere e basta
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Per essere uno che per sua ammissione non ne capisce niente ne dici di cose.
Franz#12 Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 intanto oggi sulla Prealpina si parla di accordo tra pallacanestro Varese e Robur et Fides per i settori giovanili fino a ( mi pare ) under 18. Che la cura Ponti abbia già prodotto risultati ? I rapporti erano stati allacciati da qualche mese. Credo che in molti si siano resi conti della cappellata fatta nell'anno di Schiavi: l'anno scorso ci fu un derby (bello e tiratissimo) in semifinale scudetto U14, e poi il titolo andò alla Virtus contro la Robur in finale. Forse è servito.
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 (edited) Partita bellissima che avevo visto in streaming. Rispetto alla stagione Schiavi "forse" c'è qualche vincolo in meno di allora. Dove per vincolo intendo condizionamento genitoriale. Edited February 5, 2016 by Ponchiaz
edmundo Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Per essere uno che per sua ammissione non ne capisce niente ne dici di cose. rispondi a me? ... no perché io ho scritto "non conosco" e non "non capisco" ... in ogni caso mi limito ai fatti e la storia degli accordi tra pall. va e robur è un qualcosa che va avanti da quando, ragazzino, avevo gli amici che ci giocavano ... quindi boh, mi pare che o è una bella notizia da dare ognitanto oppure un pò di confusione regna sovrana ... comunque francamente è un discorso che mi appassiona poco, anche perché se li definiscono "panda" pure in Lega forse ci sarà una ragione p.s. forse potrei evitare, ma siccome nel tuo caso sta diventando una simpatica abitudine, vorrei esprimere tutto il mio fastidio per chi butta li commenti a evidente risposta del commento di qualcun altro senza citarlo ... saran le storture di questi nuovi mezzi di comunicazione, ma a me pare quasi una mancanza di rispetto ... per carità, senza polemica, è un problema mio, me ne farò una ragione
kobain Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Io dal vivo.... Compresa la rottura del malleolo di tale Omar fresco convocato nel pre-raduno nazionale
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 rispondi a me? ... no perché io ho scritto "non conosco" e non "non capisco" ... in ogni caso mi limito ai fatti e la storia degli accordi tra pall. va e robur è un qualcosa che va avanti da quando, ragazzino, avevo gli amici che ci giocavano ... quindi boh, mi pare che o è una bella notizia da dare ognitanto oppure un pò di confusione regna sovrana ... comunque francamente è un discorso che mi appassiona poco, anche perché se li definiscono "panda" pure in Lega forse ci sarà una ragione p.s. forse potrei evitare, ma siccome nel tuo caso sta diventando una simpatica abitudine, vorrei esprimere tutto il mio fastidio per chi butta li commenti a evidente risposta del commento di qualcun altro senza citarlo ... saran le storture di questi nuovi mezzi di comunicazione, ma a me pare quasi una mancanza di rispetto ... per carità, senza polemica, è un problema mio, me ne farò una ragione A me il quote fa cagare. Fattene una ragione.
simon89 Posted February 5, 2016 Author Posted February 5, 2016 Sinergia nel segno dei giovani Pall. Varese e Robur rafforzano la collaborazione Pallacanestro Varese e Robur et Fides compiono un altro passo l'una verso l'altra dopo il primo riavvicinamento dell'estate 2015. Non si tratta di una risposta "di pancia" alla recentissima nascita del terzo polo legato ai nomi gloriosi di Dodo Rusconi e Aldo Ossola, ma della prosecuzione di una strategia comune di ottimizzazione delle risorse cittadine basata sul solido rapporto nato tra i due presidenti Stefano Coppa e Cesare Corti, che nell'incontro di mercoledì sera hanno discusso le modalità attuative per dare continuità al progetto congiunto lanciato già quest'anno con la categoria Under 18. Il gruppo misto di 16 atleti delle annate 1998 e 1999, allenatosi già in diverse occasioni agli ordini di Franco Passera e Paolo Moretti, parteciperà durante il periodo pasquale al torneo internazionale di Lissone con il marchio "neutrale" ma simbolico Città di Varese. La partecipazione alla manifestazione brianzola sarà preludio al varo di una squadra unica per la stagione 2016-17 a livello di Under 18 e C Silver, mentre la Robur et Fides avrà la possibilità di pescare tra gli atleti del 1997 e 1998 non più eleggibili per le giovanili da aggiungere al roster della sua serie B. In più proseguirà l'interscambio di giocatori tra le due realtà che quest'anno ha coinvolto le categorie Under 18, Under 16 e Under 13: nei prossimi giorni i rispettivi staff tecnici e dirigenziali faranno il punto della situazione in vista di un nuovo maxi-summit da fissare entro fine mese che metterà a fuoco i dettagli della partnership per la stagione ventura. «L'obiettivo di questa collaborazione è quello di superare gli steccati del cartellino e creare uno spazio comune nel quale dovrà essere privilegiata la crescita del giocatore e non il risultato della squadra - spiega il presidente biancorosso Stefano Coppa - Ottimizzare le risorse tecniche disponibili da una parte e dall'altra servirà a far crescere nel modo ottimale i talenti di entrambe le società». La collaborazione diretta riguarderà dunque le fasce alte dell' attività giovanile, con la prima squadra della Robur et Fides che diventerebbe una sorta di laboratorio di crescita per preparare allo sbarco in serie A i migliori prospetti dei due vivai cittadini, evitando "dispersioni" di talenti fuori città come avvenuto troppo spesso nel terzo millennio; ognuna delle due società manterrà però l'attuale struttura capillare a livello di Minibasket e fasce basse fino all'Under 16, pur con ampia possibilità di "travasi" relativi a percorsi individuali di crescita. Intanto la Pallacanestro Varese, attraverso le ripetute sollecitazioni di uno storico prodotto del suo vivaio come Massimo Ferraiuolo, vorrebbe riportare l'attività giovanile tra le priorità negli investimenti della società, tra la volontà di riaprire la foresteria (vedi il provino di due settimane fa del 14enne talento croato Stipe Jelic) e di puntare su un professionista esterno per la supervisione tecnica. Progetti condivisi dai vertici della società di piazza Monte Grappa e dal CdA di "Varese nel Cuore", pur con la consapevolezza che gli investimenti sul vivaio necessitano di un impegno continuativo prima di raccogliere frutti concreti. Lo stesso discorso vale per il neonato Basket Ignis Varese, pur con intenti e finalità completamente differenti da due club con avviata attività senior come Pall.Varese e Robur et Fides, lanciando la sua offerta cestistica con l'attività di base delle categorie Esordienti ed Aquilotti (annate 2004, 2005 e 2006). La concorrenza nelle fasce basse può solo essere uno stimolo per tutte le realtà attive sul territorio, oltre a dare la garanzia dell'ulteriore aumento della base dei praticanti; a lungo termine però parrocchie e orticelli fanno solo il male dello sviluppo del movimento cittadino. E dopo anni di "minuetto" tra una lunga serie di passi avanti e indietro nel giro di 12 mesi, Pallacanestro Varese e Robur et Fides sembrano avere imboccato la strada giusta per un progetto condiviso che porterà benefici a tutto il basket di Varese. Giuseppe Sciascia
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Lo stesso discorso vale per il neonato Basket Ignis Varese, pur con intenti e finalità completamente differenti da due club con avviata attività senior come Pall.Varese e Robur et Fides, lanciando la sua offerta cestistica con l'attività di base delle categorie Esordienti ed Aquilotti (annate 2004, 2005 e 2006). La concorrenza nelle fasce basse può solo essere uno stimolo per tutte le realtà attive sul territorio, oltre a dare la garanzia dell'ulteriore aumento della base dei praticanti; a lungo termine però parrocchie e orticelli fanno solo il male dello sviluppo del movimento cittadino. E dopo anni di "minuetto" tra una lunga serie di passi avanti e indietro nel giro di 12 mesi, Pallacanestro Varese e Robur et Fides sembrano avere imboccato la strada giusta per un progetto condiviso che porterà benefici a tutto il basket di Varese. Giuseppe Sciascia Ma perchè? Oggi le società esistenti devono letteralmente cacciare i bambini per eccesso di domanda?
alberto Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 mah, se con il progetto ignis dovessero per ora solo aumentare i praticanti con etá in singola cifra o poco piú, potrebbe essere solo un bene, in prospettiva. purché gli insegnino i fondamentali del gioco e non a ruzzare l'avversario: quello é meglio impararlo piú avanti... vedremo...
alberto Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 (edited) Ma perchè? Oggi le società esistenti devono letteralmente cacciare i bambini per eccesso di domanda? forse le due maggiori sí... oppure per qualcuno costano troppo... Edited February 5, 2016 by alberto
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Ma non le due maggiori...cioè io non sono così certo che se metto dieci ristoranti vegani aumenti il numero dei vegani.
edmundo Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 A me il quote fa cagare. Fattene una ragione. a me la risposta senza quote fa cagare, sa di presa per il culo ... quindi, mettimi pure in ignore se preferisci, ma evita di rispondere (a me) senza quote
Guest Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Stimiamo che a Varese città, tralasciando le realtà confinanti tipo Casciago Malnate Cantello Azzate e varie ed eventuali dove esistono altri centri Minibasket, nascano più o meno 1200 bambini all'anno: quanti di questi fanno corsi di avviamento al basket organizzati da una società sportiva? Diciamo un'ottantina tra Robur e Pall.Varese (numeri ufficiali dei rispettivi iscritti Minibasket sono 290 e 180, con picchi più o meno alterni stimiamo tra i 30 e i 35 per annata) più il gruppo del PGS Elpis. Una realtà nuova con l'offerta lancio dell'iscrizione gratuita può attrarre qualcuno di questi 90-95 bambini, ma visto che si parla di eventi nelle scuole per presentare il progetto, il presupposto di base è che si avvii al basket qualche bambino in più di quelli che già giocano, anche se la fascia 10-13 da cui partirà l'operazione Ignis mi sembra già alta per iniziare un percorso Minibasket...
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Grazie Giesse. Infatti secondo il mio parere serve proprio promuovere il basket in generale. Ovviamente se Ignis lo farà allora si può auspicare di strappare un po' di ragazzi al calcio. Questa è una sfida importante. Vedi anche tu che la fascia di età a cui si rivolge il Dodo è già un filo alta e fa pensare più ad una competizione che non all'avviamento?
edmundo Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 è incredibile la tua arroganza ... prima prendi per il culo in maniera nemmeno troppo sottile, te lo si fa sommessamente e in maniera del tutto rispettosa osservare, e tu vai avanti e pure con gli effetti speciali ... che tristezza che mi fai, completamente fuori dallo spirito di questo forum. Fine per me.
Dragonheart Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 La Ignis punta a prendersi bambini e ragazzini già "infarinati" altrove, mi sembra chiaro. E mi sembra anche una discreta porcata.
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Ma no guarda, la concorrenza è giusta. Certo, il fatto che lo facciano gratis sarà un problema.
Dragonheart Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Ma no guarda, la concorrenza è giusta. Certo, il fatto che lo facciano gratis sarà un problema. A costo zero, secondo me, la concorrenza va a farsi benedire. Anche perchè, per quanto costi poco, quel qualche centinaio di euro che si spendono per il minibasket, una famiglia un minimo attenta alle spese trova subito il modo di riallocarli. E buonanotte agli istruttori Robur (per dire) che, dal microbasket in su, hanno insegnato a tuo figlio fondamentali e disciplina.
Ponchiaz Posted February 5, 2016 Posted February 5, 2016 Ad oggi per una stagione di basket con campionati siamo tra i 250 e i 300€. E, credimi, per molti sono un problema.
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