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A me l'articolo è piaciuto: non dice sostanzialmente un cazzo ma ha quel certo non so che di nostalgico che mi ricorda i discorsi di un mio vecchio zio mezzo rincoglionito.

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stasera chiedo al mio nipote tredicenne, che si barcamena nelle giovanili della PallVa e ha una nonna che alla XXV aprile ci andava a guardare la Storm, se ha una vaga idea di chi siano Ossola e Rusconi

e soprattutto se gliene freghi qualcosa.

Che non gliene freghi nulla , è possibilissimo.

Ma se non sa chi sono , è certamente colpa ( E CHE COLPA ) di nonna e zio.

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Suvvia: i bambini andranno all'ignis, finchè non arriveranno le diffide dei legali di Whirlpool, perchè saranno i loro genitori e nonni ad essere affascinati da questa entità così evocativa.

Poi, siamo pur sempre a Varese, farà un gran figo andare in corso e riempirsi la bocca dicendo: "Mio figlio, l'allena l'Aldo Ossola".

Ma i bambini appena più grandi del mio, in Robur, si allenano con le maglie di Rose, James, Curry: e quello dei Warriors è, e sarà, l'unico gialloblu che vogliono.

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Interessante intervista al nostro coach su varese sport.

Pallacanestro Varese Moretti: “Ecco la mia Varese. Mercato, Europa, Galloway e Wright… vi dico tutto”

Semplicemente Paolo Moretti. Per inquadrare la sua statura (fisica e umana), basta raccontare questo episodio: dopo la partita di ieri sera dorme due ore, si sveglia alle tre, a Vienna con la squadra prende l’aereo per Malpensa e alle 9.30 è puntualissimo nella nostra redazione. Perché ci aveva dato la sua parola, e ci teneva a mantenerla. Ne è venuta fuori una bella chiacchierata fra presente e futuro della sua squadra, con qualche retroscena. Ah, ovviamente gli abbiamo offerto la colazione

Partiamo dalla fine. Complimenti per il primo posto: si aspettava un successo del genere in Fiba Cup?

“Sinceramente no, ma sono molto soddisfatto al di là del passaggio dei turni e dei playoff raggiunti con merito e autorità. Abbiamo fatto dodici partite: ne abbiamo vinte ben otto e le quattro sconfitte sono arrivate quasi sempre all’ultimo. È un percorso di grande spessore con una squadra che ha dovuto patire molti infortuni e tante assenze”.

Qual è il bilancio della sua avventura in biancorosso? Rifarebbe la scelta di venire a Varese?

“Assolutamente sì, la rifarei al volo. Sono felice di quello che ho trovato qui ma allo stesso tempo non sono appagato di quello che ho fatto finora. Per cui, ho lo stimolo e la voglia di fare sempre meglio. Magari ci sono delle scelte – non legate ai giocatori – sulle quali a posteriori mediterei un pochino di più, prenderei altre direzioni. Quali? Le dirò a fine stagione, ora è troppo presto”.

La posizione in classifica era quella che si aspettava?

“Ci mancano 4/6 punti almeno che secondo me senza la coppa avremmo messo in cascina. Ad esempio con Pesaro, Brindisi e Pistoia. Preparandosi meglio e di più in settimana e limitando i difetti sarebbe stato diverso”.

Quindi è stata la coppa l’ostacolo principale per rendere al meglio…

“C’è anche dell’altro, ma lo dirò a fine anno”.

Si sente di promettere qualcosa ai tifosi per la seconda parte di stagione?

“Io non dimentico le parole che ho detto a inizio stagione e mi assumo la responsabilità. La promessa che posso fare è legata a quanto Wright ci migliorerà e a quanto equilibrio ci darà. L’ho voluto fortemente ed è il tipo di giocatore che abbiamo bisogno per fare un passo deciso in avanti. Se ci riusciamo, ci toglieremo ancora delle soddisfazioni”.

Parliamo di mercato. Ci spiega cosa è successo in questi mesi?

“Uno dei motivi – assieme alla coppa – per cui non abbiamo compiuto il definitivo salto di qualità sono gli infortuni. Già dall’inizio abbiamo avuto un sacco di problemi, che però ci hanno portato a Roko Ukic. Poi lui ci ha tenuti in stallo, le scelte definitive sono rimaste sospese. Siamo intervenuti sulla posizione 3 puntellando il reparto lunghi con successo inserendo Kangur, tenendo aperta la posizone play-guardia: dovevamo aggiustare qualcosa. Poi la vicenda-Ukic si è conclusa e ci siamo messi in ricerca. Prima è uscito il nome di Gaines al quale siamo stati molto vicini, ma mentre potevamo chiudere è spuntato Stone con Telfair. Quest’ultimo è stato scartato perché costava molto ed era fermo da tanto tempo; Stone invece era funzionale e pronto subito. Siamo stati parecchio tempo dietro ad un giocatore che non è arrivato. Allora è tornato in voga Telfair ma c’era Milano di mezzo, poi loro hanno fatto altre scelte e ci siamo presentati noi, ma non è andata bene. Ad un certo punto si è presentata l’opportunità di prendere Wright, che risponde alle caratteristiche di Stone anche se in maniera non uguale”.

È vero che Wright l’ha conquistata anche per la sua storia umana particolare?

“(sorride, ndr). Al di là delle caratteristiche tecniche e di quello che ci darà in campo, noi ci aspettiamo proprio una grande leadership. Lui ha un carattere forte, ha coraggio, muore in campo e per i compagni dà tutto. Tutte qualità imprescindibili per il ruolo che ricopre. Deve portare qualcosa di grande nel gruppo. Se la persona è quella che tutti pensiamo – la sua storia è chiara – abbiamo fatto la scelta giusta”.

Veniamo alla vicenda-Cavaliero. Come vede un coach questo “scontro” e lo sfogo?

“Io credo che una delle scelte positive fatte quest’anno è la scelta del capitano: Daniele è un ragazzo d’oro, h a cuore le vicende di squadra e città. Ci sono delle dinamiche a Varese che imparo a conoscere giorno dopo giorno, sulle quali non ho intenzione di mettere il dito. Il mio lavoro è soggetto a critiche e Cavaliero ha fatto quello che si è sentito: lo apprezzo, al di là del contenuto che non voglio giudicare”.

Domenica a Pesaro è capitato di tutto. Ma cosa è successo?

“Dopo la partita ho detto che ero arrabbiato e lo sono ancora. Ma non sono sorpreso, perché senza Wright per ora siamo questa squadra. Con lui dovremo fare un passo avanti in questa direzione. Con Brindisi, Pistoia, Pesaro, Larnaca, Torino, Bologna e Cantù abbiamo denotato una certa fragilità emotiva e tecnica: non riusciamo a gestire i vantaggi. Anche ieri sul 68-60 per noi abbiamo preso un parziale di 8-0. A Pesaro a questo down si è abbinato il momento positivo degli avversari che ha rimesso in gioco tutta la partita. Però c’è da dire una cosa”.

Prego.

“Noi siamo andati sopra di 20 giocando un certo tipo di pallacanestro che ci ha portato poi a dilapidare il vantaggio: muovendo palla e cercando i tiri sul perimetro, che sono la nostra arma più importante. Nel secondo tempo abbiamo prodotto almeno sei tiri aperti fra Faye, Davies, Kuksiks e Ferrero, e non li abbiamo messi. Come abbiamo costruito abbiamo perso, vuol dire che però abbiamo continuato a giocare. Certo, abbiamo il difetto di non riuscire a trovare un fallo o un canestro più semplice che interrompa l’emorragia. Questi alti e bassi non sono sorprendenti, ma deludenti, perché affiora sempre la fragilità. Mi auguro che con Wright sia diverso”.

Diamo una risposta ai tifosi: perché dare ben 34 minuti a un Galloway sul piede di partenza?

“È stata una settimana delicata. Siamo passati da Telfair alla partita con Milano, poi il caso Galloway, gli striscioni in Europa, Wayns che non gioca: il mercato irrompe di nuovo, sono giorni difficili. Ci presentiamo a Pesaro e la mia valutazione è semplice: ci parlo e valuto se lui si sente emotivamente sereno nell’animo per dare tutto. Lui mi ha dato la sua disponibilità ed è entrato con un bell’atteggiamento. Ho scelto sulla base di quello che mi diceva la partita. Di fianco ad un Wayns in difficoltà mi serviva qualcuno che potesse creare qualcosa. E’ stata una scelta tecnica, col senno di poi magari ce ne potevano essere altre migliori…”.

E adesso cosa si aspetta dalla seconda metà di stagione?

“Ormai siamo alla resa dei conti in Europa. I playoff sono un traguardo importante: affronteremo in casa una squadra di uno dei due campionati più importanti d’Europa con la Spagna. Finchè ci siamo, balliamo. In campionato sarà una sofferenza: siamo in una posizione a metà fra paradiso e inferno. Continueremo a bilanciare la gestione dei carichi con le partite infrasettimanali. Questo comunque è un periodo di speranza, perché l’innesto di Wright ci darà entusiasmo e vitalità. Abbiamo la speranza di fare un importante passo in avanti”.

Luca Mastrorilli

Edited by simon89
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Da quello che si è capito il contratto è rescisso ma il ragazzotto è ancora tesserato.

Questo ci avrebbe permesso di spedire senza troppe remore barbino in piemonte con una pesciata nel culo.

Ma non è stato fatto, forse perchè dopo l'infortunio della Cavallo lo si è considerato comunque utile alla causa (sic.).

Spedito un mese fa Galloway in piemonte, se Thompson avesse firmato un contratto?

Posted (edited)

Comunque, Ponti la Pallacanestro Varese non l'ha mai voluta prendere davvero.

Lui voleva la Pallacanestro Varese, senza perdere l'apporto finanziario del Consorzio.

Perchè se uno ha il ghello vero, quello che serve per mandare avanti bene il basket in legaA, non passa dalla Pallacanestro Varese all'under13 con i pensionati ad allenare.

Mah, insomma... io ricordo che disse chiaramente che voleva entrare nel Consorzio con una quota importante ma che non avrebbe ritirato il pacchetto da solo perchè da solo non ce la poteva fare. Più chiaro di così... ricordo però che il CDA gli rispose picche, perchè una quotona non era prevista dallo statuto e perchè comunque ce la facevano da soli. Il resto è storia....

Accanimento no, mai.

Ma che qualcuno minimamente vicino al basket giovanile di questo millennio possa mai farse le seghe coi piedi per nomi come Rusconi francamente mi stupirebbe.

Non a caso anche il super Pontiano Ale Div butta li uno Schiavi mai sin qui menzionato da Ponti, tanto per fare un nome serio.

Poi che Ossola possa tirar su più soldi di vecchi cagnoni varesini di quanto Coppa possa mai è assolutamente possibile.

E aggiungo, qualche nome illustre per i nostalgici c'è, ma ne mancano anche parecchi altri. Come mai?

Sono pontiano tanto quanto sono marxista.

Gli è solo che questo è arrivato con una proposta, che oggi ha portato alla creazione della Basket Ignis Varese, e il CDA lo ha rimbalzato.

Oggi si scopre che il pacchetto Ponti/Finanziatori esisteva davvero.

Alla luce del fatto che è saltato fuori un buco di bilancio di 400.000 euro accertati (e parliamo di un budget che era sui 3 milioni e 600 mila euro, più del 10% di buco è una follia!) e una squadra di merda che ci fa disperare, quindi mi frullano un po' i maroni e rosico non poco. Tutto qui. Poi che il Progetto Varese si chiami Ignis e abbia portato via dalla panchina al parchetto un tot di pensionati e recuperato dei ferri vecchi di cui si era persa traccia, non sono fatti miei e non me ne curo... se le parole con le quali il CDA rifiutò l'ingresso di Ponti e dei suoi finanziatori come super-soci avessero avuto un seguito sul campo, oggi guarderemmo al Basket Ignis con un sorrisetto di compassione... invece siamo qui a roderci il fegato in carpione....

Edited by Ale Div.
Posted

Pallacanestro Varese Moretti: “Ecco la mia Varese. Mercato, Europa, Galloway e Wright… vi dico tutto”

Semplicemente Paolo Moretti. Per inquadrare la sua statura (fisica e umana), basta raccontare questo episodio: dopo la partita di ieri sera dorme due ore, si sveglia alle tre, a Vienna con la squadra prende l’aereo per Malpensa e alle 9.30 è puntualissimo nella nostra redazione. Perché ci aveva dato la sua parola, e ci teneva a mantenerla. Ne è venuta fuori una bella chiacchierata fra presente e futuro della sua squadra, con qualche retroscena. Ah, ovviamente gli abbiamo offerto la colazione

Partiamo dalla fine. Complimenti per il primo posto: si aspettava un successo del genere in Fiba Cup?

“Sinceramente no, ma sono molto soddisfatto al di là del passaggio dei turni e dei playoff raggiunti con merito e autorità. Abbiamo fatto dodici partite: ne abbiamo vinte ben otto e le quattro sconfitte sono arrivate quasi sempre all’ultimo. È un percorso di grande spessore con una squadra che ha dovuto patire molti infortuni e tante assenze”.

Qual è il bilancio della sua avventura in biancorosso? Rifarebbe la scelta di venire a Varese?

“Assolutamente sì, la rifarei al volo. Sono felice di quello che ho trovato qui ma allo stesso tempo non sono appagato di quello che ho fatto finora. Per cui, ho lo stimolo e la voglia di fare sempre meglio. Magari ci sono delle scelte – non legate ai giocatori – sulle quali a posteriori mediterei un pochino di più, prenderei altre direzioni. Quali? Le dirò a fine stagione, ora è troppo presto”.

La posizione in classifica era quella che si aspettava?

“Ci mancano 4/6 punti almeno che secondo me senza la coppa avremmo messo in cascina. Ad esempio con Pesaro, Brindisi e Pistoia. Preparandosi meglio e di più in settimana e limitando i difetti sarebbe stato diverso”.

Quindi è stata la coppa l’ostacolo principale per rendere al meglio…

“C’è anche dell’altro, ma lo dirò a fine anno”.

Si sente di promettere qualcosa ai tifosi per la seconda parte di stagione?

“Io non dimentico le parole che ho detto a inizio stagione e mi assumo la responsabilità. La promessa che posso fare è legata a quanto Wright ci migliorerà e a quanto equilibrio ci darà. L’ho voluto fortemente ed è il tipo di giocatore che abbiamo bisogno per fare un passo deciso in avanti. Se ci riusciamo, ci toglieremo ancora delle soddisfazioni”.

Parliamo di mercato. Ci spiega cosa è successo in questi mesi?

“Uno dei motivi – assieme alla coppa – per cui non abbiamo compiuto il definitivo salto di qualità sono gli infortuni. Già dall’inizio abbiamo avuto un sacco di problemi, che però ci hanno portato a Roko Ukic. Poi lui ci ha tenuti in stallo, le scelte definitive sono rimaste sospese. Siamo intervenuti sulla posizione 3 puntellando il reparto lunghi con successo inserendo Kangur, tenendo aperta la posizone play-guardia: dovevamo aggiustare qualcosa. Poi la vicenda-Ukic si è conclusa e ci siamo messi in ricerca. Prima è uscito il nome di Gaines al quale siamo stati molto vicini, ma mentre potevamo chiudere è spuntato Stone con Telfair. Quest’ultimo è stato scartato perché costava molto ed era fermo da tanto tempo; Stone invece era funzionale e pronto subito. Siamo stati parecchio tempo dietro ad un giocatore che non è arrivato. Allora è tornato in voga Telfair ma c’era Milano di mezzo, poi loro hanno fatto altre scelte e ci siamo presentati noi, ma non è andata bene. Ad un certo punto si è presentata l’opportunità di prendere Wright, che risponde alle caratteristiche di Stone anche se in maniera non uguale”.

È vero che Wright l’ha conquistata anche per la sua storia umana particolare?

“(sorride, ndr). Al di là delle caratteristiche tecniche e di quello che ci darà in campo, noi ci aspettiamo proprio una grande leadership. Lui ha un carattere forte, ha coraggio, muore in campo e per i compagni dà tutto. Tutte qualità imprescindibili per il ruolo che ricopre. Deve portare qualcosa di grande nel gruppo. Se la persona è quella che tutti pensiamo – la sua storia è chiara – abbiamo fatto la scelta giusta”.

Veniamo alla vicenda-Cavaliero. Come vede un coach questo “scontro” e lo sfogo?

“Io credo che una delle scelte positive fatte quest’anno è la scelta del capitano: Daniele è un ragazzo d’oro, h a cuore le vicende di squadra e città. Ci sono delle dinamiche a Varese che imparo a conoscere giorno dopo giorno, sulle quali non ho intenzione di mettere il dito. Il mio lavoro è soggetto a critiche e Cavaliero ha fatto quello che si è sentito: lo apprezzo, al di là del contenuto che non voglio giudicare”.

Domenica a Pesaro è capitato di tutto. Ma cosa è successo?

“Dopo la partita ho detto che ero arrabbiato e lo sono ancora. Ma non sono sorpreso, perché senza Wright per ora siamo questa squadra. Con lui dovremo fare un passo avanti in questa direzione. Con Brindisi, Pistoia, Pesaro, Larnaca, Torino, Bologna e Cantù abbiamo denotato una certa fragilità emotiva e tecnica: non riusciamo a gestire i vantaggi. Anche ieri sul 68-60 per noi abbiamo preso un parziale di 8-0. A Pesaro a questo down si è abbinato il momento positivo degli avversari che ha rimesso in gioco tutta la partita. Però c’è da dire una cosa”.

Prego.

“Noi siamo andati sopra di 20 giocando un certo tipo di pallacanestro che ci ha portato poi a dilapidare il vantaggio: muovendo palla e cercando i tiri sul perimetro, che sono la nostra arma più importante. Nel secondo tempo abbiamo prodotto almeno sei tiri aperti fra Faye, Davies, Kuksiks e Ferrero, e non li abbiamo messi. Come abbiamo costruito abbiamo perso, vuol dire che però abbiamo continuato a giocare. Certo, abbiamo il difetto di non riuscire a trovare un fallo o un canestro più semplice che interrompa l’emorragia. Questi alti e bassi non sono sorprendenti, ma deludenti, perché affiora sempre la fragilità. Mi auguro che con Wright sia diverso”.

Diamo una risposta ai tifosi: perché dare ben 34 minuti a un Galloway sul piede di partenza?

“È stata una settimana delicata. Siamo passati da Telfair alla partita con Milano, poi il caso Galloway, gli striscioni in Europa, Wayns che non gioca: il mercato irrompe di nuovo, sono giorni difficili. Ci presentiamo a Pesaro e la mia valutazione è semplice: ci parlo e valuto se lui si sente emotivamente sereno nell’animo per dare tutto. Lui mi ha dato la sua disponibilità ed è entrato con un bell’atteggiamento. Ho scelto sulla base di quello che mi diceva la partita. Di fianco ad un Wayns in difficoltà mi serviva qualcuno che potesse creare qualcosa. E’ stata una scelta tecnica, col senno di poi magari ce ne potevano essere altre migliori…”.

E adesso cosa si aspetta dalla seconda metà di stagione?

“Ormai siamo alla resa dei conti in Europa. I playoff sono un traguardo importante: affronteremo in casa una squadra di uno dei due campionati più importanti d’Europa con la Spagna. Finchè ci siamo, balliamo. In campionato sarà una sofferenza: siamo in una posizione a metà fra paradiso e inferno. Continueremo a bilanciare la gestione dei carichi con le partite infrasettimanali. Questo comunque è un periodo di speranza, perché l’innesto di Wright ci darà entusiasmo e vitalità. Abbiamo la speranza di fare un importante passo in avanti”.

Luca Mastrorilli

Tutte ste parole per dire di aspettare la fine del campionato. E allora si diranno le solite banalità perché, in ogni modo, cane non mangia cane. Se dicesse quello che pensa davvero non lavorerebbe più giro del basket.

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Quindi Thompson è ancora tesserato per noi ed io stupido che mi ero convinto avessimo tenuto Galloway per questioni di regolamento.

Sarò pirla...

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Da tifoso varesino non residente, mi permetto di segnalare un nome per la prossima iniziativa che dovesse puntare ad allargare la base dei praticanti. Basket Mobilgirgi Varese!

Cosa avete capito, niente nostalgia.

Mobilgirgi sta per:

MO'

BIsogna

Lavorare

Rilanciando

GIovani

Ruspanti

Giocatori

Italiani

Malpensanti. ..

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Intanto è ufficiale la rescissione....addio cesso

La Pallacanestro Openjobmetis Varese e Ramon Galloway nella giornata di oggi hanno raggiunto un accordo per la rescissione consensuale del contratto che legava l’atleta al club biancorosso. La Pallacanestro Openjobmetis Varese augura al giocatore le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera.

Edited by simon89
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ma Cavaliero quando rientra?

In questi giorni la Prealpina indica come probabile data di rientro il 24 febbraio, cioè gara 2 coi turchi

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bella intervista, Moretti (che alle volte non comprendo sulla gestione dei cambi...) è secondo me la nota positiva della stagione in corso, l'anno prossimo con materiale migliore (e meno infortuni) potrà darci soddisfazioni

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bella intervista, Moretti (che alle volte non comprendo sulla gestione dei cambi...) è secondo me la nota positiva della stagione in corso, l'anno prossimo con materiale migliore (e meno infortuni) potrà darci soddisfazioni

a me fa paura quando dice che a fine stagione rivelerà gli ostacoli principali che ci sono stati...temo che a fine anno ci saluti

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a me fa paura quando dice che a fine stagione rivelerà gli ostacoli principali che ci sono stati...temo che a fine anno ci saluti

spero parli di giocatori barbuti etc....non di salumi...

Detto questo Torino inizia a farmi paura, adesso che ha preso Eyenga. Quando rientra Dyson saranno cavoli amari, ma ultimi non restano di sicuro.

Dobbiamo fare la corsa su Capo D'Orlando.

P.S. Ma Sassari quest'anno quanti soldi ha buttato nel cesso??? In rapporto ai risultati hanno fatto molto peggio di noi

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spero parli di giocatori barbuti etc....non di salumi...

Detto questo Torino inizia a farmi paura, adesso che ha preso Eyenga. Quando rientra Dyson saranno cavoli amari, ma ultimi non restano di sicuro.

Dobbiamo fare la corsa su Capo D'Orlando.

P.S. Ma Sassari quest'anno quanti soldi ha buttato nel cesso??? In rapporto ai risultati hanno fatto molto peggio di noi

anche la Fu Virtus non scherza ed è discretamente nel panico
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spero parli di giocatori barbuti etc....non di salumi...

Detto questo Torino inizia a farmi paura, adesso che ha preso Eyenga. Quando rientra Dyson saranno cavoli amari, ma ultimi non restano di sicuro.

Dobbiamo fare la corsa su Capo D'Orlando.

P.S. Ma Sassari quest'anno quanti soldi ha buttato nel cesso??? In rapporto ai risultati hanno fatto molto peggio di noi

premetto che di SS freguntubo.... ma paragonare noi a loro, mi pare una forzatura.

facciamo un triplete anche noi, e poi se ne riparla.

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Mah, insomma... io ricordo che disse chiaramente che voleva entrare nel Consorzio con una quota importante ma che non avrebbe ritirato il pacchetto da solo perchè da solo non ce la poteva fare. Più chiaro di così... ricordo però che il CDA gli rispose picche, perchè una quotona non era prevista dallo statuto e perchè comunque ce la facevano da soli. Il resto è storia....

Sono pontiano tanto quanto sono marxista.

Gli è solo che questo è arrivato con una proposta, che oggi ha portato alla creazione della Basket Ignis Varese, e il CDA lo ha rimbalzato.

Oggi si scopre che il pacchetto Ponti/Finanziatori esisteva davvero.

Alla luce del fatto che è saltato fuori un buco di bilancio di 400.000 euro accertati (e parliamo di un budget che era sui 3 milioni e 600 mila euro, più del 10% di buco è una follia!) e una squadra di merda che ci fa disperare, quindi mi frullano un po' i maroni e rosico non poco. Tutto qui. Poi che il Progetto Varese si chiami Ignis e abbia portato via dalla panchina al parchetto un tot di pensionati e recuperato dei ferri vecchi di cui si era persa traccia, non sono fatti miei e non me ne curo... se le parole con le quali il CDA rifiutò l'ingresso di Ponti e dei suoi finanziatori come super-soci avessero avuto un seguito sul campo, oggi guarderemmo al Basket Ignis con un sorrisetto di compassione... invece siamo qui a roderci il fegato in carpione....

Quoto e riquoto

Posted (edited)

Noto con dispiacere che, trascorso quasi un anno, c'è ancora chi non ha capito che Ponti per mettere la quotona voleva che i Consorziati facessero altrettanto. E mettessero anche la fresca per la stagione.

Edited by Dragonheart
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spero parli di giocatori barbuti etc....non di salumi...

Detto questo Torino inizia a farmi paura, adesso che ha preso Eyenga. Quando rientra Dyson saranno cavoli amari, ma ultimi non restano di sicuro.

Dobbiamo fare la corsa su Capo D'Orlando.

P.S. Ma Sassari quest'anno quanti soldi ha buttato nel cesso??? In rapporto ai risultati hanno fatto molto peggio di noi

Ricordiamoci cos'era Eyenga prima che arrivasse Maynor.

E Torino (come Sassari) non ha Maynor.

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Noto con dispiacere che, trascorso quasi un anno, c'è ancora chi non ha capito che Ponti per mettere la quotona voleva che i Consorziati facessero altrettanto. E mettessero anche la fresca per la stagione.

... i fatti dicono che alla fine i consorziati la quotona l'hanno comunque dovuta versare, oltre alla fresca per la stagione.... abbiamo insiders qui dentro che sanno cose, che la quotona fosse stata richiesta ai consorziati proprio perchè era comunque una extra uscita che prima o poi sarebbe saltata fuori?!

È che poi a sto punto uno pensa male e si chiede anche le reali motivazioni del perchè non hanno voluto un ingresso da fuori, tipo per esempio:

- perchè Ponti ha fatto fare una valutazione di Pall Varese e chiesto l'aumento di capitale (e già qui, voi che ne sapete, avevate annusato odore di bruciato..)

- sui più o meno dichiarati 4 milioni di euro di budget, qual è la percentuale stipendi della prima squadra?

- Perchè si è ricorso alla Colletta 2.0 per aiutare il settore giovanile?

- Perchè ci sono consorziati che lamentano la poca trasparenza del bilancio?

Per me possono dare tutti i soldi che vogliono a Oioli, al Briatore delle prealpi e a chi cazzo vogliono ma, in quanto cliente pagante della Pallacanestro Varese, mi piacerebbe poi che il prodotto fosse quanto meno decente e non raffazzonato con gente presa dalla Lega Due o dalla B1, americani in discesa libera (Brandon Davies due anni fa aveva un contratto da 490 mila dollari, l'anno successivo è sceso a 345 e quest'anno è a Varese, così per dire...) che gioca un basket urendo..... il nocciolo della questione, per quel che mi riguarda è tutto qui.

Si è presentato uno che poteva fare far un upgrade a Pallacanestro Varese e non è stato accettato. Questo per me conta e basta.

Forse qualche soldo che ci poteva aiutare ce lo aveva sul serio, non concordi?

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