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1 minute ago, Paul The Rock said:

Anch'io credo che Cain non sia male, anzi sia un centro con tecnica e cervello. Magari poi senza tantissimi punti nelle mai, però mi da l'idea di essere un giocatore valido. Anche Wells può essere interessante a patto si adatti in fretta al basket italiano. Le mie perplessita forti sono su Waller, mentre Okoye alla fine potrebbe anche starcvi se non gli si chiede pentole e coperchi (e magari si rivela una sorpresa sopra le aspettative).

Poi è chiaro che parliamo sempre e comunque di una squadra fatta per giocarsi la salvezza e sputare sangue in casa contro tutti.

Però io continuo a pensare che Okoye in quintetto, ci starebbe da 3. Forse Caja dirotterà Eyenga (se sarà davvero preso) in 4... almeno così spero.

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52 minuti fa, Ale Div. dice:

Sì, però... Cain e Wells non sono proprio degli scazzacani, hanno sempre giocato e con buone valutazioni in squadre di un paio di livelli superiori al nostro... con la milionata di debiti ereditata dalla precedente gestione, c'è quasi da baciarsi i gomiti..

Vero

Posted (edited)
1 hour ago, Paul The Rock said:

Anch'io credo che Cain non sia male, anzi sia un centro con tecnica e cervello. Magari poi senza tantissimi punti nelle mai, però mi da l'idea di essere un giocatore valido. Anche Wells può essere interessante a patto si adatti in fretta al basket italiano. Le mie perplessita forti sono su Waller, mentre Okoye alla fine potrebbe anche starcvi se non gli si chiede pentole e coperchi (e magari si rivela una sorpresa sopra le aspettative).

Poi è chiaro che parliamo sempre e comunque di una squadra fatta per giocarsi la salvezza e sputare sangue in casa contro tutti.

Eh beh... Come non quotarti ..mi pare ci sia un po' troppo pessimismo in giro... Se l'anno scorso il nostro miglior giocatore a detta di molti (DJ) si alzava dalla panchina dell'Alba Berlino, quest'anno abbiamo inchiostrato un titolare dello stesso campionato...non mi sembra poi così male...Cain mi piace, Okoye lo conosciamo, già mi piaceva 2 anni fa, speriamo abbia fatto esperienza...l'incognita è Waller (anche se il migliore della sua vecchia squadra). In ogni caso tutta gente cazzuta che ha voglia di emergere.  All'Artiglio l'onere di assemblare al meglio i pezzi. FORZA VARESE

Edited by ROBERTO1961
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Va bene che la prudenza ci invita a volare bassi, a pensare unicamente alla tranquilla salvezza ma non è che siamo anche un po' troppo prudenti? A me la squadra non dispiace, la filosofia di gioco, che si profila con questi giocatori, pure, Caja mi sembra l'allenatore ideale per questi giocatori... un moderato ottimismo non guasterebbe... 

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28 minuti fa, Sir Joe dice:

Va bene che la prudenza ci invita a volare bassi, a pensare unicamente alla tranquilla salvezza ma non è che siamo anche un po' troppo prudenti? A me la squadra non dispiace, la filosofia di gioco, che si profila con questi giocatori, pure, Caja mi sembra l'allenatore ideale per questi giocatori... un moderato ottimismo non guasterebbe... 

Dipende anche dal livello Delle altre... Comunque diciamo che c'è una logica anche se forse un po' leggerini e con non molti punti nelle mani. Poi se Wells si dimostra ottimo sui due lati del campo , Tambone vale la categoria, waller segna sopra la media, avra dimostra progressi, Eyenga (!) e  Ferrero confermano il loro livello, Okoye spacca nel ruolo, Natali vale almeno 5 Min. Cain doppia doppia e Pelle meno falli+minuti e stoppate, con la chimica dell'artiglio......beh allora entusiasmoooooooooo???

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Bene quindi partiamo sapendo già di essere al piano di sotto l'anno prossimo e senza averli mai visti in campo!

Un giorno poi mi spiegherete da dove nascono tutte le vostre certezze. 

Io contento si sia cambiato il centro perché al di fuori dei tanti rimbalzi (di cui buona parte raccolti in attacco dopo aver scheggiato il ferro da 20 cm 2 o 3 volte) non è un centro che me gusta e poi insieme ad altri ha giocato contro MSS.

Altro che non vorrei più vedere è il #31 anche perché ha proprio le caratteristiche che non si sposano bene con gli altri già presi  (chiaramente secondo me) oltre aver remato conto pure lui. Servirebbe un attaccante di razza ma danè Ghe n'è minga e quindi o rischiano un'altra scommessa o la vedo dura

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19 minuti fa, banksanity6 dice:

Io contento si sia cambiato il centro perché al di fuori dei tanti rimbalzi (di cui buona parte raccolti in attacco dopo aver scheggiato il ferro da 20 cm 2 o 3 volte) non è un centro che me gusta e poi insieme ad altri ha giocato contro MSS.

 

Coem dicevo anch'io preferisco un centro più tecnico e più completo, rispetto ad uno specialista e basta come Anosike, però questa cosa dei rimbalzi sui suoi errori non riesco a digerirla... nel senso che a percentuali al tiro è stato comunque più che valido nel confronto con gli altri centri del campionato (7° assoluto) e ha raccolto più rimbalzi... quindi a partità/similarità di percentuali e rimbalzi vuol dire che alla fine la squadra ha giocato comunque più possessi. E poi parliamo di un centro che ha preso più di 7 rimbalzi a gara solamente in difesa (11 totali)... oltretutto con un minutaggio medio di 24 minuti che sono pochissimi...

Poi su tutte le altre critiche posso capire le motivazioni.

 

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19 minuti fa, simon89 dice:

Una volta si aspettava la prima amichevole almeno..

Eh ma poi ci sono le gambe dure, la preparazione, mancano i 2 punti in palio, le cavallette...

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«Varese, per te darò sempre tutto. Saremo una squadra da battaglia»

L’intervista - Giancarlo Ferrero, highlander biancorosso: «Sento la responsabilità, voglio diventare una garanzia»

Maggio, campagna abbonamenti, Masnago: tra sala Gualco ed entrata del PalA2A si intervistano i temerari andati a sottoscrivere la tessera annuale, praticamente a scatola chiusa. Sul taccuino finiscono parole di fedeltà alla causa, di tifo incondizionato, di fiducia e di speranza. E finisce una costante: «… sì, però mi aspetto che la società confermi il capitano… ». Una, due, tre volte… Oggi - e andrà avanti fino a sabato sera - la campagna abbonamenti ricomincia con quella certezza allora mancante. Che poi è generale: un singolo giocatore, fosse anche il più brillante degli assi del parquet, non può prendersi alcun palcoscenico a discapito di uno squadra; di tipi alla Giancarlo Ferrero, però, è difficile fare a meno. E il perché lo leggerete nella seguente intervista.

Come procede l’estate, Ferrero?

Bene, come prima cosa sono stato a trovare Cavaliero a Trieste, il mese scorso: mi sono presentato a sorpresa alla fine dell’ultimo allenamento prima della finale, poi da Trieste sono andato quattro giorni in Croazia. E basta.

Tutto qui?

Ammetto che non ho tutta questa necessità di andare in vacanza: mi piace stare tranquillo a casa e fare quelle cose che durante l’anno non riesco a fare per ovvie questioni di tempo. E tra queste cose ci sono anche gli esami universitari: ne ho superati altri tre.

E ha partecipato alla Basket Fest, nonché presenziato all’inaugurazione del campetto al Campus in memoria di Paolo Talamoni…

Mi fa piacere partecipare a questi eventi, sono stato anche al camp estivo a Druogno, per esempio: le faccio volentieri, mi gratificano. A giornate come la Basket Fest è bello esserci perché ritrovi ragazzi che ti conoscono, che ti danno il cinque, che magari ti chiedono una foto. C’è stato entusiasmo e grande partecipazione, così come al campetto per Paul.

Questa sua indole e questo suo coinvolgimento altro non fanno che confermare la bontà dell’esito della trattativa che l’ha vista protagonista il mese scorso con la società: Ferrero non sposa solo le cause del parquet a Varese…

C’era bisogno di parlarsi a quattr’occhi, di incontrarsi: l’intento era comune, era necessario soltanto guardarsi negli occhi e trovare un accordo. E mi fa enormemente piacere averlo trovato, perché da quello che ho capito in questi due anni qui Varese si immedesima nei giocatori ma anche nelle persone, ed è bello essere una di queste. Durante lo stallo della trattativa, e poi all’esito positivo della stessa, in tantissimi mi hanno scritto o telefonato, facendomi sentire il loro affetto. Alcuni tifosi mi hanno addirittura voluto ringraziare per ciò che avevo fatto, nel caso in cui non fossi rimasto.

Facciamo il gioco delle figurine. Lei arrivò a Varese nell’estate 2015: due anni dopo, è l’unico superstite di quella squadra, la prima di Moretti. Sente una responsabilità diversa o maggiore, quasi un “dovere di anzianità” ora?

Ho fatto più di una volta questa riflessione. Nella mia abitazione qui a Varese ho un calendario fatto per Openjobmetis durante la prima stagione: quando sono tornato a casa dopo aver firmato il rinnovo, quasi per combinazione, ho guardato quel calendario e mi sono “accorto” che di quei giocatori non era rimasto nessuno… Sì, c’è della responsabilità, ma non penso di dover fare niente di più di quello che ho sempre fatto: l’esempio è l’unica cosa che conta. Nelle settimane scorse alcuni tra i nuovi acquisti mi hanno chiamato per sapere di più sulla squadra, sulla città e sui tifosi: a loro ho spiegato cosa significa stare a Varese e l’attenzione che ci viene dedicata da tutti.

A proposito dei nuovi: come vede gli innesti italiani di Nicola Natali e Matteo Tambone?

Natali ha giocato tre anni a Casale Monferrato, lo conosco come persona e come atleta, mentre Matteo Tambone l’ho conosciuto due anni fa perché, prima di firmare per Varese e dopo aver chiuso l’esperienza a Trapani, mi ero fermato due settimane ad allenarmi a Ravenna e ho avuto modo di farlo con lui. Entrambi, come me due anni fa, hanno voglia di provare a fare un salto di qualità, di vivere un miglioramento nella loro carriera. Sono, però, due giocatori che attraversano momenti molto diversi. Tambone ha 23 anni e ha davanti a sé un lungo futuro agonistico. Ha fatto un ottimo campionato in Legadue, da più di un anno è molto consistente e sta dimostrando di poter migliorare in progressione: ora ha una grande opportunità da giocarsi. Nico Natali è un mio coetaneo, è arrivato alla maturità: penso abbia fatto altrettanto bene a raccogliere la proposta di Varese. Sono due ragazzi seri e molto motivati, poi parlerà il campo, ma auguro a loro di vivere il mio stesso percorso. Seguendo le parole del coach e della società, l’idea è quella di costruire una squadra che abbia voglia di mettersi in gioco e che soprattutto abbia fame: credo che sia Natali che Tambone siano perfetti per questo tipo di attitudine.

Che cosa ha consigliato a loro?

Ho detto di prepararsi ad un ambiente caldo, perché qui se dai il massimo ti viene riconosciuto. La prerogativa è quella di impegnarsi ogni giorno, ma non ho alcun dubbio sul loro conto.

Coach Attilio Caja e il direttore generale Claudio Coldebella sono stati pubblicamente molto chiari nelle loro recenti dichiarazioni sugli obiettivi stagionali “di partenza”: i playoff non saranno una conditio sine qua non per giudicare la prossima stagione soddisfacente. Lei cosa pensa?

Sono d’accordo. Ovviamente ogni giocatore o allenatore o dirigente inizia una stagione puntando al massimo: ogni partita è da vincere e ogni avversario è da battere. Però le loro parole mi sono sembrate corrette perché hanno spiegato la reale situazione e le nostre possibilità: a un pubblico competente come quello di Varese, sia a livello di campo che nelle dinamiche extra-campo, è giusto raccontare le cose come stanno.

Anche perché, per esaltare quel pubblico di cui sopra, non serve molto… Una dimostrazione è stata la seconda parte della stagione scorsa: da gennaio in poi si è giocato solo per la salvezza ma si è visto un PalA2A caldo, pieno, soddisfatto…

Dopo due vittorie in fila, oppure quando vede una squadra che diverte e ha un modo di giocare energico, il pubblico di Varese si esalta. Tutto è legato a come giochiamo e soprattutto a come ci comportiamo in campo. Ecco: non conosco benissimo gli stranieri che arriveranno (anche se ho cercato di studiarli un po’), ma penso sia stato fatto il possibile per raggiungere quell’idea di squadra che ha ridato la carica a fine annata scorsa.

Abbiamo parlato in generale, ora scendiamo al particolare: con che obiettivo inizierà l’annata agonistica di Giancarlo Ferrero?

Voglio alzare la mia asticella ancora più in alto. Quando sono arrivato due anni dovevo dimostrare di valere la Serie A: se Varese mi ha offerto la possibilità di rimanere, significa che ci sono riuscito. Ora devo provare a essere costante, a diventare una garanzia, pur con i miei limiti e difetti: quello che posso dare, lo devo dare sempre.

Come sarà il cammino della nazionale ad Eurobasket?

A mio parere possono arrivare molto avanti, penso ci sia la giusta motivazione, l’energia e la voglia di riuscire bene. C’è anche del fermento dovuto alle prestazioni dell’Under 19 e della femminile: mi auguro che tutta questa energia venga messa anche dalla nazionale maggiore.

A proposito di Under 19: per una nazionale juniores che arriva a conquistare l’argento a un Mondiale, non sembra esistere un corrispettivo di spazio o di considerazione nel massimo campionato italiano per i giovani che la compongono. Cosa manca per permettere a quei ragazzi di esprimersi tra i “grandi”?

Parto dalla mia esperienza: per arrivare a un rinnovo in Serie A ho iniziato dalla C1 e ho fatto tutto il percorso salendo un gradino dopo l’altro. Capisco quanto sia difficile finire le giovanili ed essere subito pronti e condivido un’analisi che coach Marco Crespi ha fatto durante la finale dell’Under 19: è necessario capire quali siano le motivazioni di questo problema. Non è scritto da nessuna parte che questi ragazzi, dopo un argento mondiale, debbano giocare in Serie A, però in Italia alla fine del 19° anno di età manca un anello di congiunzione. I giocatori top probabilmente trovano spazio, i giocatori medi hanno una fase di stacco. Negli Stati Uniti c’è il college che ti permette di confrontarti con quelli che probabilmente sono i migliori al mondo della tua età. Da noi questo banco di prova manca.

Alberto Coriele e Fabio Gandini

Posted (edited)

Probabilmente non è il tipo di giocatore che ci serve ma Tepic a Brindisi un bel po' mi infastidisce..

 

Jankovic va ad Andorra e spinge Eyenga a Varese. Ecco chi sono le possibili alternative ad "Air Congo"

Le caselle riempite del mercato estero fanno automaticamente compiere a Christian Eyenga un altro passo verso Varese. La notizia dell'accordo raggiunto tra Vladimir Jankovic e il Morabanc Andorra fa tirare un sospiro di sollievo alla società di piazza Monte Grappa: la squadra del piccolo principato nei Pirenei, che disputerà l'Eurocup 2017-18, era una collocazione plausibile per Air Congo, nelle scorse settimane sondato dal club iberico che poi gli ha preferito la 27enne ala serbo-greca.

Siccome quasi tutte le formazioni della Liga ACB hanno già l'ala piccola titolare - all'appello manca solo l'Estudiantes Madrid che però cerca un realizzatore - il pericolo Spagna sembra scongiurato per l'atleta del 1989, che resta la prima scelta - a oggi di fatto l'unica - per lo spot mancante nel roster di Varese. E anche in Italia, dove comunque Eyenga è stato l'unico tra i big della stagione 2016-17 a non avere avuto offerte, il puzzle è quasi completo. Tra le squadre che hanno scelto la formula 3+4+5, col passaporto Cotonou dell'ala del 1989 che diventa merce preziosa, hanno già trovato soluzioni Torino col giamaicano Durand Scott e Brindisi con il serbo Milenko Tepic (firmato ieri strappandolo a Capo d'Orlando).

E se Eyenga trovasse amatori in Russia o Turchia, potenzialmente le leghe più ricche d'Europa con ingaggi altissimi rispetto alla media italiana anche per le squadre che non partecipano alle coppe? È l'eventualità per la quale Varese sta tenendo pronte varie alternative con passaporti di vario genere, auspicando però di non dover ricorrere al piano B in una situazione avara di profili di alto livello. Il mercato europeo offre relativamente poche alternative ad Air Congo: uscito dal radar lo stesso Jankovic finito ad Andorra, tra gli attuali free agent ci sono l'esperto croato Marko Tomas (ex Cedevita Zagabria), il lettone Zanis Peiners (avversario lo scorso anno in Champions League con l'Aris Salonicco), lo sloveno Gregor Hrovat (ex Olimpia Lubiana) e l'estone Siim Sander Vene (nel 2016-17 in Russia al Nizhny Novgorod). I primi tre però disputeranno Eurobasket 2017 e sarebbero disponibili solo a metà settembre, particolare che ne fa scemare notevolmente l'appetibilità.

Nel ramo Cotonou disponibili solo scommesse come l'ala sudanese Peter Jok (rookie da Iowa che ha ben figurato alla Summer League di Las Vegas con New Orleans) e il nigeriano Zaid Hearst, capocannoniere dell' A2 spagnola 2016-17 ad Araberri, che però è più guardia che ala piccola ( 1.93 di statura a dispetto dei 98 chili di stazza). Mentre l'idea è comunque cercare un'ala piccola fisicata come Eyenga da accoppiare al "4 tattico" Okoye. Aprendo la caccia nello spot di ala forte grazie alla duttilità del nigeriano, all'elenco si potrebbero aggiungere il tedesco Robin Benzing (13 punti di media nel 2016-17 a Saragozza) e il giamaicano Omari Johnson affrontato con il Neptunas Klaipeda in Champions League nel 2016-17. Una galleria di profili che comunque saranno considerati e approfonditi solo in caso di fumata nera con Eyenga.

Giuseppe Sciascia

Edited by simon89
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1 ora fa, simon89 dice:

Probabilmente non è il tipo di giocatore che ci serve ma Tepic a Brindisi un bel po' mi infastidisce..

 

Jankovic va ad Andorra e spinge Eyenga a Varese. Ecco chi sono le possibili alternative ad "Air Congo"

Le caselle riempite del mercato estero fanno automaticamente compiere a Christian Eyenga un altro passo verso Varese. La notizia dell'accordo raggiunto tra Vladimir Jankovic e il Morabanc Andorra fa tirare un sospiro di sollievo alla società di piazza Monte Grappa: la squadra del piccolo principato nei Pirenei, che disputerà l'Eurocup 2017-18, era una collocazione plausibile per Air Congo, nelle scorse settimane sondato dal club iberico che poi gli ha preferito la 27enne ala serbo-greca.

Siccome quasi tutte le formazioni della Liga ACB hanno già l'ala piccola titolare - all'appello manca solo l'Estudiantes Madrid che però cerca un realizzatore - il pericolo Spagna sembra scongiurato per l'atleta del 1989, che resta la prima scelta - a oggi di fatto l'unica - per lo spot mancante nel roster di Varese. E anche in Italia, dove comunque Eyenga è stato l'unico tra i big della stagione 2016-17 a non avere avuto offerte, il puzzle è quasi completo. Tra le squadre che hanno scelto la formula 3+4+5, col passaporto Cotonou dell'ala del 1989 che diventa merce preziosa, hanno già trovato soluzioni Torino col giamaicano Durand Scott e Brindisi con il serbo Milenko Tepic (firmato ieri strappandolo a Capo d'Orlando).

E se Eyenga trovasse amatori in Russia o Turchia, potenzialmente le leghe più ricche d'Europa con ingaggi altissimi rispetto alla media italiana anche per le squadre che non partecipano alle coppe? È l'eventualità per la quale Varese sta tenendo pronte varie alternative con passaporti di vario genere, auspicando però di non dover ricorrere al piano B in una situazione avara di profili di alto livello. Il mercato europeo offre relativamente poche alternative ad Air Congo: uscito dal radar lo stesso Jankovic finito ad Andorra, tra gli attuali free agent ci sono l'esperto croato Marko Tomas (ex Cedevita Zagabria), il lettone Zanis Peiners (avversario lo scorso anno in Champions League con l'Aris Salonicco), lo sloveno Gregor Hrovat (ex Olimpia Lubiana) e l'estone Siim Sander Vene (nel 2016-17 in Russia al Nizhny Novgorod). I primi tre però disputeranno Eurobasket 2017 e sarebbero disponibili solo a metà settembre, particolare che ne fa scemare notevolmente l'appetibilità.

Nel ramo Cotonou disponibili solo scommesse come l'ala sudanese Peter Jok (rookie da Iowa che ha ben figurato alla Summer League di Las Vegas con New Orleans) e il nigeriano Zaid Hearst, capocannoniere dell' A2 spagnola 2016-17 ad Araberri, che però è più guardia che ala piccola ( 1.93 di statura a dispetto dei 98 chili di stazza). Mentre l'idea è comunque cercare un'ala piccola fisicata come Eyenga da accoppiare al "4 tattico" Okoye. Aprendo la caccia nello spot di ala forte grazie alla duttilità del nigeriano, all'elenco si potrebbero aggiungere il tedesco Robin Benzing (13 punti di media nel 2016-17 a Saragozza) e il giamaicano Omari Johnson affrontato con il Neptunas Klaipeda in Champions League nel 2016-17. Una galleria di profili che comunque saranno considerati e approfonditi solo in caso di fumata nera con Eyenga.

Giuseppe Sciascia

Io farei all in su Hearst. Se serve il fisico in 3 ci scali Okoye, e così ti porti a casa un tank che nonostante l'altezza sa segnare da tutte le posizioni. E sembra anche difendere bene.

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6 ore fa, Bluto dice:

Io farei all in su Hearst. Se serve il fisico in 3 ci scali Okoye, e così ti porti a casa un tank che nonostante l'altezza sa segnare da tutte le posizioni. E sembra anche difendere bene.

e in 4 chi ci andrebbe?

Perchè secondo il tuo ragionamento Waller partirebbe dalla panca visto che Hearst è fondamentalmente un 2, o mi sono perso qualcosa?

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10 minuti fa, banksanity6 dice:

Bene quindi partiamo sapendo già di essere al piano di sotto l'anno prossimo e senza averli mai visti in campo!

Un giorno poi mi spiegherete da dove nascono tutte le vostre certezze. 

Io contento si sia cambiato il centro perché al di fuori dei tanti rimbalzi (di cui buona parte raccolti in attacco dopo aver scheggiato il ferro da 20 cm 2 o 3 volte) non è un centro che me gusta e poi insieme ad altri ha giocato contro MSS.

Altro che non vorrei più vedere è il #31 anche perché ha proprio le caratteristiche che non si sposano bene con gli altri già presi  (chiaramente secondo me) oltre aver remato conto pure lui. Servirebbe un attaccante di razza ma danè Ghe n'è minga e quindi o rischiano un'altra scommessa o la vedo dura

Non direi un piano sotto ma meno punti nelle mani.... Eyenga poco compatibile...non ne sarei così certo....

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42 minuti fa, walk dice:

e in 4 chi ci andrebbe?

Perchè secondo il tuo ragionamento Waller partirebbe dalla panca visto che Hearst è fondamentalmente un 2, o mi sono perso qualcosa?

No Hearst da 3, 4  Okoye, Cain o Ferrero in quel caso. Con la possibilità di ruotare in 3 anche Ferrero, Okoye e (perchè no) Avramovic.

Le differenze di ruolo fra 2 e 3 non sono più così marcate, e comunque Hearst è un finto piccolo, riesce a saltare uomini più alti di lui, fisicamente è molto presente nonostante il metro e 93. Potrebbe essere un giocatore alla Rakeem Sander in qualche modo, e il contesto da cui arriva é più competitivo della nostra A2 Gold.

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Se si confermerà, come pare, Eyenga saremo una squadra dichiaratemante brutta, sporca e (speriamo) cattiva.
Poco spazio per il talento (magari qualcosa da Wells) e necessità di difendere duro e correre in attacco per provare a compensare il gap.
Non credo che ci si potesse aspettare molto di diverso da una squadra messa in mano all'artiglio.
Si sono scelti giocatori che sembrano solidi, tutti con diversi anni di esperienza in giro per l'Europa, anche se quasi tutti a un livello piú basso della serie A.
Perlomeno sono tutti ancora nell'età in cui uno dovrebbe essere nella parabola ascendente della carriera (ad eccezione forse di Eyenga),  con carriere non esaltanti ma nemmeno fatte di tre squadre all'anno o stagioni completamente bucate.
Siamo stati, per ovvie ragioni di budget, lontani dai giocatori di talento affidabili (rimpiangeremo Johnson per anni, io per primo che l'avevo paragonato a Holland dopo le prime tre partite), e non abbiamo puntato nemmeno su giocatori tecnici con magari qualche "tara" fisica o di testa, come in passato.
Forse l'unica eccezione è hafnaretto, che ci siamo trovati in casa ma che, a sentire le sue dichiarazioni, sembra essere tornato con la mentalità giusta per farsi perdonare una stagione decisamente non all'altezza delle aspettative.
Non è una squadra costruita per dare spettacolo, potrebbe essere una squadra costruita per provare a vendere cara la pelle, che è quello che bisognerà fare, soprattutto in casa, per portare a casa una salvezza che non mi sembra certo garantita.
So che a qualcuno farà storcere il naso, ma credo ci sia da prepararsi a una stagione di partite tecnicamente brutte ma, si spera, sempre intense e, quando sarà possibile, tirate fino alla fine.
Credo sarà fondamentale presentarsi al via già in forma (cosa mai successa nelle ultime quattro stagioni), per provare a rubare subito qualche punto a chi magari si è preparato per una stagione con il doppio delle partite e obiettivi piú distanti nel tempo e per trovare un po' di fiducia.
Non credo ci siano in organico giocatori appagati e si spera che per diversi di loro Varese sia, da una parte, il punto piú alto finora raggiunto in carriera e dall'altra una chance importante da giocarsi per uscire finalmente dall'anonimato delle serie minori e magari sperare di strappare l'anno prossimo un ingaggio di livello (e con almeno sei cifre totali, cosa che forse oggi capita a un paio di loro).
Speriamo anche che Pelle non si sia montato la testa alla summer league e che si siano ricordati di installargli Uber sul telefonino.
Dobbiamo sperare che tutti i nuovi arrivati sopportino il coach (cosa non scontata e non sempre successa nella carriera di Caja) e che il coach riesca a giocare al meglio le carte che gli hanno messo in mano (cosa che ogni tanto gli è riuscita discretamente, purtroppo soprattutto quando è subentrato a stagione iniziata).
Credo sfrutterà molto la capacità di diversi giocatori di giocare in due ruoli (Okoye, Cain, Eyenga?, ma anche Tambone, Avramovic, Ferrero) e l'avere due panchinari in grado di portare (con tutti i limiti del caso) anche la palla potrebbe levare un po' di pressione a Wells che, a oggi, sembra essere il giocatore su cui si conta di piú, perlomeno in fase offensiva.
In attacco penso che la prima scelta sarà correre (in questo senso ali e lunghi sembrano avere le caratteristiche giuste), la seconda provare a liberare un tiratore (se arrivasse Eyenga ne restano due buoni, piú la panca, e nessuno sembra essere un tiratore puro) e, se non si puó far contropiede, lasciare Wells libero di cercare la soluzione personale o la giocata per un compagno.
Quello che chiedo (e penso di non essere l'unico) è solo di non trovarmi dopo due partite casalinghe a chiedermi se vale la pena di uscire di casa per andare al palazzetto.

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2 minutes ago, Bluto said:

No Hearst da 3, 4  Okoye, Cain o Ferrero in quel caso. Con la possibilità di ruotare in 3 anche Ferrero, Okoye e (perchè no) Avramovic.

Le differenze di ruolo fra 2 e 3 non sono più così marcate, e comunque Hearst è un finto piccolo, riesce a saltare uomini più alti di lui, fisicamente è molto presente nonostante il metro e 93. Potrebbe essere un giocatore alla Rakeem Sander in qualche modo, e il contesto da cui arriva é più competitivo della nostra A2 Gold.

Credo che il piano sia quello di giocare con due tre "quattrosi" (Okoye, Eyenga e anche Ferrero) per sfruttare la velocità in contropiede, e fare movimento in attacco (non abbiamo tiratori puri, a parte forse Waller, quindi sarà importante muovere la difesa avversaria per trovare soluzioni un po' piú facili) senza pagare troppo dazio in difesa sotto canestro e a rimbalzo. Con la possibilità di far giocare Cain da ala grande quando servono due lunghi veri.

 

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18 minuti fa, MarkBuford dice:

Credo che il piano sia quello di giocare con due tre "quattrosi" (Okoye, Eyenga e anche Ferrero) per sfruttare la velocità in contropiede, e fare movimento in attacco (non abbiamo tiratori puri, a parte forse Waller, quindi sarà importante muovere la difesa avversaria per trovare soluzioni un po' piú facili) senza pagare troppo dazio in difesa sotto canestro e a rimbalzo. Con la possibilità di far giocare Cain da ala grande quando servono due lunghi veri.

 

io credo che puntino anche parecchio sulle doti di secondo play di Cain che è davvero abile nel passare la palla.

Speriamo che si possano vedere dei giochi (non solo Pick'n roll) con il lungo in lunetta che smista per i vari compagni taglianti verso il canestro.

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Diciamo che iniziamo facendo la corsa su Pesaro Brindisi Cremona  forse Pistoia...poi vedremo se qualche altro team delude rispetto alla squadra costruita sulla carta.

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Sono curioso di vedere all'opera la squadra nelle prime amichevoli e solo allora mi esprimerò.

Negli ultimi 5 anni la pre-season è stata perfetto specchio della stagione.

A pelle dico che ho la sensazione di una squadra cazzuto con le contro-palle.

E sempre a pelle dico che faremo meglio del 12° posto dell'anno passato.

Magari ci sarà poco spettacolo ma saremo molto quadrati.

Non aspettiamoci partite ad alto punteggio, quest'anno si vince facendo segnare un punto in meno agli avversari.

 

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9 hours ago, simon89 said:

Probabilmente non è il tipo di giocatore che ci serve ma Tepic a Brindisi un bel po' mi infastidisce..

 

Jankovic va ad Andorra e spinge Eyenga a Varese. Ecco chi sono le possibili alternative ad "Air Congo"

Le caselle riempite del mercato estero fanno automaticamente compiere a Christian Eyenga un altro passo verso Varese. La notizia dell'accordo raggiunto tra Vladimir Jankovic e il Morabanc Andorra fa tirare un sospiro di sollievo alla società di piazza Monte Grappa: la squadra del piccolo principato nei Pirenei, che disputerà l'Eurocup 2017-18, era una collocazione plausibile per Air Congo, nelle scorse settimane sondato dal club iberico che poi gli ha preferito la 27enne ala serbo-greca.

Siccome quasi tutte le formazioni della Liga ACB hanno già l'ala piccola titolare - all'appello manca solo l'Estudiantes Madrid che però cerca un realizzatore - il pericolo Spagna sembra scongiurato per l'atleta del 1989, che resta la prima scelta - a oggi di fatto l'unica - per lo spot mancante nel roster di Varese. E anche in Italia, dove comunque Eyenga è stato l'unico tra i big della stagione 2016-17 a non avere avuto offerte, il puzzle è quasi completo. Tra le squadre che hanno scelto la formula 3+4+5, col passaporto Cotonou dell'ala del 1989 che diventa merce preziosa, hanno già trovato soluzioni Torino col giamaicano Durand Scott e Brindisi con il serbo Milenko Tepic (firmato ieri strappandolo a Capo d'Orlando).

E se Eyenga trovasse amatori in Russia o Turchia, potenzialmente le leghe più ricche d'Europa con ingaggi altissimi rispetto alla media italiana anche per le squadre che non partecipano alle coppe? È l'eventualità per la quale Varese sta tenendo pronte varie alternative con passaporti di vario genere, auspicando però di non dover ricorrere al piano B in una situazione avara di profili di alto livello. Il mercato europeo offre relativamente poche alternative ad Air Congo: uscito dal radar lo stesso Jankovic finito ad Andorra, tra gli attuali free agent ci sono l'esperto croato Marko Tomas (ex Cedevita Zagabria), il lettone Zanis Peiners (avversario lo scorso anno in Champions League con l'Aris Salonicco), lo sloveno Gregor Hrovat (ex Olimpia Lubiana) e l'estone Siim Sander Vene (nel 2016-17 in Russia al Nizhny Novgorod). I primi tre però disputeranno Eurobasket 2017 e sarebbero disponibili solo a metà settembre, particolare che ne fa scemare notevolmente l'appetibilità.

Nel ramo Cotonou disponibili solo scommesse come l'ala sudanese Peter Jok (rookie da Iowa che ha ben figurato alla Summer League di Las Vegas con New Orleans) e il nigeriano Zaid Hearst, capocannoniere dell' A2 spagnola 2016-17 ad Araberri, che però è più guardia che ala piccola ( 1.93 di statura a dispetto dei 98 chili di stazza). Mentre l'idea è comunque cercare un'ala piccola fisicata come Eyenga da accoppiare al "4 tattico" Okoye. Aprendo la caccia nello spot di ala forte grazie alla duttilità del nigeriano, all'elenco si potrebbero aggiungere il tedesco Robin Benzing (13 punti di media nel 2016-17 a Saragozza) e il giamaicano Omari Johnson affrontato con il Neptunas Klaipeda in Champions League nel 2016-17. Una galleria di profili che comunque saranno considerati e approfonditi solo in caso di fumata nera con Eyenga.

Giuseppe Sciascia

Benzing ?? Magari.

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Bello senz'anima se ce n'e uno pero

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Giesse, quando hai finito di sgasare la coca cola a tutto il forum e hai fatto scoppiare tutte le bolle di sapone ci dici cosa pensi della squadra attuale?

Devo decidere se abbonarmi.

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Eyenga sfoglia la margherita. E Varese incrocia le dita

Il congolese, prima (e unica) scelta biancorossa in ala piccola, ha tre offerte sul tavolo: oggi la sua decisione

E le offerte alla fine sono arrivate. Tre, precisamente: due dalla Spagna, una dalla Francia. Christian Eyenga tiene Varese con il fiato sospeso: oggi un giorno potenzialmente decisivo per capire quante chance permangono di rivedere Air Congo in biancorosso.

Manca un’ala piccola allo scacchiere di coach Attilio Caja. Manca, soprattutto, il sì della prima - anzi unica - scelta dell’asse tecnica varesina, che per ragioni tecniche, regolamentari ed economiche ha puntato tutte le sue fichessul nativo di Kinshasa, “pallino” (non da oggi) dell’Artiglio ed elemento del quale Varese conosce ogni pregio e difetto.

Prima di illustrare le novità, occorre riavvolgere il nastro di una trattativa latente da ormai diverse settimane. Il direttore generale Claudio Coldebella, in questo momento ancora negli Stati Uniti e in costante contatto con l’agenzia americana di Eyenga, ha fatto recapitare da diverso tempo una proposta di continuazione del rapporto all’atleta congolese: una proposta definitiva nel suo ammontare economico, rifiutata però dall’ala intenzionata a strappare altrove un contratto più remunerativo.

Il mercato nel frattempo è andato avanti: Varese ha preso Waller, Wells e Cain (ieri l’ufficialità), esaurendo i “posti” extracomunitari all’interno del roster, e - nella ricerca dell’ala piccola mancante - si è trovata per forza di cose a dover riconsiderare Air Congo, a sua volta rimasto ancora all’asciutto da offerte di squadre terze. Perché questo “obbligo”? Per passaporto (senza la possibilità di considerare profili Usa, la cernita si deve concentrare su comunitari e cotonou, categoria nella quale rientra Eyenga), costi (ogni alternativa vagliata ha “prezzi” proibitivi per una società con un budget netto per allestire la squadra non superiore agli 800 mila euro) e affidabilità (come detto, di Eyenga Varese conosce pregi e difetti).

Si arriva così a ieri l’altro. Ovvero alle novità comunicate dall’entourage del giocatore: Christian ha ricevuto tre offerte europee, due dalla Spagna e una dalla Francia. Probabilmente entro oggi, dopo aver vagliato pro e contro - anche tecnici - delle singole proposte, il giocatore deciderà se accettarne una delle tre. Un sì, logicamente, chiuderebbe la questione. E anche un no forse la chiuderebbe, seppur in senso contrario: a quel punto Eyenga potrebbe ripromettersi subito ai biancorossi, senza attendere altre chance.

Fabio Gandini

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