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Sentenza difficile da comprendere per chi , come me , non è un tecnico .

Se è vero quel che ho letto - la casa madre aveva stanziato fondi per la messa in sicurezza dell'impianto, ma l'AD non aveva provveduto - non mi pare così difficile da comprendere nel merito.

Tecnicamente, è il "solito" dolo eventuale, quello dell'omicidio colposo trasformato in volontario per l'automobilista ubriaco che passa con il rosso.

Una costruzione giuridica utilizzata per superare un vuoto normativo.

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Se è vero quel che ho letto - la casa madre aveva stanziato fondi per la messa in sicurezza dell'impianto, ma l'AD non aveva provveduto - non mi pare così difficile da comprendere nel merito.

Tecnicamente, è il "solito" dolo eventuale, quello dell'omicidio colposo trasformato in volontario per l'automobilista ubriaco che passa con il rosso.

Una costruzione giuridica utilizzata per superare un vuoto normativo.

Bhà.

Quello che ho letto io è abbastanza confuso e vorrei leggere le motivazioni perchè questa sentenza crea un pericoloso precedente .

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Io invece voglio sapere esattamente (mi informero') chi erano gli altri imputati.

La sicurezza e' una responsabilita' di molti, ma non tutti sono bersagli ovvi come i ricchi e cattivi tedeschi.

Posted (edited)
Io invece voglio sapere esattamente (mi informero') chi erano gli altri imputati.

La sicurezza e' una responsabilita' di molti, ma non tutti sono bersagli ovvi come i ricchi e cattivi tedeschi.

Gli altri dirigenti Thyssen .

Intanto pare che qualcuno cominci a criticare la rivoluzionaria sentenza .

Edited by Virgus
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"Torino, 15 apr. (TMNews) - Tutti condannati gli imputati nel processo per il rogo dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino, avvenuto nel dicembre 2007. Condannati a 13 anni e mezzo, come richiesto Gerald Priegnitz, componente del comitato esecutivo della multinazionale , stessa pena comminata a Marco Pucci, Raffaele Salerno, responsabile dello stabilimento di Corso Regina Margherita e Cosimo Cafueri, responsabile della sicurezza. Solo per Daniele Moroni, direttore tecnico, la Corte ha aumentato la pena a 10 anni e 10 mesi, mentre i pm avevano chiesto 9 anni. Ingenti i risarcimenti per le parti civili con somme che variano da un milione di euro per il comune di Torino, 973 mila per la Regione fino a qualche migliaio di euro per le singole parti civili."

---------------------------------------------

A me sembra importante il principio che le morti bianche non debbano essere necessariamente tali. Spesso, quasi sempre, colpa c'e'.

Pero' mi pare strano col triliardo di leggi che abbiamo che non potessero pescarne una da applicare. E, scusate la mia stupidita' in materia, ma non capisco come si possa definire tale omicidio "volontario". Leggo il Dragone e penso "vuoto normativo"...siamo sicuri che esista? Cioe' comportamente palesemente omicidi potenzialmente non configurano comunque la volontarieta'. Ci sono anche reati come "Omicidio preterintenzionale" o "Morte come conseguenza di altro reato" se non erro (scusate di nuovo) e sicuramente anche altri.

Poi lo so che l'ubriaco marcio che ammazza il pedone si vorrebbe impiccare, ma...la legge dovrebbe poter vedere le cose in senso piu' pratico.

Postmetto che non me ne frega niente della Thyssen, ma non credo che questa sentenza risolvera' una sega. A parte il fatto che negli ultra semplificati spreadsheet sul "dove investire" l'Italia sicuramente avra' aggiunto un altro "meno". E, penso, ci puo' anche stare, basta non fare i sorpresi. Chiunque sano di mente farebbe lo stesso.

Aggiungo che la Thyssen riavra' la sua Linea 5 solo a condizione che non faccia ricorso.

Sicuramente in Italia abbiamo totalmente perso la capacita' di attrarre investimenti, per contro abbiamo sviluppato un autentico talento per scoraggiarli. E, RIPETO, ci puo' anche stare: basta non fingere di essere sorpresi.

Edited by Ponchiaz
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lunedì 18 aprile 2011, 08:00

De Magistris fa flop: crolla pure "Poseidone"

Luca Rocca

Gian Marco Chiocci

Il collezionista di flop. Dopo l’archiviazione dei trenta imputati dell’inchiesta Toghe lucane e lo sgretolamento della costosissima e mastodontica Why Not?, la giustizia italiana registra l’ennesimo fallimento dell’ex pm Luigi De Magistris, eurodeputato dell’Idv ora candidato sindaco di Napoli.

L’ultima disfatta per la toga che da Catanzaro spiccò il volo verso la politica, e che nei processi a suo carico si è avvalso due volte dell’immunità parlamentare (biasimata in pubblico e sfruttata in privato) è stata sancita dal gip di Salerno che ha seppellito la sua denuncia contro quattro magistrati e un carabiniere, responsabili, secondo l’ex pm, della fuga di notizie relativa a una perquisizione nell’ambito di un’altra inchiesta avviata da De Magistris, quella denominata Poseidone, sugli impianti di depurazione in Calabria. Il fatto risale al 2005, quando da sostituto procuratore a Catanzaro l’ex pm si era convinto che il tribunale del capoluogo calabrese fosse un covo di talpe, magistrati corrotti e carabinieri compiacenti. De Magistris era sicuro, assolutamente certo, che l’ex sostituto procuratore generale, Pietro D’Amico, l’ex presidente dell’ufficio gip-gup, Antonio Baudi, l’ex procuratore generale di Catanzaro, Domenico Pudia, l’allora procuratore capo Mariano Lombardi (deceduto poche settimane fa) e infine l’appartenente all’Arma Mario Russo, avessero fatto trapelare la notizia sull’imminente perquisizione a carico di uno degli indagati.

C’era una montagna di prove, a detta di De Magistris. Non era vero niente, ha sentenziato il gip di Salerno, competente sulle cause relative ai magistrati di Catanzaro. Tant’è che il fascicolo su toghe corrotte e talpe in procura è stato cestinato causa «l’insussistenza della notizia di reato».

Il penalista Armando Veneto, difensore di Pudia, parla di «costruzioni fantasiose e fantastiche, operate in un certo periodo da un magistrato della procura della Repubblica di Catanzaro e ora finalmente venute allo scoperto».

Ma questo è solo l’ultimo flop del «delfino ribelle» del leader Idv Tonino Di Pietro. Appena un mese fa, infatti, a crollare è stata l’inchiesta sul presunto comitato d’affari trasversale tra politici, imprenditori e magistrati, conosciuta come Toghe lucane, che ha visto indagati, fra gli altri, due senatori, il governatore della Basilicata Vito De Filippo e alcuni pubblici ministeri.

Anche in questo caso il gip non ha usato mezzi termini nello stroncare le ipotesi accusatorie cavalcate da De Magistris, definendo insostenibile la «fattispecie associativa» che reggeva il «lacunoso» impianto accusatorio, «essendo del tutto carente la prova in ordine all’esistenza di un sodalizio avente le caratteristiche innanzi menzionate». Ma il fiasco dei fiaschi dello sfortunato pm che adesso cerca un riscatto in politica correndo per la successione a Rosa Russo Iervolino, è quello dell’inchiesta Why Not su una presunta lobby del malaffare calabrese che includeva politici corrotti, imprenditori affamati di soldi, massoneria occulta, le solite toghe colluse e gli immancabili servizi deviati.

Dall’indagine che ha fatto da trampolino di lancio alla carriera politica di De Magistris, ne sono usciti assolti, un anno fa, buona parte degli imputati che avevano chiesto il rito abbreviato e gli ex governatori calabresi Agazio Loiero e Giuseppe Chiaravalloti (prosciolto), mentre la condanna è stata comminata solo a otto imputati e il rinvio a giudizio ha riguardato meno della metà degli altri indagati.

Il costo per l’erario è da capogiro: decine di milioni di euro (9 solo in consulenze). Ma anche quello umano è da brividi, con 150 persone indagate e sputtanate a mezzo stampa, a fronte delle 34 rinviate a giudizio e 26 assolte. Per Abigail Mellace, il gup che ha disintegrato le ipotesi di reato su cui De Magistris aveva scommesso, il risalto mediatico avuto da Why Not? ha portato a una «distorta e infedele rappresentazione dall’esterno delle reali e obiettive risultanze delle fonti di prova», mentre l’ipotesi investigativa «non ha trovato alcun conforto probatorio essendo stata sconfessata già nella fase delle indagini preliminari». Why Not, forse, non sarebbe dovuta nemmeno iniziare.

________________

Capre ! Letali capre !! :doh[1]:

Edited by ROOSTERS99
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"Torino, 15 apr. (TMNews) - Tutti condannati gli imputati nel processo per il rogo dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino, avvenuto nel dicembre 2007. Condannati a 13 anni e mezzo, come richiesto Gerald Priegnitz, componente del comitato esecutivo della multinazionale , stessa pena comminata a Marco Pucci, Raffaele Salerno, responsabile dello stabilimento di Corso Regina Margherita e Cosimo Cafueri, responsabile della sicurezza. Solo per Daniele Moroni, direttore tecnico, la Corte ha aumentato la pena a 10 anni e 10 mesi, mentre i pm avevano chiesto 9 anni.

Postmetto che non me ne frega niente della Thyssen, ma non credo che questa sentenza risolvera' una sega. A parte il fatto che negli ultra semplificati spreadsheet sul "dove investire" l'Italia sicuramente avra' aggiunto un altro "meno". E, penso, ci puo' anche stare, basta non fare i sorpresi. Chiunque sano di mente farebbe lo stesso.

Aggiungo che la Thyssen riavra' la sua Linea 5 solo a condizione che non faccia ricorso.

Sicuramente in Italia abbiamo totalmente perso la capacita' di attrarre investimenti, per contro abbiamo sviluppato un autentico talento per scoraggiarli. E, RIPETO, ci puo' anche stare: basta non fingere di essere sorpresi.

Alt! Qui a pagare sono stati tutti i responsabili della sicurezza compreso il rappresentante dei lavoratori.

La sicurezza sul lavoro non è un bene mercificabile. Ci deve essere e basta.

Se le aziende estere non investono in Italia per questo motivo vadano in Cina o a Bhopal.......

Se non vengono perché la Giustizia ha condannato un coglione che ha deviato i soldi della sicurezza a non si sa dove (perché la sentenza si è giocata qui!) che inventino altre scuse più credibili....

In Italia lo sappiamo tutti che gli in investimenti da fuori sono bloccati dalle Leggi incomprensibili e dalla burocrazia , non dalla legittima richiesta di tornare a casa sano dopo il lavoro..

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Si discuteva sul concetto di volontarieta'. Tutto quello che hai detto era ga' stato digerito ampiamente.

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E anche stavolta, dopo 15 anni, diciamo addio alla energia nucleare in Italia...........

Perplessità, grandi.......

^_^

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Si discuteva sul concetto di volontarieta'. Tutto quello che hai detto era ga' stato digerito ampiamente.

Beh se uno storna i soldi della sicurezza per non si sa bene cosa... Se non c'è volontarietà in questo, Berlusconi si fa di bromuro.....

Posted
E anche stavolta, dopo 15 anni, diciamo addio alla energia nucleare in Italia...........

Perplessità, grandi.......

^_^

Tutto perchè insieme al referedum per il nucleare ci stà pure quello contro la norma sul legittimo impedimento .....

e i sondaggi dicono che per il nucleare il quorum del 50% dei votanti potrebbe essere abbondantemente superato, senza il nucleare no.

Roo fattene una ragione prima ci togliamo dalle palle sto psico-nano e meglio è per tutti.

Tutte le decisioni ruotano intorno ai suoi interessi.

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Tutto perchè insieme al referedum per il nucleare ci stà pure quello contro la norma sul legittimo impedimento .....

e i sondaggi dicono che per il nucleare il quorum del 50% dei votanti potrebbe essere abbondantemente superato, senza il nucleare no.

Roo fattene una ragione prima ci togliamo dalle palle sto psico-nano e meglio è per tutti.

Tutte le decisioni ruotano intorno ai suoi interessi.

Io, veramente, ragionavo un pochino più nel merito della vicenda...

Il resto è fuffa......

@ Virgus: è proprio quello che mi preoccupa !! ^_^

Posted (edited)

E sul tema della energia Nucleare, trovo sempre illuminante (dati oggettivi alla mano...) il prof Battaglia :

mercoledì 20 aprile 2011, 08:25

Un dietrofront che ci lascerà al buio

di Franco Battaglia

In tutto il mondo il nucleare è la prima fonte di energia elettrica. Assurdo rinunciarvi

Dobbiamo renderci conto che non è possibile rinunciare al nuclea­re. Chi dice che lo sia, mente spudora­tamente.

Certamente non può rinun­c­iarvi il mondo che ha reattori nuclea­ri in casa. Essi danno, ai 30 Paesi di quel mondo, almeno un quarto dell' energia elettrica che loro serve, alme­no un terzo a 15 di essi ( incluso il Giap­pone, la patria di Fukushima), e alme­no la metà a 10 di essi ( inclusa l'Ucrai­na, la patria di Chernobyl).

Non può rinunciarvi l'Europa, ove il nucleare è la prima fonte di energia elettrica.

Né vi hanno potuto rinunciare i Paesi che votarono un referendum per la chiu­sura delle centrali.

Lo votò la Svezia nel 1980, quando aveva 11 reattori: ne ha ancora 10, che le danno quasi la metà dell'energia elettrica che le ser­ve (l'altra metà glielo dà l'idroelettri­co).

Lo votò il Belgio nel 1999, ma an­c­ora oggi i suoi 7 reattori contribuisco­no per oltre il 50%.

Non vi ha potuto rinunciare la Germania, che 11 anni fa decise di chiudere le sue centrali e che invece sono ancora lì a soddisfare il 25% del fabbisogno elettrico tede­sco.

Il restante del quale- è bene esse­re consapevoli - è soddisfatto da car­bone (50%), gas (10%) e idroelettrico (5%): se avete fatto le addizioni, avre­te anche capito che quella del contri­buto delle rinnovabili all'elettricità te­desca è solo una leggenda metropoli­tana. Recentemente, la Merkel ha pensato bene di cavalcare le paure dell'elettorato conseguenti ai fatti del Giappone, abbandonandosi a dichiarazioni antinucleari e predi­sponendo la chiusura (per 3 mesi!) di alcuni reattori: ha perso le elezioni.

Non vi ha rinunciato la Svizzera, ove un referendum del 2003 sancì il man­tenimento del nucleare; e ove, lo scor­so mese, pochi giorni dopo i fatti del Giappone, il Parlamento del Cantone che ospita 3 dei 5 reattori nucleari ha ribadito la loro necessità al Paese.

E non stanno rinunciando al nucleare i 15 Paesi che ospitano i 65 nuovi reatto­ri in costruzione (2 dei quali in Ucrai­na, la patria di Chernobyl).

Né, infine, possiamo rinunciarvi noi, che ne abbiamo fatto un altro (l'enne­simo) bene d'importazione: importia­mo oltre 6 GW elettronucleari, cioè il 15% del nostro fabbisogno, per i quali paghiamo alla Francia, ogni anno, l'equivalente di un reattore nucleare. Lo facciamo da 20 anni: un quarto del parco nucleare francese lo abbiamo pagato noi contribuenti italiani.

Perché è impossibile rinunciare al nu­cleare e perché, con buona pace di Di Pietro, Bersani e Tremonti, il suo svi­luppo è destinato a consolidarsi?

La ragione è tecnica: l'energia elettrica deve essere prodotta contestualmen­t­e al momento in cui essa viene richie­sta, visto che non sappiamo come ac­cumularla.

Nel caso aveste dei dubbi su questo, chiedetevi come mai le no­stre automobili non sono elettriche. E nel caso non foste ancora convinti, la prossima volta che andate al ristoran­te lasciate accesi i fari della vostra au­to durante la cena: scoprirete che la vostra batteria ha un'autonomia di 2 ore quando alimenta i fari (50 watt). Ergo, siccome la vostra auto, per muo­versi, ha bisogno di 50.000 watt, avreb­b­e bisogno di 2000 batterie per un'au­tonomia pari a quella di un pieno.

Gli unici modi che conosciamo per pro­durre energia elettrica contestual­mente alla domanda sono l'idroelet­trico, la combustione di petrolio, gas o carbone, e la fissione nucleare.

L'idroelettrico è vincolato dall'orogra­fia locale ( Norvegia e Paraguay soddi­sfano con esso il 100% del loro fabbiso­gno, ma noi non potremmo andare ol­tre il 20%).

Il petrolio è prezioso, serve per la petrolchimica, e bruciarlo per produrre elettricità è un piccolo crimi­ne.

Lo stesso il gas: è prezioso e sareb­be bene riservarlo ad altro (l'autotra­sporto, ad esempio). In ogni caso, pe­trolio e gas saranno nei prossimi anni sempre meno disponibili.

Rimango­no carbone, la cui disponibilità sareb­be di un paio di secoli; e nucleare, che offre combustibile per migliaia di an­ni.

Le rinnovabili, eolico e fotovoltaico, sono la più colossale frode che l'uma­nità sta dovendo subire da 20 anni.

Bi­sognerebbe che qualcuno glielo spie­ghi al ministro Tremonti, che si è ab­bandonato- anch'egli come già la Me­rkel - in dichiarazioni avventate.

Una cosa il ministro, però, dovrebbe affer­rarla al volo, visto che si intende di sta­tistica.

Se, come si spera, il fabbisogno elettrico italiano crescerà al ritmo (al­meno) del 2% l'anno, allora fra (al più) 35 anni esso sarà raddoppiato; dovesse invece crescere al ritmo del 3% l'anno, il fabbisogno raddoppierà fra 23 anni.

Questo significa che fra (al più tardi) 35 anni, il nostro Paese avrà bisogno del doppio degli attuali im­pianti idroelettrici, a gas, e a carbone, e significa pure che gli attuali 8 reatto­ri nucleari che, Oltralpe, producono solo per noi, dovranno essere, fra (al più tardi) 35 anni, 16 reattori nucleari.

Ecco, penso che Tremonti abbia ora sufficienti spunti di riflessione. Mi ri­volgo a lui perché sono consapevole che rivolgersi a Bersani o a Di Pietro sarebbe più inutile che azzardato.

Edited by ROOSTERS99
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Beh se uno storna i soldi della sicurezza per non si sa bene cosa... Se non c'è volontarietà in questo, Berlusconi si fa di bromuro.....

C'e' una negligenza criminale che come tale va punita a norma di legge.

Pero' serve anche una certa coerenza. Il tuo amico Spaccarotella in primo grado era stato condannato per omicidio COLPOSO, successivamente ripristinato a omicidio VOLONTARIO. Condannato a nove anni.

Ora, io una certa differenza fra i due casi ce la vedo.

Pero' basta, parliamo un po' di Berlusconi.

Posted

Una piccola considerazione: nessuno è in grado di quantificare il vero costo dell'energia nucleare (smantellamento centrali e stoccaggio scorie) e dei rischi ad essa connessi, quindi i conti del sciur Battaglia sono un po quelli della serva e troppo spannometrici.

Pur condividendo nel merito il suo discorso non vedo perchè sia sbagliato investire nella ricerca per produrre energia con metodi alternativi agli attuali.

Lo stesso esempio da lui proposto, relativo alle batterie automobilistiche, calza a pennello. La ricerca in questo campo ha compiuto passi da gigante negli ultimi

anni, tanto da far sperimentare negli USA, case elettricamente autosufficienti, sfruttando l'energia solare accumulata in batterie di ultima generazione.

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C'e' una negligenza criminale che come tale va punita a norma di legge.

Pero' serve anche una certa coerenza. Il tuo amico Spaccarotella in primo grado era stato condannato per omicidio COLPOSO, successivamente ripristinato a omicidio VOLONTARIO. Condannato a nove anni.

Ora, io una certa differenza fra i due casi ce la vedo.

Pero' basta, parliamo un po' di Berlusconi.

Lo chiedo al dragone, fra i due casi, tecnicamente, vi sono molte differenze o entrambi ricadono nella questione del dolo di cui parlavi?

E il fatto che alla Thyssen l'omicidio sia plurimo quanto incide?

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Una piccola considerazione: nessuno è in grado di quantificare il vero costo dell'energia nucleare (smantellamento centrali e stoccaggio scorie) e dei rischi ad essa connessi, quindi i conti del sciur Battaglia sono un po quelli della serva e troppo spannometrici.

....

Infatti viene quasi il dubbio che alcuni reattori non vengono spenti perchè costerebbe troppo farlo.

Il Battaglia poi insiste sul produrre subito e alla bisogna. Il concetto è giusto ed è il motivo per cui eolico e solare non potranno mai coprire più di un tot del fabbisogno.

E' quasi ironico quindi che a Fukushima il problema sia proprio dovuto al fatto di non poter spegenre il rettore. Altro che produco o smetto quando voglio.

I giap vorrebbero smettere ma quello mica si spegne.

Perchè non potremmo fare un paio di super mega dighe?

Posted
Lo chiedo al dragone, fra i due casi, tecnicamente, vi sono molte differenze o entrambi ricadono nella questione del dolo di cui parlavi?

La costruzione teorica, se volete anche teoretica, dovrebbe essere esattamente la stessa.

E il fatto che alla Thyssen l'omicidio sia plurimo quanto incide?

Non credo sulla qualificazione del reato, semmai sulla quantificazione delle pena.

Posted
La costruzione teorica, se volete anche teoretica, dovrebbe essere esattamente la stessa.

Per cui, mancanze intenzionali in tema di sicurezza sono equiparabili ad una rivoltellata ad altezza d'uomo.

Prendo atto.

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Infatti viene quasi il dubbio che alcuni reattori non vengono spenti perchè costerebbe troppo farlo.

Il Battaglia poi insiste sul produrre subito e alla bisogna. Il concetto è giusto ed è il motivo per cui eolico e solare non potranno mai coprire più di un tot del fabbisogno.

E' quasi ironico quindi che a Fukushima il problema sia proprio dovuto al fatto di non poter spegenre il rettore. Altro che produco o smetto quando voglio.

I giap vorrebbero smettere ma quello mica si spegne.

Perchè non potremmo fare un paio di super mega dighe?

Non fingere di non sapere che i reattori di Fukushima son stati "travolti" da un terribile terremoto e da una terribile onda , altriemnti sarebbero "spegnibili" eccome....

E non scordare nemmeno mai che tutti NOI , nelle bolette, paghimo i tuoi nefasti pannelli....... :rolleyes:

Quanto alle dighe...............

Posted
Infatti viene quasi il dubbio che alcuni reattori non vengono spenti perchè costerebbe troppo farlo.

Il Battaglia poi insiste sul produrre subito e alla bisogna. Il concetto è giusto ed è il motivo per cui eolico e solare non potranno mai coprire più di un tot del fabbisogno.

E' quasi ironico quindi che a Fukushima il problema sia proprio dovuto al fatto di non poter spegenre il rettore. Altro che produco o smetto quando voglio.

I giap vorrebbero smettere ma quello mica si spegne.

Perchè non potremmo fare un paio di super mega dighe?

Non fingere di non sapere che i reattori di Fukushima son stati "travolti" da un terribile terremoto e da una terribile onda , altriemnti sarebbero "spegnibili" eccome....

E non scordare nemmeno mai che tutti NOI , nelle bolette, paghimo i tuoi nefasti pannelli....... :rolleyes:

Quanto alle dighe...............

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Segnalo la bella iniziativa del PdL di Gallarate, partito che non manca di rappresentare ancora una volta i valori cattolici.

Di fatti ha organizzato un bell'aperitivo elettorale la sera del Venerdì Santo.

Porco Giuda, che arguti.

Franz

ps: mi dicono che al Barbaresco la specialità siano i salumi...

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Segnalo la bella iniziativa del PdL di Gallarate, partito che non manca di rappresentare ancora una volta i valori cattolici.

Di fatti ha organizzato un bell'aperitivo elettorale la sera del Venerdì Santo.

Porco Giuda, che arguti.

Franz

ps: mi dicono che al Barbaresco la specialità siano i salumi...

grazie alberto & pdl di gallarate non possono convivere nello stesso 3d. sallo. :ph34r:

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