Gioànn Brera fu Carlo Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 Ma può fare tutti i discorsi che vuole ma uno così di parte e per giunta indagato per evasione fiscale non dovrebbe fare nemmeno il lava cessi per la Lega, altro che Presidente.
edmundo Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 005099 GIVOVA SCAFATI PALLACANESTRO PESCARA06/02/2014 - 20:30 PALAMANGANO Via Della Gloria SCAFATI (SA) Squadra di casa: GIVOVA SCAFATI 112 Squadra ospite: PALLACANESTRO PESCARA 101 PALAMANGANOVia Della Gloria SCAFATI (SA) 1º Arbitro: CICCODICOLA FEDERICO di ROMA (RM) 2º Arbitro: SPINELLI MATTEO di ROMA (RM) Osservatore: TERRANOVA VINCENZO di ROMA (RM) Provvedimenti:soc. BASKET SCAFATI 1969 SSDARL:ammenda di Euro 576.00 per offese e minacce collettive frequenti del pubblico agli arbitri e ai giocatori avversari, in particolare al n.5 Rajola, dal terzo periodo di gioco e fino alla fine dell'incontro, e per lancio di oggetti contundenti isolato in due occasioni distinte, senza colpire(una moneta nella prima occasione, un thermos pesante nella seconda, scagliato contro l'osservatore; l'oggetto si infrangeva sul tavolo sfiorandolo)[art. 25,4b RG rec.,art. 25,5bd RG rec.,art. 25,10ad RG,art. 26,2 RG] soc. BASKET SCAFATI 1969 SSDARL:squalifica campo per 3 gare per invasione del campo di gioco, commessa da circa 15 sostenitori locali alla fine del quarto periodo di gioco; e in particolare uno di essi convalidato un canestro si scagliava contro il tavolo degli U.d.C. con comportamento gravemente offensivo e intimidatorio, venendo infine fermato e allontanato dalle forze dell'ordine. L'invasione del campo si ripeteva altres? al termine del terzo tempo supplementare da parte dello stesso tifoso che tornava ad insultare e minacciare pesantemente l'osservatore e gli arbitri. Lo stesso tifoso terminata la gara seguiva gli arbitri nel tunnel degli spogliatoi minacciandoli e insultandoli e in particolare strattonava e colpiva con un pugno alla spalla l'osservatore [art. 27,3B RG,art. 27,4A RG] soc. BASKET SCAFATI 1969 SSDARL:ammenda di Euro 600.00 per tentativo di aggressione, comportamento minacccioso e gravemente offensivo fuori dal campo di gioco, da parte di un folto numero di tifosi locali. Arbitri e osservatore venivano scortati dalle forze dell'ordine dall'uscita degli spogliatoi fino al parcheggio e successivamente fino al casello autostradale [art. 27,5B RG] :ph34r: mi sfugge qualcosa ... ma SCAFATI ha pure vinto!?!
MarkBuford Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 (edited) Intervista a Minucci che dichiara chiaramente di aver illustrato il programma prima di essere votato e che lo illustrerà,per correttezza,quando salirà in carica. Quindi il buon Villalta ha sparato una cazzata. Nell'intervista,chiara e schietta,dimostra competenza,capacità di calarsi nel nuovo ruolo,e spiega il perché Vescovi ha scelto di votarlo. Giustamente dice che dovrà essere giudicato per quello che farà. In sostanza,sembra,voler fare qualcosa di concreto per migliorare il " prodotto basket " ,cosa che i precedenti presidenti non hanno fatto per niente. Vedremo,intanto interessanti parole sul consorzio varesino. E ti sembra che potesse dire qualcosa di diverso? Perchè l'ha tenuto segreto sto benedetto programma? Contiene la ricetta della Coca Cola? Le prove che Kennedy è stato fatto ammazzare dalla CIA? La password dell'home banking dello sceicco di Dubai? Il diario segreto di Andreotti? Le malefatte di Banks? E, visto che l'intervista era schietta, perchè nessuno ha pensato di chiedergli come va con la GdF? Io se fossi un giornalista un'occasione cosí mica me la farei scappare. Certo, è evidentemente anni luce avanti ai predecessori che nelle interviste avevano dichiarato di non andare al palazzetto, di non sapere cosa sono i tre secondi e di non aver trovato un impiego migliore e quindi essersi rassegnati a vivacchiare prendendo uno stipendio per rappresentare uno sport che giocano solo negri tatuati e che piace solo a pochi idioti. Adesso che lui ha detto che farà tutto per il bene del movimento, perchè dubitare? In fondo è un intervista, vorremmo mica paragonarla a un'ultradecennale carriera da farabutto? Peró max respect a uno che riesce a dire "Minucci presidente di Lega e Petrucci presidente della Fip: due uomini forti che possono contribuire a rilanciare il basket?" senza scoppiare a ridere. Forse è per quello che non ho mai pensato di fare il giornalista E bello anche il titolo: giudicatemi per quello che faró A giudicarti per quello che hai già fatto ci penseranno i giudici. Edited February 13, 2014 by MarkBuford
Silver Surfer Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 «Giudicatemi per quel che farò» Feb 13 2014 06:29 | pxg14 in Rassegna stampa Legabasket IL NEOPRESIDENTE Ferdinando Minucci a tutto campo dopo l'elezione Ferdinando Minucci illustra la "sua" Lega Basket. L'artefice dell'epopea vincente di Siena, eletto sabato scorso alla guida della "Confindustria dei canestri" per il triennio luglio 2014-luglio 2016 con un risultato quasi plebiscitario (14 voti favorevoli - compresa Varese - su 16 società), spazia a tutto campo su temi di stretta attualità del movimento e racconta le sue idee per provare a rilanciare uno sport che fatica a trovare visibilità. Perché nonostante le emozioni e il grande equilibrio degli ultimi due anni il basket non riesce a sfondare al di fuori della solita nicchia di appassionati? «In un momento di grande difficoltà per l'economia in generale e le società in particolare, uno dei motivi che mi hanno spinto, dopo un attimo di riflessione, ad accettare una delle sfide più difficili della mia carriera è proprio lo stimolo ricevuto dagli ex colleghi che hanno riposto fiducia in me per cercare di dare risposte positive. L'elemento centrale del discorso è lo sviluppo che tarda a decollare per lo scarso appeal che abbiamo nei confronti del grande pubblico. Come formazione vengo dal marketing e dalla pubblicità, da presidente di Lega la mia esperienza da dirigente sportivo peserà per il 30-40 per cento. A mio avviso il basket è lo sport più bello che c'è: ha le caratteristiche per divertire ed appassionare, si gioca al coperto e vi si possono portare le famiglie, cosa che per il calcio non è sempre possibile. Siamo piccoli ma possiamo crescere: dobbiamo vendere meglio il nostro prodotto e cercare di renderlo visibile alle masse». Lei conosce bene la Lega Basket essendoci stato per anni come dirigente di Siena; come cambierà il suo ruolo da presidente super partes? «Sono due cose completamente diverse. Prima rappresentavo una società della quale legittimamente facevo gli interessi; la sfida è quella di togliersi la maglia, cosa che ho praticamente già fatto, per infilarmi quella da presidente di Lega. Prova ne sia la disponibilità immediata per chi, come voi, ogni giorno dà ampio spazio al basket: non dobbiamo rimanere chiusi nelle nostre stanze ma rimanere in contatto costante con l'esterno per far conoscere quel che siamo e che facciamo. La mia idea è quella di lavorare molto sull'allargamento del bacino d'utenza e all'ampliamento del mercato pubblicitario, creando una sinergia tra Lega e società; ciò coinvolge l'idea del consorzio di Varese che, diversificando il rischio, riduce il peso pericolosissimo che può avere il mecenate in grado di condizionare pesantemente il futuro di ogni società, come dimostrano i casi Cazzola-Madrigali, Seragnoli, Benetton ed indirettamente quello del Montepaschi. Una delle funzioni della Lega dovrà essere quella di dare sostegno, anche economico, a questi progetti». Il modello Varese con il consorzio è vincente soltanto in una città piccola e di grandi tradizioni come la nostra, oppure è esportabile? «Prima di tutto è una cosa intelligente e per questo non va considerata solo a livello campanilistico. Poi vincente lo è già in termini di risultati; fui molto attivo nel seguire il passaggio dalla famiglia Castiglioni alla gestione attuale e ricordo le difficoltà oggettive di quel periodo. I risultati ottenuti in questi anni dalla Cimberio danno il senso dell'importanza e del valore di questo progetto, pur con tutte le modifiche e gli adattamenti che possono intervenire in contesti diversi». Prima dei successi da dirigente sportivo lei ha un passato da uomo di pubblicità e Tv, due argomenti chiave per il rilancio del basket. Per questo pensa di essere l'uomo giusto per la Lega? «Entrai a Siena nel 1989 non come dirigente sportivo ma occupandomi di marketing e pubblicità; attraverso la mia agenzia, creata nel 1977, avevo già fondato una radio, una Tv e un giornale; in tre anni di apprendistato portai gli introiti della Mens Sana da 100 milioni a un miliardo di vecchie lire. Nel 1992 fui nominato direttore generale e l'anno successivo ne diventai socio al 25 per cento compiendo un investimento sulla mia professionalità e sul prodotto. E, attraverso il lavoro sul settore sponsor, riuscii a poco a poco a coinvolgere il Monte dei Paschi che dal 2000/2001 divenne il marchio principale. Mi aspettavo di vincere, anche se non così tanto; purtroppo le difficoltà della banca hanno colto impreparati un po' tutti. Nessuno avrebbe mai previsto quel che poi è successo, per questo negli ultimi anni lo sprint effettuato verso i risultati non ci ha permesso di intuire e prevenire i problemi che di lì a poco si sarebbero presentati». Cecco Vescovi ha affermato di essere stato convinto a votarla per il programma esposto. Quali sono i punti principali? «Ancora non sono il nuovo presidente, dunque per correttezza lo esporrò pubblicamente solo all'inizio del mio mandato ufficiale. Però nel corso della campagna elettorale lo ho illustrato alle società per dimostrare che non dovevano votarmi solo per la mia carriera da dirigente, e che mi sarei spogliato della maglia di Siena, alla quale terrò tutta la vita ma che ormai non fa più parte del mio futuro professionale. Mentre parlavo con Vescovi vedevo che annuiva alle mie proposte e a fine colloquio mi ha confermato che le mie idee erano anche le sue. Evidentemente le soluzioni in testa sono simili per tutti, non sono io il genio che le trova fuori dal contesto; da parte mia garantisco però forza, energia, passione e voglia di rischiare per metterle in pratica». Lei ha conquistato l'assemblea dei proprietari, ma il tifoso medio del basket guarda con un pizzico di scetticismo la sua elezione: c'è un modo per dire agli appassionati tranquilli, stiamo lavorando per voi? «Tale compito tocca a voi giornalisti, io devo portare fatti concreti e lavorare duro per il bene di tutti. Quando ero a Siena rilasciavo due o tre interviste l'anno perché era giusto lasciar parlare il campo, adesso il ruolo è diverso ed è giusto cambiare atteggiamento. Di certo non dovrò essere giudicato per quanto sono simpatico; piuttosto mi piacerebbe essere antipatico per le altre leghe europee. Una volta la nostra Lega era vista come l'eccellenza continentale, adesso non lo siamo più e questo è un altro obiettivo da raggiungere, tornare cioè ad essere un punto di riferimento. Anche perché gli ingredienti ci sono tutti: l'Italia produce un basket mediamente di altissimo livello, ci sono proprietari che investono molto, manager di grande valore e tanta passione fra i tifosi. Io debbo essere al servizio di questo prodotto e chi strumentalmente cerca di condizionare il mio lavoro guardando al mio passato a Siena non fa il bene del movimento». Minucci presidente di Lega e Petrucci presidente della Fip: due uomini forti che possono contribuire a rilanciare il basket? «I due enti hanno compiti diversi: la Fip rappresenta la tradizione, la cultura sportiva e il collegamento tra base e vertice. Noi rappresentiamo il vertice con la grande responsabilità di essere il traino del movimento, ma anche la necessità di garantire il rispetto che meritano coloro che investono e danno impulso al basket. Conosco Petrucci da prima che facessi il manager sportivo, so che si tratta di una persona decisa e che vuol bene al basket. Altrettanto sono io: spero di trovare sempre punti di convergenza, in caso di divergenze mi farò valere con decisione». In tema di presidente forte, quanto contano i poteri che dovrà conferirle l'assemblea? È necessaria una maggiore operatività per garantire un'azione più incisiva? «In qualità di manager che rappresenta 16 società non credo che servano particolari poteri: almeno nella prima fase la forza della Lega dovrà essere la condivisione. Già considero un successo che alla votazione si siano presentati proprietari che da anni non venivano in Lega. Coinvolgere manager e proprietari e fondere le mie idee con le loro sarà determinante; poi mi assumerò le responsabilità sulle strategie per raggiungere i risultati. Se non riuscirò ad ottenerli sarò criticato. Mi auguro che i tifosi mi giudichino per quello che sarò capace di fare come presidente di Lega e non sul ricordo delle tante vittorie ottenute con Siena che fisiologicamente, per certi versi, mi hanno reso antipatico». Giuseppe Sciascia
Binzaghino Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 E ti sembra che potesse dire qualcosa di diverso? Perchè l'ha tenuto segreto sto benedetto programma? Contiene la ricetta della Coca Cola? Le prove che Kennedy è stato fatto ammazzare dalla CIA? La password dell'home banking dello sceicco di Dubai? Il diario segreto di Andreotti? Le malefatte di Banks? E, visto che l'intervista era schietta, perchè nessuno ha pensato di chiedergli come va con la GdF? Io se fossi un giornalista un'occasione cosí mica me la farei scappare. Certo, è evidentemente anni luce avanti ai predecessori che nelle interviste avevano dichiarato di non andare al palazzetto, di non sapere cosa sono i tre secondi e di non aver trovato un impiego migliore e quindi essersi rassegnati a vivacchiare prendendo uno stipendio per rappresentare uno sport che giocano solo negri tatuati e che piace solo a pochi idioti. Adesso che lui ha detto che farà tutto per il bene del movimento, perchè dubitare? In fondo è un intervista, vorremmo mica paragonarla a un'ultradecennale carriera da farabutto? Peró max respect a uno che riesce a dire "Minucci presidente di Lega e Petrucci presidente della Fip: due uomini forti che possono contribuire a rilanciare il basket?" senza scoppiare a ridere.[/size] Forse è per quello che non ho mai pensato di fare il giornalista [/size] E bello anche il titolo: giudicatemi per quello che faró[/size] A giudicarti per quello che hai già fatto ci penseranno i giudici.[/size] Hai notato chi gli ha fatto l'intervista?
Spaten Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 spiace che non sia stata posta alcuna domanda scomoda. oddio, nel panorama del giornalismo italiano le domande scomode sono evitate e considerate come un delitto di lesa maesta`.
MarkBuford Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 Hai notato chi gli ha fatto l'intervista? Quello che ieri ti ha spiegato il discorso su Gigli? Capisco la necessità di Giesse di allinearsi alla linea della società e non creare casini... ma intervistare Minucci facendo finta che sia un alieno precipitato qui dal nulla mi sembra impossibile.
hammer70 Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 mi sfugge qualcosa ... ma SCAFATI ha pure vinto!?! .....pensa se perdevano!!!!!
ROOSTERS99 Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 Avevo detto che non avrei più scritto su questo thread Faccio un'eccezione Quoto e aggiungo: a me i complimenti per il consorzio fatti da questo uomo mi fanno schifo. Non li voglio. Noi ai fare il consorzio, lui a fare.... ok mi fermo Quotocazzoquoto !!
Piva Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 «Giudicatemi per quel che farò» Feb 13 2014 06:29 | pxg14 in Rassegna stampa Legabasket IL NEOPRESIDENTE Ferdinando Minucci a tutto campo dopo l'elezione Ferdinando Minucci illustra la "sua" Lega Basket. L'artefice dell'epopea vincente di Siena, eletto sabato scorso alla guida della "Confindustria dei canestri" per il triennio luglio 2014-luglio 2016 con un risultato quasi plebiscitario (14 voti favorevoli - compresa Varese - su 16 società), spazia a tutto campo su temi di stretta attualità del movimento e racconta le sue idee per provare a rilanciare uno sport che fatica a trovare visibilità. Perché nonostante le emozioni e il grande equilibrio degli ultimi due anni il basket non riesce a sfondare al di fuori della solita nicchia di appassionati? «In un momento di grande difficoltà per l'economia in generale e le società in particolare, uno dei motivi che mi hanno spinto, dopo un attimo di riflessione, ad accettare una delle sfide più difficili della mia carriera è proprio lo stimolo ricevuto dagli ex colleghi che hanno riposto fiducia in me per cercare di dare risposte positive. L'elemento centrale del discorso è lo sviluppo che tarda a decollare per lo scarso appeal che abbiamo nei confronti del grande pubblico. Come formazione vengo dal marketing e dalla pubblicità, da presidente di Lega la mia esperienza da dirigente sportivo peserà per il 30-40 per cento. A mio avviso il basket è lo sport più bello che c'è: ha le caratteristiche per divertire ed appassionare, si gioca al coperto e vi si possono portare le famiglie, cosa che per il calcio non è sempre possibile. Siamo piccoli ma possiamo crescere: dobbiamo vendere meglio il nostro prodotto e cercare di renderlo visibile alle masse». Lei conosce bene la Lega Basket essendoci stato per anni come dirigente di Siena; come cambierà il suo ruolo da presidente super partes? «Sono due cose completamente diverse. Prima rappresentavo una società della quale legittimamente facevo gli interessi; la sfida è quella di togliersi la maglia, cosa che ho praticamente già fatto, per infilarmi quella da presidente di Lega. Prova ne sia la disponibilità immediata per chi, come voi, ogni giorno dà ampio spazio al basket: non dobbiamo rimanere chiusi nelle nostre stanze ma rimanere in contatto costante con l'esterno per far conoscere quel che siamo e che facciamo. La mia idea è quella di lavorare molto sull'allargamento del bacino d'utenza e all'ampliamento del mercato pubblicitario, creando una sinergia tra Lega e società; ciò coinvolge l'idea del consorzio di Varese che, diversificando il rischio, riduce il peso pericolosissimo che può avere il mecenate in grado di condizionare pesantemente il futuro di ogni società, come dimostrano i casi Cazzola-Madrigali, Seragnoli, Benetton ed indirettamente quello del Montepaschi. Una delle funzioni della Lega dovrà essere quella di dare sostegno, anche economico, a questi progetti». Il modello Varese con il consorzio è vincente soltanto in una città piccola e di grandi tradizioni come la nostra, oppure è esportabile? «Prima di tutto è una cosa intelligente e per questo non va considerata solo a livello campanilistico. Poi vincente lo è già in termini di risultati; fui molto attivo nel seguire il passaggio dalla famiglia Castiglioni alla gestione attuale e ricordo le difficoltà oggettive di quel periodo. I risultati ottenuti in questi anni dalla Cimberio danno il senso dell'importanza e del valore di questo progetto, pur con tutte le modifiche e gli adattamenti che possono intervenire in contesti diversi». Prima dei successi da dirigente sportivo lei ha un passato da uomo di pubblicità e Tv, due argomenti chiave per il rilancio del basket. Per questo pensa di essere l'uomo giusto per la Lega? «Entrai a Siena nel 1989 non come dirigente sportivo ma occupandomi di marketing e pubblicità; attraverso la mia agenzia, creata nel 1977, avevo già fondato una radio, una Tv e un giornale; in tre anni di apprendistato portai gli introiti della Mens Sana da 100 milioni a un miliardo di vecchie lire. Nel 1992 fui nominato direttore generale e l'anno successivo ne diventai socio al 25 per cento compiendo un investimento sulla mia professionalità e sul prodotto. E, attraverso il lavoro sul settore sponsor, riuscii a poco a poco a coinvolgere il Monte dei Paschi che dal 2000/2001 divenne il marchio principale. Mi aspettavo di vincere, anche se non così tanto; purtroppo le difficoltà della banca hanno colto impreparati un po' tutti. Nessuno avrebbe mai previsto quel che poi è successo, per questo negli ultimi anni lo sprint effettuato verso i risultati non ci ha permesso di intuire e prevenire i problemi che di lì a poco si sarebbero presentati». Cecco Vescovi ha affermato di essere stato convinto a votarla per il programma esposto. Quali sono i punti principali? «Ancora non sono il nuovo presidente, dunque per correttezza lo esporrò pubblicamente solo all'inizio del mio mandato ufficiale. Però nel corso della campagna elettorale lo ho illustrato alle società per dimostrare che non dovevano votarmi solo per la mia carriera da dirigente, e che mi sarei spogliato della maglia di Siena, alla quale terrò tutta la vita ma che ormai non fa più parte del mio futuro professionale. Mentre parlavo con Vescovi vedevo che annuiva alle mie proposte e a fine colloquio mi ha confermato che le mie idee erano anche le sue. Evidentemente le soluzioni in testa sono simili per tutti, non sono io il genio che le trova fuori dal contesto; da parte mia garantisco però forza, energia, passione e voglia di rischiare per metterle in pratica». Lei ha conquistato l'assemblea dei proprietari, ma il tifoso medio del basket guarda con un pizzico di scetticismo la sua elezione: c'è un modo per dire agli appassionati tranquilli, stiamo lavorando per voi? «Tale compito tocca a voi giornalisti, io devo portare fatti concreti e lavorare duro per il bene di tutti. Quando ero a Siena rilasciavo due o tre interviste l'anno perché era giusto lasciar parlare il campo, adesso il ruolo è diverso ed è giusto cambiare atteggiamento. Di certo non dovrò essere giudicato per quanto sono simpatico; piuttosto mi piacerebbe essere antipatico per le altre leghe europee. Una volta la nostra Lega era vista come l'eccellenza continentale, adesso non lo siamo più e questo è un altro obiettivo da raggiungere, tornare cioè ad essere un punto di riferimento. Anche perché gli ingredienti ci sono tutti: l'Italia produce un basket mediamente di altissimo livello, ci sono proprietari che investono molto, manager di grande valore e tanta passione fra i tifosi. Io debbo essere al servizio di questo prodotto e chi strumentalmente cerca di condizionare il mio lavoro guardando al mio passato a Siena non fa il bene del movimento». Minucci presidente di Lega e Petrucci presidente della Fip: due uomini forti che possono contribuire a rilanciare il basket? «I due enti hanno compiti diversi: la Fip rappresenta la tradizione, la cultura sportiva e il collegamento tra base e vertice. Noi rappresentiamo il vertice con la grande responsabilità di essere il traino del movimento, ma anche la necessità di garantire il rispetto che meritano coloro che investono e danno impulso al basket. Conosco Petrucci da prima che facessi il manager sportivo, so che si tratta di una persona decisa e che vuol bene al basket. Altrettanto sono io: spero di trovare sempre punti di convergenza, in caso di divergenze mi farò valere con decisione». In tema di presidente forte, quanto contano i poteri che dovrà conferirle l'assemblea? È necessaria una maggiore operatività per garantire un'azione più incisiva? «In qualità di manager che rappresenta 16 società non credo che servano particolari poteri: almeno nella prima fase la forza della Lega dovrà essere la condivisione. Già considero un successo che alla votazione si siano presentati proprietari che da anni non venivano in Lega. Coinvolgere manager e proprietari e fondere le mie idee con le loro sarà determinante; poi mi assumerò le responsabilità sulle strategie per raggiungere i risultati. Se non riuscirò ad ottenerli sarò criticato. Mi auguro che i tifosi mi giudichino per quello che sarò capace di fare come presidente di Lega e non sul ricordo delle tante vittorie ottenute con Siena che fisiologicamente, per certi versi, mi hanno reso antipatico». Giuseppe Sciascia Ho letto con attenzione le parole del nuovo presidente. Parole e pensieri ineccepibili, come le avrebbe potute pronunciare un qualsiasi politico italiano. Io non ho bisogno di aspettare per giudicare il Suo operato, io il mio giudizio, con un pelo di presunzione, lo posso esprime sin da subito e lo riassumerei cosi: ma vafffffffanculo, va! Raggiungo Roberto perchè vomitare in compagnia è quasi bello
fabioRE Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 mi sfugge qualcosa ... ma SCAFATI ha pure vinto!?! preliminari di coppa Italia DNB all'andata Pescara in casa aveva vinto di 13 al ritorno Scafati era sopra di 15 ma allo scadere Pescara ha segnato il -13 poi al terzo supplementare è riuscita a contenere lo scarto a 11 punti grazie ad una caterva di tiri liberi e all'uscita per falli dei tre migliori giocatori dei campani (40, 28 e 24 pt)
fabioRE Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 Ricordatemi... quali furono le conseguenze per quel gran cojone di Sabetta ??? premiato con 4 designazioni consecutive come capo terna dopo la partita incriminata :doh[1]:
Dragonheart Posted February 13, 2014 Posted February 13, 2014 Questa vicenda del Minucci mi ricorda la storiella che dice che se lo prendi nel bricco devi rimanere fermo, perché se ti muovi e comincia a piacerti sei rovinato. Ecco, ho proprio l'idea che ci sia gente che intanto che Minucci se la inchiappettava si è mossa e pure divertita, e adesso non riesce più a smettere.
Roberto Posted February 14, 2014 Posted February 14, 2014 Questa vicenda del Minucci mi ricorda la storiella che dice che se lo prendi nel bricco devi rimanere fermo, perché se ti muovi e comincia a piacerti sei rovinato. Ecco, ho proprio l'idea che ci sia gente che intanto che Minucci se la inchiappettava si è mossa e pure divertita, e adesso non riesce più a smettere. Pero' che siano riusciti a tirar dentro in quest' orgia anche il Cecco, mi lascia perplesso.
ROOSTERS99 Posted February 14, 2014 Posted February 14, 2014 premiato con 4 designazioni consecutive come capo terna dopo la partita incriminata :doh[1]: esatto !! bell' orto mio, chiaramente.....MERDE !!
edmundo Posted February 14, 2014 Posted February 14, 2014 preliminari di coppa Italia DNB all'andata Pescara in casa aveva vinto di 13 al ritorno Scafati era sopra di 15 ma allo scadere Pescara ha segnato il -13 poi al terzo supplementare è riuscita a contenere lo scarto a 11 punti grazie ad una caterva di tiri liberi e all'uscita per falli dei tre migliori giocatori dei campani (40, 28 e 24 pt) ah! grazie mille Fabio!
ROOSTERS99 Posted February 14, 2014 Posted February 14, 2014 Pero' che siano riusciti a tirar dentro in quest' orgia anche il Cecco, mi lascia perplesso. anche a me...molto.....voglio sperare che ci siano delle possibili spiegazioni che però al momento fatico anche ad immaginare....
tatanka Posted February 14, 2014 Posted February 14, 2014 Minucci ha chiaramente detto che c'è un problema palazzetti da risolvere. Forte della sua esperienza vincente ha proposto di traferirsi tutti a Firenze. Tranne camptu la cui deroga scade ventordici febbrarzo duemilaseicentotrantatredici
ROOSTERS99 Posted February 14, 2014 Posted February 14, 2014 (edited) Minucci ha chiaramente detto che c'è un problema palazzetti da risolvere. Forte della sua esperienza vincente ha proposto di traferirsi tutti a Firenze. Tranne camptu la cui deroga scade ventordici febbrarzo duemilaseicentotrantatredici Il problema della acustica nei palazzi sarà, ovviamente, risolto con l' istallazione di trombette ad hoc ..... Edited February 14, 2014 by ROOSTERS99
Bluto Posted February 15, 2014 Posted February 15, 2014 Questa vicenda del Minucci mi ricorda la storiella che dice che se lo prendi nel bricco devi rimanere fermo, perché se ti muovi e comincia a piacerti sei rovinato. Ecco, ho proprio l'idea che ci sia gente che intanto che Minucci se la inchiappettava si è mossa e pure divertita, e adesso non riesce più a smettere. Possiamo ripeterci all'infinito ognuno con le sue ragioni e i suoi torti, tu sai bene che la realtà si muove più tra cento sfumature di grigio piuttosto che tra il bianco e il nero.Per trattare con dei politici corrotti e con delle lobby di esseri escrementizi ci voleva un loro pari. Credo che il ragionamento seguito in generale sia stato quello.
Bluto Posted February 15, 2014 Posted February 15, 2014 Se vuou organizzare un Toga non chiami Cristina D'Avena...
silas Posted February 15, 2014 Posted February 15, 2014 Minucci non mi stai sul culo solo per le vittorie di Siena ma mi stai sul culo perché sei un LADRO!!! E in Italia non perdiamo occasione di accettare questi personaggi
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