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L'unica cosa che Giesse non chiarisce è se Moretti abbia solo deciso le strategie (usato sicuro, 3+4+5, ecc.) o anche i nomi per realizzarle.

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6 minuti fa, Dragonheart dice:

L'unica cosa che Giesse non chiarisce è se Moretti abbia solo deciso le strategie (usato sicuro, 3+4+5, ecc.) o anche i nomi per realizzarle.

Anche i nomi.

Fattene una ragione.

Posted (edited)

Anche la posizione di Roberto mi pare abbastanza chiara.

Edited by Virgus
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In realtà siamo da giorni in uno stato di totale stallo.

E con una squadraccia orribile ed una società da rifare da capo come ogni anno.

Ole.

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2 minuti fa, Virgus dice:

Anche la posizione di Roberto mi pare abbastanza chiara.

La mia non è una posizione.

E solo una presa di coscienza dei fatti così come sono andati.

Forza, si può andare oltre.

Posted (edited)
21 minutes ago, Roberto said:

La mia non è una posizione.

E solo una presa di coscienza dei fatti così come sono andati.

Forza, si può andare oltre.

:lol::lol:

Dai , che con l'artiglio ci divertiamo...;)

Edited by ROOSTERS99
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22 minutes ago, Ponchiaz said:

In realtà siamo da giorni in uno stato di totale stallo.

E con una squadraccia orribile ed una società da rifare da capo come ogni anno.

Ole.

Maronna...

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1 ora fa, Roberto dice:

Anche i nomi.

Fattene una ragione.

Certo mi riesce più facile farmi una ragione di questo che del fatto che Caja sia "la cura".

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2 minuti fa, Dragonheart dice:

Certo mi riesce più facile farmi una ragione di questo che del fatto che Caja sia "la cura".

Non so se caja sia la cura, so che moretti è stato una buona parte del problema ( non il solo, ovvio.)

 

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3 ore fa, ROOSTERS99 dice:

Certo, perché restando Moretti saremmo retrocessi sicuro...

 

E fortunatamente per lui questa è una affermazione che difficilmente avrà riscontro.

Il punto è quanto in basso finiremo con questo qua che di idee contro Venezia non ne ha proprio mostrata nessuna, se non quella brillante di insistere su Anosike in una partita in cui Pelle non faceva falli già alla biglietteria. Speriamo che migliori.

Mi sbaglierò, ma cambiando allenatore abbiamo solo buttato via dei soldi che ci servivano per l'anno prossimo per dare soddisfazione alla piazza salvezza o non salvezza. Io sono sempre dell'idea che se anche uno è responsabile delle scelte sul tipo di squadra e sulle manifestazioni a cui partecipare e fallisce, lo si deve cambiare a fine anno e non nel mentre. Alla fine quelle scelte sbagliate, tranne una (MJ), continuano ad andare in campo.

 

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AUSPICI Quattro partite in nove giorni per comprendere dove possano arrivare i biancorossi

Nocivo il disamoramento della piazza Va riacceso il fuoco della passione

Riaccendere il fuoco della passione smorzato dai risultati negativi degli ultimi quattro mesi e mettere le basi per costruire una squadra finalmente competitiva per i playoff. E neonato 2017 presenta due obiettivi complementari da perseguire per riportare Varese sulla mappa delle città più importanti del basket italiano, dalla quale manca ormai dal lontano 2012/13. Il primo obiettivo per l'anno solare appena iniziato è quello legato alla stagione in corso: a partire dal delicato crocevia di stasera a Cremona, l'Openjobmetis dovrà prima di tutto riportare il sorriso in un ambiente sfiduciato dal ripetersi dei risultati negativi degli ultimi quattro anni. L'effetto più deteriore dei passi falsi in serie della prima parte del 2016/17 è il clima di rassegnazione e sfiducia che si respira al PalA2A: l'assuefazione alle sconfitte va spazzata via ad ogni costo. Perché, al di là dei risultati sportivi nudi e crudi, il disamoramento della piazza è quanto di più nocivo possa accadere ad una società che non può prescindere dall'entusiasmo delle quattro componenti (consorziati, sponsor, trust e semplici tifosi) economicamente determinanti per la sua continuità sui livelli attuali di un budget da ottavo-nono posto in Italia.

Bruciato a suon di sconfitte l'entusiasmo riacceso dall'epopea di Chalon e il tesoretto di credibilità portato in dote dal nuovo corso societario, toccherà ad Attilio Caja indicare la rotta giusta per allontanare Varese dalla zona calda della classifica: le quattro gare in programma nei prossimi nove giorni - Cremona e Torino in Italia, Ventspils e Radom in Champions League - diranno se l'Openjobmetis ha risorse sufficienti senza bisogno di ulteriori correttivi sul mercato per riportarsi verso metà classifica in campionato e rientrare dalla porta di servizio della FIBA Cup in Europa. Di sicuro, però, Varese non può permettersi altri cinque mesi di piccolo cabotaggio senza altro obiettivo che la salvezza: si rischierebbe di pagare un prezzo salatissimo in termini di risorse disponibili per il 2017/18, come già accaduto per la fortissima delusione dell'anno post-Indimenticabili nel quale la soluzione Gianmarco Pozzecco fu legata a filo doppio anche alla necessità di trovare un modo diverso di toccare le corde emotive della piazza.

E il futuro? A disegnarlo ci sarà il d.g. Claudio Coldebella, auspicabilmente con Attilio Caja, visto che la riconferma del coach pavese sarebbe conseguenza diretta dell'esito favorevole della cura prestata alla squadra ed all'ambiente. Di certo la società di piazza Monte Grappa ha necessità di assumere nuovamente un'identità marcata che la distingua dall'omologatissimo movimento tricolore malato di "americanite" galoppante. Il progetto Udinese ventilato da Alberto Castelli non è troppo diverso dalla DiVarese di metà anni '80 o dalla Cagiva di metà anni '90 che stuzzicavano big con budget tre o quattro volte più elevati - divertendo e vincendo (tanto) a Masnago - attraverso un basket frizzante che rendeva riconoscibile Varese in tutta Italia. Gi.Sci.

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1 ora fa, alberto dice:

se mi fate rivedere la cagiva degli anni 90 avete raggiunto il vostro scopo.

You tube è la via

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Maynor ieri ha pensato di andarsene 

 

 

Il balletto di Maynor

 Eric pensa di andarsene, poi s'allena

 

"Me ne vado, anzi no". L'allarme Eric Maynor scatta ma poi si smorza alla vigilia dell'esordio casalingo nel nuovo anno solare dell'Openjobmetis. Tra la frustrazione per le ultime prove negative e le contestazioni della Curva Nord, nella mattinata di ieri il giocatore ha manifestato la volontà di rescindere il contratto, abbozzando anche un discorso economico per la transazione dell'accordo con il club di piazza Monte Grappa.

Poi, però, è rientrato tutto: Maynor è stato regolarmente presente all'allenamento di ieri sera al PalA2A (90 minuti tra video e campo) e sarà in campo stasera in Champions League contro il Ventspils (palla a due alle ore 20.30). Per questo l'Openjobmetis non ha compiuto alcun sondaggio in cerca di eventuali sostituti. Le due settimane di pausa del campionato tra andata e ritorno (la serie A non giocherà il 15 gennaio, data originariamente prevista per l'Ali Star Game poi "abortito": Varese sarà martedì prossimo sul campo del Radom e poi si fermerà fino a mercoledì 18 per il match contro l'Usak) serviranno eventualmente per rifare il punto della situazione. Se poi Maynor, a mente più fredda, dovesse esprimere nuovamente il desidesio di chiudere il rapporto la prossima settimana, sul conto del giocatore del 1987 starebbe riflettendo Capo d'Orlando che è ancora in caccia del sostituto di Bruno Fitipaldo (ceduto al Galata-saray in cambio di un congnio buy-out) nel ruolo di playmaker titolare.

Però ad oggi, e sicuramente anche sabato contro Torino, Maynor resta il regista titolare di Varese che, pur interrogandosi legittimamente sulla capacità dell'ex Oklahoma City di guidare verso la salvezza l'ammaccato vascello biancorosso, chiede a lui - ed a tutto il gruppo attuale - di fare uno sforzo per sposare la ricetta basata su coralità e unità di intenti predicata da Attilio Caja. Dunque, provare a rialzarsi appena 48 ore dopo il ruzzolone di Cremona nel dal match di stasera contro i lettoni dell'ex biancorosso Willie Deane. Partita pressoché ininfluente per i destini europei di Cavaliere e soci, che stasera potrebbero essere aritmeticamente eliminati dalla corsa playoff, pur potendo rientrare dalla porta di servizio col ripescaggio in FIBA Europe Cup (servirebbero tre vittorie nelle ultime quattro gare della regular sea-son del girone C per agganciare il sesto posto uti- Ipotizzata la rescissione del contratto ma stasera il play americano ci sarà contro i lettoni le per prolungare il cammino internazionale). Ma a dispetto del peso relativo della posta in palio, Attilio Caja chiede ai suoi una reazione immediata: «Che il malato fosse molto grave era evidente da subito. Io, però, non ho preclusioni ad affrontare i problemi a viso aperto: in allenamento (ieri, ndr) ho insistito molto per far capire alla squadra che cosa fare e che cosa non fare. Dunque, ben venga la coppa: per noi è importante eliminare le cattive abitudini degli individualismi e migliorare gli automatismi corali. Ogni partita ci è utile per acquisire certezze, se poi riusciremo a trovare la scintilla giusta per vincere ci darebbe una bella mano per dare a noi stessi e all'ambiente quell'iniezione di fiducia indispensabile per invertire la rotta». Gi.Sci. 

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