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Però con tutto il rispetto, Craft ormai è fuori target.

Craft, tagliato dallo Szolnoki Okaj a dicembre 2015 per disperazione, andava visto PRIMA, quando costava un po' sotto i 100.

Già prima delle semifinali il guiderdone era molto aumentato, ora qualunque sarà l'esito della serie si andrà a più che radoppiarlo.

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2 minutes ago, Giesse said:

Però con tutto il rispetto, Craft ormai è fuori target.

Craft, tagliato dallo Szolnoki Okaj a dicembre 2015 per disperazione, andava visto PRIMA, quando costava un po' sotto i 100.

Già prima delle semifinali il guiderdone era molto aumentato, ora qualunque sarà l'esito della serie si andrà a più che radoppiarlo.

E secondo te un Walkup quanto "chiamerebbe"?

Posted (edited)
55 minuti fa, Sir Joe dice:

E secondo te un Walkup quanto "chiamerebbe"?

Ma sto Walkup è una guardia ragazzi, non un playmaker...boh

Edited by simon89
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17 minuti fa, simon89 dice:

Ma sto Walkup è una guardia ragazzi, non un playmaker...boh

:rofl: non osavo scriverlo. 

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veramente nel suo college gli passavano per le mani tutte le palle giocate in attacco. e non é un tiratore.
il suo cocc(cit.) lo vedeva benissimo da point guard, poi, le circostanze, é un po' grosso, lo hanno portato in altri ruoli.

ma ricordatevi che cosa diceva quello lá delle guardie senza tiro...

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Ancora con sto Maynor?

Ma che firmi in Cina o in uno di quei campionati dove non serve difendere.

Le partite si vincono da sempre con la difesa.

Ha fatto cagare per 3/4 di stagione e ancora lo invocate!

E ma se le ginocchia tengono, se una guardia lo copre in difesa, se c'era dietro Dunston....

Ma basta!!!!

Qua serve SOSTANZA!

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In settimana il closing con Ponti Sarà il "ministro" delle giovanili

(g.s.) - Entrano nella fase finale le trattative tra "Varese nel Cuore" e Gianfranco Ponti (foto Blitz al centro) per l'ingresso in società dell'imprenditore di Angera che, almeno inizialmente, si occuperà della gestione in toto -attraverso risorse e sponsor personali - del settore giovanile della Pallacanestro Varese. Il dialogo prosegue su temi condivisi per arrivare ad una definizione soddisfacente dei rapporti tra consorzio e il potenziale nuovo so-cioforte: in tempi rapidi - probabilmente già questa settimana - dovrebbero entrare in scena i professionisti chiamati a mettere nero su bianco le ipotesi di accordo delle ultime settimane, con l'obiettivo di chiudere in maniera soddisfacente entro un paio di settimane e poi sottoporre il tutto al vaglio dell'assemblea della "multiproprietà" che attualmente possiede il 95 per cento della società di piazza Monte Grappa (il 5% è del Trust dei tifosi). Passaggi tecnici che auspicabilmente non dovrebbero condizionare le tempistiche della "presa in carico" della gestione del settore giovanile da parte di Ponti, deciso a inaugurare la sua esperienza da dirigente cestistico con l'attività di base che più gli sta a cuore visto l'attuale impegno da patrocinatore del Basket Ignis che proseguirà parallelamente al suo ruolo in società a Varese. Al momento attuale l'attività del vivaio griffato biancorosso prosegue regolarmente in base all'opera di Massimo Ferraiuolo e Giulio Besio, rispettivamente responsabile organizzativo e tecnico della società di piazza Monte Grappa. Che negli ultimi mesi stavano promuovendo una vasto "reticolo" di collaborazioni ai 4 angoli della provincia ingradodiportarefrutti anche sul piano delle presenze al PalA2A. Logico che Ponti, al momento dell'insediamento come "ministro" delle giovanili biancorosse, possa chiamare in causa i suoi compagni di viaggio al Basket Ignis Fabio Colombo, Fabio Tedeschi, Aldo Ossola e Dodo Rusconi, in qualità di consiglieri o supervisori; ma i tempi del passaggio di consegne della gestione del vivaio potrebbero non coincidere con quelle della programmazione tecnica e organizzativa della stagione 2017-18.

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Mercato e dintorni: la settimana che si apre porterà altre novità? Il Basket siamo Noi cresce ancora: 68 rinnovi e 65 nuove iscrizioni

In attesa dei dati ufficiali della prima settimana di campagna abbonamenti per la stagione 2017/2018 (la fase a tariffa "ridottissima" si chiuderà mercoledì: da oggi sala Gualco aperta dalle 16 alle 20), i numeri - ottimi - sono quelli de II Basket siamo Noi. Il Trust dei tifosi, proprietario del 5% delle quote della Pallacanestro Varese, sta facendo incetta di sì, vecchi e inediti: nel suo "appoggio" alla raccolta delle tessere bianco-rosse (chi rinnova o si associa al Trust può usufruire di uno sconto sull'abbonamento di 40-45 euro per ogni settore del palazzetto) la grande famiglia dei tifosi ha totalizzato finora 68 rinnovi e 65 nuove associazioni . Chi volesse aderire all'iniziativa e diventare socio (beneficiando degli sconti di cui sopra) non deve far altro che raggiungere il PalA2A e presentarsi al banchetto del Trust, vicino all'ingresso della sala Gualco, negli orari della Aleksa Avramovic: la sua conferma è davvero così scontata? Archivio campagna abbonamenti. Dopo la prima "firma" della stagione, quella dell'ala americana di passaporto nigeriano Stanley Okoye, si apre oggi la quarta settimana "estiva" in casa Pallacanestro Varese. Foriera di novità? Le questioni sul tavolo sono tante. Per quanto riguarda il mercato, c'è da capire se sia maturo o meno l'assalto a Niccolò De Vico, ormai noto obiettivo e dato - nei giorni scorsi - sempre più vicino a Varese (che non è tuttavia l'unica società a volerlo). Poi c'è il "caso" Ferrerò: no definitivo o davvero si è riaperto uno spiraglio? Conferme: Pelle e Avramovic rimangono? Nulla è scontato. Infine, lo sponsor: Openjob-metis (quando ci si siede al tavolo di discussione?) o è necessario (continuare a...) guardare (anche) altrove?

Fabio Gandini

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1 hour ago, simon89 said:

In settimana il closing con Ponti Sarà il "ministro" delle giovanili

(g.s.) - Entrano nella fase finale le trattative tra "Varese nel Cuore" e Gianfranco Ponti (foto Blitz al centro) per l'ingresso in società dell'imprenditore di Angera che, almeno inizialmente, si occuperà della gestione in toto -attraverso risorse e sponsor personali - del settore giovanile della Pallacanestro Varese. Il dialogo prosegue su temi condivisi per arrivare ad una definizione soddisfacente dei rapporti tra consorzio e il potenziale nuovo so-cioforte: in tempi rapidi - probabilmente già questa settimana - dovrebbero entrare in scena i professionisti chiamati a mettere nero su bianco le ipotesi di accordo delle ultime settimane, con l'obiettivo di chiudere in maniera soddisfacente entro un paio di settimane e poi sottoporre il tutto al vaglio dell'assemblea della "multiproprietà" che attualmente possiede il 95 per cento della società di piazza Monte Grappa (il 5% è del Trust dei tifosi). Passaggi tecnici che auspicabilmente non dovrebbero condizionare le tempistiche della "presa in carico" della gestione del settore giovanile da parte di Ponti, deciso a inaugurare la sua esperienza da dirigente cestistico con l'attività di base che più gli sta a cuore visto l'attuale impegno da patrocinatore del Basket Ignis che proseguirà parallelamente al suo ruolo in società a Varese. Al momento attuale l'attività del vivaio griffato biancorosso prosegue regolarmente in base all'opera di Massimo Ferraiuolo e Giulio Besio, rispettivamente responsabile organizzativo e tecnico della società di piazza Monte Grappa. Che negli ultimi mesi stavano promuovendo una vasto "reticolo" di collaborazioni ai 4 angoli della provincia ingradodiportarefrutti anche sul piano delle presenze al PalA2A. Logico che Ponti, al momento dell'insediamento come "ministro" delle giovanili biancorosse, possa chiamare in causa i suoi compagni di viaggio al Basket Ignis Fabio Colombo, Fabio Tedeschi, Aldo Ossola e Dodo Rusconi, in qualità di consiglieri o supervisori; ma i tempi del passaggio di consegne della gestione del vivaio potrebbero non coincidere con quelle della programmazione tecnica e organizzativa della stagione 2017-18.

Questa è una sciagura al cui confronto un triennale a Pecora morta Melvin sarebbe motivo di vanto.

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Il mercato rallenta Varese ora riflette  De Vico s'allontana, occhi su Ricci, riecco Ferrero

Mercato degli italiani in stallo per una Pallacanestro Varese che prova a cercare i giusti incastri tra costi e futuribilità per i tre atleti di formazione "tricolore" che completeranno il rostcr del 2017-18 nel caso di conferma della formula 3+4+5. L'attuale blocco della situazione Niccolò De Vico, che fino a qualche giorno fa sembrava la trattativa più calda, evidenzia la scelta strategica del club di piazza Monte Grappa di voler chiudere trattative soltanto ai prezzi giudicati congrui per giocatori della panchina. Che al momento ha già due "occupanti" importanti come Aleksa Avramovic e Norvel Pelle, ossia due stranieri ad oggi ancora non pronti per il ruolo di titolare al quale sarebbero "forzati" dalla scelta dello schema con 5 stranieri e 5 italiani. A meno di affiancarli ad una guardia e un centro "tricolore" da 20-25 minuti a partita, per i quali necessiterebbe però un sostanzioso impegno economico. E se il caraibico ha comunque possibili "amatori" all'estero (inviti in arrivo per mini-camp NBA), sembra difficile esplorare la possibilità di trovare collocazione altrove alla guardia serba che ha contratto garantito senza uscite per il 2017-18.

Dunque gli italiani negli spot di cambio di playmaker e guardia, dell'ala piccola e dell'al a forte dovranno essere elementi con qualità future interessanti ma non eccessivamente "ingombranti" in termini di ingaggio. L'operazione De Vico avrebbe potuto rappresentare effettivamente la prima mossa verso il cambio di rotta per il 5+5; l'ipotesi non è ancora tramontata, con Claudio Coldebella che valuta disponibilità e costi sul mercato italiano per mettere sul piatto tutte le opzioni possibili e poi imboccare con decisione una delle due alternative concesse dal regolamento FIP. Nell'ipotesi più plausibile però Varese valuta De Vico come potenziale ottavo uomo, mentre Pesaro - una delle alternative più concrete per la 23enne ala di Biella che ha molti amatori in A - lo lancerebbe addirittura in quintetto base (ma la proposta ufficiale non sarà formalizzata prima della scelta del nuovo coach che dovrebbe essere annunciato nei prossimi giorni).

Dunque Varese guarda altrove, senza escludere un ritorno di fiamma con Giancarlo Ferrero: la proposta attualmente sul piatto per l'atleta del 1988- che potrebbe tornare d'attualità sia come cambio dell'ala piccola che dell'ala forte - è un annuale con piccolo ritocco al rialzo rispello al 2016-17. A oggi Varese è l'unica ad aver sottoposto una proposta scritta al mancino piemontese. Che non l'ha rifiutata, ma nel frattempo attende che si concretizzino eventuali alternative per ora solo "vagheggiate" in un mercato ancora in stato embrionale: una chance possibile è Avellino che lo considera come sesto esterno nell'ottica del doppio impegno campionato-Champions League. Nel frattempo il club biancorosso ha preso qualche informazione su Giampaolo Ricci, 27enne ala forte prodotto del vivaio Stella Azzurra Roma che nel 2016-17 ha giocato in A2 a Tortona (10,7 punti e 6,2 rimbalzi). Per ora però non ci sono evoluzioni concrete. Di certo la società di piazza Monte Grappa non ha fretta di stringere sul fronte degli italiani: eventuali firme in tempi rapidi si materializzeranno solo nel caso in cui - come accaduto per Stan Okoye - gli elementi valutati nel "sottobosco" dell' A2 accettino un ingaggio inferiore pur di giocarsi una chance in serie A.

Giuseppe Sciascia

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LE ULTIME Oltre a Okoye, la società considera punti fermi Avramovic e Pelle. Campani e Kangur: addio Le tre certezze di Varese E i due saluti ormai sicuri

Tre punti fermi (più o meno granitici), che per essere ancora il mese di maggio non è nemmeno male. Stan Okoye, Aleksa Avramovic, Norvel Pelle: piazza Monte Grappa vuole ripartire da qui. Il nome di Okoye è persino superfluo da citare nel discorso che segue, visto che si tratta del primo acquisto ufficiale della stagione: Varese ha scommesso sulla sua crescita e ne farà una pedina importante del roster che verrà. Avramovic e Pelle, come noto, hanno il contratto anche per la prossima annata agonistica (Avramovic senza uscite e con l'opzione per un ulteriore prolungamento annuale) e per la società sono due certezze da cui ripartire. Ciò non significa che siano due certezze in assoluto, perchè l'imponderabile nel mercato (leggi offerte terze, soprattutto per Pelle, che dovessero essere difficili da rifiutare) è sempre da tenere in conto. Piazza Monte Grappa, però, a differenza di qualche settimana fa, non sembra avere più alcuna remora nei confronti del duo (nel caso di Avramovic si poteva trattare di valutazioni tecniche e dell'opportunità di continuare il lavoro con lui). Saluteranno, invece, ormai con probabilità vicine al 100%, Luca Campani e Kristjan Kangur: il primo per la scadenza naturale del suo contratto, il secondo perchè Varese uscirà dall'1+1 firmato con l'atleta estone nell'estate 2016. Ferrero? Le parti (agente del giocatore e società) si sarebbero parlate nei giorni scorsi, nell'ottica di venirsi incontro rispetto alle rispettive posizioni: sviluppi positivi, tuttavia, non sembrano essercene per il momento. Nomi nuovi? Tutto fermo, come d'altronde nel resto della Serie A (e Okoye è stato uno dei primi veri colpi ufficiali, forse addirittura il primo, di tutto il massimo campionato): a maggio solo voci, telefonate e profferte (cestistiche, si capisce...) dei procuratori. 

Fabio Gandini

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Da Sportando

Si sta scatenando una vera e propria asta nei confronti di Niccolò De Vico, capitano questa stagione della Pallacanestro Biella.

La prima squadra a lanciarsi su De Vico è stata la Pallacanestro Varese che sembrava vicina a chiudere per il giocatore. Ma negli ultimi giorni la pista si è raffreddata visto che su De Vico sono piombate anche Cantù, Pesaro ma soprattutto Reggio Emilia.

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9 minutes ago, Indimenticabili said:

Da Sportando

Si sta scatenando una vera e propria asta nei confronti di Niccolò De Vico, capitano questa stagione della Pallacanestro Biella.

La prima squadra a lanciarsi su De Vico è stata la Pallacanestro Varese che sembrava vicina a chiudere per il giocatore. Ma negli ultimi giorni la pista si è raffreddata visto che su De Vico sono piombate anche Cantù, Pesaro ma soprattutto Reggio Emilia.

Per evitare aste ripiegheremo su Danny De Vito.

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«Sono l’uomo più felice del mondo»

La stima di Attilio Caja, che lo ha voluto vicino nella stagione della sua “ripartenza” con Varese. L’abbraccio di quella che sempre ha chiamato e sempre chiamerà casa, di vita e di pallacanestro, una casa fatta di volti che in due anni sono mancati - tanto - e oggi rispondono con un sorriso quando lo rivedono bazzicare i corridoi di Masnago. Un bagaglio che dalla Sicilia è tornato pieno, umanamente e professionalmente, un bagaglio dal quale attingere a due mani nel ruolo di assistente in massima Serie.

Matteo Jemoli di nuovo a Varese è una bella storia. Una favola che avrebbe fatto commuovere anche nonno Carmelo (Ereddia, il “re della scintilla” che ha segnato con le sue intuizioni il motociclismo mondiale), forse uno di quelli che più aveva sofferto la partenza del nipote per Trapani. La vita è una macchina senza retromarcia, ma per fortuna esistono delle certezze: «Mi proteggerà da lassù. E io mi impegnerò per lui».

La domanda più scontata Jemoli: che sensazione prova ora che è tornato dove è cresciuto, sia come uomo che come allenatore?

Sono contento, è bello essere di nuovo a casa, così come è stato bello rivedere tante persone che non vedevo più o meno da due anni. Per questo devo ringraziare il club ed Attilio Caja, che mi hanno voluto. Non posso che essere contento di iniziare questa stagione con loro.

Cos’è questo ritorno, peraltro in un ruolo più importante rispetto a due anni fa? È una rivincita? È la prosecuzione di un sogno?

È semplicemente un percorso: ho ancora tanto da imparare e la strada è lunga. Se si lavora, se ci sono impegno, passione e voglia di fare, ad un obiettivo ci si arriva, pur mettendoci più tempo. E non bisogna avere paura di sbagliare: a non fare non si sbaglia mai, ma se uno fa, si sbatte e lavora la meritocrazia poi lo premia.

Quando è partito, si sarebbe mai immaginato di “rivedere” la panchina di Varese?

Onestamente no: avevo in mente di fare il vice a Trapani e basta. Nel nostro lavoro non puoi avere grandi traguardi perché non si sa mai... Invece è successo e ora sono la persona più felice del mondo.

Coach Ugo Ducarello come ha preso la sua partenza? In una recente intervista aveva speso parole stupende per lei: «Come io ho avuto la possibilità di allenare a casa mia, è giusto che Matteo possa coronare il suo sogno di fare il vice a Varese».

Ovviamente da un lato è stato contento, perché ho avuto l’opportunità di allenare a casa e soprattutto in Serie A. Però anche un po’ dispiaciuto, perché in questi due anni abbiamo lavorato diciotto ore al giorno fianco a fianco, ed oltre al rapporto capo-vice, c’è sempre stato come sfondo un rapporto umano di amicizia che rimarrà sempre. Lo ringrazio per le parole di qualche giorno fa, per me è un sogno, è vero, perché lavorare per la società in cui sei cresciuto è uno stimolo che ti aiuta a dare qualcosina in più, a sentirti ancora più responsabile rispetto al normale lavoro che faresti in qualsiasi altra società. C’è una componente emotiva importante nell’essere tornato qui..

Quanto pensa di essere cresciuto professionalmente in questi due anni a Trapani?

Quando sei il vice, sul campo fai sempre qualcosa di più. Ugo mi lasciava molto spazio nel lavoro individuale durante gli allenamenti, ma anche nella preparazione delle partita, nei cinque contro cinque e nelle fasi dei match. Quando ho potuto dare un suggerimento che pensavo fosse d’aiuto, l’ho sempre fatto senza problemi. Oltre al campo, quella in Sicilia è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere come persona, perché per la prima volta sono andato a vivere da solo e molto lontano da casa.

Ci racconti un po’ di Trapani.

La città è bella specialmente durante i mesi estivi, da maggio ad ottobre. C’è tanto turismo, il centro è molto vivo. Poi basta spostarsi un poco e si va in posti splendidi come San Vito lo Capo. Durante l’inverno, invece, il lavoro ti costringe al tragitto obbligato palazzetto-casa. Ho trovato una città molto ospitale ed appassionata, con un buon seguito da parte dei tifosi. Si vive bene in generale, poi quando si vince ancora meglio.

Farà parte dello staff di coach Caja insieme a Raimondo Diamante e a Massimo Bulleri: cosa ci può dire di loro?

Conosco Raimondo, perché ha fatto le giovanili qui ed è di Varese: lo ritrovo con grande piacere. Ovviamente con Attilio avevo già lavorato tre anni fa ed è sicuramente bello ritrovarsi. Poi certo, lavorare con il Bullo sarà particolare: da atleta ed ex giocatore ci potrà dare qualche feedback che, grazie alla sua grande esperienza, sarà sicuramente utile.

La fiducia che ha Caja nei suoi confronti, ormai da tempo, si è materializzata in questa chiamata.

La proposta è arrivata di recente e mi fa molto piacere la stima che Attilio ha verso di me. Dovrò essere bravo a confermare questa fiducia e a meritarmela giorno dopo giorno sul campo.

Che tipo di squadra le piacerebbe allenare nella prossima stagione?

Sicuramente stiamo cercando dei giocatori che abbiano voglia, aggressività, desiderio di dimostrare qualcosa. Un esempio in questo senso è Stan Okoye, il primo acquisto ufficializzato, un ragazzo che porta energia e voglia di “sbattersi” in difesa o di fare un passaggio in più. Cerchiamo questo tipo di attitudine. Il suo è un percorso in costante ascesa: nell’anno che ha finito con noi a Trapani si è dimostrato capace di portare energia, difesa e rimbalzi. Ora ha migliorato anche il tiro (ad Udine ha tirato con oltre il 40% da fuori ndr). Poi è un ragazzo che non si tira mai indietro, si allena sempre al massimo e nel contesto di squadra servono uomini così.

Pensa che non avere un impegno europeo, a differenza delle ultime due stagioni, possa giovare al gruppo che verrà costruito?

No, io sono dell’idea che più giochi e meglio è. Più partite giochi, indipendentemente dalla coppa a cui prendi parte, e più cose hai da migliorare e da vedere. Giocare aiuta sempre.

Alberto Coriele e Fabio Gandini

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30 minutes ago, alberto said:

se c'é l'asta, sappiamo quale sará il nostro destino...

Almeno avremo capito di averci visto giusto e... sarà per un'altra volta.

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Non è tanto la questione dell'asta, almeno non credo con la nostra dirigenza attuale. Il problema semmai è la possibilità di giocare titolare o quasi (Pesaro) o il fatto che Reggio Emilia ultimamente abbia puntato tanto sugli italiani nel minutaggio. A Varese invece farebbe il cambio da pochi minuti probabilmente e chiaramente a parità di offerta (o magari simili), ci sta che lui possa scegliere una società dove almeno sulla carta avrebbe più spazio.

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2 hours ago, alberto said:

se c'é l'asta, sappiamo quale sará il nostro destino...

...e soprattutto in quale posto ci finisce l'asta....

Posted
2 hours ago, alberto said:

se c'é l'asta, sappiamo quale sará il nostro destino...

 

15 minutes ago, Federico said:

...e soprattutto in quale posto ci finisce l'asta....

 

é proprio quello a cui pensavo... :(

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