MarkBuford Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 Peut etre, peró qualsiasi grande progetto per il futuro parte con regolare colata, spesso su terreno "donato" dal pubblico, spesso con promessa di contributi per l'alta utilità sociale dell'opera. Tipo i mondiali di ciclismo che dovevano farci diventare "land of tourism", ma poi non fanno manco via le erbacce dalla pista ciclabile... Saró malfidente, ma mi piacerebbe che prima di mettere mano alla betoniera si veda quanto è davvero serio il progetto delle giovanili (erano seri pure tutti i progetti sul turismo legato al ciclismo... sulla carta). Se si vuole creare un progetto per i giovani è indispensabile iniziare subito con un mini-palazzetto con strutture nuove di zecca? Non c'è davvero niente a Varese e dintorni che possa essere recuperato. Poi, quando il progetto attirerà frotte di giovani (che non credo guardino la qualità del parquet o consultino un architetto prima di decidere), allora ben venga il madison square garden del pesce.
peter pan Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 10 minuti fa, MarkBuford dice: madison square garden del pesce.
Guest Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 1 hour ago, magog said: E l'attuale CAMPUS? Non era la palestra anche per l'allenamento delle giovanili? L'attuale Campus, in quanto struttura nella sua interezza comprensiva dei campi da basket ma non composta ovviamente solo da quelli, sarebbe poi di proprietà della famiglia Bulgheroni, non della Pallacanestro Varese...
Ponchiaz Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 31 minutes ago, MarkBuford said: Peut etre, peró qualsiasi grande progetto per il futuro parte con regolare colata, spesso su terreno "donato" dal pubblico, spesso con promessa di contributi per l'alta utilità sociale dell'opera. Tipo i mondiali di ciclismo che dovevano farci diventare "land of tourism", ma poi non fanno manco via le erbacce dalla pista ciclabile... Saró malfidente, ma mi piacerebbe che prima di mettere mano alla betoniera si veda quanto è davvero serio il progetto delle giovanili (erano seri pure tutti i progetti sul turismo legato al ciclismo... sulla carta). Se si vuole creare un progetto per i giovani è indispensabile iniziare subito con un mini-palazzetto con strutture nuove di zecca? Non c'è davvero niente a Varese e dintorni che possa essere recuperato. Poi, quando il progetto attirerà frotte di giovani (che non credo guardino la qualità del parquet o consultino un architetto prima di decidere), allora ben venga il madison square garden del pesce. Beh, apprezza il fatto che non abbiano compreso nel progetto anche un centro commerciale. E' già un grosso progetto. In realtà il vero elemento di interesse è la foresteria. L'unico esempio simile, per certi versi, è la struttura degli australiani a Gavirate. Centro sportivo con palestra, mensa e camere.
MarkBuford Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 4 minutes ago, Ponchiaz said: Beh, apprezza il fatto che non abbiano compreso nel progetto anche un centro commerciale. E' già un grosso progetto. In realtà il vero elemento di interesse è la foresteria. L'unico esempio simile, per certi versi, è la struttura degli australiani a Gavirate. Centro sportivo con palestra, mensa e camere. Quello potrebbero farlo al posto del palaghiaccio di Busto... Che peró di strutture riadattabili a quello scopo ne avanzerebbero giusto un paio dai mondiali di ciclismo, o mi ricordo male? Quella di Gavirate non è stata costruita ex-novo? (non sono domande polemiche, non vorrei ricordarmi male, e in ogni caso starei ben attento a non farle a te :P)
Ponchiaz Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 In effetti non ho idea di quali strutture siano state create e poi non sfruttate a seguito dei mondiali, soprattutto che assomiglino a dei campi da basket. Quella di Gavirate mi sembra sia stata una riconversione/ampliamento. Comunque non è nulla di che, però funziona.
MarkBuford Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 4 minutes ago, Ponchiaz said: In effetti non ho idea di quali strutture siano state create e poi non sfruttate a seguito dei mondiali, soprattutto che assomiglino a dei campi da basket. Quella di Gavirate mi sembra sia stata una riconversione/ampliamento. Comunque non è nulla di che, però funziona. Pensavo alla parte foresteria e comunque si parlava di strutture che possono essere adeguate. Alla fine se devono far due passi per arrivare al campo, sono atleti
Ponchiaz Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 Si beh, se è per questo anche metà della cittadella dove normalmente alloggiano gli stranieri della prima squadra è invenduta
Binzaghino Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 Mio parere si vuol creare un qualcosa che vada a seguire il modello Stella Azzurra Roma,laddove nella foresteria si ospitano giovani stranieri di potenziale.Il reclutamento per le giovanili penso sia fattibile più facilmente al di fuori dei confini nostrani,perché solo nel nord Italia sono cresciute tantissime realtà quali Moncalieri,Bassano,Cernusco sul Naviglio e ABA oltre alle note Cantù,Milano,Desio,Venezia,Treviso,Biella,Casale,etcetc. Qualcosa per il settore giovanile va fatto,mi sembra sia più "semplice" investire per chi ha la prima squadra in serie B,massimo in L2; per chi è in serie A,vedo davvero complicato far esordire dei giovani in campionati con almeno 5 stranieri per squadra.
Ponchiaz Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 Si al netto che con i soldi del Pala Ponti ti fai una squadra da eurolega o due o tre settori giovanili, ma cosa ne capisco io di investimenti a lungo termine...
Dragonheart Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 (edited) 54 minuti fa, Ponchiaz dice: Si al netto che con i soldi del Pala Ponti ti fai una squadra da eurolega o due o tre settori giovanili, ma cosa ne capisco io di investimenti a lungo termine... Il problema è che, i soldi, le banche te li prestano solo se hanno garanzia prima i terreni e, poi, quello che ci costruirai sopra: ipotecare un playmaker ancora non si può. Resta il fatto che adesso si aprirà il toto nomi sull'impresa che avrà l'appalto: e qui, solo qui, scatta la vera dietrologia. Edited September 25, 2017 by Dragonheart
Guest Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 1 hour ago, Ponchiaz said: Si al netto che con i soldi del Pala Ponti ti fai una squadra da eurolega o due o tre settori giovanili, ma cosa ne capisco io di investimenti a lungo termine... Per amor di correttezza: i soldi del PalaPonti sono "a piss in the ocean" per l'Eurolega...visto che il CSKA 2016-17 NON ha vinto spendendo 42.5 milioni di euro...
Ponchiaz Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 Va beh, una squadra che fa cagare in eurolega.
peter pan Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 4 ore fa, Dragonheart dice: Il problema è che, i soldi, le banche te li prestano solo se hanno garanzia prima i terreni e, poi, quello che ci costruirai sopra: ipotecare un playmaker ancora non si può. Resta il fatto che adesso si aprirà il toto nomi sull'impresa che avrà l'appalto: e qui, solo qui, scatta la vera dietrologia. Cattivello
Spaten Posted September 25, 2017 Posted September 25, 2017 Andy "Pino" Rautins firma per i Toronto Raptors. boh...
peter pan Posted September 26, 2017 Posted September 26, 2017 8 ore fa, Spaten dice: Andy "Pino" Rautins firma per i Toronto Raptors. boh... Training Camp non ancora garantito...
El Pampa Posted September 26, 2017 Posted September 26, 2017 meno male che domenica s'inizia con il carrozzone, così si inizia a criticare
simon89 Posted September 27, 2017 Posted September 27, 2017 Povero Lino Oldrini...Pioggia, vecchiaia, inciviltà . E costi non più sostenibili Se il tuo obiettivo quotidiano è quello di garantire a una struttura datata 1964 una funzionalità a prova di millennials, la strada che hai scelto di percorrere sarà ogni giorno impervia. E non è nemmeno solo un problema di lustri che si impilano uno dopo l’altro a far passare il tempo e a rendere vecchio ciò che una volta era nuovo: “l’astronave” di Masnago scontra la sua stoica voglia di resistenza e modernità con l’assenza totale di contributi pubblici, con il portafoglio limitato del gestore e con un’inciviltà dilagante che rimane il morbo peggiore, sintomatico di costi ingenti e perfettamente evitabili. Viaggio nel Lino Oldrini a pochi giorni dall’inizio di una nuova stagione sportiva, sullo sfondo di una convenzione che regola i rapporti fra Comune proprietario e Pallacanestro Varese gestore, firmata dalle parti nel 2012 e valida fino al 2030. Speriamo non piova... Un viaggio che ha inizio il 30 agosto, giorno in cui sulla Città Giardino si abbatte un temporale caratterizzato da abbondanti precipitazioni, evenienza non poi così infrequente a queste latitudini, che sia estate, autunno o primavera. Il PalA2A, come spesso accaduto negli anni, “accoglie” l’acqua dai suoi proverbiali talloni d’Achille: gli scivoli alle due entrate parterre e il tetto. A Desio, pochi giorni dopo, il Trofeo Lombardia verrà sospeso in concomitanza con un episodio meteorologico simile: si bagna il parquet, non si può più giocare. Masnago è più fortunata: il 30 agosto non sono in programma eventi sportivi. La pioggia, però, non fa sconti, come sempre: si accumula alle entrate nord e sud del parterre ad un altezza di circa 60 cm (ci sono ancora i segni sulle porte), poi scivola all’interno, allagando il bar (il Five Cafè) e penetrando nel corridoio che conduce a spogliatoi, uffici e Sala Gualco. A ricordare che non si è trattato di un episodio isolato ci sono i segni della muffa stagionata sul muro bianco, appena all’inizio del tunnel: l’infausta regola nasce non solo dalla morfologia del terreno e da quei due scivoli che colmano il dislivello tra piazzale e palasport, ma anche dall’insufficiente lavoro delle grate dello stesso piazzale (quella dell’entrata nord tra l’altro rotta e da sostituire). Non è tutto. Gli ingenti scrosci del 30 agosto infradiciano anche i seggiolini della galleria C e il relativo accesso, costringendo la società a spiegare un telo blu per convogliare l’acqua ed evitare la sua discesa verso il campo, sensibile di provocare ulteriori danni. Anche qui siamo lontani dall’inedito, ne sanno qualcosa i tifosi che normalmente si accomodano nel settore: se fuori diluvia, allo spettacolo dei canestri fa talvolta compagnia anche uno spiacevole ticchettio di gocce sulla testa. Colpa del tetto dell’astronave, che disegna una V in corrispondenza dei suoi bordi: lì, quando molto abbondante, l’acqua si ferma e non defluisce, sbucando poi all’interno della struttura dalle giunture della copertura. A tal proposito non aiutano gli aghi dei sempreverdi che si innalzano ai confini con la scuola Vidoletti: gli scarti degli alberi si ammassano negli spazi del potenziale deflusso, rendendolo molto più difficoltoso. Gli addetti della Pallacanestro Varese cercano di assicurare una pulizia periodica salendo sul tetto, ma non sempre basta a evitare spiacevoli inconvenienti. Graffiti e e spazzatura Se per comprendere certe situazioni è necessario averne conoscenza diretta attraverso le persone che tutti i giorni le vivono, per verificare lo stato esterno del Lino Oldrini, invece, basta parcheggiare in piazzale Antonio Gramsci e fare un girotondo intorno all’edificio. Primo problema: i graffiti. Onnipresenti su muri e porte, in intensificazione nella parte posteriore del palazzetto in corrispondenza degli ingressi nord di parterre, curva, tribune e galleria. La società pulisce e questi ricompaiono senza soluzione di continuità, anzi sovrapposti l’uno sull’altro ad aumentare la percezione di sciatteria. L’arte del degrado prende forma con l’ausilio delle tenebre: di notte l’area sportiva di Masnago diventa terra di nessuno, mancano i controlli e la videosorveglianza non basta se le immagini non vengono verificate da chi di dovere. Nell’annuario delle sconcezze notturne ai danni del PalA2A ci è finito di tutto e di più, non solo i graffiti: danneggiamenti vari, vetri spaccati, cordoli staccati, porte sfondate con l’intento di entrare nei sotterranei, bisogni degli incontinenti davanti alla biglietteria, improvvisati “coffee shop” in stile Amsterdam nella gabbia esterna costruita davanti al settore ospiti, gente trovata a dormire (non si sa come) nella zona caldaia. Tanti colpevoli, si presume: tutti impuniti. E il club dieci volte campione d’Italia costretto ogni volta a mettere mano alle proprie tasche. Andiamo oltre. Davanti ad aiuole o rampicanti non adeguatamente rasati si potrebbe anche chiudere un occhio, ma è impossibile farlo sulla questione della pulizia esterna. Visitiamo il Lino Oldrini in un lunedì qualunque di settembre, con il campionato di basket ancora fermo: la “fisiologica” sporcizia post-partita qui non c’entra. Lo spettacolo sulle scale e vicino alle entrate, ma anche negli anfratti coperti dai muri tra un varco e l’altro, è indegno: bottiglie di vetro, cartacce, sigarette, plastica e centinaia di residui di fugaci pranzi o cene al McDonald’s. Il Tempio del basket come un enorme contenitore pubblico di “rudo”. Parlando con chi si occupa della manutenzione si scopre che tale distorta visione della civiltà è purtroppo costante (a)normalità. Il ristoro del decoro da parte della società viene garantito una volta alla settimana, prima delle partite: di più, oltre che troppo costoso, sarebbe inutile, visto che praticamente ogni giorno e ogni sera i bivacchi che lasciano tracce di sé si ripetono senza soluzione di continuità. Aspem passa e pulisce - con i consueti turni - il piazzale, ma è un’altra carezza troppo lieve davanti a chi non vede (meglio: non usa perché non vuole usare) i cestini. La convenzione Al lettore attento non sarà sfuggita la menzione piuttosto ricorrente nel racconto del settantennale sodalizio cestistico cittadino: Pallacanestro Varese non è solo l’ovvio inquilino interessato del PalA2A, ne è il gestore diretto. Questo in virtù – coma anticipato a inizio articolo – di una convenzione con il Comune firmata nel 2012 e avente effetti giuridici fino al 2030. Nella stessa la società di piazza Monte Grappa si impegna a pagare a Palazzo Estense un canone di affitto annuale quasi simbolico (1000 euro all’anno), ma in cambio si sobbarca l’intera gestione della struttura. Che costa e non poco: tutto compreso si parla di circa 250 mila euro in ragione di 365 giorni. Solo aprire il palazzetto per lo svolgimento di ogni gara, per esempio, grava sulle casse per 5000 euro, poi ci sono le utenze, delle quali Pallacanestro Varese è diretta intestataria: 50-60 mila euro di luce annui, 130 mila di gas. Il resto sono interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria: la competenza del Comune riguarda solo piazzale Gramsci, a distanza da quelle che sono considerate pertinenze del palasport (quindi, per esempio, scale ed entrate). Alla firma del documento regolante i rapporti tra ente pubblico e privato Pallacanestro Varese si era impegnata ad eseguire lavori di riammodernamento per 1 milione di euro, con l’ente pubblico chiamato alla sola garanzia del finanziamento richiesto per eseguirli. La società è andata ben oltre tale soglia quantitativa. Negli ultimi sette anni sono stati sistemati gli spogliatoi (compresi quelli destinati agli ospiti e quelli degli arbitri) e il relativo tunnel, gli uffici del settore giovanile e le biglietterie, l’impianto luci e i bagni. Poi sono state costruite due nuove sale (la sala hospitality e la sala Gualco per le conferenze) e il negozio del club che ha visto la luce lo scorso anno (e presto arriverà il “cubo” che sostituirà il vetusto tabellone attuale). Non è finita: è stato messo mano all’impianto wifi (oggi uno dei più potenti d’Italia se si parla di palazzetti dello sport) e sono state cablate le porte con la creazione degli “access point”, garantendo tra l’altro un controllo biglietti tramite palmari che è un’altra funzionalità che non esiste dappertutto. Da ultimo, senza contare le numerose altre modifiche fatte per esigenze regolamentari o per ottemperare alle norme di sicurezza sugli eventi pubblici, una delle migliorie più importanti è stata la creazione della postazione assegnata agli utenti disabili, rialzata rispetto al parterre per consentire loro una visione adeguata dello spettacolo sportivo. Quanto conviene? In sintesi, centinaia di migliaia di euro spesi per permettere a una struttura vecchia di lavorare in modernità. Ma anche centinaia di migliaia di euro spesi per un qualcosa che rimarrà sempre di altri e non proprio. Contributi pubblici? 160 mila euro all’anno dal Comune per i primi tre anni, quindi dal 2012 al 2015, zero dal 2015 in poi: la Corte dei Conti ha dettato lo stop a Palazzo Estense. E zero, giusto per farsi un’idea completa, è anche il numero accanto alla voce “contributi dalla Provincia di Varese” (inteso come Villa Recalcati). Quanto conviene a Pallacanestro Varese dipendere da una convenzione simile? Non sarebbe meglio pagare il semplice “noleggio” del palazzetto per le partite (che sarebbe ovviamente superiore all’attuale, simbolica cifra di 1000 euro) e non soggiacere alla “schiavitù” di una costosissima gestione diretta? Dallo status quo derivano alcuni vantaggi (poter usare la struttura a piacimento - ovvero potersi allenare in maniera esclusiva e a qualunque orario, giovanili comprese - e godere degli affitti per gli eventi extra basket che si tengono al Lino Oldrini, eventi che tuttavia sono molto rari e non possono essere programmati od organizzati dalla società) ma il bilancio complessivo appare in negativo e forse nemmeno di poco. Probabile che da piazza Monte Grappa venga lanciata nei prossimi mesi (è già successo con la precedente amministrazione comunale) un’istanza di revisione dei rapporti, eventualità che potrebbe risolvere una parte di “imbarazzi” economici ma non tutti i problemi alla radice. Rimarrebbero, per esempio, i costi esorbitanti delle utenze. A tal proposito il Comune proprietario – che a “La Provincia” e per bocca dell’assessore allo Sport Dino De Simone ha affermato l’assoluta volontà di collaborazione con Pallacanestro Varese, «società che rappresenta un valore aggiunto per la città, perché ingenera cultura e indotto» - ha un’idea: mettere mano agli impianti energetici coinvolgendo operatori privati, nazionali e internazionali. Si tratterebbe di effettuare lavori di efficientamento in “project financing”, tramite aziende che li eseguirebbero rivalendosi poi sui costi della fornitura (l’intero progetto potrebbe essere esteso anche agli altri edifici pubblici della zona, scuole comprese). Sarebbe un inizio. Per cambiare un contesto generale che non può durare, almeno per come si presenta oggi. Fabio Gandini
parish76 Posted September 27, 2017 Posted September 27, 2017 Ma iniziare a recintare. Non ho mai capito come mai le altre strutture hanno una recinzione. Ecco dove il comune può spendere un pochino di soldi. Lasciare aperto lo trovo assurdo
El Pampa Posted September 27, 2017 Posted September 27, 2017 1 hour ago, parish76 said: Ma iniziare a recintare. Non ho mai capito come mai le altre strutture hanno una recinzione. Ecco dove il comune può spendere un pochino di soldi. Lasciare aperto lo trovo assurdo si il recinto delle vacche. Quando anni fa il Varese indisse una sorta di concorso per i murales intorno allo stadio fu un successone. Un altro simile avrebbe altrettanto risalto. Poi che piove dentro...magari se invece di intascar mazzette negli anni 80-90.....
MarkBuford Posted September 27, 2017 Posted September 27, 2017 1 hour ago, parish76 said: Ma iniziare a recintare. Non ho mai capito come mai le altre strutture hanno una recinzione. Ecco dove il comune può spendere un pochino di soldi. Lasciare aperto lo trovo assurdo Una recinzione potrebbe diventare un problema di sicurezza. E comunque il comune ha smollato il palazzetto alla pallacanestro Varese per non spenderci piú un ghello. Adesso potremmo trovarci con il nuovo palaponti a calcinate e il palazzo che sguera. Ma si sa che gli investimenti vengono meglio delle ristrutturazioni. Tra l'altro se la pallVa ha l'uso esclusivo del palazzetto e puó farci allenare chi e quando vuole, a che serve un impianto ad-hoc per le giovanili?
Indimenticabili Posted September 27, 2017 Posted September 27, 2017 2 ore fa, parish76 dice: Ma iniziare a recintare. Non ho mai capito come mai le altre strutture hanno una recinzione. Ecco dove il comune può spendere un pochino di soldi. Lasciare aperto lo trovo assurdo Da quanto so la PallVarese in passato si era offerta di recintare a spese proprie il palazzetto, ma non gli era stato concesso
Spo2 Posted September 27, 2017 Posted September 27, 2017 Però che anche il problema dei vandalismi sia da definirsi un problema della pallacanestro varese ..... anche no. Va bene la manutenzione, va bene l'ammodernamento, va bene la pulizia ma il resto, .. frutto della poca civiltà dei "guerrieri della notte dei miei Maroni" nooo eh. Che ne prendano un paio, le forze dell'ordine, per dare un messaggio. Poi se c'è da andare una volta a dare una mano a ramazzare io vado anche.
peter pan Posted September 27, 2017 Posted September 27, 2017 (edited) Dai su.....non prendiamoci in giro. La convenzione è stata sottoscritta in piena coscienza e conoscenza. Adesso non è più sostenibile? Classico articolo x aprire un a strada di revisione e preparare il terreno x spuntare nuovi contributi alla gestione. Edited September 27, 2017 by peter pan
El Pampa Posted September 27, 2017 Posted September 27, 2017 13 minutes ago, peter pan said: Dai su.....non prendiamoci in giro. La convenzione è stata sottoscritta in piena coscienza e conoscenza. Adesso non è più sostenibile? Classico articolo x aprire un a strada di revisione e preparare il terreno x spuntare nuovi contributi alla gestione. bravo, confermo. Scritto poi a pochi giorni dall'inizio del campionato. Come se la sporcizia, gli (S)murales fossero stati fatti la notte prima e che piova non si sapesse da anni. Poi qualcuno avrà dato la spinta per fare questa mega paginata giustappunto
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