Bluto Posted October 22, 2017 Posted October 22, 2017 7 ore fa, Sir Joe dice: Ma tra il super decantato veneziano Orelik e il nostro ex KKK, c'è così tanta differenza? Così a occhio ci sono 10 kg di differenza, e per la capacità di mettere tiri con le mani in faccia vedo un certo vantaggio per il lituan-serenissimo. E anche in playmaking e soprattutto a rimbalzo è un po' meglio del Nostro, sarà per quello che a stat vanta una valutazione doppia?
Sir Joe Posted October 22, 2017 Posted October 22, 2017 33 minutes ago, Bluto said: Così a occhio ci sono 10 kg di differenza, e per la capacità di mettere tiri con le mani in faccia vedo un certo vantaggio per il lituan-serenissimo. E anche in playmaking e soprattutto a rimbalzo è un po' meglio del Nostro, sarà per quello che a stat vanta una valutazione doppia? Insomma... KKK è la radice quadrata di Orelik... amen!
walk Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 Sulla Provincia di oggi bella intervista a Polinelli che spiega con estrema chiarezza la situazione economica della Pall.Varese. che vi anticipo non essere rosea per chi non se ne fosse accorto...
Giobbo Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 https://www.sportando.com/it/turchia/bsl/251613/il-banvit-e-jake-odum-si-separano.html
Guest Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 3 minutes ago, Giobbo said: https://www.sportando.com/it/turchia/bsl/251613/il-banvit-e-jake-odum-si-separano.html Forse era sfuggito il "mai trattato"? Comunque hanno preso Pino Rautins al suo posto.
walk Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 (edited) 15 minuti fa, Giesse dice: Forse era sfuggito il "mai trattato"? Comunque hanno preso Pino Rautins al suo posto. beh forse sarebbe ora di trattarlo Edited October 27, 2017 by walk
Sir Joe Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 51 minutes ago, walk said: beh forse sarebbe ora di trattarlo SI proceda all'ingaggio!
simon89 Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 «Sistemato il pregresso, scollineremo. Ma ora Varese sa quello che sta facendo» È quasi un rammarico sfruttare la possibilità di una chiacchierata di un’ora con Riccardo Polinelli tempestandolo solo di interrogativi sul basket. A un imprenditore del suo calibro e al libro esistenziale che contiene la sua storia si vorrebbe domandare anche tanto altro, spinti dalla curiosità che solo le persone interessanti sanno suscitare. Lo abbiamo fatto in passato, lo rifaremo in futuro. Oggi, però, il menu dell’intervista a uno dei cinque consiglieri d’amministrazione della Pallacanestro Varese è a piatto unico: la società. Lo chiama l’attualità, il passato, il futuro e le tante questioni aperte sul tavolo. Un anno e mezzo da consigliere d’amministrazione: qual è il suo bilancio dal punto di vista personale e professionale, Polinelli? A livello personale ho avuto la possibilità di approfondire conoscenze che mi hanno arricchito e mi fanno piacere, soprattutto a livello umano. Tra tutte quella con Toto Bulgheroni: siamo coetanei, abbiamo storie diverse, ma siamo molto affiatati. Ci troviamo sulle basi, sui valori, sul modo di lavorare. E a livello professionale? Sotto questo punto di vista l’impatto è stato tosto: sono entrato in una società in difficoltà, molto in difficoltà. Ciò mi ha portato ad affrontare delle situazioni alle quali da imprenditore non ero abituato. L’aspetto positivo è essere riusciti comunque a resistere e a instradare una riorganizzazione e un inquadramento che rispecchiano anche quelli che sono i miei valori. Oggi risponderebbe ancora di sì alla chiamata di Alberto Castelli e del Consorzio? Sì e no, onestamente. Se avessi saputo che sarei andato incontro a tutte queste difficoltà gestionali, forse non sarei entrato. Una volta che sei dentro, però, ti rimbocchi le mani e le affronti. Come sta oggi la Pallacanestro Varese? C’è una cosa di cui è necessario essere consci: la Pallacanestro Varese non ha ancora risolto i suoi problemi, non è totalmente fuori dalle difficoltà. Anzi, a dire la verità ne è ancora molto dentro. Se però facciamo un paragone tra un anno fa e oggi, la situazione è migliorata. Spieghiamoci meglio su passato, presente e futuro. Quando questo CdA è entrato in carica ha trovato una situazione economico-finanziaria assai negativa e soprattutto non nota: parlo in particolare del disavanzo di bilancio di cui tante volte si è parlato nella scorsa stagione. Per di più a quel punto le decisioni più importanti relative alla stagione 2016/2017 erano già state prese, come la conferma di coach Paolo Moretti… Parentesi: com’è finita con il contratto dell’allenatore toscano, dopo l’esonero di dicembre 2016? È finita che non è ancora finita, anche se gli abbiamo pagato fino in fondo tutto quello che gli spettava e anche di più. Trovo sia una situazione assurda: le sue pretese ci mettono in grossa difficoltà. Chiusa parentesi, andiamo avanti. Davanti al contesto ereditato in estate e al cospetto delle ulteriori perdite cui la società stava andando incontro, ci si è dovuti fermare per non peggiorare la situazione. Questo spiega il temporeggiamento dello scorso anno mentre le cose in campo andavano male: non ci potevamo muovere, perché saremmo finiti in una situazione economicamente impossibile. L’unico cambio in corsa, Dominique Johnson per Melvin Johnson, è stato realizzato a costi contenuti perché siamo riusciti a piazzare anche il giocatore in uscita. Ed è stato decisivo, perché accompagnato dall’avvicendamento dell’allenatore. Ci si è fermati… E poi? E poi si è cercato di ripartire. Attuando una riorganizzazione aziendale che non si è ancora conclusa, non travalicando più quelle che sono le nostre possibilità economiche (e la squadra costruita quest’anno ne è diretta testimonianza) e poi, aspetto molto positivo, facendo una puntuale cernita di costi e spese: oggi sappiamo esattamente cosa stiamo spendendo e possiamo guardare avanti con più tranquillità. Però non tutti i problemi sono stati risolti, diceva prima… Va sistemato il pregresso ancora esistente: certi debiti siamo stati costretti a rateizzarli, a diluirli nel tempo. Stiamo scollinando: superati questi ostacoli la strada sarà in discesa. La questione ora non è dover spendere ancora meno, ma cercare di guadagnare di più di quello che si spende. E come si fa? Favorendo l’ingresso di nuove persone in società come è successo con Gianfranco Ponti, che non ha messo denaro fresco nella Pallacanestro Varese ma le ha tolto dei costi, il che è equivalente. E poi agendo sul fronte sponsor: abbiamo perso Teva, perché l’azienda ha deciso di non riservare più risorse alle sponsorizzazioni sportive, ma abbiamo riconfermato Openjobmetis e trovato Banca Intesa, con la quale stiamo definendo i dettagli e chiuderemo un buon accordo economico, anche legato all’eventuale raggiungimento dei playoff. Avere un riscontro maggiore da abbonamenti e botteghino aiuterebbe in modo significativo le casse di piazza Monte Grappa? Tutto aiuta: i grandi numeri si fanno con quelli piccoli. Ma anche una stagione da 5000 spettatori di media a partita non risolverebbe i nostri problemi: la biglietteria rappresenta una parte importante, ma non è decisiva quanto l’entrata di uno, due o tre sponsor di livello. È un appello questo? Sì, fatto a nome della società e nei confronti di tutti quelli che possono sostenerci, dalle istituzioni all’imprenditoria. La Pallacanestro Varese può essere un veicolo di notorietà, anche a livello turistico, settore che città e provincia hanno trascurato per decenni vista la presenza di numerose peculiarità produttive ma che oggi è diventato strategico. La nostra società ha un nome da spendere: è il miglior asset sul quale può contare. Qual è stato il rammarico più grande di questo anno e mezzo trascorso in sella al direttivo? Il cruccio maggiore è essere stati talmente presi dalla risoluzione dei problemi contingenti da non aver avuto spazio per guardare troppo avanti. Il desiderio sarebbe quello di impostare un programma almeno triennale, magari trovando tre sponsor in grado di darci garanzie per altrettanti anni. Cambierebbe tutto: le possibilità di crescita e i risultati sportivi. Il consiglio di amministrazione biancorosso è invero variato anche quest’estate: è uscito l’amministratore delegato Fabrizio Fiorini ed è entrato Gianfranco Ponti. Come sono suddivise ora le competenze al suo interno e all’interno degli uffici? Il presidente Marco Vittorelli ha un ruolo poco “presenzialista”, ma di rappresentanza: il suo compito è quello di tenere i contatti con la federazione, con le istituzioni e di cercare eventuali altri sponsor di livello molto alto. La vicepresidente Monica Salvestrin è al momento molto impegnata con la sua azienda, ma continuerà anch’ella a svolgere un ruolo di raccordo con gli sponsor e di rappresentanza. Le mansioni di Gianfranco Ponti sono chiare: si occupa del settore giovanile, “ramo” che è stato innestato sulla “pianta” Pallacanestro Varese. A Toto Bulgheroni concerne la parte sportiva, a me quella organizzativo-amministrativa. A Claudio Coldebella, infine, spettano gli oneri operativi ed esecutivi, sia in campo sportivo che non. Recentemente è stata aggiunta una nuova figura: una responsabile contabile e amministrativa, Luana Latini, che lavorerà a fianco di Claudio Coldebella. Marketing: non c’è più Luna Tovaglieri. Chi la sostituirà? Il suo ruolo operativo verrà ereditato da figure professionali già presenti nella nostra struttura. Il marketing strategico resterà quindi in seno alla società, mentre per la ricerca degli sponsor di un certo spessore stiamo pensando a una novità… Quale? Appoggiarci a dei “consulenti” esterni. Noi daremo loro il mandato di cercare nuovi sostenitori: se li troveranno avranno una percentuale sui ricavi, altrimenti l’operazione non avrà costi. Banca Intesa andrà a griffare il parquet, non le maglie da gioco. Per far compagnia a Openjobmetis e Cimberio la ricerca continua? Sì, ma è una ricerca difficile. Oggi come oggi è complesso trovare qualcuno che voglia coniugare la necessità di comunicazione con la passione per lo sport, ovvero la situazione vincente affinché uno sponsor ti dica “sì”. Non demordiamo: il mercato offre possibilità – almeno a livello di aziende di servizi – prima sconosciute. C’è per esempio un settore sul quale mi piacerebbe molto puntare… Ci dica. Quello delle compagnie aeree. Sfruttiamo la nostra vicinanza a Malpensa e il fatto che i vettori abbiano un autentico bisogno di comunicare. Per loro saremmo il match perfetto: i nostri tifosi sono anche dei viaggiatori. Nuovo tabellone del PalA2A: a quando l’installazione? Alla pausa del campionato per gli impegni delle nazionali (tra il 19 novembre e il 3 dicembre ndr): ci sono da fare dei lavori, alcuni concernenti le luci, che richiedono tempo e che sarà possibile portare a termine solo senza partite di mezzo. Quello del “cubo” non sarà l’unico intervento strutturale all’interno del palazzetto, giusto? In cantiere c’è anche il nuovo “parterre vip”, con le sedie a bordo campo stile Nba… Un’idea suggerita e supportata da Openjobmetis: si tratta di creare sul lato lungo del parquet dei posti privilegiati che daranno a chi li occupa una serie di benefit, sia durante la partita sia nel corso della settimana. Questo progetto porterà entrate significative: una parte dei nuovi posti è già stata opzionata. Ci dà un giudizio sul breve cammino di Ferrero e compagni finora? Darò un parere da semplice tifoso, perché nella nostra società c’è un forte rispetto dei ruoli e io non mi occupo della parte tecnica. Questa Varese mi piace, è tosta, si impegna. Caja è un sergente, uno che mangia vivi i giocatori ma a cui gli stessi poi vogliono bene, perché ne riconoscono la passione, la serietà e un impegno encomiabili. La gente deve sapere cos’è davvero il nostro allenatore e quanto rispecchi i valori della nostra società. Attilio non è il grande stratega che va agli allenamenti, facendo lavorare gli altri e intervenendo raramente: lui, alla mattina, quando i suoi atleti vanno a fare pesi, è lì. Chiede tanto ma dà tanto. L’unico neo della stagione per ora è il play, che non ha ancora dato quello che è in grado di dare: c’è qualcosa, non abbiamo capito bene cosa, che non gli permette di farlo. Di contro c’è chi sta fornendo un contributo maggiore rispetto a quello atteso: penso a Tambone, Okoye e a Waller, che non ha paura di tirare nemmeno dopo aver sbagliato. Parrebbe una domanda retorica alla luce di quanto dichiarato in questa intervista, ma gliela facciamo lo stesso: ci sarà spazio per un intervento correttivo nel roster nel caso se ne presentasse l’esigenza? Se fosse necessario, posta l’esigenza di pesare ogni scelta, faremmo appello ai nostri maggiori sostenitori perché ci diano la possibilità di intervenire. Non possiamo permetterci di andare allo sbaraglio: chiederemmo prima. Fabio Gandini
walk Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 32 minuti fa, homersimpson dice: Un CARO saluto a Moretti. fixed
alberto Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 ogni volta che riaffiora moretti si scopre un personaggio peggiore di quello che ricordavi... ottimo.
Sir Joe Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 (edited) 2 hours ago, simon89 said: «Sistemato il pregresso, scollineremo. Ma ora Varese sa quello che sta facendo» È quasi un rammarico sfruttare la possibilità di una chiacchierata di un’ora con Riccardo Polinelli tempestandolo solo di interrogativi sul basket. A un imprenditore del suo calibro e al libro esistenziale che contiene la sua storia si vorrebbe domandare anche tanto altro, spinti dalla curiosità che solo le persone interessanti sanno suscitare. Lo abbiamo fatto in passato, lo rifaremo in futuro. Oggi, però, il menu dell’intervista a uno dei cinque consiglieri d’amministrazione della Pallacanestro Varese è a piatto unico: la società. Lo chiama l’attualità, il passato, il futuro e le tante questioni aperte sul tavolo. Un anno e mezzo da consigliere d’amministrazione: qual è il suo bilancio dal punto di vista personale e professionale, Polinelli? A livello personale ho avuto la possibilità di approfondire conoscenze che mi hanno arricchito e mi fanno piacere, soprattutto a livello umano. Tra tutte quella con Toto Bulgheroni: siamo coetanei, abbiamo storie diverse, ma siamo molto affiatati. Ci troviamo sulle basi, sui valori, sul modo di lavorare. E a livello professionale? Sotto questo punto di vista l’impatto è stato tosto: sono entrato in una società in difficoltà, molto in difficoltà. Ciò mi ha portato ad affrontare delle situazioni alle quali da imprenditore non ero abituato. L’aspetto positivo è essere riusciti comunque a resistere e a instradare una riorganizzazione e un inquadramento che rispecchiano anche quelli che sono i miei valori. Oggi risponderebbe ancora di sì alla chiamata di Alberto Castelli e del Consorzio? Sì e no, onestamente. Se avessi saputo che sarei andato incontro a tutte queste difficoltà gestionali, forse non sarei entrato. Una volta che sei dentro, però, ti rimbocchi le mani e le affronti. Come sta oggi la Pallacanestro Varese? C’è una cosa di cui è necessario essere consci: la Pallacanestro Varese non ha ancora risolto i suoi problemi, non è totalmente fuori dalle difficoltà. Anzi, a dire la verità ne è ancora molto dentro. Se però facciamo un paragone tra un anno fa e oggi, la situazione è migliorata. Spieghiamoci meglio su passato, presente e futuro. Quando questo CdA è entrato in carica ha trovato una situazione economico-finanziaria assai negativa e soprattutto non nota: parlo in particolare del disavanzo di bilancio di cui tante volte si è parlato nella scorsa stagione. Per di più a quel punto le decisioni più importanti relative alla stagione 2016/2017 erano già state prese, come la conferma di coach Paolo Moretti… Parentesi: com’è finita con il contratto dell’allenatore toscano, dopo l’esonero di dicembre 2016? È finita che non è ancora finita, anche se gli abbiamo pagato fino in fondo tutto quello che gli spettava e anche di più. Trovo sia una situazione assurda: le sue pretese ci mettono in grossa difficoltà. Chiusa parentesi, andiamo avanti. Davanti al contesto ereditato in estate e al cospetto delle ulteriori perdite cui la società stava andando incontro, ci si è dovuti fermare per non peggiorare la situazione. Questo spiega il temporeggiamento dello scorso anno mentre le cose in campo andavano male: non ci potevamo muovere, perché saremmo finiti in una situazione economicamente impossibile. L’unico cambio in corsa, Dominique Johnson per Melvin Johnson, è stato realizzato a costi contenuti perché siamo riusciti a piazzare anche il giocatore in uscita. Ed è stato decisivo, perché accompagnato dall’avvicendamento dell’allenatore. Ci si è fermati… E poi? E poi si è cercato di ripartire. Attuando una riorganizzazione aziendale che non si è ancora conclusa, non travalicando più quelle che sono le nostre possibilità economiche (e la squadra costruita quest’anno ne è diretta testimonianza) e poi, aspetto molto positivo, facendo una puntuale cernita di costi e spese: oggi sappiamo esattamente cosa stiamo spendendo e possiamo guardare avanti con più tranquillità. Però non tutti i problemi sono stati risolti, diceva prima… Va sistemato il pregresso ancora esistente: certi debiti siamo stati costretti a rateizzarli, a diluirli nel tempo. Stiamo scollinando: superati questi ostacoli la strada sarà in discesa. La questione ora non è dover spendere ancora meno, ma cercare di guadagnare di più di quello che si spende. E come si fa? Favorendo l’ingresso di nuove persone in società come è successo con Gianfranco Ponti, che non ha messo denaro fresco nella Pallacanestro Varese ma le ha tolto dei costi, il che è equivalente. E poi agendo sul fronte sponsor: abbiamo perso Teva, perché l’azienda ha deciso di non riservare più risorse alle sponsorizzazioni sportive, ma abbiamo riconfermato Openjobmetis e trovato Banca Intesa, con la quale stiamo definendo i dettagli e chiuderemo un buon accordo economico, anche legato all’eventuale raggiungimento dei playoff. Avere un riscontro maggiore da abbonamenti e botteghino aiuterebbe in modo significativo le casse di piazza Monte Grappa? Tutto aiuta: i grandi numeri si fanno con quelli piccoli. Ma anche una stagione da 5000 spettatori di media a partita non risolverebbe i nostri problemi: la biglietteria rappresenta una parte importante, ma non è decisiva quanto l’entrata di uno, due o tre sponsor di livello. È un appello questo? Sì, fatto a nome della società e nei confronti di tutti quelli che possono sostenerci, dalle istituzioni all’imprenditoria. La Pallacanestro Varese può essere un veicolo di notorietà, anche a livello turistico, settore che città e provincia hanno trascurato per decenni vista la presenza di numerose peculiarità produttive ma che oggi è diventato strategico. La nostra società ha un nome da spendere: è il miglior asset sul quale può contare. Qual è stato il rammarico più grande di questo anno e mezzo trascorso in sella al direttivo? Il cruccio maggiore è essere stati talmente presi dalla risoluzione dei problemi contingenti da non aver avuto spazio per guardare troppo avanti. Il desiderio sarebbe quello di impostare un programma almeno triennale, magari trovando tre sponsor in grado di darci garanzie per altrettanti anni. Cambierebbe tutto: le possibilità di crescita e i risultati sportivi. Il consiglio di amministrazione biancorosso è invero variato anche quest’estate: è uscito l’amministratore delegato Fabrizio Fiorini ed è entrato Gianfranco Ponti. Come sono suddivise ora le competenze al suo interno e all’interno degli uffici? Il presidente Marco Vittorelli ha un ruolo poco “presenzialista”, ma di rappresentanza: il suo compito è quello di tenere i contatti con la federazione, con le istituzioni e di cercare eventuali altri sponsor di livello molto alto. La vicepresidente Monica Salvestrin è al momento molto impegnata con la sua azienda, ma continuerà anch’ella a svolgere un ruolo di raccordo con gli sponsor e di rappresentanza. Le mansioni di Gianfranco Ponti sono chiare: si occupa del settore giovanile, “ramo” che è stato innestato sulla “pianta” Pallacanestro Varese. A Toto Bulgheroni concerne la parte sportiva, a me quella organizzativo-amministrativa. A Claudio Coldebella, infine, spettano gli oneri operativi ed esecutivi, sia in campo sportivo che non. Recentemente è stata aggiunta una nuova figura: una responsabile contabile e amministrativa, Luana Latini, che lavorerà a fianco di Claudio Coldebella. Marketing: non c’è più Luna Tovaglieri. Chi la sostituirà? Il suo ruolo operativo verrà ereditato da figure professionali già presenti nella nostra struttura. Il marketing strategico resterà quindi in seno alla società, mentre per la ricerca degli sponsor di un certo spessore stiamo pensando a una novità… Quale? Appoggiarci a dei “consulenti” esterni. Noi daremo loro il mandato di cercare nuovi sostenitori: se li troveranno avranno una percentuale sui ricavi, altrimenti l’operazione non avrà costi. Banca Intesa andrà a griffare il parquet, non le maglie da gioco. Per far compagnia a Openjobmetis e Cimberio la ricerca continua? Sì, ma è una ricerca difficile. Oggi come oggi è complesso trovare qualcuno che voglia coniugare la necessità di comunicazione con la passione per lo sport, ovvero la situazione vincente affinché uno sponsor ti dica “sì”. Non demordiamo: il mercato offre possibilità – almeno a livello di aziende di servizi – prima sconosciute. C’è per esempio un settore sul quale mi piacerebbe molto puntare… Ci dica. Quello delle compagnie aeree. Sfruttiamo la nostra vicinanza a Malpensa e il fatto che i vettori abbiano un autentico bisogno di comunicare. Per loro saremmo il match perfetto: i nostri tifosi sono anche dei viaggiatori. Nuovo tabellone del PalA2A: a quando l’installazione? Alla pausa del campionato per gli impegni delle nazionali (tra il 19 novembre e il 3 dicembre ndr): ci sono da fare dei lavori, alcuni concernenti le luci, che richiedono tempo e che sarà possibile portare a termine solo senza partite di mezzo. Quello del “cubo” non sarà l’unico intervento strutturale all’interno del palazzetto, giusto? In cantiere c’è anche il nuovo “parterre vip”, con le sedie a bordo campo stile Nba… Un’idea suggerita e supportata da Openjobmetis: si tratta di creare sul lato lungo del parquet dei posti privilegiati che daranno a chi li occupa una serie di benefit, sia durante la partita sia nel corso della settimana. Questo progetto porterà entrate significative: una parte dei nuovi posti è già stata opzionata. Ci dà un giudizio sul breve cammino di Ferrero e compagni finora? Darò un parere da semplice tifoso, perché nella nostra società c’è un forte rispetto dei ruoli e io non mi occupo della parte tecnica. Questa Varese mi piace, è tosta, si impegna. Caja è un sergente, uno che mangia vivi i giocatori ma a cui gli stessi poi vogliono bene, perché ne riconoscono la passione, la serietà e un impegno encomiabili. La gente deve sapere cos’è davvero il nostro allenatore e quanto rispecchi i valori della nostra società. Attilio non è il grande stratega che va agli allenamenti, facendo lavorare gli altri e intervenendo raramente: lui, alla mattina, quando i suoi atleti vanno a fare pesi, è lì. Chiede tanto ma dà tanto. L’unico neo della stagione per ora è il play, che non ha ancora dato quello che è in grado di dare: c’è qualcosa, non abbiamo capito bene cosa, che non gli permette di farlo. Di contro c’è chi sta fornendo un contributo maggiore rispetto a quello atteso: penso a Tambone, Okoye e a Waller, che non ha paura di tirare nemmeno dopo aver sbagliato. Parrebbe una domanda retorica alla luce di quanto dichiarato in questa intervista, ma gliela facciamo lo stesso: ci sarà spazio per un intervento correttivo nel roster nel caso se ne presentasse l’esigenza? Se fosse necessario, posta l’esigenza di pesare ogni scelta, faremmo appello ai nostri maggiori sostenitori perché ci diano la possibilità di intervenire. Non possiamo permetterci di andare allo sbaraglio: chiederemmo prima. Fabio Gandini Letta l'intervista, credo non ci saranno sostituzioni a meno di entrate di sponsor milionari, vincite al superenalotto o ritrovamenti di miniere di diamanti sotto al palazzetto. Comunque un sentito ringraziamento a Moretti per le pretese economiche a fronte di incompetenze e fallimenti. Non per niente è ancora a passeggio ai giardinetti. Edited October 27, 2017 by Sir Joe
Ale Div. Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 25 minuti fa, alberto dice: ogni volta che riaffiora moretti si scopre un personaggio peggiore di quello che ricordavi... ottimo. Chi, quello che ha invertito gli spogliatoi del paladozza per trenta denari? Ma anche no..
walk Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 25 minuti fa, Ale Div. dice: Chi, quello che ha invertito gli spogliatoi del paladozza per trenta denari? Ma anche no.. orca questa è criptica forte
El Pampa Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 2 hours ago, simon89 said: «Sistemato il pregresso, scollineremo. Ma ora Varese sa quello che sta facendo» È quasi un rammarico sfruttare la possibilità di una chiacchierata di un’ora con Riccardo Polinelli tempestandolo solo di interrogativi sul basket. A un imprenditore del suo calibro e al libro esistenziale che contiene la sua storia si vorrebbe domandare anche tanto altro, spinti dalla curiosità che solo le persone interessanti sanno suscitare. Lo abbiamo fatto in passato, lo rifaremo in futuro. Oggi, però, il menu dell’intervista a uno dei cinque consiglieri d’amministrazione della Pallacanestro Varese è a piatto unico: la società. Lo chiama l’attualità, il passato, il futuro e le tante questioni aperte sul tavolo. Un anno e mezzo da consigliere d’amministrazione: qual è il suo bilancio dal punto di vista personale e professionale, Polinelli? A livello personale ho avuto la possibilità di approfondire conoscenze che mi hanno arricchito e mi fanno piacere, soprattutto a livello umano. Tra tutte quella con Toto Bulgheroni: siamo coetanei, abbiamo storie diverse, ma siamo molto affiatati. Ci troviamo sulle basi, sui valori, sul modo di lavorare. E a livello professionale? Sotto questo punto di vista l’impatto è stato tosto: sono entrato in una società in difficoltà, molto in difficoltà. Ciò mi ha portato ad affrontare delle situazioni alle quali da imprenditore non ero abituato. L’aspetto positivo è essere riusciti comunque a resistere e a instradare una riorganizzazione e un inquadramento che rispecchiano anche quelli che sono i miei valori. Oggi risponderebbe ancora di sì alla chiamata di Alberto Castelli e del Consorzio? Sì e no, onestamente. Se avessi saputo che sarei andato incontro a tutte queste difficoltà gestionali, forse non sarei entrato. Una volta che sei dentro, però, ti rimbocchi le mani e le affronti. Come sta oggi la Pallacanestro Varese? C’è una cosa di cui è necessario essere consci: la Pallacanestro Varese non ha ancora risolto i suoi problemi, non è totalmente fuori dalle difficoltà. Anzi, a dire la verità ne è ancora molto dentro. Se però facciamo un paragone tra un anno fa e oggi, la situazione è migliorata. Spieghiamoci meglio su passato, presente e futuro. Quando questo CdA è entrato in carica ha trovato una situazione economico-finanziaria assai negativa e soprattutto non nota: parlo in particolare del disavanzo di bilancio di cui tante volte si è parlato nella scorsa stagione. Per di più a quel punto le decisioni più importanti relative alla stagione 2016/2017 erano già state prese, come la conferma di coach Paolo Moretti… Parentesi: com’è finita con il contratto dell’allenatore toscano, dopo l’esonero di dicembre 2016? È finita che non è ancora finita, anche se gli abbiamo pagato fino in fondo tutto quello che gli spettava e anche di più. Trovo sia una situazione assurda: le sue pretese ci mettono in grossa difficoltà. Chiusa parentesi, andiamo avanti. Davanti al contesto ereditato in estate e al cospetto delle ulteriori perdite cui la società stava andando incontro, ci si è dovuti fermare per non peggiorare la situazione. Questo spiega il temporeggiamento dello scorso anno mentre le cose in campo andavano male: non ci potevamo muovere, perché saremmo finiti in una situazione economicamente impossibile. L’unico cambio in corsa, Dominique Johnson per Melvin Johnson, è stato realizzato a costi contenuti perché siamo riusciti a piazzare anche il giocatore in uscita. Ed è stato decisivo, perché accompagnato dall’avvicendamento dell’allenatore. Ci si è fermati… E poi? E poi si è cercato di ripartire. Attuando una riorganizzazione aziendale che non si è ancora conclusa, non travalicando più quelle che sono le nostre possibilità economiche (e la squadra costruita quest’anno ne è diretta testimonianza) e poi, aspetto molto positivo, facendo una puntuale cernita di costi e spese: oggi sappiamo esattamente cosa stiamo spendendo e possiamo guardare avanti con più tranquillità. Però non tutti i problemi sono stati risolti, diceva prima… Va sistemato il pregresso ancora esistente: certi debiti siamo stati costretti a rateizzarli, a diluirli nel tempo. Stiamo scollinando: superati questi ostacoli la strada sarà in discesa. La questione ora non è dover spendere ancora meno, ma cercare di guadagnare di più di quello che si spende. E come si fa? Favorendo l’ingresso di nuove persone in società come è successo con Gianfranco Ponti, che non ha messo denaro fresco nella Pallacanestro Varese ma le ha tolto dei costi, il che è equivalente. E poi agendo sul fronte sponsor: abbiamo perso Teva, perché l’azienda ha deciso di non riservare più risorse alle sponsorizzazioni sportive, ma abbiamo riconfermato Openjobmetis e trovato Banca Intesa, con la quale stiamo definendo i dettagli e chiuderemo un buon accordo economico, anche legato all’eventuale raggiungimento dei playoff. Avere un riscontro maggiore da abbonamenti e botteghino aiuterebbe in modo significativo le casse di piazza Monte Grappa? Tutto aiuta: i grandi numeri si fanno con quelli piccoli. Ma anche una stagione da 5000 spettatori di media a partita non risolverebbe i nostri problemi: la biglietteria rappresenta una parte importante, ma non è decisiva quanto l’entrata di uno, due o tre sponsor di livello. È un appello questo? Sì, fatto a nome della società e nei confronti di tutti quelli che possono sostenerci, dalle istituzioni all’imprenditoria. La Pallacanestro Varese può essere un veicolo di notorietà, anche a livello turistico, settore che città e provincia hanno trascurato per decenni vista la presenza di numerose peculiarità produttive ma che oggi è diventato strategico. La nostra società ha un nome da spendere: è il miglior asset sul quale può contare. Qual è stato il rammarico più grande di questo anno e mezzo trascorso in sella al direttivo? Il cruccio maggiore è essere stati talmente presi dalla risoluzione dei problemi contingenti da non aver avuto spazio per guardare troppo avanti. Il desiderio sarebbe quello di impostare un programma almeno triennale, magari trovando tre sponsor in grado di darci garanzie per altrettanti anni. Cambierebbe tutto: le possibilità di crescita e i risultati sportivi. Il consiglio di amministrazione biancorosso è invero variato anche quest’estate: è uscito l’amministratore delegato Fabrizio Fiorini ed è entrato Gianfranco Ponti. Come sono suddivise ora le competenze al suo interno e all’interno degli uffici? Il presidente Marco Vittorelli ha un ruolo poco “presenzialista”, ma di rappresentanza: il suo compito è quello di tenere i contatti con la federazione, con le istituzioni e di cercare eventuali altri sponsor di livello molto alto. La vicepresidente Monica Salvestrin è al momento molto impegnata con la sua azienda, ma continuerà anch’ella a svolgere un ruolo di raccordo con gli sponsor e di rappresentanza. Le mansioni di Gianfranco Ponti sono chiare: si occupa del settore giovanile, “ramo” che è stato innestato sulla “pianta” Pallacanestro Varese. A Toto Bulgheroni concerne la parte sportiva, a me quella organizzativo-amministrativa. A Claudio Coldebella, infine, spettano gli oneri operativi ed esecutivi, sia in campo sportivo che non. Recentemente è stata aggiunta una nuova figura: una responsabile contabile e amministrativa, Luana Latini, che lavorerà a fianco di Claudio Coldebella. Marketing: non c’è più Luna Tovaglieri. Chi la sostituirà? Il suo ruolo operativo verrà ereditato da figure professionali già presenti nella nostra struttura. Il marketing strategico resterà quindi in seno alla società, mentre per la ricerca degli sponsor di un certo spessore stiamo pensando a una novità… Quale? Appoggiarci a dei “consulenti” esterni. Noi daremo loro il mandato di cercare nuovi sostenitori: se li troveranno avranno una percentuale sui ricavi, altrimenti l’operazione non avrà costi. Banca Intesa andrà a griffare il parquet, non le maglie da gioco. Per far compagnia a Openjobmetis e Cimberio la ricerca continua? Sì, ma è una ricerca difficile. Oggi come oggi è complesso trovare qualcuno che voglia coniugare la necessità di comunicazione con la passione per lo sport, ovvero la situazione vincente affinché uno sponsor ti dica “sì”. Non demordiamo: il mercato offre possibilità – almeno a livello di aziende di servizi – prima sconosciute. C’è per esempio un settore sul quale mi piacerebbe molto puntare… Ci dica. Quello delle compagnie aeree. Sfruttiamo la nostra vicinanza a Malpensa e il fatto che i vettori abbiano un autentico bisogno di comunicare. Per loro saremmo il match perfetto: i nostri tifosi sono anche dei viaggiatori. Nuovo tabellone del PalA2A: a quando l’installazione? Alla pausa del campionato per gli impegni delle nazionali (tra il 19 novembre e il 3 dicembre ndr): ci sono da fare dei lavori, alcuni concernenti le luci, che richiedono tempo e che sarà possibile portare a termine solo senza partite di mezzo. Quello del “cubo” non sarà l’unico intervento strutturale all’interno del palazzetto, giusto? In cantiere c’è anche il nuovo “parterre vip”, con le sedie a bordo campo stile Nba… Un’idea suggerita e supportata da Openjobmetis: si tratta di creare sul lato lungo del parquet dei posti privilegiati che daranno a chi li occupa una serie di benefit, sia durante la partita sia nel corso della settimana. Questo progetto porterà entrate significative: una parte dei nuovi posti è già stata opzionata. Ci dà un giudizio sul breve cammino di Ferrero e compagni finora? Darò un parere da semplice tifoso, perché nella nostra società c’è un forte rispetto dei ruoli e io non mi occupo della parte tecnica. Questa Varese mi piace, è tosta, si impegna. Caja è un sergente, uno che mangia vivi i giocatori ma a cui gli stessi poi vogliono bene, perché ne riconoscono la passione, la serietà e un impegno encomiabili. La gente deve sapere cos’è davvero il nostro allenatore e quanto rispecchi i valori della nostra società. Attilio non è il grande stratega che va agli allenamenti, facendo lavorare gli altri e intervenendo raramente: lui, alla mattina, quando i suoi atleti vanno a fare pesi, è lì. Chiede tanto ma dà tanto. L’unico neo della stagione per ora è il play, che non ha ancora dato quello che è in grado di dare: c’è qualcosa, non abbiamo capito bene cosa, che non gli permette di farlo. Di contro c’è chi sta fornendo un contributo maggiore rispetto a quello atteso: penso a Tambone, Okoye e a Waller, che non ha paura di tirare nemmeno dopo aver sbagliato. Parrebbe una domanda retorica alla luce di quanto dichiarato in questa intervista, ma gliela facciamo lo stesso: ci sarà spazio per un intervento correttivo nel roster nel caso se ne presentasse l’esigenza? Se fosse necessario, posta l’esigenza di pesare ogni scelta, faremmo appello ai nostri maggiori sostenitori perché ci diano la possibilità di intervenire. Non possiamo permetterci di andare allo sbaraglio: chiederemmo prima. Fabio Gandini ottimo pezzo, finalmente fatta chiarezza sul passato e sul perchè non siano arrivati sponsor. Pane al pane, vino al vino, era ora
El Pampa Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 31 minutes ago, Sir Joe said: Letta l'intervista, credo non ci saranno sostituzioni a meno di entrate di sponsor milionari, vincite al superenalotto o ritrovamenti di miniere di diamanti sotto al palazzetto. Comunque un sentito ringraziamento a Moretti per le pretese economiche a fronte di incompetenze e fallimenti. Non per niente è ancora a passeggio ai giardinetti. io sottolineerei altri passaggi invece di andare fino in Toscana.. però tacere è meglio....
Ale Div. Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 39 minuti fa, walk dice: orca questa è criptica forte Diciamo che da giocatore sapeva capitalizzare le occasioni sia in campo che alla scrivania senza fare troppi complimenti..il ritorno a bofogna lato furtitudo, fece parecchio scalpore, all'epoca.. Male lingue a parte, che fosse uno che metteva le monetine nel parcometro con l'elastico, era cosa piuttosto nota.. Che sia ancora qui a batter cassa, non mi stupisce per niente..
walk Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 9 minuti fa, Ale Div. dice: Diciamo che da giocatore sapeva capitalizzare le occasioni sia in campo che alla scrivania senza fare troppi complimenti..il ritorno a bofogna lato furtitudo, fece parecchio scalpore, all'epoca.. Male lingue a parte, che fosse uno che metteva le monetine nel parcometro con l'elastico, era cosa piuttosto nota.. Che sia ancora qui a batter cassa, non mi stupisce per niente.. ah ok ti ringrazio per la spiegazione
El Pampa Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 2 hours ago, alberto said: ogni volta che riaffiora moretti si scopre un personaggio peggiore di quello che ricordavi... ottimo. sarà anche così...ma intanto ha detto chiaramente che i conti non sono mai quadrati, io mi preoccuperei di più per queste cose visto che il budget è stato tagliato per questi motivi e non certamente per le lamentele di moretti, che poi non si capisce quali siano...bastava forse chiedergli spiegazioni ulteriori invece di glissare
Dragonheart Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 Insomma, l'estate scorsa Moretti ha sequestrato Bulgheroni, Coldebella e tutto il CdA, ha fatto il budget ed il mercato, e poi li ha liberati giusto in tempo perché lo esonerassero. E intanto intorno a lui volavano i maiali, ovvio.
MarkBuford Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 E comunque l'ultima volta che a un allenatore avevamo liquidato tutto quello che gli spettava e lui avanzava pretese...
alberto Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 ma che i maiali volassero era abbastanza chiaro a tutti. mss mi sta semplicemente sui coglioni dagli anni '90. e non fa nulla per redimersi.
walk Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 10 minuti fa, MarkBuford dice: E comunque l'ultima volta che a un allenatore avevamo liquidato tutto quello che gli spettava e lui avanzava pretese... intendi dire che è tornato?
MarkBuford Posted October 27, 2017 Posted October 27, 2017 22 minutes ago, walk said: intendi dire che è tornato? Dopo averci mazzolato in sede di giudizio... Visti i precedenti forse era meglio star zitti o, comunque, non ostentare tanta sicumera...
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