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27 minuti fa, Scottie dice:

Prealpa quotidiana:

X - Tambone ?

X - Avramovic

X - Ferrero

Okoye - Maspero ?

X - Pelle

Not bad. Certo che lo sponsor potrebbe muoversi, in un senso o nell'altro...

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Varese, idee italiane Tambone vice-play e Maspero ala forte?  Rimangono da riempire due slot

Parco italiani da completare con due elementi di supporto per una Pallacanestro Varese che con il sì di Giancarlo Ferrero dà un indirizzo delineato alle sue scelte per la panchina. L'atleta del 1988 sarà il primo cambio delle ali, tornando nel suo ruolo naturale oltre che in quello di "4 tattico" rivestito per necessità nella seconda metà del 2016-17; a questo punto la quasi totalità delle risorse residue verranno concentrate su ala piccola e centro titolare, cercando un quarto lungo duttile che possa dare sostanza in ala forte e slittare per qualche minuto anche da ala piccola.

Un profilo considerato con attenzione è quello di Giacomo Maspero, 25enne ala forte di 204 centimetri prodotto delle giovanili di Cantù, che ha esordito da senior alla Sangiorgese in serie B nel 2011-12: l'atleta del 1992 ha vestito la maglia di Recanati in A2 nel 2016-17 (4,3 punti e 3,9 rimbalzi) ha il profilo giusto per costi e voglia di riprovare la serie A dopo il 2014-15 senza incidere nella sua "alma mater" (6 minuti in 29 presenze). Lo spot vacante nel secondo quintetto del parco ali sarà però con ogni probabilità l'ultimo a essere riempito tra gli italiani della panchina: movimento in corso sul mercato degli esterni per lo spot di cambio del playmaker che dovrà garantire almeno una decina di minuti di fiato al titolare straniero, sostituendo Massimo Bulleri nello scacchiere tattico della Varese 2017-18. Il profilo dell'emergente Matteo Tambone è considerato con attenzione alla luce del mix di qualità fisiche, doti balistiche e difensive del 23enne regista romano in forza nel 2016-17 a Ravenna. Ma anche in questo caso Varese non è l'unica ad avere preso informazioni sull'atleta del 1994: possibile che si ripeta il caso De Vico, sul quale il club biancorosso aveva anticipato tutti, salvo poi finire in seconda fila tra le pretendenti quando erano entrati in scena i club che puntavano sul 5+5? Un escape del prodotto del vivaio Virtus Roma dall'Acmar scade il 30 giugno, dunque da una parte non c'è fretta di affondare il colpo e dall'altra si valutano piste alternative nel solito alveo dei giocatori che Attilio Caja aveva avuto a disposizione nel triennio di lavoro con la Nazionale Sperimentale.

Il mercato degli stranieri resta invece in stallo: Christian Eyenga è rientrato in Congo dopo la fine dei playoff spagnoli disputati con Malaga, e per il momento non ci sono stati nuovi contatti tra le parti. Così come però non ce ne sono stati sul fronte main sponsor: da Openjobmetis non sono giunti segnali nelle ultime settimane, sebbene in piazza Monte Grappa rimanga immutata la fiducia sulla possibilità che l'azienda di Gallarate prolunghi per il quarto anno consecutivo il suo rapporto con la Pallacanestro Varese. Resta però il concetto che gli investimenti più importanti sul mercato sono legati a filo doppio ai contratti di sponsorizzazione ancora da mettere nero su bianco: con Avramovic, Okoye, Pelle e ora anche Ferrero il club biancorosso ha messo al sicuro un contorno robusto e affidabile. Per ordinare i piatti forti del menù però bisognerà prima fare il pieno al portafogli...

Giuseppe Sciascia

 

(G.S.) Giancarlo Ferrero nel 2017 come Kristjan Kangur nel 2016. Telenovela primaverile con happy end per la conferma del capitano biancorosso sulla falsariga di quanto accadde 12 mesi fa con "KK", che passò la mano sulla prima proposta del club di piazza Monte Grappa e poi accettò dopo 15 giorni una versione riveduta e corretta del contratto. Tra Ferrero e Varese è finita come tutti auspicavano, ossia con la permanenza sotto le Prealpi del giocatore-simbolo della seconda metà della stagione 2016-17, amato dai tifosi per il suo stile di gioco grintoso e la disponibilità a gettare sul campo ogni stilla di energia sia in allenamento che in partita. Però per qualche giorno c'è stato il rischio concreto di un divorzio a sor- presa, rientrato quando la società di piazza Monte Grappa ha compiuto un passo verso l'atleta. A sbloccare l'impasse sul primo tentativo delle settimane scorse è stata l'integrazione da parte del club alla proposta iniziale, il cui oggetto del contendere non era tanto l'aspetto economico, quanto la durata annuale dell'offerta. TI secondo tentativo con scadenza fissata nel 2019 -sia pure con escape a pagamento tra 12 mesi per il club di piazza Monte Grappa, stessa formula utilizzata lo scorso anno per convincere Kristjan Kangur - ha pienamente soddisfatto il desiderio di Ferrero di legarsi non soltanto a breve termine alla città che lo ha "cestisticamente" adottato.

 

Edited by simon89
Posted (edited)

Quando guardarsi negli occhi serve 

di Fabio Gandini

Una conferma che è anche un po' una lezione: tra gentlemen il guardarsi dritto negli occhi ha ancora un senso pratico, oltre che morale (soprattutto in una società come quella odierna che si illude di aver abbattuto le barriere comunicative mentre invece le ha accentuate, prestandoci continuamente schermi dietro ai quali trincerarci). Guardarsi negli occhi serve ad avere il coraggio delle proprie idee, persino delle proprie distanze: se c'è uno spazio di manovra, il buon, vecchio e mai passato di moda "vis a vis" funziona, le appiana. Solo 10 giorni fa Giancarlo Ferrerò non era più un giocatore di Varese. Dalla Openjobmetis, dai suoi operatori di mercato precisamente, lo dividevano soldi, modalità di conduzione di una trattativa, filosofia di approccio della stessa, sentimenti, nonché l'interpretazione della parola "riconoscenza", assai diversamente modulata nei rispettivi "Aventino" di piazza Monte Grappa e di Bra.

Perché? Perché succede, se da una parte devi fare il tuo lavoro con tre occhi al portafoglio e un budget in costante flessione e dall'altra senti il bisogno di una gratificazione dopo aver gettato il cuore sul parquet per due anni, partendo da scommessa (anche come costo) e dando il tuo contributo, in particolare nei momenti difficili. Dalla "vil pecunia", ai silenzi, al pensare male l'uno dell'altro, il passo è purtroppo breve ed esiste solo un modo per innestare la retromarcia: vedersi, parlarsi, non darsi per vinti, soprattutto se in fondo si vuole la stessa cosa. Così hanno fatto Giancarlo Ferrerò e Varese, mercoledì scorso poco prima dell'ora di pranzo. Sul tavolo c'era una proposta ragionata, intorno ad esso persone vere, disposte prima a confrontarsi, poi a capirsi, infine a venirsi incontro. La stretta di mano ha dissipato ogni dubbio, è diventata "legge" come accadeva quando il mondo non era sbagliato come oggi ed è stata propedeutica prima alla firma sul contratto e poi all'ufficialità di ieri.

L'ala di Bra, classe 1988, sarà biancorosso per altre due stagioni: sul contratto una clausola d'uscita esercitabile la prossima estate e cifre certamente diverse da quelle da cui si era partiti, sia a Bra che in centro a Varese. Ferrerò, il capitano uscente e con ogni probabilità quello entrante, ricomincerà da qui, come sempre senza pretese, da rincalzo pronto a conquistarsi con il sudore ogni minuto trascorso sul parquet. Coach Caja ripartirà dalla duttilità del piemontese, sapendo che ogni volta che si girerà verso la panchina potrà pescare un giocatore di cuore, di sostanza, sprovvisto di paura. I tifosi ripartiranno da un uomo che si è fatto amare per l'atteggiamento prima che per i canestri, da uno che ieri sera, prima di andare a Casale dove lavora la sua fidanzata, è passato daMasna-go a fare l'in bocca al lupo all'under 16 di coach Triacca, prossima alle finali scudetto di categoria. Da uno che, sempre Noi, diventando azionista del-ieri, si è iscritto al Basket Siamo la società. Da una bandiera. 

 

LE ULTIME Sono quattro ora i punti fermi del roster. Idea Sganghero per il regista di riserva? 

La notizia del "Giancarlo Ferrero ter" porta a quota quattro i punti fermi del roster 2017/2018 che sarà a disposizione di Attilio Caja. Con l'ala di Bra ci sono infatti il nuovo acquisto Stan Okoye e i confermati Aleksa Avramovic e Norvel Pelle, già depositari di un contratto valido per la prossima stagione sportiva e a tutti gli effetti ancora biancorossi, salvo offerte di altre squadre che, per concretizzarsi, dovrebbero comunque passare - anche economicamente - da piazza Monte Grappa.

Nei prossimi giorni l'asse tecnica Caja-Coldebella-Bul-gheroni ragionerà principalmente sull'ultimo tassello che andrà a comporre la panchina (verosimilmente un regista, da affiancare ad Avramovic "2", Ferrero "3-4" e Pelle "5"), per trovare il quale paiono calde almeno cinque o sei piste. Una di queste potrebbe portare a Marco Spanghero, play-guardia classe 1991, in uscita da Brindisi anche in virtù di un contratto in scadenza al 30 giugno 2017. Spanghero, 186 cm di altezza, viene da un campionato piuttosto anonimo agli ordini di Meo Sacchetti (2,2 punti di media in 11 minuti) dopo le positive stagioni trascorse a Verona (in A2 nel 2015/2016) e ancor prima a Trento, piazza nella quale si è messo in luce come buon tiratore e ordinato regista. Un'altra strada porta, invece, a Matteo Tambone, playmaker della sorprendente Ravenna arrivata fino alle semifinali del corrente torneo di Serie A2 (12,7 punti di media in 31,2 minuti con 2,4 assist): il classe 1994,192 cm di altezza, cresciuto nelle giovanili della Virtus Roma, ha all'attivo anche una stagione con Treviglio sempre in seconda serie. 

Fabio Gandini

 

Edited by simon89
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No non so' spanghero effettivamente in calo dopo buone premesse...ma perché? Tambone ho visto qualche spezzone e basta fatico a giudicare... potrebbero entrambi avere un senso...se si punta ad un rilancio o a un lancio...

Edited by peter pan
Posted

mi piace la comparsa di roland moore tra le opzioni per il play. se non firma prima da qualche altra parte, non me lo farei scappare...

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Riflettori biancorossi su play e guardia

Weekend di contatti a tutto tondo per Claudio Coldebella all'Eurocamp di Treviso. Il d.g. biancorosso è stato uno dei pochi dirigenti di serie A già "operativi" alla kermesse della Ghirada che ha raccolto i principali addetti ai lavori di tutta Europa (al momento però l'unico affare fatto è la firma a Cantù di JaimeSmith, guardia dal KhimikYuzny). Informazioni raccolte su quell'ampio ventaglio di giocatori che potrebbero interessare Varese nella caccia ai 4 titolari stranieri mancanti: l'area principale di interesse a oggi è quella nei ruoli di playmaker e guardia, in attesa che prendano quota le trattative per i rinnovi di Christian Eyenga e O.D. Anosike.

Il centro di passaporto nigeriano sta proseguendo le esplorazioni tra Russia e Turchia, campionati per i quali aveva assunto un nuovo agente per le trattative "extra-italiane". Se però non ci saranno soluzioni più remunerative per un giocatore che in A è una certezza (4 volte consecutive miglior rimbalzista del campionato) ma all'estero non ha mai sfondato (tagliato da Viteria e Aek Atene nella prima metà del 2014-15), Varese ha buone carte da giocare per strappare il suo sì. Per Eyenga bisognerà invece attendere di capire se i suoi brillanti playoff con Malaga gli abbiano riaperto un mercato in Spagna.

Intanto però il club biancorosso osserva profili sul perimetro: si studiano caratteristiche e costi di giocatori che hanno fatto bene all'estero, mentre nel gruppo dell'usato sicuro dall'Italia emerge il profilo di Roland Moore, consacrato dal secondo playoff consecutivo con Pistoia come elemento affidabile (11,4 punti e 5,4 assist) . Il play ex Caserta ha costi abbordabili e la garanzia di un rendimento lineare, ma per il momento Varese preferisce proseguire il giro di orizzonti attraverso il lavoro di scouting dello staff tecnico e il "setaccio" per costi e disponibilità portato avanti da Coldebella (per ora fuori portata Kevin Dillard, play realizzatore già sondato nell'estate 2016 e lo scorso gennaio, che vuole tornare in Australia dopo i 30mila dollari al mese percepiti nel finale del 2016-17).

Sul fronte italiano nessuna novità: il primo abboccamento con Marco Spanghero - alternativa a Matteo Tambone nel ruolo di cambio del play - non ha avuto esito positivo, costi e futuribilità favoriscono il 23enne romano rispetto al 26enne triestino che è reduce da una esperienza negativa a Brindisi con la formula 3+4+5 e preferirebbe una collocazione in un club con lo schema 5-5.

Giuseppe Sciascia

Posted (edited)
3 ore fa, alberto dice:

mi piace la comparsa di roland moore tra le opzioni per il play. se non firma prima da qualche altra parte, non me lo farei scappare...

 

9 minuti fa, simon89 dice:

Riflettori biancorossi su play e guardia

Weekend di contatti a tutto tondo per Claudio Coldebella all'Eurocamp di Treviso. Il d.g. biancorosso è stato uno dei pochi dirigenti di serie A già "operativi" alla kermesse della Ghirada che ha raccolto i principali addetti ai lavori di tutta Europa (al momento però l'unico affare fatto è la firma a Cantù di JaimeSmith, guardia dal KhimikYuzny). Informazioni raccolte su quell'ampio ventaglio di giocatori che potrebbero interessare Varese nella caccia ai 4 titolari stranieri mancanti: l'area principale di interesse a oggi è quella nei ruoli di playmaker e guardia, in attesa che prendano quota le trattative per i rinnovi di Christian Eyenga e O.D. Anosike.

Il centro di passaporto nigeriano sta proseguendo le esplorazioni tra Russia e Turchia, campionati per i quali aveva assunto un nuovo agente per le trattative "extra-italiane". Se però non ci saranno soluzioni più remunerative per un giocatore che in A è una certezza (4 volte consecutive miglior rimbalzista del campionato) ma all'estero non ha mai sfondato (tagliato da Viteria e Aek Atene nella prima metà del 2014-15), Varese ha buone carte da giocare per strappare il suo sì. Per Eyenga bisognerà invece attendere di capire se i suoi brillanti playoff con Malaga gli abbiano riaperto un mercato in Spagna.

Intanto però il club biancorosso osserva profili sul perimetro: si studiano caratteristiche e costi di giocatori che hanno fatto bene all'estero, mentre nel gruppo dell'usato sicuro dall'Italia emerge il profilo di Roland Moore, consacrato dal secondo playoff consecutivo con Pistoia come elemento affidabile (11,4 punti e 5,4 assist) . Il play ex Caserta ha costi abbordabili e la garanzia di un rendimento lineare, ma per il momento Varese preferisce proseguire il giro di orizzonti attraverso il lavoro di scouting dello staff tecnico e il "setaccio" per costi e disponibilità portato avanti da Coldebella (per ora fuori portata Kevin Dillard, play realizzatore già sondato nell'estate 2016 e lo scorso gennaio, che vuole tornare in Australia dopo i 30mila dollari al mese percepiti nel finale del 2016-17).

Sul fronte italiano nessuna novità: il primo abboccamento con Marco Spanghero - alternativa a Matteo Tambone nel ruolo di cambio del play - non ha avuto esito positivo, costi e futuribilità favoriscono il 23enne romano rispetto al 26enne triestino che è reduce da una esperienza negativa a Brindisi con la formula 3+4+5 e preferirebbe una collocazione in un club con lo schema 5-5.

Giuseppe Sciascia

Ok Ron Moore, e per play di scorta comunque preferisco Tampone (edit: il correttore ha sbagliato , ma ....nome omen :rofl: ), se proprio lo si deve prendere con quel profilo. Personalmente preferirei una scommessa totale e più budget per il titolare.

Edited by Bluto
Posted
1 hour ago, Bluto said:

 

Ok Ron Moore, e per play di scorta comunque preferisco Tampone (edit: il correttore ha sbagliato , ma ....nome omen :rofl: ), se proprio lo si deve prendere con quel profilo. Personalmente preferirei una scommessa totale e più budget per il titolare.

costi e futuribilitá sono due premesse che mi piacciono...

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I due crucci di Varese

Avanti adagio...ma pur sempre avanti nel cammino parallelo che la Pallacanestro Varese e Gianfranco Ponti (foto nel titolo) stanno compiendo per aprire le porte della società di piazza Monte Grappa all'imprenditore di Angera. Proseguono gli incontri al vertice con relativi professionisti per avvicinarsi al closing dell'operazione che dopo 7 anni di multiproprietà frazionata porterà un nuovo socio al 20% a supporto di "Varese nel Cuore" (che manterrà il 75%) e de "Il Basket Siamo Noi" col suo 5%. Come spesso capita, la burocrazia mal si concilia con la rapidità e nonostante la buona volontà delle parti in causa, è probabile che l'operazione possa essere ratificata in tutti i dettagli soltanto in piena estate. Anche se, alla luce delle tempistiche per la programmazione della stagione 2017-18, è possibile che Ponti possa assumere in pectore il mandato gestionale sul settore giovanile prima della fumata bianca ufficiale.

D'altra parte l'apertura al "socio forte" è una soluzione obbligata per il consorzio, dopo che dal 2013 a oggi il rapporto tra costi e ricavi ha avuto lo stesso risultato deficitario di quello tra aspettative estive e risultati del campo. I bilanci depositati presso la Camera di Commercio evidenziano nero su bianco gli squilibri finanziari degli ultimi 3 anni: 438mila euro di perdita nell'esercizio 2014-15, 599mila nel 2015-16 e 300mila stimati lo scorso marzo per la stagione che terminerà il 30 giugno. Un conto pesantissimo di oltre 1.3 milioni di euro che i consorziati hanno dovuto e dovranno versare di tasca loro per garantire la continuità dell'azienda Pallacanestro Varese. Così come è ora, il sistema non regge: per questo, oltre alla spending review del 10% sul budget di 4,3 milioni del 2016-17, le risorse garantite da Ponti - per ora investite sul potenziamento del settore giovanile, con la conoscenza reciproca potrebbero esserci margini per ampliare il discorso - saranno ossigeno puro per supportare l'attuale zoccolo duro da 700mila euro che Alberto Castelli indica come apporto dei consorziati per la gestione ordinaria del 2016-17.

Alla base di capitali garantiti dai soci si lega a filo doppio anche la questione main sponsor, ad oggi fondamentale per la copertura del budget previsionale 2017-18 stimato appena sotto i 4 milioni. In piazza Monte Grappa si nutre immutata fiducia sulla possibilità che prosegua il rapporto con Openjobmetis. Rosario Rasizza resta un tifoso della Pall. Varese - sull'account Twitter c'è il recentissimo rilancio dell' ufficialità della conferma di Giancarlo Ferrero - e l'auspicio è che possa decidere ancora col cuore, come ha sempre fatto a partire dall'estate 2014, senza che le logiche della quotazione in Borsa spostino verso altri investimenti le risorse dedicate negli ultimi tre anni alla realtà sportiva più importante della provincia dove F azienda è nata ed ha sede. Il problema di fondo riguarda i tempi tecnici: quando tre anni fa Renzo Cimberio annunciò di non poter continuare il rapporto da main sponsor erano i primi di maggio e, dopo tre mesi di ricerca ad ampio raggio, la società di piazza Monte Grappa chiuse F accordo con OJM, dopo il quale cambiò marcia sul mercato stringendo in rapida sequenza accordi superiori a 150mila dollari con Kangur, Diawara e Rautins. Se l'attuale main sponsor dovesse passare la mano nelle prossime settimane - sebbene a oggi i segnali siano ancora indirizzati in senso opposto - ci sarebbe possibilità di trovare in tempi rapidi un'alternativa che possa garantire a Varese la copertura totale delle risorse che V area tecnica dovrà spendere tra luglio e agosto per i 4 titolari mancanti?

Giuseppe Sciascia

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Posso dire che, con tutta la gratitudine del caso, non capisco la posizione di OJM?

Ritardando la conferma in qualche modo possono creare problemi alla stessa stagione che tutti vorremmo migliore. Se non intendono riconfermare, lo dicano. Del resto, ampliare ulteriormente la zona accoglienza mi pare onestamente impraticabile...

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però non è chiara una cosa....dei 1.3milioni di passivo totale quanto deve essere ripianato ancora? i 300mila di questa stagione o ci sono anche rimanenze degli anni scorsi?

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13 minuti fa, Ponchiaz dice:

Posso dire che, con tutta la gratitudine del caso, non capisco la posizione di OJM?

Ritardando la conferma in qualche modo possono creare problemi alla stessa stagione che tutti vorremmo migliore. Se non intendono riconfermare, lo dicano. Del resto, ampliare ulteriormente la zona accoglienza mi pare onestamente impraticabile...

Però non vorrei che adesso essendo addirittura quotata in borsa l'approvazione di sponsorizzazione e similari non siamo più scelta ed onere solo di Rasizza... temo che ci sia il rischio di dover passare da un CdA che magari schedula la discussione sulla cosa con tempi a suo comodo (chiaramente per altre precedenze/urgenze voglio pensare).

Resta il fatto che abbiamo dimostrato per ora che non siamo stati capaci in 3 aqnni di spendere quello che realmente abbiamo in cassa con conseguenza di nuovi esborsi da parte del consorzio, con probabilmente qualche mugugno da parte dei consorziati (o alcuni). Di fatto la società sportiva temo debba prendere atto che con una struttura di azionariato come quella attuale i cambi di budget e le extra-spese sono molto più difficile da far "digerire" rispetto ad una proprietà unica. Perché se la spesa extra magari si decide comunque a maggioranza, qualcuno di scontento rischi di averlo comunque e questo potrebbe portare alla sua uscita dal consorzio quando scade la quota...

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18 minuti fa, Ponchiaz dice:

Posso dire che, con tutta la gratitudine del caso, non capisco la posizione di OJM?

Ritardando la conferma in qualche modo possono creare problemi alla stessa stagione che tutti vorremmo migliore. Se non intendono riconfermare, lo dicano. Del resto, ampliare ulteriormente la zona accoglienza mi pare onestamente impraticabile...

È il terzo anno che si comporta così...capisco che comprendere le dinamiche del prodotto che vuoi sponsorizzare e da cui ti aspetti risultati non sia facile ma qui si persevera diabolicamente (o magari neanche importa)

Posted (edited)

Direi che il tomo "Della governance del consorzio ed altre quisquilie" di Ponchiaz ed altri su questo ha detto tutto.

Detto questo, la tua ipotesi Paul è certamente plausibile, come è anche plausibile che abbiano altro a cui pensare. Fatto sta che, se l'idea è poi sponsorizzare, il timing non è una variabile indipendente. Si rischia di non poter operare sul mercato con le opportune certezze. Al netto del fatto che secondo me ogni abile ed arruolato della PallVa dovrebbe essere permanentemente in giro a cercare sponsors.

Edited by Ponchiaz
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11 minutes ago, Ponchiaz said:

Direi che il tomo "Della governance del consorzio ed altre quisquilie" di Ponchiaz ed altri su questo ha detto tutto.

Detto questo, la tua ipotesi Paul è certamente plausibile, come è anche plausibile che abbiano altro a cui pensare. Fatto sta che, se l'idea è poi sponsorizzare, il timing non è una variabile indipendente. Si rischia di non poter operare sul mercato con le opportune certezze. Al netto del fatto che secondo me ogni abile ed arruolato della PallVa dovrebbe essere permanentemente in giro a cercare sponsors.

...e mi pare che si tratterebbe di un cospicuo numero che potrebbe dare risultati apprezzabili...

Posted
25 minuti fa, ROOSTERS99 dice:

...e mi pare che si tratterebbe di un cospicuo numero che potrebbe dare risultati apprezzabili...

sono già tutti impegnatissimi a fare altro.

che cosa sia poi l'altro a nessuno è data possibilità di sapere.

Come dicevo tempo fa guardatevi nelle partite interne della Pall.VA quanta gente al palazzetto lavora per la società...

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Ma questi debiti verso chi sono? 

Non abbiamo mai avuto il mercato bloccato, iscrizioni sempre regolari.

Fornitori? Altre tasse/imposte? 

Posted (edited)
30 minuti fa, joe dice:

Ma questi debiti verso chi sono? 

Non abbiamo mai avuto il mercato bloccato, iscrizioni sempre regolari.

Fornitori? Altre tasse/imposte? 

Ma più che debiti sono perdite...extrabudget continui, mancati incassi o incassi comunque inferiori alle attese per i risultati deludenti, nessun premio dagli sponsor per i risultati MAI raggiunti

Non ci vedo debiti, semplicemente abbiamo speso molto di più e incassato meno di quanto auspicavano

Edited by simon89
Posted

Esatto, anche secondo me non parliamo di debiti veri e propri verso entità precise. Si tratta di spese maggiori delle entrate e quindi bilancio in passivo che di fatto necessità di essere ripianato dai soci. O comunque se di debiti si tratta credo si parli di esposizioni bancarie dove prima si è anticipato l'importo, magari sfruttando un fido, e poi si rientra con l'extrabudget messo dai consorziati.

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Rilanciare Turner di Cremona?

Dopo una stagione NO, potrebbe avere un costo accessibile...

E anche Moore di Pistoia si diceva avere prezzi accessibili (mi ricorda Billy Keys).

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Comunque Moore di Pistoia non è male come play: buon attivatore per gli altri compagni (più di 5 assists a gara). Naturalmente questa scelta implica un esterno alla Johnson con tiro da tre e punti nelle mani in quanto Moore non segna molto (9-10 punti ) e dall'arco non è certo una sentenza (circa 30%)... In praticva una situazione stile quella di quest'anno.

Posted
3 hours ago, simon89 said:

Ma più che debiti sono perdite...extrabudget continui, mancati incassi o incassi comunque inferiori alle attese per i risultati deludenti, nessun premio dagli sponsor per i risultati MAI raggiunti

Non ci vedo debiti, semplicemente abbiamo speso molto di più e incassato meno di quanto auspicavano

Qualche debituccio in giro c'è da saldare.Ma si tratta di cifre abbordabili,che non arrivano minimamente a 1.3 M.

Comunque c'è bisogno di chiarezza,perché c'è qualcosa che non quadra.

Posted
19 minutes ago, Binzaghino said:

Qualche debituccio in giro c'è da saldare.Ma si tratta di cifre abbordabili,che non arrivano minimamente a 1.3 M.

Comunque c'è bisogno di chiarezza,perché c'è qualcosa che non quadra.

ma guarda che dubito si possa aprire un bilancio senza ripartire dalla chiusura del precedente. 1.300.000 da dove lo tiri fuori??

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