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2 hours ago, simon89 said:

Mark, dai sai che non è così. A luglio senza sponsor il terzo anno di contratto di Polonara non ce lo potevamo permettere, salvo poi spendere, stranamente, di merda i soldi quando sono arrivati ad agosto.

Pelle ha la clausola rescissoria fissata e il suo contratto per l'anno prossimo è assolutamente alla portata

E vorrei vedere che non fosse alla portata... non lo fosse, davvero sarebbe meglio chiuderla con la serie A e ripartire dalla B... e che caz...! Poveri forse, ma così straccioni non posso crederlo.

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3 ore fa, Sir Joe dice:

E vorrei vedere che non fosse alla portata... non lo fosse, davvero sarebbe meglio chiuderla con la serie A e ripartire dalla B... e che caz...! Poveri forse, ma così straccioni non posso crederlo.

Il problema è che probabilmente l'agenzia di Pelle sta già battendo cassa, e come sappiamo bene alla fine, contratti o no, è sempre la volontà del giocatore a fare la differenza.

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2 hours ago, Bluto said:

Il problema è che probabilmente l'agenzia di Pelle sta già battendo cassa, e come sappiamo bene alla fine, contratti o no, è sempre la volontà del giocatore a fare la differenza.

Imparassero che i contratti firmati qualcosa valgono: vuole cambiare il contratto? Paghi i 75k €, ne esce e lo rinegozia con noi o con chi vuole. Vuol fare l'asino con pseudo scioperi e comportamenti lavativi? Se ne sta in panchina, non si allena con la prima squadra, magari si becca anche qualche multa dalla società e, l'anno prossimo che farà? Secondo me il concetto è semplice: un giocatore, se non gioca, cosa fa?

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33 minutes ago, Sir Joe said:

Imparassero che i contratti firmati qualcosa valgono: vuole cambiare il contratto? Paghi i 75k €, ne esce e lo rinegozia con noi o con chi vuole. Vuol fare l'asino con pseudo scioperi e comportamenti lavativi? Se ne sta in panchina, non si allena con la prima squadra, magari si becca anche qualche multa dalla società e, l'anno prossimo che farà? Secondo me il concetto è semplice: un giocatore, se non gioca, cosa fa?

In effetti pagarlo per punizione mi sembra un'idea geniale. 

Se vuole andare lo lasci andare. 

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4 minuti fa, MarkBuford dice:

In effetti pagarlo per punizione mi sembra un'idea geniale. 

Se vuole andare lo lasci andare. 

Si ma anche passare per i ciula della situazione magari no, se ci sono vincoli contrattuali o li rispetta o si attacca!

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1 hour ago, banksanity6 said:

Si ma anche passare per i ciula della situazione magari no, se ci sono vincoli contrattuali o li rispetta o si attacca!

Il problema è che minacciare uno di pagarlo per non lavorare non è che sia una gran minaccia ^_^

 

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1 hour ago, MarkBuford said:

Il problema è che minacciare uno di pagarlo per non lavorare non è che sia una gran minaccia ^_^

 

Allora facciamoci prendere per i fondelli anche da Pelle... la serietà di una società ha molti modi per dimostrarsi...

Che poi, magari, queste non saranno proprio le intenzioni del povero Pelle, magari non ci pensa proprio a far l'asino... sono solo nostre ipotesi.

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9 ore fa, joe dice:

Infatti state facendo tutto voi :lol:

In un articolo di GS dei giorni scorsi si leggeva proprio che l'agente di Pelle era passato in sede a battere cassa.

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Io un adeguamento di contratto con estensione di un anno a Pelle lo farai, se migliora ancora i 75k di quest'anno potrebbero solo aumentare.

 

Posted (edited)
20 minuti fa, Ponchiaz dice:

Ma io Pelle lo manderei via a calci.

A calci nelle pelle

Edited by Bluto
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3 ore fa, walk dice:

La prealpina da come vice per l'anno prossimo l'accoppiata Jemoli-Diamante

addio a Vanoncini e Conti

STAFF TECNICO Paolo Conti lascia la panchina Demoli e Diamante con Caja Esce di scena anche Paolo Conti dallo staff tecnico della Pallacanestro Varese 2017/18. L'ex giocatore biancorosso ha preferito chiudere l'esperienza da assi-stant coach della serie A alla scadenza del biennale firmato nel 2015: sia Vanoncini che Conti erano arrivati assieme a Paolo Moretti, ora la nuova coppia di vice di Attilio Caja sarà formata da due tecnici della nouvelle vague varesina, ovvero il 28enne Matteo Jemoli (di ritorno dall'esperienza a Trapani) e il 29enne Raimondo Diamante (unico confermato dello staff del 2016/'17). E l'ipotesi Massimo Bulleri? L'ex giocatore biancorosso farà il corso allenatori nazionali in luglio, potrebbe essere una figura utile nello staff imparando l'arte del mestiere di coach da un veterano come Attilio Caja.

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1 ora fa, Ponchiaz dice:

Ma io Pelle lo manderei via a calci.

Non esagerare! Cmnq OD tutta la vita,a mio modesto parere.

 

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 Varese e Ponti Intesa vicina? SERIE A Vivaio da consolidare

Proseguono le prove tecniche di intesa tra Pallacanestro Varese e Gianfranco Ponti. I vertici di "Varese nel Cuore" e l'imprenditore di Angera stanno portando avanti un dialogo su toni cordiali e "possibilisti" sull'ipotesi che l'attuale patrocinatore del Basket Ignis entri a far parte della compagine societaria biancorossa. Entrambe le parti mantengono il più stretto riserbo sui contenuti dei colloqui, ma sarebbe sorprendente se il clima costruttivo respirato su entrambi i fronti non si concretizzasse, previ i dovuti passaggi istituzionali a partire dal sì dell'assemblea dei soci, in una comunione di intenti pur con modalità operative ancora da definire.

Ma l'eventuale formula "Varese nel Cuore" più Ponti potrebbe rivoluzionare le prospettive economiche, e di conseguenza le ambizioni immediate, del club di piazza Monte Grappa? Non è questo l'obiettivo a breve termine dell'operazione: l'apertura al socio forte da parte del consorzio è stata decisa per cercare risorse fresche che consentissero di mantenersi sui livelli del 2016/'17, evitando che la spending review in atto per la serie A coinvolga anche altre aree strategiche dell'attività del club. Alla luce dell'interesse dell'imprenditore di Angera nei confronti del settore giovanile, sarebbe dunque un'occasione ghiottissima per riportare Varese nell'elite del movimento tricolore per quanto riguarda la produzione di talenti.

La "città giardino" è indiscutibilmente Basket City per il numero di bambini avviati all'attività di base (tra Pallacanestro Varese, Robur et Fides e il nuovo Basket Ignis i tre minibasket cittadini coinvolgono oltre 500 praticanti); ma da 15 anni a questa parte - ossia dopo la scissione delle giovanili con la nascita del Campus in seguito alla cessione della Pallacanestro Varese dai Bulgheroni ai Castiglioni - non si vedono nuove leve protagoniste in serie A (l'ultimo prodotto locale a vestire la maglia della prima squadra è stato l'ormai 33enne Federico Bolzonella nel lontano 2004/'05).

Il Progetto Varese che Gianfranco Ponti rese pubblico nell'aprile 2015 prevedeva un investimento di almeno 250mila euro annui sul vivaio (oggi, al netto delle quote minibasket, si viaggia circa a quota 150mila) con l'intento di creare un'eccellenza in ambito sportivo e non. Prima Bruno Bianchi, poi Massimo Ferraiuolo e da quest'annata i due "vecchi saggi" Giulio Besio e Gianfranco Pinelli hanno risollevato il vivaio biancorosso dal "quasi abbandono" del decennio scorso all'attuale trend di crescita. Se le eventuali risorse apportate da Ponti servissero per investire su reclutamento e foresterie, si tratterebbe di un programma a lungo termine per restituire a Varese quell'identità fondata sui giovani "fatti in casa" che dagli anni Sessanta di Dino Meneghin, Ossola e Dodo Rusconi, agli anni Ottanta di Vescovi, Stefano Rusconi, Caneva e Ferraiuolo, fino agli anni Novanta di Andrea Meneghin è storicamente legata a filo doppio alle epoche d'oro del basket cittadino.

Giuseppe Sciascia 

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mah, va bene lavorare sul contorno, sul piatto da portata e sull'impiattamento, ma porcatroiazza... lo vogliamo mettere l'arrosto, o no??

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2 ore fa, alberto dice:

mah, va bene lavorare sul contorno, sul piatto da portata e sull'impiattamento, ma porcatroiazza... lo vogliamo mettere l'arrosto, o no??

E' che spesso fai tutto questo proprio perché l'arrosto che hai non è che prevedi sia un gran piatto...

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«Sono orgoglioso di lavorare qui»

L’assistente Diamante si è conquistato la fiducia nella stagione passata. Ma il futuro? «Per ora bocche cucite»

 

La stagione è finita ma stare fermi è difficile, specialmente se la pallacanestro ti scorre nelle vene. Raimondo Diamante è stata una delle novità introdotte da Paolo Moretti nell’estate scorsa, in qualità di terzo assistente per l’annata appena conclusa. Il 29enne varesino, cresciuto come allenatore proprio in Pallacanestro Varese, è rimasto in sella anche dopo il cambio in panchina, guadagnandosi la fiducia di Attilio Caja. Se questa fiducia si trasformerà in una riconferma ancora non si sa (nonostante sia molto probabile), perché di futuro non parla lui e non parla nessuno, per ora.

«Mi sono sentito coinvolto»

Quindi lo sguardo, parlando con Raimondo, volge al passato, alla stagione appena conclusa ed al suo percorso. «Arrivare, o meglio tornare, in Pallacanestro Varese l’estate scorsa è stato il coronamento di un obiettivo, e non di un sogno. Voglio tenere ben distinti questi due concetti: un sogno è vincere l’Eurolega con Varese prima o poi, me lo tengo nel cassetto perché è difficile riuscirci ora. Mentre l’obiettivo è più concreto, da raggiungere ogni giorno. Il salto dalla Serie B in effetti per me non è stato semplice, ho avuto qualche difficoltà all’inizio però, grazie al lavoro ed al mio essere affamato di pallacanestro, penso di essere riuscito a ritagliarmi i miei spazi. La mia fortuna è stata quella di sentire fin da subito la fiducia di coach Moretti e anche di Stefano Vanoncini e Paolo Conti: a tutti e tre dico grazie perché fin dai primi giorni di lavoro a giugno con i giovani, mi hanno coinvolto e mi hanno avvantaggiato. Poter lavorare in un ambiente sereno e sentirsi coinvolto è stato positivo».

La sua stagione da assistente è proseguita anche a seguito dell’avvicendamento tra Moretti e Caja, avvenuto a dicembre: «Ammetto di essere stato un po’ preoccupato all’inizio, avevo paura che con l’arrivo di un nuovo allenatore si potesse interrompere la mia esperienza, perché non sai mai cosa può capitare in questi momenti. E pensavo che Caja avesse altre questioni più impellenti che tener conto anche di Diamante Raimondo. Invece anche con lui ho avuto la possibilità di lavorare, per me è stato come rimettermi in discussione, volevo far capire al coach di essermi meritato questa opportunità. Volevo dimostrare di valere, spero di esserci riuscito».

«Annata travagliata»

In qualità di terzo assistente, i suoi compiti erano diversi: «Per le questioni di campo sono sempre stato a disposizione di Stefano e Paolo, ho avuto modo di lavorare con Anosike sul fondamentale dei tiri liberi e mi ha inorgoglito l’essere coinvolto in questo lavoro, per dare una mano al giocatore e aiutarlo a migliorare. Stessa cosa al fianco di Paolo Conti nel lavoro con Norvel Pelle, oppure con Cavaliero, Kangur, Maynor ed altri giocatori con cui spesso mi fermavo dopo l’allenamento, o prima, per alcune sedute di tiro».

La sua prima stagione, a livello di campo e risultati, non è stata semplice: «È stata molto travagliata, segnata dalle difficoltà dovute alla doppia competizione che fisicamente non siamo riusciti ad affrontare. Finita la coppa è nata una nuova stagione e tutti noi sapevamo che, una volta trovato il ritmo di una partita a settimana, le cose sarebbero cambiate. Il gruppo c’era, era presente e si è compattato ancora di più».

Per lui, come dicevamo all’inizio, è stato un ritorno in Pallacanestro Varese dopo un lungo percorso: «Ho fatto tanto settore giovanile, iniziando proprio in Pallacanestro Varese, prima di andare due anni a Sumirago, tornare poi come assistente di Garbosi in Under 19, poi di Andrea Sterzi in Under 14. Sono passato in Robur, diventando assistente di Giovanni Todisco ma iniziando allo stesso tempo l’esperienza di capo allenatore con l’Under 14. La stagione scorsa mi sono avvicinato al mondo dei senior facendo il vice di Franco Passera in Serie B, prima del ritorno in Pallacanestro Varese».

Dove sarà anche in futuro, giusto? «Bocche cucite…».

Alberto Coriele

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Salutiamo anche Kangur, bene...per una panca che nelle intenzioni dovrebbe essere questa:

Play COM, Avramovic, De Vico, Ferrero, Pivot ITA

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Posso dire che Ferrero più De Vico non mi convince molto? Ferrero è stato usato tantissimo come 4 tattico quest'anno, ma soprattutto per lo scarso minutaggio che poteva reggere Kangur e per il fatto di non avere altri 4 oltre all'Estone... Perché francamente il centro ITA è uno che giostra anche da 4 oppure secondo me lì non riusciamo a cavarcela a lungo con il solo Ferrero, dato che comunque pur facendo bene per impegno e dedizione si vede che in quel ruolo soffre molto...

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