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Ma sai... interessante sicuramente e complimenti alle capacità...

Ci sarebbero anche i miei compaesani... http://www.digicom.it/

Ma sem semper chi ......

Se non hai chi è appassionato dentro, disposto a buttare 2/3 milioni di euro a fondo perso, cosa offre, non dico Varese, ma il basket in generale?

Niente...

Parliamoci chiaro. Se Galliani non fosse stato tifoso olimpia e se il famoso stretto collaboratore di Armani non fosse appassionato di basket, oggi al forum giocherebbe l'aurora desio/milano....

MPS ha fatto un progetto totale sul territorio, di immagine e investimento, perchè sanno che lo sport ha valore un sociale e di immagine che poche altre forme pubblicitarie hanno.

Quindi. O si trova qualcuno disposto a investire sul territorio, o si trovano mecenati. Tertium non datur.

E lo ripeto fino alla morte.

Qui non è Varese che deve trovare l'elemosina da qualcuno più o meno interessato.

Qui è il Sistema Basket che deve fare uno sforzo di creatività e cambiare le regole.

Partendo da una richiesta meramente politica, che solo un DINO MENEGHIN può fare, di cambiare le regole sullo statuto delle Società Sportive. Basta alle SPA!!!!! O tutto lo sport minore andrà a morire.............

Poi bisognerà fare uno sforzo di marketing per vendere il prodott (che ha una base di pubblico pagante in costante aumento).

Poi bisognerà dettare delle regole certe.

Poi bisognerà fare un campionato chiuso per 5 anni, così che le squadre possano riscostruirsi e possano investire sui settori giovanili.

Poi bisognerà... blablabla.....

Aggiungo un racconto che pochi conoscono.

Anni fa, eravamo negli '80, quello stesso collaboratore (mi pare fosse sempre lui), appassionato di Footbal Americano, convinse giorgino a sponsorizzare il campionato italiano mettendo il marchio Armani sulle maglie dei Frogs Gallarate/Busto/Legnano e su quelle dei Seamen Milano (che era come dire Varese-canptù :D ) e così fu per parecchi anni, i migliori del Football USA made in italy, con diretta delle finali sulla Rai e scarti NFL a giocare in un campionato dilettantisco (Chi andava a Legnano ricorderà Bob Frasco - ex Chicago Bears - e Steve Whitehouse - ex LA Rams -).

Così è stato per mm qualche anno fa... ma quale ritorno può avere il marchio AJ da questa esperienza?

Nessuno, a meno di non riscostruire la Tracer degli anni 80.

E il giorno che giorgino si stuferà di prenderne 35 da siena?

Quella, sottolineamolo, non è e non può essere una pubbilicità che qualsiasi mecenate sponsor possa sopportare. E' un danno di immagine potenzialmente notevole.

"La Armani perde 4-0 le finali con un -35 in gara 4" ......... Viva la fip(a)

Guest Paul The Rock
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Ma sai... interessante sicuramente e complimenti alle capacità...

Ci sarebbero anche i miei compaesani... http://www.digicom.it/

Ma sem semper chi ......

Se non hai chi è appassionato dentro, disposto a buttare 2/3 milioni di euro a fondo perso, cosa offre, non dico Varese, ma il basket in generale?

Niente...

Parliamoci chiaro. Se Galliani non fosse stato tifoso olimpia e se il famoso stretto collaboratore di Armani non fosse appassionato di basket, oggi al forum giocherebbe l'aurora desio/milano....

MPS ha fatto un progetto totale sul territorio, di immagine e investimento, perchè sanno che lo sport ha valore un sociale e di immagine che poche altre forme pubblicitarie hanno.

Quindi. O si trova qualcuno disposto a investire sul territorio, o si trovano mecenati. Tertium non datur.

E lo ripeto fino alla morte.

Qui non è Varese che deve trovare l'elemosina da qualcuno più o meno interessato.

Qui è il Sistema Basket che deve fare uno sforzo di creatività e cambiare le regole.

Partendo da una richiesta meramente politica, che solo un DINO MENEGHIN può fare, di cambiare le regole sullo statuto delle Società Sportive. Basta alle SPA!!!!! O tutto lo sport minore andrà a morire.............

Poi bisognerà fare uno sforzo di marketing per vendere il prodott (che ha una base di pubblico pagante in costante aumento).

Poi bisognerà dettare delle regole certe.

Poi bisognerà fare un campionato chiuso per 5 anni, così che le squadre possano riscostruirsi e possano investire sui settori giovanili.

Poi bisognerà... blablabla.....

Aggiungo un racconto che pochi conoscono.

Anni fa, eravamo negli '80, quello stesso collaboratore (mi pare fosse sempre lui), appassionato di Footbal Americano, convinse giorgino a sponsorizzare il campionato italiano mettendo il marchio Armani sulle maglie dei Frogs Gallarate/Busto/Legnano e su quelle dei Seamen Milano (che era come dire Varese-canptù :D ) e così fu per parecchi anni, i migliori del Football USA made in italy, con diretta delle finali sulla Rai e scarti NFL a giocare in un campionato dilettantisco (Chi andava a Legnano ricorderà Bob Frasco - ex Chicago Bears - e Steve Whitehouse - ex LA Rams -).

Così è stato per mm qualche anno fa... ma quale ritorno può avere il marchio AJ da questa esperienza?

Nessuno, a meno di non riscostruire la Tracer degli anni 80.

E il giorno che giorgino si stuferà di prenderne 35 da siena?

Quella, sottolineamolo, non è e non può essere una pubbilicità che qualsiasi mecenate sponsor possa sopportare. E' un danno di immagine potenzialmente notevole.

"La Armani perde 4-0 le finali con un -35 in gara 4" ......... Viva la fip(a)

Non posso che quotare.

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STM - le cui azioni, collocate se non ricordo male, a 70.000 lire in piena bolla new economy, oggi valgono circa 5 euro, rappresentando un fulgido esempio di truffa legalizzata - mi pare davvero il classico modello di come si possa diventare ricchi con i soldi dei risparmiatori.

Bel genio, capperi.

Un risparmiatore inchiappettato

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STM - le cui azioni, collocate se non ricordo male, a 70.000 lire in piena bolla new economy, oggi valgono circa 5 euro, rappresentando un fulgido esempio di truffa legalizzata - mi pare davvero il classico modello di come si possa diventare ricchi con i soldi dei risparmiatori.

Bel genio, capperi.

Un risparmiatore inchiappettato

beh, lui non è un mago della finanza di quelli che ti hanno inchiappettato. è solo uno dei tanti che dimostrano che non è necessario avere quattro master per saper fare il proprio mestiere...

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beh, lui non è un mago della finanza di quelli che ti hanno inchiappettato. è solo uno dei tanti che dimostrano che non è necessario avere quattro master per saper fare il proprio mestiere...

:P

Avevo letto da qualche parte che è la società italiana che investe più capitali nella ricerca!

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Questo articolo del Corriere non sapevo se postarlo in GRAZIE ALBERTO ma penso sia più giusto in questa sezione.

JERAGO con ORAGO (Varese) - I Cen­to Giorni del conto alla rovescia sono co­minciati. In una calda serata di metà giu­gno capita che nel Varesotto trecento tra artigiani e piccoli imprenditori si riuni­scano per sfogare le loro ansie. E per far sapere alle autorità preposte che Ocse e Fmi avranno pure sentenziato che «il peg­gio è passato» ma ai loro occhi la ripresa dopo le ferie estive, il temutissimo set­tembre dell’anno di grazia 2009, si pre­senta a tinte fosche. E se lo ha detto l’Em­ma Marcegaglia, figurarsi loro che di san­ti in paradiso non ne hanno. Il paese ha un nome da scioglilingua, Jerago con Ora­go, è a pochi chilometri a sud di Varese, laddove la Lombardia assomiglia al Vene­to dei cento capannoni: 57 aziende ogni chilometro quadrato, più di una partita Iva in ogni famiglia. Quasi tutti a Jerago, come nei paesi limitrofi, sono artigiani o micro-imprenditori e di conseguenza nel vecchio auditorium (con le sedie di le­gno) di proprietà dell’onnipresente Curia c’è idealmente presente l’intera popola­zione della zona, il genius loci.

Ad organizzare con puntiglio l’adunata è stato un piccolo imprenditore me­talmeccanico, Alberto Vanzini, un moto perpetuo che per settimane ha inondato di email il ministro Tremonti, la Regione, la Rai e i suoi colleghi. E ha trovato modo di coinvolgere anche i comitati sponta­nei di Imprese che resistono nati tra Tori­no e Cuneo e arrivati in delegazione fin qui nel Varesotto. Sul palco c’è il sindaco del Pdl - medico anche lui con partita Iva - accanto al senatore leghista, all’as­sessore regionale formigoniano Raffaele Cattaneo e al rappresentante della Provin­cia anche lui leghista, di quelli con regola­re cravatta verde. Uno spaccato della rap­presentanza politica territoriale tutta ri­gorosamente di centro-destra e tutta in grado di sciorinare facilmente l’alfabeto d’impresa. Capace in sostanza di dimo­strare al pubblico «che non siamo altro da voi, che la fatica di portare avanti un’azienda la conosciamo anche noi».

Eppure stavolta qualcosa scricchiola tra politica e territorio in una delle aree più ricche dell’intera Europa, l’effetto co­munità non basta più a sedare gli animi, la paura di abbassare la claire in autunno una volta per tutte è così forte che le soli­darietà anche quelle più automatiche va­cillano. È improbabile che qualcuno dei presenti in platea abbia votato a sinistra due domeniche fa, ma il clima per certi versi ricorda le assemblee «laburiste» de­gli anni Settanta. Con una piccola diffe­renza: al posto degli operai e dei loro stri­scioni rossi, ora c’è il nuovo Quarto Sta­to, i micro-imprenditori che non amano portare cartelli e sventolare bandiere e che prima di entrare in sala compilano di­ligentemente il foglio che riepiloga le aziende presenti. Una volta seduti resta­no inchiodati al loro posto, non gridano slogan, non fischiano, ma non per que­sto è facile convincerli. Anzi. I politi­ci- oratori sanno benissimo che quelli in platea sono propri elettori sanno però al­trettanto bene che il governo di Roma di margini per intervenire non ne ha tanti. Con grande coraggio lo ammette Massi­mo Garavaglia, il senatore del Carroccio che segue le partite Iva: loda la politica rigorista del ministro Giulio Tremonti e coerentemente sostiene che gli incentivi fiscali non è detto che arrivino. «Si farà qualcosina in più di quello che abbiamo già fatto». (Seguono timidi battimani di stima).

L’applauso più forte scatta invece quando Giorgio Merletti, il presidente della Confartigianato se la prende con i soldi che il governo ha dato alla Fiat, al­l’Alitalia e persino alla Indesit dei Merlo­ni. «Berlusconi un anno fa ci aveva detto che ciò che va bene per le piccole medie imprese va bene per il Paese, ma poi ha aperto il portafoglio solo per i soliti no­ti ». Gli enti locali, invece — lo riconosco­no tutti — hanno fatto i salti mortali no­nostante dovessero obbedire al patto di stabilità. Hanno trovato nelle pieghe del bilancio le finanze per tutelare le fasce de­boli o per ampliare la copertura degli am­mortizzatori sociali. Ricordate gli stanzia­menti per attutire le difficoltà di Malpen­sa e che servivano a risarcire lo schiaffo di Air France? Beh, alla fine si è speso me­no di quanto si pensasse e una buona fet­ta è servita per pagare la cassa integrazio­ne alle aziende dell’indotto che ne aveva­no bisogno.

In Lombardia più di 4 mila imprese stanno per chiedere nuova Cassa ma il numero shock lo pronuncia proprio Merletti: «Dai nostri calcoli in autunno nella provincia di Varese chiuderanno almeno 2 mila aziende». Nessuno se la sente di smentirlo, la gen­te in platea sobbalza ma in cuor suo lo sapeva. Le autorità sul palco comin­ciano un tantino a preoc­cuparsi della temperatu­ra (politica). Perché da quel punto in poi è come si fosse aperta una diga. «In Italia le grandi impre­se non falliscono mai e delocalizzano quando vo­gliono» sostiene il giova­ne rappresentante della Confapi e propone di stornare i soldi tolti agli usurai e alla mafia per darli alle aziendine del Nord. Il segretario locale degli artigiani rossi, la Cna, attacca Gerico e tut­ti in sala sanno che non se la sta prendendo con la città biblica bensì con il software che governa «il calcolo di congruità» degli studi di settore ed è l’avversario dichiarato di ogni partita Iva. Gli applausi fioccano.

Per rincarare la dose prendono il micro­fono i torinesi di Imprese che resistono e ce n’è per tutti, dalla Confindustria al­­l’Istat ma il bersaglio privilegiato è il si­stema del credito. «Uno dei nostri - raccontano i piemontesi - ha scritto una mail al direttore della sua banca e gli ha detto 'che devo fare della mia azienda, se volete che chiuda ditemelo ma non lasciatemi qua a prendermi l’esaurimento nervoso'». In una norma­le e paludata assemblea sarebbe arriva­to il momento delle conclusioni. Il più coraggioso tra i politici sul palco si inca­rica di tirarle come da manuale ma, in­cassato il battimani di circostanza, a mi­crofoni spenti ammette preoccupato: «Quello di stasera è un segnale non sot­tovalutare. Non l’avrei detto». Intanto fuori dall’auditorium nei commenti a caldo degli artigiani ribelli c’è spazio an­che per i paragoni più impegnativi. «La Cina è diventata così perché ha sostenu­to le piccole e medie imprese!» Domeni­ca si replica: nuova assemblea, stavolta a Varese.

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Questo articolo del Corriere non sapevo se postarlo in GRAZIE ALBERTO ma penso sia più giusto in questa sezione.

JERAGO con ORAGO (Varese) - I Cen­to Giorni del conto alla rovescia sono co­minciati. In una calda serata di metà giu­gno capita che nel Varesotto trecento tra artigiani e piccoli imprenditori si riuni­scano per sfogare le loro ansie. E per far sapere alle autorità preposte che Ocse e Fmi avranno pure sentenziato che «il peg­gio è passato» ma ai loro occhi la ripresa dopo le ferie estive, il temutissimo set­tembre dell’anno di grazia 2009, si pre­senta a tinte fosche. E se lo ha detto l’Em­ma Marcegaglia, figurarsi loro che di san­ti in paradiso non ne hanno. Il paese ha un nome da scioglilingua, Jerago con Ora­go, è a pochi chilometri a sud di Varese, laddove la Lombardia assomiglia al Vene­to dei cento capannoni: 57 aziende ogni chilometro quadrato, più di una partita Iva in ogni famiglia. Quasi tutti a Jerago, come nei paesi limitrofi, sono artigiani o micro-imprenditori e di conseguenza nel vecchio auditorium (con le sedie di le­gno) di proprietà dell’onnipresente Curia c’è idealmente presente l’intera popola­zione della zona, il genius loci.

Ad organizzare con puntiglio l’adunata è stato un piccolo imprenditore me­talmeccanico, Alberto Vanzini, un moto perpetuo che per settimane ha inondato di email il ministro Tremonti, la Regione, la Rai e i suoi colleghi. E ha trovato modo di coinvolgere anche i comitati sponta­nei di Imprese che resistono nati tra Tori­no e Cuneo e arrivati in delegazione fin qui nel Varesotto. Sul palco c’è il sindaco del Pdl - medico anche lui con partita Iva - accanto al senatore leghista, all’as­sessore regionale formigoniano Raffaele Cattaneo e al rappresentante della Provin­cia anche lui leghista, di quelli con regola­re cravatta verde. Uno spaccato della rap­presentanza politica territoriale tutta ri­gorosamente di centro-destra e tutta in grado di sciorinare facilmente l’alfabeto d’impresa. Capace in sostanza di dimo­strare al pubblico «che non siamo altro da voi, che la fatica di portare avanti un’azienda la conosciamo anche noi».

Eppure stavolta qualcosa scricchiola tra politica e territorio in una delle aree più ricche dell’intera Europa, l’effetto co­munità non basta più a sedare gli animi, la paura di abbassare la claire in autunno una volta per tutte è così forte che le soli­darietà anche quelle più automatiche va­cillano. È improbabile che qualcuno dei presenti in platea abbia votato a sinistra due domeniche fa, ma il clima per certi versi ricorda le assemblee «laburiste» de­gli anni Settanta. Con una piccola diffe­renza: al posto degli operai e dei loro stri­scioni rossi, ora c’è il nuovo Quarto Sta­to, i micro-imprenditori che non amano portare cartelli e sventolare bandiere e che prima di entrare in sala compilano di­ligentemente il foglio che riepiloga le aziende presenti. Una volta seduti resta­no inchiodati al loro posto, non gridano slogan, non fischiano, ma non per que­sto è facile convincerli. Anzi. I politi­ci- oratori sanno benissimo che quelli in platea sono propri elettori sanno però al­trettanto bene che il governo di Roma di margini per intervenire non ne ha tanti. Con grande coraggio lo ammette Massi­mo Garavaglia, il senatore del Carroccio che segue le partite Iva: loda la politica rigorista del ministro Giulio Tremonti e coerentemente sostiene che gli incentivi fiscali non è detto che arrivino. «Si farà qualcosina in più di quello che abbiamo già fatto». (Seguono timidi battimani di stima).

L’applauso più forte scatta invece quando Giorgio Merletti, il presidente della Confartigianato se la prende con i soldi che il governo ha dato alla Fiat, al­l’Alitalia e persino alla Indesit dei Merlo­ni. «Berlusconi un anno fa ci aveva detto che ciò che va bene per le piccole medie imprese va bene per il Paese, ma poi ha aperto il portafoglio solo per i soliti no­ti ». Gli enti locali, invece — lo riconosco­no tutti — hanno fatto i salti mortali no­nostante dovessero obbedire al patto di stabilità. Hanno trovato nelle pieghe del bilancio le finanze per tutelare le fasce de­boli o per ampliare la copertura degli am­mortizzatori sociali. Ricordate gli stanzia­menti per attutire le difficoltà di Malpen­sa e che servivano a risarcire lo schiaffo di Air France? Beh, alla fine si è speso me­no di quanto si pensasse e una buona fet­ta è servita per pagare la cassa integrazio­ne alle aziende dell’indotto che ne aveva­no bisogno.

In Lombardia più di 4 mila imprese stanno per chiedere nuova Cassa ma il numero shock lo pronuncia proprio Merletti: «Dai nostri calcoli in autunno nella provincia di Varese chiuderanno almeno 2 mila aziende». Nessuno se la sente di smentirlo, la gen­te in platea sobbalza ma in cuor suo lo sapeva. Le autorità sul palco comin­ciano un tantino a preoc­cuparsi della temperatu­ra (politica). Perché da quel punto in poi è come si fosse aperta una diga. «In Italia le grandi impre­se non falliscono mai e delocalizzano quando vo­gliono» sostiene il giova­ne rappresentante della Confapi e propone di stornare i soldi tolti agli usurai e alla mafia per darli alle aziendine del Nord. Il segretario locale degli artigiani rossi, la Cna, attacca Gerico e tut­ti in sala sanno che non se la sta prendendo con la città biblica bensì con il software che governa «il calcolo di congruità» degli studi di settore ed è l’avversario dichiarato di ogni partita Iva. Gli applausi fioccano.

Per rincarare la dose prendono il micro­fono i torinesi di Imprese che resistono e ce n’è per tutti, dalla Confindustria al­­l’Istat ma il bersaglio privilegiato è il si­stema del credito. «Uno dei nostri - raccontano i piemontesi - ha scritto una mail al direttore della sua banca e gli ha detto 'che devo fare della mia azienda, se volete che chiuda ditemelo ma non lasciatemi qua a prendermi l’esaurimento nervoso'». In una norma­le e paludata assemblea sarebbe arriva­to il momento delle conclusioni. Il più coraggioso tra i politici sul palco si inca­rica di tirarle come da manuale ma, in­cassato il battimani di circostanza, a mi­crofoni spenti ammette preoccupato: «Quello di stasera è un segnale non sot­tovalutare. Non l’avrei detto». Intanto fuori dall’auditorium nei commenti a caldo degli artigiani ribelli c’è spazio an­che per i paragoni più impegnativi. «La Cina è diventata così perché ha sostenu­to le piccole e medie imprese!» Domeni­ca si replica: nuova assemblea, stavolta a Varese.

Me stà a venìi la depressione :P

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Il patron Triboldi ( Soresina) sogna la conferma di Lollis, ma tra i papabili a vestire la maglia Vanoli c'è anche Giacomo Galanda.

Penso, anzi più che altro spero che sia una della molte sparate della Gazzetta.

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Penso, anzi più che altro spero che sia una della molte sparate della Gazzetta.

Lo spero anch'io...in ogni caso nella descrizione di "chi fa cosa" della gazza Varese è la società più...immobilista :lol::lol:

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x Mian altra ottima prestazione nelle fila della CBU...con i suoi 22 punti trascina la sua squadra al primo posto nel girone!

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Penso, anzi più che altro spero che sia una della molte sparate della Gazzetta.

Purtroppo è così.

Ma leggendo l'articolo postato da corny nel Corriere, la situazione è davvero critica (non è che scendo ora dal pero, ma essendo studente non sono in prima persona coinvolto nel mondo del lavoro). Sarebbe già un ottima cosa firmare ufficialmente Mian, che darebbe non poca credibilità al nostro progetto, sperando l'anno prossimo di esistere ancora.

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Per non sembrar immobili basterebbe far circolare voci di interessamneti vari, beata ingenuità...

Ad Avellino in queste ore si parla di Poeta, pensate un pò Avellino....

A Brindisi vengono fatte circolare le firme di Radulovic Mordente Soragna Myers, e chissenefrega se ai rispettivi agenti non risulta nulla...l'importante è non apparire immobili...

Forza Cecco, spara un paio di nomi - di quelli pesanti però - per tranquillizzare tutti !

Posted (edited)
Per non sembrar immobili basterebbe far circolare voci di interessamneti vari, beata ingenuità...

Ad Avellino in queste ore si parla di Poeta, pensate un pò Avellino....

A Brindisi vengono fatte circolare le firme di Radulovic Mordente Soragna Myers, e chissenefrega se ai rispettivi agenti non risulta nulla...l'importante è non apparire immobili...

Forza Cecco, spara un paio di nomi - di quelli pesanti però - per tranquillizzare tutti !

Mah ... da quello che so io, i miei inside informers, parlano di trattativa in fase avanzata con il play-guardia Tomas Delininkaitis, vincitore con Vilnius della "Uleb 2005" ... è in rotta con Kiev, squadra allo sbando in totale crisi economica .....

Edited by Ale Div.
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Penso, anzi più che altro spero che sia una della molte sparate della Gazzetta.

Soresina ha il dinero e sparare questi nomi è un modo di farlo capire...

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x Mian altra ottima prestazione nelle fila della CBU...con i suoi 22 punti trascina la sua squadra al primo posto nel girone!

Con 8/28 dal campo, però. Ma sono sicuro che ha sbagliato apposta per non attirare troppo l'attenzione delle grandi e poter venire a Varese :lol:

Come dice Ferraiuolo, sarebbe un acquisto importante sia per il giocatore, sia per far vedere che, nei limiti del budget ridotto, si ragiona con una prospettiva un po' più lunga del "tiremm a campà".

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Ma... a me le voci del contatto Galanda-Soresina un poco preoccupano....

Secondo me Galanda se non resta a Varese non va a Soresina. L'anno scorso ha accettato di scendere di categoria perché non aveva mercato. La sua scelta di campo (forzata o meno) l'ha fatta. Se ci lascia lo fa per una squadra da playoff quasi certi. Gek o resta o va in compagini tipo Benetton... Mia sensazione sia chiaro

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