Tra domani e la prossima settimana arriveranno altri sei elementi di varia estrazione tra le diverse repubbliche dell'ex Jugoslavia: in parte si tratta di atleti già visionati da Dodo Rusconi, Fabio Colombo e Gianfranco Ponti in occasione della missione del mese scorso a Belgrado, cui si aggiungeranno altri "rinforzi" che saranno visionati al PalA2A per stabilirne le potenzialità future. I talenti balcanici svolgeranno inizialmente un lavoro individuale con Dodo Rusconi e Andrea Meneghin e poi effettueranno alcuni allenamenti con i gruppi Under 18 e Under 16. Dopodiché staff tecnico e dirigenza del vivaio tireranno le somme, valutando quali e quante operazioni portare a termine: le formalità burocratiche - tra le opportune pratiche per il trasferimento internazionale presso la FIBA, e le iscrizioni scolastiche per ottenere il visto indispensabile per il tessaramento FIP - sono corpose e non immediate. E c'è un vincolo temporale ineludibile da tenere presente nell'iter dell' acquisizione della formazione sportiva che permetterebbe in futuro a Varese di schierare in quota italiani in serie A i giovani prospetti stranieri cresciuti nel proprio vivaio. L'italianizzazione tecnica è acquisibile secondo le regole FIP disputando 4 stagioni nei campionati giovanili tricolori, con un minimo di 14 partite a referto nell'annata sportiva: se le pratiche per il tesseramento saranno sbrigate entro Natale, ci sarà ancora tempo per sfruttare il 2017-18 come "anno uno", altrimenti si dovrà rimandare al 2018-19.
«Si tratta di un mix eterogeneo tra lunghi, ali ed esterni di diverse annate e nazionalità che valuteremo con attenzione nelle prossime settimane - spiega Gianfranco Ponti - Dovremo andare di corsa per riuscire a portare a termine l'operazione già quest'anno, al massimo comunque inseriremo due elementi per ogni gruppo per non mandare cattivi messaggi ai ragazzi che stanno facendo molto bene già ora». Il "ministro" delle giovanili biancorosse esprime la sua soddisfazione per i primi tre mesi di lavoro del nuovo corso: «Allenatori e atleti si stanno dando molto da fare: ogni 15 giorni i tecnici si riuniscono per discutere e confrontarsi, c'è un clima di entusiasmo che accomuna vecchi e nuovi, vedremo se gli eventuali nuovi innesti porteranno ulteriore linfa».
Giuseppe Sciascia
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