Jump to content

VareseFansBasketNews

  • simon89
    Un intero cammino in due categorie. La prima: le partite da vincere.
    La seconda: le partite che, se vinci, …
    Gli esempi possono aiutare. Cantù in casa e Pistoia idem appartengono al primo insieme. Brescia da affrontare lontano dalle mura amiche (e a maggior ragione Milano e Venezia, ovunque incontrate) al secondo. I criteri della scelta? La qualità dei tuoi avversari, in primis, e gli obiettivi che ti sei prefissato poi.
    Strappare due punti a Red October e The Flexx serve semplicemente a mettere fieno in cascina in una corsa salvezza che non ammette errori: chi li commette, cioè chi si fa sfuggire vittorie alla propria portata perché da conquistare contro squadre dello stesso valore o di un valore non così (tanto) diverso, semplicemente retrocede.
    Espugnare il Forum, Montichiari o ottenere lo scalpo dei campioni d’Italia serve invece ad ampliare gli orizzonti: ne vinci una, ne vinci un’altra e un 13° posto diventa magari 10°; ne vinci un’altra ancora e diventa 8° o 7°. Come una gara di salto in alto, come una continua verifica della propria forza paragonata a quella altrui.
    Tutta sta pappardella per significare cosa? Semplice: che Openjobmetis Varese-Dolomiti Energia Trentino entra di diritto ne “le partite che, se vinci, …”. E lo stesso varrà contro Avellino e Sassari, i successivi impegni di un calendario che ha tolto dal mirino pezzi da novanta come Ea7 e Umana ma che non può certo definirsi in discesa per la truppa di Attilio Caja.
    Dalla teoria (vice campioni d’Italia) alla pratica (squadra lunga, attrezzata per prendere parte anche all’Eurocup), l’esame odierno è difficile, soprattutto per un particolare che si tende troppo spesso a sottovalutare: «Trento ha confermato sette giocatori della passata stagione – ha fatto notare l’Artiglio ieri, in sede di presentazione – È un vantaggio incalcolabile rispetto a chi è costretto a cambiare ogni estate. Lo zoccolo duro dei nostri avversari (Forray, Baldi Rossi, Shields, in fortissimo dubbio per stasera, Gomes, Sutton, Flaccadori e Lechthaler ndr) è quello che temo di più».
    E fosse solo quello: in estate il mercato ha aggiunto un lungo bonsai, atletico e grintoso come Chane Behannan (super carriera al college con Louisville, prima di essere sospeso da Rick Pitino per uso di marijuana), un play che oggi si giocherà il quintetto base con Toto Forray come Jorge Gutiérrez, una perla (soprattutto se in partenza dalla panchina) come Ojars Silins e un altro valido rincalzo come l’olandese Yannis Franke.
    Il totale fa una squadra «contro la quale ci vuole grande attenzione – ha continuato l’allenatore pavese – Dovremo pareggiare la loro energia e il loro atletismo: grazie a queste due caratteristiche la Dolomiti Energia sa difendere forte (è la formazione seconda nella classifica delle palle recuperate ndr), andare in contropiede, guadagnare tanti falli ed essere molto temibile nell’uno contro uno. Li troveremo agguerriti e consapevoli dei loro mezzi».
    Chiaro allora il piano partita biancorosso: «Difendere di squadra cercando di non esporci a duelli individuali che ci vedono inferiori. E poi trovare il giusto equilibrio: non dobbiamo andare sotto ritmo ma nemmeno sopra, perché i ritmi altissimi non sono nelle nostre corde e contro Trento potrebbero essere pericolosi».
    Fabio Gandini

  • simon89
    Paolo Moretti e Pallacanestro Varese. Per la società con sede in piazza Monte Grappa, per i tifosi, per lo stesso coach toscano (prima versione) e per il suo penultimo agente un rapporto finito: sul campo il 21 dicembre scorso (sconfitta contro il Paok: l’esonero ufficiale arrivò due giorni dopo), contrattualmente il 30 giugno 2017.
    Per la seconda versione di Paolo Moretti, per il suo nuovo agente e per un avvocato del foro di Salerno, invece, il rapporto tra uno degli allenatori più perdenti nella storia del sodalizio cestistico cittadino (parlano i numeri) e i suoi ex datori di lavoro sarebbe invece ancora in essere. E come mai? Dodici giorni di ritardo nella corresponsione della buonuscita con la quale Varese ha rinunciato, pagando, al terzo anno di contratto che la legava a quella che era stata la sua guida per una stagione e mezzo.
    La cronologia degli eventi
    Facciamo un passo indietro. Moretti, come già scritto, viene sollevato dall’incarico il 23 dicembre 2016, al culmine di una parentesi stagionale dal ruolino disastroso: 17 sconfitte su 24 partite. Rimane in città (nel secondo appartamento fornitogli dalla società, in pieno centro, dopo che il primo era stato giudicato non più idoneo) e usa la macchina societaria fino all’arrivo dell’estate. Come suo diritto. Nei mesi che corrono dall’esonero al termine della stagione i dirigenti biancorossi provano a trovare un accordo con il loro ex dipendente. Non sull’annata in corso, che – come del resto quella precedente – viene pagata a Moretti in toto (ovvero fino al 30 giugno 2017), ma sul terzo anno del contratto firmato nell’estate 2015 che prevedeva una clausola d’uscita esercitabile tramite penale (o buonuscita): con 25 mila euro la Openjobmetis avrebbe potuto disfarsi del vincolo contrattuale.
    Varese vorrebbe evitare di sborsare una cifra tale, soprattutto alla luce dei pessimi risultati ottenuti, ma il tecnico di Arezzo e il suo agente (all’epoca ancora Florenzo Storelli, oggi Marco Valenza) sono irremovibili. Ci sta.
    Soluzione inevitabile per piazza Monte Grappa: si paga. Nei termini previsti, ovvero entro 15 giorni dopo l’ultima partita di campionato contro Torino, all’allenatore viene mandata dall’amministratore delegato dell’epoca Fabrizio Fiorini una raccomandata con ricevuta di ritorno poi controfirmata dallo stesso Moretti: nella missiva si esplicita la volontà di uscire dal terzo anno di contratto e quindi di esercitare la clausola di cui sopra. Termine per il pagamento? 10 luglio 2017.
    Prima ok, poi no...
    Arriva la fine di giugno, Moretti lascia la casa, la macchina e manda una mail al personale degli uffici amministrativi biancorossi per ringraziare della parentesi passata insieme, ma intanto discute con la società sulle ultime spettanze relative alla stagione appena conclusa.
    All’approssimarsi del 10 luglio gli viene chiesto di controllare eventuali mancanze, che gli sarebbero state liquidate con la buonuscita, ma il coach temporeggia e il termine scade. Passano 12 giorni dal 10/7: Pallacanestro Varese, non avendo più avuto riscontri, paga quanto per lei dovuto.
    Moretti – che non ha trovato una nuova squadra da guidare, né a quel tempo, né oggi - allora si rifà vivo e dichiara di rifiutare il pagamento, rendendo noto alla società che, non essendo stata esercitata in tempo la clausola (recte: non essendo stata pagata in tempo la penale della clausola), si considera ancora suo dipendente. Chiara la pretesa: reclamare vecchie pendenze che Pallacanestro Varese considerava già sistemate e ottenere nuovi emolumenti relativi al terzo anno di contratto. Soldi che il cda biancorosso rifiuta categoricamente di riconoscere.
    La querelle è stata resa pubblica dal consigliere Riccardo Polinelli solo nell’intervista rilasciata alla Provincia di Varese di giovedì scorso, ma va avanti appunto da fine luglio-inizio agosto.
    Tuttavia, nei mesi successivi che arrivano a oggi, l’allenatore toscano non ha mai optato di rivolgersi al Collegio Permanente di Conciliazione in seno alla Fip, al Bat o alla giustizia ordinaria, come invece fece Attilio Caja due anni fa (lodo al Collegio), sempre nei confronti della Pallacanestro Varese. Ottenendo immediata ragione: forse perché in quel caso carta cantava?
    Fabio Gandini

  • simon89
    Tanta difesa e tanto buon attacco. Tecnica, attenzione, applicazione, ripetizione che diventa soluzione alla bisogna, furbizia, coesione, talento dei singoli, protagonisti diversi, gioco di squadra.
    Il quarto perfetto (o quasi). All’improvviso. Che vale due punti vitali per la classifica e dice tanto della Varese che si sta costruendo mattone dopo mattone.
    Scriviamo degli ultimi 10’ di Varese-Pistoia, quelli del recupero e del sorpasso sulla squadra di Esposito che nei frangenti precedenti era riuscita a ingarbugliare i piani biancorossi. La frazione di partita migliore nel breve cammino finora di Ferrero e compagni? L’ultimo quarto contro Milano e i secondi venti minuti contro Cantù - pur notabili - non reggono il paragone, sebbene messi in mostra contro la squadra più forte del campionato e contro una compagine nel complesso valida come quella brianzola. Domenica Varese aveva le spalle al muro (in casa non dovresti mai perdere al cospetto di avversari “normali”: a Milano non c’era la stessa pressione...), la The Flexx che si presentava al rush finale era offensivamente in striscia, stava dominando a rimbalzo, arrivava da 9 soli punti concessi nel terzo quarto ed era nella predisposizione mentale migliore per lucrare i due punti in classifica (“gasata” dall’essere in vantaggio, in trasferta, senza avere per di più a disposizione il suo miglior giocatore).
    Fare una cronaca “postuma” (con l’ausilio di una bella ripassata su Eurosport Player...) sarà pure allora un po’ “paraculo”, ma ben venga se serve a sottolineare aspetti assoluti e ad assegnare quei meriti che nell’immediatezza del racconto si sono un po’ sfumati.
    Sedici secondi di perfezione
    Il quarto perfetto (o quasi) inizia dopo una stoppata subita da Avramovic e dopo l’arresto e tiro (incassato dallo stesso serbo praticamente in faccia) con il quale Moore corrobora il vantaggio ospite (30’ e qualche secondo: 53-61 Pistoia).
    Varese torna in attacco e la The Flexx abbassa le gambe, proprio come nel terzo periodo. “Alto-basso” di Hollis per Cain, scarico ad Avra in angolo, con il serbo che penetra al centro poi scarica a sua volta per Waller, bravo con un accenno di backdoor a disorientare Laquintana. L’esterno italiano ospite però recupera, quindi Antabia ripiega ancora sul suo compagno di reparto che nel frattempo ha completato il taglio dopo la penetrazione. Avramovic, a questo punto, ha un guizzo in più: riattacca Sanadze e trova il pertugio per servire Wells sull’arco, che con quattro secondi ancora sul cronometro dei 24, piazza la tripla solo soletto, con la difesa che era ormai collassata al centro.
    Sedici secondi netti di basket costruito, di basket ragionato senza frenesia nonostante il canestro appena subito e lo svantaggio che iniziava a diventare corposo. Sedici secondi che farebbero ballare tante difese. Sedici secondi di tecnica, schemi, intelligenza. Sedici secondi di allenamenti che diventano partita.
    Annullare gli altri
    Qualche istante dopo, dall’altra parte del campo, Sanadze cerca il pick and roll con Kennedy, ma la difesa di Avramovic e Cain - entrambi bravi a mantenersi sulla stessa linea in un raddoppio perfetto - ritarda e poi annulla il gioco a due. Il georgiano scarica a Bond (con Hollis che quasi intercetta il pallone), il quale ha solo due secondi sul cronometro dei 24 per inventare qualcosa. Non riesce a fare nulla: infrazione e palla a Varese.
    Un’azione difensiva di automatismi puri, di intelligenza, di grinta. Di squadra che si muove con sincronia.
    Aspettiamo Damian
    Trentadue minuti e sedici secondi sul cronometro. Cain ha appena sbagliato due liberi e il “tap-out” di Magro sul rimbalzo viene recuperato da Wells. La palla arriva ad Hollis, controllato in angolo dallo stesso Magro, che ha forse 10 centimetri per andare verso il canestro passando dalla linea di fondo. Impossibile, ma non per l’ex Benfica: finta di tiro rapidissima e partenza fulminante a pescare in fallo l’impercettibile ritardo del centro pistoiese. Palla che resta in mano alla Openjobmetis: erano due punti buttati via...
    Qui c’è il talento puro nel controllare il corpo e la tecnica cristallina della partenza in palleggio. Qui c’è Hollis e tutta la sua estemporaneità, benedetta per una Varese che ne ha bisogno e che si sta strutturando per poterla attendere senza patemi.
    Tutto l’Avra che piace
    Monografica Avramovic. Tre capitoli: il sangue freddo, la velocità, il talento.
    Primo capitolo: la tripla del -2. È stato il primo tiro da tre segnato in campionato dal nostro dopo dodici tentativi finiti sul ferro o lontano da esso. E’ arrivata dopo un suo scarico sbagliato, recuperato con abilità da Waller un centimetro prima dell’infrazione di campo: significa che non c’è paura, dopo l’errore.
    Secondo capitolo: il coast to coast del pareggio (61-61). Cain cancella Magro con una stoppata, la palla arriva al serbo: da questo momento a quello in cui lo ritroviamo dall’altra parte del rettangolo a festeggiare il canestro, passano meno di cinque secondi, durante i quali Avra si mangia tre avversari e circa 28 metri.
    Terzo capitolo: il lay-up del vantaggio (65-63). Avramovic esce a ricciolo dall’area e viene servito al centro da Wells, con tutta l’inerzia del corpo che lo dovrebbe portare a continuare nella direttrice del suo taglio. Lui invece riceve palla, si ferma, si gira con una piroetta dalla parte opposta e, senza prendere il blocco di Cain, accende la moto arrivando fino al canestro.
    Caja lo aveva chiamato settimana scorsa: queste risposte danno plasticità a una crescita che sotto traccia sta riprendendo dopo il formidabile impatto dell’inizio della scorsa stagione.
    Un centro anche davanti
    Monografica Cain. La stoppata su Magro è quasi il meno: dopo due perle, un’altra in difesa e una in attacco. La prima. Con il 63-63 sul tabellone si ritorna in retroguardia: Cain sta controllando Magro sulla parte destra del campo, mentre al centro si sta giocando un pick and roll tra Moore e Gaspardo. La difesa biancorossa decide il cambio, ma Wells e Hollis, i due difensori nell’occasione, si “impastano” e si ostacolano. Risultato? Moore ha la strada libera. Cain, lontano almeno un metro e mezzo, ha la forza, il fiato, la voglia e la reattività per recuperare in aiuto, portarsi sul play di Pistoia e costringerlo all’errore al tiro. La seconda. Attacco Varese, qualche azione dopo: Hollis e Cain salgono a portare un doppio blocco per Wells. Il primo poi si apre sull’arco e riceve palla, mentre il secondo “rolla” al centro dell’area e chiama l’ulteriore passaggio di Hollis: recuperato da Kennedy, Cain è incredibile nel tenerlo dietro con il corpo, arpionare l’assist tagliando fuori l’avversario, girarsi e appoggiare a canestro.
    Generosità difensiva (e per apprezzare quella sono bastati due allenamenti a Chiavenna...) ma anche esperienza e tecnica offensiva che confermano come il centro di Rochester, se ben servito, sia tutt’altro che sprovveduto sotto le plance avversarie.
    Le promesse del leader
    Monografica Wells. Dal 69-71 con 36 minuti e 20” sul cronometro al 78-73 con un minuto e 18 secondi residui, il film di Varese-Pistoia narra di un leader designato che ritrova se stesso e risolve la contesa. Da attaccante puro, da giocatore che fiuta il canestro. Primo passo a battere Moore e a segnare in arresto e tiro. “Zingarata” con circumnavigazione dell’area, giravolta e morbida sospensione. Penetrazione a sinistra dopo finta a destra, centro dell’area, arresto, galleggiamento in aria ad evitare la stoppata, tiro, fate altri due punti. Consegnato di Cain oltre l’arco, Sanadze davanti che viene seduto con una finta in palleggio accompagnata da una spalla che non ha paura del contatto, tiro e fate altri tre.
    Due minuti e spicci di promesse estive finalmente mantenute, tutte in un’unica soluzione. E di un pensiero: se Wells sa prendersi in mano la squadra in questo modo, la strada potrebbe non essere così in salita.
    Improvviso? Beh, no...
    Il quarto (quasi) perfetto. All’improvviso, ma nemmeno poi tanto: basta andare a vedere gli allenamenti in settimana.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Dalla polvere all'altare in soli sei giorni. Cameron Wells ha fugato i dubbi emersi sulle sue qualità dopo la scialba prova di Brescia grazie al finale da protagonista assoluto che ha portato Varese al successo su Pistoia. L'eroe di giornata racconta così la svolta legata ai colloqui settimanali con il coach, con una diversa interpretazione della gestione della squadra nel ruolo nevralgico del playmaker.
    «Ho provato ad essere sempre aggressivo in ogni possesso: il coach mi ha chiesto di prendere più iniziative e ho cercato di mettere in pratica i suoi dettami in una partita nella quale avevo la possibilità di far valere le mie qualità. La vittoria è stata comunque della squadra e non solo mia: anche domenica abbiamo cercato di eseguire insieme e, soprattutto, abbiamo difeso di squadra nei momenti decisivi. Lo facciamo sempre, lo abbiamo fatto contro Pistoia e proveremo a farlo anche sabato contro Trento per ottenere un altro successo in casa».
    Solo una questione mentale, dunque, nel suo cambio di stile nell'attaccare il canestro con più libertà e meno pensieri sulle esecuzioni...
    «La chiave è stata proprio la spinta ad attaccare con energia ogni volta che ne ho avuto la possibilità; mi sentivo in forma, ci ho provato con più fiducia e più costanza e i risultati sono stati decisamente positivi. Ho avuto alcune partite problematiche nelle gare precedenti, ma ho cercato di lavorare sempre al massimo in allenamento per migliorare il mio inserimento nel sistema e trovale il mio ritmo nel flusso del gioco».
    Dopo Brescia l'ambiente si aspettava da lei dei segnali diversi: la sua risposta sul campo è stata perfetta.
    «Contro Pistoia è stata una buona partenza di quella che spero possa diventare l'abitudine. Ho fatto quel che Varese s'aspettava? Ma anch'io avevo la stessa richiesta: in realtà mi considero molto esigente con me stesso, dunque mi aspetto di ripetermi in ogni partita sui livelli di domenica. Continuo a dare il massimo ogni giorno per progredire e garantire alla squadra quella leadership che auspico di riuscire a esercitare con continuità».
    Vittoria sofferta ma comunque importante per dare continuità all'impresa nel derby contro Cantù.
    «È stata una partita impegnativa, tirata dal primo al-l'ultimo possesso: Pistoia ci ha messo in difficoltà con una difesa energica, siamo stati bravi a reggere tutti insieme e stare uniti anche nei momenti peggiori, alzando il livello dell' intensità nel finale. Una grande gara e una vittoria importante che conferma il valore del nostro collettivo».
    Come si sta trovando a Varese dopo tre stagioni consecutive a Giessen, dov'era diventato anche capitano dei 46Ers?
    «Sto ancora completando l'ambientamento (l'atleta statunitense vive con la compagna 20enne conosciuta in Germania - ndr), ma qui mi sento bene: è normale che serva del tempo dopo tre anni consecutivi nella stessa città per trasformare Varese nella mia casa. Però, credo che nel giro di qualche mese avrò lo stesso tipo di feeling che avevo creato in Germania».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Cameron Wells prende per mano la Pallacanestro Varese e la trascina al successo contro Pistoia. Festa doppia per la formazione di Attilio Caja tra due punti ghiotti per consolidare il suo ruolino di marcia in zona tranquillità e la prestazione sopra le righe del play statunitense, capace di rispondere alla grande alle sollecitazioni settimanali post Brescia. I 14 punti segnati negli ultimi 10 minuti - soprattutto gli 11 nei 4' finali - dal regista ex Giessen risultano determinanti per ribaltare il trend di una partita complicatasi sul meno 8 di inizio quarto periodo. 10-0 decisivo negli ultimi 3'30" per una Varese capace di silenziare il solido attacco toscano nel finale (33% dal campo nella frazione conclusiva) e di affidarsi alla ritrovata leadership del suo condottiero, che si è assunto tutte le responsabilità decisive di una partita comunque sofferta per lunghi tratti. Evidentemente i colloqui settimanali tra il giocatore ed Attilio Caja e tra Claudio Coldebella e i suoi agenti (presenti in parterre ieri sera) hanno trovato la chiave di sblocco necessaria per consentire al regista texano di giocare libero da freni (autoimposti) ed esprimere la sua personalità secondo le aspettative dello staff tecnico e le necessità di trovare un leader capace di mettersi in proprio nei momenti critici della gara.
    Wells determinante per condurre in porto il risultato nella serata in cui il sistema non ha trovato sbocchi perimetrali per i marcatissimi Walter e Okoye; ma nell'economia del match è stato importantissimo l'impatto di Aleksa Avramovic, con una scarica di adrenalina dalla panchina (6/9 al tiro, 5/6 ai Uberi e 18 punti in 18' scarsi) che esaltando l'assetto arrembante con tre piccoli ha girato le chiavi nel quadro quando l'attacco stava battendo in testa. Nella ripresa infatti Varese ha mostrato il peggio e il meglio del repertorio: manovra statica e ingessata col 23% dal campo e i 9 punti del terzo quarto a favorire il controbreak toscano, ritmo più pimpante e tanta lucidità tra le soluzioni personali di Wells e quelle corali per Cain (altro protagonista del finale sui due lati del campo) per una produzione da 28 punti e 65% al tiro nei 10' conclusivi.
    Una prestazione alterna in tanti aspetti, primo fra tutti quello della lotta sotto i tabelloni, che Attilio Caja aveva anticipato poter essere determinante alla vigilia. Per lunghi tratti l'urto dei giocatori interni di Pistoia, con la loro propensione al rimbalzo d'attacco, ha messo in difficoltà i padroni di casa togliendo loro tanti spazi per le ripartenze. 11 computo finale premia gli ospiti (33-36 complessivo), ma un altro indice importante nel leggere l'esito dell'ultima frazione è il 12-7 favorevole ai biancorossi. In definitiva però i riscontri del campo premiano il lavoro settimanale svolto da "Artiglio": non solo con la "inversione a U" del modo di gestire la squadra da parte di Wells, ma anche nella maggior ricerca di soluzioni dentro l'area (44 tentativi da 2 contro 16 triple, minimo assoluto nelle prime 5 gare) con le incursioni degli esterni e qualche soluzione anche per Cain e Pelle. Il fortino di Masnago regge dunque nonostante le sollecitazioni di una The Flexx in attesa del sostituto di McGee; ora l'obiettivo è provare a fare bis contro Trento alla vigilia delle impegnative trasferte di Avellino e Sassari prima della pausa per la Nazionale.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Chi? Wells? È arrivato, tranquilli. Il play ex Giessen decide di presentarsi finalmente al pubblico di Masnago e Varese conquista due punti d’oro. Al culmine di un match maschio, brutto, fisico, tutt’altro che imprevisto nelle difficoltà incontrate lungo il cammino, la Openjobmetis si disfa della The Flexx e mantiene la “media inglese” tra le mura amiche: vittoria contro Cantù e vittoria contro i toscani. La classifica sorride: 4 punti in saccoccia, ottavo posto. Anzi primo posto, almeno del campionato in cui gioca - come usa sempre dire un maestro di comunicazione come Attilio Caja da Pavia - la truppa varesina. Una squadra che, per ora, sta mantenendo tutte le promesse.
    La verità dopo le bugie
    Chi invece finora aveva detto qualche bugia ieri è tornato sincero. E lo ha fatto nel momento più importante della prima parte di stagione, proprio mentre si stava palesando una sconfitta casalinga che avrebbe necessariamente cambiato giudizio e bilancio complessivi. La sveglia di Cameron Wells (23 punti, ovvero 3 in più di quelli che aveva complessivamente segnato nelle 4 contese precedenti) prende in mano Varese e la porta nel cuore dell’area avversaria, colpendo dove più fa male. Prende in mano Varese e le dona canestri estemporanei, di classe pura, quelli che sanno valere mille volte di più di ciò che produce il sistema perché hanno i crismi dell’imprevedibilità.
    Contro i prodi di Vincenzino serviva l’uomo solo al comando: Varese ne trova ben due. Insieme al redivivo leader designato, la platea è tutta di un Aleksa Avramovic maturo, imprendibile ma anche controllato, come due facce di una moneta finora mai coniata: tutta sua l’iniziativa nel recupero finale, tutta sua la faccia tosta nello sbloccare un collettivo offensivo che gioca troppo con l’on/off e si sente spesso orfano di talento. Talento che invece hanno sia il primo che il secondo giocatore citati in questa introduzione.
    Vince Varese, vince Attilio Caja, che come spesso gli accade prevede e provvede. Prevede le difficoltà a rimbalzo contro i padroni della specialità (42,5 di media in 4 gare, ieri 36) e provvede intasando l’area, alternando con sapienza Pelle e Cain e portando Pistoia, la squadra che fino a ieri tirava meno da 3 del campionato, ad allontanarsi da canestro e a giostrare su un terreno a lei meno congeniale. Prevede la resurrezione di Wells e Avra e i due diventano gli eroi di giornata. Prevede l’esigenza di un gioco più equilibrato tra conclusioni sotto canestro e tiri da fuori e provvede con la totale applicazione in tal senso dei suoi.
    Sono due punti con tanti padri questi: in campo (titolari e rincalzi), in panchina, sugli spalti (dove il pubblico non perde mai la fiducia). E sono due punti che fanno sorridere. Molto.
    La cronaca
    Un tiro segnato su sette tentati e 3 rimbalzi offensivi concessi: le difficoltà varesine nei primi 5 minuti di gioco sono tutte qui. Bond e Kennedy banchettano sulla testa di Cain e Ferrero, vanificando con le carambole rubate alcune difese biancorosse di qualità; dall’altra parte della luna ferri a ripetizione accolgono le iniziative dei pretoriani dell’Artiglio. Che, sul 2-8, corre ai ripari inserendo Pelle: mossa azzeccata, perché con la sua intimidazione strisciante sul parquet i rimbalzi iniziano a prenderli i padroni di casa. Morale: al 7’ un Wells già piuttosto volitivo segna il 9-10, mentre un minuto dopo è Hollis a firmare il primo vantaggio Varese (tripla, 14-12). La bella entrata di Mian e un Avramovic che lucra tre tiri liberi proprio sulla sirena scrivono infine il 18-16 del 10’.
    Al rientro sul rettangolo di gioco è la Openjobmetis che prova a fare la lepre. Pressione sulla palla, Hollis setoso, Waller centrato dopo i tiri sbilenchi del primo quarto, Okoye in scorribanda a tutto campo: la somma fa il 25-18 del 13’, risultato effimero, perché i toscani riprendono a far male sotto le plance e trovano per la prima volta nel match la vena del loro leader Moore, ben coadiuvato dalla fisicità di Sanadze. Ciò che sembrava una prima fuga, allora, diventa un riaggancio ( 27-27 al 14’) e una seconda metà di quarto con le due squadre a passarsi e “contro-passarsi” senza soluzione di continuità: nel cast della The Flexx ci sono tanti protagonisti diversi (ancora Moore, ancora Sanadze, poi Gaspardo) in quello biancorosso invece la scena è tutta prima di Avramovic (7 punti in fila e tanto ritmo), poi di un Wells che imbarazza Laquintana e stacca da solo gli ospiti in chiusura di frazione (44-39 al 20’).
    Nel “ciapa no” post intervallo (4-4 il parziale dei primi 5 minuti del terzo quarto: conclusioni su conclusioni sbagliate da una parte e dall’altra, difese che alzano i giri e livello tecnico che si abbassa come la temperatura nel deserto di notte), Varese pare galleggiare con con qualche spunto di Waller, ritrovandosi +6 e palla in mano al 24’ (50-44). Fuga? E’ la volta buona? Domanda retorica: ovvio che no, se la tua produzione offensiva si concretizza solo nell’una tantum. Pianino, pianino, la squadra di Esposito si riprende le plance con Kennedy e addirittura con Magro, pareggia e stacca una Openjobemetis quasi catatonica nel frangente, come dimostrano le crude cifre del parziale (5-16 per i rossi di Esposito).
    La terza sirena suona quindi sul 53-59: bisogna rincorrere e non era previsto. Il +8 segnato da Moore ha però l’effetto di un cazzotto che sveglia i pugili vestiti a strisce bianche e rosse. I boxeur della riscossa sono gli stessi del secondo quarto: Avramovic e Wells. Il serbo in giornata di grazia riaccende il turbo e prende la pistola: fate otto punti quasi in fila. Il playmaker ex Giessen decide che è il momento di attaccare la prima linea pistoiese e di far applaudire per la prima volta Masnago: fate 10 punti, i liberi decisivi nell’ultimo minuto e tanto, tanto, peperoncino. La The Flexx ci prova a restare in scia, con Mian e Gaspardo soprattutto, ma questa Varese ha deciso di vincere. Fate che è vero: finisce 81-73.
    Fabio Gandini

  • banksanity6
    Partita quella di questa sera a Masnago di un peso specifico importate; inizio dove si evidenza, se ce ne fosse bisogno, che il livello generale del campionato italiano è in ribasso con giocate non certo spettacolari, anzi con errori abbastanza grotteschi. Nella ripresa si alza il livello delle giocate e prima Pistoia tenta di dare una spallata decisiva ma poi Avramovic e sopratutto Wells cambiano il vento facendo salire i bosini a 4 punti in classifica generale.Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic 7,5 : dimostra a differenza delle prime partite del campionato di essere da subito dentro la partita lucrando 6 tiri liberi su altrettante conclusioni dalla lunga e con penetrazioni di cui una (udite udite) usando la mano destra. Al massimo svantaggio, a cavallo tra terzo e quarto quarto, rivolta come un calzino l’inerzia della gara incanalandola in direzione Varese. SCINTILLA
    Pelle 6 : ottimo impatto come energia anche se le solite leggerezze mentali lo portano troppo presto fuori dalla gara per i troppi falli che gli vengono fischiati. Per fortuna nella seconda parte della gara Cain si riprende bene e non lo fa rimpiangere. MOLLEGGIATO
    Bergamaschi N.E.
    Natali S.V.
    Parravicini N.E.
    Okoye 5 : anche questa sera il nigeriano non riesce a ripercorrere il percorso intrapreso nel derby con Cantù tant’è che la striscia negativa da 3 si allunga dopo il disastro di Brescia; di positivo c’è che capisce che non è in una serata ispirata e quindi si limita ma anche a livello di energia profusa la sua prestazione non rimane impressa a nessuno. FANTASMINO
    Tambone 5,5 : da quando è a Varese forse la prestazione meno convincente del play laziale dove fatica a dettare i tempi di gioco ai compagni e anche a mettersi in proprio; per fortuna quello che era stato il suo cambio fino ad oggi stasera ha indossato i panni del protagonista. CONTROFIGURA
    Cain 6,5 : inizio disastroso per il lungo a stelle e strisce dove sembrava dover essere surclassato dal duo Kennedy Bond. Deve rientrare causa i tanti falli di Pelle ma nel secondo tempo gioca con più decisione segnando, difendendo, stoppando e passando in modo più che positivo e tutto questo dipingono una prestazione decisiva ai fini del risultato. PICASSO
    Ferrero 5,5 : anche per il capitano prestazione opaca pur non facendo mancare il suo apporto sul lato difensivo. 2 soli punti arrivati dalla linea della carità e mani gelide ma ci saranno occasioni più avanti per risorgere. LAZZARO
    Wells 8 : probabile che il giocatore che i dirigenti biancorossi hanno scelto questa estate per guidare la loro squadra sia un parente molto prossimo del Cameron Wells visto questa sera sul parquet di Masnago; partenza che sembrava non lasciar presagire niente di nuovo sotto le volte dell’astronave ma poi, come per magia, Caja negli spogliatoi si trasforma nella fata madrina e ne fa uscire una principessa. CENERENTOLA
    Waller 5,5 : il miglior marcatore stagionale di Varese non trova mai veramente il ritmo partita e infatti le sue conclusioni tendono a non entrare in fondo alla retina, ma anche lui è abbastanza intelligente da capire la situazione e va da chi è decisamente più in serata di lui. POLVERE BAGNATA
    Hollis 6 : non una prestazione memorabile dal punto di vista offensivo ma si fa perdonare andando bene a rimbalzo e riuscendo a sporcare tante linee di passaggio dimostrazione che se il ragazzo sta con la testa nella partita può portare anche lui il suo mattone per la causa. CARPENTIERE

  • simon89
    Attilio Caja avverte il clima giusto per la sua Varese in vista del match casalingo di domani contro Pistoia che arriva dopo una settimana dedicata a qualche piccolo correttivo per distribuire più efficacemente i temi dell'attacco e non dipendere eccessivamente dal tiro da 3 punti: «Ci siamo preparati in modo intenso per migliorare alcuni dettagli dopo la partita di Brescia - racconta - mi riferisco in particolare all'idea di cercare situazioni alternative al tiro da 3 punti e avere coinvolgimento nel gioco di tutti i giocatori. Come al solito c'è stata grande applicazione da parte di tutti e ciò mi fa andare avanti con fiducia perché vedo quotidianamente la squadra crescere».
    Il tecnico pavese ha ricevuto le risposte che si aspettava anche da Wells, e confida che domani il play titolare biancorosso saprà esprimersi finalmente sui livelli auspicati: «Cameron ha vissuto una buona settimana: l'ho visto più motivato e coinvolto nel prendere iniziative: tutti segnali positivi che fanno ben sperare. Domani giochiamo in casa e vogliamo fare risultato: una vittoria ci manterrebbe pienamente in linea con i nostri obiettivi di classifica».
    Il tecnico invita comunque la squadra a prestare massima attenzione alla The Flexx, più volte capace negli ultimi anni di fare molto meglio del previsto nel rapporto budget/rendimento: «Pistoia merita grande rispetto ed attenzione per quel che ha fatto recentemente, vedi 3 plavoff nelle ultime 4 annate. Sono reduci da buonissime stagioni con Enzo Esposito in panchina, sono ripartiti da lui e dal suo uomo di fiducia Ronald Moore, che anno dopo anno aggiunge qualcosa di importante al suo repertorio tecnico ed è l'allenatore in campo dopo 4 stagioni giocate insieme al suo coach». Quindi aggiunge: «Da tenere d'occhio Kennedy che è un rimbalzista eccellente che spicca in un gruppo che ha grandi capacità sui secondi tiri. Dovremo prestare attenzione anche a Bond che ha fiuto per il rimbalzo ed a Gaspardo che ho avuto nella Sperimentale».
    E Caja indica ai suoi i punti chiave degli avversari da frenare in vista della sfida di domani: «La nostra priorità sarà quella di limitare il loro impatto a rimbalzo d'attacco e il contropiede condotto da Moore: nella capacità di contenere questi punti di forza grazie alla nostra transizione difensiva e alla capacità di occupare l'area, starà gran parte del risultato. A metà campo l'osservato speciale sarà Mian, giocatore che ha ottime doti balistiche: è in crescita ormai da 4 stagioni, al pari di Sanadze che ha fatto bene ad Eurobasket 2017 con la Georgia. Pistoia sarà un'avversaria pericolosa nonostante l'assenza di McGee: i toscani mettono un'intensità che fa felice il loro allenatore: dovremo giocare una partita attenta ed aggressiva».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Moore, i rimbalzi offensivi di Pistoia e Wells: tre “macro” argomenti per presentare l’impegno che attende la Openjobmetis Varese domani al PalA2A.
    Li sceglie, stimolato dalle domande dei giornalisti durante l’abituale conferenza stampa del venerdì, coach Attilio Caja. I primi due aiutano a focalizzare l’attenzione sull’avversario, non banale per un presente capace di rispecchiare uno storico di tante stagioni positive appena alle spalle. Il terzo, invece, riprende la situazione di uno dei giocatori al momento più discussi del roster biancorosso, spiegando - molto meglio di quello che può fare qualsiasi critica - ciò che è stato finora e ciò che potrà essere.
    «Verso l’impegno contro Pistoia le sensazioni sono buone - attacca il coach - Abbiamo trascorso una settimana di preparazione molto intensa, con l’obiettivo di migliorare alcune cose importanti dopo il match di Brescia: abbiamo bisogno di coinvolgere di più alcuni giocatori e di trovare alternative al tiro da 3 punti. La risposta dei miei è stata quella di sempre: grande applicazione. Domenica giocheremo in casa e una vittoria ci permetterebbe di rimanere in una buona posizione in quello che è il “nostro” campionato». Non sarà facile, ad una prima analisi che deve necessariamente partire dai nomi della The Flexxx. Uno su tutti: Ronald Moore, playmaker, terza stagione in Toscana: «Pistoia è ripartita da lui, uomo di fiducia di coach Esposito che ha saputo aggiungere sempre qualcosa anno dopo anno al proprio bagaglio tecnico. Moore ha leadership, sa trasmettere in campo il volere dell’allenatore ed è stato bravo a inserire i suoi compagni, conoscendo già l’ambiente e le richieste tecniche: queste sono cose che fanno guadagnare tempo a chi allena. E poi sta tirando con il 50% da 3, produce assist, dà ritmo: per lui ci vorrà un’attenzione particolare.
    Ma non ci sarà solo il regista: «La The Flexx è forte anche sotto canestro. Ha Kennedy, rimbalzista eccellente: ogni suo rimbalzo offensivo conquistato sono due punti segnati, perché sa destreggiarsi con fisicità. Non è l’unico pericoloso sotto questo punto di vista: c’è Gaspardo, che mi piace molto, poi Bond, poi Laquintana, che nonostante l’altezza ne prende parecchi di rimbalzi. Dovremo essere bravi a occupare l’area quindi e, tornando a Moore, ad essere puntuali nelle transizioni difensive. Infine occhio anche a Mian, giocatore di striscia e sempre in crescita. La squadra di Esposito in generale gioca con intensità e ha ottima personalità»
    Inevitabile una domanda su Cameron Wells, reduce da quattro partite che non hanno convinto fino in fondo. L’Artiglio non si sottrae e spiega: «Cameron percepisce che da lui ci si attende di più. E’ un ragazzo per bene, non è un lavativo, è il primo che sa che deve migliorare il suo contributo. Col tempo lo farà, sono sicuro. Quanto tempo? Non si può sapere: la lunghezza dell’ambientamento può essere variabile, guardate, per esempio, quello che ha fatto l’anno scorso Kalnietis a Milano e ciò che sta facendo quest’anno. Wells sa cosa voglio, fin dal primo giorno: un regista deve per prima cosa essere un attaccante, deve muovere la difesa avversaria e così facendo creare lo spazio per i compagni. Cameron deve quindi attaccare di più, lo sta capendo e come si è allenato questa settimana lo dimostra. Lo stesso vale per Avramovic, che ha un atletismo che può essere molto utile alla squadra. Sarà poi molto importante servire meglio i nostri centri, Cain e Pelle, che stanno facendo un gran lavoro e meritano attenzione».
    Fabio Gandini

×
×
  • Create New...