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e con questa affermazione mi ti riagganci alla discussione regione lombardia- F4 di eurolega, gia presente nel thread apposito?

((anche no, che l'argomento risulta spinoso e si entra in questioni palesemente extracestistiche)

discorso non è agganciato alle F4 di milano, è legato al fatto che Varese prima in classifica, per le F8 di milano e ancora durante tutto il campionato non ha trovato i 2 sponsor di maglia che mancavano. Il fatto che non è solo Varese ha faticare a trovare sponsor, ripeto il sistema basket italico è poco visibile, e poco accattivante. Il ritorno di immagine non c'è. Non è Varese il problema.

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Porca txxia mi alzo tardi da una serata pesante e mi fate leggere di clark più akindele....torno a letto subito è un incubo e lo voglio scacciare!!!

Però poi leggo di akindele cambio e qui mi rappacifico un po' col mondo. Clark non mi va giù molto perché come diceva 15 ieri questo in Europa in difesa è un dramma... Figurati se quel caprone veneziano ci mollava gasperino...

Ah dei nomi citati da silver stanotte il primo è tanta roba...

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CECCO VESCOVI Presidente della Pallacanestro Varese «Cerella? Sparito, play-pivot ci siamo Io difendo Varese»

Fa un caldo bestiale. Talmente caldo che passa pure la voglia di prendersela per un Cerella che va a Milano, talmente caldo che il suo cambio di casacca viene accolto con un semplice "peggio per lui".

In piazza Monte Grappa ci sono cose più importanti a cui pensare. Quali? Un play e un pivot da prendere, per esempio: trattative in chiusura ma che finché non son chiuse son da tenere segrete, giocatori che completeranno una squadra già quasi fatta. Cecco Vescovi, infatti, più che prendersela con Cerella preferisce guardare avanti: «Nessun problema - dice il Cecco - e nulla da dire a proposito». Davvero nulla? Nulla, se non che Bruno avrebbe anche potuto dircelo. Avrebbe potuto avvisarci della trattativa in corso con Milano, avrebbe potuto farci una telefonata visto che aspettavamo una sua risposta. Ha avuto poco riguardo, questo è certo: e mica nei miei confronti.

E di chi allora? Nei confronti di chi per un anno lo ha curato, seguito e rimesso prima in piedi e poi in campo. Nei confronti di chi negli ultimi dodici mesi ha vissuto in simbiosi con lui, quasi ventiquattr'ore al giorno, per accompagnarlo nei momenti difficili in cui non si sapeva quando sarebbe guarito. Nomi, prego. Ma parlo del fisioterapista, per esempio, o di Max Ferraiuolo che gli è sempre stato molto vicino. Ci aspettavamo un modo di fare diverso, evidentemente di questi tempi funziona così.

Diciamo qualche frase fatta, del tipo "non ci sono più i valori di una volta"? Nessuna frase fatta: noi abbiamo un modo di operare sul mercato, che ci ha fatto arrivare fin qui. Non abbiamo nessuna intenzione di cambiare. Che c'entra con Cerella? C'entra eccome. Noi non abbiamo mai ceduto alla tentazione di fare il passo più lungo della gamba, di spendere più di quel che abbiamo, di avventarci: e se siamo ancora vivi è proprio grazie a questo modo di fare. I soldi sono meno rispetto allo scorso anno, avevamo l'esigenza di redistribuire il budget. Quindi? Quindi abbiamo offerto a Cerella, un giocatore che lo scorso anno aveva dato parecchie incertezze dal punto di vista fisico, un nuovo contratto. Siamo usciti da quello che ci legava a lui, e gli abbiamo fatto un'altra proposta: perché volevamo continuare con lui. Cosa gli avete offerto? Un contratto che non fosse troppo vincolante per noi, nel caso il giocatore avesse avuto problemi fisici nel corso della stagione.

Risposta? Il suo agente ci ha fatto sapere che la nostra offerta era improponibile. Bene così: non possiamo permetterci di fare mosse delle quali poi ci si potrebbe pentire. Perché forse la gente non ha capito cosa si rischia, qui. Cosa? Si rischia di compromettere tutto il lavoro fatto in questi tre anni, si rischia di finire a gambe per aria, si rischia di chiudere. Ci si metta in testa che la priorità è la stabilità societaria, la squadra e l'aspetto sportivo vengono dopo. Ripeto: questo è il nostro modo di lavorare, ed è così che abbiamo salvato una società che tre anni fa era praticamente morta. Io preferisco lavorare per il futuro di Varese piuttosto che rincorrere sogni impossibili.

Bum: stiamo parlando di Cerella eh... Ma anche di Green e Dunston, che grazie alla stagione di Varese andranno a guadagnare cifre importanti: l'estate scorsa non se li filava nessuno. I nostri tifosi e molti nostri sponsor hanno capito e apprezzato il nostro lavoro e il nostro credo: sanno che in futuro questo modo di fare ci ripagherà con gli interessi.

Ecco a proposito di play e pivot degli indimenticabili: i loro sostituti? Arriveranno due giocatori diversi da Mike e Bryant, ma non è detto che non abbiano la stessa fame e la stessa motivazione con cui Dunston e Green si sono presentati qui un anno fa. Nomi? Non se ne fanno: ma mi piacerebbe chiudere le trattative prima delle vacanze. Quando va al mare, lei? Lunedì. Quindi ci siamo? Lavorare con gli americani è complicato: c'è di mezzo un oceano ma anche e soprattutto un fuso orario. Quando da noi si lavora di là si dorme, e viceversa. Ma contiamo di avere delle risposte definitive già nelle prossime ore.

Francesco Caielli

Edited by simon89
Posted (edited)

Vescovi: "Ci si metta in testa che la priorità è la stabilità societaria, la squadra e l'aspetto sportivo vengono dopo"

Ecco su questo passaggio da TIFOSO avrei molto da obiettare, essendo per l'appunto TIFOSO vorrei vincere...se poi devo essere anche io un MANAGER e pensare ai riflessi su come é meglio spendere i soldi, trovare gli sponsor ecc. allora decido di acquistare la pallacanestro Varese o faccio altro...

Edited by Mangusta
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vi prego, akindele e clark no...se mi promettete che non li prendete mi abbono anche adesso.

posso dire che preferirei la gegia a questi due? :bye:

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...preferisco Talts, perchè non di solo talento vive una squadra.

Chiediamo a sacripanti che l' ha visto fuggire a metà stagione.

Akindele come cambio ci può pure stare, col fisico che ha può ancora dire la sua.

E pagarlo regolarmente potrebbe essere un buon modo di non farlo scappare ^_^ (da Caserta è "scappato" solo a salvezza raggiunta).

Clark mi fa cagare. Ma ha un campionato per farmi cambiare opinione.

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Allora: Akindele come CAMBIO. Rilassatevi.

E Clark a me non dispiace affatto, anche se ha caratteristiche diverse rispetto a MG. E non dite che "pompa" troppo la palla perché lo faceva anche Michele Verde. Certo ha più punti e meno assist in dote e non ha il fisico del predecessore (ma CHI ce l'ha?). Ma secondo me con un lungo "aggressivo" ci può stare e in attacco saremmo abbastanza devastanti.

Si, però Green ha tante altre qualità che Clark non possiede, come la visione del gioco, la capacità di giocare pick and roll e coinvolgere il lungo, la capacità di giocare spalle a canestro (rara), fa la cosa giusta quando conta, ha fatto salire il rendimento dei compagni di squadra durante l'anno. Clark, come dici giustamente te, ha più punti nelle mani. Ma non sono convinto che serva quello in quel ruolo.

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il quadro della situazione non è chiaro .. si parla di 2 comunitari e di un usa invece di prendere 2 usa ed un comunitario. Il centro abbiamo capito che sarà usa e fresco di università e non è male mettere dietro Akindele come cambio.Il play io spero ancora in Ware .. non ha senso prendere un ulteriore comunitario e poi Clark proprio no ... per la guardia italiana dalla panca non è che magari siamo in trattativa con Michele Vitali??

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Clark mi lascia molti dubbi sulle capacità di coinvolgere ed attivare i compagni. In coppia con Coleman non mi sembrano ben assortiti sono abituati a produrre in proprio entrambi....

Sotto questo aspetto mi sembrava molto meglio Gaspare.

Akindele come cambio può andare bene anche se non mi sembra molto dotato di intelligenza cestistica, mi ricordo una partita con 3 o 4 stoppate in parabola discendente clamorose. Certo è l'opposto del Gennarino ma se deve fare il cambio di un pivot tecnico potrebbe starci....

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per la guardia italiana dalla panca non è che magari siamo in trattativa con Michele Vitali??

dovrebbe essere ufficiale a pesaro, no?

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Si, però Green ha tante altre qualità che Clark non possiede, come la visione del gioco, la capacità di giocare pick and roll e coinvolgere il lungo, la capacità di giocare spalle a canestro (rara), fa la cosa giusta quando conta, ha fatto salire il rendimento dei compagni di squadra durante l'anno. Clark, come dici giustamente te, ha più punti nelle mani. Ma non sono convinto che serva quello in quel ruolo.

A me Clark proprio non piace.

Ma se scrivi che gli manca la capacità di giocare il P'n'R l'hai visto pochino in questi anni.

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Visionato qualche filmato di Jack Cooley, sembra tutt'altro che il classico centro bianco tecnico ma mollaccione. Mi sembra veramente fisico e grintoso. Secondo me potrebbe fare al caso nostro alla grande.

Un anno in Europa prima di provare in NBA potrebbe fargli bene.

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si ma Metta che prende 300 dollari in più di Prigioni....

É vecchietto ormai...e l'anno prossimo tutti a rialzo gli stipendi adeguamento istat come in Italia...

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Visionato qualche filmato di Jack Cooley, sembra tutt'altro che il classico centro bianco tecnico ma mollaccione. Mi sembra veramente fisico e grintoso. Secondo me potrebbe fare al caso nostro alla grande.

Un anno in Europa prima di provare in NBA potrebbe fargli bene.

Io continuo a pensare che non abbiamo possibilità reali di firmarlo.

Staremo a vedere.

Felicissimo di essere smentito, nel caso.

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O forse il depistaggio è stato andare negli USA a far finta di cercare i nuovi Dunston & Co. per evitare che la concorrenza capisse che stavamo trattando Clark e Akindele?

:rofl::lol:

A noi 007 ci fa un pippone!

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Imho Akindele come cambio sarebbe una bella assicurazione sul pivot rookie.

Tranquilli Clark non arriva.

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CECCO VESCOVI Presidente della Pallacanestro Varese «Cerella? Sparito, play-pivot ci siamo Io difendo Varese»

Fa un caldo bestiale. Talmente caldo che passa pure la voglia di prendersela per un Cerella che va a Milano, talmente caldo che il suo cambio di casacca viene accolto con un semplice "peggio per lui".

In piazza Monte Grappa ci sono cose più importanti a cui pensare. Quali? Un play e un pivot da prendere, per esempio: trattative in chiusura ma che finché non son chiuse son da tenere segrete, giocatori che completeranno una squadra già quasi fatta. Cecco Vescovi, infatti, più che prendersela con Cerella preferisce guardare avanti: «Nessun problema - dice il Cecco - e nulla da dire a proposito». Davvero nulla? Nulla, se non che Bruno avrebbe anche potuto dircelo. Avrebbe potuto avvisarci della trattativa in corso con Milano, avrebbe potuto farci una telefonata visto che aspettavamo una sua risposta. Ha avuto poco riguardo, questo è certo: e mica nei miei confronti.

E di chi allora? Nei confronti di chi per un anno lo ha curato, seguito e rimesso prima in piedi e poi in campo. Nei confronti di chi negli ultimi dodici mesi ha vissuto in simbiosi con lui, quasi ventiquattr'ore al giorno, per accompagnarlo nei momenti difficili in cui non si sapeva quando sarebbe guarito. Nomi, prego. Ma parlo del fisioterapista, per esempio, o di Max Ferraiuolo che gli è sempre stato molto vicino. Ci aspettavamo un modo di fare diverso, evidentemente di questi tempi funziona così.

Diciamo qualche frase fatta, del tipo "non ci sono più i valori di una volta"? Nessuna frase fatta: noi abbiamo un modo di operare sul mercato, che ci ha fatto arrivare fin qui. Non abbiamo nessuna intenzione di cambiare. Che c'entra con Cerella? C'entra eccome. Noi non abbiamo mai ceduto alla tentazione di fare il passo più lungo della gamba, di spendere più di quel che abbiamo, di avventarci: e se siamo ancora vivi è proprio grazie a questo modo di fare. I soldi sono meno rispetto allo scorso anno, avevamo l'esigenza di redistribuire il budget. Quindi? Quindi abbiamo offerto a Cerella, un giocatore che lo scorso anno aveva dato parecchie incertezze dal punto di vista fisico, un nuovo contratto. Siamo usciti da quello che ci legava a lui, e gli abbiamo fatto un'altra proposta: perché volevamo continuare con lui. Cosa gli avete offerto? Un contratto che non fosse troppo vincolante per noi, nel caso il giocatore avesse avuto problemi fisici nel corso della stagione.

Risposta? Il suo agente ci ha fatto sapere che la nostra offerta era improponibile. Bene così: non possiamo permetterci di fare mosse delle quali poi ci si potrebbe pentire. Perché forse la gente non ha capito cosa si rischia, qui. Cosa? Si rischia di compromettere tutto il lavoro fatto in questi tre anni, si rischia di finire a gambe per aria, si rischia di chiudere. Ci si metta in testa che la priorità è la stabilità societaria, la squadra e l'aspetto sportivo vengono dopo. Ripeto: questo è il nostro modo di lavorare, ed è così che abbiamo salvato una società che tre anni fa era praticamente morta. Io preferisco lavorare per il futuro di Varese piuttosto che rincorrere sogni impossibili.

Bum: stiamo parlando di Cerella eh... Ma anche di Green e Dunston, che grazie alla stagione di Varese andranno a guadagnare cifre importanti: l'estate scorsa non se li filava nessuno. I nostri tifosi e molti nostri sponsor hanno capito e apprezzato il nostro lavoro e il nostro credo: sanno che in futuro questo modo di fare ci ripagherà con gli interessi.

Ecco a proposito di play e pivot degli indimenticabili: i loro sostituti? Arriveranno due giocatori diversi da Mike e Bryant, ma non è detto che non abbiano la stessa fame e la stessa motivazione con cui Dunston e Green si sono presentati qui un anno fa. Nomi? Non se ne fanno: ma mi piacerebbe chiudere le trattative prima delle vacanze. Quando va al mare, lei? Lunedì. Quindi ci siamo? Lavorare con gli americani è complicato: c'è di mezzo un oceano ma anche e soprattutto un fuso orario. Quando da noi si lavora di là si dorme, e viceversa. Ma contiamo di avere delle risposte definitive già nelle prossime ore.

Francesco Caielli

Epperò allora sono stucchevoli anche alcuni commenti del Cecco su Cerella, o no ??

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Imho Akindele come cambio sarebbe una bella assicurazione sul pivot rookie.

Tranquilli Clark non arriva.

Quoto tutto.

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epperò akindele qi cestistico pari a zero....

...ma grasso che cola come cambio del centro.

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