banksanity6 Posted May 10, 2016 Posted May 10, 2016 Quest'anno però il buon Spanghero ha fatto caccare per davvero,quindi farlo giocare in serie A dopo un anno orribile in L2 può essere davvero un azzardo. Nel ruolo di play ci sono in giro parecchi giovani interessanti,oltre a Ruzzier e Bossi,anche Candi,Spissu,Imbro',lo stesso Amato. Anche MG a Barcellona sicula non fece le onde in L2 e nella massima serie ha comunque dimostrato di avere buone qualità.Spanghero e Ruzzier in assoluto i miei preferiti nel ruolo di play di riserva! Unico dubbio è che sono entrambi undersize.
uccellodirovo Posted May 10, 2016 Posted May 10, 2016 Quest'anno però il buon Spanghero ha fatto caccare per davvero,quindi farlo giocare in serie A dopo un anno orribile in L2 può essere davvero un azzardo. Nel ruolo di play ci sono in giro parecchi giovani interessanti,oltre a Ruzzier e Bossi,anche Candi,Spissu,Imbro',lo stesso Amato. Nel contesto di una squadra che fa caccare è più facile fare caccare... Se viene via per poco potrebbe essere un giusto cambio di Wright
Bluto Posted May 10, 2016 Posted May 10, 2016 Nel contesto di una squadra che fa caccare è più facile fare caccare... Se viene via per poco potrebbe essere un giusto cambio di Wright Bisogna vedere se il lassativo non era proprio lui.
uccellodirovo Posted May 10, 2016 Posted May 10, 2016 (edited) Bisogna vedere se il lassativo non era proprio lui. Non mi sembra che a Trento fosse un lassativo eh... Anche De Nicolao non ha strabiliato a Verona l'anno passato e sta facendo benissimo a Reggio Emilia. Dipende tanto dal contesto e dal ruolo Bluto. Contestualizza. Da noi farebbe un onesto cambio di Wright (o chi per lui). Edited May 10, 2016 by uccellodirovo
simon89 Posted May 10, 2016 Posted May 10, 2016 Bisogna vedere se il lassativo non era proprio lui.Il lassativo era Crespi
pxg14 Posted May 10, 2016 Posted May 10, 2016 Bisogna vedere se il lassativo non era proprio lui. Fare bene con crespi allenatore non è proprio semplicissimo...
simon89 Posted May 10, 2016 Posted May 10, 2016 Fiorini nuovo presidente Varese imbocca il futuro BASKET Investitura del consorzio per l'imprenditore milanese Sarà con ogni probabilità Fabrizio Fiorini il ventesimo presidente della storia della Pallacanestro Varese. Il 49enne imprenditore milanese di nascita ma biancorosso di fede cestistica, consorziato dal 2013 e capace di entrare con grande entusiasmo e trasporto nei meccanismi della società visto l'impegno degli ultimi mesi in qualità di responsabile amministrativo in pectore, dovrebbe prendere nel giro di una decina di giorni le redini della società di piazza Monte Grappa. Ma non è ancora tempo di comunicazioni ufficiali in attesa dell' assemblea del consorzio che è stata convocata ieri per lunedì prossimo. Ci sarà Alberto Castelli a illustrare ai 53 soci - più i 3 che saranno annunciati oggi - le strategie future legate all'arrivo di Claudio Coldebella in qualità di direttore generale. Ma ci sarà anche Stefano Coppa, in qualità di presidente uscente e non soltanto come socio di "Varese nel Cuore": prima di rimettere il mandato, il commercialista varesino -che avrebbe declinato la proposta di restate ancora sulla poltrona di piazza Monte Grappa a fianco di Coldebella - effettuerà davanti ai proprietari una sorta di consuntivo del suo biennio alla guida del club biancorosso. Il passaggio delle consegne, con la nomina del nuovo presidente che firmerà il contratto con l'ex dirigente di Caserta e Treviso, avverrà dopo questa tappa non puramente burocratica. Ma ormai il dado è tratto: Fiorini, cooptato due mesi fa nel Cd A di Pallacanestro Varese dove funge da trait d'union con quello di "Varese nel Cuore" di cui è vicepresidente, sarà il braccio operativo della proprietà nella governance di piazza Monte Grappa. L'unica variabile in questo scenario è legata al tentativo di coinvolgere Toto Bulgheroni: per il membro della ltalian Basket Hall of Fame sarebbe pronta la carica di presidente onorario, ma non sembra così facile che l'imprenditore varesino sia disposto ad impegnarsi di nuovo - sia pure in un ruolo rappresentativo - ai vertici della società di cui è stato proprietario dal 1981 al 2000. Di certo il nuovo assetto dei vertici della società è stato scelto direttamente da "Varese nel Cuore", sotto forma di delibera dell'assemblea, e architettato nelle figure chiave dai rappresentanti della proprietà capitanati da Alberto Castelli. Mai come ora nei sei anni della sua esistenza il consorzio e i suoi vertici sono stati attori protagonisti della vita societaria. La scelta di un professionista esterno come Coldebella indica però la volontà dell' attuale presidente di "Varese nel Cuore" di tornare a breve dietro le quinte. Una volta scelta la forma di governo del club, i proprietari lasceranno le chiavi in mano al nuovo d.g., con l'unica indicazione di provare a non ripartire daccapo per il quarto anno di fila. «Abbiamo convocato per lunedì prossimo una riunione dei consorziati nella quale comunicheremo decisioni importanti, che al momento però non sono state ancora definite -spiega Monica Salvestrin, vicepresidente del club biancorosso - Garantisco comunque che tutto quello che stiamo mettendo in atto è per il bene della Pallacanestro Varese in tutte le sue componenti: sponsor, proprietari e tifosi». Giuseppe Sciascia
peter pan Posted May 10, 2016 Posted May 10, 2016 (edited) Fiorini nuovo presidente Varese imbocca il futuro BASKET Investitura del consorzio per l'imprenditore milanese Sarà con ogni probabilità Fabrizio Fiorini il ventesimo presidente della storia della Pallacanestro Varese. Il 49enne imprenditore milanese di nascita ma biancorosso di fede cestistica, consorziato dal 2013 e capace di entrare con grande entusiasmo e trasporto nei meccanismi della società visto l'impegno degli ultimi mesi in qualità di responsabile amministrativo in pectore, dovrebbe prendere nel giro di una decina di giorni le redini della società di piazza Monte Grappa. Ma non è ancora tempo di comunicazioni ufficiali in attesa dell' assemblea del consorzio che è stata convocata ieri per lunedì prossimo. Ci sarà Alberto Castelli a illustrare ai 53 soci - più i 3 che saranno annunciati oggi - le strategie future legate all'arrivo di Claudio Coldebella in qualità di direttore generale. Ma ci sarà anche Stefano Coppa, in qualità di presidente uscente e non soltanto come socio di "Varese nel Cuore": prima di rimettere il mandato, il commercialista varesino -che avrebbe declinato la proposta di restate ancora sulla poltrona di piazza Monte Grappa a fianco di Coldebella - effettuerà davanti ai proprietari una sorta di consuntivo del suo biennio alla guida del club biancorosso. Il passaggio delle consegne, con la nomina del nuovo presidente che firmerà il contratto con l'ex dirigente di Caserta e Treviso, avverrà dopo questa tappa non puramente burocratica. Ma ormai il dado è tratto: Fiorini, cooptato due mesi fa nel Cd A di Pallacanestro Varese dove funge da trait d'union con quello di "Varese nel Cuore" di cui è vicepresidente, sarà il braccio operativo della proprietà nella governance di piazza Monte Grappa. L'unica variabile in questo scenario è legata al tentativo di coinvolgere Toto Bulgheroni: per il membro della ltalian Basket Hall of Fame sarebbe pronta la carica di presidente onorario, ma non sembra così facile che l'imprenditore varesino sia disposto ad impegnarsi di nuovo - sia pure in un ruolo rappresentativo - ai vertici della società di cui è stato proprietario dal 1981 al 2000. Di certo il nuovo assetto dei vertici della società è stato scelto direttamente da "Varese nel Cuore", sotto forma di delibera dell'assemblea, e architettato nelle figure chiave dai rappresentanti della proprietà capitanati da Alberto Castelli. Mai come ora nei sei anni della sua esistenza il consorzio e i suoi vertici sono stati attori protagonisti della vita societaria. La scelta di un professionista esterno come Coldebella indica però la volontà dell' attuale presidente di "Varese nel Cuore" di tornare a breve dietro le quinte. Una volta scelta la forma di governo del club, i proprietari lasceranno le chiavi in mano al nuovo d.g., con l'unica indicazione di provare a non ripartire daccapo per il quarto anno di fila. «Abbiamo convocato per lunedì prossimo una riunione dei consorziati nella quale comunicheremo decisioni importanti, che al momento però non sono state ancora definite -spiega Monica Salvestrin, vicepresidente del club biancorosso - Garantisco comunque che tutto quello che stiamo mettendo in atto è per il bene della Pallacanestro Varese in tutte le sue componenti: sponsor, proprietari e tifosi». Giuseppe Sciascia Bene, si svolta. Edited May 10, 2016 by peter pan
simon89 Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Via italiana per l'Openjobmetis Si cercano un playmaker e un 'ala o un lungo La Pallacanestro Varese riscopre il valore degli italiani in vista di cambiare schema per la costruzione dell'organico dal 3+4+5 al 5+5. I primi sondaggi esplorativi della società di piazza Monte Grappa per un'ala o un lungo italiano in grado di dare minuti importanti nella rotazione con Kristjan Kangur, e un play di riserva da mettere -auspicabilmente - alle spalle di Chris Wright, confermano che le strategie del mercato 2016 saranno dettate inizialmente dalla tipologia di innesto di sostanza accanto ai tre pilastri Cavaliero Ferrero e Campani. Lo impone la logica, visto che i giocatori nostrani di valore sono infinitamente meno rispetto agli stranieri, consentendo ampia facoltà di scelta per completare il roster in questo comparto dopo aver completato il parco tricolore. Ma si tratta comunque di una precisa volontà strategica di consolidare l'attuale zoccolo duro con altri italiani affidabili, anche in vista del quasi certo cambio di regole sull'eleggibilità (dal 2017/' 18 sarà con ogni probabilità cancellato lo schema 3+4+5, passando al 6+6 con stranieri liberi in alternativa all'attuale 5+5). In attesa che il settore giovanile - sul quale sono previsti investimenti per area tecnica e reclutamento - possa sfornare qualche prodotto varesino valido per la serie A (confidando anche nell'accordo con la Robur et Fides da mettere a fuoco la prossima settimana), si dovrà nuovamente pescare rinforzi sul mercato esterno. È un'esigenza legata anche alla possibihtà di riaffacciarsi nelle competizioni europee targate FIBA, che impongono un 50 per cento di giocatori locali a referto. Ma nel cambio di schema, oltre al risparmio garantito dal mancato versamento della luxury tax da 40mila euro e ai due contratti in meno (con relativi contributi previdenziali) previsti dal 5+5 rispetto al 3+4+5, ci sarebbe anche la possibilità di autofinanziare in parte l'investimento attraverso il premio italiani messo in palio dalla FIP per chi utilizza maggiormente i giocatori formati nei vivai tricolori ed eleggibili per la Nazionale. Già in quest'annata, con Cavaliero, Campani e Ferrero inseriti stabilmente nelle rotazioni - e tenendo conto delle cinque partite saltate dal capitano e delle tre dal lungo reggiano - più i ritagli di Molinaro e dei giovani del vivaio, Varese era arrivata a quota 1.601 minuti, il massimo assoluto in sei stagioni di 3+4+5 con ampio vantaggio anche sull'era De Nicolao-Polonara (massimo precedente i 1.444 del 2013/'14). Aggiungendo due giocatori sulla base delle ipotesi al vaglio - si parla di interessi per Mazzola e Ruzzier, comunque non le uniche piste sondate - che prenderebbero il posto di Faye e Varanauskas nelle rotazioni di quest'annata -, si può tranquillamente concorrere per uno dei premi accessori. Inarrivabile Reggio Emilia (3.517 minuti), col suo parco italiani ricco di azzurri che le ha fruttato 314mila euro, le varie Cremona (2.554 minuti; 122mila euro di incasso), Trento (2.238 minuti, 73mila euro) e Pistoia (2.054 minuti, 49mila euro) non sarebbero fuori portata nello scenario con cinque italiani in grado di tenere il campo a supporto di quattro titolari stranieri e Kangur come jolly di lusso nei due spot di ala. Giuseppe Sciascia
homersimpson Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Luxury tax, premio per gli italiani in campo........ Che regole di merda!
Ale Div. Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 le idee sembrano chiare, al di là di conferme o nuovi ingaggi. La base c'è, speriamo anche qualche soldino da investire (bene) sugli obiettivi. C'è anche una discreta scelta per i due italiani da inserire. Con un 5+5 così delineato, la possibilità di fare una bella stagione, ci sta tutta. Solo una riflessione sui giovani del vivaio: ho sempre pensato che se uno è buono o semplicemente promettente, a sedici anni deve allenarsi in prima squadra, prendere le sberle, confrontarsi con giocatori professionisti, imparare cosa vuol dire giocare in serie A. Se si aspetta il talento, possiamo aspettare ancora un paio di generazioni.... il discorso "sì, ma quello non è un prospetto futuribile", non esiste. Esiste il lavoro in palestra e la forza di volontà. Basta aspettare i nuovi Ossola, Meneghin D., Vescovi, Meneghin A., perchè per quelli ci vuole straculo e basta. Bisogna lavorare per creare i De Pol e i Pascolo e quello lo si fa solo se si inizia quando sono ancora bambini. La Trieste che poi vinse lo scudetto del 1996, aveva iniziato con un gruppo di boccia, gli stessi Esposito e Gentile esordirono da adolescenti, "acciughino" Pittis prese quel soprannome perchè era ancora uno sbarbatello e potrei andare avanti un paio di pagine. Puntare sugli italiani e sul vivavio, non significa aspettare che a 24, 25, 26 anni esplodano, significa crederci fin da ragazzini..
uccellodirovo Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Wright - Ruzzier Lacey - Cavaliero Blackshear - Ferrero / oppure Fontecchio - Ferrero Kangur - Mazzola / oppure X (US o EU) - Kangur Hunt - Campani
MarkBuford Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 le idee sembrano chiare, al di là di conferme o nuovi ingaggi. La base c'è, speriamo anche qualche soldino da investire (bene) sugli obiettivi. C'è anche una discreta scelta per i due italiani da inserire. Con un 5+5 così delineato, la possibilità di fare una bella stagione, ci sta tutta. Solo una riflessione sui giovani del vivaio: ho sempre pensato che se uno è buono o semplicemente promettente, a sedici anni deve allenarsi in prima squadra, prendere le sberle, confrontarsi con giocatori professionisti, imparare cosa vuol dire giocare in serie A. Se si aspetta il talento, possiamo aspettare ancora un paio di generazioni.... il discorso "sì, ma quello non è un prospetto futuribile", non esiste. Esiste il lavoro in palestra e la forza di volontà. Basta aspettare i nuovi Ossola, Meneghin D., Vescovi, Meneghin A., perchè per quelli ci vuole straculo e basta. Bisogna lavorare per creare i De Pol e i Pascolo e quello lo si fa solo se si inizia quando sono ancora bambini. La Trieste che poi vinse lo scudetto del 1996, aveva iniziato con un gruppo di boccia, gli stessi Esposito e Gentile esordirono da adolescenti, "acciughino" Pittis prese quel soprannome perchè era ancora uno sbarbatello e potrei andare avanti un paio di pagine. Puntare sugli italiani e sul vivavio, non significa aspettare che a 24, 25, 26 anni esplodano, significa crederci fin da ragazzini.. Che poi un Italiano di vent'anni che ha sportellato per due anni in lega2 con marpioni Italiani e mestieranti USA "non è pronto", ma un americano della stessa età appena uscito dal college dove ha giocato solo con coetanei è pronto per essere lanciato in quintetto... e devi fare il 3+4+5 per prendere Varanauskas.
Bluto Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Che poi un Italiano di vent'anni che ha sportellato per due anni in lega2 con marpioni Italiani e mestieranti USA "non è pronto", ma un americano della stessa età appena uscito dal college dove ha giocato solo con coetanei è pronto per essere lanciato in quintetto... e devi fare il 3+4+5 per prendere Varanauskas.Nel campionato appena finito si è visto anche un Heslip, che con i parametri attualmente in voga nelle giovanili del basket che conta, non avrebbe mai visto la prima squadra.
RobertoPG Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 le idee sembrano chiare, al di là di conferme o nuovi ingaggi. La base c'è, speriamo anche qualche soldino da investire (bene) sugli obiettivi. C'è anche una discreta scelta per i due italiani da inserire. Con un 5+5 così delineato, la possibilità di fare una bella stagione, ci sta tutta. Solo una riflessione sui giovani del vivaio: ho sempre pensato che se uno è buono o semplicemente promettente, a sedici anni deve allenarsi in prima squadra, prendere le sberle, confrontarsi con giocatori professionisti, imparare cosa vuol dire giocare in serie A. Se si aspetta il talento, possiamo aspettare ancora un paio di generazioni.... il discorso "sì, ma quello non è un prospetto futuribile", non esiste. Esiste il lavoro in palestra e la forza di volontà. Basta aspettare i nuovi Ossola, Meneghin D., Vescovi, Meneghin A., perchè per quelli ci vuole straculo e basta. Bisogna lavorare per creare i De Pol e i Pascolo e quello lo si fa solo se si inizia quando sono ancora bambini. La Trieste che poi vinse lo scudetto del 1996, aveva iniziato con un gruppo di boccia, gli stessi Esposito e Gentile esordirono da adolescenti, "acciughino" Pittis prese quel soprannome perchè era ancora uno sbarbatello e potrei andare avanti un paio di pagine. Puntare sugli italiani e sul vivavio, non significa aspettare che a 24, 25, 26 anni esplodano, significa crederci fin da ragazzini.. Alex, pur non conoscendo i settori giovanili de Varese (realtà a me totalmente sconosciute !) son pienamente d' accordo con te. Se aspettiamo che ce capiti el giovane talento, la sicura promessa ..........
MarkBuford Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Nel campionato appena finito si è visto anche un Heslip, che con i parametri attualmente in voga nelle giovanili del basket che conta, non avrebbe mai visto la prima squadra. In effetti uno pettinato cosí da sfigato non si vedeva dalla fine degli anni '70 Che poi il fatto che il titolo di MVP NBA sia stato vinto per il secondo anno di fila da una mezzasega che pesa come un braccio di Lebron, forse farà cambiare la tendenza anche in questo senso, pensando un po' anche a tecnica e talento.
peter pan Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Hunt non va bene secondo me. Con KK ci vuole non solo un centro con fisicità ma anche con in pò di punti nelle mani
Giobbo Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 (edited) Hunt non va bene secondo me. Con KK ci vuole non solo un centro con fisicità ma anche con in pò di punti nelle mani Beh Hunt mi pare che se coinvolto segni. Basa gran parte del suo gioco sull'atletismo, ma qualche movimento base in post (specie di forza) ce l'ha. Quest'anno 11.7 punti di media, non proprio nullo. Il vero pianto sono i tiri liberi. 33% sono più che una tragedia. Il mio favorito come centro (Devin Booker) credo sia oramai fuori portata per noi, essendo anche stato eletto MVP del campionato francese. Edited May 11, 2016 by Giobbo
uccellodirovo Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Hunt va servito e coinvolto così come ai tempi si faceva con Howell. Fa dell'atletismo il suo punto di forza. Con Wright andrebbe a nozze.
MarkBuford Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Davvero stiamo paragonando qualcuno ad Howell in senso positivo?
peter pan Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Hunt va servito e coinvolto così come ai tempi si faceva con Howell. Fa dell'atletismo il suo punto di forza. Con Wright andrebbe a nozze. Mah su Hunt mantengo riserva
Guest Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Edward mani di forbice era un fine dicitore a confronto di Dario Hunt, suvvia...
fillmore Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Giesse come lo vedresti Aristide Landi come cambio di Kangur?
Guest Posted May 11, 2016 Posted May 11, 2016 Una guardia di 2 metri scarsi con i piedi sordi? Anche no.
Recommended Posts
Create an account or sign in to comment
You need to be a member in order to leave a comment
Create an account
Sign up for a new account in our community. It's easy!
Register a new accountSign in
Already have an account? Sign in here.
Sign In Now