Nicolò Cavalli
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La fotocopia, ancora più sbavata e povera di inchiostro, della finale di Coppa Italia condanna la Cimberio in gara 3. Lo zero cosmico del trio Green-Ere-Banks è un fardello troppo pesante per arginare trenta minuti di un'ottima Montepaschi, arcigna e fisica nel presidiare i dettagli. L'incubo di un primo tempo disastroso si materializza dopo l'ingannevole 0-6 firmato da Dunston. Siena aggredisce il campo con il furore delle grandi occasioni, assommando filotti di punti con Hackett, Brown e Kangur. Varese, tradita dalla sua guida Green (5 palle perse), si intestardisce in soluzioni solitarie e, segno di inconfutabile sfiducia, sbaglia canestri solo da rifinire. Dal 22-11 di fine prima frazione, la forbice si allarga a dismisura seguendo l'andamento delle triple: la MPS è stratosferica (6/8 nella prima metà), la Cimberio tira come se fosse bendata (0/7, sarà 2/17 globale). Se si aggiungono la solidità di Ortner a rimbalzo, l'onnipresenza di Moss e l'annebbiamento perdurante di Ere, il 42-23 della pausa non fa una grinza. Il copione della ripresa non è molto difforme. Gli spunti di Dunston – 17 punti e 8 rimbalzi – rappresentano delle prediche in un deserto di idee reso ancor più arido dal fallo tecnico di Banks e dall'antisportivo di Ere. Affossata sul 64-42, la squadra di Vitucci assume il volto del gregario orgoglioso: Polonara, Cerella e De Nicolao ci provano fino al 66-59. Quindi Brown chiude i conti con un 2+1 e il PalaEstra può celebrare l'ennesimo [i]hurrà[/i] casalingo nei play-off, con Siena imbattuta dal 2007. Al nostro coach il compito di ritemprare i ragazzi in vista di sabato sera. Per evitare che il pubblico di Masnago (siamo già quasi al tutto esaurito per gara 5) lunedì debba alzare bandiera bianca ancor prima della palla a due.
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Dall'Estonia con furore, chi se lo sarebbe aspettato?
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]DUSAN SAKOTA [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]Da schermidore praticante del fioretto e avvezzo alle movenze eleganti, nelle sfide da affrontare con la sciabola patisce la fisicità altrui. Prende meno tiri del preventivato e incide solo in parte nell'area colorata. [b]ADRIAN BANKS [/b](11 punti; 5/12 2p; 0/0 3p; 1/0ì1 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Di eccellente vitalità nel primo tempo, condito da numeri da equilibrista del circo Orfei, il cavallo pazzo si concede qualche cavalcata fuori programma nella ripresa. [b]JANAR TALTS [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Se i voti fossero parametrati alle doti naturali, l'orso baltico stasera porterebbe a casa un 15. Undici rimbalzi contro il tonnellaggio di Siena sono sintomo di attaccamento alla maglia, dedizione, tempismo. Scritturato per la versione televisiva del libro "Cuore". [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel referto ufficiale hanno dimenticato di assegnargli almeno un paio di assist. Gli si chiede di difendere, di irretire Brown, di dare la scossa contro la zona senese. Il giovane play risponde presente. [b]MIKE GREEN [/b](13 punti; 3/6 2p; 1/3 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Riscatto doveva essere, riscatto è stato. Prende in mano la squadra, combatte, pecca di ingenuità, ma alla fine porta sulla pelle il marchio del risolutore. Forse avrebbe dovuto sbagliare scientemente l'ultimo libero, ma con il conforto del senno del poi va benissimo così. [b]BRUNO CERELLA [/b](6 punti; 3/4 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Accende la platea con un secondo periodo di grinta pura e di esuberanza invidiabile. Dimentica la stagione travagliata e torna protagonista, con l'auspicio di ripetersi. [b]EBI ERE [/b] (3 punti; 0/4 2p; 0/1 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Il capitano sta pagando un dazio pesantissimo a causa delle partite ravvicinate e del lavoro extra in difesa. Chiude con zero canestri segnati dal campo: a memoria d'uomo, nessuno rammenta un bollettino analogo. [b]ACHILLE POLONARA [/b](6 punti; 2/5 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Torna ad aggredire il [i]parquet [/i]con falcate convinte. Rimane imbottigliato nel traffico del pitturato e sosta in coda. Arriva spesso in ritardo al tiro, ma destabilizza mirabilmente i dirimpettai a suoni continui di clacson (sei rimbalzi). Mal comune, mezzo gaudio. [b]BRYANT DUNSTON [/b](13 punti; 5/8 2p; 0/0 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Aggiungete i recuperi da piovra, i palloni arpionati con fare taurino, i piedi felini per eludere la retroguardia mensanina. Cinque falli gli rovinano la festa, ma i fischi contestatissimi – per fortuna – non smorzano la festa. -
Il PalaWhirlpool non assisteva a partite così tirate da lustri. Serate di un'intensità rara in cui le percentuali sono affossate dalla tensione, in cui le contingenze astrali e arbitrali si compensano fino ad assegnare il successo al più meritevole o al presunto tale, in cui ogni sospiro sembra essere il preludio della gioia più pura o della delusione più cocente. Siena fa di tutto per mostrarsi stanca e imprecisa, Varese si ingegna a non assestare il colpo del k.o. e a far ammattire Vitucci (fortunatamente già calvo), la terna non lesina fischi che desterebbero scalpore in tutti gli altri pianeti del sistema solare. Un mix di elementi capace di dipingere, in un ossimoro perpetuo, l'essenza dei play-off. [i][b]Siena rimane incollata. [/b][/i]Gli ospiti partono in maniera energica, come da consuetudine, e sfruttano la fisicità di Moss dalla media; la Cimberio risponde presente con Dunston per il 6-4. Il gigante viene però presto limitato dal secondo fallo: l'area colorata diviene presto una tonnara nella quale lo squalo Eze azzanna impunito. Il punteggio incede lentamente, complici due difese ermetiche e giocatori dormienti che non si avvedono dei 24 secondi (Sakota e Talts). Gianni il baltico si riscatta con una bella schiacciata, ma Ortner ricambia il favore: 11-8. L'offensiva di Varese continua nella sua poco gradita convivenza con la zona senese, ma ne esce discretamente grazie alla buona sorte e alla faccia tostissima di Banks (17-12). Brown si desta in fase realizzativa e mette in moto l'ex Kangur per una tripla pulita, gli uomini di Vitucci non ci prendono dalla lunga (0/3, sarà 3/17 al termine) e il periodo si esaurisce sul 19 pari. [i][b]Ring turbolento. [/b][/i]Un quintetto infarcito di riserve prova a tenere il passo con poca lucidità ma tanto orgoglio, però di canestri – da ambo le parti – nemmeno il vago sentore per tre minuti abbondanti. Green e De Nicolao danno la propulsione giusta, Cerella (all'esordio nella serie) sfrutta l'abbrivio e scrive 27-21. Banchi tira un sospiro di sollievo grazie ai cinque punti di Hackett, inframezzati da un errore marchiano di Polonara. L'incontro prende le sembianze di un round di lotta greco romana, nella gazzarra trovano il proprio [i]habitat [/i]naturale Cerella e ancora Hackett (suo il 31-30), quest'ultimo ormai amato sotto le prealpi come l'IMU e i ritardi imprecisati di Trenord. La tripla dello specialista Sakota viene vanificata da due difese approssimative, un'entrata convinta di Green riconsegna un piccolo vantaggio alla pausa lunga: la Cimberio guida 38-36. [i][b]Pathos a non finire. [/b][/i]Il totem Dunston, dopo un quarto di riposo forzato, si presenta agli astanti con una stoppata e un 2+1. La Montepaschi crea tiri logici senza capitalizzare, gli esterni di Varese litigano con i ferri amici di Masnago. Il numero 42 di casa continua a sciorinare il suo maestoso [i]black power [/i]e si alza in cielo per il 45-36 suggerito da De Nicolao, quindi gli uomini in arancione compiono un'eresia della pallacanestro comminando a Bryant un antisportivo dopo una contesa a rimbalzo offensivo. Qui i 5000 del PalaWhirlpool perdono la trebisonda e lanciano di tutto in campo in stile [i]bronx[/i] Pianella. Moss fa 1 su 2 dalla linea della carità, Brown è ferale dal perimetro, Varese si aggrappa con i denti alle canotte degli avversari. L'esperienza di Ress contrasta l'esuberanza a corrente alternata di Polonara, finalmente grintoso nel portare a casa i punti del 51-42. Un altro colpo duro però colpisce Varese sul finire di periodo: simulazione di Green con annesso fallo tecnico, scoramento e [i]break [/i]di 0-6 dei campioni d'Italia. [i][b]Fino all'ultima goccia di energia. [/b][/i]Il quarto parziale si apre con un libero dell'abulico Ere (misterioso “tecnico” restituito ai toscani a cavallo delle frazioni) e con il successivo pareggio a quota 52 firmato da Carraretto e Brown. Il folletto della MPS, questa sera spuntato al tiro (3/14), semina terrore nella trincea varesina e mette in ritmo, a turno, i compagni. La quarta penalità di Dunston – a fare il paio con quella di Talts – è seguita poco dopo dalla quinta e decisiva: il centro, fautore di una quasi "doppia doppia" nella miseria di diciotto minuti, abbandona i suoi sul 59-58 con quasi sei minuti da affrontare in apnea. Talts si erge a capopopolo biancorosso con una tripla e un rimbalzo epico, Hackett risponde da talento puro con il sottomano del 62-60 e quindi con il pareggio. La tensione blocca le gambe e le sinapsi della Cimberio, i tiri divengono sconclusionati e figli di arrembaggi sterili. Anche i toscani sbagliano l'inverosimile con i loro soldati scelti e Varese gestisce il pallone determinante con 24 secondi sul cronometro. A 2 secondi e 60 centesimi Green è glaciale dalla lunetta, dopo il time out Brown sparacchia da tre e a Masnago piovono fuochi d'artificio. Un cuore immenso, se non supportato dalla linfa vitale della lucidità, forse non basterà ad invertire il fattore campo nella tana del lupo. Ma dopo un sabato notte da tregenda, questa Cimberio ha trovato lo spirito delle occasioni d'oro. Siena dovrà tornare almeno un'altra volta a [i]fort [/i]Masnago: sulle magliette rosse il motto [i]We believe [/i]potrebbe trasformarsi in un meraviglioso presagio. Signore e signori, questa è la pallacanestro. Questi sono i play-off.
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[b]DUSAN SAKOTA [/b](13 punti; 3/4 2p; 2/6 3p; 1/2 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Indicato come possibile X-factor nella sfida ai campioni d'Italia, impatta con fatica: difese errate, poca fiducia, falli spesi. Prova a riprendere per mano i compagni ma non basta. [b]ADRIAN BANKS [/b](11 punti; 2/5 2p; 2/5 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Ci mette tutta la buona volontà del mondo per cancellare lo zero cosmico che produsse nella finale di Coppa Italia contro gli stessi avversari. A tratti ci riesce, a tratti viene fagocitato nel labirinto della retroguardia toscana. [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/1 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Per superare le armate invincibili, serve la collaborazione di tutti: dalla prima all'ultima linea. Cinque minuti non possono cambiare la narrazione di una partita, ma anche una frase brillante fra le righe potrebbe fungere da ispirazione. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Prova a seminare il panico nella mente dell'indemoniato Bobby Brown. Nel primo tempo ha successo, nel secondo brandisce la mannaia perché non ci sono altre vie. [b]MIKE GREEN [/b](14 punti; 3/11 2p; 1/3 3p; 5/6 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Per una volta lasciamo stare i numeri, troppo contraddittori per spiegare una nottata difficile. Immaginatevi un risolutore incallito dell'enigmistica accerchiato da rebus che non lo fanno dormire. Prova con l'esperienza, il carattere, la voglia; ma alla fine spezza la matita e va a casa. Giurando vendetta per il prossimo numero. [b]EBI ERE [/b](15 punti; 6/10 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]All'immenso cuore e alla buona precisione, aggiunge otto rimbalzi e leadership quando i compagni sembrano sul punto di alzare bandiera bianca. Bello il duello con il dirimpettaio Moss, peccato non sia stato vincente. [b]ACHILLE POLONARA [/b](3 punti; 1/4 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Lo ricordiamo per la premiazione a inizio match (miglior under 23 dell'anno) e per un primo tempo di ammucchiate, più o meno piacevoli, nelle plance. Pare abbia giocato pure nella ripresa, ma forse è stata un'illusione ottica. Etereo. [b]BRYANT DUNSTON [/b](9 punti; 3/9 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Un Eze tirato a lucido rappresenta lo spauracchio del nostro totem. Bryant ci mette l'anima e l'astuzia, ma ogni volta che salta ha alle calcagna tutta Siena e dintorni. Impossibile ripetere i numeri della stagione regolare. [b]DEJAN IVANOV [/b](5 punti; 2/5 2p; 0/1 3p; 1/1 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Strappa la meritata sufficienza per la buona [i]verve [/i]e per la forma fisica ritrovata. Pur con una tecnica non sopraffina, indossa l'elmetto e tenta di creare scompiglio nell'inespugnabile fortino senese. Coraggioso.
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In parte ci eravamo cascati tutti. Quel numero 5 nella griglia dei play-off posto di fianco al nome dei plurititolati di Siena, lo 0-2 ad inizio della serie contro i nababbi dell'EA 7 Milano, il manifestarsi di amnesie che nell'Impero Pianigiani non erano contemplate. Poi arrivano le gare da affrontare con il coltello tra i denti, dove per quaranta minuti non sono consentiti respiri. Allora giunge inesorabile la marea verde: punteggio basso, pochi contropiedi, difesa a zona asfissiante, botte da orbi, capacità di annichilire le fonti di gioco. E quel numero uno che ti ha fatto alzare il petto da settembre a maggio sembra trasformarsi in un'emozione meravigliosa pronta a svanire in una nuova alba nuda e cruda. [i][b]Il nero è il colore della paura.[/b][/i][i] [/i]Banchi opta subito per un quintetto esperto, con i pretoriani Eze e Carraretto a ripagarlo con lo 0-5 di apertura. La Cimberio, tornata a vestirsi in scuro per ricordare i fasti della MobilGirgi (e, fuor di poesia, per contentare gli sponsor), rompe il ghiaccio con la tripla Banks che scatena la baraonda dei 5000 di Masnago, accalorati fin dall'[i]incipit [/i]dalle polemiche arbitrali. Le squadre non lesinano colpi proibiti e di classe: Brown dipinge un arcobaleno per il 6-9 e Green si lancia sfrontatamente nel traffico per ribattere. La Cimberio è bloccata dalla tensione e da un sottile blocco mentale suscitato dalla presenza di dozzine di titoli nel palmares toscano, dall'altra parte Hackett (eroe mensanino nella notte del Forum di Milano) invece si alza dalla panchina con fiducia timbrando l'8-13. Banks ed Ere trovano due ottimi spunti in avvicinamento, quindi un fallo tecnico comminato alla panchina prealpina (proteste veementi dopo un abbattimento di Green) fa accelerare il disavanzo fino al 13-18. Un paio di canonici fischi compensativi, amatissimi dagli arbitri del Belpaese, rallentano la MPS e Varese trova tre punti alla lunetta per annusare la scia del nemico al primo mini riposo (16-18). [i][b]Sul filo dell'equilibrio. [/b][/i]Ivanov e Banks portano per la prima volta in vantaggio i nostri sul 20-18, De Nicolao è il classico moschino in difesa e irretisce per qualche possesso il pericolo numero uno Bobby Brown, capocannoniere dell'Eurolega 2013. I verdi del Palio trovano ossigeno con Sanikidze e Janning, la “panchina” di Vitucci concede il fianco a due contropiedi letali: 24-27. I soliloqui di Green allontano dal copione i compagni, poi finalmente super Mike ne azzecca una dal perimetro e sigilla il 29 pari. In una giostra di sorpassi vicendevoli, tutti ambiscono a comprare un gettone. Al secondo sfondamento di seguito fischiato a Siena – evento che mancava dal Sanremo vinto dai Jalisse – il vero [i]coup de theatre[/i] è il tecnico indirizzato allo staff di Banchi. Nel caos più totale, al ciuffo di Ere fa da contraltare la tripla pulitissima di Moss: 36-35 e tutti a rinfrancarsi spirito e membra negli spogliatoi. [i][b]Ago della bussola impazzito. [/b][/i]Varese prova a razionalizzare il suo partita con l'asse Green-Dunston, la Montepaschi continua ad affidarsi all'immarcabile Brown, capace di scollinare il “ventello” (alla fine saranno 29, con 32 di valutazione) quasi fischiettando. Hackett sale in cattedra e il nostro play ha la malsana idea di schiantarlo a centrocampo con un fallo antisportivo: i sei volte detentori del titolo non capitalizzano a dovere (errore del regista azzurro dalla linea della carità e in penetrazione) rimanendo sul 40-42. La Cimberio senza il suo faro Verde non trova la retina nemmeno pregando, così scivola a meno sei in un amen. Banchi gioca il jolly dell'[i]instant replay –[/i] spendibile dalle semifinali – in occasione di una rimessa dubbia, ma il video dà ragione ai padroni di casa. Qui i ragazzi di Vitucci, pur faticando terribilmente in attacco, riescono a disinnescare gli avanti toscani e ad impattare a quota 46 con il cecchino Sakota. Moss e Ress ridanno slancio a Siena, Kangur si scaviglia (non condividiamo i fischi di parte del pubblico nei riguardi di un ex distintosi per integerrima professionalità nelle annate varesine), Ere pesca due canestri sporchi e preziosi per il 52-52 di fine terzo tempo. [i][b]L'illusione prima del brusco risveglio. [/b][/i]Una tripla improvvisa di Banks è prontamente ripagata dal dardo di Moss e dal contropiede di Carraretto: 57-61. Il Guru Frank attende un canestro subito di troppo prima di rifugiarsi nel più sacrosanto dei [i]time out[/i], poi Ivanov raccoglie dalla terra arida un 2+1 pieno di vitamine. La rimonta della capolista della stagione regolare si materializza con il 5-0 di un mefistofelico Ere, sartoriale da distanza siderale. Varese spreca l'impossibile per eccesso di entusiasmo e viene punita dai soliti fenomeni Hackett e Brown. Dunque si materializza l'azione che cambia definitivamente le carte in tavola: Moss sale in cielo a stoppare la schiacciata di Banks, a seguire Sanikidze ed Eze non perdonano nel pitturato issando i vessilli della città del Palio sul 65-72. Il ciuffo di Sakota e il 2/2 di Green valgono il fugace 70-74, un magistrale uno-due dei senesi consegna il primo punto della serie al Montepaschi. Appuntamento a martedì, quando sarà già vietato sbagliare. Nei momenti bui della stagione, gli uomini veri di Varese hanno risposto da signori. A voi Dusan, Adrian, Erik, Andrea, Mike, Bruno, Ebi, Achille, Bryant e Dejan: tutti per uno, uno per tutti. Anzi tutti per Varese.
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[b]DUSAN SAKOTA [/b](23 punti; 5/5 2p; 3/4 3p; 4/4 tl), [b]VOTO: 8. [/b]Quando a due minuti dal termine di una partita vinta grazie alla tua mirabolante balistica ti butti a terra per recuperare un pallone vagante, significa che hai nel DNA la voglia di arricchire la bacheca. Che la sua sapienza venga infusa anche ai compagni... [b]ADRIAN BANKS [/b](14 punti; 3/11 2p; 2/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]La continuità non è il suo punto di forza. Il trend si conferma fin da inizio anno e non sembra cambiare. Dalla lunga ci prende più del solito, ma alcune entrate sono a dir poco ballerine. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel secondo periodo, quello del break decisivo, azzanna l'avversario come ai bei tempi. Quando le difese ricominciano a picchiare, tornano le sofferenze. In vista delle semifinali, serve una congrua dose di pane e coraggio. [b]MIKE GREEN [/b](7 punti; 2/2 2p; 0/2 3p; 3/6 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Non appare particolarmente invogliato, però una serata di quasi riposo (sul 3-1 nella serie) è permessa. Da sabato prossimo la storia cambierà: la Cimberio non può fare a meno della sua stella polare per cercare la rotta che conduce all'Empireo della palla a spicchi. [b]BRUNO CERELLA [/b](0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Quattro minuti di utilizzo, senza arte né parte, per l'oriundo. [b]EBI ERE [/b](7 punti; 1/3 2p; 1/6 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Cinque gare ravvicinate, passate a marcare il taurino Diawara, ucciderebbero anche un pugile. Il capitano ha la vista annebbiata in attacco ma si fa perdonare con l'apporto decisivo nell'area colorata. Urge qualche giornata di riposo. [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 4/6 2p; 0/2 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Apre le ali nel secondo periodo deliziando la platea di Masnago. Pago di un primo tempo d'alta classe, si concede un riposino nella ripresa. [b]BRYANT DUNSTON [/b](10 punti; 4/9 2p; 0/0 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]L'assenza di Szewczyk gli risparmia la consueta razione di malrovesci. In un'azione umilia l'attempato Marconato dandogli un distacco di cinque metri e novanta su sei di corsa dal perimetro al ferro. Nel presidiare il pitturato può fare di meglio [b]DEJAN IVANOV[/b] (10 punti; 4/7 2p; 0/0 3p; 2/3 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Pur con un'eleganza che poco s'addice ai sabati di Gala, sfiora la “doppia doppia”. Non ha paura di raccattare i palloni dalla spazzatura e si adegua al lavoro sporco. Vitucci ora può contare su di lui.
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Quarti play-off V: Cimberio Varese 84 - Umana Venezia 75
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Tre quarti condotti con scioltezza prima di qualche distrazione finale. Si riassume in poche parole una serata di ordinaria amministrazione per Varese, capace di ottenere uno splendido traguardo ma arrabbiata per un ultimo periodo giocato con troppa sicumera. È lo specchio della mentalità giusta di chi si appresta a ad un'altra serie massacrante al cospetto di nuovi e più strutturati avversari. Ci sarà da soffrire però la capacità di trovare ogni sera nuove risorse (oggi eccellente Sakota, in sensibile ripresa Polonara ed Ivanov) ci lascia moderatamente speranzosi. E sognanti. [i][b]Gara a senso unico. [/b][/i]La Reyer, priva dell'infortunato Szewczyk e di preziosi chili sotto le plance, parte subito a zona per non caricarsi di falli. Il tentativo è poco fruttuoso al cospetto di Dunston, ma la mano caldissima di Calrk tiene davanti gli ospiti (5-6). La tripla di Ere, sempre costretto agli straordinari nel tenere a bada Diawara, e la “zingarata” di Green nell'allegra difesa lagunare regalano il primo vantaggio degno di nota: 14-9. Varese si fa scippare da sotto il naso rimbalzi a ripetizione (in un'azione, l'Umana segna al quarto tentativo consecutivo), così Rosselli pesca il 16-13. Sakota indossa il cappello da Guglielmo Tell, gli arbitri mostrano un'insolita simpatia per i prealpini, Ivanov rientra nelle rotazioni con piacevole autorevolezza: Mazzon deve rintanarsi nel primo [i]time-out [/i]della sfida sul 22-15 per non annegare nella marea biancorossa. La Cimberio potrebbe prendere il largo al gong del primo round, ma si lascia ingolosire in contropiede (fesseria di Green) e chiude con un comunque confortante 26-17. [i][b]Vincenti e divertenti. [/b][/i]Due schiacciate di Polonara fanno il paio con i guizzi di Bowers, il distacco rimane pressoché invariato sul 30-22. I dettagli iniziano a sfumarsi nelle stanchezza del quinto impegno in otto giorni, l'intensità scompare e ricompare favorendo le giocate dei solisti. Diawara riporta i suoi sul meno sei (34-28), Banks ci prende dai sette metri riallargando la forbice sul 39-28. Il tabellone corre rapido come una lepre, Sakota supera la doppia cifra in concomitanza del 44-34 e il consueto [i]alley oop[/i] tra De Nicolao e Polonara mette a rischio le fondamenta del vecchio Lino Oldrini. L'Umana è mortificata e potrebbe iniziare a pensare alle vacanze estive invece di cadere in sterili proteste: lo show dei ragazzi di Vitucci, in una sarabanda di passaggi ciechi, assist illuminanti, canestri circensi, partorisce il 51-34 della pausa lunga. [i][b]Tutto sotto controllo. [/b][/i]La Cimberio torna dagli spogliatoi con l'intenzione di archiviare subito la pratica. Venezia alza i colpi in difesa ma sovente va a sbattere contro la diga eretta da Dunston e Sakota, qualche colpo proibito viene gestito con signorilità: Green dalla lunetta timbra il 58-40. La terna è poco lungimirante nel punire Mazzon con un fallo tecnico, l'Umana spara a salve dal perimetro (5/22 globale), Varese abbassa il ritmo senza disdegnare qualche affondo. Diawara – miglior giocatore del globo per punti segnati quando le sue compagini sono sotto di quindici lunghezze o più – prova a migliorare le statistiche personali (tripla per il 63-48), però Ivanov e Banks mantengono salde le redini del match: al trentesimo minuto la capolista guida 68-52. [i][b]La testa è già a sabato prossimo. [/b][/i]Un parziale di 0-4 fa giustamente arrabbiare coach Vitucci, sempre vigile e attento ai dettagli. La strigliata della sospensione tecnica suggerisce ai nostri di non gozzovigliare: Banks e Polonara ricacciano i veneti a meno sedici sul 73-57. Kuba e Young sono encomiabili nel non lasciare nulla d'intentato nella serata che segna l'addio di Venezia dai play-off 2013, Ere sveglia i compagni dal torpore con una bella entrata e con un assist al bacio per Sakota (77-64). All'ennesima “bomba” vincente del serbo, in versione leonina, il più classico “tutti in piedi per la Cimberio” accompagna l'ingresso di Varese alle semifinali. Un piccolo brivido cala sulla schiena dei quasi 4500 di Masnago quando Green cade dopo uno scontro di gioco, ma il solido play si rialza senza claudicare. Negli ultimi minuti il quintetto di casa si deconcentra e regala palloni grotteschi (sette nel solo periodo di chiusura) agli avversari. Bowers e Clark rendono meno bruciante l'eliminazione dell'Umana, però il destino della serie è già noto. Di fronte del prossimo avversario – Milano o Siena che sia – la truppa di Vitucci non potrà permettersi alcuna sbavatura. Augurandoci, con pochissima imparzialità, che le due superpotenze si diano battaglia strenua fino a gara sette (invero i meneghini paiono lanciati verso un possibile 4-2), Varese proverà ad aggiungere una nuova gemma a una stagione fin qui straripante. L'ultima apparizione in semifinale risale a quattordici anni orsono. Lo sanno anche i muri come finì in quel maggio di fine XX secolo. Lo ricordano soprattutto i tifosi: soprattutto per loro, l'avventura non può e non deve arenarsi al prossimo lido. -
Quarti play-off IV: Umana Venezia 84 - Cimberio Varese 72
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Tanto autoritaria e ferale in gara 3, quanto pasticciona e approssimativa in gara 4. La Cimberio paga caro la reazione vigorosa di Venezia e manca il primo [i]match ball[/i]. Dopo un fugace vantaggio (3-9), Varese gioca un pessimo primo tempo. L'Umana dilaga con il redivivo Clark e con l'agonista Diawara, toccando le venti lunghezze di vantaggio. Nel terzo periodo Dunston (14 punti + 9 rimbalzi) prova a gettare le fondamenta della rimonta, però Young e Szewczyk mantengono larghissimo il divario all'ultima pausa: 73-53. Nell'ultimo parziale Vitucci getta nella mischia un quintetto di “riserve”, discretamente abile nel rendere il passivo meno gravoso. Qualche segnala positivo arriva da Sakota e Cerella, però sono troppi gli elementi storti in una nottata dalle tinte oro-granata: dalla scarsa percentuale ai liberi (8/16) all'inferiorità a rimbalzo, dai palloni persi a ripetizione (14, a fronte di soli 4 recuperi) alla deconcentrazione nei dettagli. Una seria a 7 partite è difficile da affrontare sempre con la stessa attenzione e ferocia. Ora il fattore Masnago dovrà farsi sentire per chiudere i conti. Appuntamento a sabato, senza allarmismi: tutte le serie sono sul 2-2, i nostri guidano 3-1 e subiranno una bella lavata di capo da Vitucci. Il viatico migliore per tornare a macinare pallacanestro. -
[b]DUSAN SAKOTA [/b](19 punti; 2/2 2p; 4/7 3p; 3/4 tl), [b]VOTO: 7,5. [/b]Lo spilungone dal prezioso [i]palmares[/i] sa come affrontare le gare ad alta elettricità. Intimorisce gli avversari, brucia la retina nei momenti propizi, detta la linea ai compagni. Risolutore. [b]ADRIAN BANKS [/b](12 punti; 2/8 2p; 1/1 3p; 5/5 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Esagera con gli egoismi quando si butta con poca cognizione nel labirinto della difesa veneta. Generoso a recupero e nei rimbalzi, deve aggiustare la mira e razionalizzare il [i]modus operandi[/i]. [b]ERIK RUSH [/b](1 punto; 0/0 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Ha la fortuna di entrare nelle rotazioni nel momento migliore della squadra. Otto minuti di difesa discreta e di intelligente abnegazione. I riflettori sono per gli altri. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Vaga per il [i]parquet [/i]il suo gemello scarso, lo stesso che si intravede da un paio di settimane a questa parte. Nullo in attacco – sia per assist che per iniziative –, di gomma piuma in difesa. Irritante. [b]MIKE GREEN [/b](12 punti; 2/6 2p; 0/1 3p; 8/11 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]L'[i]incipit [/i]è devastante e fa ricordare le meraviglie di Gara 1. Poi Venezia inizia a martellarlo e lui va in confusione con sei palloni persi. Torna sulla retta via nelle fasi cruciali. [b]BRUNO CERELLA [/b](0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]All'alba di fine maggio, ancora non è un giocatore da partite ufficiali. Sorge il dubbio che il blocco sia psicologico prima ancora che fisico. [b]EBI ERE [/b](19 punti; 3/7 2p; 3/5 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Nella vesti di un superbo Tom Hanks, coglie l'attimo fuggente e conduce i ragazzi alla vittoria. Suona la carica e tutti lo seguono con il petto in fuori. Encomiabile per lucidità e generosità. [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 4/4 2p; 0/2 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il ragazzo sente il clima teso da [i]post season[/i]. Con fare sfrontato infierisce su Venezia quando arranca, quindi tiene botta nelle storie tese del pitturato. Gagliardo. [b]BRYANT DUNSTON [/b](6 punti; 3/8 2p; 0/0 3p; 0/1 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il correttore automatico di Word segnala come errore un'insufficienza accanto al nome dello splendido numero 42. Ci assumiamo la responsabilità di contravvenire alle leggi della ragione, ricordando che il Totem si è trovato spesso impaltanato nella giungla dei lagunari. E spesso non ne è riemerso. [b]DEJAN IVANOV [/b](3 punti; 1/4 2p; 0/0 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Non ha la stazza del centrone, non ha l'agilità dell'ala grande. Non si esime dallo sbucciarsi le ginocchia, per il resto è una boa che galleggia nel [i]mare magnum [/i]dell'area colorata.
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Quarti play-off II: Cimberio Varese 81 - Umana Venezia 72
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Tensione spasmodica, ribaltoni continui, polemiche arbitrali, mani che tremano, uomini sapienti che decidono le sorti: sono i tratti inconfondibili dei play-off. La Cimberio, capace di alternare minuti sublimi e sprazzi di caos mentale, si affida ai suoi giocatori esperti per risolvere il rebus muscolare e imperscrutabile ideato da Mazzon. Varese ringrazia Sakota ed Ere per un 2-0, prezioso come il platino, ma ora patirà due serate nell'Inferno sportivo della Laguna. Uscire con le ossa rotte a metà – ossia una vittoria e una sconfitta – sarebbe un viatico eccellente verso le semifinali. Obiettivo ambizioso. [i][b]Masnago è una corrida. [/b][/i]Varese, di rossa vestita come i suoi tifosi marchiati [i]We believe[/i], prova fin dal principio a correre per complicare il piano partita agli ospiti: il 6-2 arriva dopo una sequela di difese niente affatto soft. L'Umana macina punti con Magro ma il centro lascia poco dopo il campo complice il terzo fallo personale, la Cimberio si affida allo sgusciante Banks – abilissimo dentro e fuori dal perimetro – per timbrare il 16-8. I ragazzi di Vitucci sono indiavolati e toccano la doppia cifra di vantaggio (tripla di Sakota pulita come l'acqua di montagna), i lagunari smarriscono la testa dopo alcuni fischi avversi della terna. Marconato perde le staffe e finisce sul libro dei falli tecnici, così la precisione dai liberi di Green e gli 1 su 2 di Rush ed Ivanov valgono il 25-11 del primo mini riposo. Il 34 a 0 di valutazione complessivo è un dato emblematico. [i][b]Secondo periodo da tregenda. [/b][/i]Il carattere di Venezia, finora sopito, esce con i colpi dei suoi uomini più talentuosi: Clark, Szewczyk e Diawara ricuciono fino al 27-18. Le aree colorate diventano mari popolati da squali affamati, il piranha Polonara ci sguazza a meraviglia e si procura una meritata [i]standing ovation[/i]. Sul 32-18 Mazzon deve rifugiarsi nel secondo time-out di giornata, tuttavia i suoi sbagliano rigori a ripetizione non capitalizzando alcune disattenzioni prealpine. All'ennesimo assist involontario di De Nicolao e Green, Rosselli e Young riaccendono la gara sul 34-26. Gli “arancioni” compensano i fischi pro capolista della prima frazione con due o tre scelte azzardate, Green perde la lucidità dei momenti belli e il fatturato varesino rimane una vita a quota 37 (nel mentre gli oro-granata si spingono a 31). Il 2+1 di Rosselli è poi seguito dall'antisportivo di Sakota, reo di aver spinto un avversario a gioco fermo. Bowers trascina i veneti sul 39-37, Young sigla il pareggio sfruttando la marcatura assai blanda di Cerella. A rendere ancor più nefasto un secondo quarto pessimo di Varese, nel settore ospiti lo scoppio di un petardo fragoroso fa tremare – in senso figurato e non – il pubblico. [i][b]Sorpassi e contro sorpassi. [/b][/i]Il popolo di Masnago prova ad esorcizzare i brutti pensieri stringendosi attorno ai propri beniamini. La difesa non riesce a prendere le contromisure a Young, spot vivente di come arrivare in grande forma a quasi quarantanni. I lagunari mettono il muso davanti sul 43-44 e sul 45-47, con una tripla beffarda di Marconato. Cinque punti coraggiosi di capitan Ere cancellano la mini fuga dell'Umana, un canestro da rimbalzo offensivo di Polonara (52-49) serve come una bombola di ossigeno nella Fossa delle Marianne. Varese preferisce la dabbenaggine (troppe le diciotto palle perse di serata) alla costanza nella manovra, così Clark e Diawara ricacciano il gola l'urlo di Masnago: 52-53. Mazzon ritenta l'amata carta della zona, vanificata dal dardo a [i]copyright [/i]Dusan Sakota e da un paio di entrate energiche dei nostri. L'ultimo acuto di un periodo schizofrenico, mandato in archivio sul 58-55, è di Bulleri. [i][b]Decide l'esperienza di Ere e Sakota. [/b][/i]La sfida epica tra Diawara (17 punti con percentuali bassine) ed Ere fa scintille, la terza “bomba” di Sakota vale il 64-59 in una miscellanea di emozioni. Il copione si ripete poco dopo: l'ex Kuba impazza dalla media distanza, il fromboliere Dusan scrive un altro verso sublime dai 6,75 metri. La Cimberio prova a piazzare il break con un numero circense di Green, l'Umana non demorde con cinque punti di Clark per il 69-67. La gara sembra prendere la direzione di Varese a quattro minuti dalla fine quando Marconato colleziona un nuovo fallo tecnico e l'espulsione: qui la Cimbero assomma però soltanto un punto e uno sfondamento. La paura fa novanta in maniera equipollente. Sul 73-70 Clark sbaglia la tripla della possibile parità, Dunston commette più errori oggi che in tutta la stagione (redenzione parziale con l'assist che regala a Sakota il 77-72), Rosselli manca la retina da nove millimetri dal ferro. Nel finale la truppa di Vitucci mette fine alla fiera delle imprecisioni con il canestro di un immenso Sakota e può tirare un sospiro di sollievo. Dopo 48 ore scarse, la percezione è di aver vissuto un mese di [i]post season[/i]. Da martedì la serie si sposta allo storico Taliercio di Mestre per due gare al fulmicotone. C'è già chi medita, fra i tifosi, di domandare un'indennità da play-off. Chi può, provi a salvare le proprie coronarie. -
Quando il gioco si fa duro, Mike Green inizia a giocare
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]DUSAN SAKOTA [/b](6 punti; 0/1 2p; 2/5 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Vive di struggenti colpi e di calcolati oblii, alternando banalità a colpi di classe. Benino a rimbalzo, poco abile nella gestione dei falli. [b]ADRIAN BANKS [/b](12 punti; 6/9 2p; 0/1 3p; 0/1 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Inventa canestri pazzi con la consueta arte da funambolo. Di tanto in tanto si eclissa prima di tornare in azione con una battuta del repertorio. Animale da palcoscenico.[b] [/b] [b]ERIK RUSH [/b](5 punti; 1/1 2p; 1/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel momento più critico del match – metà seconda frazione – aiuta i compagni a rispondere alle cannonate veneziane. Si candida a giocare anche le prossime partite, a discapito di Ivanov. [b]JANAR TALTS [/b](6 punti; 3/5 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Da mestierante navigato dell'area colorata sa quando è il momento di far sentire il fisico. Ogni tanto non si avvede di palloni che volano a pochi centimetri dal suo naso, ma l'impegno non manca mai. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il minimo sindacale, rappresentato da quattro assist, in una serata da sbadigli. Contro l'Umana non appare particolarmente a suo agio. [b]MIKE GREEN [/b](25 punti; 5/9 2p; 3/5 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Prova superba con sensazione di autorità che trasuda da ogni poro. A una pioggia battente di canestri, aggiunge perspicacia nel servire i compagni e muscoli a rimbalzo. Imprescindibile. [b]BRUNO CERELLA [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Trasmette costantemente la sensazione di giocare sulle uova, di muoversi con circospezione temendo i contatti, di soppesare i movimenti. La stagione si sta chiudendo, serve un cambio di marcia. [b]EBI ERE [/b](7 punti; 1/5 2p; 1/4 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il capitano sciorina una delle prestazioni peggiori dell'annata. In attacco spara a salve, in difesa tiene a bada con discreti risultati il mastino Diawara. [b]ACHILLE POLONARA [/b](11 punti; 2/3 2p; 2/4 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Al netto dei recenti guai fisici, scorrazza sul [i]parquet[/i] con lodevole efficacia. In fase realizzativa è aiutato dalla buona sorte, qua e là si concede peccati di gioventù. [b]BRYANT DUNSTON [/b](16 punti; 5/8 2p; 0/0 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Le cifre ingannano un po': gara positiva ma non stellare. Fatica a rimbalzo e in difesa, a tratti si perde perfino Magro. Poi piazza tre giocate delle sue e risulta facile perdonarlo. -
Quarti play-off I: Cimberio Varese 92 - Umana Venezia 74
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Che Venezia fosse squadra tignosa, era pronosticabile. Che tenesse egregiamente venticinque minuti, era meno preventivabile. Che sia crollata alla prima sterzata vigorosa varesina, è un dato di fatto. La Cimberio si tiene stretta il fattore campo e sorride con una prestazione eccellente di Green. Alcuni dei pezzi da novanta (Ere e Dunston) possono dare di più, il secondo quintetto deve invece prendere le distanze contro un roster lagunare da prendere con le molle. La serie è ancora tutta di vivere, ma aver spezzato in maniera produttiva la tensione della lunga attesa rappresenta un prologo prezioso. [i][b]Il primo atto di una lunga serie. [/b][/i]Masnago ruggisce di entusiasmo in un turbinio di stendardi e striscioni (con quello degli amici del Forum VFB che vince mirabilmente il premio del più casereccio e meno scaramantico). I primi tre canestri di marca prealpina sono possenti e spettacolari: Green e Dunston si scambiano delizie, Banks è lesto in entrata. Venezia prova a non scomporsi con le segnature di Young e Diawara, la Cimberio è meno attenta del solito a rimbalzo ma mette brillantemente in moto l'arciere Ere per il 13-9. Magro non sfigura affatto contro il colosso Dunston, Sezwczyk è sartoriale dall'arco (15-14). De Nicolao e Polonara danno una sferzata d'aria fresco, con il lungo bravo a incunearsi nella zona oro-granata per incamerare il 2+1 che vale il 20-16. La panchina di Mazzon non sfigura però gli ultimi acuti del quarto d'apertura sono ad appannaggio della capolista: 24-18. [i][b]Storie tese. [/b][/i]Il canestro con fallo di Rosselli costa la seconda penalità a Dunston e crea un po' di confusione nel quintetto varesino. Ai tiracci di Talts e Polonara segue il primo vantaggio veneto (24-25), grazie a due tap-in del paracarro dalla mano educata Marconato. Rush si guadagna il posto nelle rotazioni – l'escluso della serata è l'ancora appesantito Ivanov – con cinque punti di fila, due triple di Mike Green ridanno abbrivio alla manovra prealpina sul 35-32. Diawara si guadagna la pagnotta con il fisico e con l'arte drammaturgica, l'aria pesante consueta dei play-off si inizia a percepire dai gomiti alti, dalle spinte, dai sotterfugi da [i]play ground[/i]. Un paio canestri sporchi di Talts (43-38) e la [i]leadership[/i] dilagante di Green consentono di accedere alla pausa lunga con cinque lunghezze di margine, ma gli ospiti sono in partita in virtù di un apporto corale di buon livello con otto effettivi a tabellino. [i][b]Una spallata ai contendenti. [/b][/i]La truppa di Vitucci rientra cattiva sul [i]parquet [/i]assommando un parziale di 7-2 a firma di Dunston, Polonara ed Ere. Il quarto fallo di Diawara, piuttosto veniale, elimina un'arma tattica scomoda per la difesa Cimberio. L'Umana si rialza dal meno undici con l'impavido Rosselli e Clark (temutissimo alla vigilia, invero non trascendentale), Varese ha discreti guizzi ma non riesce ad improntare il piano fuga. Una magia di Banks, l'uomo che scompare e ricompare per bruciare la retina, gasa i quattromila del PalaWhirlpool e sembra finalmente dare il là alla marea biancorossa. Green porta a spasso i play avversari, Sakota (autore del 66-52) rammenta a se stesso di essere il giocatore più preciso dall'arco dell'intera Lega, Talts stacca un braccio a Szewczyk e poi si appende al ferro: ben fatto orso baltico. I lagunari racimolano qualche briciola dalla linea della carità ma al riposo pagano un dazio di quattordici punti: 73-59. [i][b]All'orizzonte nuove fatiche. [/b][/i]I ragazzi di Mazzon provano a tenere il passo dei fuggitivi, dando fondo al proprio serbatoio sul primo gran premio della montagna della serie play-off. Dall'ammiraglia Vitucci concede riposo a Green, ma è presto per pensare al risparmio delle energie. Clark riporta gli oro-granata sotto la doppia cifra di ritardo (75-66), Dunston sbaglia il più facile dei canestri e Venezia torna a sperare. Tuttavia è un fuoco di paglia. Il gancio anni '70 di Polonara ristabilisce distanze più congrue, l'Umana ha la vista appannata, Green – indiscusso MVP – sigilla il più quindici a tre minuti dalla sirena. Il resto è solo accademia, tra quaranta ore si torna in campo per una nuova fatica. È la lunga corsa a tappe dei play-off, non c'è tempo per chiudere a mani alzate una frazione che è già il momento di ripartire. Diffidiamo dagli avversari tignosi ed evitiamo passi falsi. La Cimberio vista nella ripresa può ambire alla maglia Rosa. -
Sakota esalta la platea con un'incredibile prova balistica
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]DUSAN SAKOTA [/b](22 punti; 4/5 2p; 4/4 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 7,5. [/b]Partita sontuosa per il lungo balcanico. Segna da ogni posizione, si avventa sui palloni vaganti, è coriaceo sotto le plance. Partita dell'ex da sogno. [b]ADRIAN BANKS [/b](11 punti; 3/10 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Nel primo tempo è spesso chiamato a forzare perché i compagni sono defilati e poco reattivi. Gioca una partita generosa e rifugge i fantasmi dell'infortunio alla caviglia patito, proprio contro Pesaro, nel girone d'andata. [b]ERIK RUSH [/b](4 punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Strappa una sufficienza risicata con qualche spunto buono a gara sostanzialmente chiusa. Troppi i passaggi a vuoto per candidarsi come protagonista in [i]post season[/i]. Sarà ballottaggio continuo con Talts per la tribuna. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](5 punti; 0/0 2p; 1/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Pur senza strafare, è preziosissimo nel momento del break decisivo per i suoi. Mette a ferro e fuoco il reparto piccoli dei marchigiani, incutendo timore agli omologhi. [b]MIKE GREEN [/b](14 punti; 4/9 2p; 0/3 3p; 6/8 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Un motivetto della curva nord, arcinoto per chi è avvezzo al PalaWhirlpool, declama che ci importa poco del croato (Rok Stipcevic) perché in campo c'è Mike Green. Dopo tre domini imbarazzanti negli scontri diretti fra i due, sottoscriviamo in pieno la strofa. [b]BRUNO CERELLA [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Risponde presente, con fare battagliero e tosto, quando la gara è ancora apertissima. Si sente in difesa e non disdegna le sortire a rimbalzo. In palese crescita. [b]EBI ERE [/b](11 punti;[b] [/b]2/7 2p; 2/5 3p; 1/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Salva le statistiche nel [i]garbage time[/i] dopo una gara a singhiozzo, con diversi errori banali raramente visti nel repertorio dell'inossidabile capitano. Una legittima serata a rifiatare dopo un anno estenuante. [b]DEJAN IVANOV [/b](3 punti; 1/4 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Esordio discreto e applausi convinti per il bulgaro. La mano, complice l'emozione, trema un poco. Ottimo però l'atteggiamento a rimbalzo (nove palloni arpionati), nell'occupazione degli spazi e nei momenti di agonismo. [b]BRYANT DUNSTON [/b](13 punti; 6/10 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Soffre più del dovuto la fisicità di Crosariol e di Bryan. In attacco mostra parte dello strapotere che ha nel bagaglio. Il totem statunitense sarà l'uomo decisivo nelle lunghe serie dei play-off. -
Cimberio Varese 85 - Scavolini Banca Marche Pesaro 70
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Trenta minuti di sbadigli, disattenzioni ed equilibrio prima del brindisi finale. Con un ultimo quarto che ribadisce quanto sia devastante Varese nel momento in cui innesta le marce alte. Poi la cornice festosa assume le tinte bianco-rosse e si trasmuta in un intero palazzetto che avvolge i suoi eroi e chiede loro di non fermarsi qui. Un giro di campo che non vuole finire mai, tributo doveroso per omaggiare gli artefici della stagione regolare più bella del nuovo millennio. [i][b]Pallacanestro dozzinale. [/b][/i]Pronti via e l'andamento della partita denota connotati evidenti. La Scavolini – paga di una salvezza conquistata con largo anticipo – corricchia e spara ad oltranza dal perimetro, la Cimberio predilige i fronzoli alla sostanza. Gli ospiti ottengono un fugace vantaggio con Barbour e lo incrementando con Stipcevic (fischiatissimo dalla curva, indifferente al resto della platea del suo vecchio palazzetto), quindi Green e Banks ristabiliscono l'equilibrio sul nove pari. Il proliferare dei fischi rende il gioco spezzettato e certifica l'incerta attitudine della capolista dalla linea della carità: caratteristica da migliorare in vista degli imminenti play-off. Il giovane Traini, classe 1992, e il veterano Ere danno via alla tenzone del tiro da tre, fondamentale in cui si esibisce con successo anche Mack per il 15-19. La galleria degli orrori prosegue fino alla fine del parziale d'avvio senza partorire cambiamenti di punteggio. [i][b]Equilibrio soporifero. [/b][/i]Crosariol sfrutta la sua altezza imponente per una schiacciata ad alta quota, De Nicolao prova a mettere in moto dai 6,75 m Ivanov (esordiente inserito nelle rotazioni al posto di Talts) ma i primi punti del bulgaro arrivano dopo un tap-in fortunoso. Thomas si segnala per la tripla pulita del 19-26, Banks predica nel deserto dell'offensiva prealpina. Green anestetizza le azioni di Varese, Vitucci alterna tutti gli effettivi sperimentando quintetti naif, Sakota bada al concreto con due dardi che riavvicinano lo [i]score[/i]: 29-31 e time-out di Markovski. La Cimberio alza il tono difensivo e l'approccio difensivo, però Barbour e Crosariol (ingestibile nel pitturato) non si lasciano intimidire. Mike Green cambia volto trascinando i suoi sul 36 pari, quindi ancora il lungo pesarese – già in doppia cifra – sigla indisturbato i punti del 38-41. Due ingenuità dei marchigiani, a compendio di un primo tempo deludete su ambo i fronti, regalano a Banks e Sakota i liberi del sorpasso. Ben più calorosi gli applausi dedicati agli eroi della Pallacanestro Varese in carrozzina, al centro del campo all'intervallo per celebrare la recente promozione in A-2 al termine di un'annata entusiasmante. [i][b]La Cimberio prova ad accelerare. [/b][/i]Le due squadre tornano dalla ripresa con più vigore atletico e tenacia, tuttavia le voragini difensive permettono canestri facili ai vari Cavaliero e Bryan (46-48). Stipcevic converte in oro una palla sporca, il duo Green-Dunston ritrova il [i]feeling [/i]abituale, De Nicolao e Crosariol danno vita a storie tese dopo un recupero: è partita vera, contro ogni pronostico della vigilia. I 4300 di Masnago possono finalmente tornare a far tremare le tribune dopo una sequenza di azioni da battaglia, con il 54-51 siglato da Dunston dopo due rimbalzoni di Ivanov, re dei palloni vaganti. La “Scavo” è comunque bravissima a reggere l'urto della capolista (reso più fragoroso dalla tripla del + 7 targata De Nicolao) e a rimanere in scia sul 60-57 di fine terzo quarto. [i][b]Nel segno di Sakota. [/b][/i]I marchigiani diventano ermetici e bloccano a lungo la verve realizzativa di capitan Ere e compagni, però si mangiano le mani quando – dopo varie possibilità di contro sorpasso gettate alle ortiche – subiscono le “bombe” di un indiavolato Sakota: 67-59. Insomma, tutti ad aspettarsi i morsi velenosi di Stipcevic, ma è Dusan a portare le stigmate dell'ex ispirato e risolutore. Il quintetto rude, con De Nicolao e Cerella a dettar legge in trincea, disinnesca i residui bellici pesaresi e si issa sulla doppia cifra di vantaggio (72-62 con i tiri liberi del novello Poz). La formazione del volpone Markovski ha già la testa alle vacanze ma chiude con dignità una stagione travagliata. Il resto è solo accademia in un clima da festa: la capolista se ne è andata e nessuno può più insidiarla. Per il pubblico si esaurisce una [i]regular season [/i]da sogno, con quattordici successi casalinghi su quindici partire, e un primato globale che mancava dal 1988. La classe del Professor Vitucci si presenta alla maturità con un 9 in pagella da confermare in un'estate sicuramente torrida. La prima traccia sarà un tema che verterà sulla lotta contro Venezia. Rivale storica e tignosa, nonché unica compagine ad aver violato il PalaWhirlpool da settembre ad oggi. Tutti in palestra a studiare per dieci giorni: vietato concedere il bis ai lagunari. -
Bryant Dunston è il factotum della capolista
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]DUSAN SAKOTA [/b](10 punti; 2/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 7. [/b]La prestazione poco muscolare della batteria dei lunghi di Milano lo aiuta. Si ritaglia con arguzia spazi che sfrutta abilmente per bucare la retina. [b]ADRIAN BANKS [/b](17 punti; 4/8 2p; 3/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Vede Milano, il suo talismano prediletto, e si scatena. Si improvvisa tiratore preciso dalla lunga, nella ripresa placa la sua fame di punti. [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]È l'unico a non[b] [/b]partecipare alla tavola imbandita di canestri. La prestazione eterea si perde nella domenica di festa. Voci di mercato (leggi tagli o tribuna forzata) aleggiano sulla testa del ragazzone svedese. [b]JANAR TALTS [/b](3 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 1/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Non sfigura affatto di fronte a giocatori che percepiscono uno stipendio che è dieci volte il suo. Ci mette il cuore e pur con qualche pasticcio aiuta a costruire il muro della vittoria. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](8 punti; 0/2 2p; 2/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Encomiabile per dedizione e furbizia, si diverte a regalare assist ai compagni (cinque) e ad incunearsi nei meandri della granitica difesa milanese. Tosto e vincente. [b]MIKE GREEN [/b](17 punti; 4/8 2p; 2/5 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Mostra tutta la sua superiorità caratteriale e tecnica al cospetto degli omologhi avversari. Archivia la partita e fa segnare a ripetizione i compagni prima di perdere qualche pallone nel finale. [b]BRUNO CERELLA [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]senza voto[/b]. Solo scampoli di gioco per l'italo-argentino. [b]EBI ERE [/b](15 punti; 2/5 2p; 3/7 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Il capitano sfodera i canestri giusti al momento giusto. In difesa è molto prezioso nel mettere la museruola agli esterni dell'Emporio: il califfo del bazar del campionato è lui. [b]ACHILLE POLONARA [/b](5 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Dopo un primo tempo discreto, fa tremare il popolo varesino per un infortunio. Dalla sala stampa tranquillizzano: due settimane di riposo e nulla di rotto. Tornerà ad aprire le ali ai play-off. [b]BRYANT DUNSTON [/b](20 punti; 7/9 2p; 0/0 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 9. [/b]Il colosso con il numero 42 sulla schiena e con un sorriso da copertina è il volto della felicità. Domina al tiro, a rimbalzo, nei recuperi, nell'occupazione degli spazi, nell'intelligenza tattica, nell'intimidazione. Il derby n. 166 porta la sua firma. -
Gente concreta, quella di provincia. Se fa male un lavoro (vedi Montegranaro-Varese), la settimana successiva fatica il doppio e fornisce una prestazione di una bellezza rara. Produce uno scalpo raffinato, cesellato con pazienza, coesione e classe. La stessa gente non fa calcoli di classifica. Non si cura nemmeno lontanamente della tonnara che interessa la classifica tra il terzo e il settimo posto, degli accoppiamenti playoff: sotto a chi tocca, sembra dire il volto saggio dell'alchimista Frank Vitucci. Magia di un [i]melting pot[/i] di facce, di cuori, di risorse che sta scrivendo nuove pagine del grande libro della Pallacanestro Varese. [i][b]A tutta velocità. [/b][/i]I 5000 di Masnago accolgono la compagini con l'abito della festa: tribune esaurite in ogni ordine di posti e tripudio di cartoncini bianco-rossi. L'EA 7 comincia spavalda in attacco con i suoi pezzi da novanta Green, Langford e Bourousis; la Cimberio si affida al suo Green, Mike, per fare il pieno di punti e leadership: 7-8. Il tassametro corre veloce con i canestri in rapida successione delle guardie, quindi Dunston alza l'asticella della contesa con un guizzo prepotente dei suoi per il 12-10. Scariolo e i suoi capelli oberati di gel possono pescare in una panchina infinita ma in principio poco efficace, la pelata di Vitucci intanto si gode un Banks in veste inedito cecchino dal perimetro: 21-10 e time-out meneghino. Gli ospiti fermano il pesante break di 12-0 con Bremer, Varese si galvanizza ulteriormente con l'airone Polonara (rimbalzo offensivo con annessa schiacciata) e con l'orso Talts (stranamente poco goffo in post basso): 27-14. Dalla selva di viaggi dalla lunetta di fine quarto Milano esce in parte rinfrancata, grazie anche al suggello di Langford – già in doppia cifra – a consuntivo della prima frazione, 29-20. [i][b]Dunston guardiano dei cieli. [/b][/i]I prealpini lasciano la [i]verve [/i]esplosiva in panchina e imbarcano qualche fallo di troppo prima di ritrovare, dopo un paio di minuti di evanescenza, la via del canestro con un'azione circense. Dunston sale possentemente in cattedra sale in cattedra e scrive il nuovo più tredici, Langford si mette in proprio (tripla e assist virtuoso per Melli) scrivendo 37-29 sul tabellone. La stessa guardia milanese, ex Maccabi, si dimostra tanta brava quanto indisciplinata quando inciampa in un fallo tecninco (quarto globale) dando un calcio al secchio della rimonta milanese. Due tiri liberi di capitan Ere e il dardo di Sakota, specialità della casa, regalano uno strabiliante 46-31. I due Green si scambiano un paio di forzature non degne dei loro [i]curriculum[/i], ma la capolista non si scompone continuando a macinare corsa, palloni rubati e canestri. Nella corrida del PalaWhirlpool si vede Dunston rubare la palla a Gentile a otto metri dal ferro, contro ogni legge della fisica e della pallacanestro, l'EA 7 non avvicinarsi più al canestro neanche per sbaglio, De Nicolao scippare la sfera sulla sirena per scoccare il 59-35. Un secondo quarto mitologico che resterà negli annali. [i][b]Ordinaria amministrazione. [/b][/i]Ere e Dunston suonano subito la carica per mantenere intatto il vantaggio abissale; Scariolo, amato dai cugini di Milano ancor meno dello smog e del traffico, prova destare i suoi con qualche urlaccio, Hairston lo accontenta con il 2+1 che vale il 63-41. Le offensive targate Cimberio – come suole accadere in concomitanza di ampi margini – divengono accademiche e poco ficcanti, allora il generale Vitucci richiama la truppa all'ordine. I ragazzi sembrano distratti dall'infortunio di Polonara e dal clima all'improvviso soporifero del pubblico, stile domenica pomeriggio sul divano mentre scorre il GP di Formula 1, così perfino lo svampito Bourousis si rianima sotto le plance siglando il 65-49. Un po' di disciplina basta e avanza al quintetto di casa per trovare con i pretoriani Ere, Banks e Dunston il 72-51. La zona dell'Emporio Armani, molle come la neve primaverile, consente, infine, a De Nicolao di bucare la retina dalla lunga. All'ultimo mini intervallo il vantaggio di 77-56 rimane inequivocabile. [i][b]Un po' di folklore. [/b][/i]Bremer, spezzando l'autarchia firmata Langford nell'attacco meneghino, si guadagna mezza pagnotta con due belle iniziative, dall'altra parte Mike Green sfodera due triple pulitissime (85-63) dal dolce sapore della vittoria. Sakota segna dal parcheggio del vicino liceo scientifico e per l'EA 7 lo spettro dell'insufficienza diventa realtà. A sei minuti dalla fine gli avviliti ultrà di Milano ripiegano gli stendardi e si dirigono verso l'uscita, mentre a Masnago l'ola di rito non si ferma nemmeno nel passaggio lungo la tribuna stampa. Dopo il paradossale siparietto tra tifosi delle tribune e della curva – con i primi non contenti del gemellaggio da anni in vigore tra le frange più spinte del tifo varesino e milanese – il palazzetto si spacca in due. Piccole beghe da provincia che disturbano una domenica per il resto da goduria sportiva. Negli ultimi minuti la Cimberio “maramaldeggia”, onestamente con poca eleganza, e tra uno show e l'altro concede praterie al duo Bremer-Langford (90-74). Nulla cambia sul giudizio globale di una compagine prossima a vincere la [i]regular season[/i], evento che alle latitudini del Sacro Monte non si verifica da un quarto secoli. Domani i giornali, con sano e ineccepibile pragmatismo, spiegheranno che i play-off sono tutt'altra cosa: ritmi ravvicinati, fisicità esasperata, tensione alle stelle. Ma questa notte è ancora nostra, Varese non tremare.
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Vitucci dirige sapientemente, l'orchestra non stecca mai
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]DUSAN SAKOTA [/b](8 punti; 1/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Pungente in attacco, si mostra in difficoltà a contenere le sortire romane vicine al canestro. Nulla a che vedere con la nottata a mattatore nella semifinale di Coppa Italia, ma il suo contributo rimane. [b]ADRIAN BANKS [/b](8 punti; 2/3 2p; 0/4 3p; 4/5 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Bravissimo a mandare in tilt le guardie avversarie quando il punteggio è in bilico. Se imparasse a trovare la retina da tre, diverrebbe un'arma illegale. [b]ERIK RUSH [/b](10 punti; 1/2 2p; 1/1 3p; 5/6 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Nel primo tempo da tregenda, è più instabile di Odisseo ammaliato da Circe. Nella ripresa ritrova Itaca, l'autostima e il canestro. Caccia i Proci e riprende posto sul tavolo della festa da cui mancava da un po'.[b] [/b] [b]JANAR TALTS [/b](8 punti; 3/5 2p; 0/1 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Dunston è in riposo pasquale, chi marca Lawal (il secondo miglior centro del campionato)? Ecco l'orso baltico che in difesa toglie la sedia allo spauracchio e lo induce a nove palle perse. Ogni tanto assesta stoppate e pure segna. Cose dell'altro mondo.[b] [/b] [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](6 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 1/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Incarna l'incubo giallo-rosso. Annichilisce Taylor, rubandogli i palloni, i calzini e la moneta per il caffè. Salta come un grillo a rimbalzo e non molla un centimetro. Completa l'opera spegnendo il boiler nello spogliatoio capitolino.[b] [/b] [b]MIKE GREEN [/b](8 punti; 1/6 2p; 0/0 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Esagera nel primo quarto, non attendendo che la partita entri in suo possesso e forzando le scelte. Nella ripresa gioca semplice e pulito, i compagni ringraziano per gli assist a ripetizione. [b]BRUNO CERELLA [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Prezioso su i due lati del campo, trova confidenza con il canestro e torna a farsi sentire in difesa. Non può che crescere. [b]EBI ERE [/b](13 punti; 2/3 2p; 3/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Debilitato in settimana da qualche acciacco, esordisce con il botto: più preciso di un arciere scelto nella Guerra dei Cent'anni. Nelle ripresa può sostare tranquillo in panchina.[b] [/b] [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 3/7 2p; 1/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Prosegue con l'ottima abitudine di ergersi a miglior rimbalzista del match (oggi 9 palloni arpionati sotto le plance). Da sistemare il tiro dalla media e dalla lunga distanza. [b]BRYANT DUNSTON [/b](5 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Chiamato per mesi agli straordinari, oggi può godere di un Lunedì dell'Angelo semi festivo. Nel primo tempo si annulla con i dirimpettai dell'Acea e fornisce un onesto apporto. I fuochi d'artificio verranno accesi ai play-off. -
Alzi la mano chi ha intravisto la terza forza del campionato impensierire la capolista. Roma, senza tifosi e senza idee al seguito, viene dominata (dati emblematici le 25 palle perse, il 36% al tiro e la valutazione di 35 a 108) per tre quarti e subisce una lezione di pallacanestro che le gioverà per il futuro. Probabilmente dopo un paio di notti insonni e qualche allenamento punitivo. Dall'altra parte Vitucci, da splendido alchimista, concede un minutaggio mai visto alla panchina. I suoi lo ripagano superbamente, segnando in undici (!) effettivi e sciorinando una prestazione di carattere da primato. Mancano ancora cinque partite di stagione regolare, ma – vista la fase calante di Sassari – la prima piazza appare vicina. [i][b]Equilibrio allo start. [/b][/i]I due quintetti impattano il match con una notevole abnegazione difensiva, in particolare la [i]zone-press [/i]capitolina insidia la manovra della capolista. Un indemoniato Ere (8 punti) si scambia colpi di classe con l'ex di turno Goss – piuttosto indisponente nel pre-partita nel non ricambiare gli applausi signorili di Masnago – per l'8-6 iniziale. La poderosa schiacciata di Dunston e la serpentina di Banks (12-6) obbligano Calvani alla sospensione tecnica, dalla quale l'Acea esce pescando i primi due punti del talento azzurro Datome e poco altro. Sakota è sartoriale da tre, quindi Roma ricuce con un'entrata di Taylor viziata [i]ab origine[/i] da un'infrazione di passi più evidente del Colosseo: 15-12. Green denota un nervosismo più marcato del solito e cozza contro la retroguardia giallo-rossa, dall'altra parte Lawal è un cliente difficile da gestire ad alta quota. Banks interrompe il break di 0-9 con un bel 2+1, Dunston manda in archivio la prima frazione con una stoppata che cancella il tiro di Lotant. Al mini intervallo la Cimberio guida 18-17. [i][b]De Nicolao-Polonara, una brezza di gioventù. [/b][/i]La terna d'un tratto decide di sanzionare anche i sospiri dei romani, segnalando tre falli in venti secondi. Varese sciupa varie possibilità di allargare la forbice e trema di fronte allo scivolone di Banks (nulla di grave), fermato da D'Ercole senza cattiveria. La difesa asfissiante di De Nicolao su Taylor è poesia cestistica, mentre l'ennesima scelta sbagliata da Rush è da pura incavolatura. Talts alza i gomiti e, coadiuvato da PolonAir, si confronta in un epico scontro con Lawal nel pitturato. Il quintetto “di riserva” continua a giocare con il coltello fra i denti e corre fino al 28-23, punteggio rimpinguato poco dopo dal dardo inceneritore del solito Ere. L'Acea annega nella rete difensiva della Cimberio e rimane inchiodata tempo immemore a quota 23. Ci pensa allora Goss, con cinque punti di indubbia finezza, a rilanciare le azioni dei suoi: alla pausa lunga i padroni di casa conducono per 33-28. [i][b]Acea in crisi d'identità. [/b][/i]Varese inaugura la ripresa con buone difese e con i “piazzati” di Ere e Dunston, il tabellone assume un aspetto confortante recitando 37-28. Roma non fa canestro nemmeno in una piscina olimpionica, Calvani allora perde il senno e si vede comminare un fallo tecnico. I laziali escono dalle secche del parziale di 0-8 con la tripla di Taylor e con il sussulto di Datome (41-33), i bianco-rossi denotano la consueta mancanza di [i]killer instinct [/i]ricamando trame con qualche leziosità. Un ciuffo da sette metri di Sakota, conclamato spauracchio dei romani, e una mira aggiustata dalla lunetta ridanno un sapore più speziato al vantaggio varesino: 48-36. Il pressing di Roma viene annichilito dalla fuga di Polonara, bravo a servire un assist al bacio per Talts, e dalla magia di De Nicolao. Il 54-38 del trentesimo minuto scatena gli animi sulle tribune gremitissime del PalaWhirlpool. [i][b]Ma che musica, maestro! [/b][/i]La contesa si riapre all'improvviso: in concomitanza del contatto di Talts su Lawal, la terna punisce Frank Vitucci con un fallo tecnico tipicamente compensativo. Ma è solo un refolo di vento che non turba la solidissima truppa del coach veneto. Roma assomma 6 punti, Varese (per la prima volta quest'anno con i cinque “titolari” all'unisono in panchina) non si scompone e colpisce con Rush per il 57-44. Calvani è in piena confusione: il suo pressing a tutto campo appare più morbido della colomba pasquale. Talts, Rush e Polonara affondano il coltello e servono sul piatto un dolce candito con scritto sopra 65-46. Gianni l'estone assesta due stoppate da cinema, a cinque minuti dalla fine la sfida è virtualmente chiusa. Il resto è puro pleonasmo, con i ragazzi terribili di Varese (il giovane Bertoglio fenomenale in entrata per l'81-55) a indurre anche il fan più mite a spellarsi le mani. Una sola riflessione accompagna la fiumana entusiasta bianco-rossa: non vediamo l'ora che arrivi maggio. Con i play-off a risvegliare sogni che da queste parti non si coltivano da tre lustri. Prima classe prenotata, tutti a bordo per conquistare l'utopia a tre colori. Il capotreno Vitucci scalpita per cominciare lungo viaggio, noi ancora di più.
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Banco di Sardegna Sassari 76 - Cimberio Varese 75
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Dopo 23 giornate di battaglie, due testa a testa al fulmicotone e mille patemi, Sassari agguanta Varese sulla vetta della serie A. I ragazzi di Vitucci pagano, oltre i propri demeriti, una pessima mira dall'arco (3/21) e un ultimo quarto da ben 28 punti subiti, con i sorprendenti Vanuzzo e Devecchi a mettere in crisi un piano partita eccellente per 30 minuti. Nel primo quarto Varese scivola a meno dieci (21-11) prima di intuire l'unica arma possibile per sbancare l'infuocato casino isolano: difesa abbinata al sacrificio. Ne esce una rimonta progressiva e convincente (pareggio alla pausa lunga, massimo vantaggio di più sei a inizio ripresa, 50-55 al '32), con una sontuosa prestazione a rimbalzo. Il Banco non si disunisce e, grazie in primis a D. Diener, risponde colpo su colpo ai lombardi. Quando un mostruoso Duston (25 p + 10 rimbalzi) e uno sgusciante Banks si inceppano, la compagine di Sacchetti sembra archiviare il match sul 70-63. La Cimberio, da saggia formica, recupera le briciole e sorpassa i sardi con un'azione rocambolesca: 1 su 2 dalla lunetta di Duston, rimbalzo ed errore di Sakota, ancora super Bryant a metterla nel cesto. Con dodici secondi sul cronometro, Sassari gioca una pessima aziona, rischiando – usiamo un eufemismo – passi e un'infrazione di piede. La palla finisce nella mani del veterano Thornton, lesto e fortunato a siglare la beffa. L'auspicio è che dal seme della frustrazione nasca il fiore del riscatto. La truppa di Vitucci è apparsa in crescita, ora dovrà dimostrare il trend positivo nelle sfide difficilissime contro Reggio Emilia e Roma. Per mantenere la testa della classifica (con gli scivoloni frequenti di Milano e Siena, diventa impossibile pronosticare la griglia play-off) e dare una risposta a chi ancora non crede fino in fondo alla solidità e al valore di capitan Ere e compagni. -
Il duo Banks - Ere torna a mietere una messe di punti
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]DUSAN SAKOTA [/b](11 punti; 1/2 2p; 3/5 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Nella canonica dimensione di utilizzo – a inizio match e nella volata finale dopo un lungo letargo – spariglia il piatto con una lodevole sicurezza al tiro. [b]ADRIAN BANKS [/b](23 punti; 8/9 2p; 1/4 3p; 4/5 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Ruba la scena tornando grande per la prima volta dopo l'infortunio di inizio 2013. La meccanica al tiro assume forme poetiche, l'atletismo aiuta a scaldare la contesa. Sbaglia una schiacciata impossibile, dopo una funambolica serpentina, che sarebbe finita nella top 10 delle azioni dell'intero campionato. [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]In piena crisi esistenziale, fatica a trovare il campo, a scheggiare il ferro e a intravedere l'avversario da marcare. Rivisitazione della battaglia di Caporetto in salsa scandinavo-americana. [b]JANAR TALTS [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Generoso ma eccessivamente pasticcione, ha le proverbiali mani a saponetta. Improvvisa con fare taurino un'entrata ma impiega circa 24 secondi per passare dal perimetro al pitturato. Ritenta, sarai più fortunato. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Scattante, acuto, attento ai dettagli. Aggettivi che non concorrono ad arricchire le statistiche, ma aiutano a vincere le partite.[b] [/b] [b]MIKE GREEN [/b](5 punti; 2/6 2p; 0/1 3p; 2/7 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Stranamente svogliato e lento, salva il giudizio con alcuni buoni assist che decidono la partita nel momento di maggior incertezza. In caso di sconfitta, ne avrebbe sentite un bel po' da Vitucci... [b]BRUNO CERELLA [/b](2 punti; 0/0 2p; 0/1 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Gettato nella mischia qualche settimana prima delle previsioni, rompe il ghiaccio destando sensazioni positive. Gli auguriamo, dopo una serie infinita di sventure, un pronto riscatto personale. [b]EBI ERE [/b](25 punti; 4/4 2p; 4/8 3p; 5/9 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Fromboliere implacabile anche contro la difesa schierata, alza la mano e buca la retina con apparente semplicità. Gli omologhi biellesi possono solo fermarlo con falli a ripetizione. Un mastino elegante. [b]ACHILLE POLONARA [/b](13 punti; 1/2 2p; 2/2 3p; 5/7 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Pur con un'espressione sonnolenta, confeziona una discreta prestazione ed è artefice del break che spezza in due l'incontro. Con un volto più tosto tornerà a mangiare i ferri dello stivale. [b]BRYANT DUNSTON [/b](11 punti; 5/8 2p; 0/0 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Senza strafare assomma l'ennesima “doppia doppia” e ci aggiunge cinque recuperi preziosi come gemme. In difesa concede qualche metro di troppo all'osso duro Pinkney. -
Ci sono modi e modi per incamerare i due punti. Con sensazioni e stati d'animo che vanno ben oltre il risultato scritto sul tabellone. La gioia di Varese stasera è racchiusa in un giro di campo infinito a fine gara, con il sapore del primato solitario ad addolcire la domenica. Vittoria concreta e meritata, con il bel gioco ad alternarsi agli scivoloni: ma questa volta l'elemento preponderante è indubbiamente il primo. Perché di fronte l'Angelico si mostra, con sorpresa, squadra vera e dotata di discrete individualità. Al cospetto dell'inesorabile legge di Masnago, però, porta a casa solo pacche sulle spalle. [i][b]Biella prova a stare a contatto. [/b][/i]La Cimberio comincia con il piglio giusto il “quasi-derby”, trascinata da un Ere perentorio fino al 7-2. L'Angelico, rivoluzionata rispetto alla gara di andata nettamente persa a novembre, trova fiducia con i tiri puliti di Johnson e Rochestie: pari a quota 11. Green si muove a scartamento ridotto, così tutta la manovra prealpina sembra improntata alla casualità. Varese si redime con tre belle difese e ritrova la via del canestro (18-13) con sue due effettivi tipicamente discontinui: Banks e Sakota. Trey Johnson agguanta la doppia cifra e fa scattare in piedi Vitucci, infuriato per alcune scelte opinabili sui due lati del campo. Un primo quarto, combattuto e godibile, si chiude con la tripla di Banks che scrive il 23-18. [i][b]Torna il basket champagne. [/b][/i]Nello scontro tra numeri 7, il veterano Soragna (come sempre salutato al PalaWhirlpool con la stessa simpatia con cui si accoglie il controllore sul treno mentre si sta leggendo) porta a scuola Rush, però il secondo quintetto di Varese – orchestrato da De Nicolao e con Banks primo violinista – ha una marcia in più: 29-22. La partita si alza di tono con i canestri a raffica degli [i]yankees [/i]di Varese e del biellese Pinkney. I ritmi alti, lo sappiamo, sono il companatico prediletto della squadra di Vitucci, brava a riempirsi la pancia con segnature facili di tutti i ragazzi per il 40-28 di metà periodo. Coach Cancellieri, all'ennesimo dardo di Ere, è costretto a rifugiarsi nel secondo time-out di giornata per placare la fuga della capolista. Johnson riappare sul tabellino con due fiammate (43-34), Polonara risponde con altrettante triple tra il tripudio di Masnago: tutti in piedi per l'esordio di Bruno Cerella. La pioggia di canestri continua imperterrita e l'ombrello rosso-blu dei piemontesi è pieno di buchi. Anche il buon Cerella, pur tra qualche tremore, può festeggiare dalla lunetta i primi punti del campionato. All'intervallo lungo la Cimberio guida 55-40. [i][b]Ere e Banks scacciano i fantasmi della rimonta. [/b][/i]La circolazione di palla del quintetto di casa è quella dei bei tempi: dentro fuori, ribaltamenti dal perimetro, passaggi ciechi, via aperte per le scorribande fino al ferro. Poi, d'un tratto, un'amnesia collettiva riaccende le sorti del match. Un'inspiegabile serie di errori dalla lunetta dei ragazzi ridà vigore al duo di guardie Rochestie-Johnson, abili a ricucire fino al 61-46. Green continua nella serata no e si vede comminare un inutilissimo fallo tecnico, così l'Angelico torna a sperare. La pessima abitudine, che Varese non si sa levare di dosso, di ringalluzzire gli avversari tramortiti, si palesa ancor più forte con il contropiede, foriero di un 2+1, concesso all'attempato Tsaldaris: 62-55. Banks è letale dalla media, quindi Ere, con una rubata e una schiacciata in potenza mortificata dall'antisportivo di Mavunga, rimette il “freccia biancorossa” sui binari giusti. La scarsa verve dalla lunetta (nel periodo un magro 8/16) tiene il tabellone ancora in equilibrio, ma la tripla di Ere sulla sirena – suggerita da una magia di De Nicolao – è una mazzata per Biella. Sul 72-59 di fine periodo il folto gruppo di fan ospiti, rumorosi ma non più in stile orde barbariche come un tempo, non può che ascoltare il nefasto coro “serie B, serie B”. [i][b]Primato solitario. [/b][/i]La squadra di Cancellieri non è doma e, con i nuovi ruggiti di Pinkney (alla fine autore di ben 28 punti e 10 rimbalzi), si riporta a meno dieci, 74-64. Se il biellese Raspino è giovane e titubante, Rush è parecchi gradini sotto la sufficienza: dai suoi disastri il fanalino di coda della massima serie trova la linfa per creare patemi alla capolista. Lo scarto fa l'elastico fra i sette e i nove punti, con Johnson a controbattere ai ciuffi di Sakota. La Cimberio non riesce a fuggire, trovandosi nelle strette maglie di una difesa ospite improvvisamente tenace. Sul quinto fallo, dubbio, di Jurak, l'Angelico perde i suoi equilibri e barcolla definitivamente sotto i colpi di Dunston ed Ere. Alla notizia della concomitante sconfitta di Sassari ad Avellino, le grida di gioia possono levarsi al cielo. Domenica prossima la passione del popolo varesino proverà a sospingere i propri beniamini nella difficilissima sfida al vertice contro il Banco di Sardegna. Un'occasione ghiotta per vedere all'opera le due splendide sorprese della serie A. E per sperare che i sogni di primato durino fino a maggio. Planando sul Mar Mediterraneo e posandosi dolcemente sulle Prealpi.
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[b]DUSAN SAKOTA [/b](6 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 1/1 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Sufficienza acquisita grazie alla tripla pesantissima che allontana Caserta, ripiombata a meno due, prima della volata finale. Per il resto, Dusan è nullo a rimbalzo e goffo in difesa. [b]ADRIAN BANKS [/b](8 punti; 2/9 2p; 1/4 3p; 1/4 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Le percentuali al tiro sembrano quasi quelle dei partiti rimasti fuori dalla Camera dei Deputati. Lo spirito garibaldino non è canalizzato nella direzione giusta: troppi passaggi a vuoto nell'ennesima recita sottotono del 2013. [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Lo si nota soltanto perché, nei pochi minuti di utilizzo, accende velocemente le lucine del tabellone accanto al suo nome. Peccato siano quelle che conteggiano i falli. [b]JANAR TALTS [/b](7 punti; 2/3 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Gianni veste i panni del veterano spavaldo e accetta la lotta strenua nel pitturato. Gomiti alti, rimbalzi coraggiosi e museruola al mastino Akindele. Riceve meritatissimi applausi e detta la linea ai compagni. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 0/2 2p; 1/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Perde qualche volta di troppo le redini del match. Non mette in tavola le specialità della casa (entrate fulminanti e assist), patendo molto i piccoli casertani. [b]MIKE GREEN [/b](20 punti; 1/2 2p; 1/4 3p; 15/17 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]In una giornata in cui gli attori sono distratti e poco ispirati, controlla la cinepresa con l'abilità del consumato regista. Compare al centro dell'obiettivo in un allenamento specifico e prolifico dalla lunetta. [b]EBI ERE [/b](16 punti; 4/7 2p; 2/7 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Spesso si trova a dover gestire la patata bollente in prossimità della sirena dei 24 secondi. In generale fa il suo con discreta lucidità e non infierisce sui vecchi amici casertani. Ex dal dente poco avvelenato. [b]ACHILLE POLONARA [/b](7 punti; 3/7 2p; 0/2 3p; 1/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]La mano è sbilenca come rare volte: la palla non vuole entrare. Allora il prode Achille, in versione difensore duro e puro, si mette in proprio per arpionare rimbalzi e sfere vaganti. [b]BRYANT DUNSTON [/b](6 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Pur al minimo stagionale in termine di fatturato di punti e minuti in campo, è il solito spauracchio sotto le plance. Quattro stoppate cancellano gli avanti campani, costringendoli ai tiri da fuori area.
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Da sfide brutte e aride, si emerge solo con il carattere. La capolista, ormai calata nella parte di prima della classe, arriva poco preparata all'interrogazione e strappa una sufficienza con qualche nota positiva (23 palloni recuperati e 32 gite in lunetta) e con i suggerimenti del talismano Green. Dalla partita odierna, però, ci saremmo aspettati altri messaggi. Maggiore coralità, attenzione ai dettagli, coinvolgimento dei ragazzi in difficoltà da alcune settimane. Tutti elementi che delimitano il confine tra una squadra buona e una ottima. [i][b]Bioritmo lento. [/b][/i]L'orario scomodo delle dodici, l'avversario di poco appeal e il sentore di primavera rendono l'impianto di Masnago sonnolento e poco popolato. I primi applausi, scroscianti, sono tutti per la sempiterna bandiera Sandro Gamba, da oggi ufficialmente iscritto nella [i]hall of fame [/i]della Pallacanestro Varese. Dopo un paio di minuti scialbi, Dunston prova a suonare la carica con due stoppate imperiose. Il tabellino si muove con i punti dell'ex di turno, Ebi Ere, e con i sottomano di Maresca: 5-6. La Cimberio esegue male gli schemi d'attacco, trovando l'abbrivio grazie agli estemporanei giochi a due tra Green e Dunston (13-8). Stefano Gentile è ispirato in attacco, però le sue prediche si perdono nella selva di falli – a bonus ampiamente speso – dei compagni. I sette tiri liberi, tutti capitalizzati, dal play di casa fanno la differenza. Nel silenzio del PalaWhirlpool (curva in “sciopero” contro il divieto di trasferta in occasione del derby a Desio), un primo quarto brutto e interminabile scivola via fino al 20-14 del mini intervallo. [i][b]Rimpianti dell'arrosto domenicale. [/b][/i]La Juve di Sacripanti torna sul [i]parquet [/i]con un altro spirito e si avvicina grazie a Mordente e Mavraides. La terza penalità fischiata a Dunston è un segnale poco apprezzato dalla panchina di casa, invece strappa un sospiro di sollievo il “gol” di Banks (tripla del 25-20) a interrompere la striscia negativa della guardia americana. Le fiammate di Talts e Green allargano la forbice fino al 32-24 e scaldano finalmente l'atmosfera, intanto i campani si perdono nelle amnesie del temuto Akindele. Polonara sbaglia un paio occasioni golose che avrebbero fatto rima con fuga, allora i bianconeri mostrano solidarietà arenandosi a lungo a quota 28. Un 2+1 di Sakota, nelle vesti di equilibrista circense, scrive il 38-30 della pausa lunga. Mentre nella cucine d'Italia la tavola viene imbandita a festa, qui il piatto piange. [i][b]Basta poco per scavare il break. [/b][/i]Sulla falsariga del primo atto, al rialzarsi del sipario il palcoscenico è ancora popolato da attori disordinati. La messe di palloni persi dagli uomini di Vitucci autorizza Caserta a intravedere uno spiraglio di luce. Il metro di arbitraggio, oltremodo severo, costringe alla panchina Dunston e Mordente. La partita sterza in modo veemente quando Polonara, catturando un rimbalzo offensivo, segna con annesso fallo. Gentile si vede comminare un “tecnico” e la Juve retrocede a meno dodici: 46-34. La galleria degli orrori cestistici si arricchisce con tiri che nemmeno scheggiano il ferro, tunnel ai compagni di squadra, viaggi dalla lunetta più sofferti della Via Crucis. L'improvviso impeto del quintetto di casa produce il massimo vantaggio del meriggio (52-38) e annichilisce una Caserta ormai in crisi esistenziale. Vedere i campani nella lotta a rimbalzo rievoca le sfide di [i]Giochi senza frontiere [/i]in cui l'Italia arrivava puntualmente ultima. Non si può quindi enfatizzare il 55-40 con cui la Cimberio viaggia a fine terzo periodo. [i][b]Le solite distrazioni prima della redenzione. [/b][/i]Il clima domenicale trova la sua consacrazione nella [i]ola [/i]di apertura del quarto quarto. I ragazzi, forse stupiti da cotanto gaudio, si distraggono e concedono spazi al perimetro al combattivo Gentile: 55-46. Quando Mavraides buca a sua volta la retina dalla lunga distanza, la gara è tutto fuorché archiviata. Le triple di De Nicolao e di Ere fanno il paio con quelle del cecchino improvvisato Mavraides, permane l'equilibrio sul 61-57. La banda di Sacripanti ha varie possibilità di tornare a un possesso di distanza e ne concretizza una, facendo calare un brivido gelido nella schiena del popolo varesino, con il solito Gentile: 62-60. Il trend – solo canestri da oltre i 6,75 m – viene cavalcato da Sakota: il suo dardo è un colpo da cui la Juve non ha più energie per risollevarsi. Il fallo antisportivo in attacco, di Mordente, decreta la fine del sogno di colpaccio casertano. La valutazione dell'operato della terna, ci permettiamo di evidenziare, è forse peggiore del giudizio globale degli atleti: in una sfida corretta e a tratti soporifera, i 51 falli segnalati (con alcuni fischi davvero pesanti a sfavore degli ospiti) sono un'enormità. La Varese bella e terribile di fine 2012 è ancora un pallido ricordo. Da due mesi insegue se stessa e vive di sprazzi infuocati e di calcolati oblii. Il 35% complessivo al tiro è un dato su cui riflettere e lavorare seriamente. Il talento dei ragazzi, decisivo nei momenti topici, non si discute e da Masnago è davvero difficile uscire illesi. Ma ci vorrà ben altra qualità per coltivare il sogno del primo posto in stagione regolare.
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[b]DUSAN SAKOTA [/b](11 punti; 1/2 2p; 3/6 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Dopo il lungo viaggio onirico dei primi tre quarti, nel finale contribuisce al break che ammazza la partita. La sua arte da cecchino va coltivata: che diventi un'arma letale? [b]ADRIAN BANKS [/b](8 punti; 4/9 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Reduce da una Coppa Italia da incubo, inciampa nonostante la buona volontà. Dopo i guizzi iniziali, naufraga in una brutta ripresa. [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/4 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Serata da dimenticare per il buon Erik. Il numero cospicuo di minuti a disposizione viene trascorso a litigare con il ferro, a difendere in maniera farraginosa e a incartarsi più di una volta. [b]JANAR TALTS [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Comprimario e annebbiato, si presta a un impietoso confronto con il mostro (Dunston) di cui è il cambio. Con l'estone a presidiare l'area varesina, anche la peggior Bologna ha provato a crederci. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Prestazione poco appariscente ma davvero concreta. È uno dei più seri e volitivi in difesa, le statistiche lo premiano alla voce rimbalzi, palloni recuperati e falli subiti. [b]MIKE GREEN [/b](12 punti; 3/5 2p; 1/4 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 7. [/b]In pieno [i]surplace, [/i]regala assist a ripetizione ma si perde in qualche azione velleitaria. È di una categoria superiore alla media dal campionato e si vede: quando cambia marcia, gli avversari non tengono il ritmo. [b]EBI ERE [/b](9 punti; 2/5 2p; 1/2 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Una gestione approssimativa dei falli lo relega un po' più del dovuto in panchina. Assicura il minimo sindacale di carisma e cinismo. Ordinaria amministrazione. [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 1/2 2p; 2/4 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Discreto a livello tecnico e attento sotto le plance, pecca di gioventù non accettando il cambio di Vitucci del primo quarto. Ci vuole una faccia diversa per sfondare. Bastone e carota sono necessari per la crescita. [b]BRYANT DUNSTON [/b](20 punti; 8/10 2p; 0/0 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 8,5. [/b]Il padrone delle aree colorate trova pane per i propri denti contro la banda del buco bianconera. Si diverte a schiacciare, a mortificare gli avversari con stoppate, a rubare i palloni come una piovra. Vederlo è una gioia per i cultori del ruolo del pivot.
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Al cospetto della peggior versione della storia delle Vu Nere, i ragazzi di Vitucci, tra accelerazioni e sporadici scricchiolii, incamerano due punti e mantengono la vetta della classifica. Una partita senza molto mordente serve per smaltire le tossine della Coppa Italia e consente un approccio morbido alla lunga volata di primavera. Direzione play-off, e quest'anno per giocarli da assoluti protagonisti. [i][b]Parola d'ordine: sbraniamoli. [/b][/i]La Cimberio, galvanizzata dalla [i]standing ovation [/i]preventiva e dall'affetto dei suoi tifosi (“nessun rancore” per la Coppa persa all'atto conclusivo), affonda inesorabile la lama nella difesa felsinea: 8-2 con un super Dunston sugli scudi. La SAIE3 si affida al duo Poeta-Gigli per mantenere il contatto, Polonara vola ad alta ed Ere si incunea agilmente sotto canestro per il 13-7. Il gioco delle Vu Nere è un paio di gradini sotto la decenza, ma coach Finelli tarda ad interrompere il gioco con un time-out: ben per Varese che nel frattempo tocca la doppia cifra di vantaggio. All'ennesimo centro di Dunston (21-7), seguono la rubata con canestro sotto mano di Banks e due eterei sprazzi bolognesi. Al primo mini intervallo i padroni di casa veleggiano sul 25-11. [i][b]Fumata bianca. [/b][/i]Un ritorno sul [i]parquet [/i]sonnolente propizia uno 0-5 e due palloni persi: Vitucci – indicato dalla curva Nord come futuro Papa – invita i suoi a un minuto di meditazione. La Virtus, con l'inossidabile Mason Rocca a disegnare “gancioni” d'annata”, sembra molto più reattiva e obbliga il secondo quintetto della Cimberio a fare gli straordinari in difesa. La verve di De Nicolao, la quinta (!) schiacciata di Dunston e il contropiede di Sakota ristabiliscono le gerarchie nonostante qualche scelte in attacco discutibile: il tabellone dice 31-20. Ere, caldissimo dall'arco, spende troppo presto il terzo fallo della serata, però Rush non fa sentire la sua mancanza con la scintillante serpentina che vale il più quattordici. La SAIE3 trova qualche punto con Hansbrouck (il classico [i]yankee [/i]che scende in campo con il piglio entusiasta di uno che deve andare a portare il secchio del vetro in fondo alla via in inverno), i biancorossi insegnano ai dirimpettai il mestiere con uno show firmato Green&Banks. Il 45-28 di fine metà gara vale più di una lista di giudizi tecnici ma non chiude i conti. [i][b]In preda allo smarrimento. [/b][/i]Quello che in NBA si definisce gergalmente [i]garbage time [/i](tempo della spazzatura, di solito relegato agli ultimi scampoli di partita) si materializza a inizio ripresa. Varese fa troppa accademia e getta palloni in tribuna, Bologna prende e tira senza oculatezza. Poeta, uno dei pochi a crederci, si mette in proprio per accelerare il tabellino (50-34), i nostri sbagliano l'inpensabile prima di ridestarsi grazie a Green. La rottura prolungata rianima progressivamente gli abulici ospiti, con Gaddefors che si leva la polvere di dosso con sette punti ravvicinati: 52-43. Il contropiede di Minard (un sanguinoso 2+1) fa perdere le staffe a Vitucci, al secondo time-out del terzo quarto, ma non sveglia i dormienti varesini. La tripla del baby Imbrò scrive un assurdo meno tre, i tiri di Banks e Talts sono inguardabili, Smith sbaglia il libero del possibile pareggio. Il 2/2 dalla lunetta di Green non viene bissato da Sakota, a segno a sirena già suonata. 54-51 e tutti pronti per un ultimo quarto di battaglia. [i][b]Un fuoriclasse dell'area colorata. [/b][/i]Sakota si ricorda di essere un tiratore e fa ciuffo dal perimetro, Ere serve un assist pregevole a Dunston, il colosso si conferma in stato di grazia dalla media distanza: il collettivo rigurgito d'orgoglio conduce al 61-52. La paura della rimonta svanisce piano piano, con un Green bravo a riprendere le redini del match (decisiva la sua tripla del 69-55) e con i senatori a completare l'[i]iter [/i]di acquisizione dei due punti[i]. [/i]La SAIE3 si disunisce e ritorna nei suoi ranghi mediocri, alla Cimberio basta un ritmo soft per chiudere la pratica senza patemi. Sul 75-59 è tempo per il secondo “tutti in piedi” del tardo pomeriggio: la coppia Green e Dusnton viene subissata di applausi dai quattromila del PalaWhirlpool. Domenica Varese cercherà la sua consacrazione nella trasferta di fuoco a Desio. Contro gli storici rivali di Cantù, il pronostico è apertissimo. Nella settimana pre-elettorale, come è noto, le proiezioni e gli [i]exit pool [/i]non sono consentiti. Allora meglio andare tutti a casa con la “Canzone mononota” di [i]Elio e le storie tese [/i]a tenerci compagnia. Chissà che tra sette giorni non si possa cantarle di santa ragione ai cugini...
