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Nicolò Cavalli

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Everything posted by Nicolò Cavalli

  1. Gran bel lavoro Luca.. sempre più evoluti, agili e interattivi!
  2. Dalla agrodolce annata della Openjobmetis, vissuta a lungo sull'emotività della vicinanza al baratro (dove persino le società blasonate possono scivolare, come insegna l'amaro epilogo della Virtus Bologna) e poi della prossimità di obiettivi altisonanti sfuggiti per dettagli, la società di Piazza Montegrappa porta con sé un miscuglio di dubbi e certezze. Tre mesi senza basket giocato - che diventano cinque, o quasi, se si parla di incontri ufficiali - hanno la sembianza di un'equazione piena di incognite. Se tra Varese-Caserta e Chalon-Varese, zenit e nadir dell'orizzonte astonomico biancorosso, l'impressione è che fosse passato un anno luce, figuratevi cosa può succedere nelle lunghe estati di mercato, di agenti con il telefonino rovente, di sparate via stampa che alzano le quotazioni, di amabili chiacchere da bar (ancor meglio sul forum di varesefansbasket, dove la competenza, l'acume, la passione hanno saputo sgorgare, in questa strana cavalcata, in una meravigliosa cascata). Il punto centrale della pianificazione 2016-2017 risiede nella capacità di preservare l'eredità tecnico-tattica emersa da marzo in poi, calibrando le scelte giuste nel dogma del congruo rapporto tra costi e benefici. Per dirla in termini successori, ci auguriamo che si tratti di un'eredità accolta con beneficio d'inventario. Che poi il curatore sia Stefano Coppa o altra figura del consorzio importa relativamente, purché l'organigramma sappia fin da subito su quali corde azionare la musica: coach (Moretti non fare scherzi!), budget, prospettive, eventuali impegni nelle competizioni continentali. Domani i Giardini Estensi, nella loro versione primaverile, saranno il locus amoenus deputato a raccogliere, nell'ultimo abbraccio caloroso, tifosi, staff e giocatori. Il saluto in Piazza agli indimenticabili, tre estati fa, rappresentò l'inizio di un concatenarsi di scelte affrettate, equivoci, eredità mal soppesate. Per una tifoseria avvezza a tormentoni e deja vù appaiono quindi comprensibili certe impressioni che i saluti di domani abbiano il sapore di un addio piuttosto che di un arrivederci. La permanenza dei tre italiani, legati contrattualmente, non dovrebbe nascondere indigeste sorprese - anche se non sono mancati gli attestati di stima, da lidi più ricchi, verso Campani - mentre la riconferma di Wright, graditissima sotto tutti i piani, passerà lungo i binari della trattiva economica. Pure Kangur – e Kuksiks, in misura più tenue – paiono tasselli complementari ma non imprescindibili, mentre per Wayns e Davies la ridda dei punti interrogativi dovrebbe condurre a valutazioni approfondite. Il sabato del villaggio, capace di unire idealmente la nostra città (una nota scaramantica: basta cartelloni stradali luminosi che incitano la squadra, hanno portato sfiga contro Siena e contro Francoforte) e le sorti di Chalon, con la sua dolce attesa, resta il punto cestistico più alto vissuto dal 2014 ad oggi. Ora è il momento di non sperperare sogni, versi, rime costruite grazie al sudore lasciato sul parquet. Lo chiedono migliaia di tifosi, lo meritano sponsor e consorziati, lo esige la Storia della Pallacanestro Varese: alziamo gli occhi speranzosi verso la luna a spicchi, scomodando di nuovo Leopardi. Altro dirti non vo', ma la tua festa, ch'anco tardi a venir, non ti sia grave.
  3. [b]BRANDON DAVIES [/b](5 punti; 2/5 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Nottata da incubo per il ragazzone classe 1991, tornato a sfiorare gli spettri di inizio campionato. La difesa sui centri reggiani crea una sequenza infinita di falli, dall'altra parte del guado il fatturato offensivo ristagna. [b]MAALIK WAYNS [/b](10 punti; 1/3 2p; 2/5 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Le onde radio dei tifosi avevano captato la notizia di un attacco febbrile proprio alla vigilia. L'approccio di Maalik è titubante, quindi piazza alcune giocate effervescenti come un'aspirina. Questa volta non esagera, sfornando diciannove minuti di pallacanestro concreta. [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Il voto positivo racconta di una stagione vissuta con il massimo impegno e serietà: stasera, chiamato in causa per tre minuti, morde le caviglie degli avversari e chiude ogni varco. Furetto. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](9 punti; 2/2 2p; 1/5 3p; 2/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Chiamato agli straordinari in termini di minutaggio (32' a pieni polmoni) sciorina una prova difensiva di altissimo livello, impreziosita da sei rimbalzi. Spesso riparte come un quattrocentista, facendosi così perdonare alcuni tiri cileccati. [b]CHRIS WRIGHT [/b](15 punti; 6/11 2p; 0/1 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 8. [/b]Guardate le migliori azioni del secondo periodo per intravedere lo strapotere del numero 11. Rimbalzi da scalatore, entrate da picconatore, passaggi da visionario. Calcolando il rendimento della squadra dal suo arrivo ad oggi, lo nominiamo salvatore della patria varesina. [b]LUCA CAMPANI[/b] (13 punti; 2/4 2p; 1/1 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Prestazione di posizionamento, di coraggio, di precisione. I canestri arrivano nei momenti caldi, perché i colossi della Grissin Bon non fanno paura quando l'organizzazione collettiva ne riduce la pericolosità. Trascinatore. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](9 punti; 2/3 2p; 1/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Una stagione a esclamare “che miglioramenti per il piemontese, peccato che non gli entri il tiro dalla lunga”. Eccolo però, sulla sirena del terzo periodo, timbrare dall'arco il canestro che spacca la partita. Anche i pc portatili in tribuna stampa, per l'occasione, sono saltati in aria. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](7 punti; 1/4 2p; 0/0 3p; 5/6 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Nella serata in cui Menetti non gli concede alcuno spiffero per azionare la catapulta perimetrale, bada alla sostanza: cinque rimbalzi, reazione sulle palle vaganti, tra assist, freddezza dalla lunetta. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](9 punti; 2/2 2p; 1/2 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Perde mezzo punto, almeno, per quell'inopinato quarto fallo in attacco, con proteste che costano la quinta penalità. Prima è il solito trionfo di concretezza e saggezza cestistica, con doti da guida per i compagni di cordata più giovani.
  4. Con il rischio di apparire ripetitivi, l'attacco al commento risuona noto. Varese regala ai suoi 4500 fedelissimi la migliore prestazione dell'anno, distribuendo punti, energia, giocate come se fosse una squadra di alta classifica. Questa volta il carico da 11 scende sul tavolo con il nome dell'avversario, i vice-campioni d'Italia di Reggio, in versione quasi completa dopo un'annata di infortuni – assente il solo Lavrinovic – ma in grado di restare a contatto solo per venti minuti o poco più. Perché poi cresce, inesorabile, la spinta dell'OJM, migliore nelle percentuali, nella grinta, nel controllo delle plance. Il neo, a dire il vero nemmeno così piccolo, sta nella [i]post season [/i]oramai sfumata (servirebbe una concomitanza nell'ultimo turno che coinvolga anche Nostradamus, l'aurora boreale e un paio di U.F.O.). Testa a cuore quindi a Chalon, dove al cospetto dei padroni di casa serviranno i biancorossi a livello di questa sera per arrivare all'atto conclusivo delle finalissime. [i][b]Girandola di sorpassi. [/b][/i]Il sette pari che lancia la sfida di Masnago ha le sembianze di un derby baltico tra Kaukenas e Kangur. Due canestri pesanti dell'ex Polonara, rebus di ardua risoluzione per la difesa OJM, chiamano la risposta di Campani e Kuksiks: 14-15. L'ingresso di Della Valle – che con il suo [i]mocio vileda[/i] in testa da sempre lucida i parquet nelle sfide contro Varese – crea qualche grattacapo e coincide con il vantaggio timbrato, sul finale di periodo, da Aradori per il 18-20. Una formazione operaia, con Varanauskas, Cavaliero e Ferrero, tiene botta ad avvio secondo quarto con lodevolissima abnegazione (28-27 al 14' con un assist delizioso di Wright per Giancarlo) nonostante qualche fischio poco gradito alla truppa di Moretti. La partita incede punto a punto, con la Grissin Bon abile a rifugiarsi sotto l'ombra dei lunghi tentacoli di Veremeenko (32-33) quando i prealpini asfissiano, con colpi al limite della legalità, le guardie avversarie. L'accelerazione di Varese, risultato di un paio di diavolerie di Wright, trova puntualmente le contromosse della formazione di Menetti, ricchissima di alternative in ogni reparto. Così, dopo gli ulteriori punti del play ex Pesaro, è Golubovic a issare il tabellone sul 44-43 della pausa lunga. [i][b]Varese famelica. [/b][/i]Una ridda di palloni persi malamente e di tiri sbilenchi accomuna le contendenti ad inizio ripresa. Il quarto fallo di Davies, mai lucido nelle esecuzioni e nella scelta dei tempi, obbliga agli straordinari gli effettivi di Moretti, eppure grazie all'ennesimo recupero capitan Cavaliero può travestirsi da Alberto Tomba per lo slalom del 52-46. L'OJM spende energie a profusione, forse troppe, sublimandosi con il dardo di Wayns del +10; lo stesso Maalik, poco dopo, infierisce su Della Valle lanciato in contropiede. Sarebbe antisportivo, ma la spinta emotiva di un PalaWhirlpool cattivo come ai tempi gloriosi induce la terna a concedere solo un fallo “normale”, cui segue il tecnico per proteste della panchina emiliana (60-48). La gara diventa ancora più spigolosa e governata dagli umori, con le ultime spallate assestate dai 6 metri e 75 da Polonara e Ferrero: 67-55. [i][b]Maledetti cellulari. [/b][/i]La Grissin Bon prova a forzare dalla lunga distanza (bottino complessivo, misero, di 4/18), l'Openjobmetis indugia con il cronometro alternando fortune, come il ciuffo di Cavaliero per il 74-59, a nefandezze: Kangur commette la quarta penalità, subito tramutata in quinta per una parola di troppo ai suscettibilissimi direttori di gara. Poco dopo anche Veremeenko saluta la contesa, e non è un caso che dal tap-in di Campani arrivi il massimo vantaggio casalingo: 77-60, con una nuova [i]standing ovation[/i]. Varese (pur con una fisiologica stanchezza) appare in controllo, Aradori e compagni risucchiano qualche punticino ma senza la verve di chi intende davvero riprendere le redini della contesa. Tuttavia il bello e il brutto delle ultime giornate risiede nella contemporaneità di emozioni tra ogni palazzetto. Storie che si incrociano, in un groviglio simile al DNA, sommando scatti e passi falsi maturati nella lunga corsa a tappe del campionato. Nell'epoca degli s[i]martphone[/i] basta una connessione per leggere delle vittorie di Pistoia e Venezia al cospetto, rispettivamente, di Sassari e Trento. Saremmo bugiardi se dicessimo, nella cavalcata avvincente di questa sera, di non averci creduto almeno un attimo. Il giro di campo racchiude comunque la fierezza di aver completato l'opera fino all'ultima goccia. Nove vittorie di seguito maturate in casa, tra campionato e Fiba Cup, non scriveranno pagine degli annali ma hanno contribuito, senza ombra di dubbio, a riscoprire entusiasmo, convinzione, tifo. Varese dovrà incanalare tutte le forze mentali nella tre giorni di Chalon: un'intera città spingerà le vele dei ragazzi di Moretti dal vivo o dagli schermi dei pc. Qualche mese fa, seguire le vicende dello Openjobmetis era un doloroso atto di fede; oggi, a lungo, si è sognato di strappare un tuffo nei playoff. Grazie lo stesso.
  5. [b]BRANDON DAVIES [/b](21 punti; 10/17 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Dopo un approccio alla gara condito da una certa eleganza nel tiro dalla media, si getta nella mischia come se non ci fosse un domani. Assomma canestri a profusione – e pure qualche forzatura – e con la bellezza di 13 rimbalzi produce un fatturato doppio rispetto all'intero reparto lunghi in maglia Reyer. Indemoniato. [b]MAALIK WAYNS [/b](13 punti; 5/9 2p; 0/2 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Prova a bissare la prova perfetta sciorinata contro Anversa, però nel primo quarto inscena un pianto greco. Appena torna ad interpretare il piano partita, riscuote i dividendi: agile nelle entrate, acuto nel servire i compagni, meno ingenuo del solito in retroguardia. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Incipit difficoltoso, perché il fisico di Green e le movenze di Goss, anche se a mezzo servizio, risultano scomode per tutti. Quando i palloni scottano, mette in vetrina senso della posizione (quattro assist) e battute altisonanti (sua la tripla che chiude i conti ad inizio quarto periodo). [b]CHRIS WRIGHT [/b](6 punti; 3/8 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Questa volta si scorge qualche lacuna nella gestione – 5 palloni persi, alcuni nel finale – e nelle scelte realizzative. Resta però il fatto che dal suo arrivo la dimensione di Varese ha subito continui miglioramenti: sette passaggi illuminanti confermano l'impressione. Da firmare per l'anno prossimo. [b]LUCA CAMPANI[/b] (5 punti; 2/4 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Luchino a sorpresa si rivela agente speciale, con un apporto splendido nel contenere i movimenti sotto canestro di Ress ed Ortner. I dirimpettai hanno la chioma ingrigita, il numero 12 di Varese scoppia invece di salute e autostima. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]I muscoli esplosivi di Ejim e la prontezza di Viggiano rendono la difesa di Giancarlo un vero percorso ad ostacoli. Ci mette tutto l'impegno del caso ma, questa volta, sono le lucine rosse del conteggio falli ad illuminarsi a ripetizione. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](20 punti; 1/3 2p; 6/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Un [i]frame [/i]del primo tempo immortala un contropiede non concluso dal lettone, il quale – seppure lanciato – si eleva di circa una spanna dal terreno. Nella prossima puntata di [i]Misteri [/i]si analizzerà il fenomeno opposto che lo rende una furia nel tiro pesante: sembra la gara da tre dell'[i]all star game[/i], invece sono palloni che scottano. Fantascientifico. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](7 punti; 2/7 2p; 0/1 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Dieci rimbalzi raccontano la prova senza sbavature dello scudiero estone, mai domo e mai disattento. Se si contano poi le innumerevoli situazioni in cui anticipa le giocate dell'attacco lagunare, paiono fondati gli indizi di telepatia.
  6. Varese completa la sua settimana perfetta con una prestazione che sancisce il rapporto ritrovato, questa volta definitivamente, con il tifo (quasi 4.000 presenti) e con la pallacanestro intesa in senso corale. Sul ponte di comando incede sorridente Paolo Moretti, soddisfatto nel vedere i suoi ragazzi dediti a difendere in maniera strenua, a selezionare i tiri (solo 13 tentativi dai 6.75 metri, con ben 7 realizzazioni), a fare a sportellate sotto i ferri (41-31 il saldo globale alla voce rimbalzi) contro un avversario più stazzato. Sul fronte opposto la Venezia rimpiange, forse, il repentino esonero di Recalcati, anche stasera presente al Lino Oldrini dispensando saluti e cordialità: troppi primi attori, scontenti di avere a disposizione solo un pallone, finiscono per pestarsi i piedi. [i][b]Reattivi allo start. [/b][/i]Davies, con mano educatissima dalla media distanza, scrive il primo parziale di marca prealpina sul 12-6. Sull'onda emotiva della preziosa affermazione di Coppa contro Anversa, Varese non lesina energie e cerca conclusioni rapide, trovando fortuna dall'arco (con l'arciere Kuksiks) e dentro il pitturato, ancora con il centro in maglia numero zero e con Campani: 21-12. La Reyer, richiamata all'ordine da De Raffaele, si avvicina al ferro e chiude il periodo in scia positiva denotando una profondità di panchina che stona, non poco, con una stagione vissuta a metà gruppo nonostante ambizioni di alta classifica. [i][b]Mosse ragionate. [/b][/i]L'esplosività di Ejim, cliente poco digeribile per le ali piccole biancorosse, e la precisione di Viggiano valgono il pareggio a quota 23, preludio al primo vantaggio lagunare a firma di Mike Green, ex degli “indimenticabili” applaudito con immensa gratitudine dal PalaWhirlpool. Wayns, impreciso in avvio, si redime con due canestri ed un assist, restituendo fiato al quintetto di Moretti (31-26). Con l'alzarsi dei toni difensivi, le percentuali scemano e ogni canestro diviene un'epopea: i guizzi di Wright, seguiti dal duello sotto le plance tra Ortner e Davies, scrivono il 36-31 della pausa lunga. [i][b]La rosa dei venti. [/b][/i]La ripresa riparte con i ferri di Masnago martoriati da ogni angolo: Viggiano e Kuksiks (con cinque punti in striscia per il 41-34) spezzano l'incantesimo dopo quasi quattro minuti. Le saette dal perimetro di Jackson e Bramos animano il vento nel cielo primaverile, allora Moretti sul 43-45 chiama a raccolta i suoi munito di anemometro. Capitan Cavaliero e compagni si dannano l'anima come poche altre volte in difesa, trovando miglior sorte dall'altra parte del campo: ancora [i]Rihardinho [/i]e Wayns timbrano il 55-49 dell'ultimo mini riposo. [i][b]Con il cuore e con la testa. [/b][/i]L'8-2 che inaugura il quarto finale, figlio delle fortune dal perimetro ma anche del lavoro egregio di Campani, suscita la pronta reazione di Green, forse l'unico a crederci veramente tra le fila oro-granata. Kangur sale in cattedra con aneddoti di sapienza a spicchi, Davies è tonico sotto le plance (azione da pura guardia 72-59, schiacciata su rimbalzo offensivo per il 74-61), Masnago può iniziare per tempo le celebrazioni tributando applausi per tutti. Anche Mike Green accetta il “cinque alto” di tutto il palazzetto e presenzia al giro di onore: come a ricordare che a Varese non si vincono Scudetti da anni, eppure si continuano a dispensare sane vibrazioni di basket. Troppo tardi, purtroppo, per credere nei play-off. Pistoia, unica compagine su cui avere mire di aggancio, si sbarazza di una Virtus Bologna con sembianze da zombie; contro l'Umana pesa invece il -26 patito nella ignobile gara d'andata. Erano i tempi delle imbarcate, dei passaggi dietro la testa di Galloway, dello sponsor Rasizza che strigliava una squadra sull'orlo del baratro. Quasi un'altra stagione sportiva. Gli irriducibili, al commiato, invitano tutti ad andare a Chalon: senza il fattore Masnago, però, servirà una vera impresa nelle [i]final four[/i] di Fiba Cup. Presto per pensarci, mancano tre turni di campionato per tornare a vincere fuori casa e, perché no, per sognare di far planare un aereo sopra il Pianella all'ultima giornata.
  7. La “bella” dei quarti di finale di Fiba Europe Cup, dominata dall'Openjobmetis per 35 minuti abbondanti, consacra il lavoro di Moretti e premia il gruppo, dopo mesi di trasferte, levatacce e partite in palestre improbabili (ricordate Larnaca?), con l'approdo alle [i]final four[/i] in programma a cavallo tra aprile e maggio. Il mazzo biancorosso, per lunghi tratti, questa sera sembra contenere soltanto jolly e assi. Wayns funge da pigliatutto in un primo tempo quasi irreale, ma è impossibile non menzionare la solidità di Campani - 16 punti + 7 rimbalzi -, la [i]verve [/i]realizzativa di Wright (18 a referto), la [i]garra[/i] del solito Ferrero o la sapienza cestistica di Kangur nei frangenti più difficoltosi a livello tattico. [i][b]OJM a tutto campo. [/b][/i]In un avvio dai validi contenuti agonistici (11 pari al 4') Varese cerca tiri rapidi e umorali, mentre Anversa preferisce una manovra ragionata e cinica. La mano calda di Wayns e una magia di Wright scaldano la platea del Lino Oldrini – non numerosissima ma nella versione più affezionata della stagione europea – eppure i fiamminghi non perdono terreno distribuendo, democraticamente, canestri fra tutti gli effettivi: 20-17. I punti a tinte azzurre di Ferrero e Campani, ben serviti in post basso, valgono il 29-21 della prima pausa. [i][b]Maalik Wayns inafferrabile. [/b][/i]Un arbitraggio a tratti zelante penalizza i Giants (quasi un record il bonus speso dopo 100 secondi di un parziale!) e permette all'OJM diversi pit-stop in lunetta, capitalizzati sino al 36-25, ma dal canestro di Mwema in poi gli uomini di Moors provano a prendere le contromisure: gestione del ritmo e spallate in prossimità dei ferri. Basta però un time-out di Moretti per riattivare l'arsenale biancorosso. Due triple a fine azione di Kuksiks e lo show di Wayns (infallibile al tiro, lungimirante negli assist) fanno lievitare a dismisura lo[i] score [/i]dei padroni di casa, con un vantaggio solo in parte limato dal 2+1 di Marchant: 55-40. [i][b]Canestri camaleontici. [/b][/i]Il tassametro dei falli regala a Varese un conto più salato di una corsa da centro città a Malpensa: Davies e Campani salgono, quasi all'unisono, a quota quattro. Sotto canestro la coppia baltica dalle mille “k” sale però in cattedra, inscenando una recita di gioco dentro e fuori: nel punteggio a specchio di metà periodo, 64-46, i biancorossi si scoprono carismatici. I belgi rimangono in scia con qualche tiro aperto di Smith (miglior realizzatore ospite con 26 punti), però Ferrero, come sempre vestito da galà nelle notti di coppa, sforna brioches calde dal perimetro (76-56). Lo tsunami di segnature del periodo si conclude solo con la sirena, in concomitanza dell'84-64, che frena la sfida a distanza tra Wright e Waldow. [i][b]A braccia levate. [/b][/i]Messa in ginocchio dai nuovi spunti di Campani e Kangur (96-72), Anversa non molla la presa onorando al meglio la competizione. Lo staff di Varese dà spazio anzitempo anche a Varanauskas, utilissimo nella fase a gironi ma ora in forte calo, e al baby Testa, spaesato al punto giusto, subendo un parziale di 4-14. Per fortuna Ferrero e Davies non tremano, mettono nel forziere i punti della tripla cifra e la festa può ufficialmente cominciare. Tra pochi giorni sapremo se il [i]parquet [/i]di Masnago sarà il teatro prescelto per l'atto conclusivo, intanto la società di Piazza Montegrappa si assicura la possibilità di giocare per un traguardo tangibile a primavera inoltrata. E, aspetto non secondario, intasca un ghiotto montepremi da investire nel futuro. Chiamatela coppetta, non paragonatela ai fasti passati, non confondetela però con un traguardo banale: quest'anno, più di altre volte, sarà bello esserci. [i][b]Il migliore in campo: Maalik Wayns. [/b][/i]Qualcuno, nello scorso weekend, si è preoccupato leggendo il profilo twitter della guardia ex Villanova: tutte la notte a seguire, e ad esultare, per le finali NCAA. Ancora in estasi per l'impresa del suo[i] college[/i], regala a Varese una meritata gita alle[i] final four[/i]. 23 punti, 4 assist e 4 falli subiti calamitano applausi a scena aperta dal primo all'ultimo minuto. [i][b]Il peggiore: Daniele Cavaliero. [/b][/i]In una serata maldestra a livello di fatturato, senza punti a referto, strappa una sufficienza risicata grazie ai 7 assist offerti ai compagni. Due mesi fa, con Varese in fondo alla classifica, aveva però parlato di una squadra in crescita. Dargli pienamente ragione vale, questa sera, più di ogni giudizio in pagella.
  8. [b]BRANDON DAVIES [/b](19 punti; 7/12 2p; 1/3 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Protagonista di una crescita notevole da un paio di mesi a questa parte, mette sul [i]parquet[/i] una sfrontatezza notata poche altre volte. Incespica in quale “fuorigiri” eppure delizia la platea con alcuni ruggiti: gli attaccanti di Pistoia spesso escono scapigliati a furia di subire stoppate. [b]MAALIK WAYNS [/b](9 punti; 3/5 2p; 1/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Sufficiente perché, dopo l'inizio grondante di forzature e letture cattive, si desta dal torpore e riesce a produrre qualcosa di buono per sé e per i compagni (quattro assist a referto). Da registrare in vista del finale di stagione. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](13 punti; 0/1 2p; 3/6 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Sartoriale quando il pallone pesa, sguscia fuori dai blocchi come un furetto per colpire l'avversario dal perimetro. Lo stop patito tra gennaio e febbraio, paradossalmente, torna ora utile per sfruttare qualche energia aggiuntiva. [b]CHRIS WRIGHT [/b](20 punti; 5/12 2p; 2/2 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Altro “ventello” di classe e conoscenza cestistica: con lui in quintetto, la squadra gira a dovere, si divide le conclusioni, procede armonica. In due mesi si è già conquistato la fiducia dei supporter varesini, però il bello speriamo debba ancora venire. [b]LUCA CAMPANI[/b] (10 punti; 3/4 2p; 0/0 3p; 4/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Dieci punti e sette rimbalzi che servono come l'oro per scacciare i pensieri di una forma cagionevole. Nel terzo periodo dà vita, assieme a Davies, a uno show dentro l'area colorata: non solo tiri morbidi, ma anche una bella azzannata al ferro. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Quasi diciannove minuti di impiego, con pochi picchi in attacco (come è giusto nel valutare i pesi dei singoli) ma con lodevole abnegazione difensiva. Se gli esterni della Giorgio Tesi Group segnano poco, c'è anche lo zampino dell'ala piemontese. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](15 punti; 0/1 2p; 5/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]In stato di grazia fin dalle prime battute, quando ogni tiro da tre diventa un fuoco d'artificio nel cielo di Masnago, si dimostra incontenibile del perimetro. Alla distanza denota qualche piccolo problema fisico che non lascia troppo sereni il vista del dentro o fuori contro Anversa. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](3 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Spesso elogiato come uomo in più e collante della squadra, si concede una serata di respiro. Legittimo visto il dispendio di energia e l'età sul documento di identità, però un paio di palloni lasciati scappare non sono degni della firma KK.
  9. Nella serata in cui l'Openjobmetis mette in ghiaccio il discorso salvezza, non ancora avvallata dall'aritmetica ma pressoché acquisita, entrano in gioco, velatamente, i rimpianti. Ecco allora materializzarsi i ricordi di un mercato estivo nemmeno commentabile - paragonate voi Thompson, Sheperd e Galloway a Wright, Kuksiks e Kangur … - che procedono a braccetto con l'evidenza di una crescita esponenziale dell'organico biancorosso: nella manovra e nelle percentuali, nell'atteggiamento, nella difesa. Merito di Moretti, ma anche di alcuni singoli: Davies cinque mesi nemmeno sapeva colpire una zanzara con la racchetta elettrica, stasera ha fatto incetta di stoppate e rimbalzi. Discorso opposto per Pistoia, squadra dal potenziale analogo a quello di Varese, capace di partire a mille e di assommare punti in classifica in inverno. Nonostante la crisi del girone del ritorno probabilmente accederà a quella [i]post season[/i] che i nostri vedranno, comodi, al televisore. [i][b]Dare del tu al perimetro. [/b][/i]Kuksiks, con due canestri pesanti in transizione (8-2), accende una contesa vissuta inizialmente nel pitturato, dove la Giorgio Tesi Group prova ad azionare le lunghe leve di Kirk e Czyz. Le disattenzioni a rimbalzo difensivo, con la nobile arte del “taglia fuori” ormai caduta in desuetudine, propiziano l'avvicinamento dei toscani sul 13-11, quindi dal frullatore dei cambi esce un frappè dal sapore equilibrato: 20-19 alla prima pausa con timbri finali di Wright e Blackshear. Le percentuali al tiro dell'OJM schizzano all'improvviso (alla giostra delle triple staccano il biglietto Cavaliero, di nuovo Kuksisks e Wright) così il vantaggio cresce fino al 33-23. La truppa del “diablo” Esposito intasca qualche canestro sporco – Knowles da quasi nove metri per il 37-28 – eppure i meccanismi ben oliati del girone d'andata restano un pallido ricordo. Varese dal canto suo si lascia ingolosire dal gioco champagne e, anziché riempire le gobbe del cammello di acqua, chiude sul più dieci (45-35) una seconda frazione dominata in lungo e in largo. [i][b]Masnago osanna Paolo Moretti. [/b][/i]Davies inaugura la ripresa governando con autorità le plance, i compagni ne traggono benefici in termini di spaziature e il disavanzo tocca le quindici unità in concomitanza del 58-43. Moretti, a testimonianza della cura maniacale dei dettagli, chiama time-out al primo cenno di guardia abbassata: i ragazzi rispondono presenti al tentativo di spallata del solito Kirk (31 punti complessivi stasera), aggiungendo un punto esclamativo con la schiacciata di Campani (64-48). Davies rincara la dose con una stoppata che cancella le velleità del giovane Amato e con l'entrata del più venti. Il finale di terzo periodo non spariglia le carte in tavola, con Varese [i]chip leader [/i]sul 71-53. [i][b]Rush finale autoritario. [/b][/i]Con l'attenzione forse già rivolta alla partita di Coppa Fiba (ricordiamo, in vista di mercoledì, i prezzi popolari per riempire un PalaWhirlpool anche oggi con diversi seggiolini sguarniti), i prealpini si dimenticano qualche rotazione difensiva subendo le iniziative duo Czyz-Kirk: 77-66. Una nuova fiammata a firma di [i]big Brandon[/i], insolita tripla da fermo, e di Wright serve da contrappeso ai tiri rapidi di una Tesi Group entrata in ritmo pregevolmente ma con colpevole ritardo. Il tabellino galoppa, le gabbie della panchina si spalancano ma la bilancia continua a pendere nella direzione di Varese, sicura come poche altre volte nel chiudere i conti ed amministrare le forze. L'atteggiamento collettivo, con cinque uomini in doppia cifra e Wayns a quota nove, incarna il viatico migliore per affrontare Anversa e per provare ad acciuffare le [i]final four [/i]nel palcoscenico europeo. Di rimpianti, in questi ultimi anni, Varese ne ha già vissuti troppi. Guai a lasciarsi scappare l'occasione di lenire, almeno in parte, il sapore dell'ennesima stagione a tinte chiaro-scure.
  10. Nel mettere nel cesto pasquale un prezioso uovo di cioccolato, i biancorossi trovano senza troppe sorprese il primo punto nella serie di Fiba Euro Cup. Anversa, reduce da una settimana moralmente e logisticamente devastante, carbura in maniera lenta, senza appigli di talento (poco) o di fisicità (stasera latente, come testimoniano il 40-32 a rimbalzo e il 27-15 nel saldo dei viaggi dalla lunetta). Dall'altra parte l'emergenza in infermeria – Kuksiks a riposo, tornerà forse per gara 2 – costringe alcuni elementi agli straordinari: sono però proprio i giocatori di maggior spessore, Wright e Kangur, senza dimenticare un Davies spesso a suo agio nelle notti di Coppa, a dimenticare la stanchezza e a rinfrancare gli animi con una ripresa interpretata con il volto di chi vuole arrivare sino in fondo. [i][b]Cara, vecchia Europa. [/b][/i]A dodici anni dagli ultimi quarti di finale disputati a livello continentale – quando nel 2004 la Metis di Giulio Cadeo scivolò contro il Real Madrid dopo un'appassionante cavalcata in Uleb Cup – Masnago accoglie Anversa con applausi roboanti e con le note dell'inno belga: esempio di ospitalità doverosa ma non banale. [i][b]Controllo reciproco. [/b][/i]Avvio caparbio lungo i due lati del campo, con Varese che aziona la freccia del sorpasso grazie a una tripla siderale di Kangur: 12-9. Moretti aziona la girandola dei cambi per sopperire allo stringato numero di effettivi, la difesa va in confusione e i Giants pescano dal cilindro un paio di conclusioni prive di coefficiente di difficoltà (4-16 e time out per riordinare le idee). Tra un epiteto e l'altro rivolto da un Paolaccio in versione toscano ai suoi, Ferrero risponde a Vaughn confezionando il 2+1 che manda in archivio il primo periodo sul 21-19. La terza penalità di Campani, ancora distante da una condizione fisica accettabile, coincide con un nuovo sorpasso fiammingo (25-26), quindi tre canestri di Wayns – l'ultimo connotato da una spolverata di [i]fattore C –[/i] ridanno propulsione alla Openjobmetis. Davies si redime dalle consuete distrazioni con rimbalzi e punti dal pitturato, doppia cifra raggiunta sul 38-32, però la mini fuga innesca la reazione del solito Vaughn fino al 39-37 della pausa lunga. [i][b]Cambio di passo. [/b][/i]Pur colpita in difesa dalla possanza di Langford, Varese sciorina a inizio ripresa movimento di palla rapido e tiri puliti: 49-43 griffato dalla “doppia vu” delle guardie. I decibel del Lino Oldrini sospingono i contropiedi di Wright con benefici per la mira di Kangur e Cavaliero (esiziali dal perimetro per il 57-45). I ragazzi di Moors, incapaci per lunghi tratti di reagire sotto l'assedio lombardo, con lo squillo di Marchant leniscono solo in parte gli effetti di un terzo quarto da 31 punti subiti. [i][b]Pensando al prossimo round. [/b][/i]L'OJM prova ad amministrare il 70-56 di apertura di quarto periodo, dosando qualche energia in vista del [i]tour de force [/i]in agenda nelle prossime due settimane. La bimane di Davies, la seconda nel giro di poche lancette, conduce al massimo vantaggio della serata (79-61 al '33). I Giants, sornioni, si riaffacciano sul meno dieci grazie alla serie positiva dell'ex Caserta Scott, poi un fallo tecnico comminato a Kangur riapre i giochi quando il tabellone recita 81-74 con duecento secondi sul cronometro. Qualche colpo proibito da una parte e dall'altra, più che modificare l'esito di una gara 1 meritata da Varese (egregio Wright nel mettere in ghiaccio i possessi della tranquillità), rimescola le carte in vista della trasferta belga di martedì: Anversa lotterà su ogni pallone per coltivare i sogni di accedere alle[i] final four[/i]. Parli di dispendio di energie e non si può tacere dello sgarbo arrivato da Avellino: il rifiuto di spostare il match in programma sabato in Irpinia (in una settimana in cui il rinvio di Varese-Anversa è stata la reazione più umana dopo il dramma di Bruxelles) ha il retrogusto della mancanza di rispetto. Qualcuno ha invocato gli under 19 in campo: valutata l'assenza di Kuksisk, la schiena scricchiolante di Campani, gli acciacchi da logorio di Kangur, l'utilizzo dei giovani più che una protesta potrebbe diventare una necessità. Testa quindi alla trasferta fiamminga: la banda di Paolo Moretti sarà chiamata, in quel contesto senza alibi, a un nuovo colpo di coda a tinte europee. [i][b]Il migliore: Christopher Wright. [/b][/i]In una serata in cui, ancora una volta, deve essere menzionato il collettivo (22 punti e 12 rimbalzi Davies; 9 + 7 Ferrero; 14 punti e cinismo a chili di Kangur) il numero undici incanta con un secondo tempo a tutto campo: 21 punti, percentuali candide, 6 assist e accelerazioni fulminee. [i][b]Il peggiore: Luca Campani.[/b][/i] Non si tratta di bocciatura e nemmeno potrebbe celarsi una critica vista la forma claudicante. Il primo tempo è comunque da tregenda, con difesa farraginosa, posizionamento cattivo (Moretti l'ha fatto capire con un urlo mannaro) e dita molli. Nella difesa qualche progresso si è scorto.
  11. [b]BRANDON DAVIES [/b](10 punti; 4/8 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Vero, nel tabellino compaiono quattro palloni persi e alcune conclusioni forzate. Eppure, senza compagni di reparto, si sacrifica in trincea contro Anosike e recupera ogni oggetto che gli passi attorno nell'ultimo quarto: non solo dieci rimbalzi e cazzotti, ma anche convinti applausi. [b]MAALIK WAYNS [/b](4 punti; 0/2 2p; 0/4 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Un [i]frame [/i]immortala al meglio la prestazione scorbutica del regista americano: quel pallone consegnato a Brindisi sul più tre, con relativo contropiede, non è perdonabile a certi livelli. Per il resto ricordiamo tiri forzati, passaggi a vuoto e qualche raro assist ai compagni. [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Soltanto sette minuti di impiego in una serata con pochissime rotazione: se non si entra in campo con il cipiglio giusto, in un attimo si scivola verso i margini. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](22 punti; 2/3 2p; 5/8 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Primo tempo sontuoso, a tratti irreale. Nella ripresa le percentuali dei prealpini calano e anche Daniele perde qualche colpo. Ma quella tripla nel momento topico vale i galloni dell'MVP. Una curiosità: la prova maiuscola arriva con la spalla piena di kinesio rosso, un groviglio simile al costume dell'uomo ragno. Notate qualche somiglianza con l'attore Tobey Maguire? [b]CHRIST WRIGHT [/b](11 punti; 4/9 2p; 0/2 3p; 3/6 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Estremamente confusionario in avvio, dove i falli fanno il paio con scelte avventate, risale la china con il passare dei minuti. Qualche entrata bella cattiva nella difesa pugliese, diversi momenti di agonismo e ripartenze fulminee tra la sgangherata batteria di guardie in maglia Enel. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](17 punti; 7/9 2p; 0/0 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Adattato da “quattro” tattico, prende una quantità di spallate che nemmeno nei concerti punk a pochi metri dal palco. Prova a tenere botta con il fisico da peso medio, con l'astuzia, con l'impegno. Ne esce un'altra serata da [i]standing ovation[/i], condita da magate difensive e canestri a profusione. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](9 punti; 0/2 2p; 3/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Conferma la tendenza ad apparire e scomparire, in perfetto allineamento astrale con l'efficacia del suo tiro dalla grande distanza. Troppo legato all'oroscopo della mira da tre, per il resto contribuisce senza stupire. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](7 punti; 1/1 2p; 0/3 3p; 5/8 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Un paio di assistenze per i compagni e altrettanti colpi di anca rifilati a Banks, partito a mille, attestano una conoscenza di questo sport a livelli molto più alti della media. Peccato che gli anni passano e che in certi frangenti servirebbero i compagni a sollevarlo, come nelle[i] touche [/i]del rugby.
  12. Certe partite presentano chiavi di interpretazione duplice. Nella visione “varesecentrica” di chi mastica basket sotto le Prealpi, stasera gli omaggi sono da rivolgere a Moretti, capace di condurre in porto un successo cruciale con pochi elementi a referto; sono da ascrivere ad una difese ferrea, a tratti asfissiante, che obbliga Brindisi a sparare a salve per l'intero secondo tempo; sono da gridare a Ferrero e Cavaliero, migliori in campo e mefistofelici nel puntellare la rimonta. Dall'altra parte ci sono i giornalisti di Brindisi, che a fine partita raccontano di una Enel indegna (il simpatico signore pelato mi suggerisce l'aggettivo quella dozzina di volte...), molle sotto canestro, uccisa da egoismi e faide interne, incapace di soffrire. [i][b]Chi sono quelle sagome? [/b][/i]Una platea di Masnago in versione primaverile, con alcuni seggiolini vacanti ben sacrificati in cambio di una gita, assiste a diversi giri a vuoti dei biancorossi: 4-10 con un festival di ferri scheggiati. Al primo time-out di Moretti alcuni coniglietti in cartonato popolano il [i]parquet[/i], ma l'agilità sembra la medesima dei padroni di casa. La regia approssimativa di Wayns e Wright fa da anticamera alle scorribande di Banks (9-15), quindi Varese aggiusta le dinamiche offensive con Kuksiks e Kangur. Un'impennata improvvisa nelle percentuali ribalta le sorti al termine del primo periodo (21-19), eppure il vantaggio non risparmia al presidente Coppa un nuovo striscione piccato dalla Curva Nord. [i][b]Punteggio ad elastico. [/b][/i]Gli ospiti ripartono a marce alte con il neo acquisto Trotter e il pretoriano Zerini sugli scudi, dall'altra parte Cavaliero e Ferrero rendono meno gravoso il[i] break[/i]: 27-29. Il quintetto bonsai schierato da Moretti per risparmiare precauzionalmente Campani (ultima freccia di una faretra di giocatori stazzati ridotta ai minimi termini) crea diversi grattacapi alla formazione di Bucchi: pressing e tiri nei primi secondi dell'azione valgono il 34-29 dopo un antisportivo su Wayns. Il [i]magic moment [/i]biancorosso, con il massimo suggello del +8 sul 39-31, scatena la risposta delle guardie in maglia Enel: le scosse elettriche di Cournooh, Banks e Scott accedono la contesa fino al 45-43 della pausa lunga. [i][b]Poco spazio all'improvvisazione. [/b][/i]Una Openjobmetis affrettata e meno incisiva dal perimetro rompe l'[i]empasse [/i]dopo tre minuti abbondanti, i pugliesi si affidano al totem Anosike per far valere il tonnellaggio di ben altra caratura: 49-51 a metà periodo. La monodimensionalità delle opzioni d'attacco scrive trame di facilissima lettura per la difesa ospite, quindi la situazione assume contorni critici dopo il fallo tecnico comminato a Ferrero (simulazione). Giancarlo e Wright trovano due canestri nel traffico, ma il tocco di Milosevic a fil di sirena arride a Brindisi, in vantaggio 53-57 pur senza sbalordire. [i][b]Ruggiti a tutto campo. [/b][/i]Confermando un [i]trend [/i]connotato da corrente alternata, l'Enel incespica a lungo nelle sue scelte solitarie e viene salvata da due infrazioni di passi (dubbia al limite del paradossale la prima, equa la seconda) in concomitanza del 61-57. L'atteggiamento della terna scontenta tutte le parti in causa, ma è l'OJM a doversi cospargere il capo di ceneri ardenti mancando tre ghiotti possessi sul 63-58 con bonus acquisito. Wayns perde un pallone sanguinoso, Ferrero si vede recapitare un antisportivo tornando in difesa (ma non c'era cattiveria alcuna nell'intervento su Scott...) e il segnapunti torna sul 65-64. A rompere gli indugi, questa volta in maniera risolutrice, è capitan Cavaliero: subisce una stoppata da Banks, però sulla rimessa brucia la retina con una tripla dall'immenso peso specifico. Il finale, con Davies e Ferrero a riscuotere applausi per la commovente abnegazione sotto le plance (il dato dell'ultimo parziale, 20-5 per Varese!), porta in dote sorrisi e serve a ribaltare perfino il doppio confronto dell'andata. Perché se rappresenta un'eresia nominare i play-off, stanotte nessuno rimuginerà sulla vittoria allo scadere di Torino contro Trento. Piuttosto sarà cruciale recuperare le forze in vista dei quarti di finale di Fiba Cup: il trampolino dell'autostima è azionato, ora serve la spinta giusta per scavalcare Anversa.
  13. [b]BRANDON DAVIES [/b](27 punti; 13/16 2p; 0/1 3p; 1/5 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Dinnanzi ad una delle coppie di lunghi più temibili del campionato e senza Faye a dare manforte con gli scudi alzati, pesca la prestazione della stagione: canestri a pioggia, rimbalzi ogni battito di ciglia (sedici in tutto), piedi rapidi e mani cattive in difesa. Mezzo punto in meno per i litigi con il ferro dalla lunetta. [b]MAALIK WAYNS [/b](15 punti; 2/6 2p; 3/5 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel primo tempo la Dolomiti corre e porta palla con diversi uomini, Maalik va in tilt ed esaurisce tre gettoni del flipper. Nella ripresa cresce al pari di tutta l'OJM. Il bottino grosso, però, arriva quasi tutto quando l'avversario è prossimo al O.K., un po' come quando ci si accontenta di una pizza fredda al calare della festa. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](9 punti; 0/0 2p; 3/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Il ritorno dall'infortunio è coinciso con la nuova quadratura della squadra. Da buon leader, entra silenziosamente nella partita con giocate utili e difesa. Nel quarto decisivo, caricato come una molla, attiva la mano dal perimetro il modo sartoriale: il 3/3 dalla lunga uccide le resistenze della banda di Buscaglia. [b]CHRIS WRIGHT [/b](5 punti; 1/7 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]I veri playmaker sono in grado di decidere anche le partite in cui litigano con il canestro. Le percentuali al tiro appaiono disastrate, eppure in tutte le azioni topiche c'è lo zampino dell'ultimo arrivato ad attivare le sinapsi dei compagni: dieci assist, nella Varese di quest'anno, valgono un punto esclamativo. [b]LUCA CAMPANI[/b] (4 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Partita ruvida, interpretata con l'intelligenza di chi sa di dover lavorare sporco per agevolare i compagni e per tenere a bada gli avversari più improbi. Per i gancetti e i tiri puliti, ci saranno ben altre occasioni. Oggi ha vinto lo spirito dei gregari. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](7 punti; 2/3 2p; 1/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Quindici minuti di convincente abnegazione, abbelliti dal tanto cercato canestro dalla lunga (abituale in Fiba Cup, una chimera in campionato), a rinverdire la convinzione che per il piemontese ci sia spazio in serie A. In questa stagione e nella prossima. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](11 punti; 1/3 2p; 3/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Anziché passeggiare lungo lo spazio che va dai 6,75 ai 7 metri di distanza dal ferro - non un centimetro in più, non uno di meno - gioca una partita di basket completa e ragionata. Nei momenti di rincorsa, si offre spesso volontario per trascinare la carretta. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](18 punti; 5/5 2p; 2/2 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Seduto da solo in un angolo del bar, a leggere un quotidiano e ad addentare un panino alla bresaola, viene sfidato a bere birra. Infila una sequenza di bionde senza batter ciglio, si alza sulle sue gambe, aggiunge con lo sguardo cattivo: “tenete pure il resto”. Un ultimo dettaglio: gran parte dei punti arrivano quando la Dolomiti ha il comando del match. Non provocate l'estone.
  14. [i]Hop, step, jump.[/i] Con un salto triplo impensabile fino a una settimana fa, quando nella città del Museo egizio Varese rischiava di rimanere imbalsamata all'ultimo gradino della graduatoria, l'atletica banda di Moretti si concede una vittoria nitida. I biancorossi tengono botta ad un primo tempo di marca trentina per poi librare nell'aria lungo una ripresa dai numeri irripetibili (56 punti, con 14/21 da due, 8/10 da tre, nove assist). La classifica finalmente sorride, con Torino staccata di sei lunghezze – virtualmente otto conteggiando lo scontro diretto favorevole – e si intravede la possibilità di centrare la permanenza nella massima serie già nella trasferta di Bologna. Viste però le ali di cera finite arse più volte in questa stagione, limitiamoci ad un convinto complimento sperando che l'etica del lavoro divenga una costante. [i][b]Ospiti autoritari. [/b][/i]La manovra organizzata della Dolomiti, impreziosita da alcune gemme del “barba” Julian Wright, consegna al tabellino il primo strappo della serata: 6-13 con tutto il quintetto di Buscaglia a referto con punti o assist. Varese incespica dalla lunetta e si trova presto a dover improvvisare schieramenti atipici (come con Kuksiks nello spot di ala grande) per ovviare al reparto interni ridotto dall'[i]affaire [/i]Faye. La spinta in pressione di Cavaliero e la presenza di Davies riducono lo strappo – 15-18 – ma sono ancora le spallate di Wright e Sanders a colorare di bianco e nero il primo periodo: 17-25. [i][b]La lepre non fugge. [/b][/i]La furia agonistica di Poeta vanifica, a livello di gap, due valide iniziative di Ferrero, nel mentre un paio di fischi arbitrali contestati scaldano gli animi di una Masnago più popolata del consueto (3700 presenti, a produrre molti decibel). Il terzo fallo di Wayns toglie all'alchimista Moretti uno dei pochi ingredienti rimasti in laboratorio, allora ben venga lo show balistico del luogotenente Kangur nel cuore del quarto: 28-32. L'OJM sciorina diversi momenti di vivida intensità, eppure Pascolo e compagni reagiscono da squadra navigata dopo aver subito l'aggancio a quota 35. Varese si incarta nei pressi del ferro, ma con il 5-0 in coda (tripla di Kuksiks ed entrata tanto brutta quanto efficace di Wayns) incide il 40-41 della pausa lunga. [i][b]Gioco di avances. [/b][/i]La ripresa vede un'impennata nelle medie realizzative – anche in virtù dei ciuffi ad alta percentuale di Davies e Pascolo – nel solco dell'intraprendenza e dell'equilibrio, almeno fino al dardo velenoso di Forray dopo tre errori consecutivi prealpini (52-57 al '25). L'eccessiva foga prodotta da Varese nell'opera di rimonta lascia intravedere qualche punta di debolezza, maliziosamente sfruttata da Trento. Il pragmatismo di Ferrero e la faccia tosta di Brandon (16 rimbalzi e tre stoppate rappresentano un bottino da strabuzzare le pupille) valgono un parziale di 11-0, eppure l'occhiolino al terzo periodo di gioco viene suggellato dal solito Pascolo (nel saldo globale la bellezza di 24 punti + 12 rimbalzi): 63-64. [i][b]Dica trentatré: Varese scoppia di salute. [/b][/i]Cavaliero lancia la volata lunga (72-66) con due entusiasmanti fiammate dai 6 metri e 75, Trento sente nelle gambe i chilometri di una stagione di EuroCup stancante e vincente e si aggrappa all'ammiraglia con l'astuzia di Poeta. Varese pedala forte, con cambi regolari e intese inaspettate (che lusso il tandem Wright-Davies!), ma ogni tanto viene rallentata dai ventagli dell'ingenuità: 81-75 dopo una persa banale. Questa volta però le grida di Moretti tengono alta l'attenzione del plotone, sveglio e cattivo come in poche altre uscite stagionali. Sull'88-77 Sanders prova l'ultimo disperato tentativo di rimettere in scia, eppure la Dolomiti ha esaurito ogni spillo di Energia. L'ultimo giro è un tripudio di bandiere biancorosse: otto punti di Wayns, quota 100 sfiorata, spazio ai tre giovani della panchina. Tre vittorie consecutive dell'Openjobmetis inframezzate da una nevicata da vecchi tempi. Negli Stati Uniti la chiamano [i]march madness [/i](“follia di marzo”, con riferimento alle fasi conclusive della NCAA spesso condite da colpi di scena), l'auspicio è che anche la bistratta Varese di quest'anno trovi la lucida follia per mettere la parola fine ai lunghissimi mesi di patimenti. Svegliamoci tutti, è (quasi) primavera!
  15. Scossa nell'animo dall'ennesimo ribaltone di un'annata avvolta dai fumi (fin troppo facile il riferimento alla cannabis assunta nel momento sbagliato da Faye...) delle sfortune e dei disguidi, la banda di Moretti viene ripagata da un pizzico di buona sorte nel momento del bisogno. Varese, bella e agile per trenta minuti, con il pressing delle guardie a compensare il contingente delle plance ridotto al minimo sindacale, non si piega dinnanzi ad un parziale di 1 a 15 e strappa orgogliosamente il passaggio del turno nei play-off. [i][b]Guardie ispirate. [/b][/i]I punti a raffica del duo Wayns e Wright, monopolizzatori dell'attacco dopo la prova di Torino dedicata prettamente alla regia, valgono il 13 pari al '5. Varese prova ad alzare i toni in difesa, alternando uomo ad accenni di zona, e ne ricava tiri aperti in attacco: il parziale di 11-0 in coda di primo periodo (26-15) vede tra i protagonisti Davies e Kuksiks. Il Gaziantep spezza sette minuti abbondanti di abulia offensiva con il dardo di Calloway (29-18), Moretti invece deve fare i conti con la seconda penalità di Kangur e le risicate alternative nel pitturato. Wright ricama per sé e per i compagni – notevoli un paio di assist per Davies coincidenti con il +15 –, i turchi litigano con il ferro (4/14 dal perimetro a metà gara, 13/36 nel saldo globale) e così Varese, pur in crescente debito di ossigeno, mantiene la soglia psicologica della doppia cifra di vantaggio: 42-31 alla pausa lunga. [i][b]Rincorsa saracena. [/b][/i]Il 9-2 di inizio ripresa, condito da un pregevole gioco corale, obbliga i ragazzi del Royal Hali a subire una strillata sonora da parte di coach Dedas. La reazione arriva solerte con gli [i]yankee [/i]Calloway e Williams (davvero modesto l'apporto degli “indigeni”, ad eccezione di Ogut) bravi a firmare il 54-41, eppure una OJM in assetto guerrigliero non molla sospinta dal migliaio di tifosi presenti a Masnago. Assalto dopo assalto, le sbavature di Ferrero e la forma approssimativa del rientrante Cavaliero offrono il fianco all'ex Rautins (galvanizzato da un canestro in transizione), dunque al '30 il tabellone dice 60-54. [i][b]In equilibrio sul cornicione. [/b][/i]L'antisportivo comminato a un Davies leonino non partorisce il temuto aggancio. Gaziantep abusa infatti del tiro dalla lunga con fortune alterne, nel mentre Wayns brucia la difesa avversaria e con il plurimenzionato scudiero Brandon scava un nuovo [i]break[/i] (69-56). Stone, proprio l'ex Venezia protagonista di un flirt di mercato mai sfociato in amore, passa da zero a nove punti in un battito di ciglia, Varese spreca un paio di possessi ghiotti e Rautins calca la mano pesante: 70-71 con novanta secondi sul cronometro. Moretti parla con i ragazzi per scuoterli dal parziale di 1-15 e la risposta giunge esemplare. Wayns sigla in sottomano, la difesa si stringe e Cavaliero strappa il rimbalzo decisivo. In lunetta, il triestino timbra una volta su due, arpiona la palla vagante e bissa. Al Royal Hali rimane solo il tempo di subire un altro fallo e di scagliare sul ferro la preghiera, ultimo commiato dall'Europa. Ecco allora una Varese scapestrata regalarsi un primo tangibile traguardo stagionale. Ai quarti di finale i biancorossi incroceranno le lance contro Anversa. Ricordi fiamminghi di epopee di Coppa Campioni si mescoleranno alle sensazioni, strane e meno nobili, della Fiba Cup di quest'anno. Comunque vada, la birra sarà ottima: [i]blanche[/i], [i]blonde[/i], [i]rouge[/i]. Visti gli stravizi di certi atleti, ai fedelissimi un paio di boccali non saranno certo vietati... [i][b]Il migliore: Christopher Wright. [/b][/i]Senza dimenticare Wayns (20 punti) e Davies (19 p. con 12 rimbalzi), parimenti decisivi nella lotta arcigna, premiamo l'ultimo arrivato del clan. Otto assist e una difesa sempre attenta certificano, al pari dei 13 punti, la presenza di ingranaggi ogni giorno più oliati. [i][b]Il peggiore: Giancarlo Ferrero. [/b][/i]Non si tratta di una insufficienza grave o di una bocciatura, tuttavia rimangono negli occhi alcune scelte forzate, falli ingenui e palloni gestiti con troppa timidezza. Spesso emblema della classe operaia al potere, siamo sicuri che darà un valido contributo alla volata salvezza e nel doppio (o triplo) confronto con Anversa.
  16. [b]BRANDON DAVIES [/b](14 punti; 4/9 2p; 0/2 3p; 6/9 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Esce aalla distanza dopo una partenza di match da tregenda. Nella ripresa picchetta la tenda nel pitturato avversario e calamita falli a iosa da parte degli avversari. Peccato per quei tiri liberi sbagliati, di solito il pezzo forte della casa, emblema del “vorrei ma non posso” di questa stagione. [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](10 punti; 2/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Nemmeno malaccio come atteggiamento offensivo, mettendo in difficoltà la variegata truppa di lunghi in magli Betland, finisce nel dimenticatoio (punizione forse sin troppo dura) a causa di difese abbozzate e rimbalzi persi a un palmo di distanza. Ma siamo sicuri che fosse l'unico a dormire? [b]MAALIK WAYNS [/b](6 punti; 1/4 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Gioca per se stesso – peraltro davvero male – senza servire alcun assist per i compagni. Litiga con i ferri di Masnago, sembra un telepass in difesa, ha il volto dimesso già dopo il primo svantaggio. Appena esce dal campo, la squadra gira decisamente meglio. Disastroso. [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Basta vedere i quattro palloni platealmente gettati alle ortiche per avere un'idea del livello del folletto lituano. Ha giocato per una vita a basket tre contro tre, peccato che qui si faccia sul serio. [b]CHRIST WRIGHT [/b](9 punti; 1/9 2p; 1/3 3p; 4/6 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Volenteroso ma appesantito, inglorioso nelle percentuali ma attento a servire qualche pallone ai compagni, in difficoltà assieme ad un altro play e a suo agio in un quintetto classico. Una prestazione vissuta sull'onda dell'emotività, fino all'errore fatale. Ma Moretti ha forse ecceduto nel caricarlo di responsabilità? [b]LUCA CAMPANI[/b] (0 punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Visto il malcontento della Piazza, qualcuno spieghi [i]coram populo [/i]se si tratta di infortunio o meno. Nella mattanza subita rimbalzo, l'atipicità di Luchino avrebbe forse messo qualche pezza. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](16 punti; 6/7 2p; 0/2 3p; 4/7 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Con dieci giocatori attenti e agguerriti come lui, l'OJM in classifica sarebbe in zona play-off. Giancarlo scuote i compagni, taglia verso il ferro avversario come se dovesse assaltare il fortino nemico, sfrutta tutti i [i]mismatch [/i]concessi dall'avversario. Si guadagna due [i]standing ovation[/i], grazie lo stesso per il cuore. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](13 punti; 3/4 2p; 1/1 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]D'accordo, visti l'età e gli acciacchi, i ricordi di scudetti e palcoscenici stellati sono lontani. Eppure, fossimo stati in lui, dopo quel pietoso primo quarto collettivo ce ne saremmo andati offesi nell'anima. KK invece ci prova fino in fondo, con punti, rimbalzi, difesa, assist. Gli chiediamo un ultimo sforzo da qui a maggio: salvaci tu. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](11 punti; 1/1 2p; 3/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]I nove punti siglati nell'ultimo periodo, quando l'Orlandina pareva avere la strada spianata, rappresentano un estratto di bravura e carattere. Ma per scrivere pagine importanti, siano esse per un titolo o una permanenza nella categoria, si richiede ben altra costanza.
  17. Un primo tempo in cui Varese si fa prendere in testa 25 rimbalzi (contro 12) e non indovina un accoppiamento difensivo, un terzo quarto condotto con il terrore negli occhi e la nebbia nella mente, una reazione vivida sprecata nel momento topico di una serata di infiniti rimpianti (un dato su tutti, il 19/28 dalla lunetta). Questa la [i]summa[/i] – nel senso di riassunto, ma anche di [i]iniuria[/i] – di una gara mal preparata da Moretti e bucata tremendamente da alcuni interpreti (Wayns). Una partita che, senza scaramanzia alcuna, temiamo verrà raccontata tra qualche mese per descrivere la discesa verso gli inferi della Lega Due. [i][b]Chi ha scritto la sceneggiatura? [/b][/i]In un avvio di gara con modestissimo livello tecnico e agonistico, sono i veterani di Capo d'Orlando, Bowers e Jasaitis, a produrre il primo allungo (5-8). Moretti richiama in panchina l'esordiente Wright, artefice di qualche forzatura e in vistoso ritardo di condizione, trovando dagli altri attori in campo una recitazione da [i]b-movie [/i]resa ancor più grottesca, nei ranghi avversari, dalla schiacciata mancata da Oriakhi. Cinque punti di polpastrello di Kangur, uno che quanto meno ha calcato palcoscenici di vera pallacanestro, e sette di Boatright, campione NCAA 2014, ridanno dignità alla partita in concomitanza della prima pausa: 15 pari, ma il copione è da cestinare. [i][b]Monologo di Boatright. [/b][/i]La girandola di cambi biancorossa, utile soltanto a lasciare il solito numero 11 ospite libero di martellare da ogni posizione (deliziosa la tripla del 17-24), richiama la proprietà di matematica elementare per cui cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia: affanno, approssimazione, paura. Due conclusioni pesanti di Faye e il primo squillo di Wright – 26-28 a metà periodo – non fanno il paio con la dovuta attenzione difensiva e nel presidio dei tabelloni: perfino il baby Laquintana assume i galloni del leader trascinando la Betland alla doppia cifra di vantaggio. Una rubata, convertita in affondo al ferro, di Ferrero riscalda l'ugola dei fedelissimi di Masnago, eppure i ragazzi di Di Carlo procedono imperterriti (ventello di Boatright e dardo di Ilievski) prima dell'entrata di [i]Momo [/i]per il 38-43 della pausa lunga. [i][b]Un coro di balbettii. [/b][/i]La zona morettiana di inizio ripresa fa sudare l'Orlandina, comunque abile a scrollarsi di dosso le ragnatele con il ciuffo di Bowers, mentre sul fronte offensivo il piatto prealpino continua a piangere lacrime amare. Il metro arbitrale scontenta un po' tutti, mentre le polveri bagnate di Varese (nel periodo, 0/5 dall'arco e 6/11 dalla lunetta) regalano un largo sorriso alla diligente banda messinese: 45-52. Il migliore siparietto arriva dalla panchina biancoblu, dove un Di Carlo fin troppo nervoso viene calmato da Basile, ultimo panda della generazione d'oro del basket nostrano. Sbaglia e sbaglia ancora, la Betland crea alla fine il solco con Boatright e Bowers: raccapricciante che lo staff di casa si rifugi nel time-out quando la grandine ha già partorito il 49-60, gap replicato all'ultimo riposo (54-65). [i][b]Beffa meritata. [/b][/i]Due triple di Kuksiks, innescate dalla forza della disperazione più che da schemi ponderati, e tre canestri di pura rabbia di Ferrero rimettono sui binari dell'equilibrio (68-71) una gara deragliata, poche stazioni prima, in concomitanza del meno tredici del minuto '32. La furia cieca dell'OJM, in vantaggio dopo un'eternità sul 73-71 grazie a una magata di Kangur, viene placata dalla retina arsa dalla lunga da Jasaitis. Varese macina finalmente gioco e orgoglio, trovandosi coesa con il peggior Wayns della stagione messo a sedere, così da una stoppata di Davies nasce la spinta propulsiva per il 78-74. Capo d'Orlando non molla un millimetro (4/4 dalla linea della carità), il ferro rifiuta il canestro di Wright che avrebbe significato vittoria, Jasaitis timbra i liberi dell'81-80. Moretti, dopo il minuto di sospensione, consegna la palla al nuovo arrivato, il quale utilizza male tempi e spaziature. Ecco allora il furetto Boatright incunearsi nell'area avversaria, nascondere la palla, farla riapparire nel cesto ammutolendo i 3700 di Masnago. Punti numero 30 e 31 per il soldato Ryan, come a dire che gli acquisti azzeccati in corsa decideranno la permanenza nella massima serie. Torino ha aggiunto Dyson al [i]roster[/i], Pesaro Daye, Capo d'orlando Boatright, Varese ha tenuto Galloway in squadra fino a febbraio. A voi le considerazioni... Immaginatevi il classico finale da film americano, con il protagonista impegnato nel disperato tentativo di saltare sul treno lanciato a tutta velocità. Varese prova ad allungarsi fino alla maniglia. Mancano pochi centimetri ma la presa non è sufficientemente salda. E rotola via, nelle lande impolverate della mestizia e dei timori. Due partite di Fiba Cup, inutile ingombro ma auspichiamo valvola di sfogo, prima di giocarsi la stagione all'ombra della Mole. Una sconfitta a Torino vorrebbe dire, questa vola per davvero, retrocessione.
  18. Priva di Wayns, escluso per un colpo alla testa in rifinitura, una Varese – che nel calcio definiremmo spuntata – trova un successo sporco e sofferto staccando il biglietto per gli ottavi di finale. La prestazione zoppicante, a tratti grottesca, viene salvata grazie al carattere che emerge in un finale punto a punto. [i][b]Inizio soft. [/b][/i]Moretti sceglie un quintetto di partenza fisicato (Kangur da “tre”) capace di pescare, a più riprese, un Davies arzillo sotto le plance: 9-6 a metà primo periodo. Varese allieta i pochi intimi del PalaWhirlpool con un po' di accademia – stoppata volante di Faye e pregevole circolazione di palla a smarcare KK – prima che qualche fischio di troppo della terna addormenti il ritmo e i neuroni dell'OJM (due omaggi clamorosi in un amen a favore dei campioni di Cipro) fino al 17-14 del decimo minuto. [i][b]Davies contro tutti. [/b][/i]Il gradito ritorno di Luca Campani coincide con la sciarada di punti di McFadden, poi è Brown a capitalizzare (23-26) i due erroracci di Varanauskas e di Golloway: il time-out di Moretti, con tanto di rimbrotti anglo-aretini, prova a placare gli animi. Eppure lo striscione indirizzato al #55 (“Galloway game over”) non può passare inosservato. L'approvvigionamento continuo di palloni a Davies, agevolato dall'assenza del veterano Brezec tra le fila dell'AEK, riporta i padroni di casi in avanti, dunque un guizzo sull'asse Kuksiks-Ferrero vale il 37-33 della pausa lunga. [i][b]A scartamento ridotto. [/b][/i]Una gara tranquilla sul piano agonistico viene destata dall'espulsione – per doppio fallo tecnico – dell'allenatore ospite Gavriel: a livello arbitrale, evidentemente, [i]tutta Europa è Paese[/i]. I ciprioti, inciampati sul meno otto, si issano sul 42-39 e non si muovono da lì per lunghissimi minuti. L'Openjobmetis non fa molto meglio (ancora una serata no nel tiro pesante, il dato finale sarà di 4/16) e trova nei soli viaggi in lunetta il timido abbrivio per toccare il 53-47, vantaggio dimezzato a fil di sirena dal fortunoso ciuffo di Panteli. [i][b]Finale thrilling. [/b][/i]Larnaca, con una serie di folate offensive, sforna il ribaltone condendolo con il 2+1 di Bowman e l'entrata di Petrovic (55-59). Moretti e i suoi ci capiscono poco, soprattutto nei cambi di uomo in difesa, e si aggrappano alla mani riscaldate di Varanauskas e Ferrero per smorzare la fuga targata AEK: 64-66. Il disastro tecnico assume connotati paradossali da entrambi i lati del capo: Faye litiga con il ferro dopo i rimbalzi in attacco, Davies passa la palla a un compagno immaginario fuori dal campo, i verdi veleggiano sul più tre. Titoli di coda? No, perché Ferrero segna in contropiede, Faye (pessimo a lunghi tratti) timbra da otto metri e il play lituano scrive un nuovo vantaggio. Sul 72-70 l'OJM opta per il fallo. L'impressione è che la scelta gradita sia il supplementare per blindare il primo posto del girone visti i problemi di falli degli ospiti. Ma Ovidijus, non sappiamo se eroe o sciagurato, stappa lo spumante della vittoria. Qualificazione raggiunta, ma per il primo posto ci sarà da sudare in Austria. Però, più ancora, ci sarà da sudare in palestra: il volto di Moretti, a fine gara, era tutto un programma. L'antenna di Varese deve risintonizzare le proprie onde. Il ripetitore cestistico del Sacro Monte, che siano prime serate di Coppa o di Campionato, non promette granché di buono per le prossime settimane... [i][b]Il migliore: Brandon Davies. [/b][/i]Primo tempo con statistiche da almanacco (18 punti + 6 rimbalzi) sfruttando la leggerezza dei lunghi a referto di Larnaca e il [i]jet leg[/i] che assopisce Leslie. Nel proseguo la difesa avversaria lo bracca con diversi agenti speciali: ne esce qualche pallone perso di troppo, tuttavia 27 punti e 11 rimbalzi sono oro che cola. [i][b]Il peggiore: Ramon Galloway. [/b][/i]Sin troppo facile scegliere il “barba”: per coerenza, ribadiamo, già da tempo meriterebbe essere ai margini del progetto tecnico. Ma anche Faye rischia di salire sul banco degli imputati. Gli alibi della stagione cominciata in anticipo e dell'aggiunta in corsa di Kangur non valgono più, restano sul groppone palloni persi, amnesie e un tap-in da patrie galere sbagliato complice un salto in contro-tempo. La siderale tripla sul finire toglie il retrogusto amaro.
  19. [b]BRANDON DAVIES [/b](18 punti; 7/15 2p; 0/1 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Il bottino, reso più prezioso dai dieci rimbalzi arpionati, deve essere contestualizzato in una giornata in cui Varese trova o poco nulla dal reparto guardie. Spesso i palloni che scottano finiscono sotto le plance, con il compito ingrato di sfuggire dai tentacoli dei totem milanese: Brandon se la cava più che dignitosamente. [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](7 punti; 3/5 2p; 0/3 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Un elemento da battaglia come lui dovrebbe azzannare il parquet con altra [i]verve[/i]. Vivacchia a lungo senza incidere, nel finale ha quanto meno il merito di tenere desta la truppa per evitare un'imbarcata secolare. Discontinuo. [b]MAALIK WAYNS [/b](10 punti; 1/5 2p; 2/7 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Reduce dalle prestazioni incredibili di Caserta e Minsk (per mischiare sacro e profano, [i]quanto grazia Sant'Antonio![/i]) inciampa di fronte alla zona ben articolata da coach Repesa. Il rimpianto è per due o tre contropiedi primari non conclusi che avrebbero potuto dare la scossa a una banda oggi smarrita. [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Prova di ordinaria gestione, con il fiore all'occhiello di 4 assist, e di sufficiente abnegazione difensiva. Peccato per le poche iniziative prese e per i tentativi rimasti sul ferro. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](3 punti; 1/3 2p; 0/3 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Preciso come un cecchino nelle uscite di Fiba Cup, in campionato non riesce a levarsi dalle spalle la scimmia dello zero assoluto dalla lunga distanza (con oggi, siamo a 0/17). Ritorna nei ranghi di comprimario ma non può essere bannato per una giornata storta. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Il fantasma lettone, manifestatosi nel primo tempo con un tiro sbilenco entrato nella retina non sappiamo bene come, credeva di spaventare i sonni dei colossi milanesi grazie al [i]favor tenebris[/i]. Peccato che si giocasse alle 12,00 con una giornata di sole splendente: occhio ai dettagli. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](12 punti; 2/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Leader a volte silenzioso e mente occulta della squadra, questa volta alza la voce verso i compagni che remano nella direzione sbagliata. Nella ripresa, iniziando finalmente a scaldare i polpastrelli, è l'unico a crederci fino in fondo: il pubblico amico ringrazia. [b]RAMON GALLOWAY [/b](8 punti; 4/5 2p; 0/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 4. [/b]Esclusa la fiammata pregevole del primo quarto, attira gli improperi di compagni (chiedere all'estone di cui sopra), della tifoseria, forse persino di qualche prelato. Otto palloni persi certificano un'ignoranza cestistica sconfinata, la difesa molle come il burro testimonia l'assenza di ogni volontà.
  20. Certe domeniche nascono storte e proseguono lungo un percorso minato. È la storia di una Varese che – dopo un avvio di 2016 lusinghiero – concentra in quaranta minuti il peggio a livello tecnico, agonistico e comportamentale. Finendo presto, troppo presto, in una centrifuga di errori, proteste e volti arrendevoli. Ecco allora Milano, più energica e in forma di quanto lasciato trapelare sotto il velo della pretattica, spiccare il volo verso la vetta della classifica. Jenkins (31 punti con il 75% dal campo) e Simon cuociono a puntino il reparto guardie dirimpettaio, Macvan e Magro predono qualche colpo prima di mettere al guinzaglio i lunghi prealpini. Dall'altra parte la coperta risulta corta, e ad ogni tentativo di cucire ulteriore stoffa le dita escono insanguinate da aghi mal impugnati. [i][b]Percentuali da giorni della Merla. [/b][/i]Le rotazioni ridotte inducono Moretti e Repesa a predicare ritmo contenuto, con il risultato di tiri poco fluidi. La rubata con contropiede di Kangur accende la passione del Lino Oldrini, corroborata dai ciuffi dalla media di Galloway e Davies (10-4). L'EA 7 sperpera diversa possessi – sei in meno di dieci minuti – ma mostra i muscoli in difesa, in particolare con il fattore Macvan, assommando un parziale di 2-9 che manda ai titoli di coda un parziale vissuto sulla tavola da scacchi delle mosse tattiche piuttosto che sulle vibrazioni del parquet. [i][b]Moretti come Pozzecco. [/b][/i]Quando l'arciere Simon pesca dalla faretra un altro dardo pesante (12-18), per l'OJM matura il tempo del primo time-out. La difesa prealpina non risolve in difesa il rebus Jenkins, in doppia cifra in un batter di ciglia, così le [i]scarpette rosse [/i]fuggono sul 18-33 sfruttando l'asfissia di Varese: nessuna conclusione da tre a segno (0/10 a metà gara), accoppiamenti sbagliati, storie tese tra KK e Gallway (reo, come spesso accade, di produrre anarchia). Paolo Moretti spende la carta di un fallo tecnico per provare a scuotere i suoi, poi lamenta le continue ingerenze di Repesa e viene cacciato. Nessuna camicia strappata, ma alcune paroline rivolte al croato non mancano: la tribuna acclama il tecnico aretino e “rompe” il gemellaggio tra ultrà. Beghe di poco conto ai fini del tabellino, perché Cinciarini e Simon rincarano la dose, con un netto 22-40 al riposo. [i][b]Nessun accenno di rimonta. [/b][/i]Vanoncini ripropone lo stesso [i]starting five[/i], Wayns spezza la maledizione dall'arco ma in campo l'impressione è che i giocatori di casa siano più intenti a battibeccare che a eseguire il piano partita (emblematico il [i]missed match[/i] per il 2+1 di Macvan in concomitanza del 29-48). Il “ventello” di Jenkins risuona fragoroso nel silenzio di Masnago, il carattere di Kangur strappa gli applausi dei 4.300 presenti e vale il 36-55. Fuoco di paglia di un terzo quarto condotto da Milano con autorevolezza (+25 all'epilogo) senza necessità di strafare visti gli imminenti impegni di Coppa. [i][b]Decisioni pondetate per un intento comune. [/b][/i]Sprofondate a trentasei punti di distanza (quasi a ricordare un altro derby terrificante, perso sempre a mezzogiorno però contro Cantù), le maglie biancorosse racimolano qualche canestro per lenire le ferite, ma non gli strascichi, di un mezzogiorno senza fuoco nell'animo. C'è lo spazio per un fallo tecnico a Cerella, bersaglio di insulti acri come ad ogni ritorno a Masnago, e per una flebile reazione di orgoglio (bravissimo il giovane De Vita, con una rubata e il centro del 64-86), con il sottofondo dei cori dei tifosi meneghini: [i]la capolista se ne va[/i], affaticata come dopo un pic-nic primaverile. Se da un lato la sconfitta, calcolatrice alla mano, potrebbe non essere inficiante (l'EA 7 con gli innesti di Kalneitis e Batiste rinforzerà l'asse play-pivot riprendendo i galloni di favorita per la lotta al titolo), dall'altro ci auguriamo sia decisiva per una conduzione di mercato più coerente. Moretti ha dimostrato di saper gestire le sfide contro avversarie di pari grado incentivando e iniettando coesione nella mente dei proprio atleti. Elementi come Galloway sono controproducenti e mal compensano le assenza di Campani e capitan Cavaliero. Meglio uno in meno e gli altri più convinti, direbbe qualche vecchio saggio. Una domenica pomeriggio per meditare, prima di rituffarsi con la testa ai prossimi impegni. Larnaca, in casa, e Pesaro, in trasferta, saranno due viatici decisivi per provare a chiudere la pratiche girone di Fiba Cup e salvezza. Troppo brutta per esser vera, l'Openjobmetis di oggi: a tutto il clan l'onere di confermare la nostra impressione.
  21. [b]BRANDON DAVIES [/b](8 punti; 3/9 2p; 0/1 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Nel temutissimo confronto contro la batteria di lunghi biancoblù la fortuna risiede tutta nella serata svogliata di Johnson, bello solo per le statistiche. Davies prende le scelte sbagliate nei momenti più pericolanti e obbliga spesso Moretti ad optare per il quintetto piccolo. [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](8 punti; 1/5 2p; 2/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il buongiorno mattutino, questa volta, è solo una fugace impressione. Iniziata la contesa mandando a bersaglio due tiri pesanti, ritorna nel momento psicologico apatico: qualche protesta, qualche giro di difesa saltato, qualche palla sbucciata. [b]MAALIK WAYNS [/b](19 punti; 3/8 2p; 3/8 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il Giano Bifronte della regia prealpina sciorina la consueta prestazione di picchi ed errori. Sbaglia nella prima parte il [i]timing [/i]nell'orchestrare i compagni, tanto da lasciare il posto al furetto Varanauskas. Nel finale respira aria da derby a pieni polmoni e scala con successo la vetta. [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]I numeri non bastano a descrivere una prova gagliarda e sfacciata, condita da un canestro in entrata somigliante a una sfida di basket tre contro tre (di cui il lituano è nell'élite mondiale). Perde un pallone sanguinoso ma dinnanzi all'Abass di stasera sarebbe stata dura per chiunque. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](3 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 3/3 tl)[b] VOTO: 6.[/b] Abbandona la sfida ad inizio ripresa quando una palla vagante gli costa una botta alla mano e soprattutto una presunta lussazione alla spalla (voci da post gara). Nel primo tempo inciampa qualche volta per poi prendere una rincorsa assieme a tutti i compagni. [b]LUCA CAMPANI[/b] (5 punti; 1/3 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Si è trascinato stoicamente fino al termine del girone di andata nonostante un ginocchio dolente. Assesta diverse giocate di esperienza (i rimbalzi offensivi del quarto periodo ricordano pepite d'oro nella corsa al [i]far west[/i]) ma manca della spinta fisica. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](10 punti; 3/4 2p; 0/2 3p; 4/5 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Se l'anno scorso la palma d'oro di sorpresa della “classicissima” finì nelle mani di Balanzoni, questa volta è l'ala piccola piemontese ad esaltare la platea con un terzo quarto da capogiro: canestri roboanti e falli subiti con malizia, difesa tenace, urla rivolte ai compagni. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](12 punti; 2/4 2p; 2/10 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Comincia il derby con il sangue negli occhi, prendendo tiri ogniqualvolta la difesa canturina gli lascia mezzo centimetro. Nella seconda metà prova a recitare lo stesso canovaccio, ma la [i]verve[/i] scema. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](9 punti; 3/5 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Sei rimbalzi, frutto di posizionamento, e quattro assist, figli di sapienza cestistica, dimostrano il suo pedigree da veterano. Mezzo palazzetto trascorre la partita esclamando “tira!” quando le praterie della difesa ospite lo consentirebbero. Si accontenta di ciuffi sporchi o docili, lasciando il punto esclamativo per la sirena. Buon 2016!
  22. La storiografia dei Varese-Cantù proponeva due scenari, diametralmente opposti, di sfide intercorse nell'ultimo decennio. Sia nella gestione Cadeo che in quella di Recalcati i padroni di casa apparivano sfavoriti alla vigilia. Nel primo caso si manifestò un terribile -35, nel secondo una prova tutto cuore (di Goss e Galanda su tutti) ribaltò il pronostico contro gli acerrimi nemici allora guidati da Trincheri. Ed ecco la truppa di Moretti scendere sulle assi di Masnago convinta e attenta (emblematico il dominio a rimbalzo: 51-31), capace di farsi trainare nei momenti più difficili dal carattere e dalla buona sorte. Di fronte il nulla a livello di immedesimazione, di attaccamento alla maglia, di orgoglio. Abass, con 19 punti e 6 rimbalzi, predica nel deserto di una squadra cambiata in corsa a suon di rubli, finendo in un turbinio di equivoci tecnici e di gerarchie. [i][b]Derby a metà. [/b][/i]Esauriti i convenevoli, con uno striscione di protesta contro il divieto di trasferta imposto ai tifosi brianzoli (sottoscriviamo, in parte, le perplessità sulla misura), l'Acqua Vitasnella sfrutta la maggiore esplosività - positivo l'impatto del giovane Tessitori - per issarsi sul 4-10. Un Kuksiks molto propositivo riporta in scia i prealpini in concomitanza dell'11-12, quindi la pulizia al tiro di Heslip punisce le disattenzioni difensive dei ragazzi di Moretti: 14-19. I polsi tremanti di Varese sporcano una delle poche statistiche confortanti dell'anno, quella dei tiri liberi, ma l'atteggiamento battagliero delle “seconde linee” produce la spinta per scrivere il 20-21 del primo intervallo. [i][b]Scarica di energia. [/b][/i]La discontinuità delle due squadre partorisce palloni persi e conclusioni affrettate, così i tentativi di accelerazione dell'OJM (sartoriale Kuksisks dall'angolo) trovano seguito solo dopo mille affanni grazie al primo sussulto di Wayns: 31-27 e pausa tecnica di Bazarevich. Dalla schiacciata pirotecnica sbagliata da Johnson, il Lino Oldrini trova l'entusiasmo delle grandi occasioni e spinge i padroni di casa sul 36-27. Il fallo tecnico comminato a Hodge instrada, ancor più, Cavaliero e compagni lungo la rotta dei gomiti alti e della cattiveria sotto i ferri, fino alla magnifica tripla di Faye dopo assist dietro la schiena di Kangur: 45-30. Cantù risponde con 4-0 di parziale ma all'intervallo, dicono voci di corridoio, il patron Gerasimenko innesca uno show furibondo. Realmente la pallacanestro italiana, per quanto scapestrata, necessita di simili personaggi? [i][b]I gregari guidano il plotone. [/b][/i]Capitan Cavaliero esce dal campo subendo una botta alla mano nell'intento di agguantare una sfera vagante, Varese sperpera alcune chance per incrementare il tesoretto (tabellone a lungo fermo sul 49-36) in quanto manca l'uomo capace di affossare l'avversario. La reazione dei cugini, giunta con colpevole ritardo, si manifesta con l'ascesa al ferro di Wojciechovski: lesto il richiamo di Moretti ai suoi sul 54-43. Tre canestri di Giancarlo Ferrero, dal Piemonte con ardore, accendono i riflettori su un protagonista a sorpresa nella partita più sentita della stagione. Ecco perché chiediamo, a continueremo a chiedere, più minuti sul parquet per gli italiani. Ben venga, in ogni caso, la fiondata di Varanauskas, ultimo sigillo biancorosso prima dell'inopinata palla persa capitalizzata, in contropiede, da Abass per il 64-52 al '30. [i][b]Rettilineo d'arrivo con il fiatone. [/b][/i]Il canestro di Abass (64-55) abbatte la soglia psicologica della doppia cifra di vantaggio, intanto Davies improvvisa un concerto di stonature che valgono un giro in panchina. Due punti di un claudicante Campani trovano la risposta di Heslip su ribaltone viziato da una palla accompagnata mal digerita come la Pedemontana. Problemi tecnici al cronometro rendono infinite le agonie di un parziale in cui i nostri tirano solo e soltanto allo scadere della sirena dei 24: melina allo stato puro. JJ Johnson porta l'Acqua Vitasnella al meno quattro (68-64), però l'abbozzo di rimonta non viene copiato in bella. Wayns segna a ripetizione, la difesa torna ermetica, Hasbrouck sbaglia tutto (i quotidiani, oggi, parlavano di un avvicinamento con Varese...) e saltano i primi tappi di spumante. Kangur, rincarando la dose, segna sulla sirena il dardo della festa, perché il derby va giocato e vissuto fino all'ultimo possesso. Questa volta il [i]cata su[/i] rimbomba nelle televisioni, dritto nelle antenne della Brianza e del comasco. La missione salvezza appare ancora lunga, ma il Campanile può svettare sorridente tra la foschia di un inverno complicato.
  23. [b]BRANDON DAVIES [/b](15 punti; 4/7 2p; 0/2 3p; 7/8 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Da buon giocatore di striscia (di solito varrebbe per le guardie...) vive di oblii e di attimi accecanti. Irritante in avvio di ripresa, si desta in dirittura d'arrivo con un canestro di esperienza. Si sublima infine durante i supplementari: punti a iosa, posizionamento da veterano, falli subiti [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](5 punti; 1/1 2p; 0/2 3p; 3/6 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Mette in forno la solita doppia cifra di rimbalzi, ormai classica come le lasagne al giorno di Natale, però sembra patire la concorrenza di Kangur nello spot di ala grande. Dimesso nelle iniziative offensive, timbra il cartellino grazie all'esperienza. [b]MAALIK WAYNS [/b](17 punti; 5/12 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Prestazione di difficile lettura, compendiata dalle sette palle perse a fronte dei sei assist. Ma nello sport sono gli ultimi secondi a fare da discrimine tra la gloria e gli improperi: le conclusioni vincenti dell'overtime ricordano quei sette e mezzo [i]amblè[/i] che sparigliano il piatto. [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](6 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Utilizzato quasi solo nel primo tempo, quando l'OJM gira alla grande, si dimostra per gli avversari fastidioso come una mosca che ronza tutta la notte sul cuscino. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](13 punti; 2/2 2p; 2/6 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Seleziona i canestri per le occasioni speciali, quando la marea degli avversari sembra indurre Varese al quinto stop consecutivo. In difesa è poco avveduto – cinque falli e altri contatti al limite – ma questa sera l'animo da capitano emerge prepotentemente. [b]LUCA CAMPANI[/b] (11 punti; 4/7 2p; 0/1 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Con quei baffetti da bravo ragazzo non ci saremmo aspettati di vederlo calato nella parte dell'ex dal dente avvelenato. Trascina i compagni e la platea con un primo tempo epico, nel seguito stringe i denti (rischia l'operazione al ginocchio nella pausa di gennaio) e porta altri mattoncini per il successo. [b]GIANCARLO FERRERO [/b](2 punti; 0/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Sufficiente perché per scongiurare il baratro ci vuole gente disposta alla baraonda. Sufficiente perché tiene il parquet per oltre sedici minuti con autorità. Sufficiente perché esaspera a tal punto quel damerino di Vitali da indurlo a una gomitata. Giancarlo degnissimo compare per una prossima puntata al pub. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](11 punti; 1/1 2p; 3/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Gioca i primi tre quarti con una pulizia invidiabile: guardi le statistiche parziali e ne rimani sbalordito. Nei momenti cruciali però il léttone sbaglia tutto, allora gli infliggi una tenera insufficienza in quanto – tra l'altro – a questi livelli non si possono far spirare due attacchi non avvedendosi dei 24 secondi. [b]KRISTJAN KANGUR [/b](7 punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel primo anno sotto il Sacro Monte lo definimmo [i]estone volante [/i]dopo una prova clamorosa contro lo Stonerook della Siena pigliatutto. A distanza di anni sono rimaste un'apertura alare ridotta, una schiena cigolante, la voglia di fare a spallate, lo sguardo di ghiaccio. Speriamo basti per la salvezza.
  24. Varese è ufficialmente immischiata nella lotta per la salvezza. Se tifosi, stampa, sponsor ed esperti già da alcune settimane lo avevano intuito, per la prima volta anche i ragazzi di casa hanno saputo trasmettere le vibrazioni di chi dovrà sudare su ogni pallone per certificare la permanenza nella massima serie. Si consuma così, poco prima di Natale, il capolavoro tattico di coach Moretti, capace di preparare una gara all'interno di una landa desolata: parliamo dei quattro giocatori persi in una settimana, a testimonianza di un mercato estivo ed autunnale paradossale. Senza l'epurato Galloway, i “tagliati” Thompson e Sheperd, l'altezzoso Ukic, ecco emergere la cattiveria di Campani, l'esperienza di Cavaliero, il cinismo di Davies. Ancora troppo poco però: i problemi sono enormi e le contendenti della bassa graduatoria hanno preso a galoppare. Ed inoltre di vittorie condite da 25 palle perse e dal 26% nel tiro perimetrale non ne vedremo molte. [i][b]Vento in poppa. [/b][/i]Con Kangur e Ferrero a comporre un insolito [i]starting five[/i], una Varese ben orchestrata da Wayns produce tiri di rara pulizia (per gli standard abituali...) toccando a sorpresa l'8-0. La banda di Pancotto sperpera possessi in ogni modo, con sei palloni persi in un solo quarto, e rompe il ghiaccio dal perimetro con l'ex Fabio Mian (14-7). Ma è la girandola dei cambi studiata da Moretti a pagare dividendi: l'impatto di Cavaliero e di Varanauskas, tarantolati in difesa e sfacciati in attacco, accende Masnago fino al 23-9 della prima pausa. Gli acuti di Turner e Biligha ridanno fiducia al clan cremonese (24-16), l'OJM perde fluidità per pochi attimi prima di rialzare la cresta con Campani, a sua volta ex e caricato come una molla nei laboratori di fisica, e Kuksiks. Scivolata sul 34-18 senza più time-out a disposizione per spezzare il ritmo, la Vanoli mostra i muscoli in difesa finendo per consegnare diversi viaggi in lunetta a Varese. All'intervallo il tabellino racconta di un impronosticabile 40-20 con la valutazione globale degli ospiti sotto zero. [i][b]Perdita di quota. [/b][/i]La galleria fotografica degli orrori di Davies e due bimani di Cusin riportano i biancorossi sulla terra, chiamati alla base per una sana strigliata. Dalla fiducia nella metà campo difensiva (annullata l'efficacia dei pick'n'roll tra Vitali e il [i]Cuso[/i] alternando “uomo” e “zona”), nascono il 2+1 di Wayns e la tripla del +21 a firma di Cavaliero; eppure la capolista ha ben altra marcia rispetto al primo tempo: McGee e Washington propiziano il 50-37. Un paio di scelte sbagliate da Wayns vengono compensate in parte dalle ingenuità di Cremona (tap-in concesso a Davies e fallo futile prima della sirena): il tesoretto prealpino, all'ultimo mini intervallo, è di tredici dobloni 55-42. [i][b]Rotta smarrita. [/b][/i]La furia realizzativa di McGee annulla quasi del tutto il gap costruito a fatica (56-51) ed evidenza la carenza di leadership e di talenti dell'OJM. Il guizzo di Cavaliero,di gran lunga il migliore nelle fasi topiche, viene seguito dall'antisportivo comminato ingenerosamente a Vitali per presunta gomitata a Ferrero. Varese, pur forte di nove punti di vantaggio a quattro minuti dal gong, dilapida il bonus falli e sente sul collo il fiato dei rivali. Le vele azzurre si avvicinano inesorabili al lido del colpaccio (2/2 di Mian per il 67-65) mentre i padroni di casa non sanno più uscire dalle secche di conclusioni ritardate fino al 24esimo secondo. La banda di Moretti sembra salvarsi in corner con un'azione da quattro rimbalzi (!) offensivi. Vittoria in ghiaccio? Niente affatto, poiché McGee e Turner (grave l'errore del fallo non speso sul più tre) pareggiano in modo incredibile: 71-71. [i][b]Davies e Wayns: briscola! [/b][/i]In un overtime teso, incerto e vibrante Cremona sembra avere l'inerzia per rubare tutte le fiches dal tavolo. La compagine di Pancotto conduce sempre ma non scappa, perché Davies sale in cattedra, annulla Cusin e sigla nove punti fino alla parità a quota 80. La déa bendata ammicca rifiutando una tripla di Vitali, allora sono i sette sigilli di Wayns a portare in estasi i 3500 del Lino Oldrini. Per stasera basta e avanza. Buon Natale a tutti: almeno nelle feste, le tinte biancorosse vanno per la maggiore.
  25. [b]BRANDON DAVIES [/b](18 punti; 7/9 2p; 0/2 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Se su un piatto della bilancia troviamo statistiche discrete e la capacità di portare a spasso Cervi, sull'altro pesano disattenzioni, palloni gettati al vento, nervosismo. Brutta serata: per lui e per i compagni di fanteria. [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](7 punti; 2/4 2p; 1/4 3p; 0/1 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Al netto di una caviglia che lo tradisce all'improvviso – per fortuna nulla di serio – si allinea alla congiuntura astrale avversa della galassia biancorossa. Nella notte delle eclissi, il [i]dark side [/i]di Momo toglie uno delle poche certezze al clan Openjobmetis. [b]MAALIK WAYNS [/b](11 punti; 2/6 2p; 2/4 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Realizza a singhiozzo e dopo azioni senza capo né coda, tratta la palla in maniera mediocre, non eccelle al tiro. Se questo sarebbe dovuto essere il fiore all'occhiello della stagione 2015-16, non stupiamoci di aver già abbondanato all'Immacolata i sogni di[i] final eight[/i]. [b]ROKO UKIC [/b](12 punti; 3/6 2p; 2/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Cupo nell'umore e nella forma, gioca per se stesso e non per i compagni (i quattro assist sono piuttosto casuali). Radio mercato non tace mai, ma la situazione sta portando a troppe interferenze. [b]LORENZO MOLINARO [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Dopo la convincente prestazione di Eurocup - ma si parlava dei campioni di Svezia... - sbatte la testa in campionato: tre minuti di errori e reprimenda da Moretti. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](12 punti; 3/4 2p; 2/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Non fosse stato per i tentativi di difesa e per alcuni guizzi a canestro (peccato aver pescato un jolly da quindici metri in una serata simile...), probabilmente Varese sarebbe uscita con le ossa ancor più incrinate. [b]LUCA CAMPANI[/b] (4 punti; 2/4 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]I problemi alla schiena non bastano a giustificare una prestazione eterea e con poco nerbo. Nel paniere tre possessi persi e zero rimbalzi arpionati: da domani, palla lunga e pedalare. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Insipido per carattere e per oggettive circostanze fisiche – risentimento al tendine di achille – trova il primo ciuffo quando i buoi sono fuggiti di alcuni ettari dalla stalla. [i]Cow boy[/i] mancato. [b]MYCHEL THOMPSON [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Il problema risiede sia nella scopa (Mychel non ha una setola buona nemmeno per sbaglio) sia nel manico: perché spedire in quintetto un elemento già ai margini della squadra? Misteri di una serata da archiviare. [b]RAMON GALLOWAY [/b](15 punti; 2/10 2p; 3/3 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Ruba la scena, nonché diversi possessi, alle altre guardie: sfiora la gloria nel primo tempo, quando tiene da solo Varese in scia; raggiunge picchi deleteri nella ripresa, quando non ne azzecca più una.
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