Nicolò Cavalli
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Openjobmetis Varese 81 - Sidigas Avellino 93
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Triturata impietosamente da una Scandone di talento ma finora sempre sconfitta in trasferta, la banda di Moretti si troverà da domattina a dover fare i conti con una classifica magra e preoccupante. Se la sintomatologia descriveva in queste settimane un paziente debole eppure rinfrancato dal clima amico di Masnago, da stasera la malattia appare conclamata: umore fragile, solisti con la spiccata tendenza a pestarsi i piedi, gregari poco propensi alla fatica. E non è un caso che Ukic, uscito malconcio nell'umore e nel fisico, sia crollato nel rendimento dopo il ritorno della coppia Wayns-Galloway: il croato e il duo americano appaiono incompatibili, anzi deleteri per il gruppo. Alla dirigenza l'arduo compito di imporre scelte prima che la le acque salmastre della bassa graduatoria inquinino un ambiente depresso. [i][b]Differenza di approccio. [/b][/i]Avellino, forte della regia del folletto Marques Green (giunto in settimana per dar vita alla quarta avventura in Irpinia: un'istituzione) e dell'energia di Acker, spinge sull'acceleratore toccando l'8-12 in pochi giri. I giocatori dell'OJM si mettono in proprio a turno, come a prediligere gli acuti alla modalità corale. Campani e Davies si destreggiano abilmente dalla media, Cervi dall'altra parte viene attivato vicino al ferro con conclusioni ad altissima percentuale: 20 pari. Varese perde il ritmo complici forzature di dubbia utilità, la Scandone invece prosegue nel momento di fiducia con Nunnally e Veikalas. Il primo quarto va così in archivio sul 22-31 tra gli sguardi perplessi dei non molti fedelissimi del Lino Oldrini. [i][b]Avellino indisturbata. [/b][/i]Moretti rimprovera i suoi a voce grossa, eppure in campo i sospiri di Cavaliero e compagni vengono sopraffatti dalla[i] verve [/i]dei Lupi: Leunen lancia la fuga targata Sidigas con il gancio del 22-35. La via crucis prealpina del secondo parziale prosegue con gli spazi lasciati a Buva (26-41), si incupisce con una serie di attacchi farraginosi, diventa infine grottesca quando Nunnally segna da tre con fallo e Davies devia nel proprio cesto il rimbalzo derivante dal libero (33-48). Galloway e Faye provano a ridare fiato al battaglione biancorosso, ma non c'è tempo per sorridere: l'anarchia dei padroni di casa omaggia attacchi fluidi ai campani (roboante il 23/35 globale dal campo nei primi venti minuti). Due scorribande di Ukic e un tiro dall'arco baciato dalla buona sorte di Wayns riducono il gap al rientro negli spogliatoi: 46-55. [i][b]Imbarcata epocale. [/b][/i]Lo schema con tre guardie – necessario visto il nulla assoluto di Thompson e l'acciacco patito in settimana da Kuksiks – partorisce infiniti attimi di sufficienza e manda in tilt anche i lunghi. Un problema al flessore per Ukic, nella versione peggiore dell'esperienza in canottiera varesina, affossa il livello di un terzo periodo da tregenda cestistica. La Sidigas sbaglia dapprima l'inverosimile, quindi non può esimersi dall'uccidere la contesa con la tripla di Green (51-64). Moretti invita ai suoi al pressing, ma il treno deraglia. Veikalas ed Acker irridono la flebile difesa e il pubblico becca un Davies scapestrato: la Sidigas plana sul +19, prima che Cavaliero sigli da metà campo il 59-75 sulla sirena. [i][b]Nemmeno l'orgoglio sullo sfondo. [/b][/i]Il fallo tecnico comminato a Galloway non sortisce alcuna reazione di orgoglio, anzi offre alla compagine dell'ottimo Sacripanti l'opportunità di gestire con tranquillità un vantaggio che assume, via via, proporzioni mastodontiche: 62-85 con un Nunnally indemoniato (alla fine ci saranno 26 punti e 5 rimbalzi per il #21). Minuti di mestizia e di poca professionalità – il dato non stupisce, ma nemmeno può essere taciuto – impongo riflessioni su una squadra per la quale sta diventando impossibile palpitare, emozionarsi od arrabbiarsi. Un mercato sempre aperto, una rosa con esuberi senza possibilità di smaltire i rifiuti indifferenziati (Thompson, per citare un esempio), gli equivoci tattici mai risolti da agosto ad oggi hanno definitivamente sfasciato il giocattolo OJM. Già, in ultima analisi per questa squadra non si riesce nemmeno più a tifare... -
[b]BRANDON DAVIES [/b](13 punti; 6/6 2p; 0/2 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Stasera mette in vetrina una cattiveria agonistica impressionante rispetto alle altre uscite. Sempre presente sotto canestro, sia per raccogliere gli assist dei compagni, sia per intimidire gli attaccanti, sia per gazzarre a gioco fermo, cresce vertiginosamente nella ripresa. [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](6 punti; 0/1 2p; 1/2 3p; 3/0ì3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]I numeri sono decisamente meno lusinghieri rispetto all'inizio del torneo – quando Momo arrivava già temprato dalla Coppa d'Africa – eppure nelle situazioni intricate è lì a levare le castagne dal fuoco: gli otto rimbalzi stanno a dimostrarlo. [b]MAALIK WAYNS [/b](14 punti; 1/4 2p; 2/7 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Ottimo per produzione offensiva e per capacità di eludere le marcature avversarie, vive di entusiasmi e di passi falsi. Perde mezzo punto perché nel finale, quando il pallone andrebbe gestito con i guanti, si comporta come in un campetto di periferia. [b]ROKO UKIC [/b](15 punti; 3/8 2p; 2/2 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Ancor più degli otto assist, gli applausi piovono per quel pallone intercettato a due minuti dalla fine quando le Vu Nere erano salite fino al meno sei. Per il resto la regia è fluida e altruista, le uniche sbavature arrivano in avvicinamento al ferro. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](9 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Minutaggio contenuto, con meno di diciotto minuti sul parquet, ma apporto decisivo nel momento clou. Un paio di sprint, tre falli portati a casa, leadership quando i compagni sembrano aver smarrito la rotta. Vecchio lupo di mare. [b]LUCA CAMPANI[/b] (10 punti; 5/8 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Evitasse di sporcare le prestazioni con palloni persi in stile minibasket e disavventure in prossimità del ferro, sarebbe un giocatore fatto e finito. Comunque è tutto fuorché malvagio: canestri utili, rimbalzi coraggiosi, ferri portati a casa. [b]RIHARD KUKSIKS [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]L'hanno visto salutare il campo con dei baffi finti a fine gare, nel piacevole rito dell'[i]high five[/i]. Non che i numeri e i canestri siano tutto, tuttavia la totale assenza dal tabellino racconta di una prestazione troppo timida. Protagonista in Europa, a scartamento ridotto in campionato. [b]RAMON GALLOWAY [/b](15 punti; 0/1 2p; 4/8 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Primo tempo sbalorditivo, con uno stato di grazia da leprotto e una mira da robocop (segna perfino tutti i tiri a gioco fermo). Nel finale subentrano la fatica e una forma fisica da recuperare in pieno, però non lesina le energie in difesa.
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Openjobmetis Varese 82 - Obiettivo Lavoro Bologna 75
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Pur accusando la stanchezza del doppio impegno di Coppa e campionato (specie dopo la vittoria, tirata, nella trasferta di Ostenda) e delle rotazioni limitate a soli otto effettivi, a testimoniare il taglio scontato dell'apatico Thompson, l'Openjobmetis timbra il cartellino casalingo e conduce in porto la vittoria in una delle “classicissime” delle pallacanestro nostrana. Varese vive inizialmente sull'entusiasmo del suo pacchetto di esterni, quindi si rifugia nella solidità di Campani e Davies per scongiurare la rimonta, con il comune denominatore di un Ukic in grado di salire in cattedra a spiegare, all'uopo, il gioco della palla a spicchi. [i][b]Approccio soft. [/b][/i]Come da attese della vigilia, le Vu Nere cercano con insistenza i 129 kg di Pittman sotto le plance: 8 pari con Varese che dal suo canto privilegia il gioco delle guardie Ukic e Galloway. La zona di Moretti, rimedio forzoso per bloccare l'approvvigionamento di palloni nel pitturato, permette a Odom, Gaddy e all'esordiente Fells di azionare i polpastrelli (11-16). Le iniziative di Ramon Galloway, spesso dovute alla mancata esecuzioni degli schemi, sono soltanto un palliativo di fronte alla migliore fluidità felsinea: 16-21. Dopo la girandola di cambi e un time-out di assestamento, l'OJM trova due validi spunti di Wayns ma concede troppe seconde opportunità alla Virtus, in vantaggio 23-26 alla prima pausa. [i][b]Combo guard pirotecnica. [/b][/i]Quattro minuti osceni dell'Obiettivo Lavoro, intimidita da tre bambini in tribuna silver che gridano con successo “sbaglia, sbaglia, sbaglia” ad ogni viaggio in lunetta, consentono un timido allungo ai padroni di casa (ciuffo di Cavaliero per il 30-26). Campani, pur svampito in alcuni frangenti, sembra elegante come un Fucka d'annata di fronte alla tecnica da elefante in cristalleria di Cuccarolo, quindi Ukic mette il carico da undici dopo il fallo tecnico fischiato a Vitali: 38-28. La convivenza sul parquet del play croato, di Galloway e di Wayns regala delle accelerazioni clamorose e canestri a profusione (solo Fontecchio reagisce tra le fila ospiti), così all'intervallo il tabellone conforta il Lino Oldrini in virtù del 52-36. [i][b]La Virtus non ci sta. [/b][/i]Al rianimarsi della contesa Varese si mostra un po' leziosa e Bologna ancora abulica prima di destarsi. Dopo aver toccato il massimo vantaggio della serata sul più diciotto, l'OJM perde qualche colpo in difesa e patisce un calo fisiologico nella percentuali (troppo roboante, per essere vero, il 10/17 dall'arco dei primi venti minuti); ma soprattutto, dato meno confortante, appare deficitaria nell'attenzione. Sul 54-45 Paolo Moretti lancia qualche apostrofe in aretino alla sua truppa – minuto di sospensione doveroso – ma l'inerzia pare indirizzarsi alla volta della Via Emilia (Fontecchio e Mazzola scrivono il meno sei). L'Obiettivo Lavoro punta il mirino sul coppino dei fuggitivi grazie alla verve di Fells, capace di portare i suoi in un paio di frangenti a meno tre, poi i biancorossi ritornano oculati – valido il contributo di Cavaliero e Campani – per salvaguardare sette lunghezze al gong del terzo periodo: 65-58. [i][b]Lieto fine. [/b][/i]Faye e Davies, utilissimi nell'annullare lo spauracchio Pittman, in forte affanno, trovano gloria anche in fase realizzativa, finendo per rimettere la casetta Openjonmetis su fondamenta solide in concomitanza del 70-58. Gli uomini di Valli pagano l'assenza di Ray, fuori per infortunio da svariate settimane, nel reparto esterni, eppure si riaccendono all'improvviso con Vitali e Odom (72-66). Dopo alcune scelte rivedibili di Wayns, il pubblico di Varese può tirare un sospiro di sollievo grazie a un recupero esiziale di Ukic e alla freddezza di Cavaliero. La ridda di falli tattici permette ai bolognesi un recupero parziale, ma sul traguardo i sorrisi sono tutti a tinte biancorosse. Le prossime tre uscite, con altrettante apparizioni su TV nazionali, rappresenteranno un viatico cruciale per la stagione di Varese: in termini di obiettivi, di visibilità, di serietà. La luce si accende e si spegne ad intermittenza, ma con il faro Ukic la squadra di Moretti può produrre raggi di basket di alto livello. Guai a lasciare spazio alle ombre viste in un inizio di torneo per fortuna messo alle spalle. -
Cavaliero capopopolo, Davies e Faye presidiano i cieli
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]BRANDON DAVIES [/b](13 punti; 6/9 2p; 0/1 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Protagonista per tutta la partita, nel bene e nel male, crea il break decisivo all'inizio dell'ultimo quarto. Da rivedere certi doppi passi e strambi tentativi (quatto i palloni persi), ma l'intesa con “Mo” Faye è da applausi a scena aperta. [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](19 punti; 6/8 2p; 0/0 3p; 1/4 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Ruvido al punto giusto e desideroso di fare a spallate con il dirimpettaio Ivanov, sforna la solita prestazione convincente collezionando canestri, rimbalzi (nove), botte e proteste con gli arbitri. Arcigno. [b]ROKO UKIC [/b](6 punti; 1/2 2p; 1/6 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]E'[b] [/b]sufficiente un solo periodo, il terzo, per affossare le resistenza di una Torino troppo incostante. Non particolarmente volenteroso, come testimonia il numero di tiri presi (alcun erano indotti da metri di spazio), ripaga l'affetto del pubblico con accelerazioni e sette assist. [b]LORENZO MOLINARO [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Quasi dieci minuti di impiego sul parquet, meritatissimi per l'impegno profuso in allenamento e partita, conditi da discrete spaziature, palloni sporchi arpionati, canestri facili sbagliati. C'è molto da imparare, ma la propensione non manca. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](21 punti; 3/3 2p; 5/7 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Attraversa il campo come un ossesso, timbra il cartellino da ogni posizione, esulta con gli occhi spiritati (un misto tra lo Schillacci di Italia '90 e il Pozzecco post derby da allenatore) verso la curva. Eroe per una notte, con l'auspicio che non sia un evento irripetibile. [b]LUCA CAMPANI[/b] (8 punti; 4/4 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Entra il campo con il cipiglio del “pivottone” cattivo, si sente piccolo spendendo falli banali in sequenza, recupera entusiasmo e valore (perché no, qualità nelle statistiche) sul finire. Ordinaria amministrazione.[b] [/b] [b]GIANCARLO FERRERO [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v.[/b] [b]RIHARD KUKSIKS [/b](8 punti; 0/0 2p; 2/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Chi si aspettava all'esordio un cecchino da videogioco, dovrà pazientare. Rihard spara sul ferro conclusioni aperte, eppure nel biglietto da visita mostra difesa, attenzione ai particolari, malizia. Insomma, molto meglio un léttone dai modi baltici che un canadese dalle movenze caraibiche. [b]MYCHEL THOMPSON [/b](8 punti; 1/6 2p; 1/1 3p; 3/5 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Costruisce diverse situazioni di gioco interessanti, talvolta senza troppa fortuna o assistenza. Lascia nello spogliatoio timidezza ed apatia: lo dimostra il tiro da tre prima dell'intervallo lungo, fondamentale per scacciare i fantasmi della beffa. [b]RAMON GALLOWAY [/b](7 punti; 2/4 2p; 1/5 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Fin troppo esuberante per essere al rientro da un infortunio (pensiero maligno, di quelli che vivacchiano nelle parentesi), produce alcune discrete cavalcate e dà una mano in regia, dove gli uomini sono contati. Nel [i]garbage time [/i]pecca di esosità e non gioca con la squadra. -
Ventidue assist per sentirsi una volta tanto parte integrante di una squadra, di un progetto, di una Piazza. La truppa di Moretti risponde presente a chi domandava coesione e continuità, permettendosi in lusso di annichilire Torino (il più ventidue di imbocco al rettilineo finale sarebbe stato forse il gap più giusto) con una ripresa di eccellente fattura. Segnali di ripresa, doverosamente da sottolineare, che tuttavia vanno contestualizzati al cospetto di un avversario apparso, con l'incidere dei minuti, spento e insicuro delle proprie capacità: come dire, vista la media delle contendenti la salvezza sarebbe un risultato davvero minimo. [i][b]Sette assist per provare a scappare. [/b][/i]L'OJM trova in avvio punti rapidi dentro l'area, i piemontesi si affidano agli ex di turno Ivanov e Robinson per tenere il passo: 10 pari con le difese alquanto accondiscendenti. La [i]verve[/i] balistica di Cavaliero e i segnali di ravvedimento di Thompson – in quintetto visto l'imminente taglio di Shepherd – creano un primo solco subito colmato dal tarantolato Dawkins (16-15). I ragazzi di Moretti procedono altruisti e convinti (emblematico Campani, capace di assestare una stoppata e di segnare in contropiede appena sceso sul [i]parquet[/i]), la Manital dal canto suo sciorina l'orgoglio ferito dopo un approccio al torneo zoppicante: allo scadere primo intervallo i prealpini conducono 25-19. [i][b]Seconda frazione confusionaria. [/b][/i]Mancinelli e Giacchetti puniscono l'approccio morbido di Varese e riportano il tabellone in equilibrio, allora è il neofita Kuksiks a spezzare il momento apatico con una tripla, pezzo forte del proprio repertorio (28-28). Un Ukic in ciabatte si incaponisce in alcune scelte solitarie, i biancorossi restano però a contatto a quota 35 solo grazie alla mano bollente di Daniele Cavaliero. I gialloblu di coach Bechi prendono il dominio del pitturato con il “cinghialotto” Ivanov (ampiamente in doppia doppia nel prima metà di gara, alla fine saranno 19 punti con 12 rimbalzi), dall'altra parte Faye si lascia preferire dalla media distanza piuttosto che da sotto: invero al senegalese non vengono certificati due falli cristallini, il clima si rende teso e piove inesorabile il tecnico. Una brutta Varese chiude in affanno il periodo, salvata in corner da un Thompson glaciale dall'angolo per il dardo del 41-42. [i][b]Tre, tre e ancora tre. [/b][/i]L'Openjobmetis alza i giri del motore con Ukic e Faye, il fallo tecnico compensativo comminato a Ivanov ([i]evergreen [/i]dell'arbitraggio italiano) permette ai padroni di casa di issarsi sul più cinque, 49-44. Una sciarada di ciuffi dalla grande distanza – Roko, due volte Dawkins e Cavaliero – funge da lievito per il punteggio (60-50 a metà terzo quarto) e per l'entusiasmo dei 3500 del PalaWhirlpool. Quando Faye e perfino il rientrante Galloway partecipano con successo alla caccia grossa dai 6,75 metri, tasselli del lusinghiero 41% complessivo oltre l'arco, Bechi si trova costretto a richiamare per la seconda volta i suoi a rapporto: 66-52. I sussulti d'esperienza di Fantoni e Mancinelli mandano in archivio il parziale sul 68-57. [i][b]K.O. tecnico. [/b][/i]Faye e Davies si trovano a perfezione sotto le plance, Robinson viene cancellato con una stoppata roboante, Galloway inchioda in solitaria il gancio del 79-61. La Manital, piena di lividi, cerca conforto nel suo angolo, eppure la reazione non si intravede. Il disavanzo di 21 punti al 35' (84-63) consente a Moretti, acclamato dalla curva e da buona frangia del palazzetto, di preservare energie in vista della doppia trasferta di coppa e campionato. Minuti utili a tributare la[i] standing ovation [/i]ai protagonisti della serata e a dare spazio agli elementi meno utilizzati finora. La forbice si riduce fino ai quattordici punti del gong, ma la sostanza non cambia: capitan Cavaliero e compagni si stanno proponendo come una solida formazione da media classifica, senza disdegnare minuti di pallacanestro ariosa e piacevole. Il contratto a termine di Ukic (non basteranno certo i cartoncini con il suo nome sventolati a più riprese...), le porte girevoli del mercato e il fluttuare dei valori del torneo non lasciano tranquilli. Eppure poco più di mese fa eravamo a narrare della prestazione peggiore dell'ultimo mezzo secolo, stasera abbiamo visto una Varese a tratti straripante. Il biglietto per l'ottovolante è in tasca, piacevole passatempo in attesa della tanto sospirata solidità.
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Faye e Davies lottano contro i mulini a vento
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]BRANDON DAVIES [/b](17 punti; 5/14 2p; 1/2 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Di fronte a uno dei clienti più talentosi del torneo, l'MVP Joe Alexander, mostra caratteri e muscoli. Svaria nel gioco offensivo e si butta sui palloni vaganti, sbaglia qualche conclusione di troppo ma ha un volto diverso da quello spaesato di inizio torneo. In crescita. [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](14 punti; 2/7 2p; 3/3 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Alla terza “doppia doppia” in quattro uscite, un ottimo biglietto da visita per chi si affaccia per la prima volta al torneo tricolore, indossa l'elmetto e si getta nella contesa furore. Prova a scatenare la truppa di Varese ad inizio ripresa ma i compagni sono tristemente afoni. [b]ROKO UKIC [/b](15 punti; 2/3 2p; 3/5 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Piacevole esteticamente e generoso negli assist (sei in totale), viene sfidato al tiro dove Sacchetti gli concede ampia metratura: da navigata volpe, il Meo sa che è meglio lasciare sfogare un elemento forte piuttosto che mettere in moto tutti gli anniversari. Roko sfrutta la chance a metà, anche perché di compagni di livello e di stimoli neanche l'ombra... [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](6 punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 2/4 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Nei momenti di concitazione e di [i]bagarre [/i]compie giri perpetui, sembrando una trottola fastidiosa per il gioco arioso del Banco. Pecca invece nei frangenti in cui bisognerebbe ragionare e prendere le redini della partita: ma non gettiamogli la croce addosso. [b]LORENZO MOLINARO [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: s.v.[/b] [b]DANIELE CAVALIERO [/b](2 punti; 0/1 2p; 0/6 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Falloso, impreciso, testardo tanto da calamitare qualche fischio. Al di là della contingenza che obbliga ai galloni da titolare un atleta che per età e pedigree dovrebbe essere sesto o settimo uomo, Daniele è la brutta copia del giocatore visto in altri lidi. Urge cambio di mentalità. [b]JEVOHN SHEPHERD [/b](2[b] [/b]punti; 0/2 2p; 0/2 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Se già il quintetto arrabattato apre spiragli a pedine non eccelse (si veda voce Cavaliero), Jevohn sembra piombato in una di quelle pellicole americane in cui un giovane amatore trova in un concorso dei cereali il [i]passepartout [/i]per la massima serie. Si salvi chi può, però a colazione meglio i biscotti. [b]LUCA CAMPANI[/b] (2 punti; 1/5 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Terribilmente sfortunato nell'avvicinarsi al ferro e artefice di alcuni passaggi a vuoto in difesa, ha il merito di alzare i gomiti sotto le plance (9 rimbalzi e due stoppate) e di rispondere presente. Mediocre, ma non tra i peggiori. [b]GIANCARLO FERRERO[/b] (2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Entra in campo nel momento migliore di Varese, quando la Dinamo dista solo sei lunghezze, e si presenta sotto i riflettori non agguantando un pallone che gli transita a nove millimetri dalle orecchie. D'accordo, Logan in certi momenti era un furetto immarcabile. Ma almeno l'abc sarebbe gradito. [b]MYCHEL THOMPSON [/b](8 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Rappresenta con Shepherd il binomio da urlo della collezione autunno-inverno della pallacanestro. Goffo, depresso, lento. Capi d'abbigliamento simili, di solito, rimangono in fondo negli scatoloni sino al termine dei saldi. Alzi la mano chi l'ha acquistato a luglio. Ma è ancora in garanzia? -
Openjobmetis Varese 70 - Banco di Sardegna Sassari 86
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Venticinque minuti di buona pallacanestro, sporcata di tanto in tanto da amnesie imperdonabili dinnanzi a formazioni di alto livello, prima di lasciare la contesa senza nemmeno provare a infilare le unghie nelle carni degli avversari. I biancorossi incappano nella terza sconfitta in quattro uscite - già due all'ombra del Sacro Monte - e proseguono nel loro cammino titubante. Onestamente sono pochi gli appigli che possano suggerire, nel breve tempo, l'agognato cambio di passo. E i numeri del tabellino di fine gara suffragano le impressioni: panchina di scarso peso, percentuali al tiro insufficienti (da allarme rosso il 38% da due), assenza di lucidità e di aggressività (18 palloni persi a fronte di soltanto due recuperati) [i][b]Varese senza fantasia. [/b][/i]I sardi, reduci da tre stop consecutivi tra campionato ed Eurolega, schierano il quintetto pesante ma concedono qualche spazio dal perimetro: 8-5 con l'OJM che sbaglia un paio di tiri aperti per allungare. Le folate dell'ex Eyenga e di Varnado consigliano a Moretti di chiamare a raccolta i suoi, eppure è la Dinamo ad accendersi a ripetizione in transizione con lo strapotere di Logan ed Alexander (10-22 dopo l'ennesimo passaggio intercettato lungo linee di prevedibilissima lettura). L'ingresso di Varanauskas e di Davies, quest'ultimo a tratti in formato NBA e presto in doppia cifra, ridanno brio a Varese fino al 22-28 del primo mini intervallo. [i][b]Sassari controlla senza strafare. [/b][/i]Ukic e Stipcevic inaugurano il derby croato in regia proprio quando i ritmi forsennati del quarto d'apertura lasciano spazio diversi errori. All'improvviso una tripla di Roko e il 3/3 ai liberi di Thompson valgono la parità a quota 28, quindi due saette di Haynes, sartoriale dai 6,75 metri, danno propulsione agli scudettati (forse Moretti temporeggia eccessivamente prima di interrompere il pesante parziale ospite). I prealpini ritornano sui binari di una partita oculata pur patendo le tre penalità di Cavaliero e Thompson, poi, da una colossale svista d Ferrero, Logan non può esimersi dal monetizzare il nuovo investimento del Banco: 34-44. Il finale di tempo distilla un po' di veleno, con i grigi troppo permissivi verso la difesa dei ragazzi dei Sacchetti e punitivi verso Varese. Il meno undici del ventesimo (37-48) vanifica, in parte, la buona volontà mostrata dalla banda di Moretti. [i][b]Gap ad elastico. [/b][/i]Il rientro in campo, soft per entrambe le compagini, viene fibrillato dal duo Davies-Faye, capace di colpire dentro e fuori dall'area colorata fino al 47-53. Logan macina gioco come un ossesso (alla fine saranno 23 segnature con 5/7 dalla lunga), Alexander lo emula smorzando i decibel di Masnago ancora una volta mortificata dagli sprazzi galattici dei campioni d'Italia. I ciuffi di Ukic e Thompson provano a tenere in scia l'Openjobmetis (53-60), però gli isolani si divertono a giocare come il gatto con il topo: bastano pochi graffi, in campo aperto o in trincea, per ricordare agli astanti la dura legge della natura. Piombata nella palude del meno quindici (55-70), con i fuochi fatui compagni di sventura, l'OJM prova a reagire con il solito fronte dei centri, denotando al contempo una pochezza evidente in regia: bravo ma senza mordente Ukic, acerbo Varanauskas, fuori luogo Cavaliero. Il resto assomiglia alle sfide di oltre Oceano, decise con così tanti minuti di anticipo da propinare [i]garbage time [/i]fino alla noia. A margine di una partita scivolata via senza sorprese, con la grande squadra – la Sassari del sempre acclamato Meo Sacchetti – troppo concentrata per scongiurare il quarto passo falso in dieci giorni, si ripropone giocoforza il tema del mercato. Con l'inizio in settimana della “coppetta”, una batteria di sole tre guardie non pare adatta al doppio impegno. Anche perché in un altro ruolo, quello delle ali piccole, il duo Shepherd – Thompson è ampiamente il peggiore dell'intera Lega. L'imperativo oggi deve essere quello di incamerare punti per non perdere contatto dal gruppone delle retrovie. Le prime giornate della massima serie hanno confermato l'impressione di un torneo livellato verso il basso ma senza la proverbiale squadra materasso a tranquillizzare gli animi. È rimasto poco per cui palpitare, ancor meno in cui sperare. Emblema di tutto ciò i soli 3500 spettatori presenti a cospetto della corazzata del torneo: anche una delle tifoserie più competenti ed appassionate dello Stivale, ad un certo punto, trova legittimamente di meglio da fare. -
[b]BRANDON DAVIES [/b](15 punti; 5/8 2p; 0/0 3p; 5/5 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Mette in mostra le doti, questa volta lusinghiere, con cui era stato presentato: mano educata, neuroni attivi, tecnica lodevole. Sporca la prestazione con un paio di infrazioni di passi, ma per il livello della partita (da bassa classifica) può bastare ed avanzare.[b] [/b] [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](19 punti; 6/10 2p; 0/3 3p; 7/9 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Apprezzabile per il mestiere e la capacità di occupare gli spazi, come testimonia il fatturato in termini di segnature e rimbalzi arpionati (addirittura 14), si incaponisce in alcuni tiri dalla lunga e in stoppate a parabola discendente. Si guadagna comunque i galloni del migliore. [b]ROKO UKIC [/b](14 punti; 3/8 2p; 2/5 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Due premesse necessarie a contestualizzare il voto: conosce la squadra e l'ambiente solo da dieci giorni; a tratti non è sembrato troppo agonista, ma per chi è avvezzo all'Eurolega risulta comprensibile. Otto assist, cervello fino e leadership valgono la meritata [i]standing ovation[/i]. [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Tarantolato. agguerrito e in perenne movimento - non a caso in settimana ha disputato le finali mondiali di basket tre contro tre - si cala positivamente nel ruolo di giocatore di rottura. Probabilmente nella scialba recita contro Caserta avrebbe potuto dare un poco di brio.[b] [/b] [b]LORENZO MOLINARO [/b](1 punto; 0/1 2p; 0/0 3p; 1/2 tl), [b]VOTO: senza voto. [/b]Subisce un'involontaria gomitata in volto: un giro in lunetta e poco altro. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](6 punti; 0/3 2p; 2/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Soltanto un assist e diverse titubanze in palleggio, insolite per un giocatore esperto. Gli arbitri sorvolano su due o tre palleggi doppi, mentre lo puniscono con un fallo tecnico per una protesta futile. Esce però dalle secche di una serata pessima grazie alla tripla che scaccia i fantasmi. [b]JEVOHN SHEPHERD [/b](11[b] [/b]punti; 4/7 2p; 1/3 3p; 0/1 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Nel complesso tutto fuorché malvagio, macchia la partita con un tentativo fallito di schiacciata, davvero esoso, nel clou della folata finale. Incisivo in avvicinamento al ferro, sparacchia alcune tentativi senza uomo a marcarlo. Acerbo. [b]LUCA CAMPANI[/b] (16 punti; 5/8 2p; 2/2 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Bello vedere un italiano protagonista con la maglia di Varese: trova presto fiducia al tiro e continua nel solco della retina bruciata durante la fuga di inizio secondo tempo. Un pizzico di cattiveria e di cinismo in più lo avrebbero consacrato ad MVP della serata. [b]GIANCARLO FERRERO[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: senza voto. [/b]Esordio casalingo con un tiro da tre lontano dal centro: dubitiamo possa guadagnare minutaggio in futuro. [b]MYCHEL THOMPSON [/b](4 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Voto di incoraggiamento per la reazione che mostra nella ripresa. Fischiato persino dai tecnici della caldaia quando si siede sul cubo dei cambi (il primo tempo era stato un obbrobrio cestistico), risponde con presenza al rimbalzo, corsa e quattro assist. Dovrebbe essere un asso nel tiro da tre, ma questa squadra non sembra andare molto in simbiosi con l'arco dei 6,75 metri...
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Openjobmetis Varese 88 - Consultinvest Pesaro 81
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
L'impatto a rimbalzo coeso, il carisma di Ukic (un alieno rispetto al livello scapestrato del campionato italiano) e l'orgoglio di Varese risolvono una sfida cruciale per le sorti dei ragazzi di Moretti: che il campionato 2015-2016, in ritardo di un paio di settimane, abbia inizio. Presto per parlare di rinascita o di obiettivi, eppure la realtà dei valori ascriveva la sfida di stasera ad uno scontro salvezza. Le contendenti si sono sfidate producendo una pallacanestro energica e pulita, speranzose di innestare il cambio di marcia dopo un avvio di torneo da shock. [i][b]C'è spazio per tutti. [/b][/i]Una Masnago in veste autunnale, con i pochi spettatori presenti metafora delle foglie al commiato, assiste ad un start a ritmi rapidi nonostante qualche errore banale: 7-8 con Faye e Lacey protagonisti. Ukic, sfortunato nelle conclusioni ma con polpastrelli da campione, riscuote i primi applausi del pubblico prealpino, Campani e Shepherd premiano le rotazioni continue di coach Moretti (14-12). L'OJM continua a costruire tiri logici, eppure la mancanza di autostima fa tintinnare qualche ferro di troppo. Il trend negativo lascia infine spazio ad un parziale di 8-2 (ancora triple di Campani e Cavaliero, sottomano del play croato) per il 22-16 del primo mini intervallo. [i][b]Sbandate allarmanti. [/b][/i]Pesaro si affida alla gioventù di Candussi e Basile per tornare a contatto, la [i]zone press[/i] di Paolini manda un attimo in tilt la regia di casa quindi è Davies – a sorpresa fattivo in entrambi i lati del campo – a ricostruire il gap: 28-21 con minuto di sospensione chiesto dagli adriatici. Con gli ingressi di Molinaro e Ferrero tutta Varese assaggia il [i]parquet [/i]del Lino Oldrini, l'energia aiuta ad assommare falli subiti però dal self-service dei tiri liberi arrivano meno punti di quelli auspicati. La Consultinevst recupera sino al 31-30 con McKissic, dunque assesta il sorpasso (anche perché l'OJM non segna per tre minuti e più, scatenando le prime bordate do foschi) con un Gazzotti sartoriale dall'angolo in un paio di frangenti. Il 36-39 dell'intervallo – Ukic lesto a dimezzare il disavanzo sulla sirena – issa sul banco degli imputati Moretti, troppo attendista nel arginare con i time-out la cattiva conduzione del secondo parziale. [i][b]Ripresa gagliarda. [/b][/i]Un buon rientro dagli spogliatoi di Varese, più efficace sotto le plance con Faye e Campani (il saldo finale a rimbalzo sarà di 43-35), obbliga i marchigiani ad esaurire il bonus in meno di quattro di minuti. Le folate orchestrate da Ukic trovano la risposta di Gazzotti e Shelton (49-48), poi Thompson cancella l'inusitato zero dal tabellino personale e trova i primi punti sotto il tetto di Masnago dopo un'apparizione e mezza. L'OJM si scrollo di dosso malumori e timidezza, variando in attacco i temi (eccellente Luca Campani fra le linee) e i ritmi, anche grazie al mastino da [i]playground[/i] “Ovidio” Varanauskas: il 61-51 al gong della terza frazione ha il retrogusto di un sano brodino caldo dopo una settimana di febbre. [i][b]A braccia alzate, con qualche patema. [/b][/i]I guizzi estemporanei degli [i]yankee [/i]di Paolini, oggetto di critica domenica scorsa perché spesso somiglianti a tratti di egoismo, tamponano solo in parte la fuga dei biancorossi: la difesa a zona lombarda propizia recuperi e contropiedi, talvolta chiusi in maniera roboante (si veda la schiacciata di Davies per il 74-57). Un'ingenuità di Cavaliero – fallo su tiro da tre, peraltro realizzato, e conseguente tecnico – rimescola le carte regalando sette punti alla causa pesarese. Shelton e l'ex Venezia Ceron rincarano la dose, così dal perimetro la VL pesca le briscole del 77-70. Le azioni offensive dell'Openjobmetis, stanca più di quanto sia lecito allo sprint di una contesa serrata. si risolvono in un “palla a Rok e speriamo bene”: dall'assist per Cavaliero, il numero otto della serata, la guardia azzurra trova la redenzione bruciando le retina per il dardo del successo. Il finale serve meramente a certificare la differenza punti, con Varese che spreca qualche[i] chance [/i]di troppo per agguantare la doppia cifra di vantaggio. I fedelissimi ritrovano all'ombra del Sacro Monte un successo che mancava dallo scorso aprile. Un sorriso meritato per chi investe soldi, tempo e voglia per seguire – pur in una selva di passi falsi – le gesta della beneamata. Parliamo di tifosi, addetti al lavoro, giornalisti. Meno di alcune istituzioni che rilasciano in settimana interviste fuori dalle righe: troppo semplice riempire le file del [i]parterre[/i] quando si giocano derby o partite da play-off. A volte rimane solo una ciotola brodino, ma non ci sono alternative per rimettersi in carreggiata. -
Penna rossa o penna blu? Tutto da correggere
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]BRANDON DAVIES [/b](0 punti; 0/6 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Pur con l'attenuante di una preparazione condita da infortuni, raramente si è scorso nel pitturato un giocatore senza tiro, senza muscoli, senza elevazione, senza malizia. Hunt e Jones fanno festa, Varese decisamente meno. [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](11 punti; 5/9 2p; 0/0 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Arpiona una quantità smodata di rimbalzi (16, anche perché Caserta tira con il 31% da due...) e manda qualche segnale di cattiveria agonistica. Tecnica poca, capacità di svariare ancora meno. Se il meno quotato del quintetto assume i galloni del migliore in campo, qualche inciampo nelle scelte di mercato supponiamo ci sia stato. E la prossima volta non lo diremo con questa eleganza. [b]MAALIK WAYNS [/b](18 punti; 6/12 2p; 1/4 3p; 3/3 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Da lui passa ogni singolo possesso offensivo. A monte di questo teorema, ben poco vincente, ci sono diverse componenti: la pochezza dei compagni, il movimento armonico nemmeno abbozzato, la preoccupante propensione al giocare da solo. Un minimo di talento si riscontra, a Moretti l'onere di incanalarlo nei flussi della squadra. [b]DANIELE CAVALIERO [/b](9 punti; 2/4 2p; 0/5 3p; 5/5 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Largamente insufficiente nel ruolo di regista - che non sia uno dei tanti malintesi nella concezione a tavolino della rosa? - si mette al servizio della squadra con ginocchia sbucciate, difesa a tutto campo e tagli. Cilecca alcuni tiri aperti, ma il risultato non sarebbe cambiato. [b]JEVOHN SHEPHERD [/b](9[b] [/b]punti; 3/7 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Patisce il salto di categoria oltre il preventivabile. Qualche capacità offensiva si intuisce, ma la fisicità va incardinata in un contesto di difese serrate e navigate. Sfiora la doppia cifra, limitando il contributo alla fase realizzativa: il resto è un insipido contorno. [b]LUCA CAMPANI[/b] (0 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Reduce da una stagione da titolare alla Vanoli (per chi non lo sapesse, l'alternativa dopo l'infortunio di Cusin era Ed Daniel) appare timido come un ragazzino al primo appuntamento con una ragazza. Camicia stropicciata, movenze incespicate, sguardo perso. Serve una botta di autostima. [b]MYCHEL THOMPSON [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Nei primi anni '90, quando i prodigi della tecnica ancora sbalordivano, osservavo con invidia e rispetto dei dinosauri di mio fratello che si muovevano con la pila: compivano cerca tre passi al minuto, con strani rumori di sottofondo. Due decenni e mezzo più tardi, ecco un giocatore di basket più lento di quel brontosauro. Ma il sequel di[i] Jurassic Park[/i] non era stato un flop? [b]RAMON GALLOWAY [/b](4 punti; 1/4 2p; 0/2 3p; 1/6 tl)[b] VOTO: 4. [/b]Acquisto figlio di un abbaglio avuto durante la [i]summer league [/i]di Las Vegas. D'accordo il sole, il luccichio delle slot, la magnificenza d'oltre oceano. Però il Ramon visto in Europa, e stasera a Masnago, è davvero mediocre. La serie di acciacchi potrebbe restringere i tempi del taglio. -
Openjobmetis Varese 51 - Pasta Reggia Caserta 58
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Il precampionato non porta in dote punti e scudetti, eppure può dimostrarsi una eloquente cartina di tornasole. Chi aveva evidenziato mugugni, arrendevolezza, apatia dopo gli scivoloni contro Cremona e Legnano - non proprio il Maccabi o i Bulls - era narratore di cruda realtà. Ambasciator non porta pena, i grattacapi sono tutti per Moretti: la verità è che nemmeno nelle gestioni Frates e Pozzecco le squadre si erano rifiutate di impugnare i guantoni ancor prima del [i]round[/i] di apertura. E mai – perché i numeri possono suffragare le impressioni – avevano partorito la miseria di 51 punti, con 2/21 dai 6 metri e 75, e 17/45 da due. Potremmo citare poi la leggerezza a rimbalzo, l'assenza di regia, lo spirito rinunciatario, il miserrimo apporto della panchina. Ci fermiamo qui per non essere sadici. [i][b]Noblesse oblige. [/b][/i]Il sipario della massima serie si leva sopra il capo delle squadre più rinnovate da maggio ad oggi: Varese e Caserta si presentano sulla scena di Masnago con l'intero [i]roster [/i]modificato dopo un'estate di rifondazione. Restano immutati soltanto i colori delle due squadre, capaci in epoche diverse di scrivere la storia della palla a spicchi italiana ma oggi in preda a dilemmi tecnici a tratti imbarazzanti. Lo 0-5 dei primi quattro minuti induce Moretti ai sudori freddi e al primo time-out stagionale, eppure il ghiaccio subisce il primo cesello della picozza solo grazie ai tiri liberi di Wayns: 2-9. Le due penalità gravanti su Faye e Davies testimoniano lo scarso peso specifico dell'OJM nel pitturato, ma il senegalese si redime in attacco con due validi guizzi di pura agilità. La mira rivedibile dei casertani dalla lunetta (2/8) e l'abulia offensiva dei prealpini, superata solo dall'entrata di Shepherd, mandano in archivio la prima frazione sull'8-12. Non esattamente uno spot al basket champagne. [i][b]Dalle nostre parti si chiama [/b][/i][b]ciapa no[/b][i][b]. [/b][/i]Altri due palloni persi banalmente, seguiti dalle triple di El-Amin e di Amoroso (nonché dai primi legittimi segni di disapprovazione del Lino Oldrini), delineano un nuovo tentativo di fuga della Pasta Reggia sul 10-18. La supremazia fisica di Hunt umilia la difesa di Varese, certamente più adatta ad incontri pugilistici contro i pesi piuma, allora i ragazzi di casa optano saggiamente per un gioco rapido con conclusioni nei primi secondi dell'azione: Wayns, Faye e Cavaliero impilano un po' di Lego biancorossi per costruire il 21-22. La “zonetta” dell'Openjobmetis, efficace per alcuni passaggi, viene trafitta infine dal dardo di Downs, quindi è El-Amin (23-27) a mandare tutti negli spogliatoi a meditare sull'impalpabile entusiasmo donato al [i]parquet[/i]. [i][b]Tabellino al rallenty. [/b][/i]L'ex Clippers Wayns e Cinciarini (Daniele, il meno quotato dei fratelli) segnano dall'arco nel grigiore più totale lasciando immutato il gap, i decibel del pubblico amico si intensificano e spingono Varese fino ad impattare a quota 30 quando scossa il '24. Non appena coach Moretti concede riposo al play, la pericolosità del quintetto lombardo somiglia a quella di una partita affrontata con la [i]wii[/i]: puramente virtuale. La caparbietà di Faye, unico dato positivo seppure disperso tra le forzature di Shepherd, la lentezza di Thompson e la confusione cosmica di Galloway, permette all'OJM di rimanere in scia di una Caserta modesta ma coesa: 32-36. Ironia del destino, quando il nostro [i]Gallo [/i]si scrolla la polvere di dosso per affondare una roboante schiacciata, deve uscire per il riacutizzarsi di un infortunio all'inguine: 36-36 al tramonto del terzo parziale. [i][b]Nessuna forma di vita sul pianeta Varese. [/b][/i]I cinque di Dell'Agnello tornano a levare ululati da lupi a rimbalzo, così dalle seconde (talvolta terze, quarte, opportunità…) si issano sul 39-44. Amoroso, fischiato con acredine da tutto il palazzetto neanche fosse Hackett o Moss, inciampa in un fallo tecnico all'ennesimo insulto verso i suoi avi materni: la Pasta Reggia, anziché scomporsi, pesca con Jones due fiondate per il 42-50. I biancorossi perdono ogni tipo di impulso vitale, non che prima abbondassero, e possono solo abbozzare una rimonta di nervi dopo essere piombati a meno tredici. Shepherd e Cavaliero ricuciono fino al 51-56, tuttavia gli ultimi tentativi si spengono sul ferro. Menzione di onore a Daniele, unico varesino rimasto sul teatro di gioco a scusarsi mentre i compagni, modesti nel valore e nello spirito, si celavano nei meandri dello spogliatoio. Un avvio così deprimente, anche a latitudini reduci da annate opache, non si era mai raccontato. Una seconda possibilità deve essere concessa a tutti, ma la sensazione che domenica prossima a Milano possa arrivare un'imbarcata biblica non appare remota. Come lo è, del resto, l'impressione che presto cominci l'esodo in uscita (qualcuno ha nominato Davies e Galloway?). In un campionato dove non si scorgono astronavi, non si può nemmeno pretendere di solcare il cielo con gli aeroplanini di carta. Che la mestizia abbia inizio. -
Senza infamia, senza lode: è il motto della serata
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]ANDY RAUTINS [/b](9 punti; 3/3 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]La presenza al palazzetto del padre Leo, vecchia conoscenza della pallacanestro italiana, lo galvanizza: mette il fisico in difesa e presenzia a rimbalzo con 11 palloni arpionati. Un po' troppa foga nella gestione dei falli, ma l'impegno non è mai mancato. [b]ERIC MAYNOR [/b](13 punti; 2/7 2p; 3/9 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]“Solo” sei assist a referto, anche perché i compagni - in un paio di frangenti almeno - non ricambiano la gentilezza. Meno autoritario e in forma delle ultime uscite, richiama comunque gli applausi del pubblico: proverà a tornare in NBA, ma anche se dovesse rimanere in Europa dubitiamo sia un costo sostenibile per Varese. [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](17 punti; 8/14 2p; 0/0 3p; 1/6 tl), [b]VOTO: 6,5. [/b]Chiamato agli straordinari a causa dell'indisponibilità del luogotenente Callahan, arriva cotto come un piatto di brasato al momento clou della cena. Peccato, perché i primi trenta minuti sono da leccarsi i baffi. Anche se, a dirla tutta, i cinque tiri liberi sbagliati risultano fastidiosi come i gomiti messi sulla tavola. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](4 punti; 0/4 2p; 1/4 3p; 1/3 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Si rivela per larghi tratti controproducente, optando sempre per la via meno acuta in attacco e meno utile in difesa. Prova a rianimarsi con un dardo da otto metri nel rettilineo finale, quindi torna a fare a pugni con il ferro. Metafora di un girone di ritorno contraddistinto da sfortuna e forma calante. [b]STANLEY OKOYE [/b](4[b] [/b]punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Dopo gli exploit delle settimane passate ritorna nel ruolo di onesto gregario. Nel tentativo di tirare il gruppo, subisce qualche folata di vento di troppo. Un buon prospetto che ha ancora molti chilometri da pedalare per entrare nel grande giro del parquet. [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (4 punti; 0/1 2p; 1/3 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Gioca a nascondino, come spesso accaduto in questo finale di annata, sperando che i compagni più giovani e baldanzosi diano propulsione alla squadra. Questa volta, purtroppo, riceve poca collaborazione e ci mette poco carisma per cambiare le sorti. Apatico. [b]JACOPO BALANZONI [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Fugace apparizione, con due falli, nel finale di gara. Probabilmente il suo ingresso nelle rotazioni avrebbe preservato Jefferson nel finale punto a punto. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](15 punti; 7/11 2p; 0/1 3p; 1/3 tl)[b] VOTO: 6,5.[/b] Di alcune spanne il più volitivo del gruppo (anche perché c'è in ballo una conferma con denaro da contrattare: mica bruscoletti), è bravo ad incunearsi nella difesa irpina. Nel momento di giocare il carico da 11, si vedano i canestri da sotto mancati nel finale concitato, non ha però più briscole in mano. [b] [/b] -
Openjobmetis Varese 66 - Sidigas Avellino 73
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Quei pomeriggi di basket di maggio, con la colonnina di mercurio spavalda e la luce del sole ad invadere il catino del Lino Oldrini, possono evocare due sensazioni opposte: o la flemma dell'ultimo giorno di scuola con il destino già scritto, o la vivida tensione da esame tipica dei play-off. Da varie settimane Varese si è abituata a vivere con dignità un finale di stagione senza obiettivi in palio, scegliendo il lavoro in palestra al posto di un irritante sbraco. Anche nell'ultimo giorno di scuola, almeno fino al quarantesimo, niente gavettoni in cortile o coca cole tracannate a profusione. Meglio un congedo dignitoso, prima di imboccare ognuno la propria strada fino a dileguarsi oltre all'orizzonte. E come nei più classici addii, piacevoli ricordi si mischiano a mai sopiti rancori: applausi scroscianti per Banks, latrati sonori per Frates, uno striscione di sincero ringraziamento a Caja. Qualunque siano le decisioni per il futuro, ci uniamo nel celebrare il lavoro silenzioso ed efficace del coach pavese. [i][b]Prima metà a tinte bianco-verdi. [/b][/i]L'avvio soft degli irpini favorisce un balzo sull'8-2 (Maynor bravo ad ispirare Jefferson ed Eyenga), quindi gli ospiti sprintano con un parziale di 0-10 infarcito dalle triple di Green e Gaines. Quando il quintetto di casa riprende a cimentarsi nel suo gioco prediletto – transizione ed ali che attaccano l'area – la bilancia torna a pendere verso l'OpenJobMetis: 19-14. Un finale senza troppo mordente reciproco consegna allo statino del primo quarto un salomonico 20 pari. Un contatto fortuito priva Varese del suo unico play a referto (Lehto fuori dalle rotazioni per numero massimo di comunitari, [i]ndr[/i]) ed obbliga i ragazzi in campo a qualche minuto di autogestione, anch'essa dal sapore molto estivo. Rautins e Jefferson, quest'ultimo tanto abile a tenere a bada il totem Anosike quanto impreciso dalla lunetta, conducono i prealpini sul 29-24; poco dopo però i giri a vuoto di Diawara vengono puniti da Banks ed Harper per il contro sorpasso in concomitanza del 31-32. Alcune gestioni approssimative (8 palloni persi e 10 tiri liberi sul ferro nel saldo di metà gara) nonché l'attenzione di Gaines a convertire in canestri palloni sporchi aprono un solco sul tabellone (35-43), solo in parte mitigato dal dardo di KK per il 40-45 della pausa lunga. [i][b]Rimonta incompiuta. [/b][/i]La reazione dei ragazzi di Caja propizia un paio di azioni prepotenti sublimate dalla mano calda di Rautins e dalla schiacciata di Jefferson per l'aggancio a quota 51, quindi l'energia di Trasolini e una serpentina di Banks ridanno fiato ai campani: 55-58. Il terzo quarto scorre con pochi fischi arbitrali e con corse a pieni polmoni [i]coast to coast[/i]: Varese potrebbe sfruttare diversi tanti aperti ma segna solo in avvicinamento, anzi soltanto quando si appende al ferro; dall'altra parte il “ventello” del sempre applaudito Adrianino sancisce il 59-66 dall'ultima mini pausa. Le rotazioni ridotte all'osso (Callahan in panchina senza minutaggio e Balanzoni impiegato per pochi istanti) innescano una sequenza di canestri sbagliati per pura stanchezza, la quinta penalità dell'arciere Rautins segna il primo addio dal campo e da Masnago per un atleta espressosi un gradino sotto il suo potenziale. Diawara, a tratti inguardabile, riapre uno spiraglio con il canestro del 64-67, accolto da Frates con un time-out per ringhiare contro i suoi. I colpi del possibile pareggio, mancati dal perimetro da Kuba e da Maynor, sono un invito a nozze per Green e per una Sidigas attenta ad addormentare i ritmi più che ad offendere (64-70 a due giri di lancette dal termine). Varese alza bandiera bianca mentre la platea, al solito esemplare, dispensa incoraggiamenti per tutti gli attori di una stagione opaca ma non disastrata. Fine delle trasmissioni, in attesa che le notizie sul fronte societario, tecnico e del mercato ci tengano con le orecchie incollate alla ricerca di novità. Che si vinca o si perda, su Varese Fans Basket avremo sempre qualche tema a spicchi, da sciorinare con garbo, passione ed ironia. Alla prossima. -
Va in onda Big Stan theory ed è il pieno di audience
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]ANDY RAUTINS [/b](15 punti; 0/2 2p; 3/9 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Sporca il tabellino a causa di alcune triple mal accolte dal ferro (alcune dal sapore di beffa). A differenza di altre volte, tuttavia, brucia la retina nel momento clou della rimonta e mette in cassaforte i tiri liberi del sollievo. [b]ANTERO LEHTO [/b](5 punti; 0/2 2p; 1/4 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Costretto a calcare il parquet per quasi dodici minuti, zampetta come un ragnetto a cui hanno insegnato i primi rudimenti di basket. Tenta e ritenta, trova la gloria dalla lunetta e con un ciuffo in transizione acclamato con stupore. [b]ERIC MAYNOR [/b](7 punti; 2/5 2p; 1/7 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Dalla sala stampa la spiegazione più logica per la controprestazione del regista ex Denver: problemi di stomaco, anche durante il gioco. Molto approssimativo al tiro e nella gestione di possessi banali (cinque perse), si redime con sei assist e il sottomano bruciante del 76-73. [b]ANDREA CASELLA [/b](3 punti; 0/0 2p; 1/4 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]In campo con un piglio fattivo, edifica mattoncini in difesa e velocizza la circolazione di palla. Avrebbe qualche occasione per penetrare nell'area avversaria ma, pigramente, si contenta di azionare i polpastrelli dal perimetro. [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](7 punti; 3/6 2p; 0/0 3p; 1/1 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Le statistiche, in particolare nel primo tempo, lo premiano oltre il suo reale apporto (nove rimbalzi sono comunque un bottino degno di nota). Nella ripresa mostra poca cattiveria, infatti quando il gioco si fa duro deve lasciare il posto sotto le plance al guerriero Callahan. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](7 punti; 2/4 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]I frequentatori di twitter avranno scorto, di recente, alcune foto del simpatico Kuba. Il fatto che spesso e volentieri ritragga succulenti piatti, lascia più di un dubbio sul peso forma del ragazzone francese. L'impegno è encomiabile, la mobilità un filo meno. Sinuoso. [b]STANLEY OKOYE [/b](22[b] [/b]punti; 9/14 2p; 1/2 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Gioca dall'incipit al gran finale mettendo in mostra un mix vincente di spensieratezza e di cinismo. Arpiona la bellezza di nove rimbalzi e pesca dall'angolo una tripla esiziale quando i compagni boccheggiavano. Signori, occhio al rapporto qualità/prezzo: scommettiamo che nell'ultimo mese il suo nome cominci a circolare sui taccuini dei GM. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (8 punti; 0/0 2p; 2/4 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Al fatto che porti palla in un raptus di recitazione fuori ruolo, assomma conclusioni soltanto dalla lunga. Quando tutto sembrerebbe girare all'incontrario, torna però a raccogliere legna nel pitturato: Hunt e Nicevic escono con i segni della museruola sul volto. [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (6 punti; 0/1 2p; 0/1 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Praticamente etereo in attacco, sfodera la solita prestazione di intelligenza cestistica. Difende con le buone e le cattive, prende posizione a rimbalzo, richiama i compagni, fischietta dalla linea della carità quando, per tanti altri, la tensione farebbe sollevare palle mediche anziché sfere a spicchi. Navigato. -
Openjobmetis Varese 80 - Upea Capo d'Orlando 73
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
In un piovoso pomeriggio di aprile, con gli sbadigli a vincere lo scontro diretto sulle palpitazioni, i ragazzi di Caja trovano lo scatto risolutore e superano una pugnace Orlandina, vendicando in parte la bruttissima sconfitta patita nel messinese nel girone d'andata. Al tempo vi erano altri umori, altri protagonisti, altri obiettivi. A testimoniarlo un primo tempo poco significativo, con un agonismo stile partita amichevole a Woodstock nella fumosa stagione 1969. Ma nella ripresa, come sovente accade, la posta in palio ha fatto gola ai contendenti: ed è così che Varese, finita a ridosso del baratro, ha trovato le energie per aggiungere due punti al saldo di una chiusura di stagione vissuta - ci piace evidenziarlo - con la giusta [i]verve[/i]. [i][b]Spirito libero. [/b][/i]L'OpenJobMetis si presenta senza l'acciaccato Eyenga, il miglior elemento del girone del ritorno, e appoggia il gioco soprattutto sul perimetro e sull'estemporaneità (10-6 grazie ad un Rautins volitivo ed in ottima sintonia con Jefferson). L'emergente coach dell'Upea, Giulio Griccioli, prova a destare i suoi con un time-out e qualche cambio: le fiammate di Henry e la tripla di Sulejmanovic valgono il 14-13. Il dardo di Casella scrive 18-15, epilogo di un primo quarto immaginiamo non destinato ad arricchire le cineteche di Legabasket. L'ottimo Okoye e il rientrante Diawara provano a scavare un piccolo solco – 24-18 – mentre l'anarchia di fine stagione viene simboleggiata da un piccione che plana nel Lino Oldrini e da Callahan che porta palla. Ci avrebbe stupito meno il volatile in regia e l'ispettore sul tetto. Una sopraffina uscita dai blocchi dell'intramontabile Basile restituisce dignità al contesto, abbellito poco dopo dalla bimane di Jefferson (27-23). L'atteggiamento scioperante di Maynor e un paio di difese morbide punite da McGee obbligano Caja a rifugiarsi nella sospensione tecnica, eppure l'inerzia rimane tutta a favore di Capo d'Orlando. Gli ultimi guizzi, a firma di Okoye ed Henry, consegnano il 34-35 della pausa lunga. [i][b]Scatto d'orgoglio. [/b][/i]Il trend negativo delle palle perse, molte delle quali ascrivibili a Maynor (colpito da problemi di stomaco anche durante l'intervallo), permette ai siciliani di trovare in contropiede la retina (41-43 con Hunt), bruciata invece di rado a difese schierate e dalla linea della carità (saldo globale di 14/23). Varese rimane sul pezzo grazie al solito Stan e a Kangur, quindi manda a bersaglio Lehto in barba alle profezie di Nostradamus. L'Upea reagisce a fatica al parziale prealpino di 9-0 confezionato nel cuore del terzo quarto, anche perché Kuba – per larghi tratti pasticcione – inventa uno dei suoi missili in risposta a Campbell: 56-50, con Nicevic a ridurre il gap sulla sirena. [i][b]Nessuno vuole perdere. [/b][/i]Capo d'Orlando prova ad aggiungere velocità ed impeto alla manovra offensiva, mentre l'OJM appare all'improvviso molle: il 2/3 dalla lunetta del “Baso” è sinonimo di 62-61 (con Varese già in bonus senza aver subito alcun fallo), la tripla di McGee produce il sorpasso. Con Caja colpevole di non aver interrotto per tempo la crisi di iniziativa dei giocatori di casa. Alle fiammate, quasi letali, di McGee e Soragna rispondono, orgogliosamente, Rautin ed Okoye. Sul 72-72 la terna premia Basile, forse tutelato eccessivamente in nome di una carriera ricca di allori, con un fallo. Il placido Attilio perde le vesti da lord, fortunatamente ricevendo la grazia arbitrale. Qui la partita si capovolge: i 3900 del PalaWhirlpool si travestono da fan del Maracanà, l'ex guarda della nazionale trema (uno su due) e da il là all'assolo biancorosso. Kangur ai liberi, Maynor (finalmente!) in entrata e Rautins sono gli autori del successo, mentre la mira dell'Upea fa cilecca. Piccole soddisfazioni per chi segue ogni domenica la beneamata e per chi, nonostante una classifica deludente, si è sobbarcato chilometri e caselli per saggiare il clima del Lino Oldrini. Per gli amici del Forum di Varese fans basket, giunti al palazzetto da Toscana ed Emilia, il plasticoso panino dell'autogrill avrà un altro sapore. -
[b]ANDY RAUTINS [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Sfortunato nelle conclusioni di inizio gara che avrebbero potuto rifuggire lo 0/9 della trasferta di Bologna, prosegue in maniera indecorosa per un giocatore della sua esperienza. Si palleggia sui piedi, regala palloni ai tentacoli avversari, non si avvede dello scorrere dei cronometri. [b]ANTERO LEHTO [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Meno credibile di Topo Gigio come relatore all'ONU, con il pallone in mano sembra al solito spaesato e titubante. Timbra il cartellino solo perché il buon Maynor ogni tanto deve ricaricare le batteria. [b]ERIC MAYNOR [/b](20 punti; 5/11 2p; 3/7 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Che sia un giocatore sopra la media del campionato italiano, viene attestato dai canestri siglati per scavare il break, dagli otto assist, dal cipiglio del play navigato. Che sia un giocatore non da corrida, viene invece attestato da licenze poetiche, dal volto sempre uguale (novello Nicolas Cage) e dalle poche gocce di sudore. [b]ANDREA CASELLA [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Pienamente positivo nel secondo quarto, quando aiuta i compagni a prendere le redini del match con presenza a rimbalzo e in difesa, sbaglia un clamoroso sottomano nel periodo decisivo. Nel cuore della rimonta ospite, un errore che vale l'insufficienza. [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](8 punti; 3/4 2p; 0/0 3p; 2/3 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]Leggerino e troppo poco smaliziato per mettere in gabbia quel vecchio lupo di Dejan Ivanov, finisce per perdere fiducia e per mostrarsi poco propositivo sotto le plance. Nei momento clou osserva i compagni dalla panchina. Acerbo. [b]STANLEY OKOYE [/b](10[b] [/b]punti; 4/6 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Agile, fantasioso, altruista: nel secondo quarto si guadagna applausi a profusione. Il minutaggio della ripresa scorre con meno sussulti, in quanto il buon Stan non viene mai tutelato in maniera particolare dagli arbitri. Eccellente gregario. [b]CRAIG C0ALLAHAN[/b] (11 punti; 3/5 2p; 1/2 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Servono le maniere forti? Buttate sul parquet l'ispettore. Ma questa volta, lente d'ingrandimento alla mano, spicca per i palloni recuperati e per la fattiva intesa con Maynor. Infila pure qualche legnata costruttiva a destra e a manca, tanto per non perdere l'abitudine da arcigno guerriero. [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (8 punti; 1/4 2p; 1/3 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il primo quarto è di gran lunga il peggiore della sua militanza pluriennale prealpina. Mostra però gli artigli del leader nel momento del bisogno: tripla esiziale dall'angolo, presenza a rimbalzo nell'ultimo minuto, tiri liberi del successo. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](25 punti; 9/13 2p; 1/1 3p; 4/6 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Mina vagante ed artista improvvisato, si porta in dote un ottimo bottino, impreziosito da una tripla nell'ultimo periodo: non certo il pezzo forte della casa. Sfiora la doppia e doppia e riesce a più riprese a far saltare gli schemi della difesa di Esposito.
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Openjobmetis Varese 84 - Pasta Reggia Caserta 80
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Il verdetto che il popolo di Varese aspettava arriva, inesorabile, dopo 40 minuti di difficile lettura: salvezza aritmetica. Il giudizio d'insieme appare quello, già più volte descritto, di un'annata incompiuta, vissuta sulle ali dell'incertezza sotto il profilo tattico, tecnico, mentale. Emblematica la sfida odierna, con l'OJM capace di farsi rimontare dal + 15 al + 2 prima di assestare la spallata a una Caserta ormai retrocessa ma mai doma (non a caso il tabellino globale descrive equilibrio ai rimbalzi, nel saldo palloni persi e recuperati, nei tiri liberi conquistati). Prepariamoci adesso alla ridda di voci sulla società. La Piazza sembra spaccata, tra sedicenti formiche e presunte cicale. Sempre partendo dal caposaldo incarnato dal latinismo [i]in medio stat virtus[/i], l'auspicio è che il potere mediatico non bruci opportunità di rilancio prima ancora di aver sondato la credibilità, umana e finanziaria, dei possibili compratori. [i][b]Aprile dolce dormire. [/b][/i]Masnago accoglie le sfidanti con larghi spazi vuoti in tribuna, gli attori in campo sfoggiano a loro volta qualche passo in infradito per abbracciare la primavera. Varese in apertura si lascia preferire per organizzazione offensiva, eppure i ferri rispondono picche ad alcuni tiri aperti: 8-8 a metà periodo. I sussulti di Vitali e dell'ex Ivanov valgono il primo allungo campano (10-15), propiziato anche da una serie di mattonate assestate da un insipido Kangur. La remissività degli uomini di casa nell'abusare di conclusioni dal perimetro – misero 1/7 nel parziale – e la difesa soporifera negli uno-contro-uno consegnano agli ospiti il 14-21 della prima mini pausa. [i][b]I gregari alla guida del gruppo. [/b][/i]Maynor si mette in proprio e riporta in scia i biancorossi, il pimpante Okoye (sicuramente più utile del Diawara claudicante delle ultime uscite) punisce la rottura di Caserta con il sottomano del 22-21. Nello scontro titanico tra panchinari, il poco di Varese sconfigge lo zero assoluto della Pasta Reggia ma non basta a prendere il largo: Caja richiama la truppa sull'attenti dopo il 28-27 finalizzato dal solito Ivanov. Callahan e ancora Stan, già in doppia cifra, lanciano la volata a Kangur ed Eyenga (37-29). Uno sfondamento, parso evidente, di Antonutti viene tramutato in fischio contro KK, ma il disavanzo alla pausa non cambia grazie al gancio di Eyenga: 39-31 tra una baraonda di ululati, forse fuori tema, contro la terna. [i][b]Caserta sull'orlo del baratro. [/b][/i]La doppia cifra di vantaggio, frutto del 2+1 di Jefferson, innesca la reazione di Mordente e compagni (42-36). Dai colpi a vuoto in lunetta di Ivanov (18 punti e 10 rimbalzi), però, l'OpenJobMetis raccoglie quattro punti con Kangur e una sfavillante schiacciata volante sull'asse Maynor-Eyenga: più quattordici con il coach campano, l'ex cannoniere Vincenzino Esposito, a metà guado tra la rabbia e la mestizia. La squadra di casa veleggia grazie a qualche buona giocata dei singoli, la Juve prova a tenere il passo facendo incetta di tiri liberi e di rimbalzi offensivi: i mancati “taglia fuori” su Antonutti costano il 61-51 al termine del terzo quarto di gioco. [i][b]La solita, immancabile, sofferenza. [/b][/i]I polpastrelli educati di Maynor e le zingarate efficaci di Eyenga, senza dubbio gli elementi più apprezzabili della gestione Caja, sembrano chiudere ogni spiraglio di equilibrio (70-55), ma dalla mano calda di Scott esce un [i]break [/i]di 2-9 che rianima lo scontro salvezza: 72-64 con cinque minuti sul cronometro. La tenzone di ciuffi dai 6 metri e 75 induce prudenza, così sul 76-69 la panchina prealpina decide saggiamente di parlarci sopra. Però il pathos deve ancora manifestarsi compiutamente: l'assalto alla diligenza, con Antonutti e Scott di nuovo sugli scudi, sortisce un incredibile 76-75. Varese trema ulteriormente (complice la mira non precisa dalla linea della carità), ma Caserta denota ancora meno sangue freddo: il contropiede fallito da Scott e la tripla di Moore fanno da preludio all'82-77. La guardia ospite brucia la retina per il -2, allora ci vuole il glaciale Kangur a certificare la salvezza. Missione compiuta. Le ultime giornate della stagione, dal retrogusto pleonastico, serviranno soltanto a conferire una dimensione meno grigia alla classifica e, per i singoli, a strappare un contratto per l'anno venturo. Qui od altrove, al momento non rileva. I tre gradi di giudizio, a nostra opinione, non lasciano infatti spazio a impugnazioni: colpevoli di manifesta mediocrità. -
Jefferson e Callahan, nottata di sofferenza
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]ANDY RAUTINS [/b](17 punti; 2/4 2p; 3/8 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Criticato per la monodimensionalità del gioco, questa volta prova anche a mettere il naso dentro l'area. Discreto in attacco e per aiuto a rimbalzo, da il via all'harakiri del finale tentando il record mondiale di palle perse. Paperino. [b]ANTERO LEHTO [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: s.v. [/b]L'unico possibile canestro viene vanificato dal fischio degli arbitri. In totale i minuti in campo sono soltanto in due: con una gestione diversa e più ampia delle rotazioni da parte di Caja, forse il fiatone avrebbe condizionato meno i nostri. [b]ERIC MAYNOR [/b](8 punti; 3/5 2p; 0/5 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Un play capace di distribuire tredici assist a queste latitudini è più unico che raro: alcuni finiranno nelle migliori giocate della settimana. Nell'ultimo quarto perde la bussola e Varese affonda con lui. In crescita, ma serve anche il tiro dalla lunga. [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](8 punti; 3/5 2p; 0/0 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 5. [/b]Finito sotto i riflettori dopo le prime quattro uscite di validissimo livello, inciampa in una serata che lo riporta sul pianeta Terra. Mays mangia e beve sulla testa di JJ: si intravede qualche flebile resistenza, nulla più. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](5 punti; 0/1 2p; 1/4 3p; 2/7 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Lo sfavillante inizio di torneo sembra lontano un secolo. Kuba è stanco, si trascina a fatica, carica male i tiri. Ma è un'altra la pecca più evidente: tutti i falli subiti grazie all'esperienza si tramutano in incubi dalla lunetta. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Decisivo quattro mesi fa nella battaglia in terra pugliese, questa volta non lascia un segno neanche in superficie. Pochi tiri, scelti non bene, non aiutano a sbloccarlo. Di rimbalzi nemmeno l'ombra: Brindisi, nel pitturato, attua un monopolio da far scattare l'[i]antidumping[/i]. [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (14 punti; 2/3 2p; 3/4 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Elegante, pulito e al contempo risoluto per lunghi tratti, si sognerà per tutta notte il pallone regalato agli avversari quando Varese veleggiava sul più quattro nel quarto periodo. La schiena sembra non dolere, sarà decisivo da qui a maggio. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](27 punti; 8/13 2p; 0/0 3p; 11/12 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Continua nel momento di grazia e di ottima intesa con Maynor. Saltella come una lepre, richiamando su di sé le maniere forti della retroguardia dell'Enel. Il nervosismo gli taglia le gambe in un paio di frangenti, eppure i numeri sono indiscutibilmente dalla sua. -
Un filmato di tre minuti, intenso, leggendario, da pelle d'oca, accompagna la platea del Lino Oldrini dopo la presentazione delle squadre: sono le immagini collazionate per celebrare, in un mosaico di ricordi indelebili, le 2000 gare in campionato della Pallacanestro Varese. Chi si aspettava una serata di celebrazioni, invero non molti (diversi vuoti sulle tribune complici il sabato sera e le pochissime velleità di playoff), si è trovato di fronte un avversario coriaceo, preciso, atleticamente superiore, capace di dominare l'area colorata oltre i dati statistici globali. La banda di Caja ci ha provato per lunghi tratti e con una lodevole propensione al contropiede, terminando però nelle secche della fatica nei momenti cruciali: l'11-26 degli ultimi otto minuti risuona equivocabile. [i][b]Antipasto di livello. [/b][/i]L'Enel illumina la contesa con un vibrante 0-6, Varese si desta mandando a segno cinque uomini e agganciando la parità a quota 11. Le compagini attaccano il ferro con assiduità, non a caso il conto dei falli appare salato come in un ristornate suggerito dalla Guida Michelin. I biancorossi si lanciano appena possono in contropiede (splendido l'assist di Maynor per il 2+1 di Eyenga in concomitanza del 21-19), Brindisi allunga i tentacoli per smorzare il primo tentativo di fuga degli avversari: una striscia di sette punti, ispirata da Denmon, vale il 24-26 alla prima pausa. [i][b]Amnesie subito punite. [/b][/i]La rottura offensiva prolungata dei ragazzi di Caja, coincisa con quattro palloni gestiti in modo pessimo da Diawara e Rautins (con evidente chiamata in correità dei compagni), viene punita solo dalla tripla di James. Al canestro con fallo di un Maynor in versione solista, rispondono Mays e Harper: 27-33 prima che due conclusioni sartoriali di Kangur riscrivano il pareggio a metà periodo. Eyenga, fin qui il migliore dell'OJM, commette fallo in attacco (dubbio) e si vede comminare un tecnico (netto: proteste futili in un contesto già elettrico): i grigi rincarano la dose e la terza penalità di KK ha il sapore della beffa. L'Enel ingrana le marce della grande squadra con Denmon – 36-43 – e corre nello spogliatoio in vantaggio: il tabellone recita 43-47, con i guizzi vitali di Rautins e Jefferson a rendere meno gravoso il passivo dei prealpini. [i][b]Con le unghie e con i denti. [/b][/i]Un paio di forzature della guardie di Varese rendono bollenti le spire emanate dalle bocche da fuoco brindisine: Turner e Mays timbrano il massimo vantaggio sul più nove. Un solido break di sette a zero, propiziato dalla zona e dalla paziente circolazione di palla in attacco, viene mortificato dal dardo di Pullen: 50-55. Il folletto dell'Enel patisce la legge del taglione (nota anche come compensazione mal celata) e subisce un fallo tecnico dal quale la squadra di Bucchi reagisce con orgoglio e abnegazione difensiva. Il fenomenale Denmon – alla fine saranno 29 punti – respinge gli assalti dell'OpenJobMetis, ricaduta nel proverbiale vizio di raccogliere novantanove centesimi senza fare cifra tonda: da taglia-fuori persi per strada e palloni smarriti al momento del dunque si ritorna sul 57-65. Il finale di periodo vede però accendersi la miccia degli uomini di casa: la saggezza di Kangur, gli assist di Maynor e la [i]verve[/i] realizzativa di Eyenga sono gli ingredienti per servire in tavola il 66-67. [i][b]Onore a Brindisi. [/b][/i]Un insolito e candido canestro dalla media di Christian, bissato dal missile terra-aria di Diawara, costringe Bucchi a richiamare all'ordine la sua truppa in occasione 71-67. La stanchezza di una contesa spasmodica fin dal primo minuto rende confuse le idee degli attori sul parquet, in particolare da alcune battute a vuoto di Varese (pesante il saldo dei palloni persi: 19) Pullen e Zerini recitano in rima le giocate del 73-78. Jefferson patisce oltremodo la presenza di Mays (decisivo con 23 p + 14 rimbalzi: valutazione di 36!), Maynor si fa pizzicare in una penalità per proteste – arbitri disastrosi bipartisan: non è una novità nella LegaBasket – e Caja attende anni luce prima di rifugiarsi in un time-out: sul 76-85 nemmeno i 4000 di Masnago ci credono più. I pugliesi, quinti in classifica con pieno merito, gestiscono al meglio i minuti finali. Comincia la festa per i tantissimi tifosi ospiti, per la gloriosa pallacanestro Varese non c'è modo di spegnere le 2000 candeline. Gli applausi per l'impegno profuso non mancano, ma la data da segnare in agenda è il 12 aprile: contro Caserta, attuale fanalino di coda, Kangur e compagni saranno chiamati a certificare la presenza nella massima serie. Un'inezia in confronto ai fasti delle vecchie glorie, ma certe volte – dopo i banchetti più lauti – tocca contentarsi di un brodino.
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Eyenga e Jefferson, è una Varese a trazione anteriore
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]ANDY RAUTINS [/b](15 punti; 0/1 2p; 5/12 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Sigla cinque triple pesantissime, a cavallo tra il terzo e il quarto periodo, dopo un primo tempo da tregenda. Non sempre sul pezzo in difesa e nella gestione dei palloni, mostra la presenza arpionando ben sette rimbalzi. [b]ANTERO LEHTO [/b](2 punti; 1/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Pochi minuti di utilizzo per il regista nordico, troppo incerto nel [i]ball handling[/i] e nella dinamica di tiro. Le sue penetrazioni nell'area avversaria si concludono con tentativi di arcobaleno, ma in questo inizio di primavera regna la pioggia. Titubante. [b]ERIC MAYNOR [/b](7 punti; 1/6 2p; 0/0 3p; 2/3 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Sufficienza risicatissima – non gliela avremmo assegnata se il referto fosse stato di altro colore – e suggerita dal sostanziale apporto in termini di assist. Egregia l'intesa con Jefferson, ma da un regista del suo calibro (o presunto tale) pretendiamo maggior cinismo e carisma. [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](17 punti; 6/7 2p; 0/0 3p; 5/8 tl), [b]VOTO: 7,5. [/b]Continua il trend positivo di un centro disperso, fino a poche settimane fa, tra i meandri delle leghe minori. Salvo un paio di episodi, stravince lo scontro diretto con l'omologo Daniel. Bravissimo a regalare secondi possessi (9 rimbalzi offensivi, 13 globali) e nell'allungare i tentacoli. [b]STANLEY OKOYE [/b](6[b] [/b]punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Prestazione pulita, con tre canestri e un assist assommati tutti nel secondo quarto, il momento peggiore dell'OpenJobMetis. Nel finale Caja preferisce affidarsi i titolari, ma il numero otto si era già ampiamente guadagnato la pizza del dopo gara. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (8 punti; 1/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Si rende utile giostrandosi sia nel ruolo di pivot classico, invero un po' troppo falloso, sia lungo il perimetro, laddove la mano risulta sempre delicata. Nel finale toglie le castagne dal fuoco chiudendo un'azione mal condotta dai compagni. [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (8 punti; 1/3 2p; 2/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Dall'atleta più intelligente e vincente dalla squadra ci aspettiamo sempre prestazioni a tutto tondo. Questa volta rimangono negli occhi un paio di falli banali, un sottomano clamoroso sbagliato e un paio di perse. Sull'impegno poco da dire: il solito furetto instancabile. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](23 punti; 10/19 2p; 0/0 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Nella serata in cui non mancano degli sprazzi sopra le righe – si vedano le forzature al tiro e l'accenno di rissa con Mei – esalta la platea con un'abnegazione a 360 gradi. Le giocate del successo sono tutte sue: canestro in faccia a Campani e stoppata. È qui la festa. -
Nei manuali di storia della pallacanestro spesso e volentieri si cita l'effetto Masnago. Quel fantomatico sesto uomo in campo capace di ribaltare le partite come i calzini, fino a lavarli e stenderli al sole una volta colta la vittoria. Quest'anno la magia si era percepita di rado, complice la depressione e l'impegno non sempre esemplare messo in scena dalla compagine casalinga. Scomodare l'effetto Masnago in annate simili appare dissacrante, però è bastato un secondo tempo vibrante (49-36 il saldo) per accendere la benzina della passione e per superare Cremona, squadra ben congegnata e in piena lotta play-off. Varese per lunghi tratti ha saputo difendere in sei, sublimando al contempo le doti fisiche di alcuni atleti imbrigliati da paure e fraintendimenti tattici. [i][b]Canestri a profusione. [/b][/i]La partenza aggressiva di Eyenga (sette punti in cento secondi) chiama la risposta di alta balistica da parte di Hayes e Bell: 8-9. La Vanoli veleggia con percentuali irreali (12-17 al '5), facilitata dalle poche manate offerte dalla difesa di casa. La platea del Lino Oldrini fischia in maniera altisonante l'ingresso in campo dell'ex Daniel, Ed risponde con il cipiglio cattivo inchiodando una stoppata con tanto di punto esclamativo. Due falli offensivi per blocco in movimento bloccano il primo break prealpino, le triple di Kangur e Callahan valgono comunque il primo sorpasso: 27-24 prima che Vitali riporti gli azzurri al minimo svantaggio al gong del quarto d'apertura. [i][b]Il buio al di qua della siepe. [/b][/i]Le compagini decidono ad un tratto di sparare a salve, dal perimetro come dal pitturato, partorendo un calcistico 2-3 in quasi metà periodo (marcatori Ferguson ed Okoye, in sospetto fuori gioco causa “tre secondi”). Le fiammate di Lehto e del guizzante Stan inducono il navigato Pancotto a parlarci sopra per un minuto: 33-29. Clark e Vitali non si fanno pregare per servire il contro-sorpasso, allora è l'altro decano delle panchine, Caja, a sfoderare la lavagnetta del time-out. L'autonomia ridotta dell'OJM – potremmo aprire il discorso della preparazione atletica, ma non si esaurirebbe in meno di tre cartelle di word – produce errori marchiani (emblematici i passaggi ciechi o i metri lasciati a Campani per un ciuffo da tre), gli arbitri fischiano a senso unico e gli ospiti vanno in fuga: Maynor perde palla banalmente, Hayes segna in contropiede e il play ex Denver si vede comminare un tecnico. Tutti negli spogliatoi in pace ed armonia: meno nove (37-46), tribuna inferocita, arbitri a rischio di incolumità, Mei ed Eyenga quasi a fare a pugni. [i][b]Basket pirotecnico. [/b][/i]Pur di fronte a crepe evidenti di bilanciamento negli uno-contro-uno, la fattiva presenza di Jefferson sotto le plance e il primo urrà di Rautins ridanno linfa al quintetto di casa: 44-48. Un improvviso 2+1 di Daniel respinge per un attimo l'onda di urto di una Varese più esplosiva a livello atletico e finalmente arcigna, ma grazie all'ennesima ripartenza un indemoniato Eyenga si giunge sul 54-53. L'OpenJobMetis accende i fuochi di artificio con tre minuti di pallacanestro eccelsa: difesa ermetica, Jefferson al ferro, dardo esiziale di Kangur, “bomba” di Maynor e freccia avvelenata di Rautins (65-53). Il canadese si ripete, fingendo però un contatto falloso di Bell: dal tecnico per simulazione Cremona rialza la testa con quattro punti di Vitali e tre di Hayes. I bianco-rossi macchiano un quarto eccellente con un parziale di 3-13: il volatone parte con un tabellone che recita 71-66. [i][b]Applausi convinti. [/b][/i]Rautins continua nella modalità [i]on fire[/i], eppure in difesa patisce le pene dell'inferno dinnanzi al brutto cliente Bell, autore del 75-71. Due canestri da rimbalzo offensivo, di Callahan ed Eyenga, spezzano il digiuno ma sono soltanto un'aspirina non bastevole a placare i bollori influenzali inflitti da Vitali e compagni (79-76). L'assetto stazzato magistralmente pensato da Caja manda il tilt i lunghi azzurri, Daniel in primis, e sembra ridare controllo ai ragazzi di casa: nella ripresa la lotta sotto le plance è un monologo prealpino. Tre gestioni poche oculate (compreso un assist per la prima file del [i]parterre[/i]) e la flemma di Maynor rappresentano tuttavia un trampolino di lancio per il solito Hayes – Migliore dei suoi con 25 punti e 7 falli subiti-, lesto a timbrare dalla lunetta l'84-82. Ma un magnifico Eyenga, lui sì MVP, chiude i conti: entrata ad eludere Campani per il più quattro e stoppata roboante in difesa. Una volta tanto la caccia all'[i]high five [/i]richiama i sorrisi dei fedelissimi, assiepati come ai bei tempi per ringraziare tutti i protagonisti. Nella cerimonia c'è spazio per il figlio del gigante buono Callahan, per l'infortunato Kuba, per i componenti di una squadra che soltanto da un mese può definirsi tale. Qualcuno abbraccia Caja, l'uomo che a fari spenti sta tirando fuori Varese dalle secche della zona retrocessione. Lo immaginiamo imbarazzato, l'ottimo Attilio, ma senza di lui non si sarebbe vista questa sera una ripresa così tenace, organizzata, vincente. Ora abbiamo capito perché dalle piazze dove ha allenato si è portato dietro il soprannome "artiglio"...
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[b]ANTERO LEHTO [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Alla prima esperienza lontana dalla natia e placida Finlandia, il play classe 1984 trema come un ragazzino. Un paio di palle perse sono frutto della pura emozione, per il resto qualche sprazzo buono (tripla nel terzo periodo) e alcuni giri a vuoto. [b]ERIC MAYNOR [/b](10 punti; 1/5 2p; 2/7 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Regista esiziale – con 9 assist puliti, qualcuno perso nella pancia delle statistiche – e capace di decidere l'overtime con giocate d'esperienza. Bello il duello con Stipcevic: lo azzanna nel primo tempo con un recupero difensivo mostruoso, lo patisce nella ripresa. In risalita. [b]ANDREA CASELLA [/b](1 punto; 0/1 2p; 0/3 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Nel momento di stanca di Varese durante il terzo periodo, si assume con esiti alterni le responsabilità in esecuzione. Ogni volta che tocca un pallone per servire i compagni ci si sente rassicurati come su un treno nei giorni di sciopero: destinazione ignota. [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](15 punti; 6/8 2p; 0/0 3p; 3/3 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Perde mezzo punto sul cedolino a causa di un paio di schiacciate che andrebbero mai e poi mai sbagliate. Ottimo per atletismo, controllo delle plance (dodici rimbalzi, di cui sei in attacco) e intesa con Maynor. La roboante valutazione di 31 testimonia la presenza costante e fattiva. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](16 punti; 2/2 2p; 4/13 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 5,5.[/b] Ad ogni canestro manda baci e segni di affetto al pubblico. Denota una voglia matta di tornare il protagonista del girone di andata, ahilui eccede con le scelte testarde (sette palle perse, alcune non degne della sua esperienza) e pecca con la gestione dei falli. [b]STANLEY OKOYE [/b](6[b] [/b]punti; 3/7 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Splendido soldato finché la gestione bellica procede in trincea, con il buon Stan a racimolare rimbalzi tra le linee nemiche, si spaventa un po' al momento delle missioni speciali. Ma la medaglia all'onore, questa volta, è sacrosanta. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (0 punti; 0/5 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Il giocatore che mostrava la simbiosi più stretta con il Poz sembra spaesato dopo il cambio alla guida tecnica. Otto minuti di una timidezza e di una passività sorprendenti, tanto da faticare a ricordare una sua giocata degna di nota. Impalpabile. [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (7 punti; 2/4 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Con o senza turbante insanguinato in testa, dispensa pillole di vera pallacanestro: sempre in posizione, preciso, di supporto alla squadra, mai sopra le righe. Sale sul palcoscenico con una tripla incredibile nel corso dei supplementari: in quel momento persino i seggiolini del Lino Oldrini saltellavano come lepri. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](18 punti; 7/12 2p; 0/1 3p; 4/6 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Prima “doppia doppia” della militanza prealpina, impreziosita dai canestri nell'ultimo periodo che tengono in piedi la partita (e la stagione) dell'OJM. Ci mette il fisico e la faccia tosta, rifilando quattro stoppate ai dirimpettai romani: la legione è abbattuta.
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Openjobmetis Varese 78 - Acea Roma 73 d.t.s.
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
A quasi tre mesi dall'ultima affermazione tra le mura amiche, l'OpenJobMetis alza le braccia al cielo con la fronte madida di sudore. Partita eccellente per venti minuti, con Roma - non a caso fanalino di coda solo davanti ai nostri per punti conseguiti nel 2015 - umiliata in tutti i fondamentali, soprattutto a rimbalzo (52-35 il saldo finale). Un calo contenuto dopo la ripresa, un impensabile crollo in dirittura di arrivo. Ma questa volta i sussulti dell'orgoglio risuonano nitidi nell'aria, al pari di quel Fato che decide i destini dello sport fin dall'alba dei tempi. [i][b]Ab Urbe (s)condita. [/b][/i]La Varese di coach Caja, ancora priva di Rautins (sulla cui guarigione l'orizzonte appare denso di foschie), presenta uno [i]starting five [/i]con tre ali e mezzo. Diawara si sblocca dalla distanza dopo le pene patite nel post operazione, l'asse Jefferson-Kangur rincara la dose in avvicinamento al ferro: 11-4. Un fortuito urto tra l'estone e il nigeriano Ejim produce sangue e spavento sul parquet, eppure la OJM non si scompone nonostante l'uscita del suo uomo squadra (16-4 prima che Sandri, dal perimetro, spezzi i giri a vuoto dell'attacco capitolino). Uno spettacolare gioco a due tra Maynor e Jefferson risveglia gli animi del Lino Oldrini, con la benzina dell'entusiasmo incendiata dal dardo di Kuba e dalla zingarata di Eyenga. Quattro punti di Ebi rianimano Roma ma non il volto torvo di Dalmonte: 24-11 al primo intervallo, con un eloquente 37-2 nella valutazione globale. [i][b]Ogni pedina al suo posto. [/b][/i]I gregari Okoye e Lehto ravvivano la difesa e aggiungono mattoncini in fase realizzativa – 30-13 al 13' – quindi il navigato Artiglio chiama time-out dopo due giri a vuoto consecutivi che mettono in partita l'ex Stipcevic (tripla ed assist per Morgan). I biancorossi, col fiatone dopo lo sforzo profuso, rimangono ancorati una vita sportiva a quota trenta, contenendo comunque la reazione di un'Acea rivedibile per scelte e ritmi di regia. Jefferson si traveste da Ed Daniel sbagliando una bimane clamorosa, poi toglie la parrucca e chiude un [i]alley-oop [/i]circense[i]. [/i]Un Maynor clamoroso per attenzione difensiva concede il bis ad Eyenga per il 39-23: l'OJM porta negli spogliatoi i ferri e un eccessivo carico di adrenalina. [i][b]Primi accenni di panico. [/b][/i]Diawara, fin troppo su di giri, forza due triple e spende altrettanti falli in sequenza (quattro totali, prego accomodarsi in panchina): Roma assomma quattro punti in un'azione e timbra il 44-31 complice uno sfortunato autocanestro di Jefferson. Ebi e Jones ricuciono fino al 45-38, mentre Varese entra in un vortice di negatività dettato dalla paura della classifica, da sterili polemiche con i “grigi” e dal minuto di sospensione deciso con eccessivo ritardo. A sorpresa è il brutto anatroccolo Okoye a ridare equilibrio e vigore alla formazione prealpina, innescando un [i]break [/i]di sei a zero (51-38) nel quale non mancano accenni di [i]far west [/i]tra i pistoleri Eyenga e Jones. Il ciuffo di Lehto, a rievocare i piacevoli ricordi di capitan Rannikko, trova la risposta dello scorpione Stipcevic nella coda del periodo: 54-43. [i][b]All'inferno e ritorno. [/b][/i]Jones e Freeman rimettono in carreggiata l'Acea, punita subito dopo dall'ennesimo egregio lavoro a rimbalzo offensivo di JJ e dalla fiondata di Diawara (59-47). In una sorta di duello rusticano “Stipcevic contro tutti” (saranno 22 le segnature del play croato) il gap tra le compagini oscilla vicino alla soglia delle dieci lunghezze, ma gli improvvisi guizzi di D'Ercole e Morgan fanno calare il gelo sulle schiene dei 3800 di Masnago: 61-58 con il tassametro delle penalità di frazione che incede solo per l'OJM. E ci sarebbe molto da dire a riguardo di certe mannaie calate sui nostri nel silenzio dei fischietti (poi, di lunedì, leggiamo i referti pubblicati da legabasket con euro sonanti da versare come multa). Eyenga rompe il digiuno, però l'inerzia dice Roma: 63 pari con il proficuo viaggio alla lunetta di Morgan. Freeman consegna il primo vantaggio del pomeriggio ai ragazzi di Dalmonte, lo psicodramma sembra consumata ma gli ospiti falliscono due match point: con l'errore di Morgan a un centimetro dal ferro e con il tiro apertissimo bucato da De Zeeuw. In mezzo, la fuga di Eyenga per il 65-65. [i]Rok e i suoi fratelli [/i]provano a scappare con la maggior dote di energia in corpo, ma i polpastrelli fatati di Kangur e Maynor valgono il 73-70. E quindi la dea bendata bacia Varese: da una palla quasi persa, la carambola regala all'estone volante un dolcissimo canestro da tre a fil di sirena. Il sipario cala sulla notte e, con sommo sollievo, regala riflessi biancorossi. Con un più due sulla tabella di marcia della salvezza a cui strizzare l'occhiolino. Le ultime azioni non bastano a ribaltare il bilancio del doppio confronto, ma vengono riassunte con poetica sinteticità dello speaker del palazzetto: Signore e Signori, abbiamo vinto. -
Maynor ed Eyenga: ma cosa ci facevano oltre oceano?
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]ANDY RAUTINS [/b](12 punti; 0/2 2p; 4/10 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Appare uno dei pochi ad aver capito l'incubo in cui squadra, allenatore e tifosi sono piombati. La dea bendata non è dalla sua, al pari degli arbitri. Al suo fallo tecnico, di pura frustrazione, vorremmo alzarci in piedi ad applaudirlo: grazie lo stesso. [b]ERIC MAYNOR [/b](0 punti; 0/3 2p; 0/4 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 4. [/b]Cinque assist lo salvano da giudizi peggiori. Fa rimpiangere amaramente la tartaruga ninja Robinson: ad Eric, quando assegnavano le armi del combattimento tra le fogne, sono state fornite le presine da teiera. Sua maestà evanescenza. [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](12 punti; 4/5 2p; 0/0 3p; 4/4 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Soffre, come ampiamente prevedibile, il salto di categoria. Colleziona comunque rimbalzi (otto) e spazi dove esaltare la propria in agilità. Balla in difesa, ma nel grigiore generale non demerita. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Pozzecco sceglie il francese, fermo da un mese e con gli occhiali laser, al posto di Okoye. Kuba spara a salve, ricordando quegli eroi generosi ma fuori luogo: nessun lieto fine. [b]WILLIE DEANE [/b] (6 punti; 3/6 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]La timida reazione dell'ultimo periodo, quando i buoi erano scappati di alcuni ettari dalle stalle, gli consegna un posizionamento tra i meno infimi. Il resto scivola lungo il solito copione: passaggi al rallentatore, tiri rifiutati, carisma nemmeno abbozzato. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (10 punti; 0/0 2p; 3/5 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Inserito in colpevolissimo ritardo (del coach) nel tremebondo terzo quarto, l'italo-statunitense apre l'area dell'Umana con alcuni buonissimi tiri dal perimetro. In difesa fatica molto e perde per strada palloni vaganti. Ci mette l'anima e un pizzico di tecnica, a prescindere dal CV. [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (1 punto; 0/2 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]I postumi dell'operazione e il recupero forzato lo costringono a boccheggiare. Mena le mani per stare a galla, ma il poco ossigeno non mette in funzioni i neuroni (e KK è uno dei pochi ad averli, in questo manipolo): poche idee, sovente sbagliate. [b]JACOPO BALANZONI [/b](4 punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]L'unico italiano in campo[b] [/b]assomma sei minuti decorosi, sporcati da un sottomano errato quando il punteggio appariva ancora aperto. Deve ancora masticare pallacanestro per avere i movimenti sicuri, ma qualche sprazzo c'è. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](8 punti; 3/11 2p; 0/2 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 4,5. [/b]I sette palloni al vento irritano tanto quanto il pressapochismo nell'andare al tiro. Qualcuno ci spieghi come un individuo simile abbia potuto calcare, anche solo in allenamento, i campi dell'NBA. -
27 palloni persi, un'enormità per qualsiasi categoria, volti depressi, un generale senso di impotenza. L'OJM infila il settimo stop casalingo in nove uscite, sprofondando più nel morale che nel punteggio (anche perché il caro vecchio Charlie, con il suo stile, non infierisce sui resti di una Piazza che tanto lo ha amato). Si consuma così un'altra serata orribile, dove la pochezza imbarazzante, a tratti fastidiosa, dei registi viene affiancata dal nulla cosmico delle ali e dei realizzatori. Un K.O. tecnico per manifesta inferiorità dal quale, francamente, appare difficile rialzarsi in tempo utile per scongiurare la retrocessione. [i][b]Motore a pieni giri. [/b][/i]Pozzecco schiera i suoi a zona e predica gioco veloce per inceppare i meccanismi dello squadrone oro-granata: 7-6 con Stone, risolutore in post basso contro il peso piuma Maynor, a rispondere alla tripla di Rautins. La Reyer non sfrutta a pieno i viaggi in lunetta (2/4 per Stone e 1/2 per l'ex MPS Ress), così a metà periodo regna il massimo equilibrio, 12-12. La partita, godibilissima nonostante alcuni errori in transizione e le sei palle perse dell'OpenJobMetis, vede l'approccio convinto del nuovo innesto Jefferson (sei punti e cinque rimbalzi prima della panchina causa seconda penalità). Le rotazioni non mentono sul peso specifico delle rose, infatti Goss sigla due canestri di pura classe – il secondo, a fil di sirena, fotocopia dell'amaro epilogo del Taliercio – per il 17-25. [i][b]Punteggio ad elastico. [/b][/i]L'ottimo Phil timbra il vantaggio in doppia cifra per i lagunari, al che si presenta sul cubo dei cambi lo scudiero Diawara: con occhiali 3D rubati venerdì sera al cinema Impero, torna a respirare il clima partita a meno di un mese dall'operazione alla retina. I ragazzi di casa confezionano tre minuti di difesa leonina, intanto in attacco Balanzoni e Callahan trovano il fondo della retina (24-27). Basta però un battito di ali per innescare Viggiano e Peric: meno otto e nuovo minuto di sospensione domandato dal Poz. La regia stentata di Deane, prevedibile tanto quanto Maynor, viene compensata in parte dalla visione periferica di Rautins: suo il passaggio al bacio, per Jefferson, in concomitanza della bimane del 31-37. Il contropiede sbagliato da un propositivo Eyenga grida vendetta, al pari del 7/19 da due punti a metà gara, con contrappasso immediato: nuova magia di Goss per il 31-39 dell'intervallo lungo. [i][b]Venezia delizia la platea. [/b][/i]Due ripartenze mortifere dell'Umana, frutto dei malintesi tra un pigro Maynor e un affannato Kangur, smorzano gli entusiasmi di un tifo al solito encomiabile. Jefferson scalcia il secchio del latte, munto dopo cinque minuti senza generi di conforto, piombando sul veterano Ress: il 2+1 dell'ala trentina, seguito dal sottomano di Peric, scrive 35-48. Gli arrembaggi senza copione del quintetto di casa vengono frustrati dall'organizzazione elvetica predisposta da Recalcati, un orologio svizzero con lancette mosse da Stone (un play massiccio artefice di “doppie doppie” quasi ogni domenica: questa volta 13 punti e 14 rimbalzi) e da Peric (sartoriale e cinico come pochi altri lunghi della Serie A). Il disavanzo dell'ultima pausa, malgrado il sussulto dell'orgoglioso Callahan, è sintomatico di un match impari 43-57. [i][b]La rottura è consumata. [/b][/i]Già affossata da un impietoso meno quindici, all'ennesimo contatto energico non ravvisato dalla terna Varese perde le staffe: il fallo tecnico comminato a Rautins trova il [i]sequel [/i]in un'esistente penalità per blocco in movimento. La signorilità di Recalcati, più volte seduto per lasciare il timone al fido assistente De Raffaele, in un primo momento placa lo strapotere dei veneti. Tuttavia il pallone perso da Maynor, osceno e più adatto ad Halloween piuttosto che al Carnevale, scava la fossa e scatena i mugugni (soprattutto della Curva Nord). La pleonastica reazione, a firma di Deane e Callahan, non conduce più in là del 53-65. L'attenzione è tutta per lo striscione innalzato verso Vescovi e Giofrè “solo errori, ora dimissioni”. Alla gente di Varese non rimane nemmeno più la forza di fischiare o di lanciare oggetti in campo (per fortuna, sottolineiamo due volte, visti i precedenti). Il concerto di trombette dello spicchio di tribuna ospite accompagna gli F5, spasmodici, sul sito di Legabasket. Bilancio in chiaroscuro, con gli scivoloni di Capo d'Orlando e Caserta affianco all'impresa di Pesaro che supera di un punto Reggio Emilia. A testimonianza che altrove il carattere invita ad impennate, mentre a queste latitudini il gioco più popolare appare il nascondino dinnanzi alle responsabilità. Altro che F5; un solo comando sarebbe da usare, con rabbia, per cancellare la miseria di questi cinque mesi: ctrl + z. [i]Tabula rasa[/i].
