Jump to content

Recommended Posts

  • Replies 4.4k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Posted
2 ore fa, peter pan dice:

Credo che di questo elenco Coldebella non ne abbia scelto nemmeno uno se non Canavesi....

ma io parlavo di scout.o non li abbiamo?non credo sia tutto sulle spalle di Coldebella

Posted
19 minutes ago, robokop said:

ma io parlavo di scout.o non li abbiamo?non credo sia tutto sulle spalle di Coldebella

Silver

Posted
1 hour ago, Virgus said:

Moretti è quello che ha sparato a Kennedy , me lo ha detto ammiocuggino

 

1 hour ago, Virgus said:

Pare abbia anche ucciso Laura palmer e incastrato roger rabbit 

 

24 minutes ago, Maurizio said:

Pare che abbia ciulato lo  smartphone  al Piva

mi sa che ho un cuggino che conosce ai vostri cuggini

Posted

Se fosse vero che per Anosike non è una "questione di soldi", vorrebbe dire che in società ci sono persone che o vogliono un profilo diverso di giocatore oppure sono convitni a quel prezzo di prendere di meglio. Detto che Caja mi sembrava convinto di tenere il centro, entrambi hanno sempre avuto parole di stima vincendevoli, a questo punto è lo staff tecnico o parte di esso che vuole altre strade. Detto che secondo me un giocatore alla Anosike per una squadra che deve salvari è "grasso che cola" voglio sperare che la scelta di guardarsi attorno sia dovuta a questioni tecniche (es. si vuole un centro con caratteristiche completamente diverse perché si ritiene Anosike non adeguato alle caratteristiche del play che si sta prendendo), perché sono a partità di spesa sarei pronto a scommettere che di meglio non prendiamo sicuramente.

Posted
4 ore fa, Virgus dice:

Moretti è quello che ha sparato a Kennedy , me lo ha detto ammiocuggino

No, certo, è stato Ghostman che ci ha fatto anche la cresta per mangiare l'hamburger allo Street Food di Omegna :lol:

Un saluto al consorziato :D

Posted

Le ere di Kristjan, il calvario senza fine di Luca. Due addii scontati, ma per nulla banali

Due addii scontati, ma non banali. Non assimilabili, quantomeno, a quelli che passano sugli schermi di tifosi e addetti ai lavori al crepuscolo di ogni stagione, sul palco di un basket che non contempla più compagnie stabili.

Né Kristjan Kangur, né Luca Campani, per ragioni diverse, sono paragonabili a quegli attori che planano come meteore attraversando il cielo ad agosto per scomparire dall’orizzonte qualche mese dopo, che abbiano fatto bene o male poco importa: la scia, stavolta, è uno strascico di sostanza comunque vera (tanta o poca che sia), di gratitudine, quasi di appartenenza, fuse insieme al rimpianto e a un forte senso di incompiuto.

Il pensiero che saluta l’estone dagli occhi di ghiaccio accarezza necessariamente contesti temporali diversi. Vede un non più giovane giocatore prelevato nell’estate 2010 dalle fila della Virtus Bologna, squadra che lo aveva portato in Italia qualche mese prima, conquistare Masnago con il suo talento intelligente, con un fisico massiccio ma agile, con la difesa, con quella completezza tecnica che non era riuscita a convincere i grandi club europei (Asvel Villeurbanne in primis), ma che calzava a pennello per il genuino entusiasmo locale e per il basket italiano. Poi vede quello stesso talento, non più celabile nel piccolo cabotaggio delle Prealpi, spiccare il volo verso le corti più rinomate dell’epoca, prima Siena e poi Milano: due scudetti consecutivi (ironia della sorte: il primo avrebbe potuto toglierglielo proprio la Varese che aveva abbandonato…), altrettanti infortuni, malauguratamente in grado di deviare la sua parabola. Malauguratamente per tanti, ma non per chi era pronto a riaccoglierlo a braccia aperte, per poi scoprirlo irrimediabilmente diverso, difettato, prone alla rottura fisica (evenienza che si verificherà con puntualità giapponese), delicato, limitato, a tratti inservibile, sicuramente condizionante. Eppure ancora maledettamente intelligente. Talmente intelligente da insegnare basket pur caracollando per il parquet con un tronco di legno al posto della schiena: attimi, sempre più fugaci, ma intensi. La prova provata sono gli ultimi mesi della stagione scorsa: andato via chi gli aveva cucito malamente addosso 25 minuti a partita due volte alla settimana, da rincalzo di Ferrero l’estone è tornato a lanciare bagliori intermittenti ma sempre poetici, almeno per chi ama la razionalità applicata alla pallacanestro.

Lascia Varese una persona tosta, dura, forse anche un po’ chiusa. Lascia Varese un lavoratore encomiabile, uno straniero capace di sposare anche la città e il suo vivere, non solo i colori cestistici. Lascia Varese un giocatore che avrebbe voluto rimanervi ancora, attaccato ai bagliori di cui sopra e alla familiarità di un luogo diventato una sorta di seconda casa, senza sapere che - presto, forse prestissimo - il buio pesto avrebbe preso definitivamente il sopravvento.

Luca Campani, oltre a essere un altro addio necessario, è un incompiuta che fa male, malissimo. E’ un flashback su vicissitudini continue, su un calvario fisico senza Golgota, su un atleta nel fiore della gioventù inzigato dalla sorte e impossibilitato a esprimere tutta la sua potenziale grandezza. Quaranta partite saltate in due anni. Operazioni, sparizioni dal radar, silenzi, lenti recuperi. Nuove operazioni, silenzi, sparizioni dal radar. Silenzi ancora. Perché parlare di lui, scrivere di lui, informare su di lui diventava quasi indelicato, perché andava a invadere quanto di più riservato e intoccabile esista nella sfera di ogni uomo: la salute.

Campani è arrivato nella Città Giardino insieme a Cavaliero e Ferrero due anni fa, nel gruppo dei “finalmente qualche italiano da mettere in campo”. E’ arrivato con il codazzo di aspettative alte, ben riposte anche con il senno di poi inquinato dal destino. Perché uno così non lo trovi facilmente: su quell’atletismo condizionato e a volte un po’ pigro, Dio ha installato due mani da Re Mida, invidiabili da un piccolo, figuriamoci da un lungo. La resurrezione della prima Varese di Paolo Moretti non è solo Wright e un Kuksiks sentenza dall’arco: è anche sua. Del Campani sano che ti apre l’area con il tiro mortifero, del Campani sano che non sai come marcare perché ti può far male in mille modi diversi. I playoff sfiorati sono anche suoi e del suo miglior momento in 730 giorni trascorsi sotto al Sacro Monte. Chalon è sua. Quella coppa sfiorata è sua. E sua (meglio: della sua assenza), è anche parte delle disgrazie dell’autunno 2016, culminate con l’esonero del coach toscano.

L’addio a Luca – che ha sempre cercato di opporre un sorriso ai no della fortuna – può allora essere solo il più grande e sentito degli in bocca al lupo.

 

Fabio Gandini

Posted
36 minuti fa, simon89 dice:

Le ere di Kristjan, il calvario senza fine di Luca. Due addii scontati, ma per nulla banali

Due addii scontati, ma non banali. Non assimilabili, quantomeno, a quelli che passano sugli schermi di tifosi e addetti ai lavori al crepuscolo di ogni stagione, sul palco di un basket che non contempla più compagnie stabili.

Né Kristjan Kangur, né Luca Campani, per ragioni diverse, sono paragonabili a quegli attori che planano come meteore attraversando il cielo ad agosto per scomparire dall’orizzonte qualche mese dopo, che abbiano fatto bene o male poco importa: la scia, stavolta, è uno strascico di sostanza comunque vera (tanta o poca che sia), di gratitudine, quasi di appartenenza, fuse insieme al rimpianto e a un forte senso di incompiuto.

Il pensiero che saluta l’estone dagli occhi di ghiaccio accarezza necessariamente contesti temporali diversi. Vede un non più giovane giocatore prelevato nell’estate 2010 dalle fila della Virtus Bologna, squadra che lo aveva portato in Italia qualche mese prima, conquistare Masnago con il suo talento intelligente, con un fisico massiccio ma agile, con la difesa, con quella completezza tecnica che non era riuscita a convincere i grandi club europei (Asvel Villeurbanne in primis), ma che calzava a pennello per il genuino entusiasmo locale e per il basket italiano. Poi vede quello stesso talento, non più celabile nel piccolo cabotaggio delle Prealpi, spiccare il volo verso le corti più rinomate dell’epoca, prima Siena e poi Milano: due scudetti consecutivi (ironia della sorte: il primo avrebbe potuto toglierglielo proprio la Varese che aveva abbandonato…), altrettanti infortuni, malauguratamente in grado di deviare la sua parabola. Malauguratamente per tanti, ma non per chi era pronto a riaccoglierlo a braccia aperte, per poi scoprirlo irrimediabilmente diverso, difettato, prone alla rottura fisica (evenienza che si verificherà con puntualità giapponese), delicato, limitato, a tratti inservibile, sicuramente condizionante. Eppure ancora maledettamente intelligente. Talmente intelligente da insegnare basket pur caracollando per il parquet con un tronco di legno al posto della schiena: attimi, sempre più fugaci, ma intensi. La prova provata sono gli ultimi mesi della stagione scorsa: andato via chi gli aveva cucito malamente addosso 25 minuti a partita due volte alla settimana, da rincalzo di Ferrero l’estone è tornato a lanciare bagliori intermittenti ma sempre poetici, almeno per chi ama la razionalità applicata alla pallacanestro.

Lascia Varese una persona tosta, dura, forse anche un po’ chiusa. Lascia Varese un lavoratore encomiabile, uno straniero capace di sposare anche la città e il suo vivere, non solo i colori cestistici. Lascia Varese un giocatore che avrebbe voluto rimanervi ancora, attaccato ai bagliori di cui sopra e alla familiarità di un luogo diventato una sorta di seconda casa, senza sapere che - presto, forse prestissimo - il buio pesto avrebbe preso definitivamente il sopravvento.

Luca Campani, oltre a essere un altro addio necessario, è un incompiuta che fa male, malissimo. E’ un flashback su vicissitudini continue, su un calvario fisico senza Golgota, su un atleta nel fiore della gioventù inzigato dalla sorte e impossibilitato a esprimere tutta la sua potenziale grandezza. Quaranta partite saltate in due anni. Operazioni, sparizioni dal radar, silenzi, lenti recuperi. Nuove operazioni, silenzi, sparizioni dal radar. Silenzi ancora. Perché parlare di lui, scrivere di lui, informare su di lui diventava quasi indelicato, perché andava a invadere quanto di più riservato e intoccabile esista nella sfera di ogni uomo: la salute.

Campani è arrivato nella Città Giardino insieme a Cavaliero e Ferrero due anni fa, nel gruppo dei “finalmente qualche italiano da mettere in campo”. E’ arrivato con il codazzo di aspettative alte, ben riposte anche con il senno di poi inquinato dal destino. Perché uno così non lo trovi facilmente: su quell’atletismo condizionato e a volte un po’ pigro, Dio ha installato due mani da Re Mida, invidiabili da un piccolo, figuriamoci da un lungo. La resurrezione della prima Varese di Paolo Moretti non è solo Wright e un Kuksiks sentenza dall’arco: è anche sua. Del Campani sano che ti apre l’area con il tiro mortifero, del Campani sano che non sai come marcare perché ti può far male in mille modi diversi. I playoff sfiorati sono anche suoi e del suo miglior momento in 730 giorni trascorsi sotto al Sacro Monte. Chalon è sua. Quella coppa sfiorata è sua. E sua (meglio: della sua assenza), è anche parte delle disgrazie dell’autunno 2016, culminate con l’esonero del coach toscano.

L’addio a Luca – che ha sempre cercato di opporre un sorriso ai no della fortuna – può allora essere solo il più grande e sentito degli in bocca al lupo.

 

Fabio Gandini

Bell'articolo, bravo!!!

Posted

Per quanto mi riguarda onore, gratitudine e PROFONDO RISPETTO a tutti e due !!

UN GRANDE ED AFFETTUOSO IN BOCCA AL LUPO AD ENTRAMBI !

Ciao Kristian, ciao Luca, Vi auguro tutte le migliori fortune in ogni aspetto delle Vostre vite !!!

Da "un Vecchio Cuore Varesino" .........

:clap[1]::clap[1]::clap[1]::doh[1]::yahoo[1]::yahoo[1]::yahoo[1]:

Posted
On ‎01‎/‎07‎/‎2017 at 8:05 PM, Giobbo said:

Spero tu stia scherzando. Giocatore che si è praticamente bloccato nella sua crescita, senza tiro e con capacità decisionale limitatissima..

Concordo. Anche NO grazie.

Involuto (o forse mai evoluto).

Posted

Fortunatamente i costi di Alessandro Gentile sono improponibili!

GS dice che Coldebella aveva fatto un pensierino al somaro ex milanese 

Posted
3 minutes ago, walk said:

Fortunatamente i costi di Alessandro Gentile sono improponibili!

GS dice che Coldebella aveva fatto un pensierino al somaro ex milanese 

Anche io l'avrei fatto. Nonostante tutto.

Noi non ce lo possiamo permettere e Pistoia si? Siamo messi davvero così male?

Posted
2 minutes ago, walk said:

Fortunatamente i costi di Alessandro Gentile sono improponibili!

GS dice che Coldebella aveva fatto un pensierino al somaro ex milanese 

 

Ma anche no.

Sono queste le nostre uniche possibilità di schierare giocatori di livello,

perchè Gentile per noi sarebbe grasso che cola ....

Posted
7 minutes ago, walk said:

Fortunatamente i costi di Alessandro Gentile sono improponibili!

GS dice che Coldebella aveva fatto un pensierino al somaro ex milanese 

Capisco che sta sui coglioni a tanti, anche a me...

però Eyenga, rispetto Gentile, è meglio?

Posted
10 minuti fa, sertar dice:

Capisco che sta sui coglioni a tanti, anche a me...

però Eyenga, rispetto Gentile, è meglio?

non sarà meglio ma perlomeno costa un terzo o forse un quarto, no?

Posted

Schifare GentilAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHA

Ce lo possiamo permettere dai. 

 

Posted
5 minutes ago, walk said:

non sarà meglio ma perlomeno costa un terzo o forse un quarto, no?

Se tu avessi scritto sfortunatamente i costi di Gentile etc etc...non avrei avuto nulla da eccepire.

Posted
10 minuti fa, joe dice:

Schifare GentilAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHA

Ce lo possiamo permettere dai. 

 

ma per capire, tu faresti l'investimento più importante della stagione su Gentile?

Posted
9 minuti fa, sertar dice:

Se tu avessi scritto sfortunatamente i costi di Gentile etc etc...non avrei avuto nulla da eccepire.

eh sono opinioni :flowers:

Posted
6 minuti fa, walk dice:

non sarà meglio ma perlomeno costa un terzo o forse un quarto, no?

Altro che un terzo...

Gentile sopra al milione a MM. Eyenga non arrivava a 150k.

Milano transerà o girerà in prestito...spero si riesca a fare un nuovo tentativo, perchè nonostante i problemi di quest'anno (anche personali?) Gentile per noi è fuori scala.

Posted
2 minuti fa, walk dice:

ma per capire, tu faresti l'investimento più importante della stagione su Gentile?

È vero, dopo Okoye non ce lo possiamo più permettere.

Posted
4 minutes ago, joe said:

Altro che un terzo...

Gentile sopra al milione a MM. Eyenga non arrivava a 150k.

Milano transerà o girerà in prestito...spero si riesca a fare un nuovo tentativo, perchè nonostante i problemi di quest'anno (anche personali?) Gentile per noi è fuori scala.

Beh possiamo sempre offrire a Milano di mettere 150k noi e 850k loro  :P

However, se dobbiamo dire che è un coglione siamo tutti d'accordo ma in quanto a giocatore se collega la testa...

Posted
11 minuti fa, joe dice:

È vero, dopo Okoye non ce lo possiamo più permettere.

Boh, io cercavo di fare un ragionamento diverso ma va bene così.

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...