Jump to content

Recommended Posts

  • Replies 8.3k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Posted
5 minuti fa, uccellodirovo dice:

è Italiano

Non avendo giocato con la nazionale e avendo ottenuto il passaporto dopo la famosa riforma relativa ai passaportati, gioca da EU.

Posted (edited)
1 hour ago, uccellodirovo said:

è Italiano

stocazzo (per la federazione)

Peró puoi fare ampiamente a meno di Kangur e prendere un'ala forte piú forte di Burns.

E Maynor come play :P

Edited by MarkBuford
Posted
14 minutes ago, Indimenticabili said:

A me Archie piace assai

Archie è davvero interessante.E non è il solo di CdO.

Tepic per il nostro livello sarebbe davvero tanta roba,per qualità tecniche,duttilità( può giocare play-guardia e ala piccola) è anche Delas come guardaspalle di Pelle non sarebbe malaccio.

Posted
1 hour ago, MarkBuford said:

stocazzo (per la federazione)

Peró puoi fare ampiamente a meno di Kangur e prendere un'ala forte piú forte di Burns.

E Maynor come play :P

Grazie, concordo (tranne su Maynor) :P

A me la mayonese Craft piace assai!

Posted
5 minutes ago, uccellodirovo said:

Grazie, concordo (tranne su Maynor) :P

A me la mayonese Craft piace assai!

 

Craft decisamente meno talentuoso del nostro, ma si spreme tantissimo in difesa giocando per gli altri in attacco.
Ma onestamente non vedo cosa abbiamo da offrirgli piú di Trento.

Posted
11 minutes ago, MarkBuford said:

Craft decisamente meno talentuoso del nostro, ma si spreme tantissimo in difesa giocando per gli altri in attacco.
Ma onestamente non vedo cosa abbiamo da offrirgli piú di Trento.

Spero qualche dollaro ;)

Posted
1 minute ago, uccellodirovo said:

Spero qualche dollaro ;)

Prima vediamo di offrirli a Maynor che mi sembra l'unico play, in seria A, che faccia vincere le partite. Magari non in difesa ma sicuramente in attacco...

Posted (edited)

Certo che, oh, come ogni anno, sembra che il mondo, e il mercato, si fermino a sud delle Alpi....

Edited by Dragonheart
Posted

Non è ancora finita la stagione 16/17, inevitabilmente però, sto pensando a quanto è lontano l'ottobre prossimo. La medesima sensazione di quando perdi e non vedi l'ora di riprovarci per vincere.

Posted
6 minutes ago, Spo2 said:

Non è ancora finita la stagione 16/17, inevitabilmente però, sto pensando a quanto è lontano l'ottobre prossimo. La medesima sensazione di quando perdi e speri perlomeno di riuscire ad iscriverti il prossimo anno.

Fixed

Posted
1 hour ago, uccellodirovo said:

Spero qualche dollaro ;)

Mah. Forse possiamo sparare qualcosa in piú, ma dubito un rialzo tale da convincere un giocatore ad accettare di lasciare un ambiente dove si è trovato bene.
Alla nostra portata tra chi ha giocato in serie A ci sono:

- quelli che giocavano in squadre che pagavano poco, male e in ritardo
- quelli che quest'anno hanno fatto cagare e vogliono riprovarci
- quelli troppo vecchi per restare dove sono

Da questo insieme sono da sottrarre quelli che si trovano bene in squadre piú o meno al nostro livello (anche Washington), quelli che hanno bozzato con l'artiglio, quelli che interessano a chi gli puó offrire piú grano o (ma qui è da vedere) una competizione europea.

La buona notizia è che non dobbiamo necessariamente tesserare solo gente che ha già giocato in Italia. 
 

Posted
6 minutes ago, MarkBuford said:

 

La buona notizia è che non dobbiamo necessariamente tesserare solo gente che ha già giocato in Italia. 
 

Già.

Posted (edited)

Capitano del futuro: "Io voglio restare qui"

Giocare in Serie A: fatto. Dimostrare di poter reggere il livello della Serie A: fatto. Giocare in quintetto in una squadra di Serie A: fatto. Essere il capitano di una squadra di Serie A: fatto. O quasi. Dopodomani la favola di Giancarlo Ferrero si comporrà di un nuovo capitolo: il ragazzino di Bra che sognava il grande basket davanti alla televisione calcherà il parquet di Masnago da capitano della Pallacanestro Varese. Fame, bravura, tenacia e destino si fondono insieme nella scalata alla vita di questo ragazzo sempre sorridente ed educato: prima di immaginare un’altra cima, prima di girare un’altra pagina, prima di scrivere un’altra riga, fermiamoci con lui e assaporiamo il qui e ora.

Andrea Meneghin, Cecco Vescovi, Giacomo Galanda, Alessandro De Pol… Potremmo andare avanti ma ci fermiamo agli ultimi vent’anni e agli italiani. Capitan Giancarlo Ferrero, come ci si sente a essere parte di una lista del genere?

E’ una grandissima emozione. Sapere che sarei diventato capitano dalle parole di Daniele (Cavaliero ndr), nel giorno del suo addio, mi ha fatto tanto piacere, anche perché lui non sarà mai solo un compagno di squadra quanto un amico ben oltre la pallacanestro. Per almeno due partite avrò dunque questo ruolo in un posto come Varese: se penso a dov’ero solo due anni fa, tutto ciò è proprio una bella storia. Questa investitura mi inorgoglisce e mi dà ancora più energia.

Da piccolo, quando ha iniziato a giocare a basket, sognava qualcosa del genere?

Sognavo di arrivare a giocare in Serie A e lo facevo guardando le partite di campionato sulla Rai il sabato o la domenica pomeriggio. Sognavo di giocare sui parquet più importanti e uno di questi era sicuramente quello di Masnago. Due anni fa ho avuto la chance di dimostrare di poter stare a questo livello e se mi guardo indietro penso di aver fatto un buon percorso: il bello, tuttavia, è poter alzare l’asticella sempre più in alto e quindi diventare capitano della Pallacanestro Varese è un nuovo traguardo raggiunto.

Negli ultimi giorni le sono arrivati complimenti che ha particolarmente apprezzato?

Mi hanno scritto tanti amici e mi ha fatto davvero piacere. Ma quello che ha detto Cavaliero ("Lascio Varese in buone mani" ndr) è stata la cosa più importante per me. E poi, ma non c’era bisogno di questa occasione per rendermene conto, è stato grande l’affetto dei tifosi biancorossi: loro mi fanno sentire speciale ogni domenica già alla presentazione, il loro calore nei miei confronti è senza soluzione di continuità.

Cosa vuol dire essere il capitano di una squadra di basket al giorno d’oggi, con gli organici che cambiano ogni anno e colleghi che arrivano da ogni parte del mondo?

Il capitano deve dare l’esempio: è una responsabilità sulle spalle non da poco. Significa essere una persona che, fin dal primo allenamento ad agosto, fa vedere ai compagni che c’è sempre, che è sempre puntuale, che si allena in un certo modo. Non contano tanto le parole che si dicono, contano i comportamenti.

Giancarlo: mancano ancora due gare ma la Openjobmetis non ha ormai più nulla da chiedere a questa stagione. Qual è il suo bilancio?

Siamo passati attraverso l’inferno e ne siamo venuti fuori. Alla grande. Siamo riusciti a riprenderci le vittorie che nella prima parte dell’annata ci sono scappate di mano, anche se magari ce le meritavamo, facendo un girone di ritorno di altissimo livello. Aver riportato l’entusiasmo intorno a noi penso sia una cosa che ci faccia onore: peccato solo che tutto stia per finire. Dal punto di vista strettamente personale devo ringraziare coach Caja: quando è arrivato mi ha dato grande fiducia, è sotto gli occhi di tutti. Mi ha messo in quintetto, ha sempre parlato bene di me e mi ha aiutato molto: a volte sono riuscito a fare quello che mi chiedeva, a volte avrei voluto fare di più. Il bilancio è comunque positivo: questo finale è stato entusiasmante.

A proposito: come si è trovato a giocare da ala forte, un inedito finora per la sua carriera?

E’ tutta una questione di spaziature e di abitudine. Ho sempre pensato che una delle mie forze fosse proprio quella di sapermi adattare alle situazioni: quando mi hanno messo a giocare da guardia ho cercato di sfruttare il vantaggio fisico, da “4” tattico i vantaggi sono stati altri. L’importante per me rimane trovare un modo per stare in campo. Ovunque.

Da “dentro”, ci spiega cosa ha dato davvero coach Caja a questo gruppo?

Ci ha dato innanzitutto una metodologia di allenamento che si è rivelata vincente nell’affrontare le partite, sia dal punto di vista fisico che mentale: non a caso con lui siamo riusciti a vincere parecchi match nel finale, proprio nel momento in cui gli altri calano (penso soprattutto alle rimonte con Avellino e Trento). Inoltre, sempre grazie a lui, abbiamo ritrovato l’entusiasmo.

Il vero rammarico, però, è che la stagione 2016/2017 a consuntivo sia stata la fotocopia di quella precedente: gran finale, ma a maggio si guarderanno gli altri in televisione.

Dobbiamo prenderne atto: un campionato dura 30 partite e solo tutte insieme arrivano a dare un verdetto. Sull’intero anno non ci siamo meritati più di quello che stiamo infine ottenendo.

Ferrero, sarà con noi anche l’anno prossimo?

Qui sto bene e si vede, soprattutto per l’affetto che ricevo dalla gente. Penso sia giusto che la società faccia le sue valutazioni, io posso solo ripetere che a Varese sto benissimo. Anche perché questa città mi ha dato la possibilità di vincere una scommessa, in primis con me stesso: quella di dimostrare di essere un giocatore all’altezza. Altre certezze non ci sono al momento: spero che un giorno ci si sieda al tavolo e si possa costruire insieme un futuro che mi consenta di essere ancora un elemento importante di questa realtà.

Fabio Gandini

Edited by simon89
Posted
13 ore fa, Bluto dice:

Ho la vaga impressione che se avessimo iniziato la stagione con Caja non ci sarebbe stato il cambio Johnson/Johnson. Anzi, forse a cambiare aria sarebbe stato Avramovic.

Si presenta un paradosso, in cui la società avrebbe bisogno di conferme dal main sponsor, che invece questa volta vorrebbe andare a vedere le carte prima di andare all-in alla cieca. Mexican standoff alla Tarantino.

Come se gli anni passati Rasizza l'avesse fatta breve...

Posted (edited)
9 ore fa, uccellodirovo dice:

Spero qualche dollaro ;)

In uno Spicchi di questa settimana si diceva che Craft per ora non vuole prendere in considerazione un rinnovo a Trento, dove si è trovato benissimo e che quasi certamente farà un coppa l'anno prossimo, per monetizzare ancora di più questa stagione, ergo..

Edited by simon89
Posted
10 hours ago, simon89 said:

In uno Spicchi di questa settimana si diceva che Craft per ora non vuole prendere in considerazione un rinnovo a Trento, dove si è trovato benissimo e che quasi certamente farà un coppa l'anno prossimo, per monetizzare ancora di più questa stagione, ergo..

Giusto per chiarire perché fare le coppe è importante. E noi che pensiamo sia un errore giocarle. A volte si ragiona in maniera limitata. Io spero di vedere Varese in una delle 3 coppe anche il prossimo anno .. Champions impossibile. Uleb wild card? Più probabile Cantù. Fiba possibile.. 

Posted

Però c'è anche da dire che la miglior squadra allestita negli ultimi anni è stata fatta senza l'appeal delle coppe. Quindi diamogli la giusta importanza.

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...