Nicolò Cavalli
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Per Maynor un esordio casalingo da dimenticare
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]ANDY RAUTINS [/b](10 punti; 0/2 2p; 3/9 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Pecca di leadership e di tempismo, fallendo a più riprese i canestri pesanti che avrebbero riaperto il confronto. A volte si incunea nell'area avversaria ma si dimentica della possibilità di tirare da due. Smemorato. [b]EDWAR DANIEL [/b](2 punti; 1/5 2p; 0/0 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 3. [/b]A livello di atteggiamento e di linguaggio del corpo, è il peggior giocatore del nuovo millennio intravisto a queste latitudini. Sostituito dopo errori banali, si rifiuta di dare il “cinque” al capitano. Lesa maestà e fischi sacrosanti. [b]ERIC MAYNOR [/b](12 punti; 1/7 2p; 2/6 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 4,5. [/b]Sarà presto per giudicare, eppure ad oggi non assicura alcun [i]quid pluris [/i]rispetto a Robinson. I sei assist, tutti nella prima parte, vengono vanificati da una caterva di palle perse che instrada la Caporetto. E la mano al tiro risulta davvero glaciale. [b]ANDREA CASELLA [/b](3 punti; 0/0 2p; 1/2 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]In campo per cinque minuti e mezzo, non sfigura. In altre piazze meno esterofile forse riuscirebbe a ricavare spazi e fiducia (si veda il dirimpettaio Musso), invece funge da riserva di titolari di infimo rango. [b]WILLIE DEANE [/b] (10 punti; 5/7 2p; 0/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Nel contesto di massima abulia, quanto meno inscena un ultimo quarto con il coltello fra i denti. Butta nel cestino alcuni contropiedi e si incaponisce in tentativi fuori equilibrio, ma gli diamo atto di aver svestito il pigiama per indossare la canotta da gioco. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (9 punti; 3/5 2p; 1/6 3p; 0/1 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Acclamato da tutto il palazzetto dopo le prestazioni arcigne di Avellino e Cantù, parte forte per poi scemare inesorabilmente. La mira ballonzolante si può perdonare, gli spazi lasciati a Pesaro sotto le plance no. C'era una volta il taglia fuori... [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (5 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Non ha la forza per smarcarsi con continuità sul fronte offensivo. Sfodera quasi 24 minuti di cattiveria agonistica, di rimbalzi, di palle sporcate, persino di stoppate. Uno dei pochi sul quale scommettere ciecamente nella lotta per la salvezza. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](19 punti; 8/13 2p; 0/3 3p; 3/8 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Giova dell'assenza di Diawara per ricavarsi più spazi e responsabilità. Ne esce sui due lati del parqeut una serata solida e coraggiosa, purtroppo sporcata da un piagnisteo dalla linea della carità. Non ci resta che piangere. -
Openjobmetis Varese 70 - Consultinvest Pesaro 80
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Ci hanno raccontato la favola che la Varese di quest'anno, con gli effettivi completi, avrebbe divertito e agito da mina vagante. Ci hanno narrato che un nuovo playmaker avrebbe ridato vigore a Daniel (ci auguriamo vivamente all'ultima apparizione nella Città Giardino) e ai tiratori di casa. Ci hanno indotto a credere che questo Maynor, con un [i]pedigree[/i] da NBA, sarebbe giunto a insegnare la pallacanestro ai comuni mortali. Ci hanno fatto pensare che l'esuberanza e il blasone da giocatore di un allenatore all'esordio nella massima serie avrebbero coperto le pecche. A conti fatti, stasera noi crediamo solo alla classifica: la beneamata è terzultima, più indietro Caserta risale la china a larghe falcate e Pesaro riassapora la vittoria. Più in basso di così, c'è solo la Legadue. [i][b]Ampie rotazioni. [/b][/i]Pozzecco conferma in partenza il quintetto pesante – assieme sul parquet Callahan e Daniel – trovando risposte in termini di agonismo e contropiede: 6-0 con Eyenga due volte ad alta quota. La Cosultinvest, stravolta nella guida tecnica e nel [i]roster [/i]dopo un turbolento finale di girone d'andata, spreca un paio di tiri aperti e costringe coach Paolini al primi minuto di sospensione a metà periodo (11-5). Maynor comincia alla “Robinson”, ossia con alcune forzature fuori dagli schemi, allora dalla panchina si alza il play occulto Kangur: il boato di Masnago riabbraccia l'estone. A uno scatenato Judge (sei punti in striscia per il 14-11) rispondono i dardi dal perimetro di Callahan e del redivivo Kristjan. I marchigiani boccheggiano e vengono doppiati da una tripla di Casella, finalmente preciso, prima di trovare un canestro pesante con il cannoniere Ross: 22-14 alla mini pausa. [i][b]Senza identità. [/b][/i]Gli ospiti abbassano saggiamente i ritmi, conducendo Varese nelle secche dell'attacco ragionato: sarà soltanto 6/15 dal campo nel parziale. I balzi prodigiosi a rimbalzo di Eyenga sopperiscono alla mira sbilenca e alla stoppata subita da Deane (da parte di un lillipuziano), intanto Pesaro si riavvicina fino al 27-24 con Wright. Il bonus prematuramente speso dalla Consultinvest regala all'OJM diversi viaggi in lunetta, brava a destarsi con un magistrale contropiede chiuso dalla mitragliata di Rautins per il più dieci. La schiacciata sbagliata da Daniel, sempre sulla lavagna del menù fisso del Lino Oldrini, interrompe il momento positivo: Lorant punisce Varese con il ciuffo del 34-29. Il terzo fallo di Rautins si inserisce in un preoccupante [i]break [/i]di 0-7, solo in parte mitigato dall'entrata di Maynor sul finale di quarto. 41-38 tra il silenzio di un pubblico perplesso. [i][b]Sprofondo biancorosso. [/b][/i]Wright e Ross completano la rimonta ad inizio ripresa (41-44), punendo meritatamente una narcolettica formazione di casa. Il tabellone incede a scartamento ridotto, a testimonianza della classifica pericolante di due piazze storiche del torneo tricolore. Judge si estromette dalla gara con due penalità in un nanosecondo condite da un tecnico: l'ennesimo eccesso di una classe arbitrale che – da qualunque angolo la si consideri – imbruttisce partite popolate da mediocrità. La regia di Maynor (sei perse e cinque falli nel tabellino a consuntivo) ricorda un [i]b-movie[/i], così alla VL bastano l'impegno di Musso e la caparbietà di Wright per issarsi sul 47-53. I rincalzi della Consultinvest non concedono più un centimetro in difesa e, da buone cicale, scavano un fossato dentro il quale gli alligatori assaggiano i resti dell'OJM: piovono fischi in concomitanza del 47-61, perché un -4 di valutazione complessiva non è accettabile. [i][b]Fuori dai gangheri. [/b][/i]Due canestri di Callahan e uno di Deane, figli di una difesa a zona un poco più vigile, riaccendono la fiammella della speranza sul 55-64. Il gap potrebbe essere ulteriormente ridotto, ma i due eroi sopra citati falliscono una ripartenza in modo così grottesco da suscitare le ire perfino nel pio convento del Sacro Monte. Un fallo antisportivo del bulgaro regala due punti facili a Lorant, intanto la terna lascia correre impunite alcune scene da tonnara. Pozzecco esagera – a nostra opinione – con il minutaggio concesso a Kangur, esausto, ma lancia un messaggio chiaro alla dirigenza: Daniel non ha dignità sufficiente per calpestare i legni del PalaWhirlpool. La VL si trascina per il campo ma sublima la sua combattività con un altro dardo dell'MVP Musso (14 punti e 19 di valutazione): 63-73. L'ultimo scatto prealpino vale un effimero meno cinque, quindi la dea bendata guida nella retina due conclusioni dei marchigiani. Il finale scivola via in maniera umiliante: il coach riesce solo a salvare la differenza canestri nel doppio confronto. Senza travalicare la civiltà, rispolveriamo i vecchi aneddoti di tifosi assiepati fuori dal palazzetto con la squadra bloccata alcune ore a meditare sulle proprie nefandezze. Non risolverebbe tutti i mali, ma forse insegnerebbe a finalizzare i tiri liberi (anche stasera un bieco 8/16), a difendere, a guadagnare lo stipendio a fine mese, a dirigere con polso gli effettivi. Perché, ad oggi, pagare abbonamenti e biglietti è un atto di fede. -
[b]ANDY RAUTINS [/b](7 punti; 1/4 2p; 1/7 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Si conferma un giocatore troppo legato al rendimento al tiro: la sua fiducia è direttamente proporzionale alle retine bruciate. Prova a redimersi con un buon apporto a rimbalzo (sette) e con un aiuto nel [i]playmaking [/i]quando gioca lo scioperante Deane, però nel giudizio pesano i possibili canestri della vittoria annichiliti dal suono del ferro. [b]EDWAR DANIEL [/b](10 punti; 4/9 2p; 0/0 3p; 2/4 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]Bell'impressa far piovere fischi dal pubblico di Masnago, ciecamente innamorato dei colori biancorossi. Ed ci riesce con tre quarti inguardabili, scevri di passione, lotta, tempismo. Nel finale si ricorda di essere un ex e spazza i cieli con alcuni rimbalzi degni di nota. Ma la scalata non si completa: dalla lunetta arriva l'ultimo scivolone verso il baratro. [b]DAWAN ROBINSON [/b](20 punti; 5/9 2p; 3/7 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Fuori dal dilemma “è un play o non è un play?” (al netto dei petali della margherita, propendiamo per il no), ci mette il 110% dell'impegno. Si spende in difesa, lotta al rimbalzo, segna perfino dall'arco. Nel tabellino mancano gli assist, ma la sensazione è che più di un compagno abbia paura di tirare. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](8 punti; 1/5 2p; 2/6 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Che Kuba sia solito cominciare le stagioni a ritmi folli e scemi in inverno, si sa. Questo tuttavia non basta a giustificare palle perse, entrate da bendato, appoggi sbilenchi. Che ad Istanbul, sponda Galatasaray, stiano tirando sospiri di sollievo? Cose turche... [b]STANLEY OKOYE [/b](5[b] [/b]punti; 2/6 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Ispira tremenda simpatia perché non lesina nemmeno una goccia di energia. Butta giù il testone e si incamponisce lungo la via degli errori più banali. Eppure ci mette il cuore: il pubblico gli urla “occhio, Stan!” ma al novello Bertoldo manca solo di inciampare nelle proprie stringhe. Grottesco. [b]WILLIE DEANE [/b] (5 punti; 2/7 2p; 0/1 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Voci di mercato aleggiano sul suo volto svogliato come avvoltoi nell'oceano. Il barbuto mercenario incede noncurante, ne ha viste troppe per preoccuparsi di una Varese qualsiasi. Segno evidente di come non abbia afferrato un tubo (eufemismo) del contesto in cui gioca e della leggenda respirata in questi territori. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (9 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il soldato Craig esegue il piano partita con diligenza: spalle larghe a rimbalzo, condurre fuori dal perimetro i lunghi avversari, assestare qualche passaggio a livello sulle fronti altrui. Tutto liscio, in più al piano di guerra aggiunge un paio di canestri sporchi niente male. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](3 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 4,5. [/b]Vivacchia per il campo ventisette minuti, abbondando in affanni e nervosismo. In attacco gioca a nascondino rifiutando tiri aperti. Nel finale riesce pure a scagliare sul ferro il libero della speranza. Depresso. Un po' come tutti noi...
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Openjobmetis Varese 67 - Giorgio Tesi Group Pistoia 71
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Una compagine dignitosa, pungolata dalle parole della presidenza in seguito al fallimento della trasferta di Capo d'Orlano, si sarebbe cosparsa il capo di cenere e avrebbe aggredito il campo in ogni centimetro. Che non fosse aria di reazione da uomini veri tuttavia si è capito fin dall'inizio: distratti, pasticcioni, pochi inclini alla fatica. Che Pistoia, pur con tutti i suoi limiti delle rotazioni corte (in campo perfino Davide Moretti, classe 1998) e dello scialbo tasso tecnico, non fosse in vena di regali è apparso altrettanto evidente. Ma perdere con il 39% da due, il 28% da tre e il 57% ai liberi travalica, francamente, ogni limite di decenza. [i][b]A colpi di modestia. [/b][/i]Robinson, riconquistati i galloni del quintetto base, prova a mettersi in proprio nel panorama di un approccio asfittico in cui la schiacciata sbagliata da Daniel (non una novità) e due interferenze di Eyenga gridano vendetta: 5-10. Pistoia si accende con le triple di Amoroso e Williams, quindi rincara la dose con l'entrata di Brown per il 7-18. Pozzecco si arrotola le maniche della camicia per dare la sveglia ai suoi, finalmente reattivi su ambo i lati del campo tanto da assommare un [i]break [/i]di dieci a zero. La rottura prolungata della Tesi Group consente a Varese di macinare altri punti con Callahan e Robinson, quindi un fallo di Okoye (supponiamo non suggerito dai computer della NASA) regala a Filloy l'ultimo sigillo del quarto. 23-21, con il graditissimo ospite Gek Galanda – ex capitano di entrambe le compagini – in [i]parterre [/i]a farci rimpiangere la grande pallacanestro italiana dei tempi andati. [i][b]Te la do io l'America. [/b][/i]Al rientro in campo vanno in scena infiniti minuti di basket vietati ai minorenni che sognano di cimentarsi con la palla a spicchi. Milbourne mette fine alla galleria delle scempiaggini toscane con un canestro pulito dall'arco (29-26), dall'altra parte un Robinson volitivo, forse troppo, incappa prematuramente nel terzo fallo. Masnago diventa il palcoscenico di un filmetto americano (quelli che si guardano nelle feste alle tre del pomeriggio digerendo il pandoro) dalla trama scontata: la squadra locale viene narcotizzata e si attende un [i]deus ex machina[/i] – un cane con il tiro da tre, l'alchimia di uno scienziato, il rientro di un vecchio campione zoppicante – in grado di dare la scossa. Ben vengano allora la tripla di Rautins, il 2+1 di Deane e l'[i]alley oop [/i]di Daniel per scrivere 37-31 dopo una selva di palle perse dell'OJM (undici). Il terzo fallo di Eyenga su Williams è l'ultima perla del quarto: 39-36 e tutti negli spogliatoi. [i][b]Solo ferro. [/b][/i]Gli sprazzi in avvicinamento di Diawara e di Robinson non bastano a scacciare i fantasmi della mediocrità rappresentati dal peggior confronto di centri della storia tra Amoroso e Daniel, quest'ultimo bersaglio di fischi della fin troppo paziente platea prealpina. Non che gli attori sul [i]parquet [/i]siano più ispirati, dato che il saldo di metà terzo parziale recita un roboante 4 pari. Un paio di sussulti di Okoye e Callahan, stasera più orgogliosi di molti “titolari”, valgono una timida accelerazione fino al 50-43. Troppo poco per l'impalpabile attacco dell'OpenJobMetis (4/21 dal campo e 4/8 dalla lunetta nel terzo parziale): all'ennesima occasione di rientro, Amoroso e Brown colgono la parità a quota 51. [i][b]Allergici alle volate. [/b][/i]L'inerzia dal retrogusto toscano spinge i ragazzi di Moretti fino al 54-59, in concomitanza del quale Pozzecco si scomoda a domandare il minuto di sospensione. Pistoia si lascia ingolosire dall'opportunità di uccidere la contesa ed eccede con le forzature, allora Daniel a rimbalzo (saranno 11, pur un vano dominio sotto le plance: 57-40) e Robinson a segnare ridanno fiato al Lino Oldrini: 61-62. Cinque punti di Hall, prima autore del nulla cosmico, spingono gli ospiti sul 65-67 palla in mano: ferro dai 7 metri, 1 su 2 di Daniel e sotto mano di Williams per il più tre viaggiante. Un pessimo Eyenga trema della linea della carità, sulla rimessa Robinson spende il quinto fallo. Via libera al concerto di tamburi della variopinta curva ospite. Un ritornello sempre più comune a queste latitudini: l'anno nuovo comincia sulla falsariga del precedente, condito da un numero spropositato di scorribande nell'ex fortino biancorosso. Un ceffone roboante sul volto di una Pallacanestro Varese apparsa senza nerbo, lucidità e pathos. La squadra rimane quasi senza ambizioni già all'alba dell'Epifania: piange il cuore dirlo, ma nemmeno con Frates si era scesi tanto in basso. E dopo mesi trascorsi a riempirci la mente di illusioni, l'inverno sta dando il suo responso inesorabile. La classifica non mente: futili lacrime da coccodrillo scorreranno nei prossimi giorni, sicuramente accompagnati da processi. Se non fosse per una Caserta disastrata e una Pesaro con il volto da zombie, i tremori lunga la schiena sarebbero ben altri. Tocca contentarsi, con un'abbondante dose di mediocrità. -
Pronostico rispettato: chi alla vigilia si aspettava tra il maestro Meo e l'acerbo e volonteroso discepolo Gianmarco una gara dai colpi di coda e di testa, ha trovato nel menù del PalaWhirlpool palpitazioni e ribaltoni. Senza possedere la palla magica, avevamo altresì ipotizzato una Sassari favorita in ipotesi di duello rusticano al gioco “prendi e tira”. Ma i rimpianti stanno tutti in un secondo tempo eccezionale sporcato dalla brutta gestione dell'ultimo minuto di gara: dettagli nevralgici che segnano il confine tra la gioia e la delusione. Che tracciano altresì la linea di demarcazione tra una possibile [i]final eight [/i]e un finale di girone di andata da vivere sulla difensiva. Altro dato da segnalare, questa sera, risulta la pochezza della panchina di Varese: salvi i barlumi di Callahan, per il resto i titolari hanno potuto rifiatare il minimo sindacale. [i][b]Un adagio in sottofondo.[/b][/i][b] [/b]La proverbiale fetta di panettone rallenta il metabolismo delle difese, festosamente blande in avvio: 4-7 con un paio di bimani per parte. Due canestri pesanti di Dyson e Formenti (6-13) impongono la prima sosta tecnica con annessa strigliata. La reattività nel catalizzare secondo possessi di Diawara ed Eyenga compensa la mira rivedibile dalla lunga (nel periodo 1/6), dall'altra parte l'ex play di Brindisi apre il campo con mirabile bidimensionalità: 12-21. Una OpenJobMetis a tratti dimessa, a tratti frettolosa, recupera lo spartito con Robinson (preferibile rispetto a un Deane apparso appagato dopo lo show di Caserta) prima di subire ingenuamente gli ultimi canestri del quarto a firma di Sosa e ancora Dyson: 21-28. [i][b]I tabellini veleggiano. [/b][/i]Il dominicano Sosa - noto a Masnago per scene da [i]far west [/i]regalate insieme a Ron Slay qualche anno fa - infiamma la platea con due triple e un gesto di esultanza che gli vale un tecnico, comminato dal sempreverde “Gigi” Lamonica. Nella baraonda, i tepori si dissolvono e Varese prova a cambiare a marcia sprintando fino al 30-34. Tempo di far rifiatare le uniche bocche da fuoco della compagine di casa (Rautins e Kuba) che il Banco recupera i dividendi di fine anno con il figlio d'arte Brian Sacchetti e soprattutto con una zonetta infingarda. Gli isolani assestano alcuni colpi da possibile [i]knock out[/i] (39-48) con l'indemoniato Dyson, autore di venti punti già a metà gara; i paladini di casa evitano il peggio con due giochi costruiti per Eyenga e un dardo di Andy Rautins: alla pausa i punti di disavanzo sono soltanto due, complice l'ultimo affondo di Diawara per il 46-48. [i][b]Rotazioni risicatissime. [/b][/i]Due minuti a “monomarca” OJM inducono il navigato Meo Sacchetti a chiamare a rapporto i suoi, per la prima in svantaggio dopo il 50-48 di Eyenga. L'intensità feroce della difesa varesina costa però l'esaurimento del bonus (quarto fallo per un confusionario Deane) con ancora un'eternità di sabbia nella clessidra. L'assetto accorto e solido dei ragazzi di Pozzecco vacilla quando anche l'uomo collante Eyenga si macchia della quarta penalità, sfruttata da Sassari con un 3/3 di Sosa dalla linea della carità: 54 pari a metà frazione. Alla rottura biancorossa (0-9 di parziale fino al 54-60) si aggiunge l'atletismo di Lawal. Due canestri a testa di Daniel e Robinson vengono frustrati dalla triple di Chessa e del folletto dominicano, lesti a timbrare il 62-66 preludio dell'ultimo mini intervallo. [i][b]Vietato ai cardiopatici. [/b][/i]Al nuovo tentativo di alzare i ritmi della banda di casa (con diversi giri gratis in giostra di un Robinson tornato pargolo: saranno 27 punti alla fine), i sardi rispondono con la musica tambureggiante di Dyson. Un improvviso 5-0 a firma del play con la fascia e del corazziere Callahan – precettato per dare un menare le possenti braccia – assicura il 76-76 e infonde energia al quintetto prealpino. Al 2+1 di Diawara Varese dapprima non dà continuità, anche perché alla fucilata dell'Ispettore segue la stilettata di Sosa: 82-81. Il sortilegio malefico si ripropone quando Eyenga, poco prima autore del più cinque ed artefice di una prestazione solidissima, sfonda anziché mettere in ghiaccio la gara. La maggiore esperienze e il cinismo di Sassari confezionano l'[i]overtime[/i]: Lawal (19 punti + 11 rimbalzi) e Sosa, a differenza degli esausti Robinson e Diawara, sono infatti sartoriali nel siglare l'86 pari. [i][b]La storia infinita. [/b][/i]Il supplementare dell'OJM comincia fra mille stenti: solo Callahan, prima di salutare la contesa per il quinto circolino rosso, vede la retina. L'ultimo ruggito di Kuba (2/2 dalla lunetta per il 91-90 ed estromissione per Lawal) provoca le risposte dall'arco di Dyson e Sosa. La schiacciata solitaria di Daniel è sinonimo di pareggio a quota 96, quindi Poz chiama il fallo per vincerla: percorso netto di Sosa, tripla errata da Rautins in preda ai crampi, rimbalzo convertito in oro dal pivot [i]afro[/i]. Parafrasando Flavio Tranquillo, altro giro, altro ribaltone, altro supplementare. La fuga del Banco, molto più arzillo, non lievita oltre misura (100-104) a causa di un paio di errori dai liberi e di un pallone perso malamente, eppure lo scorpione Sosa ha altro veleno nella coda. Due graffi dai sette metri, inframezzati dal ciuffo del ripescato Logan, questa volta chiudono davvero i conti. Un epilogo amaro, analogo a quello vissuto un paio di mesi orsono contro Reggio Emilia. Applausi convinti dei 5000 di Masnago per lo spettacolo ed amarezza per lo scivolone. Con un dubbio che ci accompagna in questo [i]boxing day [/i]a spicchi: meglio una Varese brutta e vincente, o una OpenJobMetis frizzante ma, sportivamente parlando, senza istinto omicida? Ai posteri l'ardua sentenza. [i][b]Il migliore di Varese. [/b][/i]Ed Daniel getta il cuore oltre l'ostacolo e lancia la sfida a Lawal. Ne esce un avvincente confronto ad alta quota, con il capellone che porta a casa 23 punti (10/15 da due) e 13 rimbalzi. Temevamo stoppate subite a fiocchi: ne è giunta solo una. [i][b]Il peggiore di Varese. [/b][/i]Willie Deane esce con le orecchie bassissime dopo i fasti inscenati all'ombra della Reggia. Oggi, di contro, è l'ombra di se stesso: lento, senza personalità (zero canestri dal campo, i 5 punti sono frutto di viaggi in lunetta), falloso e dalla persa facile. Troppo incostante [i][b]La statistica chiave.[/b][/i] 70 punti in due: tanto hanno prodotto, peraltro senza folli forzature, Sosa e Dyson. Il dominicano con 10/15 da tre ci ha cucinato a puntino. Per i manicaretti del prossimo Natale, chiedere a lui come impastare a ritmo incessante. Magari si eviti di portalo a tavola: tra sghignazzi, gomiti alti e parole grosse non risulterebbe un compagno di libagioni perfetto.
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[b]ANDY RAUTINS [/b](11 punti; 1/2 2p; 3/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Ripetere le cifre di Brindisi era utopia: un tiro da tre sfarzoso, in uscita in serpentina dai blocchi, vale però doppio. La giubba Rossa si esalta in difesa e a rimbalzo, arpionandone ben otto. Una piacevole bidimensionalità per l'auspicio di un inverno caliente. [b]EDWAR DANIEL [/b](17 punti; 6/11 2p; 0/0 3p; 5/7 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Il primo tempo è sontuoso, senza fronzoli, totale. Ogni rimbalzo nei paraggi è del capellone Ed. Nella ripresa soffre tremendamente i due metri e venti di Big Gino Cuccarolo. Ma alla fine la vince lui. Benvenuto a Varese, verrebbe da dire con un pizzico di rimpianto. [b]ANDREA CASELLA [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: s.v. [/b]L'unico italiano (teoricamente) nella rotazioni si palesa in sfiducia: in difesa fatica a comprendere chi debba marcare, in attacco manca di convinzione. “Panchinato” alla prima fesseria. [b]DAWAN ROBINSON [/b](18 punti; 5/10 2p; 0/0 3p; 8/8 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Fossimo a scuola, sarebbe il professore d'arte. Quella fascia in testa, molto naif, lascia trasparire colpi di testa o colpi di genio. Per alcuni minuti incrocia le braccia e lascia sfogare la classe. Poi si mette dinnanzi a un quadro e mostra la conoscenza dalla materia: occhi per lui. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](12 punti; 2/3 2p; 1/8 3p; 5/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Persa la [i]verve [/i]da cannoniere intravista ad inizio campionato, sopperisce con i muscoli e un paio di canestri nei momenti cruciali. Sette rimbalzi ed altrettanti falli subiti rappresentano ad ogni modo un bottino da co-protagonista. [b]STANLEY OKOYE [/b](0[b] [/b]punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Pochi scampoli di partita e nemmeno memorabili. Con l'acquisto di Eyenga, l'impiego del nigeriano è diventato occasionale. [b]WILLIE DEANE [/b] (4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Fossimo a scuola, sarebbe il docente di latino. Monocorde, forse monotono, questa volta non dimentica alcun dettaglio. Traduce senza strafare la versione, regala un paio di aneddoti frizzanti sulla pallacanestro che fu, concede agli alunni qualche minuto aggiuntivo di intervallo. Navigato. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (3 punti; 0/0 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Uno degli eroi della scorribanda di Brindisi si prende una serata di pausa. Inizia con fare convinto, spezzando l'astinenza dalla lunga dell'OJM, poi subisce le lunghe braccia degli avversari. L'ispettore è come Paganini: non ripete. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b] (18 punti; 8/16 2p; 0/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Generoso e sempre al servizio dei compagni, infiamma il primo tempo con diverse azioni ad alta quota. Alla lunga la mira scema ([i]rectius[/i], da tre è un pianto greco) ma non molla per un istante le caviglie dei bolognesi. Famelico.
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Openjobmetis Varese 83 - Granarolo Bologna 73
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Cinque uomini in doppia cifra, predominio al rimbalzo, assist puliti e molti altri non rintracciati dalle statistiche di fine gara, difesa attenta senza voler strafare. Pochi elementi che compendiano una serata positiva per Varese, capace di condurre dal primo all'ultimo minuto una sfida contro una compagine in discreta forma, E le buone notizie non finiscono qui, perché anche molti singoli ci mettono l'anima e la tecnica, salvando la faccia dopo prestazioni imbarazzanti di qualche settimana fa. La gente di Masnago, privata di soddisfazioni interne da ottobre ad oggi, si avvicina alle Feste con il sorriso sulle labbra. Parlare di una squadra resuscitata appare prematuro, eppure le prossime due gare potrebbero far cambiare l'orizzonte di una stagione ancora poco decifrabile e dalla classifica cortissima. [i][b]Avvio soft come un peluche.[/b][/i] Dopo undici secondi il sottomano di Rautins vale una pioggia di orsetti proveniente dagli spalti di Masnago: una bella tradizione, natalizia, mutuata dalla Lega americana di hockey. Il quintetto biancorosso si guadagna applausi per alcune giocate energiche ma fattura pochi canestri, anche a causa del pressing a tutto campo di una Virtus in salute. Eyenga dà la scossa con un'inchiodata e un gancio di pura agilità (9-5). I sussulti di Mazzola e Fontecchio regalano punti agli ospiti dalla mira annebbiata, l'OJM stecca parimenti nelle percentuali (0/8 in altrettanti minuti nei tentativi dalla lunga) ma compensa con rimbalzi e viaggi in lunetta: il 2/2 di Kuba vale il 18-11. Il quarto si conclude sul dopo un volume smodato di fischi arbitrali, interrotti dalle triple pulite di Callahan ed Hazell (23-15). [i][b]Nel segno di Ed e Chris. [/b][/i]Due palloni persi malamente, puniti con il dardo di White per il 25-20, obbligano Pozzecco al time-out. Daniel risponde con 5 punti eludendo le braccia del brontosauro Cuccarolo, anche Robinson – tra una crisi d'identità e l'altra – trova con buona frequenza la rete (36-26). Eyenga rincara la dose fino al +14 di metà periodo, quando Varese decide di inscenare tre minuti di anarchia confermandosi poco avvezza a tramortire l'avversario. L'[i]airball [/i]di uno spaesato Casella è il preludio del meno otto di Mazzola (44-36), quindi gli ultimi squilli prima dell'intervallo lungo sono di Robinson e Gilchrist. [i][b]Aviazione felsinea e fanteria prealpina. [/b][/i]L'avvio della ripresa si contraddistingue per alcuni parziali e contro-parziali ad elastico, fino all'antisportivo del redivivo Cuccarolo (sguinzagliato da coach Valli come guardiano delle plance dopo il clamoroso 27-12 casalingo nei rimbalzi) dal quale Diawara trae la linfa per il 53-42. Daniel, prima, e Callahan, dopo, penano non poco nel pitturato, così la Granarolo fa incetta di possessi e può mordere con dall'arco con White: 53-47. Due azioni clamorose di Eyenga, entrata vincente e stoppata sonante, fanno scatenare i decibel del Lino Oldrini, invero meno colmo del consueto; sull'onda dell'entusiasmo Diawara e Deane scrivono 60-47. Le Vu Nere reagiscono caricando l'OpenJobMetis di penalità, Rautins ed Hazell bruciano la retina, Robinson è efficace in sottomano: all'imbocco del rettilineo dell'ultima frazione, i padroni di casa conducono 65-55. [b][i]A Cesare quel che è di Cesare. [/i][/b]Scivolata al massimo svantaggio dopo un'uscita dai blocchi sopraffina di Rautins, la Virtus risponde coesa con un parziale di 0-8 impreziosito dalla tripla di Fontecchio: 70-63. I biancorossi rifiatano per qualche istante pur serrando le fila in difesa, una piacevole novità intravista da Cremona in poi. Non è casualità che dalla rubata di Robinson – contropiede e fallo antisportivo di un Ray irriconoscibile rispetto ai trascorsi in NBA – Varese riprenda saldamente le redini del match (77-63). La cavalcata verso il successo procede però con alcuni patemi, tanto per ingenuità dell'OJM (18 palloni persi in nella serata), quanto per decisioni arbitrali rivedibili. Niente che possa frenare la gioia dei fedelissimi del palaWhirlpool, pronti a inondare di affetto coach Pozzecco. Sempre lui, il Poz, sprona fino all'ultimo secondo i suoi ad arrotondare il divario. Questa convincente affermazione è per lui e per il fido Ducarello, per lunghi tratti questa sera in piedi sulla cabina di comando di una panchina ineccepibile per la gestione. A Brindisi qualcuno aveva deliberatamente interrotto i loro applausi, questa volta sono battiti di mani scroscianti. E ora dritti a Caserta, per una prova di maturità contro una compagine con l'acqua alla gola. -
[b]ANDY RAUTINS [/b](8 punti; 1/1 2p; 2/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]La marcatura asfissiante del solito Moss, bestia nera di Varese, lo induce alla depressione. I tiri sono spesso fuori equilibrio, soltanto un dardo in contropiede sembra ridare vita al canadese. Per il resto troppi falli e affanni. [b]EDWAR DANIEL [/b](17 punti; 7/13 2p; 0/0 3p; 3/5 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Una volta tanto ci atteniamo alla media aritmetica: 4,5 nel primo tempo, 7,5 nella ripresa. Dopo aver preso quattro stoppate sul muso, rientra dagli spogliatoi con furore. Canestri scoppiettanti e muscoli al servizio della causa. Che sia di buon auspicio. [b]DAWAN ROBINSON [/b](21 punti; 811 2p; 0/1 3p; 5/5 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]In perfetto parallelismo con il socio Ed, inventa pentole e coperchi negli ultimi due periodi. Questa volta la leadership non manca, al pari dei suggerimenti ai compagni (sei gli assist). Peccato per un paio di difese rivedibili su Ragland. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](22 punti; 2/2 2p; 5/13 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Le difese di serie A conoscono il suo [i]pedigree [/i]da bomber e si adeguano: raddoppi, dita nell'occhio (non si tratta di iperbole), fiato sul collo. Con alterne fortune Kuba si mette in proprio, ma la lontananza dell'omologo Kangur non gli permette di essere completo. Visconte dimezzato. [b]STANLEY OKOYE [/b](3[b] [/b]punti; 0/2 2p; 1/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il suo minutaggio scende nettamente dopo alcune prove da titolare. Fatica a carburare e trova la retina soltanto con una tabella sulla sirena dei 24: avessimo vinto, avrebbe portato le brioches per tutti. Invece si sta ancora appuntando le targhe degli attaccanti milanesi. [b]WILLIE DEANE [/b] (10 punti; 4/7 2p; 0/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel primo tempo mette ordine in regia, non disdegnando qualche rubata da vipera dalle tasche dei giovanotti ben vestiti dell'EA7. Segna canestri difficili nei momenti del bisogno, però sbaglia una bimane clamorosa. Da strapparsi i capelli, se li avesse. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (12 punti; 1/1 2p; 3/4 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Esce per cinque penalità dopo aver distillato ogni goccia di energia. Tenta la zampata clamorosa con un 3+1 a due minuti dalla sirena. In difesa soffre la stazza degli avversari, impiegando diversi minuti a trovare le alchimie giuste. [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](4 punti; 2/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Esordio in chiaroscuro per il ragazzo cresciuto a Badalona. Nell'avvio arpiona diversi rimbalzi e si becca con Moss: punto a favore. Alla lunga non si avvicina al ferro e si mostra inadeguato nel tiro dalla distanza: punto a sfavore, ma si sapeva.
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Openjobmetis Varese 97 - EA7 Armani Milano 105
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Le squadre solide e complete non si intimoriscono di fronte alle platee[i] calienti [/i]e alle assenze. La Milano dell'inossidabile Banchi supera le forche caudine di Masnago pur senza Hackett, Gentile, Kleiza e con un Samuels a mezzo servizio. Il colpo gobbo, se così vogliamo chiamarlo, riesce grazie a un formidabile 19/35 da tre (54%) e alla classe di un Brooks in vesti da marziano (37 punti e 40 di valutazione). Con una mancia di ben 10 stoppate, tanto per denotare la superiorità atletica. Varese paga ancora una volta la schizofrenia in campo e in panchina, giocando una pallacanestro piacevole ma troppo condizionata da un punteggio ad elastico. Nel momento in cui la vetta sembrava scalata, dopo 38 minuti di fatica immane, è mancato l'ossigeno per timbrare l'impresa. [i][b]Una Varese di rincorsa. [/b][/i]I detentori del titolo azzannano alla giugulare una OJM macchinosa: 0-7 senza sfiorare il ferro prima che Eyenga consegni il suo biglietto da visita con una schiacciata in entrata. I 5000 di Masnago - pieno come un uovo a parte il settore ospite, popolato con la densità abitativa dell'Islanda Orientale - creano un clima da [i]bagarre[/i] nel quale Rautins si gasa al tiro (prima di inciampare nella seconda penalità) mentre Moss ed Eyenga si improvvisano wrestler. Sul 9-11, ancora a firma del nuovo acquisto, gli arbitri si tolgono lo sfizio di comminare un tecnico all'indiavolato Pozzecco. Varese raggiunge la parità a quota 14 con un bel sotto mano di Robinson, quindi subisce i colpi della coppia di guardie Ragland/Brooks (un lusso in questa grigia seria A): 17-23 al primo break. [i][b]Proteste, rimpianti, camice strappate. [/b][/i]Callahan, dormiente a rimbalzo dinnanzi a un Samuels presunto claudicante, trova espiazione in attacco con una tripla e un assist per Deane (22-25). Le difese prealpine sono accomodanti come un salotto, nel quale l'EA7 trova piacevole dimora senza affannarsi. Scivolata sul meno nove di metà frazione, la truppa di casa manca il meno uno per una bimane mancata dell'ex di turno Deane: in un battito di ciglia le scarpette rosse si issano sul 30-38 con Melli e Samuels. Pochi istanti dopo cambia la partita: contatto Eyenga-Samuels, con fallo (a nostro parere corretto) contro il #31 di casa. Pozzecco protesta – non più di quanto fatto da Banchi in diversi frangenti – e viene espulso: secondo tecnico e uscita dal campo con la camicia strappata. Una scenata alla Hulk, dalla quale l'OJM resuscita con sei punti di vivida rabbia (tripla ignobile di Okoye, un libero ed entrata di Robinson). Alla pausa lunga il tabellone scrive 40-43, dopo il primo tempo più pazzo dai tempi di Metis-Charleroi. [i][b]Segnali di orgoglio, ma non basta. [/b][/i]Il quintetto stazzato di Ducarello, nonostante qualche amnesia difensiva, risponde presente addirittura con l'asse Robinson-Daniel: 49-50. Il mortifero Moss e Brooks incendiano il perimetro, dall'altra parte il play e il pivot fanno breccia nel pitturato (55-58). La controfigura arzilla del Samuels di inizio gara inventa giochi di prestigio in avvicinamento, il talentuoso ex Nets aggiunge il carico scollinando il “ventello” con due dardi d'alta scuola. L'OJM, grazie a una tripla siderale di Diawara e a un fallo antisportivo contro Samuels mette la testa avanti contro ogni pronostico: 71-70. A cavallo della terza e della quarta frazione, però, ancora il talentino Marshon, stella dell'EA7, e gli sprazzi dei “rincalzi” sembrano tramortire la contesa. Dal 73-84, siglato dal non amatissimo Bruno Cerella, fino all'ultimo minuto di gioco Varese mette in scena i migliori momenti di pallacanestro del suo campionato: energia in difesa, muso duro a rimbalzo, pick'n'roll e, solo all'occorrenza, tiro dalla lunga. Un incredibile parziale di 16-5, ispirato da Daniel e sublimato da un nuovo missile terra aria di Kuba, scrive la parità a quota 89. Milano risponde con l'extraterrestre Melli (5/5 dal perimetro), Callahan pesca un 3+1 che ispira dolci sogni verso il traguardo. Ma qui termina la gloria: la contesa viene chiusa dai primi attori Ragland e Brooks, lesti dalla lunga e glaciali dalla lunetta. L'ovazione di Masnago e i sintomi di crescita del quintetto sono gli spunti dai quali ripartire. Varese questa sera ha peccato di meno egoismi del consueto, con ben 17 assist e soltanto 11 palle perse. La classifica però piange, al pari della conduzione tecnica del Poz. Certi errori, rubricati come peccati di gioventù, alla lunga potrebbero fare perdere credibilità. Non parliamo di gogna mediatica o di squalifiche, bensì di solidità dello spogliatoio. Ora si viaggerà verso Cremona e Brindisi, alla ricerca della vittoria perduta. Manca dal 19 ottobre, e ci manca tremendamente. -
[b]ANDY RAUTINS [/b](16 punti; 0/2 2p; 5/9 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Vive una serata ad intermittenza, in bilico tra falli spesi, lampi di classe, dettagli mancati e tripudi balistici. Offre sostegno a rimbalzo e cerca sempre l'anticipo, senza però cambiare definitivamente marcia. Il tiro libero sbagliato nel momento [i]clou [/i]gli costa la sufficienza. [b]EDWAR DANIEL [/b](2 punti; 1/6 2p; 0/0 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 4. [/b]Inconcepibile che un lungo con 25 minuti a referto non finisca mai in lunetta. Paradossale che ad ogni pallone servito passeggi prima di alzarsi in verticale. Inopportuno che venga fagocitato da Owens e Pascolo. Incredibile che al netto di tutto ciò, al richiamo in panchina, lanci l'asciugamano e snobbi allenatore e compagni. Frustrato. [b]DAWAN ROBINSON [/b](18 punti; 6/9 2p; 0/4 3p; 6/8 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Senza strafare od eccellere, gioca una discreta gara da [i]playmaker[/i] navigato. Serve otto assist con oculata distribuzione, si incunea nei buchi difensivi di Trento, nasconde il pallone quando ci sono da subire contatti. Un paio di imprecisioni dalla linea della carità fanno tuttavia pensare a qualche malcelata preoccupazione. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](22 punti; 6/13 2p; 0/3 3p; 10/11 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Quattro palloni persi e un fallo tecnico rappresentano la [i]summa[/i] di una ripresa sofferta. Nel primo tempo è semplicemente magnifico e spumeggiante, in ambo i lati del campo. Appena esce dal [i]parquet [/i]per detergersi il sudore, i compagni non sanno a quali Santi votarsi. Un rapporto di dipendenza che ci lascia irrequieti. [b]STANLEY OKOYE [/b](4[b] [/b]punti; 2/6 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Appare tonico per lunghi tratti, durante i quali ha l'umiltà di mettersi al servizio dei compagni e pesca un paio di canestri in entrata niente male. Lungo il naufragio della seconda parte, subisce le onde senza poter dare il proprio contributo. Alcune conclusioni zoppicanti dal pitturato gridano vendetta. [b]WILLIE DEANE [/b] (0 punti; 0/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Scende in campo per onore di firma, dopo una settimana vissuta più ai box che in campo complice un colpo all'occhio. Diligente nella gestione e saggio nei ritmi, durante il marasma della rimonta subita è costretto a inventarsi delle forzature: cilecca. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (8 punti; 1/3 2p; 1/5 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Le sue lunghe braccia rubate alla vita agreste si levano nei cieli sempre un attimo dopo rispetto ai tentacoli degli avversari. Ci mette l'anima e ruba minuti a Daniel, contribuendo alla causa con lavoro ai fianchi. Nel finale è avventato nelle conclusioni dal perimetro, non certo il pezzo forte. Ma la domanda è un'altra: perché quei palloni sono stati affidati a lui?
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Openjobmetis Varese 70 - Dolomiti Energia 76
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Certe sconfitte lasciano delusioni marchiate a fuoco sulla pelle. Creano dissapori, malumori, tensioni. Varese stasera non solo patisce il terzo passo falso consecutivo, ma implode su se stessa subendo una rimonta inopinata. All'infortunio di Kangur, si aggiunge il forzato passaggio a vuoto di Deane e il deliberato sciopero di Daniel. Prima ancora di fare valutazioni ad ampio raggio, ci auguriamo il pugno duro verso certi atteggiamenti: alla prima ammonizione scatti il precetto, alla seconda si lasci il posto in squadra ad uomini veri. [i][b]Partita a dama. [/b][/i]L'avvio è interlocutorio, in quanto idee logiche di gestione non producono dividendi in termini di punti. Il quintetto di casa sfrutta i raddoppi sistematici su Diawara per liberare al tiro – con alterne sorti – Callahan, Trento si affida alla fisicità di Owens nel pitturato ma sbaglia troppo dalla media distanza: 7-5. All'ennesimo pasticcio offensivo di Robinson, punito dal contropiede ospite, Pozzecco si rifugia nel minuto di sospensione (7-9). Grant e Rautins infiammano la sfida dal perimetro, Kuba si guadagna a spallate un paio di viaggi in lunetta, ma Owens è ficcante in post basso: 18-17, con le difese a prevalere sugli attacchi contro ogni pronostico. [i][b]L'OJM preme sull'acceleratore. [/b][/i]Deane, in campo senza occhiali protettivi nonostante le indiscrezioni della vigilia, perde la maniglia in un paio di frangenti; il Poz smarrisce la compostezza (proteste prolungate) e si vede comminato un tecnico: la terna si dimentica grottescamente del cambio del regolamento e assegna due tiri liberi prima che i 4500 di Masnago inveiscano con avvedutezza. L'ingresso di Okoye dà equilibrio in difesa e a rimbalzo, rasserenando gli animi. Sei punti di Diawara valgono la prima mini fuga – 24-17 – quindi il coach della Dolomiti Energia, Buscaglia, si trova a recapito un fallo tecnico da alcuni strambi postini in grigio. Piombata nelle secche del meno dieci (29-19) e oberata di penalità (sedici a metà contesa), la compagine all'esordio assoluto nella massima serie si deprime più del dovuto regalando alla OpenJobMetis praterie per fare incetta di mele trentine. Solo la tripla di Floccadori, frutto di una ingenuità difensiva, tiene a galla gli ospiti: 40-27 al rientro negli spogliatoi. [i][b]Da mangiarsi le mani. [/b][/i]Pronti via e la Dolomiti assomma in allegria un [i]break[/i] di 2-7. Pascolo rincara la dose con un dardo e un sottomano, restituendo a Varese il suo [i]status [/i]di scialacquatrice di vantaggi: 44-39 con il giallo di una tripla siderale del solito Diawara annullata per presunta infrazione dei 24 secondi. Due canestri pesanti di Rautins, rinvigorenti come uno sciroppo d'acero, ispirano un sussulto prealpino, controbilanciato dall'onnipotenza di Owens sotto le plance (50-45). Il pasticcio di verdure, cucinato con autolesionista perizia, viene sfornato dopo il 3+1 del cecchino Spanghero: il banchetto riparte, gomito a gomito, dal 50-49. La cara, vecchia, zona rallenta l'appetito bianconero. Eppure, di fronte all'inappetenza irritante di Deane e Daniel, Forray risulta il più vorace. Il 56 a 55 chiude lo stomaco al pubblico del PalaWhirlpool. [i][b]Mesto epilogo. [/b][/i]Senza Diawara, a tirare il fiato in panchina per qualche istante, l'attacco casalingo è un pugno in faccia per i cultori della pallacanestro: timido, svogliato, fiacco. Pascolo e Mitchell non si fanno pregare e siglano il 56-63, in concomitanza del quale Pozzecco spende l'ultima sospensione tecnica a disposizione. La Dolomiti Energia lascia sul ferro le due triple del [i]knock out[/i], allora Varese pesca dalla raccolta differenziata (dove non risiede Daniel, spedito nell'indifferenziato assieme ai suoi musi lunghi) un prezioso 6-0. Raggiunta con sofferenza la parità a quota 65, l'OpenJobMetis pecca di lucidità – leggi forzature da tre fuori dagli schemi e i viaggi con mezza gloria dalla linea dalla carità di Robinson e Rautins – e subisce un nuovo contro sorpasso a causa del canestro con fallo di Pascolo. Finisce qui, con i tantissimi tifosi trentini in festa, mentre Varese perde la terza volata consecutiva leccandosi le ferite. Sconfitta pesante, incosciente, ma non sorprendente. Chi si aspettava una stagione di patemi, ha avuto plumbea lungimiranza. Subiti gli scivoloni in questo inizio di Giro d'Italia vissuto senza troppe pressioni, ora arriveranno i tapponi dolomitici. Roma in trasferta, Milano in casa. Si aspettano segnali concreti dai capitani e dai gregari, dall'ammiraglia e dal direttore tecnico: se si dovesse perdere contatto dal gruppone, le angosce del fuori tempo massimo diverrebbero ostacoli quotidiani. Testa bassa e pedalare. -
[b]ANDY RAUTINS [/b](22 punti; 1/4 2p; 6/11 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]La forma fisica appare in crescita, al pari dello spirito di sacrificio. In attacco prevalgono i sorrisi e i centri, in difesa si getta su ogni pallone sporco e lotta sotto le plance. Il Poz lo rischia nonostante il quarto fallo e il canadese ci casca. [b]EDWAR DANIEL [/b](6 punti; 2/6 2p; 0/0 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 5. [/b]Dolore o non dolore al gluteo (forse interesserà di più alla parte rosa del popolo varesino), mostra in avvio segnali di poco incisività. Nella ripresa assomma qualcosa di meglio, ma alla lunga prevale il giudizio negativo. I nove rimbalzi globali? Quasi tutti piovuti addosso. [b]ANDREA CASELLA [/b](9 punti; 0/1 2p; 3/9 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Di fronte alla zona perenne della Grissin Bon, non può esimersi da sparare a ripetizione dall'arco. Dovrebbe essere il pezzo forte della casa invece alcuni tentativi sono pericolosamente fuori misura. Comunque sia, il carisma non manca: alla faccia dell'esordiente. [b]DAWAN ROBINSON [/b](19 punti; 1/8 2p; 3/7 3p; 8/9 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Ogniqualvolta abbozzi una passeggiata nell'area avversaria sono dolori: colleziona ferri, passaggi ciechi e stoppate. Meglio da fuori il perimetro e nel coinvolgimento dei compagni. Nel tempo regolamentare, però, sbaglia il tiro libero del successo e concede a Cinciarini il pareggio. Peccati capitali. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](27 punti; 6/9 2p; 4/11 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Un uragano di positività, di fisicità, di coraggio. Dopo i canestri più complicati si batte il petto con cognizione di causa, perché è lui a resuscitare la squadra nei momenti di crisi. La sua uscita dal campo per falli è l'antefatto della fine. [b]STANLEY OKOYE [/b](4[b] [/b]punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Non facile entrare in campo dopo 46 minuti di gioco visti della panchina. Quasi quasi assesta i colpi decisivi nel secondo supplementare, mettendo la museruola a Della Valle e pescando due canestri da [i]playground[/i]. [b]WILLIE DEANE [/b] (10 punti; 5/13 2p; 0/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]I quattro palloni persi rappresentano la [i]summa [/i]di una serata interpretata senza la dovuta dedizione. Nel finale si trova predicatore nel deserto: per poco il suo verbo non ispira la vittoria nell'[i]overtime [/i]centrale, quindi torna la notte. [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (15 punti; 0/4 2p; 3/8 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 7. [/b]In una esibizione poco proficua in termini di precisione, il machiavellico estone sciorina sapienza cestistica con assist (otto) e rimbalzi arpionati d'astuzia (9). Splendido il derby baltico giocato contro il colosso Lavrinovic. [b]JACOPO BALANZONI [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Nella conferenza stampa di fine gara, il Poz si è assunto le colpe di una settimana non gestita al meglio a livello di concentrazione ed emozioni. Il Bala ne è l'esempio: gli errori e i salti a vuoto non sono dipesi dal gap tecnico o fisico, bensì dal sentirsi spaesato. [i]Nemo profeta in patria[/i].
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La ricorderemo come la notte dei 55 minuti, delle montagne russe, dell'orgoglio mai domo, dei 99 tiri provati dalla squadra di casa, del sano agonismo sciorinato per due ore e mezza di orologio biologico sul [i]parquet[/i]. Purtroppo per il pubblico di casa, Varese perde l'occasione di superare una compagine di eccellente prospettiva. La Reggio Emilia di stasera, priva di Diener, Silins e Taylor compensa con il coraggio, l'onda d'urto dei giovani e la sfrontatezza: farà strada. Il Poz si porta in dota alcune certezze (il tandem Diawara-Kangur, le doti balistiche di Rautins, l'amore incondizionato del pubblico) e altrettanti grattacapi: la panchina oltremodo corta, la mancanza del colpo dei reni, la svogliatezza apparsa a tratti in alcuni [i]yankees.[/i] [i][b]Pioggia di triple. [/b][/i]Una Grissin Bon rimaneggiata in qualche effettivo mette subito in mostra il talento del diciottenne Mussini, coadiuvato in regia dal play della nazionale Cinciarini. Dopo meno di due minuti Pozzecco spende un time-out per sedare il 3-8, troppo facile, di marca ospite. Daniel sbaglia l'inverosimile nel pitturato, l'ex Polonara colpisce dall'arco in due azioni in fotocopia: 3-14. L'OJM in due minuti di fuoco si tramuta in un organismo geneticamente modificato e recupera lo svantaggio grazie all'acume di Kangur, a una difesa serrata e ai conseguenti contropiedi (16-17 con un 2+1 di Diawara). Menetti schiera con buoni dividendi la zona, Varese mette la testa davanti con Rautins eppure il colpo di coda è reggiano: il dardo di Della Valle, apice di un incredibile 7/8 da tre complessivo nel quarto, e il sottomano di Kaukenas valgono il 22-25. [i][b]Poche idee e confuse. [/b][/i]Appena i padroni di casa peccano in intensità (tiri rifiutati, passaggi molli, uno-contro-uno non contenuti), l'organizzazione di gioco della Grissin Bon prende un nitido sopravvento. Emblematico lo 0-10 di apertura periodo con Lavrinovic e Cervi sugli scudi. La forbice si allarga fino al 25-43 di Della Valle, con Pozzecco rimasto senza minuti di sospensione e valide contromosse (Casella bagna l'esordio stagionale con un [i]airball, [/i]subito ravveduto con un ciuffo dall'angolo). La zona dei rossi d'Emilia induce i prealpini a sparacchiare da tre, complice la regia rivedibile di un sonnolento Deane. Buon per Varese che la dea bendata sia ammiccante in un paio di frangenti somiglianti a un flipper e che Diawara raccolga alcuni punti da scafato cestista: alla pausa lunga il tabellone dice 39-49, con due tiri liberi omaggiati al gigante Cervi. [i][b]Reazione d'orgoglio. [/b][/i]La cattiveria agonistica messa in mostra ad inizio ripresa spinge gli ospiti a diverse forzature, ma in attacco l'OpenJobMetis brucia alcune occasioni ghiottissime prima di poter sfogare il proprio ruggito con la bimane di Diawara in concomitanza del 45-49. La Reggiana spezza l'astinenza con Cinciarini e Kaukenas; Robinson si improvvisa tiratore dalla luna e viene emulato dalla giubba rossa Rautins: 54 pari in un crescendo rossiniano di decibel. In un clima improvvisamente spigoloso, i punti cardinali sfumano all'orizzonte: l'ago della bussola impazzisce e persino le vecchie volpi del parquet (Kangur, Lavrinovic, Deane) si scoprono con il polso tremante. La fine del periodo, sul 60-63, serve a sedare gli animi e i fisici. [i][b]Come una partita di Cluedo senza assassino. [/b][/i]Rautins, caldissimo in attacco e generoso in difesa, spende la quarta penalità prima di siglare il 66-64 da distanza siderale. La partita del canadese termina poco dopo, con sette minuti da giocare, complice un'improvvida manata sul braccio di Mussini levatosi da oltre l'arco. Pozzecco insiste con un quintetto agile (Kangur e Diawara negli spot di 4 e 5), Menetti non si smuove dalla sua zona 2-3 e si affida al carisma dei pretoriani, la terna arbitrale persevera nello scontentare un po' tutte le parti in causa. La tripla glaciale di Rimas Kaukenas consegna agli sfidanti un supplementare virtuale con partenza da quota 70. Kuba esibisce due canestri pesanti da sette metri e una forzatura fuori luogo, Lavrinovic e Cinciarini rispondono con carattere: 76-75. Il finale è un vero e proprio [i]thriller[/i]: l'OJM perde una partita già quasi in ghiaccio per la poca precisione di Robinson (stoppata subita e 1 su 2 dalla lunetta nel momento clou) vanificando un capolavoro di Kangur. La Grissin Bon spreca con Kaukenas e Della Valle ma pesca sulla sirena il ciuffo del pareggio con Cinciarini. Con un mare di rimpianti del PalaWhirlpool per il fallo tattico non speso. [i][b]A un passo dal Paradiso. [/b][/i]Reggio Emilia piomba sul meno sei complice un doppio fallo tecnico (a Cervi e a coach Menetti), però reagisce sfruttando il timido cinismo di Varese. I fischietti restituiscono la sanzione disciplinare a Diawara – quinto fallo dell'MVP con annesse proteste – e così Della Valle e Mussini esaltano la loro beata gioventù scrivendo 88-89. I biancorossi non hanno più benzina, diesel od olio di semi per riprendere la marcia. Si salvano però con la lotteria dei tiri liberi: finalmente Robinson diventa leader, mentre l'ottimo Cinciarini sbaglia il [i]match point [/i]sul 95 pari. Il secondo [i]over time [/i]vede il tentativo di allungo di Della Valle, la sferzata di Deane, un canestro di Lavronic convalidato sul 105-102 nonostante un'infrazione di passi incredibile, il libero della vittoria sbagliato da cuore d'oro Polonara (quinto fallo anche di Robinson dopo l'uscita di uno zoppicante Daniel). Il commovente canto del cigno delle seconde linee di Varese scema sul 109-105, quando Mussini e Della Valle (ancora loro) chiudono il match con un'attitudine da veterani. Già, due ragazzi italiani classe 1996 e 1993 decisivi in un campionato di soli stranieri. Il finale assomiglia a quello di “Via col vento”: tutti stremati al termine di un'epica battaglia. Domani è un altro giorno, sembra sussurrare l'applauso sincero dei tifosi. Al di là della delusione del primato sfumato della nostra Varese non si può che uscire innamorati della pallacanestro.[i] I love this game[/i].
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Cerchi su google "usato sicuro", trovi Diawara e Kangur
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]ANDY RAUTINS [/b](3 punti; 0/1 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Negli occhi rimangono l'unico canestro e un assist che denotano lodevole visione di gioco. Per il resto è un affanno totale, legato soprattutto ad una preparazione atletica falcidiata dagli infortuni. Testardo e mai domo, litiga con se stesso alla ricerca del ciuffo perduto. [b]EDWAR DANIEL [/b](13 punti; 3/4 2p; 1/1 3p; 4/6 tl), [b]VOTO: 6,5. [/b]Quando la squadra gira, il pivot tascabile mette in mostra pragmatismo e sostanza. La “doppia doppia” sfiorata appare garanzia di un torneo sopra le righe. Nei momenti di apnea, però, le sue treccine svolazzano senza troppa logica, perdendo palloni e colpendo braccia degli avversari. Esuberante. [b]DAWAN ROBINSON [/b](13 punti; 4/9 2p; 0/4 3p; 5/7 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Sapevano delle sue qualità (carisma, capacità di guadagnare palloni, coinvolgimento dei compagni) e delle pecche (tiro da tre rivedibile e rischio stoppate nelle scorribande offensive). Ad opinione di chi scrive, alcune scelte finali sarebbero state da gestire meglio. [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](28 punti; 8/10 2p; 3/10 3p; 3/9 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Granitico, esplosivo, altruista. Il suo esordio ricorda quello incantevole di tre anni contro la Milano di Gallinari; ma questo volta l'esito è diverso. Anche perché l'organizzazione di Cantù, a tratti indisponente per assenza di cattiveria, consente a Kuba di appendersi al ferro a ripetizione. [b]WILLIE DEANE [/b] (14 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 9/10 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Si presenta con il fare un po' svogliato, tipico del mestierante della pallacanestro che ha girato mezza Europa ed ora non si emoziona più. Invece, appena il gioco si fa tosto, prende per mano la squadra, elude gli avversari e bacia la retina. Pungente. [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (5 punti; 1/2 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Al netto di una gestione dei falli rivedibile e di qualche passaggio a vuoto, dimostra come con carisma e dedizione anche oltre i trent'anni si possa fare il grande salto nel massimo campionato [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (16 punti; 2/6 2p; 4/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Chi bazzica Milano per lavoro o per studio, da agosto a questa parte, si sente sul collo il ghigno dei meneghini scudettati che sussurrano: “vi abbiamo spedito Kangur”. Chi si aspettava di vedere in campo un divano scartato dall'Amsa, si è ritrovato un combattente, un collettore tra reparti, un bombardiere. La stagione è lunga, ma l'esordio è da sogno. [b]JACOPO BALANZONI [/b](1 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Il mancino classe 1993 si presenta sotto i riflettori del palazzetto con la coscienza di aver fatto una [i]preseason [/i]confortante. Guadagna spazio nelle rotazioni, arpiona qualche rimbalzo, malmena come può Williams, sogna ad occhi aperti. Date un'occhiata al plus/minus del Bala: +9. -
Openjobmetis Varese 93 - Acqua Vitasnella Cantù 84
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Scusate se in amichevole abbiamo scherzato. Questo sembra il pensiero unanime di una Varese feroce, folle e geniale, mai misurata. Ad immagine e somiglianza del suo condottiero goriziano. Una squadra che propone gioco ed assist (ben 19), picchia quando c'è da sbarrare la strada all'avversario, si incarta e poi ritrova da sola il bandolo della matassa. Il popolo biancorosso gremisce Masnago con largo anticipo rispetto alla palla due: è spasmodica l'ansia di assistere all'esordio di Varese in questo anno zero. Nuovo sponsor sulle canotte, nuovi tutti gli effettivi, nuovo il Presidente, nuovo l'allenatore. Già, quel Gianmarco Pozzecco che, rigido nel suo abito d'alta sartoria come un ragazzino al giorno della Cresima, quasi si commuove dinnanzi alla roboante manifestazione d'affetto che si leva dalle tribune. Circa due ore dopo apparirà uno sciamannato che ha vinto la Coppa del Mondo. [i][b]Strappi e contro strappi. [/b][/i]L'Openjobmetis parte sostentata dalla mano calda di Kangur (due triple per l'8-3), gli ospiti rispondono con Feldeine e Williams assommando un break di 0-7 che induce coach Gianmarco al primo minuto di sospensione. Un ciuffo fortunoso di Daniel a fil di sirena dei 24 secondi rilancia l'entusiasmo dei padroni di casa, lesti a sfruttare le difese poco serrate di inizio campionato. Il quintetto di Sacripanti si incaponisce in soluzioni solitarie e poco proficue in post basso (3 palloni persi in fotocopia), all'altra pare l'asse Diawara – Daniel propizia il primo allungo sul 19-10. La sfavillante schiacciata di Jones e il canestro con passi da ballerino di Gentile sigillano il 21-15 al termine di un primo quarto godibile. [i][b]Tentativo di fuga rispedito al mittente.[/b][/i]Kuba riapre le ostilità toccando la doppia cifra personale e aizzando il torrido tifo del Lino Oldrini, l'ispettore Callahan fiuta una palla vagante e si appende al ferro in contropiede per il 31-20. L'Acqua Vitasnella riemerge dalla lavata di capo del suo allenatore con due stoppate ad alta quota e un altro numero in stile Fosbury del grillo DeQuan Jones; allora Deane si iscrive al tabellino con sette punti in un amen: 38-26. Pozzecco, imbastendo una selva di sostituzioni pur con soli sette elementi in rotazione, alterna quintetti [i]light [/i]e stazzati, gettando nello scompiglio i suoi ragazzi, gli avversari, il pubblico e pure i fischietti (sono un paio le omissioni evidenti su mannaie prealpine calate sui “mobilieri)”. A time-out terminati le squadra boccheggiano e si sfidano come tori e matador: dalla corrida di fine parziale trae qualche vantaggio Cantù, meno emotiva. Non è un caso che dopo i passaggi a vuoto dalla lunetta di Varese (6/13 all'intervallo), Feldeine sulla sirena timbri dall'arco il 42-38. [i][b]La zona risolve i problemi. [/b][/i]Il momento che cambia il volto del match è il terzo fallo di Ed Daniel, smodato – nel bene e nel male – per fisicità[i]. [/i]Anche Callahan ha tre penalità, quando Cantù ritorna ad un possesso di distanza (44-41). A questo punto Pozzecco precetta il giovanissimo Balanzoni e comanda la zona. Comincia lo show dell'MVP Diawara, immarcabile e straripante. Deane porta a scuola Stefano Gentile, conquistando canestri e viaggi ai tiri liberi. I biancorossi corrono sul 63-50, nel mentre il mancino Bala fa a sportellate con Williams: il totem di Cantù fa però cilecca dalla linea dalla carità (1/5). I brianzoli, penalizzati da una caterva di palloni mal gestiti (saranno 19 le perse nel computo globale) tentano di riportarsi in scia con il prospetto Buva, ma Diawara brucia la retina da oltre otto metri: 66-55. [i][b]Finisce l'ossigeno ma è tripudio varesino. [/b][/i]L'ultimo periodo è una maratona di spasmi, di punti (28-29), di gestioni tecniche rivedibili. Quando i padroni di casa parrebbero con la vittoria in ghiaccio – 80-64 grazie alla tripla (4/5 nel fondamentale) dell'estone volante – appaiono i fantasmi delle troppe amichevoli perse in volata. Johnson-Odom si palesa come cecchino dopo trenta minuti di anonimato, Mbodj e Jones danno sostanza al pitturato biancoblù, Feldeine non demorde. Cantù risale prima sul meno otto, poi sul meno cinque (87-82). L'Openjobmetis esagera con i falli ad inizio azione, Robinson non convince per gestione dei momenti cruciali, la tensione cresce. Ma alla fine torna lui, il caro vecchio Yakhuba: l'eroe di Masnago subisce un fallo antisportivo e blinda i due punti con la terza tripla della serata. A margine di un successo insperato e vitale per dare entusiasmo all'ambiente, rimane da chiederci cosa sia rimasto della rivalità di una volta. Il primo fallo della serata è stato speso dopo oltre cinque minuti, alcuni giocatori parevano a tratti spaesati, l'assenza quasi totale di italiani nelle file di Varese ha partorito 92 su 93 di marca straniera (grazie Balanzoni per aver tenuto alto l'orgoglio locale). Poi mi sono reso conto che i colleghi di Cantù non hanno mai ceduto le loro spine, con batterie cariche dei pc strabordanti mentre altre arrancavano. Forse l'essenza del campanile è questa: vedere mezzo derby con il taccuino in mano e scrivere a penna Varese 93 Cantù 84. Grazie Masnago, grazie Poz, grazie ragazzi. Con una più efficace espressione dialettale, [i]cata su[/i]. -
[b]MARKO SCEKIC [/b](4 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Nelle mai banali chiacchierate alla balaustra della tribuna stampa durante l'intervallo, Lucaweb lo descrive come un “giocatore da CSI”. Giudizio sintetico, mirato, esaustivo. Con tutto il rispetto per chi, nonostante età ed acciacchi, decida di non appendere le scarpette al chiodo. [b]DUSAN SAKOTA [/b](2 punti; 1/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 4,5. [/b]Da Siena a Siena, transitando nel vuoto cosmico. Possiamo descrivere così l'involuzione degli ultimi dodici mesi del guerriero balcanico, ancora una volta vinto da equivoci tattici, malumori con sé stesso, limiti agonistici. Sessantadue centesimi per la gloria, poi più nulla di eclatante. [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/4 2p; 0/2 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Ci mette una voglia matta, mordendo i polsi degli avversari e correndo come un furetto. I numeri del tabellino non possono riassumere il validissimo lavoro sporco, eppure sarebbe ipocrita non citare i suoi disastri in attacco. Sufficienza per l'impegno profuso. [b]ADRIAN BANKS [/b](14 punti; 2/3 2p; 2/4 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Con lui in campo, i due punti sarebbero rimasti nel taschino di coach Bizzozi. Adrian esce dal campo come una creatura mitologica: ferita ma non battuta, compita ma non mesta. La [i]standing ovation [/i]di Masnago è un invito a tenerci compagnia anche il prossimo anno. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](11 punti; 3/4 2p; 1/6 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]In alcuni momenti trascina i compagni e la folla verso picchi di pallacanestro sublimi. Peccato che si perda a cavallo del terzo e del quarto periodo: ferri maligni, fraintendimenti nel servire i compagni, regia farraginosa. Nel finale è l'ultimo a mollare. [b]TERRELL STOGLIN [/b](12[b] [/b]punti; 2/4 2p; 2/6 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]La sua prova è enigmatica come un rebus senza aiuti. Ha la faccia tosta di osare, finendo per strafare. Per lunghi minuti diventa il perno dell'attacco biancorosso. La palla entra sì e no, ma qualche spunto per il collettivo non manca (5 assist ed altrettanti rimbalzi). [b]LINTHON JOHNSON [/b] (8 punti; 4/7 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Undici palloni agguantati nei cieli, di cui ben sei in attacco, sono un ragguardevole biglietto da visita per il totem. Gli “schiaccioni” perentori sono frutto delle belle assistenza dei compagni, il fallo tecnico è una pignoleria della terna arbitrale. [b]EBI ERE [/b] (3 punti; 1/4 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Una stagione intera, passata a cercargli alibi più o meno attendibili, ci ha francamente logorato. Quel che resta del capitano è un omone mogio, indeciso, goffo. Comincia male e finisce forse peggio, nascondendosi nel momento del bisogno. [b]ACHILLE POLONARA [/b](8 punti; 2/5 2p; 0/3 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Si trova a dover gestire palloni scomodi in post basso: Varese corre poco e non può dare sfogo alla[i] verve [/i]del suo airone. In trincea mena le mani e strappa alcuni palloni con i denti, lasciando nello spogliatoio gli ammennicoli.
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Cimberio Varese 71 - Montepaschi Siena 80 d.t.s.
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Ancora una volta i sogni di gloria prealpini annegano nella marea bianco-verde. Pur senza i rimpianti da notte insonne patiti la scorsa stagione (con gli incubi della finale di Coppa Italia e di gara 7 di semifinale play-off), il pomeriggio del popolo varesino viene rovinato dal colpo di reni di una Montepaschi al solito tenace, pragmatica, volitiva. La chiave sta forse nella botta tremenda che Banks patisce all'inizio del quarto periodo: elemento che si propone come discriminante all'interno di quarantacinque minuti di equilibrio e lotta spasmodica. Cuore e attributi valgono gli onori delle armi, d'altro canto non bastano per coltivare l'utopia della [i]post season[/i]. [i][b]Primo periodo in trincea. [/b][/i]Gli ospiti, ridimensionati nel monte ingaggi ma sempre dotati di un [i]roster[/i] di ottima consistenza, pigiano sull'acceleratore con Hunter: 4-7. La Cimberio regge l'urto in difesa però fatica terribilmente nella metà campo avversaria, laddove le rinunce a tiri aperti si tramutano in palloni in [i]parterre[/i]. Dopo il guizzo di De Nicolao - tripla in transizione per il pareggio - la contesa sale di tono e i contatti fisici divengono serrati: il leonino Banks e ancora il play veneto incendiano di entusiasmo Masnago (platea meno numerosa di altre volte ma capace di emettere decibel assordanti). Il quintetto di Bizzozi declina un paio di minuti di poesia, con Polonara e Johnson a scrivere rime baciate per il momentaneo 17-11. Crespi sfoga la sua rabbia in una sospensione tecnica, stimolando a dovere i detentori dello Scudetto: Janning e Cournooh ricuciono fino al meno uno della prima pausa. [i][b]Non è uno sport per signorine. [/b][/i]Banks approccia il nuovo periodo con una tripla dall'angolo e con un [i]alley oop[/i] per il Presidente, quindi Stoglin rincara la dose mettendosi in proprio (25-16). Scekic e Sakota fanno rifiatare con profitto le torri titolari, la Montepaschi perde fluidità e più di una volta opera con le maniere forti: gli appassionati del PalaWhirlpool, in rigurgiti di sana partigianeria, si calano per qualche minuto nel clima bellicoso di una primavera fa. Varese tocca la doppia cifra di vantaggio grazie a Rush (finalmente in gol dopo aver colpito l'intero scibile umano di ferri, tabelloni, strutture portanti del canestro e della tribuna), quindi l'esperienza e la malizia dei toscani riportano la sfida sui binari dell'equilibrio. Viggiano e Hunter siglano il 33-28 mentre i prealpini, in debito d'ossigeno, gestiscono approssimativamente gli ultimi possessi. [i][b]Botte e risposte. [/b][/i]L'avvio di ripresa non brilla per velocità di manovra ed acume nelle scelte; buon per la Cimberio che Banks ed Ere peschino comunque dalla raccolta differenziata (leggi extra-possessi da rimbalzi offensivi, ben otto nella frazione) i canestri del 40-33. De Nicolao sbaglia due triple che sarebbero valse la fuga e si macchia per generosità del terzo fallo, i compagni sopperiscono alzando barricate in difesa. Sul più sette Linton Johnson arpiona l'ennesimo pallone nel pitturato offensivo, ma la sfera scivola fuori. Proteste, nella media delle reazioni da tensione agonistica, e fallo tecnico comminato dall'arcigno Paternicò: la MPS assomma un break 0-5 con la tripla all'angolo, ferale, di Janning. Il finale di terzo periodo è al fulmicotone, dardi di Banks e Stoglin, inframezzati dalle entrate di Ortner e Viggiano. La sirena, in concomitanza del 48-45, serve a riordinare le idee e a placare i bollori. [i][b]Illusioni, saluti e ringraziamenti. [/b][/i]Il rush conclusivo inizia con tinte grottesche. Dopo un bel contropiede di Banks e Polonara, Adrian si scontra fortuitamente nella corsa con l'arbitro Paternicò. Segno del destino? L'uomo in arancione viene soccorso tra fischi e insulti stigmatizzabili, il numero 9 di casa esce claudicante e con il ghiaccio sulla nuca. Un paio di errori imperdonabili in regia offrono all'ammiraglio Nelson e all'italoamericano Viggiano spazi per il pareggio, manifestatosi a quota 50. Haynes, già decisivo a gennaio nel confronto d'andata nella città del Palio, dipinge schizzi di classe sulla scorbutica tela della volata; il torello Stoglin attacca a testa bassa, riportando Varese con il naso davanti (60-59). Terrell a tratti sembra Banks, a tratti un folle preso da un campetto del Bronx: i suoi liberi valgono il 64-61, con il rimpianto del più 5 annullato da un fischio galeotto (sfondamento di Sakota). La tripla del pareggio arriva puntuale con Carter, quindi Haynes sulla sirena non smuove il 64-64. L'[i]overtime [/i]risuona[i] [/i]però come il proverbiale canto del cigno. La spia della riserva non mente, Ere pasticcia inopinatamente sui due lati, l'assenza di Banks non può essere controbilanciata dagli ultimi sussulti della coppia De Nicolao-Polonara. Siena controlla con esperienza e taglia il traguardo a braccia alzate, involandosi verso il secondo posto in stagione regolare: bottino eccellente, visti i travagli di società e sponsor. A Varese rimane solo il sapore dei rimpianti dei tanti, troppi, intoppi incontrati da ottobre ad oggi: gli americani cambiati in corsa, il tardivo siluramento del Maestro Frates, l'infortunio capitato stasera all'uomo faro Banks, crollato a terra sul più bello. Epilogo di una stagione amara, addolcita dal coro “siamo sempre con voi” levatosi dalle tribune: una verità sacrosanta ed unico fiore all'occhiello di una primavera senza play-off. -
[b]MARKO SCEKIC [/b](2 punti; 1/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Tocca apici di svogliatezza, simili a quelli di inizio anno, in controtendenza rispetto ai timidi segnali di risveglio primaverili. Getta al vento le ghiotte assistenze dei compagni ed arpiona soltanto i rimbalzi che gli piovono addosso. Pigro. [b]DUSAN SAKOTA [/b](4 punti; 1/1 2p; 0/2 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 5. [/b]Spettatore non pagante (quanto meno avrebbe potuto versare i cinque euro per celebrare le sempre allegre giornate dell'abbonato) per lunghi tratti, viene gettato nella mischia nel momento [i]clou.[/i] Sopravvive senza mai entusiasmare, la gloria è per gli altri. [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Discreto impatto nel secondo quarto con compiti di rottura e di difesa. Peccato per l'abulia offensiva: quando lo vediamo tirare in maniera sbilenca dal perimetro, vorremmo suggerire allo staff tecnico di legarli le mani. [b]ADRIAN BANKS [/b](18 punti; 4/8 2p; 2/4 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Meno preciso di altre volte nelle esecuzioni, strappa applausi per il cuore e l'abnegazione. Sei falli subiti, palloni recuperati dalla spazzatura, passaggi incisivi ai compagni. Fosse per noi, bisognerebbe prolungargli il contratto prima di proposte lucrose provenienti da altri lidi. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](16 punti; 2/4 2p; 4/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]MVP indiscusso della partita. Apre con ispirazione balistica dall'arco, corre e difende in maniera arcigna, nella fase critica prende un rimbalzo offensivo timbrando un canestro d'oro. Punti e personalità a servizio della squadra. [b]TERRELL STOGLIN [/b](13[b] [/b]punti; 3/8 2p; 2/3 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Risulta essere il migliore del “secondo quintetto”. Non gli manca la faccia tosta e spesso la logica delle soluzioni è imperscrutabile. D'altro canto mette in luce una confortante bidimensionalità che crea grattacapi alla difesa cremonesi. [b]LINTHON JOHNSON [/b] (8 punti; 4/10 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]13 rimbalzi, 3 roboanti stoppare, perfino un paio di assist. Fin qui tutto bene. Poi il cervello ripercorre il film della partita del Presidente, vissuta sul perenne ossimoro dei tiri sbagliati da mezzo centimetro e delle triple improvvide gettate al vento. Ondivago. [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Positivo per l'aiuto, da onesto gregario, offerto ai compagni. [b]EBI ERE [/b] (8 punti; 1/3 2p; 2/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nei primi trentasette minuti meriterebbe un debito formativo senza appello: lento, falloso, testardo, distratto. All'ultima interrogazione dell'anno decide di fare il secchione: quando la Vanoli vuole vincerla, lui ruba un pallone con i denti e brucia due volte la retina dall'arco. [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 4/6 2p; 0/2 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Nel momento migliore di Varese, nel cuore del terzo periodo, diverte il pubblico con sprazzi di classe assieme ai compari Banks e De Nicolao. Per il resto si mantiene pacato e misurato, annullandosi a vicenda con le ali ospiti.
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In una rivisitazione moderna del supplizio di Tantalo, Varese coglie il quinto successo nelle ultime sei gare trovandosi, paradossalmente, ancor più lontana dall'orizzonte dei play-off. Dopo mesi trascorsi a mietere sconfitte senza perdere terreno da pretendenti alla [i]post season[/i] poco ispirate, la Cimberio targata Bizzozi (cui va un plauso per una gestione dello spogliatoio concreta e priva di mugugni) si deve confrontare con le lanciatissime Caserta e Pistoia: i successi colti da campani e toscani, rispettivamente, a Sassari e Roma lasciano amareggiati, pur facendo parte di logiche motivazionali tipicamente primaverili. Quante speranze di accedere al gran ballo dello otto damigelle rimangono in vita? Poche ed effimere, ma sarà doveroso lasciare sul parquet ogni goccia di energia. [i][b]All'acqua di rose. [/b][/i]La Cimberio sterza da un inizio approssimativo con le triple di De Nicolao e il gancio di Polonara, Cremona macina canestri in entrata con i suoi [i]yankees[/i] ma non sembra eccedere con il mordente. Jackson e Zavackas colpiscono indisturbati dal perimetro (10-14), la fluidità di Banks vale il pareggio. Il folto pubblico di Masnago si scalda in occasione della bimane di Johnson, su assistenza al bacio di Ere, però il canovaccio del primo quarto incede senza scossoni: alla mini pausa Varese guida 21-19, accompagnata da un tepore generale in cui Bizzozi osserva pacato senza effettuare alcun cambio. [i][b]Nel segno dello sbadiglio. [/b][/i]Un paio di sottomani sbagliati consegnano a Rich lo spazio per una schiacciata prepotente (21-23), i biancorossi fagocitano il pitturato e finalmente sbloccano la maledizione dei ferri beffardi con il dardo di Banks. Gli ospiti, catechizzati a dovere dal coach veterano Pancotto, alzano l'intensità e abbozzano una fuga, prontamente smorzata dalle difese di Mei e Rush, nonché da sette punti a firma di Stoglin: 31-30. Gli ultimi tre minuti della frazione sono dominati dal disordine – figlio di idee sbagliate più che di cieco furore – e vengono consegnati agli annali per la sterilità dei time-out (tre in dieci secondi di gioco effettivo). Cremona guida, sobriamente, 36-37. [i][b]Uno squarcio di luce nel cielo plumbeo. [/b][/i]Cinque punti dai tratti circensi, ovviamente di Banks, ridanno brio ad inizio ripresa. Spettacolare il contropiede in cui Adrian recupera gettando la sfera nei cieli, De Nicolao palleggia come un regista di pallavolo e il numero 9 chiude in equilibrio precario. Nonostante qualche falla nella linea [i]maginot [/i]Ere-Johnson, Varese trova slancio in contropiede e prova a scappare in concomitanza del 49-41. Il gioco si fa energico con punte di funambolismo, i cremonesi (paghi per una salvezza ottenuti senza patemi) tirano i remi in barca e perdono palloni a ripetizione, favorendo il massimo vantaggio dei prealpini: + 14 con due belle giocate di Stoglin e di De Nicolao. La Cimberio versione 2013-2014, dal canto suo, si fa riconoscere per la perdurante mancanza di [i]killer instinct[/i]. Non è un caso che i celesti chiudano il periodo con un break di 0-7 (tripla di Ndoja nel finale) riportandosi sul 57-50. [i][b]Hurrà con il brivido. [/b][/i]Lo stato catatonico dei ragazzi di casa (Bizzozi non spende time-out per metà periodo, quasi dovessi pagarli di tasca propria...) riapre definitivamente i giochi, anche perché i polpastrelli di Rich e Chase paiono ardenti: 60-60 complice una difesa più morbida del “dolce Varese”. Uno dei rari guizzi del capitano, palla strappata dalle mani cremonesi in odore di contro sorpasso, è il preludio a un vitale 7-0, per il quale si ringrazia una terna arbitrale eccezionalmente in veste casalinga. Il ciuffo dalla lunga di Ndoja viene controbilanciato da quello di Ere, la clamorosa stoppata di De Nicolao innesca la [i]standing ovation [/i]del PalaWhirlpool. Nel finale la fanteria di Bizzozi inventa giocate apprezzabili, però è il verdetto di Sassari a gelare gli animi: Caserta passa in casa Sacchetti, blindando l'ottavo posto. Alla Cimberio, riscopertasi ultimamente una piacevole compagine sfortunata, il compito di vincerle di tutte. Con il macigno morale che l'impresa potrebbe non bastare per allungare l'annata. Come Tantalo, accerchiato da frutti succulenti e acqua limpida senza potersi sfamare od abbeverare. Mitologia a parte, domenica sera arriverà a Masnago Siena. La caduta degli déi biancoverdi, e del fallace castello di carte targato Montepaschi, sembra un fatto conclamato: non sarebbe male celebrare la loro cacciata dall'Olimpo con un successo di prestigio.
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Ere e Sakota danno sostegno al solito Banks
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]MARKO SCEKIC [/b](4 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5,5.[/b] Subisce la contestazione della curva, “reo” di aver salutato il suo ex pubblico di Cantù. In una stagione di mercenari, non ci sentiamo di gettare la croce addosso al serbo. Il primo tempo, però, è una collezione di stenti. [b]DUSAN SAKOTA [/b](11 punti; 4/5 2p; 1/3 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Battagliero ed arguto ad incunearsi nella difesa della Juve, esalta la platea con una tripla nel momento migliore. Nell'area si mostra più presente del solito, peccato che il resto della contraerei varesina sia più leggera di un aereo telecomandato. [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Cinque minuti di discreta dedizione difensiva e di presenza fisica. Nell'intervallo osserva paziente in panchina, lasciando oneri ed onori ai compagni. [b]ADRIAN BANKS [/b](22 punti; 5/14 2p; 3/6 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Sporca, suo malgrado, le percentuali con diversi tiri presi in equilibrio precario. Quando la Cimberio sembra crollare nel terzo periodo, ribalta le sorti con un cuore gigante. MVP della serata, ma lo avrebbe barattato volentieri con una vittoria un poco più larga. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](7 punti; 2/4 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Inizia a sentire il peso delle chiavi della regia nel taschino. Nella prima metà si muove tra le linee nemiche con apprezzabile capacità di rottura; male, invece, nella ripresa, interpretata senza ritmo ed acume. Dura convivere con grandi responsabilità. [b]TERRELL STOGLIN [/b](7[b] [/b]punti; 2/3 2p; 0/2 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il primo approccio con il nuovo pubblico lascia perplessi: tripla che abbatte in maniera roboante il ferro. Di ben altro spessore il rientro in campo: tosto, arcigno, convinto. Se sono rose, fioriranno; per ora rimane negli occhi il [i]bouquet [/i]servito a Johnson per la giocata più bella della serata. [b]LINTHON JOHNSON [/b] (8 punti; 4/8 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Del salterino selvaggio visto nei trascorsi avellinesi nemmeno l'ombra. Agisce lontano da canestro, si lascia passare palloni sotto il mento, stoppa tiri in parabola evidentemente discendente. Nel finale riguadagna fiducia, però non strappa la sufficienza. [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]La prossima puntata di Voyager cercherà di far luce sul suo presunto sfondamento subito nel primo tempo: fallo di Nicola o dell'attaccante? Il “moviolone” lascia aperti dubbi che si protrarranno fino alla notte dei tempi. [b]EBI ERE [/b] (11 punti; 4/8 2p; 1/3 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Solida partita, in veste di ex, per il ragazzone nigeriano. Talvolta lascia buchi in difesa o si perde nel proverbiale bicchiere d'acqua, ma è l'unico ad alzare i gomiti a rimbalzo (ben otto i palloni arpionati) ed è il più altruista nelle assistenze. [b]ACHILLE POLONARA [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Non ha ancora smaltito le tossine del derby giocato in maniera improvvida sabato scorsa. Non indovina mezza entrata e ha la mano tremante dall'arco. Brooks lo umilia in ogni prova del decathlon, allora Achille si nasconde nell'angolino e lascia fare. Così non va. -
Cimberio Varese 72 - Pasta Reggia Caserta 67
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Sfruttando la classica aggressività di Banks, le folate di Sakota ed Ere e qualche spezzone mirabile di Stoglin, Varese coglie un meritato successo tra le mura amiche. La Cimberio, salvo uno svarione di dieci minuti a cavallo dell'intervallo, non dispiace per coesione e solidità mentale. Eppure i rimbalzi concessi in maniera smodata alla formazione di Molin sono un fardello mortificante per le residue ambizioni di gloria: al diciassettesimo pallone arpionato sotto le plance di casa, Brooks sbarra l'ultimo, piccolo, varco rimasto per entrare nel portone dei play-off. Chiamarla sfortuna è inappropriato; troppe volte la Varese di quest'anno non ha colto momenti propizi per uscire dal grigiore. [i][b]Studio reciproco. [/b][/i]L'avvio del match mette in vetrina attacchi confusi su ambo i fronti, con Johnson che si addormenta con il pallone in mano per cinque secondi prima di farsi perdonare con due ciuffi dalla media: 4-4. La Cimberio patisce l'esplosività fisica di Easley e di Brooks (6-9 a metà periodo), quindi ritrova fiducia con due lampi di De Nicolao e Polonara. La Pasta Reggia rompe un digiuno di quasi cinque minuti con Roberts, sull'altro versante i padroni di casi rispondono con una fluente circolazione (due triple pulite di Banks) e con i recuperi del suo giovane play azzurro. Mordente timbra il 18-13, infine Stoglin si presenta a Masnago con un tiro fuori dai giochi: ferro e tutti al primo riposo. [i][b]Mancanza di continuità. [/b][/i]Scekic, contestato alla presentazione delle squadre per aver salutato i vecchi tifosi di Cantù al termine del derby di sabato scorso, invece di rispondere con i fatti alle sterili polemiche si autoesclude dalla partita con tre falli in meno di tre minuti. Gli allenatori danno fondo alle risorse della panchina con ampie rotazioni, dalle quali Sakota estrae dal cilindro un canestro in acrobazia per il 24-15. I campani restano in scia con Michelori e Vitali,allora Bizzozi prova a frenare la [i]remuntada [/i]con un minuto di sospensione tecnica in concomitanza del 26-21. Una serie di forzature e di dettagli trascurati (viaggio in bianco dalla lunetta di Ere, fallo metà campo di Johnson a bonus speso) dà un'ulteriore spinta a Caserta, non certo brillante – come suggerito dalle undici palle perse e dalle percentuali misere dall'arco – eppure tignosa. Un paio di accelerazioni di Banks restituiscono ossigeno, però Varese non è più in fiducia: di Moore il sigillo per il 32-30 della pausa lunga. [i][b]Parziali e contro parziali. [/b][/i]La Juve si ripresenta sul parquet con un [i]break[/i] di 0-6, reso ancor più gravoso dai contropiedi mortiferi di Brooks e Roberts: Varese dorme su un'amaca penzolante issata da un canestro all'altro, ignorando i taglia-fuori e i palloni vaganti, Caserta schizza sul 35-42. L'aridità della Cimberio rende il PalaWhirlpool silente ed arido di palpitazioni, Bizzozi ci mette del suo non interrompendo lo scempio nonostante il parziale della ripresa assuma le tinte fosche del 6-16. Solo l'impavido Banks ci prova, suonando la cornamusa e rianimando i compagni: i guizzi di Ere e Sakota valgono il riavvicinamento sul 48-50. Stoglin annusa la preda e assomma, da buon mestierante dei palazzetti di mezza Europa, cinque punti in un amen: a sorpresa i biancorossi chiudono il periodo sul più tre (53-50). [i][b]Sul filo del rasoio. [/b][/i]Sulle ali dell'entusiasmo la Cimberio alza gli scudi in difesa e aggredisce il ferro con caparbietà (pregevoli la schiacciata volante sull'asse Stoglin-Johnson e il gancio [i]old style [/i]del capitano), mentre il solitamente pacato Molin perde la testa scagliandosi contro il tavolo dei refertisti, poco avveduti di fronte alle inesaudite richieste di “minuto”. L'esperienza di Mordente rappresenta un'ancora di salvataggio per la nave casertana, finita nei mari agitati del meno nove, e dà la scossa agli ospiti: 61-57. Errori bianconeri, consumati con goffa ripetizione sotto le plance, trovano la punizione di Sakota ed Ere. La vittoria sembra prendere la rotta di Varese, dunque l'attenzione si sposta sulla differenza canestri: a cento secondi dal termine i punti di distacco sono sei, come all'andata ma a parti invertite. Banks inventa in entrata, però sbaglia il libero aggiuntivo e a seguire una tripla; dall'altra parte Moore appoggia e l'abulico Scott timbra uno solo dei personali: 70-65. Varese getta al vento una rimessa, Brooks si stoppa da sè e AB è glaciale dalla lunetta. Sul più sette il destino rimane nella mani della Pasta Reggia. Mordente sparacchia, Vitali incespica, Brooks segna sulla sirena mentre la batteria dei lunghi di casa osserva impotente. Un epilogo beffardo che rende il finale di stagione prealpino quasi senza obiettivi: il meno quattro in classifica da Reggio Emilio e il meno due da Caserta (su cui grava come un macigno il saldo scontri diretti) fanno intravedere bandiere bianche all'orizzonte. Quanto meno lo spirito battagliero pare ritrovato. Mostrarlo fino a maggio sarebbe un simbolico risarcimento per l'ambiente e i tifosi. -
[b]MARKO SCEKIC [/b](10 punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 4/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Un minutaggio congruo (undici minuti) rispetto alla forma fisica consente al serbo di centellinare le energie e di seminare esperienza: ne esce una prova ordinata e preziosa. E' lui il faro nella tempesta del secondo quarto. [b]DUSAN SAKOTA [/b](6 punti; 1/4 2p; 1/4 3p; 1/1 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Invocato a pieni polmoni dalle gradinate del Lino Oldrini, entra in campo schiacciato dal peso della responsabilità. Se ne libera con fortune alterne, aiutando i compagni nel momento peggiore. Ma la qualità di un anno fa appare una chimera. [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Con una prestazione onesta ed attenta, concede un'arma in più nelle rotazioni degli esterni. Arpiona qualche rimbalzo utile e si lancia in contropiede: nel giorno della Milano-Sanremo, prende spunto dai buoni gregari di una volta. [b]ADRIAN BANKS [/b](18 punti; 4/9 2p; 2/5 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Otto falli subiti ed altrettanti palloni agguantati sotto le plance, tra una selva di fisici più prestanti dei suoi, sono un esempio tangibile di coraggio e voglia di vincere. Rimane qualche forzatura, però l'insistenza è un retaggio nobile della generosità. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](12 punti; 3/5 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Ben 33 minuti di impiego, un record per lui, trascorsi a battersi come un leone e a mettere in moto i compagni (sei assist). Gioca pulito in attacco, in difesa patisce le pene dell'inferno contro Cerbero Wanamaker. Clark è sparito, lui è presentissimo. [b]LINTHON JOHNSON [/b] (11 punti; 4/8 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Se non fosse stato per la mole non esattamente esile, nel primo tempo saremmo voluti scendere in campo a dargli la sveglia. Nella ripresa, all'unisono dei compagni, aumenta il tono. Da buon mestierante, sciorina le giocate migliori nel momento clou. Opportunista. [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5.[/b] Assomiglia a un gladiatore bendato, spedito con un preavviso di cinque minuti all'interno del Colosseo mentre i leoni volteggiano al gran completo. Scivola, grida, supplica, cerca di dare una mano. Il fatto che ne esca vivo gli assicura il giusto carico di ammirazione. [b]EBI ERE [/b] (4 punti; 2/4 2p; 0/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Soffre più di chiunque altro nel vedere Varese impaludata nei bassi fondi della classifica. Vorrebbe dare la scossa e portare fuori, uno ad uno, i compagni dalla melma. Eppure i movimenti paiono lenti, i dettagli rimangono tratteggiati e i polpastrelli non danno soddisfazioni. [b]ACHILLE POLONARA [/b](21 punti; 3/4 2p; 5/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Decide la partita grazie a un terzo quarto impetuoso, balisticamente irripetibile (quattro su quattro dall'arco dei 7,25), arcigno. Aizza la folla e torna ad essere, per una notte, il figlio prediletto di Masnago. Che abbia ritrovato il mantello da supereroe?
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Cimberio Varese 84 - Giorgio Tesi Group Pistoia 73
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
Una partita dai due volti, terribile il primo, spumeggiante il secondo, consegna alla Cimberio momenti di serenità in una stagione travagliata. La solidissima interpretazione della ripresa, con De Nicolao, Banks e Polonara sugli scudi, ribalta una sfida cominciata in maniera imbarazzante. Bene così, anche se obiettivi più nobili – l'accesso alla [i]post season –[/i] sembrano preclusi. E rimpiangerli sarebbe come raccogliere le lacrime sul latte versato. [i][b]Bentornato Gek. [/b][/i]I primi applausi della serata si sostanziano in due minuti abbondanti di [i]standing ovation [/i]per il sempreverde Giacomo Galanda, atleta di rara eleganza e pacatezza, omaggiato con lo striscione “bentornato capitano” e con un senso di riconoscenza da pelle d'oca al momento della presentazione delle squadre. All'appello manca invece KeeKee Clark: motivazioni ufficiali parlano di influenza, la ridda di voci della tribuna stampa avvalora la teoria della transazione. L'avvio delle ostilità è tutto a tinte toscane: il quintetto giovane e atletico di coach Moretti scrive sul tabellone un eloquente 0-9 con Wanamaker, Daniel e Washington. Trovati i primi accorgimenti tattici in difesa, la Cimberio inizia ad ingranare anche sul fronte offensivo con la prima tripla a segno, firmata da Polonara per l'8-13. Le cattive iniziative del Johnson di Varese – forzatura da sette metri e due assist per gli avversari dopo avventati[i] tap-out[/i] – restituiscono la doppia cifra di margine agli ospiti, lesti a capitalizzare fino al 10-20. Un finale convulso e disordinato, senza play-maker o affini (alla sparizione di Clark, si sommano i due falli di De Nicolao), induce il pubblico a strapparsi i capelli. Buon per i nostri che Pistoia si addormenti a sua volta, senza incrementare ulteriormente il già pingue 13-21. [i][b]Momenti di panico. [/b][/i]Se le grottesche disavventure del povero Nicola Mei possono essere giustificate dall'inesperienza, le ripetute umiliazioni subite in uno contro uno da Ere e Polonara sono un assordante campanello d'allarme: i colpi di Meini e di Washington valgono il +14 esterno (13-27). La Cimberio vive di sporadici lampi e di preoccupanti svarioni, assumendo un andamento ciondolante condito da palloni persi, sette in meno di metà gara, ed inferiorità sotto i ferri. Il regista Wanamaker (visto nelle Prealpi nel precampionato 2012 ma mai messo sotto contratto, ora riapparso nelle vesti di un tornado) ispira la banda marchiata Giorgio Tesi Group e regala assist al bacio, fucina di canestri da dentro e fuori dall'arco. Bizzozi dà la sensazione di crederci e chiama un minuto di sospensione in occasione del 24-40, allora Scekic e Sakota ripagano la fiducia con preziosi segnali di vita: il parziale di 10-3 riavvicina Varese, seppur a piccoli passi, prima dell'intervallo lungo. [i][b]Reazione di orgoglio. [/b][/i]Rinfrancata dal quarto d'ora di meditazione – pacata od animosa non ci è dato saperlo – la Cimberio azzanna il [i]parquet[/i] e risale fino al 41-43, abbinando fisicità e circolazione di palla. Pistoia pesca dalla spazzatura le segnature di Washington e JJ Johnson, però cede il timone del comando dopo il secondo ciuffo di Achille Polonara e l'entrata vincente di De Nicolao: 51-49 tra un tripudio di vessilli biancorossi. E, senza voler guardare con altezzosità in casa altrui, il fatto che l'ottimo Moretti aspetti cinque minuti buoni di affanno per chiamare time-out lascia basiti. Banks imperversa dalla media distanza con gli amati arresti e tiri, Wanamaker si mostra un trascinatore, PolonAir si appende al canestro in contropiede (57-53): finalmente una pallacanestro da serie A per gli affezionati del PalaWhirlpool. I biancorossi, fin troppo galvanizzati, sciupano un paio di colpi da k.o., ma mano lesta Scekic regala il più otto a fil di sirena: 65-57 al termine di un periodo superbo da 31 punti segnati (solo 14 subiti) con il 72% dal campo e 5 assist. [i][b]Il giusto premio gli inossidabili tifosi. [/b][/i]Nonostante le folate di Gibson, la Giorgio Tesi piomba negli annosi problemi di mal da trasferta – un solo hurrà a domicilio in tutta la stagione – e concede spazi nei quali De Nicolao, Rush e Banks vanno a nozze. Sul più undici (74-63) la Cimberio patisce un calo fisiologico e, in maniera improvvida, ricade negli errori di inizio match: secondi tiri concessi agli avversari, Daniel [i]in primis[/i], e soluzioni prevedibili in attacco. Uno dei pochi sussulti di esperienza del Presidente Johnson e gli errori di pura foga commessi da Pistoia lasciano un margine di sette punti all'imbocco del rettilineo conclusi (78-71 al '37). Qui i ragazzi di casa rimangono ligi sul pezzo e, senza strafare alla ricerca del ribaltone rispetto al meno tredici dell'andata, incamerano due punti attesi tra le mure casalinghe da tre, lunghissimi, mesi. La trasferta di sabato prossimo, nella classicissima del Pianella, farà da spartiacque tra i possibili obiettivi di fine anno: con la salvezza sigillata, serviranno almeno quattro vittorie per tentare di insidiare le lanciate Reggio Emilia e Caserta nella corsa ai play-off. Soprattutto, dato più rilevante, la vittoria di stasera ripaga gli sforzi di amici venuti da Regioni lontane per ammirare dal vivo la nobiltà della Pallacanestro Varese: dopo mesi di patimenti e mal di pancia, adesso gustiamoci un derby senza aver nulla da perdere. -
Tutti insufficienti, il compito in classe è un disastro
Nicolò Cavalli posted a articolo in VareseFansBasketNews
[b]MARKO SCEKIC [/b](5 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Umiliato nella marcatura e nella lotta al rimbalzo da giocatori volonterosi ma con [i]pedigree [/i]da categorie inferiori, il serbo mette in scena l'ennesima recita di un'annata sconclusionata, irritante, svogliata. [b]DUSAN SAKOTA [/b](8 punti; 4/5 2p; 0/1 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]Con sapienza, esce dal copione abituale di giocatore prettamente perimetrale sfornando alcune buone entrate. Scompare nella ripresa, un po' per il suo volto poco battagliero, un po' per la scarsa stima riposta in lui dalla conduzione tecnica di quest'anno. [b]ERIK RUSH [/b](5 punti; 1/3 2p; 1/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Si cala con discreta efficacia nella mentalità ariosa del secondo quarto, quando gli avversari appaiono birilli morbidi come la gomma piuma. Appena la contesa sale di toni, non ne assomma mezza giusta. [b]KEYDREN CLARK [/b](2[b] [/b]punti; 0/1 2p; 0/1 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Nella settimana segnata da un lieto evento personale (la nascita del primogenito), KeeKee decide di prendersi una vacanza. Come al solito non si sforza nemmeno di fingere di piegare le gambe in difesa, inoltre ci aggiunge una cospicua dose di insipidità offensiva. [b]ADRIAN BANKS [/b](11 punti; 2/6 2p; 2/4 3p; 1/1 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Siede paziente sulla sgabello della cucina, osservando i compagni cucinare le portate del primo tempo. All'improvviso tutti si ritraggono e al buon Adrianino toccano tutte le patate bollenti: logico che non ne esca un timballo di qualità. [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](13 punti; 2/7 2p; 3/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Approccia la sfida in maniera entusiasmante, sbranando gli avversari su entrambi i lati del campo e pregustando una nottata da MVP. Quando cominciano i segnali di crisi, perde il senno e si lascia sopraffare da un'insana voglia di strafare: urge un bagno con essenze di umiltà. [b]LINTHON JOHNSON [/b] (9 punti; 4/4 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]In una squadra normale, il centro dovrebbe essere servito in prossimità del pitturato. Al Presidente vengono recapitati solo palloni sporchi a sei metri delle plance. Allora, per ripicca, regala spazi in difesa agli avversari. Quasi rimpiangiamo Hassell. [b]EBI ERE [/b] (5 punti; 1/6 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Il disastro cosmico di un giocatore in caduta libera – mentale, agonistica, fisica – si estrinseca in una serata trascorsa a litigare con i ferri. In trincea, dall'altra parte, nemmeno è in grado di tenere mezzo passo dell'avversario. È un pianto greco. [b]ACHILLE POLONARA [/b](11 punti; 2/3 2p; 2/2 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Troppo facile deliziare la platea con tiri da lontano ed affondate quando l'orchestra suona note di qualità. Nel finale gioca a nascondino e lascia nell'armadietto, accanto all'ingiallito mantello da supereroe, le responsabilità. Così non si cresce. -
In serate plumbee come queste, nelle quali lo stemma della Pallacanestro Varese si ricopre di fango, il Fato e l'equità Cosmica non consegnano notizie positive nemmeno dagli altri campi: Pesaro vince al fotofinish, dopo una folle rincorsa, contro Pistoia e mette in serio dubbio la sopravvivenza della Cimberio nella massima serie. È questo il paradosso di una storia in cui un intero popolo si stringe attorno a una squadra, senza scene di isterie e di contestazione, per uscirne pugnalato alle spalle. Di fronte ai ragazzi di Varese, viziati da pacche sulle spalle, coccolati da eventi con i tifosi, scusati per allenatori dipinti con Barbablù, una compagine di professionisti quale la Sutor, senza stipendio ormai da mesi, viene a conquistare punti, applausi e speranze di salvezze. Ma soprattutto Montegranaro (depredata negli ultimi mesi dei suoi stranieri migliori) porta nel bagagliaio del pullman che la ricondurrà sulle rive dell'Adriatico un senso di dignità. Sostantivo sconosciuto ai quei signori, per i quali gli aggettivi sono pleonastici, con addosso la canotta stellata. [i][b]Piacevoli novità in regia. [/b][/i]Bizzozi, all'esordio stagionale sulla panchina di Masnago, opta per De Nicolao in quintetto al posto del neo papà Clark. Dopo un avvio desolante a “retine bianche”, Johnson dalla media e Polonara in acrobazia scrivono 6-2. Mazzola e Mitrovic danno un po' di ossigeno ai marchigiani, sull'altro versante un ottimo De Nicolao punge due volte dall'arco: 14-6. Le ampie rotazioni imposte dal nuovo coach biancorosso coinvolgono tutta la rosa e pagano dividendi, così Varese tocca in scioltezza il più quindici (canestri che fanno morale per Scekic e Sakota, inframezzati dalla [i]standing ovation [/i]per il riposo concesso a DeNik) prima che Sakic timbri dalla lunetta il 23-10 di fine primo periodo. [i][b]Distrazioni inopinate. [/b][/i]La Cimberio si ripresenta sul parquet con un quintetto ribaltato rispetto allo [i]starting five[/i], occasione propizia colta da Rush e Sakota per allargare la forbice fino al 30-13. Recalcati, incensato con roboanti applausi dalla “sua” Masnago a inizio gara, quasi non osa chiamare time-out, forse per non mettere in risalto la distonia della sua eleganza rispetto alla divisa [i]demodè[/i] della Sutor (rubata a qualche rappresentativa olimpica di metà anni '70). Varese, in apparente controllo, commette il peccato di sentirsi in una botte di ferro ed inizia ad imbarcare acqua. Il pingue Skeen, piantata la tenda nel campeggio dell'area colorata, induce Scekic alla terza penalità e inietta nuove motivazioni ai compagni, dignitosi nel risalire la china fino al 35-22. Due ciuffi dal perimetro di Polonara trovano la pronta risposta di Mitrovic e Cinciarini (letali dall'angolo dopo azioni in fotocopia), quindi Kudlacek segna sulla sirena il canestro che vale il minimo svantaggio marchigiano: 40-34 alla pausa lunga. [i][b]Tutto da rifare. [/b][/i]Banks esce dal letargo primaverile con una serpentina da 2+1 e con un tiro in uscita dai blocchi, quindi Ere si distingue – una volta tanto positivamente – in entrata (47-37). Eppure la partita si mantiene interlocutoria, perché gli ospiti si issano a lungo sotto la soglia psicologica della doppia cifra di disavanzo e iniziano a difendere con le mani addosso, come s'addice a un match di serie A. Clark spezza dalla linea dalla carità il digiuno biancorosso, Montegranaro buca vari tiri aperti, Banks prova a scacciare i fantasmi con la tripla del 51-41. Animi tranquilli? Niente affatto: l'ex Lauwers e Cinciarini si confermano abili cecchini, Campani umilia l'improvvido Scekic e in un amen i ragazzi di Recalcati hanno il fiato sul collo degli abulici giocatori di casa: 54-52 e volti torvi raccolti intorno a Bizzozi. [b][i]L'inizio dell'incubo. [/i][/b]Un fallo antisportivo comminato a De Nicolao, reo di aver trattenuto a terra Lauwers in una convulsa lotta a rimbalzo, rappresenta il preludio alla discesa negli inferi. Sakic e Campani portano gli ospiti sul 54-58 (imbarazzante il dominio sotto le plancw: 28-43), mentre i 4.400 del PalaWhirlpool si sgolano per non piangere o per non andarsene giusto in tempo per gustare un aperitivo. Banks ed Ere ribaltano l'inerzia con due punti esclamativi dai sette metri, però gli eccessi di protagonismo di De Nicolao Giano Bifronte rimescolano ancora le carte in tavola: Lauwers, ancora lui, in transizione dice 60-62. Varese si trascina per il campo con la paura negli occhi e nei polpastrelli, piombando negli abissi del 62-66 dopo l'ennesima fuga verso la salvezza dei giallo-blù. Il resto sono solo fischi, meritatissimi, ad accompagnare la trafila dei tiri liberi avversari, le conclusioni sbilenche dei nostri, la sesta sconfitta in nove uscite al Lino Oldrini dell'annata dannata 2013/2014. Annata che, se nella prossima trasferta di Pesaro la rotta non fosse prontamente invertita, diverrebbe infernale. Si salvi chi può...
